LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: USA E UE ADOTTANO UNA STRATEGIA COMUNE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 7, 2012

Stati Uniti d’America ed Unione Europea contestano la Russia monopolista, e riconoscono Ucraina, Azerbaijan e Turkmenistan come Paesi fondamentali per la diversificazione degli approvvigionamenti di oro blu per l’Europa. L’Italia conferma l’appoggio alla TAP. 

Il Commissario UE all'Energia, Gunther Oettinger

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger

La Russia va bene, ma solo se rispetta la libera concorrenza. Nella giornata di giovedì, 6 Dicembre, a Bruxelles, il Consiglio USA-UE, giunto alla sua quarta edizione, ha fortemente condannato il comportamento della Russia in ambito energetico.

Ill Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, e il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, hanno ritenuto che le relazioni energetiche tra l’Occidente e la Russia devono basarsi secondo i principi della trasparenza, della correttezza, e della parità.

Come riportato dall’agenzia UPI, i rappresentanti di USA e UE hanno inoltre ribadito come l’Ucraina e il Bacino del Caspio siano due regioni di cruciale importanza per la sicurezza energetica Europea.

Da un lato, Kyiv ha il compito di assicurare il transito della maggior parte del gas naturale che la Russia ad oggi esporta in Unione Europea. Per questa ragione, USA e UE hanno invitato ucraini e russi a stabilire relazioni energetiche basate sulla parità di condizioni.

D’altro canto, i Paesi del Bacino del Caspio rappresentano un importante serbatoio di gas naturale, da cui l’Unione Europea può attingere per diversificare le proprie forniture di gas.

Per diminuire la dipendenza dell’Europa dalle importazioni dalla Russia – che coprono il 40% del fabbisogno totale UE – Washington e Bruxelles hanno sostenuto la necessità di realizzare al più presto il Corridoio Meridionale.

Questo fascio di gasdotti è progettato per veicolare gas proveniente da Azerbaijan e Turkmenistan direttamente nel Vecchio Continente, senza transitare per il territorio russo, né dipendere da infrastrutture controllate da Mosca.

La dura posizione dell’Occidente nei confronti della Russia è dettata dalla politica energetica di Mosca.

Per mantenere l’egemonia energetica, e quindi politica, sul Vecchio Continente, il monopolista statale russo del gas, Gazprom, ha concesso sconti alle compagnie dell’Europa Occidentale in cambio dell’appoggio politico di Germania e Francia alle politiche energetiche della Russia.

In compenso, Gazprom ha imposto prezzi alti per le forniture di gas ai Paesi dell’Europa Centrale – Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Paesi Baltici – puniti per il loro sostegno al piano di diversificazione delle forniture energetiche varato dalla Commissione Europea.

Le posizioni espresse dal Consiglio USA-UE hanno ottenuto fin da subito reazioni positive. Sulla scia della posizione ufficiale espressa dal Governo Monti, l’Ambasciatore italiano in Azerbaijan, Mario Baldi, ha dichiarato il pieno sostegno del BelPaese alla realizzazione del Corridoio Meridionale.

Come riportato dall’agenzia Trend, Baldi ha evidenziato come l’Italia sia impegnata nella realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP: infrastruttura del Corridoio Meridionale, compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e da quella tedesca E.On, progettata per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas azero all’anno dal confine tra Turchia e Grecia fino in Puglia, in provincia di Brindisi, attraverso l’Albania.

Nella medesima giornata, nel corso del Forum Internazionale della Regione del Caspio di Istambul, il Capo dell’Amministrazione Presidenziale azera, Ali Hasanov, ha evidenziato come Azerbaijan e Turkmenistan possiedano riserve di gas naturale in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale per i prossimi 200 anni.

Un ostacolo allo sfruttamento diretto delle riserve di gas naturale del Bacino del Caspio da parte dell’UE è sempre dettato dalla politica energetica della Russia.

Per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas russo, Mosca ha avviato, proprio il 7 Dicembre 2012, la costruzione del Southstream.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è concepito per veicolare in Austria 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla Russia attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Contestato dall’Unione Europea, e dai Paesi dell’Europa Centrale, il Southstream è stato ideato nell’ambito della partnership di ferro tra il Presidente russo, Vladimir Putin, e l’ex Premier italiano, Silvio Berlusconi, ed ha ottenuto l’appoggio dell’ex-Capo di Stato francese, Nicolas Sarkozy, e di quello serbo, il filorusso Tomislav Nikolic.

Obama da una mano all’Europa con lo shale

Oltre che nell’ambito del gas naturale, è opportuno sottolineare come la partnership energetica tra USA e UE si stia rafforzando anche per quanto riguarda il gas shale.

Con l’avvio dello sfruttamento dello shale – gas estratto da rocce porose ubicate a bassa profondità – gli USA sono diventati in poco tempo il primo Paese esportatore di oro blu al Mondo.

Dopo avere stretto accordi per l’esportazione di gas liquefatto con India e Corea del Sud, Washington ha guardato all’Unione Europea come mercato ove collocare cospicue porzioni di LNG a prezzi più convenienti rispetto a quelli imposti dalla Russia per il gas naturale.

