LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PROCESSO A JURIJ LUCENKO: AVANTI TUTTA SENZA I TESTIMONI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 25, 2012

Una trentina di teste in attesa di deporre è stata ignorata dal giudice, Serhij Vovk, che ha preferito leggere deposizioni scritte in conferma della colpevolezza dell’ex-Ministro degli Interni dei governi arancioni. La protesta dell’esponente dell’Opposizione Democratica e dei suoi legali non serve a fermare un iter processuale destinato alla chiusura in tempi brevi

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

21 memorie scritte in un’ora e mezza di sessione pomeridiana. Questa la modalità con cui è stata condotta l’udienza di martedì, 24 Gennaio, del Processo a Jurij Lucenko: ex-Ministro degli Interni ed esponente di spicco dell’Opposizione Democratica ucraina.

Al rientro dalla pausa pranzo, il giudice, Serhij Vovk, ha rinunciato all’audizione di una trentina di testimoni, da giorni in attesa di deporre. Di costoro, tuttavia, sono state accolte delle memorie scritte.

“Non convocare i testimoni è un’irregolarità. Lei sa benissimo che i teste finora interrogati hanno negato le accuse sollevate a mio carico – ha protestato Lucenko dalla gabbia nella quale è costretto ad assistere alle sedute: ancor prima che un verdetto ne abbia accertato la presunta colpevolezza – le persone in attesa di deporre hanno aspettato fino ad adesso, mentre altre si sono dovute recare al lavoro”.

“Sono state raccolte le generalità dei testimoni, e le loro testimonianze scritte. Il giudice ha tutto il diritto di accluderle agli atti senza la presenza fisica degli autori. Punto” ha risposto freddamente Vovk, iniziando una lettura delle deposizioni scritte veloce e confusa, in cui l’unica frase ricorrente, e ben scandita, ha riguardato l’ammissione della colpevolezza del politico dell’Opposizione Democratica.

A nulla è servita la protesta degli avvocati difensori di Lucenko: intenti nel convincere il Pubblico Ministero a convocare nuovamente i testimoni in una seduta supplementare.

“Vostro Onore, esiste una risoluzione della Corte Europea dei Diritti Umani che certifica la mancata audizione dei testimoni come reato – ha dichiarato l’avvocato Ihor Fomin – Tenga conto che la difesa è una parte in causa del processo”.

Secondo quanto rilevato da diversi esperti, negli ultimi giorni il processo Lucenko ha subito una notevole accelerata: chiaramente mirata alla chiusura del procedimento in tempi brevi, contrariamente alla condotta finora adottata dal PM.

Il secondo processo politico a Kyiv

L’ex-Ministro degli Interni è accusato di incremento della paga e concessione illecita di abitazioni statali al proprio autista, Leonid Prystupljuk, gestione fraudolenta del bilancio statale nell’organizzazione della Giornata della Polizia del 2008, e chiusura anticipata delle indagini sull’autista dell’ex-Vice-Procuratore Savchjuk: proprietario della casa in cui, alla vigilia della Rivoluzione Arancione, è stato avvelenato l’ex-Presidente, Viktor Jushchenko.

Il 26 Dicembre 2010, al rientro dalla passeggiata con il cane, Lucenko è stato prelevato da una squadra speciale di polizia, e recluso nel Carcere di Massima Sicurezza Luk’janivs’kyj di Kyiv.

Al pari della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e di un’altra decina di esponenti del campo arancione, l’ex-Ministro degli Interni è stato sottoposto immediatamente ad un processo politico costruito su prove irregolari, e condotto in maniera parziale: con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti.

Nel caso di Lucenko, degli 83 testimoni finora ascoltati solo tre hanno riconosciuto l’ex-Ministro degli Interni colpevole, mentre la restante ottantina ha categoricamente negato la sussistenza delle imputazioni.

Avvocati e sostenitori politici dell’esponente dell’Opposizione Democratica addossano la responsabilità dell’ondata di repressione politica al Presidente ucraino, Viktor Janukovych. Appelli e risoluzioni per la liberazione di Lucenko sono stati emanati da Stati Uniti, Unione Europea, ONU, OSCE, NATO e principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

REGRESSO DEMOCRATICO IN UCRAINA: JURIJ LUCENKO DA UN ANNO IN ISOLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2011

L’ex-Ministro degli Interni, uno degli esponenti più carismatici dell’Opposizione Democratica ucraina, costretto alla detenzione in isolamento, all’alimentazione forzata, e ad assistere dietro alle sbarre ad uno dei processi politici organizzati dalle autorità per eliminare i Leader dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko. Un video del collega Kostjantyn Usov di TVI ne racconta il caso

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Per 365 giorni detenuto in isolamento a causa di 3 imputazioni prive di fondamento, con soli due testimoni a favore delle accuse, ma alcun verdetto che ne abbia certificato la colpa. Questo è il Santo Stefano che, oggi, trascorre Jurij Lucenko: esponente di spicco dell’Opposizione Democratica che, parimenti alla sua carismatica Leader, Julija Tymoshenko, è caduto vittima della repressione politica attuata dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych.

