LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’Europa diversifica le forniture di gas: a Baku varato il Corridoio Meridionale

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 23, 2014

Il progetto, composto dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP- consente all’Europa di incrementare la sicurezza energetica importando carburante dal territorio azero. Nel complesso, le infrastrutture, per cui è previsto un investimento di più di 45 Miliardi di Dollari, raggiungono una lunghezza di circa 2 Mila chilometri

Un insieme di gasdotti di circa 2 Mila chilometri dal Caucaso all’Italia, attraverso Turchia, Grecia ed Albania, senza contare le diramazioni che assicureranno a molti Paesi dell’Unione Europea di diversificare le forniture di gas. Nella giornata di sabato, 20 Settembre, a Baku, in Azerbaijan, è stato varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti, supportato dall’Unione Europea, concepito per veicolare fino a 20 miliardi di metri cubi di gas.

Come riportato dall’Hurriyet Daily News, il Corridoio Meridionale è composto dal già esistente Gasdotto del Caucaso Sud Orientale, che veicola il gas dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia, dal Gasdotto Trans Anatolico -TANAP, che attraversa tutto il territorio turco- e dal Gasdotto Trans Adriatico -TAP- che conduce il carburante dalla Grecia alla Provincia di Brindisi attraverso l’Albania.

Oltre a questi tre gasdotti, il Corridoio Meridionale prevede alcune diramazioni, come il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- che conduce parte del gas dell’Azerbaijan dall’Albania in Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia -dove sarà immesso nel Corridoio Nord-Sud che conduce il gas dal rigassificatore croato di Krk fino alla Polonia- e l’Interconnettore Grecia-Bulgaria.

Nel suo complesso, il progetto è compartecipato, oltre che dai Governi dei Paesi interessati, anche da alcune compagnie energetiche, come il colosso azero SOCAR, quello britannico British Petroleum, quello norvegese Statoil, la compagnia francese Total, la tedesca E.On, la belga Fluxys, e la svizzera Axpo.

Soddisfazione per la realizzazione del Corridoio Meridionale, che come dichiarato dal Capo della SOCAR, Rovnag Abdullaev, comporta investimenti per più di 45 Miliardi di Dollari, è stata dichiarata dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che, come riportato dall’autorevole Trend, ha illustrato come il progetto sia necessario a garantire la diversificazione delle forniture di gas per l’Europa, che, ad oggi, dipende quasi esclusivamente da pochi fornitori che, spesso, si avvalgono dell’energia come arma di ricatto geopolitico.

Apprezzamenti sono stati dichiarati anche dal Ministro del Commercio britannico, John Livingston, che ha sottolineato come il Corridoio Meridionale, di cui si sta progettando il prolungamento dall’Italia alla Gran Bretagna, attraverso Svizzera, Germania, Francia e Belgio, sia necessario per lo sviluppo sia di tutti i Paesi interessati dal percorso dei gasdotti, che di tutti quelli dell’UE.

Pareri favorevoli all’infrastruttura sono stati dichiarato da altri rappresentanti dei Paesi coinvolti nel Corridoio Meridionale presenti all’inaugurazione, come, tra gli altri, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, il Premier greco, Antonis Samaras, e il Ministro dell’Energia albanese, Damian Gjiknuri.

Un successo anche del Governo Renzi

Degne di nota sono state le dichiarazioni del Viceministro dello Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, che ha sottolineato come l’Italia sia tra i Paesi più attivi nella realizzazione del Corridoio Meridionale per perseguire una politica mirata alla messa in sicurezza delle proprie forniture di idrocarburi.

Ad oggi, l’Italia dipende quasi esclusivamente dalle forniture di gas di Algeria e Russia, ma con la realizzazione della TAP -l’ultimo tratto del Corridoio Meridionale- ha la possibilità di diventare l’hub europeo del gas dell’Azerbaijan, e, così, di rafforzare notevolmente il suo peso energetico e politico in UE.

A volere fortemente la realizzazione della TAP, che oltre ad incrementare la sicurezza energetica dell’Italia è destinata a creare nuovi posti di lavoro, sono stati l’attuale Premier, Matteo Renzi, e i due Capi di Governo che lo hanno preceduto, Enrico Letta e Mario Monti.