Cogliendo l’opportunità per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, la Commissione Europea ha invitato i Paesi UE a costruire rigassificatori per importare lo shale statunitense, ed immetterlo nel sistema energetico del Vecchio Continente per abbattere la dipendenza dall’oro blu di Putin.

Matteo Cazzulani

GAS: IL NABUCCO PERDE IL PARTNER DELLA GERMANIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 4, 2012

La compagnia tedesca RWE abbandona il gasdotto dalla verdiana denominazione per il lievitare dei costi e le incertezze sull’avvio della realizzazione. Si avvantaggia il progetto del Gasdotto Trans Adriatico per veicolare l’oro blu azero in Italia. 

I percorsi di Nabucco e Southstream

I percorsi di Nabucco e Southstream

I troppi costi e il prolungarsi delle operazioni di realizzazione hanno fatto che si i tedeschi abbiano abbandonato un progetto concepito per diversificare le forniture di gas dell’UE dalla Russia. Nella giornata di lunedì, 3 Dicembre, la compagnia energetica tedesca RWE ha dichiarato di voler abbandonare il consorzio deputato alla costruzione del Nabucco, e di vendere le sue azioni nel progetto alla compagnia austriaca OMV.

Come riportato da diversi media, tra cui il Financial Times, la ragione dell’abbandono della RWE è legata al lievitare dei costi e all’incertezza sulla data di avvio della costruzione dell’infrastruttura.

Il portale di informazione Natural Gas Europe ha evidenziato come la RWE non sia la prima compagnia ad avere espresso perplessità sul Nabucco. Nel Gennaio 2012, anche la compagnia ungherese MOL ha sollevato simili obiezioni ed ha minacciato l’uscita dal consorzio per la costruzione del gasdotto.

Il Nabucco è un gasdotto concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno proveniente da Azerbaijan e Turkmenistan dalla Turchia Occidentale all’Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Sul piano economico, il Nabucco è compartecipato alla pari dalla OMV, dalla MOL, dalla RWE, dalla compagnia romena Transgaz e dalla bulgara Bulgargaz. Dal punto di vista politico, il Nabucco è sostenuto dai governi di Austria, Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, e dalla Commissione Europea.

Proprio il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, alla Bloomberg ha dichiarato la necessità di importare il gas dall’Azerbaijan per diversificare le forniture di oro blu di cui l’Europa si serve per soddisfare il proprio fabbisogno di energia.

Ad oggi, il gas della Russia copre il 40% del bisogno totale dell’UE, e l’oro blu dell’Azerbaijan rappresenta una fonte di approvvigionamento supplementare e alternativa al monopolio di Mosca.

La crisi del Nabucco non significa automaticamente il fallimento dell’Europa sul piano energetico, né rappresenta una cattiva notizia per l’Italia. Per trasportare il gas azero in Europa, non è stato progettato solo il gasdotto dalla verdiana denominazione, ma anche il Gasdotto Trans Adriatico – TAP.

Concepita per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas azero dal confine tra Turchia e Grecia fino in Puglia, a Brindisi, attraverso l’Albania, la TAP garantirebbe all’Italia di diventare l’hub in Europa dell’oro blu proveniente dall’Azerbaijan, creando posti di lavoro e aumentando il prestigio del Belpaese nel Vecchio Continente.

Politicamente, il Gasdotto Trans Adriatico è supportato dai Governi di Italia, Grecia e Albania. Lunedì, 3 Dicembre, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha dichiarato che il Governo Monti profonderà tutti gli sforzi necessari affinché la TAP sia realizzata e consenta all’UE di approvvigionarsi di gas azero.

Sostenuta economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla compagnia tedesca E.On, la TAP ha ottenuto l’interessamento anche del colosso britannico British Petroleum e della seconda compagnia energetica italiana Enel.

Il Southstream e la minaccia russa

Diversamente dall’Enel, e dall’orientamento politico del Governo Monti, il colosso energetico italiano ENI sostiene il Southstream: gasdotto progettato dal monopolista statale russo del gas Gazprom, in partnership anche con la compagnia tedesca Wintershall e la compagnia francese EDF, per rifornire l’Europa Sud-Occidentale e Balcanica di 63 Miliardi di metri cubi di gas della Russia all’anno.

Il Southstream aumenta la dipendenza dell’Europa dalle forniture russe, evita la diversificazione degli approvvigionamenti di gas da parte dell’UE, e blocca la realizzazione di Nabucco e TAP.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto politico della Russia di Putin, che è stato appoggiato dai Governi i Germania e Francia e da quello italiano di Silvio Berlusconi nonostante l’opposizione della Commissione Europea.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA ALLA CONQUISTA DELLA TURCHIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 28, 2012

Il monopolista russo del gas, Gazprom, aumenta le forniture di oro blu per le compagnie private turche. Mosca cerca di minare la posizione assunta da Ankara in favore della politica energetica della Commissione Europea.

Il sistema energetico della Turchia

 

Se la politica prende un certo corso, meglio affidarsi ai privati Nella giornata di martedì, 27 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha firmato un importante accordo che aumenta le forniture di gas dalla Russia in Turchia.

