LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Polonia e Ungheria: l’incontro Kaczyński-Orbán mostra le divisioni interne al governo polacco

Posted in Polonia, Ungheria by matteocazzulani on January 12, 2016

Il leader del principale Partito polacco riceve il Premier ungherese per prendere una posizione comune sulla permanenza della Gran Bretagna nell’UE. Fronte comune contro le critiche dell’Unione Europea e collaborazione energetica le vere tematiche dell’incontro.



Varsavia – La tradizionale carpa natalizia polacca con vino ungherese di eccezione sono stati i piatti forti del menù dell’incontro segreto tra Jarosław Kaczyński e Viktor Orbán, rispettivamente il leader del principale partito della Polonia, Diritto e Giustizia -PiS, la forza politica alla quale appartengono il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, il Premier, Beata Szydło, e tutti i Ministri del Governo polacco- e il Premier dell’Ungheria.

Come dichiarato dagli uffici stampa dei due protagonisti, Kaczyński e Orbán, incontratisi senza comunicazioni alla stampa in una località di villeggiatura presso il confine polacco-slovacco, nella giornata di mercoledì, 6 Gennaio, hanno concordato una posizione comune di Polonia e Ungheria in merito alle condizioni che la Gran Bretagna ha posto all’Unione Europea per restare Paese membro dell’UE.  

In realtà, come dimostra la presenza dell’esperto PiS in materia energetica, Piotr Naimski, Kaczyński e Orbán durante l’incontro, che il Premier ungherese ha descritto come un cordiale incontro tra amici e oppositori del regime sovietico, hanno anche discusso di energia e, più in generale, di politica regionale.

A confermare il presunto ordine del giorno dell’incontro è la necessità per il governo polacco di controbattere alle obiezioni che l’Unione Europea ha mosso alla Polonia per la sostituzione repentina dei giudici della Corte Costituzionale e per l’approvazione di una riforma dei media che sottopone i Direttori delle televisioni statali al controllo delle finanze pubbliche.

Le misure prese dal governo polacco, che hanno portato il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, a parlare di “orbanizzazione” e “putinizzazione” della Polonia, assomigliano a quelle approvate da Orbán in Ungheria nel 2010, all’indomani di una vittoria schiacciante alle elezioni legislative che ha garantito al suo partito, il conservatore Fidesz, la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento.

Dunque, l’incontro con Orbán sarebbe servito al leader del PiS, che nelle ultime Elezioni Parlamentari, così come Fidesz, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento, per creare un fronte comune di Polonia ed Ungheria in nome di euro scetticismo, cattolicesimo patriottico e conservatorismo: i valori che uniscono PiS e Fidesz.

Tuttavia, l’opposizione all’Unione Europea, e sopratutto alle bordate di Schulz, non è l’unica ragione che ha portato all’incontro tra Kaczyński e Orbán. 

Per la Polonia, l’Ungheria è infatti un alleato chiave nella realizzazione dell’Intermarium, alleanza dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale che il Presidente Duda ha fortemente voluto per contrastare lo strapotere della Germania in seno all’UE e la rinata aggressività militare della Russia.

All’interno dell’Intermarium si può sviluppare infatti una collaborazione di ordine politico ed energetico che Polonia ed Ungheria, ad esempio attraverso il flusso di gas dal rigassificatore polacco di Świnoujście all’Ucraina, potrebbero avviare per agevolare la diminuzione della dipendenza dell’Europa Centro-Orientale dalle forniture di gas dalla Russia.

Politica Jagellonica vs politica dei Kresy all’interno del PiS

Proprio la Russia, tuttavia, rappresenta la seconda ragione per la quale Kaczyński -uno dei politici più fortemente critici nei confronti della Russia in Europa- ha voluto incontrare Orbán, che negli ultimi anni ha instaurato una collaborazione con la Russia sul piano politico ed energetico.

Infatti, Kaczyński deve fare i conti con una fazione interna al suo partito, i sostenitori della “politica dei Kresy”, che vede con favore una collaborazione strategica con la Russia per riprendere il controllo dei territori della Polonia interbellica oggi appartenenti a Ucraina, Bielorussia e Lituania.