Per quanto riguarda l’arco parlamentare, a sostenere la TAP, in Italia, sono stati Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica, Socialisti e parte di Forza Italia, mentre parere contrario all’ultimo tratto del Corridoio Meridionale è stato espresso da Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Sinistra-Ecologia-Libertà, Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia.

Esemplificativo della motivazione dell’opposizione di alcune forse politiche alla TAP è il loro totale assenso al Southstream: un gasdotto progettato dal Presidente russo, Vladimir Putin, e dall’ex-Premier italiano, Silvio Berlusconi, per incrementare la quantità di gas russo inviata in Italia.

A differenza della TAP, il Southstream non diversifica le forniture di gas per l’Italia e l’Europa e, per questo, è osteggiato alla Commissione Europea, che ritiene il gasdotto russo non in linea con i principi di rafforzamento della sicurezza energetica che l’UE si è posta con la realizzazione del Corridoio Meridionale e di una serie di rigassificatori in tutto il continente.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Asse Putin-Erdogan nella Guerra del Gas contro l’Europa

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 2, 2014

Il monopolista statale russo del gas Gazprom incrementa la quantità di gas esportato ad Ankara, che ha aperto le trattative per la rinegoziazione degli accordi energetici con l’Azerbaijan. Col potenziamento del gasdotto Bluestream, Mosca mette a serio repentaglio relazioni contrattuali fondamentali per la diversificazione delle forniture di oro blu dell’Europa

Giochi di Contratto in un’area del Mondo delicata tanto quanto l’Ucraina mettono a serio repentaglio la realizzazione del Corridoio Meridionale dell’Unione Europea e, più in generale, la necessaria diversificazione delle forniture di gas per i Paesi membri UE. Lo scorso 22 Aprile, Turchia e Russia hanno concordato l’incremento della quantità di gas russo inviata da Mosca in territorio turco per mezzo del gasdotto Bluestream: infrastruttura, realizzata sul fondale del Mar Nero nel 2005 per mezzo di un accordo politico tra il Presidente russo, Vladimir Putin, il Premier turco Tajip Erdogan, e quello italiano Silvio Berlusconi.

Nello specifico, durante un incontro ad Ankara tra il Ministro dell’Energia turco Taner Yildiz e il Vicepresidente del monopolista statale russo del gas Gazprom, Aleksandr Medvedev, la Russia ha proposto l’aumento della quantità di gas venduta ad Ankara tramite il Bluestream da 16 a 19 Miliardi di metri cubi all’anno.

La proposta di Mosca, che fonti ben autorevoli confermano essere stata accettata da Ankara, è servita alla Russia per compensare la richiesta avanzata dalla Turchia di uno sconto sul prezzo del gas con l’impegno a garantire forniture di oro blu russo stabili e durature.

Se sul piano effettivo l’incremento delle esportazioni di gas russo in Turchia va incontro alla crescente domanda turca di energia, su quello geopolitico il rafforzamento del transito di oro blu attraverso il Bluestream punta a mettere in crisi le relazioni energetiche che Ankara intrattiene con Azerbaijan ed Iran.

Infatti, l’incremento del gas esportato in Turchia dalla Russia ha subito spinto Ankara a richiedere una revisione dei contratti con Azerbaijan e Iran sopratutto per quanto riguarda la cancellazione della clausola Prendi o Paga, che, ad oggi, obbliga la parte turca ad acquistare un massimale di 6,6 miliardi di metri cubi di gas azero e di 10 miliardi di metri cubi iraniano.

Oltre che al declassamento delle relazioni turche con due importanti fornitori, la mossa della Russia nell’aumentare la portata del Bluestream è orientata a bloccare il progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea.

Per decrementare la forte dipendenza dalle importazioni da Russia ed Algeria, la Commissione Europea ha concepito la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettati per importare oro blu dall’Azerbaijan -e possibilmente anche da Israele ed Iraq- attraverso il territorio turco.

Del Corridoio Meridionale fanno parte due progetti che coinvolgono diversi Paesi UE ed extra-UE, come il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas in Turchia occidentale dall’Azerbaijan attraverso Georgia e tutto il territorio turco.