Come riportato dalla Reuters, Gazprom ha varato un contratto trentennale per la vendita di 6 miliardi di metri cubi di gas all’anno con le compagnie private turche Akfel, Bosforus e Kibal, e di 23 anni con la Bati Hatti.

L’oro blu di Gazprom sarà inviato via terra tramite il Gasdotto Transbalcanico: infrastruttura, dalla portata complessiva di 14 Miliardi di metri cubi di gas, che passa attraverso Ucraina, Romania e Bulgaria, fino alla Turchia europea.

L’accordo tra il monopolista statale russo, controllato dal Cremlino, e le compagnie private turche rappresenta una precisa mossa strategica della Russia per aumentare la dipendenza della Turchia dalle forniture di Gazprom, già forti per via del gasdotto Blue Stream.

Quest’infrastruttura sottomarina, compartecipata da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalla compagnia statale turca Botas, è stata costruita nel 2005 sul fondale del Mar Nero orientale per rifornire di 16 miliardi di metri cubi di gas russo la Penisola anatolica, e rende ancor oggi la Russia il primo fornitore di oro blu per la Turchia.

Il contratto tra Gazprom e le compagnie private turche permette inoltre alla Russia di porre un ultimatum alla Botas che, a causa di dispute sulle tariffe, dal 2011 non ha ancora rinnovato gli accordi per l’importazione di gas con il monopolista russo.

Il mantenimento di una Turchia fortemente dipendente dal gas russo ha per la Russia un obiettivo per più ampio dal punto di vista geopolitico.

Ankara è infatti un Paese cruciale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas all’Europa, approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di Gazprom, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Dopo avere firmato con l’Azerbaijan un pre-accordo per l’importazione di 16 Miliardi di metri cubi di gas in Europa, la Commissione Europea ha varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per trasportare direttamente l’oro blu dal Bacino del Caspio nel Vecchio Continente.

Il ruolo della Turchia nel Corridoio Meridionale è di prim’ordine. Oltre che Paese di transito e di partenza delle tre condutture del Corridoio Meridionale, Ankara sostiene politicamente ed economicamente due dei gasdotti progettati per veicolare il gas azero in Europa.

Il Governo turco supporta il Gasdotto Transanatolico – TANAP: infrastruttura, compartecipata dal colosso azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, da quello britannico British Petroleum, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total, che veicola il gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Georgia alle coste occidentali del Paese.

Ankara appoggia inoltre ufficialmente il Nabucco: gasdotto, compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, concepito per veicolare il gas in Austria attraverso Turchia occidentale, Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Infine, la Turchia guarda con interesse anche al Gasdotto Trans Adriatico – TAP – compartecipato da Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, concepito per veicolare il gas azero in Italia dal confine turco-greco attraverso Grecia ed Albania.

L’obiettivo della Russia è l’Europa

Una più forte dipendenza della Turchia dal gas della Russia potrebbe condizionare l’orientamento pro-europeo della politica energetica di Ankara, ed asservire totalmente il Governo turco ai piani di Mosca, che è contraria alla politica di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

Del resto, un avvicinamento tra la Russia e la Turchia è già stato registrato con l’imprimatur dato da Ankara a Mosca per la costruzione nel acque territoriali turche del Southstream.

Questo gasdotto, compartecipato da Gazprom, ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è stato avviato dalla Russia per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di Mosca.

Noto come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è concepito per veicolare 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

La Commissione Europea ha aspramente criticato il Southstream, in quanto esso mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica UE e la sicurezza nazionale dei 27 Paesi membri.

Matteo Cazzulani

GAS: LA GRAN BRETAGNA DICE SI AL NORDSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 26, 2012

Come riportato dal Financial Mail, il Primo Ministro britannico, David Cameron, e il Presidente russo, Vladimir Putin, hanno concordato il prolungamento in Inghilterra del gasdotto deputato al trasporto diretto di oro blu dalla Russia. Il colosso British Petroleum regista dell’operazione

Ilpercorso del Nordstream

Il percorso del Nordstream

La notizia la si sapeva, ma le indiscrezioni del Financial Mail sono l’ennesima conferma. Come riportato dalla rivista economica, Russia e Gran Bretagna hanno programmato il prolungamento in Inghilterra del gasdotto Nordstream entro il 2016.

L’accordo è stato stretto in occasione di un incontro tra il Primo Ministro britannico, David Cameron, e il Presidente russo, Vladimir Putin, durante recenti Giochi Olimpici di Londra.

Secondo la fonte, Gran Bretagna e Russia sono pronte a breve a firmare il contratto per l’avvio dei lavori che prolungheranno la conduttura sottomarina fino alla località di Norfolk.

L’operazione, che comporta per la casse di Londra una spesa di circa 300 Milioni di Dollari, è collegata alla vendita da parte del colosso britannico British Petroleum delle azioni possedute nella terza compagnia energetica russa TNK-BP alla Rosneft: il monopolista nazionale del greggio in Russia.

Con la cessione delle quote di compartecipazione nella TNK-BP, la British Petroluem ha incassato ingenti risorse necessarie per ripianare i costi del disastro ambientale provocato nel Golfo del Messico nel 2010 e, nel contempo, ha ottenuto la nomina di suoi rappresentanti presso il Consiglio di Amministrazione della Rosneft.