A questo gruppo, al quale appartiene il famoso giornalista Mariusz Kolonko, noto per le sue posizioni ucrainofobe e recentemente ingaggiato dalla televisione nazionale polacca TVP attraverso un voto congiunto di PiS e del Movimento Kukiz ’15, forza politica di ispirazione populistica e nazionalistica, si oppone il fronte interno al PiS dei sostenitori della cosiddetta “politica Jagellonica”.

Questa dottrina, che ha come storico promotore Lech Kaczyński, ex-Presidente e fratello-gemello di Jarosław scomparso nella controversa catastrofe di Smolensk nel 2010, prevede l’impegno della Polonia a garanzia della democrazia e dell’integrazione nelle strutture euroatlantiche di Ucraina, Georgia e Bielorussia.

Questa seconda fazione, alla quale appartengono il Ministro degli Esteri, Witold Waszczykowski, e il suo vice, Konrad Szymański, resta maggioritaria all’interno del PiS.

Tuttavia, le frange dei giovani militanti del partito di Kaczyński guardano con sempre più interesse ad un’alleanza con i populisti del Movimento Kukiz ’15, che presenta chiari accenti anti-europei ed anti-ucraini.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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Szydło premier, Kopacz in minoranza: in Polonia è terremoto politico

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 14, 2015

Il Presidente polacco, Andrzej Duda, nomina la Vicepresidente del Partito conservatore PiS premier del primo Governo monocolore della storia del Paese. Il Ministro degli Esteri nominato Witold Waszczykowski promette un cambio radicale in politica estera esonerando in corsa Ambasciatori ritenuti inefficienti

Varsavia – Cambiare radicalmente gli equilibri della politica polacca in due giorni è possibile, così come dimostrato dai fatti di venerdì, 13 Novembre, giorno nel quale il Presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha designato nuovo premier Beata Szydło, Vicepresidente del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, la forza politica che ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento nelle scorse Elezioni Parlamentari di Domenica, 25 Ottobre- già coordinatrice della campagna elettorale presidenziale che ha portato Duda alla presidenza lo scorso Maggio.

La Szydło, chiamata a reggere il primo Governo monocolore nella storia polacca dalla caduta del comunismo, ha già anticipato i nomi dei Ministri che faranno parte dell’Esecutivo, e, secondo fonti ben accreditate, è pronta ad esporre in parlamento il suo primo Exposé, necessario per l’ottenimento del voto di fiducia e, di conseguenza, per l’insediamento vero e proprio.

Tra i Ministri nominati, particolarmente attivo è il futuro Ministro degli Esteri, Witold Waszczykowski, che, senza aspettare il voto di fiducia, ha preannunciato cambi importanti nella politica estera della Polonia in una lunga intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita.

Nello specifico, Waszczykowski ha preannunciato che le priorità della politica estera polacca saranno incentrate sull’Europa Centro Orientale, in linea con il progetto del Presidente Duda di rendere la Polonia il Paese leader della regione dell’Unione Europea che va dal Mar Baltico al Mar Nero.

Nell’intervista, Waszczykowski ha anche sottolineato l’opposizione della Polonia al raddoppio del gasdotto Nordstream, infrastruttura progettata dalla Russia per incrementare la dipendenza dell’Unione Europea dal gas russo bypassando l’Europa Centro Orientale e rifornendo di gas, attraverso il fondale del Mar Baltico, direttamente la Germania -Paese che più di tutti sostiene il progetto, nonostante esso metta a serio repentaglio la sicurezza energetica e nazionale di Paesi membri dell’UE, quali Polonia, Stati Baltici, Ungheria, Slovacchia e Romania.

Infine, Waszczykowski, dopo avere evidenziato la necessità di rafforzare le relazioni con gli Stati Uniti d’America, sopratutto favorendo la finalizzazione della Partnership Industriale e Commerciale Trans Atlantica -TTIP- ha dichiarato l’intenzione di richiamare alcuni Ambasciatori nominati dal precedente Governo della moderata Piattaforma Civica -PO- in Paesi chiave per il nuovo corso della politica estera polacca, tra cui l’Ucraina.

Tusk il vero sconfitto

Proprio in casa PO, la nomina del Governo Szydło, ed ancor più la sconfitta sonora subita nelle Elezioni Parlamentari, ha portato ad un rimescolamento delle carte interne con la vittoria di Sławomir Neuman nelle elezioni interne per la carica di Capogruppo e leader dell’opposizione in parlamento.