Altro progetto del Corridoio Meridionale è il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- progettato per trasportare 10 miliardi di metri cubi del gas azero veicolato dalla TANAP dalla Turchia Occidentale in Italia attraverso Grecia ed Albania, con diramazioni che servono anche Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Ungheria, Bulgaria e Romania.

Il Bluestream come il Southstream

La realizzazione del Corridoio Meridionale UE ha avuto una notevole implementazione in seguito alle sanzioni di carattere anche energetico che l’UE ha imposto alla Russia in risposta all’annessione militare della Crimea e alle provocazioni militari organizzate da Mosca in Ucraina orientale.

Nello specifico, le sanzioni UE hanno congelato il Southstream: gasdotto, progettato sul fondale del Mar Nero, in Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia, Italia e Austria, sempre sulla base di un accordo politico tra Putin e Berlusconi, che mira ad incrementare a 63 miliardi di metri cubi annui la quantità di gas inviato dalla Russia in Europa.

In alternativa al Southstream, che la Commissione Europea ha più volte dichiarato essere illegale e lesivo della sicurezza energetica dei Paesi UE, Putin, per mezzo del Bluestream, sta ora cercando di allontanare dalla partecipazione ai progetti energetici europei un Paese, la Turchia, fondamentale per garantire la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

GRECIA E TURCHIA SI CONTENDONO IL GAS DI ISRAELE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 2, 2013

Il Ministro dell’Energia greco, Ioannis Maniatis, supporta la realizzazione del Corridoio Mediterraneo Est per veicolare gas israeliano attraverso Cipro, mentre il suo collega turco, Taner Yildiz sostiene l’importazione del carburante di Israele in Turchia. Francia, Germania, Spagna e Portogallo potrebbero convergere sulla via greca, mentre USA e Gran Bretagna sostengono la soluzione turca

Grecia contro Turchia, l’UE forse divisa e gli USA che supportano la pacificazione tra i turchi ed Israele. Durante un incontro tra il Ministro dell’Ambiente, dell’Energia e del Cambiamento Climatico Ioannis Maniatis e il suo collega israeliano, Silvan Shalom, la Grecia ha supportato la realizzazione del Corridoio Mediterraneo Est.

Questa infrastruttura è concepita per veicolare in Grecia attraverso Cipro gas da Israele, le cui riserve di oro blu, in base alle ultime scoperte di giacimenti nel Mediterraneo Orientale -Karish, Tamar e Leviathan- ammonta a più di 800 Miliardi di metri cubi.

Durante i colloqui, il Ministro Maniatis ha sottolineato l’importanza della realizzazione del Corridoio Mediterraneo Est per ampliare la portata del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- infrastruttura che veicola gas dell’Azerbaijan dal confine tra Grecia e Turchia in Italia attraverso l’Albania, con diramazioni in Bulgaria, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia.

Oltre alla Grecia, interesse per il gas di Israele è stato espresso dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, che, durante un incontro pubblico organizzato dall’Economist, ha dichiarato che la Turchia è intenzionata a veicolare sul proprio territorio l’oro blu israeliano.

Nello specifico, il Ministro Yildiz ha evidenziato come la realizzazione di un gasdotto per trasportare 8 Miliardi di metri cubi di gas israeliano nel territorio turco è utile per incrementare la portata del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP: conduttura che veicola alla TAP in Grecia 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine con la Georgia attraverso tutta la Turchia.

I due progetti, che finiscono per alimentare la TAP, non sono in concorrenza per quanto riguarda lo scopo finale: il riformimento di gas israeliano in Europa, ma muovono interessi regionali differenti su cui influiscono interessi internazionali molto consistenti.

Il Corridoio Mediterraneo Est coinvolge Grecia e Cipro: due Paesi UE in preda ad una crisi che, come sostengono anche Italia, Spagna e Portogallo, vanno aiutati per valorizzare una parte dell’Europa debole ed arretrata.

Inoltre, il Corridoio Mediterraneo Est diminuisce il ruolo della Turchia come Paese fornitore di gas alternativo a quello della Russia -da cui l’UE dipende fortemente: una situazione che potrebbe far convergere sulla via greca Paesi tradizionalmente contrari all’ingresso dei turchi in Europa come Francia e Germania.

La via turca invece trova da tempo l’appoggio del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che molto si è speso affinché Turchia ed Israele ricucissero lo strappo politico dopo il caso della Freedom Flottilla nel 2010.