Il prolungamento del Nordstream consentirebbe alla British Petroleum di rafforzare la partnership con l’altro monopolista energetico russo controllato dal Cremlino, Gazprom, e, così, di recuperare gli investimenti perduti dopo la vendita delle azioni nella TNK-BP.

Oltre alla ratio commerciale, a sostenere l’ingresso di Londra nel Nordstream è anche una motivazione politica.

Come riportato a Lombardi Nel Mondo dal Leader dei Conservatori – la forza politica al Governo in Gran Bretagna – presso il Parlamento Europeo, Martin Callanan, la Gran Bretagna vede nel gas russo la possibilità di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento di gas, ad oggi legate all’oro blu importato da Olanda, Norvegia e giacimenti nazionali.

UE e Gran Bretagna su due piani anche in campo energetico

Se dal punto di vista britannico il Nordstream rappresenta una fonte supplementare di diversificazione delle forniture, per l’Unione Europea questo gasdotto rafforza la dipendenza dell’Europa dal gas della Russia.

Lungo 1220 chilometri, il Nordstream, che trasporta 55 miliardi di metri cubi di gas, è stato costrutto sul fondale del Mar Baltico per rifornire di oro blu la Germania direttamente dalla Russia, bypassando Paesi osteggiati politicamente dal Cremlino come Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia.

Il Nordstream de facto è un progetto politico della Russia: esso divide l’Unione Europea tra le Cancellerie Occidentali, beneficiate di forniture dirette di gas per la loro fedeltà a Mosca, e gli Stati Centrali, puniti per il loro sostegno alla posizione della Commissione Europea.

L’Esecutivo UE ha più volte criticato il Nordstream in quanto il gasdotto non serve a diminuire la dipendenza dell’Europa dal gas della Russia, ad oggi pari al 40% del fabbisogno complessivo continentale.

Nonostante la posizione della Commissione Europea, il Nordstream è stato sostenuto politicamente da Germania e Francia.

Sul piano economico, il gasdotto russo è stato supportato, oltre che da Gazprom, dalle compagnie tedesche Wintershall ed E.On, dalla francese Suez Gaz de France, e dall’olandese Gasunie.

Matteo Cazzulani

IRAN E SIRIA SUGGELLANO L’ALLEANZA POLITICA CON UN GASDOTTO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 20, 2012

Teheran da il via ad un investimento di 10 Miliardi di Dollari per un progetto di 1200 chilometri finalizzato al rifornimento di gas iraniano in territorio siriano attraverso l’Irak. La geopolitica alla base della conduttura.

Il presidente siriano, Bashar al-Assad

Un gasdotto per evitare un totale isolamento internazionale. Nella giornata di lunedì, 19 Novembre, l’Iran ha dichiarato l’avvio della costruzione della prima tranche di 225 chilometri di un gasdotto concepito per rifornire di gas naturale la Siria attraverso l’Irak.

Come riportato dall’agenzia AP, l’infrastruttura, lunga complessivamente 1200 chilometri, è già stata concepita in Luglio, ma i risvolti geopolitici hanno portato le parti ad accelerare la costruzione del gasdotto per evitare ad Iran e Siria l’isolamento da parte della comunità internazionale.

L’Iran, secondo Paese al Mondo dopo la Russia per giacimenti di gas naturale posseduti, da tempo subisce ripercussioni commerciali dall’Occidente per via dello sviluppo del nucleare per scopi bellici.

La Siria, in preda ad una guerra civile, è governata dal regime di Bashar Al Assad, autore di una repressione del dissenso, e per questo contestato dagli Stati Occidentali – USA, Canada ed UE.

A dare risalto alla ratio politica del gasdotto è stato l’esponente governativo iraniano Ardeshir Rostami, che all’agenzia Fars ha sottolineato come l’investimento di 10 Miliardi di Dollari per la costruzione dell’infrastruttura sia giustificato per Teheran dal punto di vista geopolitico.

Oltre a rafforzare la posizione dell’Iran in Medio Oriente, e a garantire al regime siriano un consistente alleato, la costruzione del gasdotto dall’Iran alla Siria è l’ennesima infrastruttura energetica concepita per scopi meramente politici.

Il Gasdotto Ortodosso sancisce il tramonto dell’UE nel settore del gas

Altro esempio di ciò è il Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per incrementare i rifornimenti all’Europa – che già dipende dal gas russo per il 40% del fabbisogno continentale – di 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno di oro blu proveniente dalla Federazione Russa.

Dalle coste meridionali russe, il Southstream arriverà in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, la Slovenia e l’Italia.

Oltre che per aumentare la dipendenza energetica del Vecchio Continente dalla Russia, il Southstream è concepito da Mosca per impedire alla Commissione Europea la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di gas concepito da Bruxelles per importare direttamente oro blu dall’Azerbaijan.

Nonostante il Southstream sia stato contestato dalla Commissione Europea per mettere a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi UE, Germania, Francia, Belgio e Olanda hanno dato il loro appoggio all’infrastruttura, anteponendo l’interesse nazionale alla creazione di una comune politica energetica europea.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è compartecipato dal monopolista statale russo del gas Gazprom – posseduto dal Cremlino – dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF.