Il 26 Dicembre 2010, Lucenko è incarcerato in una cella di isolamento, prelevato dalle forze di polizia sotto casa sua, al rientro dalla passeggiata con il cane: sotto lo sguardo impotente di madre e figli. Mesi prima, giusto in seguito all’insediamento di Janukovych, a carico dell’ex-Ministro degli Interni sono sollevate tre imputazioni: incremento della paga e concessione di abitazioni governative illecita al suo autista, Leonid Prystupljuk, sperpero di danaro del bilancio statale per l’organizzazione della Giornata della Polizia del 2008, chiusura anticipata delle indagini sul cittadino Davydenko, l’ autista dell’ex-Vice-Procuratore Savchjuk – proprietario della casa in cui, durante la Rivoluzione Arancione, sarebbe stato avvelenato il futuro Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

A sostegno di tali imputazioni, per cui è aperto un processo con la richiesta di 12 anni di reclusione per abuso d’ufficio, sono sopratutto l’allora Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, il nuovo Procuratore Generale nominato da Janukovych, Viktor Pshonka, il suo vice, Rinat Kuz’min, e solo due dei più di 200 testimoni chiamati a testimoniare durante un lungo procedimento, condotto da un PM, Serhij Vovk, a sua volta indagato per truffa edile, ma finora graziato dalle autorità.

Costretto ad assistere alle sedute del proprio processo dietro a delle sbarre – barbara procedura che, illegalmente, dipinge l’imputato come già colpevole nella psicologia dei presenti e della Corte – Lucenko più volte denuncia il conflitto di interessi del giudice, e, per protesta, ricorre persino allo sciopero della fame. Nulla da fare, dal momento in cui le Autorità giudiziarie impongono la nutrizione forzata al ribelle galeotto: altra pratica autoritaria, vietata dall’Unione Europea, ma ancora ammessa dal Codice Penale ucraino.

Un carismatico arancione

Il processo all’ex-Ministro degli Interni continua lentamente, lasciando una condanna già annunciata sempre più lontana: così da mantenere al di fuori della vita politica una delle più importanti personalità dell’Opposizione Democratica. Aiutante del Segretario del Partito Socialista ucraino, Oleksandr Moroz, Lucenko nel 2002 è alla testa del movimento Ucraina senza Kuchma, in opposizione all’ex-Presidente Leonid Kuchma: di cui Janukovych è il delfino politico. Nel 2004, è uno dei più attivi colonnelli della pacifica Rivoluzione Arancione: ruolo per cui viene premiato da Jushchenko con la nomina a Ministro degli Interni nel primo governo di Julija Tymoshenko.

Deciso nel realizzare la promessa di giustizia, Lucenko adotta la mano dura contro gli oligarchi dell’Est del Paese, sponsor di Viktor Janukovych: un gesto di coerenza politica che gli costa caro fin a subito. Entrato in crisi con la Tymoshenko – dimissionata nel 2005 – Lucenko mantiene la carica sotto il secondo governo arancione di Jurij Jekhanurov, fino al 2006, quando la vittoria alle elezioni parlamentari di Janukovych – che realizza una coalizione di governo con comunisti e socialisti – ne provoca l’espulsione e, contemporaneamente, l’uscita dal Partito Socialista Ucraino per evidenti divergenze politiche con Moroz.

Nel 2007, fonda il Partito Avanti Ucraina – poi ribattezzato Narodna Samooborona – si riavvicina a Julija Tymoshenko, e, nelle elezioni anticipate del 2007, guida la lista filo-presidenziale Nasha Ukrajina, che gli consente il ritorno al Dicastero degli Interni nel secondo governo della Lady di Ferro ucraina. Ripristinata la lotta contro gli oligarchi, la sua immagine viene lesa dall’arresto del figlio in stato di ubriachezza all’aeroporto di Francoforte. Ciò nonostante, la Tymoshenko fa quadrato attorno a lui, difendendolo persino nei difficili giorni del suo terzo governo: esecutivo di minoranza, in cui la conta dei voti è necessaria per l’approvazione di ogni mozione.

Il saldo legame con la Leader degli arancioni porta Lucenko a condividere anche le conseguenze della risalita al potere di Janukovych, nel Febbraio 2010: parimenti alla Lady di Ferro ucraina – condannata a sette anni di isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: il tutto dopo un processo farsa costruito su imputazioni montate ad hoc, e senza diritti per la difesa – l’ex-Ministro degli Interni diventa l’oggetto ed il simbolo di un regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Dinnanzi agli arresti di Lucenko e della Tymoshenko, alle ripetute risoluzioni di condanna da parte di USA, ONU, NATO, e Parlamento Europeo, è seguito, lo scorso 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Asociazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Kyiv avrebbe ottenuto il medesimo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Matteo Cazzulani

“Italia, grazie per il sostegno”. Il messaggio degli esponenti di Julija Tymoshenko al Legno Storto.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 14, 2011

A nome di 3 Mila ucraini, delegazione del partito della Leader dell’Opposizione Democratica richiede il veto sui visti per i giudici dei processi politici contro esponenti del campo arancione. Il ringraziamento di Bat’kivshchyna al sostegno di Roma.