Gli USA sostengono la collaborazione tra le uniche due democrazie del Medio Oriente che non solo insidiate da rigurgiti estremisti e penetrazioni di stampo terrorista.

Inoltre, Obama incoraggia l’incremento della posizione della Turchia come Paese di transito di fonti alternative di gas per l’UE, contemplando allo stesso tempo Israele come un’ulteriore fornitura alternativa per l’Europa all’Azerbaijan.

La posizione degli USA in Europa potrebbe essere sostenuta, seppur in maniera cauta, dalla Gran Bretagna, che nella Turchia vede un alleato tradizionale, e che può contare sulle ottime relazioni energetiche tra compagnie britanniche ed enti azeri che possiedono azioni nella TANAP.

Israele più orientata verso Cipro, ma non si esclude la terza via

A rendere decisiva la vittoria della via greca o di quella turca è la scelta del Governo israeliano che, ad oggi, ha destinato all’export il 40% delle proprie risorse di gas.

Secondo le dichiarazioni del Ministro Shalom, Israele è più orientata alla soluzione greca, ma non esclude la realizzazione di un rigassificatore ad Haifa per esportare il gas sotto forma liquefatta al terminale di Cipro.

Da qui, il gas israeliano sarebbe trasportato in Grecia tramite un gasdotto costruito ad hoc dal Governo israeliano e quello cipriota.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LA TURCHIA ALLA RICERCA DI SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 27, 2013

La compagnia energetica TPAO sfrutta sperimentalmente oro blu non convenzionale in Tracia, mentre il Governo turco invia una delegazione per studiare le tecniche di Stati Uniti e Canada. Il territorio turco comtiene ingenti riserve di gas shale.

Da principale Paese di transito del gas per la diversificazione UE a potenziale produttore di oro blu. Nella giornata di giovedì, 26 Settembre, la Turchia ha avviato la ricerca di gas Shale nella regione della Tracia.

Come riportato dall’Hurriyet Daily News, nella regione sono stati individuati 4,6 Trilioni di metri cubi di gas non convenzionale, su cui la compagnia energetica nazionale TPAO ha già iniziato a lavorare.

Positivo è il commento del Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, che ha sottolineato come la produzione di proprio gas da parte della Turchia consentirà un mutamento della geopolitica energetica di notevole dimensioni.

Il Ministro Yildiz ha inoltre comunicato che una delegazione turca si recherà negli Stati Uniti d’America e in Canada per apprendere meglio le tecniche di sfruttamento dello shale, regolarmente estratto, e commercializzato, in Nordamerica.

Secondo lo studio EIA, il territorio turco possiede una riserva di 651 miliardi di metri cubi di gas shale, abbastanza per soddisfare la domanda di oro blu del Paese per 14 anni.

Prima della Turchia, la ricerca di shale sperimentale è stata avviata in Europa da Gran Bretagna, Polonia, Romania, Danimarca e Lituania, mentre Slovacchia, Ungheria, Portogallo, Austria e Belgio si sono detti favorevoli allo sfruttamento del gas non convenzionale.

Germania, Italia e Spagna hanno dichiarato interesse ad importare shale dagli USA, mentre Francia, Olanda, Bulgaria e Repubblica Ceca hanno posto una moratoria sullo sfruttamento di gas non convenzionale per ragioni di carattere ambientale.

Gasdotti necessari per la diversificazione delle forniture energetiche UE

Oltre che con lo shale, la Turchia è importante anche per quanto riguarda la realizzazione di gasdotti per limitare la dipendenza dell’Europa da Russia ed Algeria, tra cui il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come dichiarato a New York, durante il Forum del Caspio 2013, dal Ministro degli Esteri turco, Ahmet Davitoglu, TANAP e TAP sono gasdotti necessari per la sicurezza nazionale dei Paesi coinvolti, ed anche di tutta l’Unione Europea, che rafforzano la cooperazione tra Stati differenti.

La TANAP è progettata per veicolare 30 Miliardi di Metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno dal confine tra Georgia e Turchia a quello tra il territorio turco e la Grecia. La TAP è concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas azero dal confine turco-greco in Italia, attraverso l’Albania.

