LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SOCHI: PUTIN OCCUPA PARTE DELLA GEORGIA E PREPARA L’OFFENSIVA IN UCRAINA

Posted in Russia by matteocazzulani on February 6, 2014

La Russia occupa 11 chilometri del territorio georgiano per questioni di sicurezza inerenti alle Olimpiadi Invernali, ma la mossa vuole bloccare le forniture di gas dell’Azerbaijan dirette in Unione Europea. Mosca pronta a supportare la federalizzazione dell’Ucraina per separare il Paese ed annettere le regioni orientali nell’Unione Doganale Eurasiatica.

Undici chilometri che limitano la sovranità territoriale di un Paese indipendente e che mettono a serio repentaglio la sicurezza energetica dell’Europa. Nella giornata di martedì, 5 Febbraio, la Federazione Russa ha dichiarato di avere occupato 11 chilometri del territorio della Georgia per garantire il controllo dei dintorni di Sochi, la sede delle Olimpiadi Invernali che i principali Capi di Stato del Mondo libero occidentale -dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, a quello tedesco, Joachim Gauck fino al Capo di Stato francese Francois Hollande- hanno deciso di boicottare per protestare contro le violazioni dei Diritti Umani da parte del Presidente della Russia, Vladimir Putin.

Il territorio occupato riapre una crisi politica tra Russia e Georgia, in quanto esso appartiene all’Abkhazia: regione georgiana strappata da Mosca dopo l’aggressione militare dell’Agosto 2008, alla quale è seguita una fase di stallo che ancora vede l’esercito russo infrangere la sovranità territoriale di Tbilisi.

Oltre che una dimostrazione di forza nei confronti della Georgia, Mosca intende avvicinare la propria frontiera all’area in cui transita il Gasdotto del Caucaso Sud Orientale: infrastruttura che veicola il gas proveniente dall’Azerbaijan in Turchia da cui si rifornirà il Gasdotto Trans Adriatico -TAP, progettato dall’Unione Europea per diversificare le forniture di oro blu veicolando carburante azero in Italia attraverso Grecia ed Albania.

Simile offensiva nei confronti dell’Europa è quella che la Russia sta preparando in Ucraina, dove, come dichiarato in un’intervista al Kommersant” dal Consigliere principale del Presidente Putin, Sergey Glazyev, Mosca sostiene la federalizzazione del Paese sul modello della Groenlandia, con la concessione di poteri di politica fiscale, monetaria ed estera alle singole regioni.

La proposta federalista della Russia, come dichiarato da Glazyev, permette alla parte occidentale dell’Ucraina di entrare nell’UE, mentre le regioni orientali potrebbero aderire all’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale progettato da Mosca per estendere l’influenza della Federazione Russa nel Mondo ex-sovietico e, come dichiarato a più riprese dallo stesso Putin, contrastare l’UE nella competizione economica mondiale.

Se realizzata, la teoria federalista comporterebbe un danno enorme per l’UE, che si ritroverebbe a dovere integrare la parte occidentale dell’Ucraina economicamente più povera, anche se culturalmente più ricca, mentre la Russia di Putin prenderebbe possesso della zona più industrializzata.

Inoltre, il venir meno di un’Ucraina indipendente e unita pone a serio repentaglio la sicurezza di tutta l’UE, in quanto la Russia di Putin si sentirebbe legittimata pretendere la polverizzazione della sovranità anche di altri Paesi dell’ex-blocco sovietico per rafforzare la sua presenza nel Mondo ex-URSS ed incrementare la pressione politica ed economica su Bruxelles, continuando ad avvalersi del gas come strumento geopolitico -come finora, del resto, Mosca ha sempre fatto.

Yanukovych affida il Premierato ad Arbuzov

A proposito dell’Ucraina, continua la chiusura del Presidente, Viktor Yanukovych, alle richieste di discontinuità da parte dell’opposizione, che si sono fatte più pressanti dopo l’uccisione di almeno sette dimostranti da parte della polizia di regime Berkut e l’arresto di diverse centinaia di altri dissidenti.

Con un decreto urgente, il Presidente Yanukovych ha cambiato alcuni articoli della Costituzione per permettere al Premier ad Interim da lui nominato, Serhiy Arbuzov, e ai Ministri dimissionari -tra cui il titolare del Dicastero degli Interni, Vitaly Zakharchenko, la persona che ha autorizzato la polizia a sparare sui manifestanti dell’opposizione in diverse occasioni- di esercitare a pieno titolo le funzioni di Governo.

La mossa di Yanukovych contrasta con le richieste della Comunità Internazionale, che ha posto come condizione necessaria per evitare l’inasprirsi della crisi la formazione di un Governo tecnico di unità nazionale, incaricato di restituire al Parlamento i poteri ad esso sottratti dal Presidente ucraino nel 2010, e di organizzare nuove Elezioni libere e regolari.

Infine, la concessione ad Arbuzov del Premierato non crea alcuna discontinuità con il passato, quando la carica di Premier è stata ricoperta finora da Mykola Azarov: il braccio destro di Yanukovych che si è sempre dimostrato pronto a realizzare le direttive imposte dal Presidente.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH PREPARA LO STATO DI GUERRA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 1, 2014

L’ex-Ministro degli Interni, Vitaly Zakharchenko, ha richiesto al Presidente ucraino di ampliare la dotazione degli armamenti per la polizia di Regime Berkut. Il Capo di Stato ucraino pronto alla svolta autoritaria per paura di perdere il controllo dei suoi uomini.

Lanciarazzi e armamenti a Kyiv oggi come a Beslan nel 2004. Questo è lo scenario che si starebbe preparando in Ucraina, dove, nella giornata di venerdì, 31 Gennaio, le Autorità stanno valutando sempre più seriamente l’eventualità di introdurre nel Paese lo Stato di Guerra.

Come riportato dall’autorevole Dzerkalo Tyzhnia, il Ministro degli Interni, Vitaly Zakharchenko, prima di rassegnare le dimissioni, ha inviato al Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, la richiesta formale per dotare le forze speciali di polizia Berkut di armamenti eccezionali per porre fine alle manifestazioni per la democrazia e la Libertà contro il Regime dittatoriale del Presidente, che durano dal 21 Novembre scorso.

Nello specifico, Zakharchenko, che si trova in cima alla lista delle persone a cui Stati Uniti d’America e Canada hanno imposto sanzioni personali in seguito all’uccisione di almeno sette persone tra i manifestanti e a più di cento feriti, ha richiesto a Yanukovych la possibilità di utilizzare armamenti Trmel: potenti lanciarazzi utilizzati dall’esercito russo in Cecenia, sopratutto durante l’attacco alla scuola di Beslan.

A confermare la richiesta di armamenti supplementari dell’ex-Ministro, che secondo indiscrezioni dovrebbe essere nominato da Yanukovych a Capo del Consiglio Nazionale di Difesa e Sicurezza, è una lettera inviata giovedì, 30 Gennaio, dalle Forze Armate ucraine al Presidente “per permettere azioni straordinarie per stabilizzare la situazione nel Paese”.

Come riportato dalla Ukrayinska Pravda, la nota, sottoscritta dal Ministro della Difesa, Pavel Lebedev, descrive gli oppositori come “pericolosi per il mantenimento dell’ordine pubblico e dell’integrità della nazione” e, quindi, ritiene necessario l’uso delle armi per riportare l’ordine a Kyiv.

Del resto, gli armamenti per la polizia sono già stati ampliati dall’ultimo Decreto emanato dall’ex-Premier, Mykola Azarov, che, il 22 Gennaio scorso, ha permesso l’uso di una vasta gamma di granate, di gas urticanti e lacrimogeni, il lancio di proiettili ad altezza d’uomo, e l’utilizzo di idranti a temperature sotto zero.

Le prese di posizione di Zakharchenko e del Ministero della Difesa ucraino ventilano l’ipotesi di utilizzo della forza da parte del Presidente Yanukovych, che dopo avere costretto i Deputati del suo Partito delle Regioni a votare in favore di un Progetto di Legge che garantisce un’amnistia per gli oppositori incarcerati condizionata allo sgombero da l’arte dei Manifestanti degli Uffici Pubblici occupati per protesta -una presa di posizione che ha infranto gli accordi negoziati con i dimostranti pochi giorni prima- è fuggito in ospedale, ufficialmente per un’infiammazione respiratoria.

Come rilevato dall’ex-Presidente polacco, Aleksander Kwasniewski, con la fuga in ospedale e la visita al Parlamento per obbligare i suoi Deputati al voto, Yanukovych ha dimostrato di temere di perdere potere su quei reparti, come i Parlamentari e l’esercito, che finora gli hanno garantito il mantenimento del potere.

Azarov fugge in Austria

Un’altra figura del Regime ad avere optato per la fuga è l’ex-Premier Azarov, che, dopo essere stato dimissionato, si è trasferito in Austria, presso la residenza dovei il figlio ha una sua attività.

Come riportato dal giornale austriaco Kronen Zeitung, la scelta di Azarov è alquanto curiosa ed incoerente, in quanto proprio l’ex-Premier, uno dei più acerrimi oppositori dell’integrazione europea dell’Ucraina, ha più volte descritto l’Europa come “la Patria di deviazione culturali come il riconoscimento dell’omosessualità”.

Nello specifico, Azarov ha presentato l’Unione Europea come “una comunità di estrema sinistra” che, nell’ambito della forma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina -un documento che prevedeva la sola integrazione economica dell’economia Ucraina nel mercato unico UE- intendeva imporre la legalizzazione delle coppie omosessuali anche a Kyiv.

La Kronen Zeitung ha fatto sapere di avere fornito agli attivisti per i diritti degli omosessuali l’indirizzo dell’attività del figlio di Azarov per organizzare proteste e sit-in.

Matteo Cazzulani