Matteo Cazzulani

GAS: IL TURKMENISTAN AVVIA LO SFRUTTAMENTO DI UN GIACIMENTO DI 21 TRILIONI DI GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 18, 2012

Ashgabat inizia i lavori per l’ottenimento di gas dallo Iolotan Settentrionale per rifornire India ed Europa. La commissione Europea invita il Governo turkmeno a siglare accordi con compagnie UE per garantire all’Europa di diversificare gli approvvigionamenti di oro blu.

I percorsi di Nabucco e Southstream

I russi, con la complicità di tedeschi e francesi, costruiranno pure il Southstream, ma il Bacino del Caspio resta comunque un’opportunità per garantire l’indipendenza energetica europea. Nella giornata di giovedì, 16 Novembre, il Turkmenistan ha comunicato l’avvio dello sfruttamento del giacimento Galkinshin, contenente 21,2 trilioni di metri cubi di gas.

Come riportato dalla Reuters, il giacimento, meglio noto come Iolotan Settentrionale, sarà sfruttato dal colosso cinese CNPC, dalle compagnie del Dubai Gulf Oil e Gas Fze, e dalle compagnie coreane LNG International Corp e Hyundai Engineering Corp.

Lo sfruttamento dello Iolotan Settentrionale rappresenta un’opportunità per l’Unione Europea. Come dichiarato da fonti governative turkmene, il gas del Galkinshin sarà inviato a Pakistan ed India attraverso il gasdotto TAPI – Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan, India – ma anche verso l’Europa, attraverso le infrastrutture che la Commissione Europea ha progettato nell’ambito del Corridoio Meridionale UE.

La Rappresentante della Commissione Europea, Patrizia Flor, ha invitato il Turkmenistan ad accelerare l’avvio dello sfruttamento del giacimento, e ad intavolare con le compagnie europee trattative per la firma di contratti per la fornitura di gas turkmeno nel Vecchio Continente.

Per il trasporto diretto del carburante turkmeno, Bruxelles ha progettato la costruzione di una serie di infrastrutture, il Corridoio Meridionale UE, concepite per veicolare gas dal Bacino del Caspio direttamente in Europa senza transitare per il territorio russo.

Il Corridoio Meridionale è inserito nel piano di diversificazione delle forniture di gas per l’UE varato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dall’oro blu della Russia, a cui l’Europa, nel suo complesso, è legata per il 40% del proprio fabbisogno.

Ad aggravare la dipendenza energetica dell’UE dalla Russia è la costruzione del Southstream: gasdotto progettato dal monopolista statale russo, Gazprom, in cooperazione con il colosso italiano ENI, la compagnia tedesca Wintershall e la compagnia francese EDF, per veicolare in Europa ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno.

Criticato dalla Commissione Europea, il Southstream è sostenuto politicamente dalla Russia, dalla Germania, dalla Francia e dai Paesi su cui esso sarà costruito dal 7 Dicembre 2012: Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un progetto politico della Russia che aumenta la dipendenza energetica dell’Unione Europea da Gazprom, cementa l’egemonia politica di Mosca in Europa, e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi UE.

Gli USA sostengono la politica energetica della Commissione Europea

Sostegno al progetto di diversificazione delle forniture di gas varato dalla Commissione Europea per importare direttamente oro blu da Turkmenistan ed Azerbaijan è stato espresso dall’inviato speciale per le questioni energetiche del Dipartimento di Stato USA, Carlos Pascual.

Come riportato dall’autorevole Trend, venerdì, 17 Novembre, l’esponente USA, durante il forum del Consiglio Atlantico, ha dichiarato che tutti i gasdotti progettati attraverso la Turchia per trasporre gas dall’Azerbaijan e dal Turkmenistan, senza transitare per il territorio russo, sono un progetto di primaria importanza per la sicurezza energetica europea.

Un particolare riferimento è stato fatto da Pascual al Gasdotto Transanatolico – TANAP – progettato per veicolare 31 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan alle coste occidentali della Turchia.

Secondo i progetti della Commissione Europea, la TANAP rifornirà due dei gasdotti più importanti del Corridoio Meridionale UE: il Nabucco, progettato per veicolare gas centro-asiatico in Austria via Turchia europea, Bulgaria, Romania ed Ungheria,e il Gasdotto Transadriatico – TAP – concepito dalle coste occidentali della Turchia fino in Italia, in Puglia, attraverso Grecia ed Albania.

Matteo Cazzulani

SOUTHSTREAM: ANCHE LA BULGARIA CEDE A GAZPROM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 16, 2012

Il governo bulgaro accetta dal monopolista russo uno sconto del 20% sul gas importato dalla Russia per i prossimi dieci anni in cambio della costruzione del Gasdotto ortodosso a Sofia. Il via alla costruzione del Gasdotto Ortodosso per il 7 Dicembre 

I percorsi di Nabucco e Southstream

La notizia era nell’aria, ma de facto si tratta del semaforo verde definitivo all’aumento del ruolo della Russia nella politica energetica europea. Nella giornata di giovedì, 15 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha siglato con il Governo bulgaro un accordo per la costruzione in Bulgaria del gasdotto Southstream.