Inoltre, la Turchia potrebbe diventare il principale Paese di transito in UE anche del gas israeliano, se Israele darà il via alla realizzazione di un gasdotto che veicola l’oro blu in territorio turco dai giacimenti marittimi Leviathan, Tamar e Karish.

Matteo Cazzulani

LA TURCHIA INTERESSATA ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 3, 2013

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, la compagnia energetica turca Botas è vicina all’acquisto del 15% del Gasdotto Trans Adriatico. La Romania chiede un risarcimento per la mancata realizzazione del Nabucco

C’è chi cambia posizione e chi chiede risarcimenti per una scelta geopolitica che non è andata a buon fine. Nella Giornata di lunedì, 2 Settembre, il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato l’intenzione da parte della Turchia di compartecipare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come riportato dalla Trend, il Ministro Yildiz ha sostenuto la necessita per la compagnia energetica nazionale Botas di rilevare il 15% della TAP, secondo un’offerta che il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico ha già fatto alla Turchia.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è compartecipata dal colosso britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla belga Fluxys, dalla tedesca E.On e dalla svizzera AXPO.

Oltre all’interesse per la TAP, il Ministro Yildiz ha anche espresso sostegno per il Nabucco: gasdotto concepito per veicolare il gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sostenuto politicamente dai Paesi coinvolti, più Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, il Nabucco è stato affossato dalla scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura deputata al trasporto dell’oro blu azero in Europa.

Il Ministro Yildiz ha tuttavia dichiarato che Nabucco e TAP non sono progetti concorrenti, sopratutto considerata la crescente richiesta di gas da parte dei Paesi dell’Unione Europea.

Chi invece si è rassegnato al tramonto del Nabucco è il Presidente romeno, Traian Basescu, che, martedì 27 Agosto, ha chiesto un risarcimento per la mancata realizzazione del gasdotto dalla verdiana denominazione.

Il Presidente Basescu ha ricordato come, più di altri Paesi coinvolti nel progetto, la Romania abbia sostenuto la realizzazione del Nabucco, che è stato preferito fin da subito da Bucarest non solo alla TAP, ma anche al Southstream.

La politica di espansione energetica russa in UE

Quest’infrastruttura è stata concepita dalla Russia in concorrenza con il Nabucco per incrementare le forniture di gas russo all’Europa con l’invio di 63 Miliardi di metri cubi di oro blu all’anno in Austria dalle coste meridionali della Federazione Russa attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Sostenuto dai Paesi coinvolti nel progetto, il Southstream è compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Il Southstream è criticato dalla Commissione Europea, in quanto la sua realizzazione mette a serio repentaglio il progetto di diversificazione delle forniture di gas dell’UE.

Il Presidente Basescu ha ritenuto la realizzazione del Southstream il consolidamento del monopolio di Gazprom, e quindi della Russia, nel mercato energetico europeo.

Matteo Cazzulani

LA TURCHIA PROPONE LA PARTNERSHIP CON L’AZERBAIJAN NEL MAR MEDITERRANEO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 12, 2013

Il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, propone l’incremento della presenza di Baku nel Mediterraneo. La manovra consente ad Ankara di rafforzare il suo ruolo energetico nel Mare Nostrum

Un sodalizio energetico tra due Paesi fondamentali per l’indipendenza energetica dell’Unione Europea. Nella giornata di giovedì, 11 Aprile, la Turchia ha offerto all’Azerbaijan lo sfruttamento dei giacimenti energetici ubicati nelle acque territoriali del Mar Nero e del Mar Mediterraneo.

La proposta, avanzata dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, punta a rafforzare la partnership tra Turchia ed Azerbaijan: due Paesi già impegnati nella realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP.

Questa infrastruttura è concepita per veicolare gas estratto dall’Azerbaijan in Unione Europea attraverso il territorio turco.

La TANAP ricopre un ruolo cruciale nella politica di diversificazione degli approvvigionamenti di energia varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia.

Per la Turchia, il rafforzamento della partnership con l’Azerbaijan nel Mediterraneo permette anche di contrastare Cipro, con cui è ancora aperta una contesa per il controllo dei giacimenti delle acque territoriali cipriote situate nella parte turca dell’isola -Aphrodite.

