LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’AVVOCATO DI YULIA TYMOSHENKO PRIVATO DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 8, 2013

La Corte Suprema Amministrativa Ucraina ha negato al Parlamentare dell’Opposizione Unita ‘Batkivshchyna’, Serhiy Vlasenko, l’immunità parlamentare per incompatibilità tra il ruolo di deputato e quello di avvocato. L’Occidente condanna l’ennesima violazione della democrazia sulle rive del Dnipro 

Una delle ultime foto della Leader dell'Opposizione Democratica 'arancione' ucraina, Yulia Tymoshenko, durante il primo processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una delle ultime foto della Leader dell’Opposizione Democratica ‘arancione’ ucraina, Yulia Tymoshenko, durante il primo processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Privato dell’Immunità parlamentare per difendere una delle vittime del regresso democratico ucraino. Nella giornata di mercoledì, 6 Marzo, la Corte Suprema Amministrativa Ucraina ha privato dello status di parlamentare Serhiy Vlasenko: esponente dell’Opposizione Unita ‘Bakivshchyna’ e avvocato dalla Leader dell’Opposizione Democratica ‘arancione’, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La sentenza della Corte è stata motivata da una richiesta ufficiale dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Rybak, che ha evidenziato come il mandato di parlamentare e l’attività di avvocato siano, secondo la Legge, impraticabili in contemporanea.

L’Opposizione Unita ‘Batkivshchyna’ ha contestato la decisione in quanto politicamente motivata dallo schieramento politico del Presidente, Viktor Yanukovych, -il Partito delle Regioni, a cui appartiene anche lo Speaker Rybak- ed ha promesso ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Dal canto suo, Vlasenko ha dichiarato di non infrangere la legge, e si è definito “difensore civile” di una perseguitata politica.

Ora, anche l’avvocato della Tymoshenko, privato dell’immunità parlamentare, teme di essere la prossima vittima dell’ondata di arresti politici che, dalla salita al potere di Yanukovych nel 2010, ha condotto una decina di attivisti dello schieramento democratico ‘arancione’ in prigione dopo processi riconosciuti dagli osservatori internazionali come irregolari.

Preoccupazione in merito alla privazione dello status di parlamentare all’Avvocato della Tymoshenko, e, più in generale, ai processi realizzati per scopi politici, è stato espresso anche dal Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, e dalla Rappresentante della Politica Estera UE, Catherine Ashton.

Duro anche il commento del Dipartimento di Stato USA, mentre la Parlamentare Europea tedesca Rebecca Harms ha definito “assurda” la decisione della Corte Suprema Amministrativa Ucraina.

Vlasenko è l’avvocato che ha accompagnato Yulia Tymoshenko nei tre processi organizzati a carico dell’ex-Primo Ministro.

Il primo è terminato l’11 Ottobre 2011 con una condanna a sette anni e mezzo di carcere per la firma di accordi energetici con la Russia nel Gennaio 2009 ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

De facto, i contratti firmati dalla Tymoshenko -imposti dall’attuale Presidente russo, Vladimir Putin- hanno permesso all’Ucraina di ripristinare il flusso di gas diretto in Europa che la Russia aveva tagliato per destabilizzare il Governo ucraino ‘arancione’.

Il secondo ha visto l’ex-Primo Ministro condannata a quattro anni di carcere per malversazione finanziaria e bancarotta fraudolenta nella gestione della YEESU: colosso energetico guidato dalla Tymoshenko fino al 1998, anno della sua entrata in politica.

Il terzo vede ora la Tymoshenko imputata per l’omicidio del Parlamentare Yevhen Shcherban, a Donetsk. Il fatto, avvenuto nel 1996, e che potrebbe costare all’ex-Primo Ministro l’ergastolo, ha tuttavia permesso l’ascesa politica di Yanukovych.

La difesa ritiene che il Presidente sia particolarmente interessato alla condanna della Tymoshenko per l’omicidio Shcherban, per far ricadere sulla Leader ‘arancione’ la responsabilità di una pagina buia del suo passato.