Come riportato da Natural Gas Europe, in cambio della costruzione del Southstream il Governo bulgaro, che a lungo non ha concesso il suo imprimatur al gasdotto russo, ha ottenuto uno sconto sulle forniture di gas del 20% a partire dal 2013 per dieci anni.

Nello specifico, Sofia riceverà da Gazprom 2,9 miliardi di metri cubi di gas all’anno secondo un tariffario collegato al listino prezzi mondiale del greggio. Dopo sei anni, le parti potranno rinegoziare il contratto.

“Lo sconto sul gas e il lungo termine contrattuale sono concessioni opportune per Sofia – ha dichiarato il Capo di Gazprom, Alexei Miller – La Bulgaria diventerà ora il principale paese di transito del gas russo verso i Paesi dell’Europa Occidentale”.

Con la firma dell’accordo per la costruzione del gasdotto con il Governo bulgaro, il Southstream ha de facto ottenuto il via libera definitivo. In precedenza, simili accordi sono stati raggiunti con i Governi di Ungheria, Serbia e Slovenia.

Nella giornata di mercoledì, 14 Novembre, a Milano, i Partner del Southstream hanno inoltre stabilito il via libera della costruzione del tratto sottomarino: 900 chilometri sul fondale del Mar Baltico dalle coste russe al porto di Varna.

Lungo 3600 chilometri, il Southstream è progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Oltre a Gazprom, che mantiene il 50% dell’infrastruttura, il Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – è compartecipato dal colosso italiano ENI per il 20%, dalla compagnia tedesca Wintershall e dal quella francese EDF rispettivamente per il 15%.

Il Southstream è un progetto politico: l’aumento delle forniture del gas russo in Europa incrementa la dipendenza dell’Unione Europea dalla Russia, e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei 27 Paesi del Vecchio Continente.

Nicchia anche la Commissione Europea

Dinnanzi all’avanzata del Southstream, che si è intensificata particolarmente negli ultimi mesi, la Commissione Europea ha assunto una posizione attendista.

Come riportato dall’agenzia PAP, il Commissario dell’Energia, Gunther Oettinger, ha ritenuto il Southstream un progetto interessante, la cui realizzazione risulta utile per l’approvvigionamento di gas in Europa.

Nello stesso tempo, ha ritenuto come il gasdotto russo debba rispettare i parametri ambientali ed il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato europeo del gas, e vieta a monopoli come Gazprom la gestione congiunta della compravendita e del trasporto del gas.

Per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture della Russia – che coprono il 40% del fabbisogno continentale – il Commissario Oettinger ha concepito un piano di diversificazione delle forniture di gas per l’Unione Europea per trasportare oro blu dall’Azerbaijan direttamente nel Vecchio Continente tramite appositi gasdotti inseriti nel Corridoio Meridionale UE.

Nel Settembre 2012, Oettinger ha inoltre aperto un’inchiesta ufficiale contro Gazprom per condotta anticoncorrenziale nei mercati dell’Europa Centro-Orientale, dove il monopolista russo, per motivi politici, ha imposto alti prezzi per il gas a Governi avversati per avere sostenuto apertamente il piano di diversificazione delle forniture di oro blu della Commissione Europea.

Matteo Cazzulani

GAS: GRAN BRETAGNA E FINLANDIA VICINE AL NORDSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 15, 2012

Il Capo del monopolista statale russo del gas, Gazprom, Alexei Miller, annuncia l’interesse di Londra al prolungamento del gasdotto fino alle coste inglesi. Il Primo Ministro finlandese, Jyrki Katainem, non si oppone all’ampliamento della conduttura nelle acque territoriali di Helsinki

Ilpercorso del Nordstream

Il percorso del Nordstream

Per via di accordi industriali ed elezioni politiche i gasdotti russi interessano anche a britannici e finlandesi. Nella giornata di mercoledì, 14 Novembre, il Capo del monopolista russo, Gazprom, Alexei Miller, ha dichiarato l’interesse del colosso britannico British Petroleum alla compartecipazione nel gasdotto Northstream.

Come riportato dalla Reuters, l’operazione sarebbe possibile dopo che la British Petroleum ha venduto le sue quote di compartecipazione nel terzo ente energetico russo, la joint venture TNK-BP, alla compagnia statale russa Rosneft: de facto, aprendo la possibilità a nuove collaborazioni con la Russia.

Da parte britannica nessuna conferma dell’operazione, anche se fonti vicine al Governo di Londra hanno confermato l’interesse della Gran Bretagna per il Nordstream.

Come dichiarato a Lombardi Nel Mondo dal Capo dei Conservatori britannici al Parlamento Europeo, Martin Callanan, l’aumento delle importazioni di gas russo in Gran Bretagna, possibile grazie al prolungamento del Nordstream alle coste inglesi, è visto con favore da Londra, poiché diversifica le forniture di oro blu nazionali, ad oggi legate unicamente a fonti locali, olandesi e norvegesi.

Allo stesso tempo, il Capo al Parlamento Europeo dei Tory, la forza di Governo in Gran Bretagna, ha riconosciuto come il Nordstream non risolva il problema della diversificazione delle forniture per l’Unione Europea, che, ad oggi, dipende dal gas russo per circa il 40% del fabbisogno continentale.