“Ci rivolgiamo alla Comunità internazionale perché in Ucraina non c’e giustizia. Oggi cominciamo con gli USA, domani con Canada, Unione Europea, Commissione Europea, e Svizzera”. Questa la motivazione che ha spinto più di 3 mila ucraini a sottoscrivere la richiesta di divieto della concessione dei visti per Rodion Kirejev, Marija Jefremova, e Serhij Vovk, i pm dei processi a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Esteri, Jurij Lucenko, entrambi detenuti in isolamento per sospette accuse di abuso d’ufficio.

“Agli esecutori di processi politici deve essere vietato l’ingresso in Paesi dove la democrazia e sovrana – ha illustrato uno dei Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko – tutte le nostre richieste di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica da una misura troppo severa per le imputazioni sono state rigettate, persino in appello. Ora, solo l’Occidente ci può aiutare a mantenere lo stato di diritto in Ucraina”.

Parole forti, stampate su un ciclostilato di una decina di pagine – tante per contenere le numerose sottoscrizioni – consegnate alla rappresentanza di Washington a Kyiv.

Calde, come quelle della stessa Tymoshenko all’Eu.Observer, direttamente dalla cella, sempre di appello all’Occidente. “Temo per la mia vita, conosco bene la filosofia staliniana: via la persona, via il problema”.

La condanna di Roma.

Ma non solo l’Europa, per una volta, anche l’Italia e al centro degli affari ucraini, con il lancio di agenzia che ha riportato il turbamento espresso dalla Farnesina all’Ambasciatore ucraino nel Belpaese.

“Siamo grati a Roma – ha dichiarato l’intera delegazione di Bat’kivshchyna – abbiamo bisogno del singolo sostegno di tutti i Paesi dell’Unione Europea. E quello italiano ci rende particolarmente felici, in quanto proveniente da una cultura nel cuore di molti ucraini”.

Ringraziamenti per una posizione di cui, anche a costo di un tocco di superbia, il Legno Storto si sente responsabile: unico media sul campo nel raccontare quanto avviene realmente, a differenza di sedicenti reporter di note agenzie di informazione del Belpaese, presenti sul luogo solo nei momenti di calma, e pronte a lesinare il confronto di idee quando l’opinione dell’interlocutore non collima con la vulgata politicamente corretta e difesa a spada tratta dal rappresentante del media dal verde colore.

Un esempio che, da un lato, ci incoraggia ad andare avanti, convinti che un’onesta informazione sia un servizio utile se non altro al rispetto dei propri ideali. Dall’altro, invece, pone un serio dubbio sulla qualità del sistema di informazione italiano: spesso in mano a persone per nulla in contatto con la gente, e non in possesso delle conoscenze linguistiche della lingua del Paese.

Almeno qui a Kyiv, dove la popolazione ha voglia di Europa, giustizia, e Liberta, e la lingua ufficiale e l’ucraino, e non il russo.

Matteo Cazzulani

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UCRAINA: JURIJ LUCENKO ESPULSO DAL SUO PROCESSO. RICORSO ALLA CORTE EUROPEA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 15, 2011

L’ex-Ministro degli Interni escluso dalla propria udienza come i giornalisti. Per le Autorità nessuna infrazione della legge. La Difesa si appella a Strasburgo

L'ex-ministro degli interni, Jurij Lucenko

Un processo senza imputato, ed anche senza stampa, in Ucraina è regolare. Nella giornata di giovedì, 14 Luglio, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è stato espulso dall’aula per turbamento dell’ordine durante la seduta del processo a suo carico, che lo vede accusato di abuso di ufficio e, per questo, detenuto in isolamento.

Una decisione categorica quella del “giudice”, Serhij Vovk, al pari di quella di estromettere i giornalisti dalla sala, vietando la ripresa in diretta di un processo che, sulla carta, dovrebbe essere aperto a tutti. A richiedere la presenza della stampa – garanzia di un processo più regolare – è stato lo stesso Lucenko che, non ascoltato dal magistrato, ha esposto protesta durante la lettura dei capi di accusa: un diritto per ogni imputato, che, al politico del campo arancione, è costato l’allontanamento dalla Corte.

“Le imputazioni sono state lette in assenza dell’accusato: una piena violazione della legge” ha dichiarato Oles’ Donij, Deputato Nazionale di Narodna Samooborona, il Partito di Lucenko.

Per le Autorità tutto regolare

A non pensarla così, però, sono proprio le autorità. La Procura generale ha rigettato la richiesta di sollevamento dall’incarico di Serhij Vovk, presentata dalla difesa in quanto il “giudice” sarebbe stato implicato in un precedente caso di malagiustizia. Inoltre, il Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, ha definito regolare la decisione di escludere i reporter dalla sala.

Pronta la risposta degli avvocati di Lucenko, che si sono rivolti alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. La stessa a cui si è appellata la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro anch’essa vittima di un processo politico, con l’accusa di condotta anti-nazionale durante le trattative per il gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Matteo Cazzulani