Una Donna vittima della dittatura

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004, passato alla storia come ‘Rivoluzione Arancione’, la Tymoshenko ha guidato il Governo ucraino per sette mesi nel 2005, e poi dal 2007 al 2010.

Cresciuta in un Paese dalla corruzione dilagante, e quindi giocoforza non estranea a certe logiche poco affini alla legalità, la Tymoshenko ha tuttavia saputo portare il suo Paese ai livelli dell’Unione Europea sul piano della democrazia, del sistema parlamentare, del rispetto dei Diritti Umani e della Libertà di Stampa.

Prima ed unica donna a ricoprire la carica di Primo Ministro in un Paese fortemente maschilista come l’Ucraina, la Tymoshenko, come ritenuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, è ora da definirsi un prigioniero politico vittima del mancato rispetto dei Diritti Umani da parte dell’Amministrazione di Yanukovych.

Oltre agli arresti politici, il Presidente Yanukovych ha accentrato nelle sue mani poteri del Parlamento, ha rafforzato il controllo sulla stampa e sui giornalisti, ed ha falsificato le Elezioni Amministrative del 2010 e quelle Parlamentari del 2012.

Yanukovych ha inoltre arrestato il processo di integrazione dell’Ucraina con l’Unione Europea, avviato da Kyiv durante i Governi ‘arancioni’.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 15, 2013

UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina sanzionata per non avere presenziato alla seduta del procedimento giudiziario in cui è accusata di omicidio. Come conferma il primo testimone, il Presidente Viktor Yanukovych ritenuto il mandante del processo per eliminare la temuta competitor dalla scena politica e chiudere una pagina buia del suo passato

Reclusa, malata, accusata persino di omicidio, e adesso anche multata. Nella giornata di giovedì, 14 Febbraio, la leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, è stata sanzionata per assenza alla prima deposizione dei testimoni nel terzo processo sollevato a suo carico.

La Tymoshenko ha rinunciato a presenziare al processo per via delle sue precarie condizioni di salute: come illustrato al Giudice, Oksana Tsarevych, dal suo Avvocato, Serhiy Vlasenko -anch’egli multato per “offese alla Corte”- l’ex-Primo Ministro soffre di ernia al disco e trombosi, ed è costretta a permanere nella sua camera, dove viene costantemente spiata dalle Autorità giudiziarie.

La ragione del rifiuto a presenziare al processo da parte della Tymoshenko è anche una forma di protesta nei confronti delle accuse, che l’ex-Primo Ministro ritiene fabbricate ad hoc dall’Amministraziome del Presidente, Viktor Yanukovych, per infliggere l’ergastolo alla sua competitor politica.

La Tymoshenko è infatti accusata dell’omicidio nel 1996 presso l’aeroporto di Donetsk di Yevhen Shcherban: deputato nazionale la cui morte ha de facto favorito l’ascesa politica dell’attuale Presidente Yanukovych.

A sostegno della tesi dell’ex-Primo Ministro sull’infondatezza delle accuse è anche stata data dal primo dei testimoni interrogati, Ihor Marenkov, che ha ammesso di avere sentito della responsabilità della Tymoshenko per l’omicidio del deputato Shcherban “da persone terze”.

La Tymoshenko è già stata condannata a sette anni e mezzo di carcere l’11 Ottobre 2011 per avere firmato accordi energetici con la Russia di Putin, grazie ai quali l’Ucraina ha permesso il ripristino dell’invio di gas verso l’Unione Europea che Mosca aveva tagliato per porre gli arancioni in cattiva luce dinnanzi all’opinione pubblica europea.

Pochi mesi dopo, la Tymoshenko è stata condannata a 4 anni di carcere per bancarotta fraudolenta del colosso energetico YEESU, guidato dall’ex-Primo Ministro prima della sua salita in politica nel 1998.

Un altro esponente “arancione” ottiene asilo politico in Europa

Sempre giovedì, 14 Febbraio, l’Unione Europea ha concesso asilo politico ad un altro esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, fuggito in UE per paura di essere arrestato.