Sconfitta da Neuman nella votazione interna al Gruppo parlamentare della PO, la premier uscente, Ewa Kopacz, ha rinunciato a correre per la guida del Partito, lasciando de facto la strada spianata a Grzegorz Schetyna, ex-Ministro degli Esteri leader della fazione “conservatrice” della PO opposta a quella “riformista” della Kopacz e a quella “centrista” del Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

Proprio Tusk, che ha saputo evolvere la Polonia a moderno Paese europeo in 8 anni di Governo -tanto da guadagnarsi la rielezione nel 2011 come unico premier nella storia della Polonia- è il principale sconfitto dalla situazione, in crisi com’è nelle Istituzioni Europee, con l’osteggiato PiS saldamente al potere in Polonia, e il rivale Schetyna ad un passo dal coronare il sogno di guidare la “sua” PO.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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Polonia: presentato il Governo Szydło

Posted in Polonia by matteocazzulani on November 10, 2015

Il Presidente del Partito conservatore Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, approva la candidatura a Premier della Vicepresidente del Partito. L’atlantista Waszczykowski e il controverso Macierewicz nominati rispettivamente Ministri di Esteri e Difesa

Varsavia – Non sono mancate le sorprese nella formazione del nuovo Governo della Polonia, un Esecutivo monocolore retto dal Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS- la forza politica che ha ottenuto la maggioranza dei seggi in Parlamento dopo la storica vittoria nelle Elezioni Parlamentari della scorsa Domenica, 25 Ottobre.

Durante una conferenza stampa, nella giornata di lunedì, 9 Novembre, il Presidente del PiS, Jaroslaw Kaczynski, ha presentato la Vicepresidente del Partito, Beata Szydło, come nuovo Premier della Polonia, così come preannunciato durante la campagna elettorale.

A sua volta, la Szydło ha presentato la rosa dei Ministri del nuovo Governo, tra cui spiccano i Vicepremier Piotr Glinski -Professore di sociologia candidato a più riprese dal PiS come Premier di un Governo tecnico- e Jaroslaw Gowin, leader del Partito conservatore Polonia Insieme -PR- i cui candidati, nelle Elezioni, hanno corso nelle liste del PiS.

La nomina a Vicepremier di Gowin, proposto come Ministro della Difesa durante la campagna elettorale, ha lasciato la porta aperta alla nomina alla guida del Dicastero della Difesa di Antoni Macierewicz, figura controversa impegnata nel chiarimento delle cause della Catastrofe di Smolensk, nella quale, nel 2010, è stato ucciso il Presidente Lech Kaczynski, il fratello gemello di Jaroslaw.

Altra nomina importante è quella a Ministro degli Esteri di Witold Waszczykowski, diplomatico di chiaro orientamento atlantista che, come Vicesegretario alla Difesa, ha negoziato l’accordo per il dislocamento degli elementi dello Scudo Spaziale USA in Europa Centrale nel 2008.

Con la nomina del Professor Glinski a Vicepremier con delega alla Cultura, il nuovo Governo polacco intende porre le tematiche culturali al centro dell’attività di Governo, un aspetto che potrebbe portare sia ad una maggiore riflessione storica sui rapporti con importanti vicini della Polonia come Ucraina e Lituania, che ad un peggioramento delle relazioni con Kyiv e Vilna.

D’altro canto, la nomina di Macierewicz lascia presagire la riapertura del dossier sulla Catastrofe di Smolensk, su cui il Governo della moderata Piattaforma Civica -PO, la forza partitica che ha governato la Polonia negli ultimi 8 anni- ha lesinato ogni indagine approfondita.

Infine, la nomina di Waszczykowski testimonia una svolta in Politica Estera in senso atlantista e più attento a rendere la Polonia il Paese-leader dell’Europa Centro Orientale, dopo anni in cui, sempre sotto i Governi PO, la Polonia ha guardato quasi solo alla Germania come partner strategico per rafforzare la propria posizione in seno all’Unione Europea.

La querelle sul vertice UE

Il Governo Szydło sarà chiamato al voto di fiducia in occasione della prima seduta del nuovo Parlamento, che il Presidente polacco, Andrzej Duda, ha fissato per giovedì, 12 Novembre, una data che coincide con il vertice informale sull’immigrazione convocato dal Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk.