Inoltre, l’alleanza tra Turchia ed Azerbaijan consente ad Ankara di rafforzare la sua posizione come player geopolitico di prima importanza nel Mediterraneo dopo il ripristino della partnership con Israele.

Ankara e Tel Aviv hanno in cantiere il trasporto del gas dai giacimenti israeliani nel Mar Mediterraneo -Tamar e Leviathan- in Europa attraverso i gasdotti ubicati sul territorio turco.

Lituania e Norvegia rafforzano la cooperazione nel gas

Alleanza energetica è stata stipulata anche da Norvegia e Lituania, per permettere a Vilna l’avvio dell’importazione di gas liquefatto da Oslo, e diminuire così la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia -da cui il mercato lituano dipende per il 99%.

In un incontro tra il Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, ed il Primo Ministro norvegese, Jens Stoltenberg, i due Paesi hanno deciso di procedere con la cooperazione stretta nel settore energetico.

Lituania e Norvegia già collaborano nella realizzazione del rigassificatore di Klaipeda: infrastruttura sostenuta dall’UE, in cui il gas liquefatto è fornito, stoccato ed immesso nel mercato lituano dalla compagnia norvegese Hoeg LNG.

Matteo Cazzulani

GAS: LA GRECIA DICE SI ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 11, 2013

Il Governo greco ratifica l’Accordo Intergovernativo per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico. La Turchia cambia posizione.

Un via libera che rafforza un progetto di importanza cruciale per l’Unione Europea.

Nella giornata di mercoledì, 10 Aprile, la Grecia ha ratificato l’Accordo Intergovernativo per la costruzione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- firmato con Italia ed Albania lo scorso 13 Febbraio.

Come riportato da una nota del consorzio TAP, il prossimo passo che sarà compiuto dalla Grecia sarà la ratifica dell’Accordo Governativo di Ospitalità della conduttura: un documento che sancirà gli aspetti tecnici della realizzazione del gasdotto.

Secondo le stime, il Gasdotto Trans Adriatico creerà 12 Mila posti di lavoro diretti ed indiretti sul territorio greco, e consentirà alla Grecia di contrastare la crisi economica e politica che Atene si trova oggi a fronteggiare.

La TAP è concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia, attraverso l’Albania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia tedesca E.On, e dalla svizzera AXPO, e politicamente è supportato dai Governi di Italia, Svizzera, Albania e Grecia.

Sostegno alla TAP e stato dato anche dall’Ambasciatore Mihat Rende, Capo del Dipartimento degli Affari Economici ed Energetici del Ministero degli Esteri turco, che ha evidenziato la necessità di realizzare un’infrastruttura destinata ad implementare la sicurezza energetica dell’Europa.

La posizione dell’Ambasciatore Rende è una correzione rispetto al pieno sostegno dato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, al Nabucco.

Questo gasdotto, concorrente alla TAP, è progettato per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas azero dalla Turchia Occidentale all’Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara BEH, il Nabucco è supportato politicamente da Turchia, Polonia, Austria, Romania, Slovacchia e Bulgaria.

La Bulgaria contesta il Southstream

Proprio la Bulgaria ha avviato un’indagine su un altro gasdotto concorrente a TAP e Nabucco -condutture sostenute dalla Commissione Europea- come il Southstream.

Questa conduttura è stata progettata dalla Russia per bloccare TAP e Nabucco, e per rifornire l’Europa di 63 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno attraverso il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia, l’Italia e l’Austria.

Come dichiarato dal Primo Ministro ad interim bulgaro, Marin Raykov, Sofia intende valutare se il Southstream non lede con il Terzo Pacchetto Energetico.

Questa legge dell’Unione Europea vieta la gestione congiunta della compravendita e del trasporto del gas da parte di monopoli extraeuropei.

Il Southstream, sostenuto da Russia, Ungheria, Serbia, Slovenia e Bulgaria, è gestito a maggioranza dal monopolista statale russo del gas Gazprom, ed in quota minoritaria dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall, e da quella francese EDF.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TURCHIA PREFERISCE IL NABUCCO ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 9, 2013

Il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, supporta il gasdotto dalla verdiana denominazione per trasportare oro blu in Europa dall’Azerbaijan. Il parere di Ankara vincolante nella scelta finale tra i due progetti

Tra l’Europa Centrale e quella meridionale la Turchia ha fatto la sua scelta per garantire la sicurezza energetica dell’UE.