L’ex Vice Ministro della Difesa del Governo Tymoshenko, Valeriy Ivashchenko, ha ottenuto asilo politico in Danimarca, motivando il suo esilio spontaneo con l’intenzione da parte delle Autorità governative dell’Ucraina di estorcere da lui confessioni sul coinvolgimento della Tymoshenko e dell’ex Vice Premier, Oleksandr Turchynov, in reati di vario genere.

Ivashchenko è già stato arrestato per abuso d’ufficio nel 2011, ma dopo pochi mesi è stato liberato grazie a una commutazione della pena. L’ex-Ministro della Difesa è il quarto esponente dell’Opposizione Democratica che ottiene asilo politico in Unione Europea.

L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca, mentre il coordinatore nella Regione di Kharkiv del Partito della Tymoshenko “Batkivshchyna”, Arsen Avakov, ha ottenuto riparo in Italia.

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è criticato da ONU, USA, UE, NATO e principali ONG internazionali indipendenti per l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo democratico “arancione”.

Il regresso democratico impresso all’Ucraina da Yanukovych, assieme alle falsificazioni delle Elezioni Parlamentari e Presidenziali, alle pressioni sulla stampa libera, e all’accentramento dei poteri nelle sue mani a discapito del Parlamento, ha comportato il congelamento del processo di integrazione economica di Kyiv nell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani.

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UNA VISITA DI KOMOROWSKI CONFERMA LA ROTTURA TRA L’EUROPA E YANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 21, 2012

Il Presidente polacco ribadisce il sostegno all’integrazione europea di Kyiv, ma invita il collega a scegliere tra l’Unione Europea e la Russia, e a porre fine al regresso democratico caratterizzato dalla detenzione in carcere della Leader dell’opposizione arancione, Yulia Tymoshenko. Il Capo di stato ucraino dichiara di preferire l’Eurasia, e nega la liberazione della Lady di Ferro ucraina 

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

La bella apparenza dettata dalla Ragion di Stato e l’amara realtà con un sonoro ultimatum al vicino sono state le due facce della visita in Ucraina del Presidente polacco, Bronislaw Komorowski. Nella giornata di venerdì, 20 Settembre, il Capo di Stato della Polonia si è recato a Kyiv per un incontro con il suo collega ucraino, Viktor Yanukovych, per tentare di mantenere viva la prospettiva di integrazione europea per l’Ucraina.

Coerentemente con la sua storia, e con l’interesse generale europeo, Varsavia più di tutti ha sempre il mantenimento delle porte aperte per l’Ucraina in vista di una sua pronta integrazione, ma le prospettive di un ingresso di Kyiv nell’UE si sono notevolmente affievolite a causa delle recenti decisioni politiche di Yanukovych.

Egli ha preferito guardare alla Russia anziché a Bruxelles e, sopratutto, si è reso protagonista di un’ondata di repressione del dissenso, con l’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui suoi due Leader, Yulia Tymoshenko e Yuri Lutsenko.

Consapevole della difficile situazione reale si è dimostrato essere lo stesso Komorowski, che dopo avere ribadito il supporto della Polonia ad ogni forma di avvicinamento dell’Ucraina all’Europa, ha invitato Yanukovych a scegliere definitivamente tra l’Unione Europea e l’Unione Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale voluto dalla Russia di Putin per ripristinare l’egemonia di Mosca sul piano economico e politico nello spazio ex-sovietico.

Inoltre, il Capo di Stato polacco ha sollevato la questione dei diritti civili e del rispetto della democrazia, illustrando come il caso Tymoshenko abbia definitivamente bloccato il processo di integrazione dell’Ucraina nell’UE.

Oltre ad invitare Yanukovych a risolvere la situazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Komorowski si è appellato anche affinché le Elezioni Parlamentari si svolgano secondo parametri legati alla correttezza ed alla trasparenza. Il loro svolgimento testimonia la maturità democratica di Kyiv, e da esso dipende la ripresa o meno del cammino dello stato ucraino verso l’Europa.