Una discordanza tra gli interessi nazionali ed europei in merito al Nordstream è anche quella registrata in Finlandia, riportata dal portale di informazione wnp.pl.

Sempre mercoledì, 14 Novembre, il Premier finlandese Jyrki Katainen, ha dichiarato la non contrarietà di Helsinki all’ampliamento del gasdotto russo nelle acque territoriali della Finlandia.

La presa di posizione del Capo del Governo finlandese, ufficializzata durante un incontro con il Premier russo, Dmitriy Medvedev, è da leggere sullo sfondo delle elezioni presidenziali finlandesi di Domenica, 18 Novembre.

Secondo le ultime rilevazioni, il Partito della Coalizione Nazionale di Katainen e il Partito SocialDemocratico, partner di Governo in una grosse koalition di moderati e riformisti, sono in crisi di consensi, e la probabilità di un ottimo risultato del candidato del movimento di estrema destra Veri Finlandesi è molto alta.

Con la dichiarazione in sostegno al Nordstream, Katainen ha cercato di presentarsi come un leader aperto alle relazioni internazionali, anche se il progetto russo aumenta la dipendenza energetica dell’Unione Europea dalla Russia.

Il Gasdotto Settentrionale

Il Nordstream è un gasdotto di 1220 chilometri di lunghezza costruito sul fondale del Mar Baltico per trasportare gas russo dalla Russia direttamente in Germania, bypassando Paesi dell’UE politicamente osteggiati dal Cremlino come Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia.

Dopo la costruzione delle prime due tranche del gasdotto, Gazprom, società posseduta per metà dal Cremlino, ha proposto l’ampliamento del Nordstream di ulteriori due sezioni, e ha preventivato il suo prolungamento alla Gran Bretagna.

L’ampliamento e il prolungamento del gasdotto sono tuttavia operazioni politiche, dal momento in cui, allo stato attuale, il Nordstream è sfruttato solo al 30% della sua capacita complessiva di portata, pari a 55 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Il Nordstream è compartecipato per il 51% da Gazprom, per il 31% dalle compagnie tedesche E.On e Winterhsall, e al 9% rispettivamente dalla francese Suez Gaz de France e dalla olandese Gasunie.

Nonostante le perplessità della Commissione Europea dinnanzi ad un progetto che divide l’Unione Europea ed aumenta la quantità di gas russo importato nel Vecchio Continente, il Nordstream è sostenuto sul piano politico da Russia, Germania, Francia, Olanda e Belgio.

Matteo Cazzulani

NABUCCO CONTRO SOUTHSTREAM: LA BULGARIA SCEGLIE L’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 12, 2012

Il gasdotto dalla verdiana denominazione, fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas UE, in fase avanzata di realizzazione a Sofia. Il Presidente bulgaro ferma la costruzione del Gasdotto ortodosso voluto dai russi per mantenere l’Unione Europea dipendente dal Cremlino

I percorsi di Nabucco e Southstream

La prospettiva energetica della Bulgaria dice più Europa e meno Russia, ma la battaglia per la costruzione di gasdotti indispensabili per la collocazione geopolitica dell’Unione Europea nel mercato dl gas è appena all’inizio. Nella giornata di giovedì, 8 Novembre, il Ministero dell’Ambiente della Bulgaria ha ricevuto la documentazione necessaria per l’avvio dello studio di impatto ambientale del gasdotto Nabucco.

Come riportato da Natural Gas Europe, a dare la notizia è stato il top manager del progetto dalla verdiana denominazione, Reinhard Mitschek, che si è complimentato con Sofia per lo stato di avanzamento dei lavori di un’infrastruttura fondamentale per l’indipendenza energetica dell’UE.

Il Direttore gestionale della parte bulgara del Nabucco, Marii Kossev, ha aggiunto che il gasdotto dalla verdiana denominazione non solo permetterà a Sofia di diminuire la dipendenza dal gas russo, ma anche di creare posti di lavoro ed opportunità per battere la forte crisi economica.

Se il progetto dell’Europa ha avuto semaforo verde da Sofia, una frenata è stata data al Southstream: gasdotto voluto dalla Russia per aumentare la dipendenza del Vecchio Continente dalle forniture russe.

Come riportato dall’agenzia PAP, dopo la firma di un accordo di massima per la costruzione del Southstream in Bulgaria da parte del Premier bulgaro, Boyko Borysov, il Presidente, Rosen Plevneliyev, ha arrestato l’operazione per verifiche di carattere contrattuale.

Il Capo di Stato bulgaro ha rilevato l’assenza di chiarezza in merito alla quantità di gas fornito dal Southsream in Bulgaria e, sopratutto, un mancato accenno al prezzo per l’oro blu che la Russia intende imporre alla Bulgaria.

Secondo dati riportati dal portale di informazione wnp.pl, Sofia paga per il gas russo 472 Dollari per mille metri cubi di gas, mentre la costruzione del Southstream in Bulgaria è stimata attorno ai 3,3 Miliardi di Euro.

La guerra dei gasdotti europea

Il Nabucco è un gasdotto di 3893 chilometri di lunghezza progettato dalla Commissione Europea per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan direttamente in Europa nel terminale austriaco di Baumgartner attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria.