Nella giornata di lunedì, 9 Aprile, il ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato il sostegno della Turchia al Nabucco.

Come riportato dall’agenzia Azernews , il Ministro Yildiz ha ritenuto il tragitto del Nabucco più vantaggioso rispetto a quello del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Entrambe le condutture sono parte del Corridoio Meridionale UE: fascio di gasdotti concepiti dalla Commissione Europea per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan per diminuire la dipendenza dalla Russia, da cui l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Il Nabucco è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas proveniente dall’Azerbaijan dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalle compagnie austriaca OMV, romena Transgaz, bulgara BEH e turca Botas, il Nabucco è supportato politicamente da Austria, Turchia, Polonia, Bulgaria e Romania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è progettato per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

Sostenuta economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente dai Governi di Italia, Grecia, Svizzera e Albania.

La scelta spetta agli azeri

La scelta tra il Nabucco e la TAP sarà effettuata dal consorzio incaricato dello sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz, composto dal colosso dell’Azerbaijan SOCAR, da quello britannico British Petroleum, dalla compagnia francese Total e dalla russa Lukoil.

Il parere della Turchia è tuttavia vincolante, dal momento in cui sia il Nabucco che la TAP debbono collegarsi al Gasdotto Trans Anatolico-TANAP.

Questa conduttura, compartecipata dalla SOCAR e dalle compagnie turche TPAO e Botas, veicola il gas dell’Azerbaijan attraverso tutta la penisola anatolica.

Matteo Cazzulani

PER LA TAP ANCHE GAS CURDO-IRACHENO

Posted in Birmania, Guerra del gas by matteocazzulani on March 24, 2013

Il consorzio del Gasdotto Trans Adriatico opta per un piano B in caso di mancato trasporto dell’oro blu azero. L’opportunità per l’Italia in ambito geopolitico ed energetico.

Gas curdo-iracheno e turkmeno come piano di riserva per la sicurezza energetica europea.

Nella giornata di venerdì, 22 Marzo, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha ammesso la possibilità di veicolare attraverso l’infrastruttura gas proveniente dal Kurdistan iracheno.

Come dichiarato dal Direttore delle Relazioni Esterne della TAP, Michael Hoffman, il trasporto del gas dal Kurdistan iracheno, che è stato avallato dal Ministero dell’Energia turco, costituisce per il Gasdotto Trans Adriatico un’alternativa all’oro blu dell’Azerbaijan.

La TAP, sostenuta economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, e supportata politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Albania e Grecia, è concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Salento dal territorio greco attraverso quello albanese.

Concorrenti della TAP sono altri due gasdotti, come il Nabucco, progettato dalla Commissione Europea con il sostegno politico di Austria, Polonia, Slovacchia, Romania, Bulgaria e Turchia per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas azero all’anno al terminale austriaco di Baumgarten dal territorio turco occidentale attraverso quello bulgaro, romeno ed ungherese.

Competitor sia della TAP che del Nabucco è il Southstream: conduttura progettata dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas in Austria dal territorio russo attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Questo gasdotto ha lo scopo politico da parte della Russia di bloccare la realizzazione sia del Nabucco che della TAP e garantire così l’egemonia di Mosca nel settore energetico in Unione Europea -che dipende dalle forniture di gas russo per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

La presenza di un piano alternativo al trasporto del gas azero fa della TAP un progetto concretamente realizzabile, anche assieme al Nabucco.

Se costruito, il Gasdotto Trans Adriatico permette all’Italia di diventare l’hub in Europa del gas dall’Azerbaijan, o dal Kurdistan iracheno, rafforza il peso politico del nostro Paese in seno all’UE, e favorisce la creazione di posti di lavoro in un momento di particolare crisi economica e sociale.

Gas turkmeno attraverso la TANAP

Oltre al gas azero e curdo, possibile per l’Europa è anche il trasporto del gas turkmeno attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP.

Questa infrastruttura, supportata dai colossi energetici britannico British Petroleum, norvegese Statoil, azero SOCAR, dalla compagnia francese Total, e da quella turca Botas, è progettata per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dalla Georgia alla Turchia occidentale.