La scelta della data ha creato una polemica, dal momento in cui il Premier uscente, Ewa Kopacz, formalmente la leader in Parlamento della PO -alla quale appartiene Tusk- non potrà presenziare al vertice europeo.

Dal canto suo, il Presidente Duda ha lamentato di non essere stato informato della convocazione del vertice europeo, pertanto, a suo dire, la scelta di convocare la prima seduta del Parlamento è stata presa in linea con il calendario degli impegni del Governo di cui l’Amministrazione Presidenziale è al corrente.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro Orientale
@MatteoCazzulani

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Polonia: riforme, tradizione ed atlantismo al centro dell’Amministrazione Duda

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 1, 2015

Il Presidente Eletto polacco fa appello alla collaborazione tra tutte le forze politiche, e promette ascolto e realizzazione di un’agenda politica ambiziosa fatta di sostegno a famiglie con figli, agricoltura e imprese polacche e dialogo sociale. Rafforzamento della NATO in Polonia e creazione di un fronte comune dell’Europa Centro Orientale in seno all’Unione Europea le due direttrici principali della nuova Amministrazione Presidenziale polacca in politica estera



Varsavia – Riforme in nome di modernità e tradizione, nonostante la disinformazione di chi, in Europa Occidentale -sopratutto in Italia- lo dipinge come un “nuovo Orban pericoloso per l’Europa”. Questa, in sintesi, l’agenda politica che il Presidente Eletto della Polonia, Andrzej Duda, intende realizzare subito dopo il suo insediamento, programmato per il prossimo 6 Agosto.

Come dichiarato dallo stesso Duda nella giornata di venerdì, 29 Maggio, durante la cerimonia di consegna dell’attestato di vittoria delle Elezioni Presidenziali svoltesi una settimana prima, il Presidente Eletto della Polonia ha evidenziato come la sua Amministrazione sarà caratterizzata da un costante ascolto dei cittadini e dalla promozione di un confronto tra le varie forze politiche teso alla cooperazione e all’unità.

Le prime dichiarazioni da Presidente Eletto di Duda, effettuate alla presenza del Premier, Ewa Kopacz, e del Vicepremier e Ministro della Difesa, Tomasz Siemoniak -entrambi esponenti della moderata Piattaforma Civica, PO, la principale forza politica di maggioranza in Parlamento- sono state accompagnate dall’invito al Governo a non forzare l’approvazione di alcuna riforma costituzionale prima dell’insediamento della nuova Amministrazione Presidenziale.

Considerata la resistenza che un Parlamento di colore opposto potrebbe riservargli, Duda, che ha vinto le Elezioni Presidenziali da candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, principale forza politica dell’opposizione in Parlamento- con il suo appello ha dimostrato di avere ben chiare le difficoltà che, almeno nei primi mesi, fino alle prossime Elezioni Parlamentari, l’Amministrazione Presidenziale potrebbe incontrare nel realizzare un’ambiziosa agenda programmatica, improntata principalmente su tematiche di carattere sociale ed economico.

Durante la campagna elettorale, Duda, giovane Europarlamentare del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, ECR, che ha saputo conquistare il voto di centro spostando PiS su posizioni conservatrici moderne -e non più clerical-radicali come nel recente passato- ha infatti promesso l’utilizzo dei Fondi Europei per erogare sostegni alle famiglie con figli, all’agricoltura e alle imprese polacche. 

Il Presidente Eletto, che subito dopo la sua elezione ha rinunciato alla tessera di Partito per garantire l’imparzialità del suo ruolo, ha poi dichiarato la sua totale contrarietà all’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, promettendone un ritocco al ribasso nel corso dei 5 anni della sua Amministrazione.

Duda, in un’intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita, ha mantenuto un atteggiamento prudente su tematiche eticamente sensibili come la Fecondazione Assistita, ma, nel contempo, ha illustrato di essere disposto ad avviare un dialogo con le Associazioni LGBT per regolarizzare lo status delle persone affettivamente vicine, pur ribadendo contrarietà assoluta alla legalizzazione delle coppie di fatto dello stesso sesso.