Chiara è stata la risposta di Yanukovych, che sul piano economico ha dichiarato l’intenzione di guardare sempre più insistentemente all’Unione Eurasiatica e ad altre forme di integrazione sovranazionale del Lontano Est come i Paesi BRICS, l’Organizzazione della Cooperazione di Shangai, e l’Associazione dei Paesi del Sud-Est asiatico.

Sul caso Tymoshenko – che nel mentre ha ricevuto la visita del Primo Premier della Polonia indipendente, Tadeusz Mazowiecki, oggi consigliere di Komorowski – il Capo di Stato ucraino ha augurato pronta guarigione alla Leader dell’Opposizione Democratica – affetta da una forte ernia al disco finora ignorata dalle Autorità carcerarie – ma ha escluso la sua liberazione.

L’evidente distanza tra Komorowski e Yanukovych conferma le dichiarazioni precedentemente rilasciate dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, che ha illustrato come, ad oggi, non vi siano i presupposti per la ripresa delle trattative finalizzate alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento con cui Bruxelles è pronta a riconoscere a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, e a varare una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina a quella del Vecchio Continente.

Durante il Vertice della prospettiva Europea di Yalta, simile posizione è stata espressa da una dichiarazione congiunta del Ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, dal Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo, Elmar Brok, e dal Commissario UE all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, che hanno rilavato un peggioramento della situazione in Ucraina in merito a democrazia e libertà di stampa.

Una Corte ucraina obbliga Kyiv a pagare un forte indennizzo alla Russia

Ad approfondire il divario tra l’Ucraina e la Polonia – leggasi l’Europa – è l’inasprimento del caso Tymoshenko, avvenuto nella giornata di venerdì, 19 Settembre per via di una sentenza shock del Tribunale di Kyiv per gli Affari Economici, che ha ordinato al Governo ucraino il pagamento di un debito astronomico al Governo russo.

Nello specifico, la Corte ucraina ha ritenuto l’esecutivo di Kyiv colpevole per il mancato saldo di un debito di 400 Mila Dollari contratto 15 anni or sono dalla corporazione YEESU, allora presieduta dalla Tymoshenko. Secondo il contratto negli anni Novanta la YEESU si era impegnata a ripagare i russi con un baratto: il gas in cambio di materiali utili all’esercito russo.

A rendere sospetta la sentenza sono tre fattori. Il primo è ovviamente legato a Yulia Tymoshenko, che esce dalla questione ancor più discreditata rispetto a quanto finora attuato dai mezzi di informazione ucraini, fortemente controllati, nel complesso, dal Presidente Yanukovych.

Secondo il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, la sentenza è politicamente motivata per presentare all’opinione pubblica nazionale una Tymoshenko colpevole di gestione fraudolenta delle casse dello Stato quando ancora non ricopriva posizioni di comando a livello politico.

La sentenza è sospetta anche per la tempistica con cui il caso YEESU è stato avviato. Il Ministero della Difesa russo si è infatti ricordato della questione della YEESU solo nel Settembre 2011, durante l’ultima fase del processo in cui la Tymoshenko è stata accusata – e poi arrestato – per la firma di accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse ucraine il 19 Gennaio 2009.

Con quella decisione politica, la Tymoshenko – allora Primo Ministro, ha posto fine ad una crisi energetica senza precedenti, provocata dalla chiusura dei rubinetti del gas da parte della Russia: intenzionata a discreditare l’immagine del Governo arancione delle forze democratiche e filo-occidentali in ucraina agli occhi dell’Unione Europea.

Con la firma degli accordi – un diktat di Mosca che ha imposto a Kyiv prezzi onerosi – la Tymoshenko ha garantito al suo Paese e all’Europa il ripristino dell’invio di gas, consentendo a tutto il Vecchio Continente di superare al caldo un inverno terribilmente rigido.

Matteo Cazzulani