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, Ankara è intenzionata ad ammettere anche 6 miliardi di metri cubi di gas dal Turkmenistan nella TANAP per rifornire l’Unione Europea di una fonte di approvvigionamento alternativa, che sarà utile ad contrastare il quasi monopolio della Russia nel mercato energetico europeo.

Matteo Cazzulani

TURCHIA E ISRAELE ROMPONO LE RELAZIONI DIPLOMATICHE ED ENERGETICHE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 18, 2013

Il Governo turco sospende i progetti di collaborazione nel settore del gas fino a quando le Autorità israeliane non ricompenseranno le vittime dell’attacco alla Freedom Flottilla del 2010. I rifornimenti di gas all’UE alternativi alla Russia la ratio del contrasto.

Il Premier turco, Tayyip Erdogan

Il Premier turco, Tayyip Erdogan

Una commistione tra politica ed energia che che riguarda l’Europa molto da vicino. Nella giornata di venerdì, 15 Febbraio, la Turchia ha posto il suo diniego all’avvio del progetto di esportazione di gas da Israele in Europa per motivazioni politiche.

Come riportato dalla Trend, il Ministro dell’Energia della Turchia, Taner Yildiz, ha motivato la posizione risoluta di Ankara con le mancate scuse da parte di Israele per l’uccisione di nove cittadini turchi durante l’attacco alla Freedom Flottilla nel 2010.

Il Ministro Yildiz ha posto come condicio sine qua per il rinnovo della cooperazione energetica con Tel Aviv anche l’erogazione di compensazioni alle famiglie delle vittime turche dell’attacco militare al cargo navale -che per i turchi trasportava aiuti in Palestina, mentre secondo gli israeliani riforniva di armi i terroristi palestinesi- e l’immediato sgombero da parte di Israele della Striscia di Gaza.

Un preludio al dissidio tra i due Paesi si è avuto nel Settembre 2012, quando il Premier turco, Tajip Erdogan, ha richiamato in Patria l’Ambasciatore a Tel Aviv, ed ha posto i rapporti diplomatici con Israele su un secondo piano rispetto a quelli con altri Paesi del Medioriente.

Tuttavia, l’inasprimento dei rapporti turco-israeliani è dettato anche dalla concorrenza tra i due Paesi per garantire all’Unione Europea fonti di approvvigionamento di gas alternative a quelle della Russia.

Per diminuire la dipendenza da Mosca -da cui l’UE dipende per il 40% del fabbisogno continentale di gas- la Commissione Europea ha progettato l’importazione diretta di oro blu da fonti alternative, Azerbaijan e Turkmenistan, mediante la costruzione di un sistema di gasdotti che transitano attraverso la Turchia.

Negli ultimi mesi del 2012, la scoperta di un cospicuo giacimento di gas al largo delle coste israeliane del Mar Mediterraneo ha però reso Tel Aviv una possibile fonte di approvvigionamento di gas alternativa alla Russia, che avrebbe finito per ridimensionare l’importanza della Turchia per l’UE.

I turchi restano favoriti

A giocare a favore della Turchia sono i progressi registrati nel progetti di importazione diretta del gas dall’Azerbaijan.

In partnership con le Autorità azere, il Governo turco ha avviato la realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP: conduttura concepita per veicolare il gas proveniente dall’Azerbaijan dalla Georgia alla Turchia Occidentale.

Da qui, due condutture, il Nabucco e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- sono state progettate dalla Commissione Europea per trasportare il gas azero rispettivamente in Austria attraverso Bulgaria, Romania e Ungheria, e in Italia attraverso Grecia e Albania.

Al contrario, il trasporto del gas israeliano in Europa è ancora privo di un progetto organico e ben definito.

Oltre al varo di una partnership tra Israele, Cipro e Grecia per il trasporto diretto del gas in UE – da cui non è derivato ancora nessun piano concreto- Tel Aviv ha preventivato l’invio del carburante estratto dal Mar Mediterraneo in Europa attraverso la Turchia, mediante la costruzione di un apposito gasdotto dalle coste israeliane al territorio turco.

Il congelamento delle relazioni diplomatiche ed energetiche tra Ankara e Tel Aviv ha però sospeso la realizzazione del progetto, lasciando insoluta la questione dell’esportazione del gas israeliano verso il Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani