LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA IMPEDISCE I PIANI DI ESPANSIONE ENERGETICA IN POLONIA DELLA RUSSIA MONOPOLISTA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 19, 2013

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ritiene che il gasdotto Yamal 2, concepito dai russi per veicolare oro blu dalla Bielorussia alla Slovacchia attraverso il territorio polacco, deve rispettare la Legge dell’Unione. Tutelati i progetti di diversificazione delle forniture di gas di Bruxelles

La Polonia non è la provincia russa, e la Russia non ha alcun diritto di rivendicare le sue ambizioni di stampo imperiale sui Paesi dell”Europa Centrale. Nella giornata di martedì, 18 Giugno, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha dichiarato che la realizzazione del gasdotto Yamal 2 è impossibile senza il rispetto delle leggi dell’Unione Europea.

Il Commissario ha sottolineato come il gasdotto, progettato dalla Russia per veicolare 15 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno da Kobrynie, in Bielorussia, a Veeke Kapusany, in Slovacchia, deve essere gestito da un ente differente da quello incaricato della compravendita del gas trasportato dalla conduttura, come dichiarato dal Terzo Pacchetto Energetico UE.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Oettinger ha illustrato come il Yamal 2 non rappresenti la continuazione del Yamal 1, come invece sostenuto dalla Russia per permettere al monopolista statale russo del gas, Gazprom, di controllare sia il gasdotto, che la compravendita di gas in Unione Europea.

Il Yamal 1, meglio noto come Yamal-Europa, è un gasdotto realizzato nel 1993 per veicolare gas russo dalla Bielorussia alla Germania attraverso la Polonia.

Ad oggi, il gasdotto è controllato dalla EuRoPolGaz: una joint venture compartecipata da Gazprom e dalla compagnia energetica polacca PGNiG.

Lo scorso Aprile, i Vertici EuRoPolGaz hanno firmato con la Russia l’accordo per la realizzazione del Yamal 2, senza però che il Governo polacco fosse informato.

Con la posizione della Commissione Europea, la realizzazione dello Yamal 2 è bloccata, anche perché la Russia non ha ancora presentato alla Commissione Europea alcun progetto riguardo alla realizzazione del gasdotto.

Lo scopo della Russia è quello di aumentare il flusso di gas esportato in UE per mantenere l’egemonia sul mercato energetico dell’Unione Europea, e contrastare i tentativi di diversificazione delle forniture di gas pianificati dalla Commissione Europea.

Mosca vuole Yerevan nell’Unione Doganale

L’utilizzo del gas come strumento geopolitico funziona pero in Armenia, dove la Russia ha proposto l’ottenimento del controllo totale della compagnia energetica armena ArmRosgazprom in cambio di uno sconto sulle forniture di oro blu.

La proposta è avvenuta a margine di un incontro tra il Capo di Gazprom, Alexei Miller, e il Ministro dell’Energia armeno, Armen Movsisyan.

Come riportato da Natural Gas Europe, l’Armenia, per diversificare le forniture di gas, ha pensato di avviare l’importazione di oro blu dall’Iran.

La Russia è invece intenzionata a integrare l’Armenia nell’Unione Doganale: progetto di integrazione economica dei Paesi ex-URSS progettato da Mosca per sancire l’egemonia del Cremlino nello spazio ex-sovietico.

All’Unione Doganale già hanno aderito Bielorussia, Kazakhstan, Kyrgyzstan ed Ucraina -come membro osservatore, mentre interesse è stato manifestato dal Vietnam.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA PIANIFICA UN NUOVO GASDOTTO IN SLOVACCHIA ED UNGHERIA

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on April 4, 2013

GAS: LA RUSSIA PIANIFICA UN NUOVO GASDOTTO IN SLOVACCHIA ED UNGHERIA

Il Presidente russo, Vladimir Putin, e il Capo del monopolista russo del gas Gazprom, Alexei Miller, ipotizzano la costruzione della seconda parte del gasdotto Yamal-Europa in Slovacchia ed Ungheria. A serio repentaglio la realizzazione del Corridoio Meridionale UE.

La Russia cambia strategia, ma l’obiettivo resta lo stesso: impedire all’Europa l’indipendenza energetica.

Nella giornata di mercoledì, 3 Aprile, il Presidente della Russia, Vladimir Putin, e il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, hanno riattualizzato la realizzazione della seconda parte del gasdotto Yamal-Europa.

La prima porzione dell’infrastruttura è stata realizzata nel 1993 per veicolare 33 Miliardi di metri cubi di gas dalla Russia alla Germania attraverso Bielorussia e Polonia.

A differenza della prima porzione, la seconda parte del gasdotto Yamal-Europa, ipotizzata dall’incontro tra Putin e Miller, è progettata attraverso Slovacchia ed Ungheria.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, il progetto della Russia comporterebbe il coinvolgimento di due Paesi del Gruppo di Vysehrad nel sistema di distribuzione del gas russo in Europa controllato da Gazprom.

Un altro Paese del quartetto di Vysehrad, la Repubblica Ceca, è già diventata il principale Stato di transito del gas inviato dalla Russia alla Germania attraverso il Nordstream: gasdotto realizzato nel 2012 sul fondale del Mar Nero per bypassare Polonia e Paesi Baltici.

Il coinvolgimento di Slovacchia ed Ungheria nel sistema di distribuzione del gas russo permette anche a Mosca di bloccare la realizzazione del Corridoio Nord-Sud: fascio di gasdotti voluto dalla Commissione Europea per collegare il rigassificatore polacco di Swinoujscie con quello croato di Krk attraverso il territorio slovacco ed ungherese.

Grazie ai due rigassificatori, l’Europa sarà in grado di diversificare le forniture di gas mediante l’importazione di oro blu liquefatto da Qatar, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America: uno scenario che mette in crisi l’egemonia della Russia nel mercato energetico dell’UE -che dipende dalle forniture del Cremlino per il 40% del suo fabbisogno.

Nel mirino della Russia anche l’Ucraina

La realizzazione della seconda parte del gasdotto Yamal-Europa in Slovacchia ed Ungheria è anche una mossa per costringere l’Ucraina a cedere al ricatto energetico della Russia.

Tramite il sistema infrastrutturale energetico slovacco ed ungherese, Kyiv ha avviato l’importazione di gas russo proveniente dalla Germania per diminuire l’acquisto diretto di oro blu dalla Russia, da cui l’economia ucraina dipende per l’89% del suo fabbisogno.

Impegnando Slovacchia ed Ungheria nel trasporto del gas russo dalla Russia in Europa, anziché dalla Germania all’Ucraina, Mosca de facto isola Kyiv, e ha così gioco facile ad imporre alle Autorità ucraine -dipendenti energeticamente dal Cremlino- concessioni di carattere anche politico, come la rinuncia all’integrazione europea e l’immediato ingresso dell’Unione Doganale Eurasiatica.

Questo processo di integrazione sovranazionale, a cui appartengono già Bielorussia e Kazakhstan, è stato concepito dalla Russia per imporre l’egemonia di Mosca nello spazio ex-Sovietico.

Matteo Cazzulani