Lo scopo del Nabucco è quello di diminuire la dipendenza dell’Unione Europea dalle forniture di oro blu della Russia, attingendo direttamente dai giacimenti dell’Azerbaijan – con cui la Commissione Europea ha già firmato pre-accordi – per portare nel Vecchio Continente oro blu da una fonte di approvvigionamento differente dal quella russa e nordafricana.

Sostenuto politicamente dalla Commissione Europea, dai Governi austriaco, romeno, ungherese, turco e bulgaro, e dai Paesi del Gruppo di Vysehrad – Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Nabucco è compartecipato dalla compagnia OMV (Austria) MOL (Ungheria) Transgaz (Romania) Bulgargaz (Bulgaria) ed RWE (Germania).

Il Southstream è un gasdotto progettato dalla Russia per 3600 chilometri dalle coste russe del Mar Nero fino al porto di Varna, in Bulgaria, per poi risalire i Balcani lungo Macedonia, Montenegro, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Lo scopo del Southstream è quello di impedire alla Commissione Europea la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di gas, ed aumentare la dipendenza dell’UE dall’oro blu russo con il trasporto diretto in Europa Centro-Meridionale di 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Noto anche come Gasdotto ortodosso, il Southstream è sostenuto politicamente dal Cremlino e dai Paesi dell’Europa Occidentale che alle iniziative comuni della Commissione Europea preferiscono perseguire il proprio tornaconto nazionale, come Germania, Francia, Olanda e Belgio.

Sul piano economico, il Southstream è compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, posseduto per più della metà dal Cremlino, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, e da quelle nazionali di Montenegro, Slovenia, Serbia e Macedonia.

Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA E AZERBAIJAN SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 8, 2012

Il monopolista russo Gazprom, e il colosso azero SOCAR sono i maggiori contendenti nella scalata alla compagnia nazionale greca DEPA: messa all’asta dal Governo di Atene per arginare le conseguenze della crisi economica. Dalla vittoria sull’ente ellenico dipende l’indipendenza energetica dell’UE

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

L’immagine della Grecia di questi tempi non è solo la piazza del Parlamento devastata dalle manifestazioni di protesta per misure di austerità varate dal Governo per battere la crisi, ma è anche quella di una pedina della geopolitica energetico contesa tra due superpotenze del settore.

Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, si è concluso il termine per la presentazione delle candidature alla scalata della DEPA: la compagnia nazionale greca dell’energia, messa in vendita dal Governo greco per ottenere danaro utile per diminuire la crisi economica che, ad oggi, ha spinto Atene quasi fuori dalla zona Euro.

Secondo di dati ufficiali, le compagnie ammesse all’asta della DEPA sono il monopolista russo, Gazprom, la compagnia russa Sintez, e il colosso energetico SOCAR.

Come riportato dall’autorevole Reuters, l’acquisizione della compagnia nazionale greca prevede anche il controllo sugli enti EPA e DESFA, specializzati rispettivamente nel tradito del gas e nella gestione dei gasdotti.

La scalata ala DEPA rappresenta una pagina cruciale per la geopolitica energetica europea, poiché dalla vittoria nell’asta per il controllo della compagnia nazionale greca dipende la realizzazione di infrastrutture deputate al potenziamento dell’importazione di gas nel Vecchio Continente.

Atene tra Russia ed Europa

Se a vincere sarà Gazprom, la Grecia con tutta probabilità entrerà a far parte del progetto Southstream: gasdotto dalla portata di 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, progettato dal Cremlino per aumentare le forniture di gas all’Europa, ed impossibilitare la realizzazione dei piani di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europe per veicolare oro blu direttamente dall’Azerbaijan.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, è progettato per trasportare gas sul fondale del Mar Nero dalle coste russe al porto bulgaro di Varna.

Da qui, un ramo meridionale è progettato verso Grecia e Italia, un altro è programmato lungo la Penisola Balcanica attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria, Slovenia ed Italia.

La vittoria della SOCAR nella scalata alla DEPA potrebbe invece invece significare il mantenimento in auge dei progetti di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europea per abbattere la quasi totale dipendenza del Vecchio Continente dall’oro blu di Mosca.

Ad oggi, la Grecia, assieme all’Italia e all’Albania, supporta il Gasdotto Transadriatico – TAP: conduttura dalla portata di 21 miliardi di metri cubi all’anno di gas, progettata per veicolare oro blu azero in Puglia dal confine greco-turco, attraverso il territorio albanese.

La conduttura è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.ON, ed è sostenuta dal colosso britannico British Petroleum e dalla SOCAR.

Sulla base del sostegno politico dei Governi di Italia e Grecia, anche la compagnia italiana Enel e la greca DEPA hanno dichiarato l’intenzione di cofinanziare l’infrastruttura.

Se ad avere la meglio nella scalata alla DEPA sarà il colosso azero SOCAR, la compagnia nazionale greca avrebbe tutto l’interesse a sostenere la realizzazione della TAP e, così, porterebbe Atene ad assumere un ruolo decisivo per la sicurezza energetica europea.

Matteo Cazzulani