Oltre che sulla politica interna, Duda è all’opera anche per quanto riguarda l’Agenda di Politica Estera che, come il Presidente Eletto ha preannunciato a più riprese, punta a rafforzare sia la presenza della NATO in Polonia che il ruolo della Polonia come leader di un’alleanza dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale in seno all’Unione Europea.

Da un lato, l’Amministrazione Duda punta ad ottenere l’istallazione di basi militari permanenti della NATO in Polonia, nonché la pronta realizzazione del sistema di difesa antimissilistico USA, così da rassicurare i Paesi dell’Europa Centro-Orientale da probabili aggressioni militari da parte della Russia e, allo stesso tempo, garantirne la sicurezza nazionale. 

Dall’altro, con la proposta di costituire un fronte comune di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Svezia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia ed Ungheria, il Presidente Eletto ambisce al rilancio di una moderna Intermarium: progetto politico elaborato nel periodo interbellico dal Capo dello Stato polacco, Jozef Pilsudski, rilanciato, nel 2008, dall’ex-Presidente Lech Kaczynski, esponente di PiS a cui Duda non ha mai nascosto di ispirarsi.

Quasi pronto il Gabinetto del nuovo Presidente

Come riportato da fonti vicine al Presidente Eletto, sull’agenda di Politica Estera e di Difesa -ambito su cui Duda è mediamente ferrato- fondamentale è il lavoro di Krzysztof Szczerski e Witold Waszczykowski. Questi due importanti esponenti PiS sarebbero già all’opera per organizzare la prima visita all’Estero del nuovo Capo dello Stato che, per rimarcare la vocazione atlantista della sua Amministrazione, Duda potrebbe effettuare a Washington o a Bruxelles.

Sempre secondo indiscrezioni ben fondate, a Szczerski, stimato Professore dell’Università Jagellonica di Cracovia, già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri nel 2007 ed Europarlamentare del Gruppo ECR, sempre secondo indiscrezioni ben fondate sarà affidata la gestione della politica estera dell’Amministrazione Duda. 

Invece, Waszczykowski, diplomatico di orientamento atlantista, anch’egli già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri dal 2005 al 2008, è il candidato principale a Ministro degli Esteri nel caso PiS dovesse vincere le prossime Elezioni Parlamentari.

Un’altra personalità illustre ad entrare nella nuova Amministrazione Presidenziale come responsabile della sfera sociale sarebbe lo storico ed ex-Europarlamentare del Gruppo ECR Pawel Kowal, ora Coordinatore della forza politica Polonia Insieme -PR- che, assieme a PiS, ha sostenuto la corsa di Duda alla Presidenza.

Un altro ex-Europarlamentare del gruppo ECR, il filosofo Ryszard Legutko, potrebbe entrare nell’Amministrazione Duda come consigliere per il settore dell’Educazione, mentre, per le questioni di carattere programmatico, possibile è la nomina del Professor Piotr Glinski, già candidato Premier di PiS durante i due voti di sfiducia costruttivi presentati dalla forza partitica conservatrice in Parlamento negli ultimi anni.

Infine, a Capo dell’Amministrazione Presidenziale potrebbe essere nominato Maciej Lopinski, già Capo di Gabinetto dell’ex-Presidente Lech Kaczynski.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

SCUDO SPAZIALE: KOMOROWSKI VUOLE UN PROGETTO TUTTO POLACCO

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 6, 2012

Il Presidente della Polonia sostiene la necessità di realizzare un sistema di difesa antimissilistico in grado di difendere Varsavia da minacce esterne, anche senza la compartecipazione dell’Amministrazione presidenziale USA di Barack Obama. Il plauso dell’intero arco politico interno

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

La fretta è una cattiva consigliera, e se Obama non vuole proteggere l’Europa e tutelare il Vecchio Continente occorre pensarci da soli tra Europei. In un’intervista al settimanale Wprost, pubblicata nella giornata di sabato, 4 Agosto, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha ritenuto necessaria la costruzione di uno sistema di difesa antimissilistico per proteggere la Polonia da eventuali aggressioni terroristiche dal fuori Europa.

Komorowski, giunto al secondo anno alla guida del Paese, ha apprezzato l’intenzione della NATO di installare una postazione radar in Turchia e di posizionare delle batterie di missili mobili – privi di capacità offensiva – a rotazione tra Polonia e Romania, ma ha giudicato tale piano insufficiente per garantire la sicurezza nazionale di Varsavia.

Il Capo di Stato polacco ha ritenuto insensato spendere somme ingenti per il mantenimento delle forze armate senza che esse siano protette da un sistema di difesa balistico appartenente per intero alla Polonia.

In particolare, Komorowski ha commentato con severità il comportamento nella Polonia nel passato, quando, nell’estate 2008, sull’onda dell’emozione legata all’aggressione militare della Russia in Georgia, Varsavia ha ritenuto l’Unione Europea inadatta per tutelare la propria integrità territoriale in caso di simili risvolti militari di quelli di Tbilisi, ed ha accettato di accogliere sul suo territorio la batteria di missili Patriot offerta dagli Stati uniti d’America.

Lo scudo spaziale di allora, fortemente voluto dall’Amministrazione repubblicana di George W Bush, ha previsto il dislocamento di missili con capacità offensiva in Polonia, e l’installazione di una base radar in Repubblica Ceca.

Tuttavia, con la vittoria nelle Elezioni Presidenziali del Novembre 2008, l’attuale Presidente USA, Barack Obama, ha rinunciato al progetto, nonostante contratti bilaterali con Varsavia e Praga fossero già stati firmati. La nuova Amministrazione democratica ha infatti inteso instaurare una politica di dialogo con Russia e Iran: i Paesi che più di tutti hanno avversato il progetto difensivo statunitense in Europa.

“Il nostro errore è stato quello di accettare la proposta dello scudo spaziale senza tenere conto della situazione politica interna agli Stati Uniti d’America – ha dichiarato Komorowski sul settimanale Wprost – Abbiamo pagato un prezzo politico molto salato, ed abbiamo commesso un errore da non ripetere”.

Una correzione alle dichiarazioni di Komorowwski è subito arrivata dal Capo del Servizio di Sicurezza Nazionale, il Generale Stanislaw Koziej, che ha precisato come l’invito di Komorowski alla costruzione di uno scudo spaziale polacco non esclude, né deteriora il simile piano della NATO. Viceversa, tra Varsavia e Bruxelles la collaborazione è molto stretta, e, in caso di realizzazione, l’iniziativa polacca sarà una parte integrante di quella dell’Alleanza Atlantica.

Apprezzamenti per le parole del Presidente polacco sono state espresse da esponenti di tutte le forze politiche del Paese. Particolare attenzione al valore politico è stato evidenziato dal Presidente della Commissione Difesa del Sejm, Stefan Niesolowski, esponente della Piattaforma Civica – il Partito cristiano-democratico a cui appartiene il Presidente Komorowski e il Premier, Donald Tusk. Niesolowski ha passato la palla ai Dicasteri della Difesa e dell’Economia per la verifica tecnico-finanziaria del progetto del Capo dello Stato.

Contentezza, con un filo di critica, è stata espressa dal negoziatore con la Casa Bianca del piano di costruzione dello scudo spaziale in Europa, l’ex-Ministro della Difesa, Witold Waszczykowski. L’esponente di spicco del Partito conservatore Diritto e Giustizia ha ribadito la necessità per la Polonia di tutelare il proprio territorio da aggressioni provenienti da est ritenute molto probabili, e si è detto stupito del ritardo con cui Komorowski si è accorto della questione legata alla sicurezza nazionale.

“E’ bene che si sia arrivati ad una riconsiderazione della difesa missilistica nazionale, e si sia considerata l’ipotesi di costruire uno scudo spaziale non strettamente legato dalla politica di difesa americana – ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Difesa del Sejm, il socialdemocratico Stanislaw Wzjatek – il sistema deve servire per la nostra difesa, non per quella degli USA”.

Un parere leggermente differente è stato esposto da altre due forze politiche. Il Partito conservatore Polonia Solidale ha ritenuto necessario mantenere il progetto di difesa missilistico polacca strettamente collegato con quello USA, in nome di una cooperazione atlantica, e non solo europea, resa necessaria dalle congiunture della geopolitica internazionale.

“I piani della NATO in Polonia sono ad un buono stato di avanzamento – ha dichiarato a Gazeta Wyborcza Andrzej Rozenek del radicaleggiante Movimento di Palikot – nel 2018 siamo chiamati a posizionare elementi missilistici nell’ambito del progetto difensivo dell’Alleanza Atlantica. Trovo improbabile perseguire una strada separata da quella tracciata dagli USA”.

Una protezione per l’Occidente e la ripicca dei russi

Nella sua concezione generale, lo Scudo Spaziale è stato concepito dagli Stati Uniti d’America per proteggere i Paesi alleati dell’Europa da possibili minacce balistiche provenienti da Paesi canaglia e regimi dittatoriali come Iran e Corea del Nord.

Al progetto si è opposta tenacemente la Russia, che ha contestato la decisione degli USA di posizionare missili in uno spazio, quello post-sovietico, ritenuto anacronisticamente di propria influenza. A dimostrazione dei malumori di Mosca, i russi hanno posizionato un proprio scudo spaziale nel cuore del Vecchio Continente, con postazioni radar in Bielorussia e missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania.

Matteo Cazzulani

LA RUSSIA RISPONDE ALLO SCUDO SPAZIALE DELLA NATO CON I MISSILI NUCLEARI

Posted in NATO by matteocazzulani on May 22, 2012

Secondo l’agenzia IAR, Mosca ha iniziato la dislocazione sul suo territorio di intercettori dotati di testate atomiche in risposta alla decisione dell’Alleanza Atlantica di avviare l’installazione sistema di difesa antimissilistico in Europa Centrale. La polemica polacco-lituana mette a serio repentaglio la sicurezza dell’Occidente

Il Presidente russo, Vladimir Putin

In Europa si starebbe per riaprire una nuova corsa agli armamenti. Come riportato dall’agenzia IAR, nella giornata di lunedì, 21 Maggio, la Russia ha avviato la dislocazione sul proprio territorio di missili di categoria RS-24: dotati di testate nucleari in grado di neutralizzare ogni forma di attacco balistico, anche atomico, alla Federazione Russa.

Secondo il generale dell’esercito di Mosca, Sergej Karakev, il Cremlino ha iniziato il posizionamento della propria difesa nucleare già a partire al 2010. Inoltre, l’agenzia IAR ha sottolineato come molti esperti di materia militare siano convinti che la notizia costituisce una risposta della Russia all’avvio della realizzazione dello scudo antimissilistico della NATO in Europa Centrale.

Al termine della prima sessione del summit annuale di Chicago, Domenica, 20 Maggio, l’Alleanza Atlantica ha varato l’installazione di una postazione radar in Turchia e la dislocazione di missili di categoria SM3 1-A – privi di capacità offensiva – su navi statunitensi che incrociano nel Mar Mediterraneo.

Dal 2015, le batterie di intercettori saranno ubicate in Romania e, dal 2018, in Polonia. Nel comunicato ufficiale, la NATO ha auspicato la collaborazione di Mosca nel progetto. Il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, che ha evidenziato come l’ubicazione nel Mare Nostrum dei radar e dei missili certifichino come lo Scudo Spaziale sia orientato alla difesa da possibili attacchi provenienti dall’Iran.

Sempre restando in Polonia, critiche alla tempistica della realizzazione del progetto sono state sollevate dall’esponente dell’opposizione conservatrice, Witold Waszczykowski, che ha accusato il Presidente USA, Barack Obama, di non volersi assumere la piena responsabilità della realizzazione dello Scudo in Europa Centrale.

Secondo il politico polacco, la fase conclusiva della realizzazione del sistema di difesa antimissilistico è fissata per il 2018: giusto un anno dopo la scadenza di un possibile secondo mandato alla Casa Bianca dell’attuale Capo di Stato democratico.

Crisi tra Polonia e Lituania

Malgrado le polemiche, e il riarmo nucleare della Russia, a mettere a serio repentaglio la sicurezza del Vecchio Continente è stato il riaprirsi dello scontro diplomatico in Europa Centrale tra la Polonia e la Lituania.

Alla vigilia del vertice dell’Alleanza Atlantica, la Presidente lituana, Dalija Grybauskaite, ha accusato Varsavia di avere trascurato il dialogo con Vilna per cercare di instaurare buoni rapporti con Mosca. Durante il summit , la Grybauskaite ha poi aggiunto che l’asse polacco-russo limita le capacità difensive del suo Paese.

A risponderle è stato il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, che ha espresso rammarico per l’affiorare della micro-polemica durante il summit NATO, e ha sottolineato come la Polonia, assieme ad Estonia, Lettonia e agli altri partner dell’Alleanza Atlantica, partecipa alla difesa aerea dello spazio del Baltico, che il vertice di Chicago ha ritenuto cruciale per la sicurezza nazionale dell’Occidente.

Matteo Cazzulani

UCRAINA E POLONIA: E’ CHIARA LA FRATTURA

Posted in Polonia by matteocazzulani on September 27, 2010

I due Paesi discutono di politiche comuni, ma sono sempre più lontani sul piano diplomatico. Il Capo di Stato ucraino diserta l’incontro con il collega polacco. Varsavia infrange le leggi UE e si accorda con Mosca per il gas.

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Lezione di perfetta finzione. Il vertice ucraino-polacco tra il premier di Kyiv, Mykola Azarov, ed il presidente di Varsavia, Bronislaw Komorowski, è stato improntato su un’atmosfera di finta collaborazione che, se analizzata cum grano salis, cetifica l’effettivo allontanamento tra due Paesi, stretti alleati solo qualche anno fa.

I due politici si sono incontrati a Kharkiv, lo scorso 25 settembre, per commemorare le vittime dei rastrellamenti dell’NKVD nel 1940. In seguito, un mini summit, in cui Kyiv ha dichiarato di contare sull’appoggio di Varsavia non solo per accelerare il processo di integrazione europea, ma, soprattutto, per creare una zona di libero mercato ed avviare una stretta cooperazione industriale, finalizzata alla realizzazione di infrastrutture per l’europeo di calcio del 2012, in programma nei due Paesi.

“Dinnanzi ai nostri amici polacchi – ha dichiarato Azarov – chiediamo il loro aiuto per facilitare la sigla del trattato di associazione UE-Ucraina”.

Una separazione reciproca

Il primo ministro ucraino, Mykola Azarov

Mere dichiarazioni, finora mai supportate da fatti concreti. Come rilevato dal quotidiano polacco Dziennik-Gazeta Prawna, la nuova amministrazione ucraina ha relegato le relazioni con il vicino occidentale in secondo piano. Non a caso, ad incontrare il Capo di Stato polacco è stato il premier, e non il suo omologo, Viktor Janukovych, altresì impegnato in visita a New York. Inoltre, la fonte polacca ha ricordato che già lo scorso 8 settembre Janukovych ha evitato l’incontro con Komorowski, e dato priorità, nella sua agenda, rispettivamente a Bruxelles, Mosca, Washington, Pechino, Atene e persino Ankara.

L'ex ministro della Cancelleria presidenziale, Witold Waszczykowski

D’altro canto, molto è stato fatto anche, se non soprattutto, da parte polacca. Il governo del primo ministro, Donald Tusk, ha compiuto una virata a 180 gradi, passando dall’aperto sostegno delle aspirazioni euroatlantiche di Bielorussia ed Ucraina, ad un orientamento marcatamente filorusso, incoerente, e spesso in contrasto con la stessa UE.

Il perché di tutto ciò lo ha spiegato l’ex ministro della cancelleria presidenziale, Witold Waszczykowski. “Questo governo – ha dichiarato alla Deutsche Welle – preferisce celeri soluzioni che si possono tradurre in vantaggi nell’immediato. Piuttosto che appoggiare il cammino di Minsk e Kyiv verso Bruxelles – ha aggiunto l’esponente di Diritto e Giustizia, il principale partito di opposizione – Varsavia ha scelto di appoggiare Mosca”.

Anche Bruxelles contro Varsavia

Proprio l’indomani, Domenica, 26 settembre, la Polonia ha firmato con il monopolista energetico russo Gazprom un accordo per il rinnovo delle forniture di gas, fino al 2037, a prezzo calmierato. Moneta di scambio dell’operazione, la cessione del 50% dei gasdotti di Varsavia.

Una clausola che ha mandato su tutte le furie Bruxelles, in quanto, impedendo l’accesso al mercato energetico polacco a Paesi terzi, contrasta la legislazione continentale. Per questa ragione, la Commissione Europea ha dichiarato l’avvio della procedura di infrazione a carico di Varsavia.

Matteo Cazzulani