LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ARRESTATO L’AVVOCATO DI YULIA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 12, 2013

Serhiy Vlasenko è stato condotto in Procuratura per un interrogatorio su presunte violenze nei confronti della moglie. Kyiv si allontana sempre più l dall’UE

Si chiede un miglioramento, ma l’Ucraina continua nel regresso democratico. Nella giornata di lunedì, 11 Novembre, Serhiy Vlasenko, l’avvocato della Leder dell’Opposizione Ucraina Yulia Tymoshenko -costretta ad una detenzione politica dal 2011- è stato arrestato.

Come riportato dall’Ukrayinska Pravda, Vlasenko è stato prelevato con la forza per essere interrogato in Procura, dove l’avvocato della Tymoshenko deve rispondere di presunte violenze attuate nei confronti della moglie.

L’accusa, infamante quanto priva di prove certe, si incastra in un contesto geopolitico delicato, in cui l’Ucraina è chiamata dall’Unione Europea a liberare la Tymoshenko per garantire alla leader dell’Opposizione ucraina cure mediche urgenti in Germania.

La Liberazione temporanea della Tymoshenko è per l’UE condicio sine qua non per la firma dell’Accordo di Associazione: documento che integra Kyiv sul piano economico in Europa.

Tuttavia, l’arresto di Vlasenko, preceduto dalla mancata volontà del Parlamento ucraino -in cui la maggioranza è fedele al Presidente, Viktor Yanukovych, di votare un Progetto di Legge che consente la liberazione della Tymoshenko, complica la situazione dell’Ucraina nei confronti di Bruxelles.

Putin vince, l’UE sempre più debole ad est

Chi beneficia della situazione è la Russia, che ha minacciato l’Ucraina con ritorsioni economiche in caso di firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Mosca intende infatti inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per estendere l’egemonia della Russia nello spazio ex-URSS.

Se l’Ucraina verrà inserita nell’orbita d’influenza della Russia di Putin, l’UE registrerà una sconfitta diplomatica che rischia di mettere a repentaglio la sicurezza della stessa Unione.

L’Ucraina è infatti un Paese europeo per cultura, storia e tradizioni, con un potenziale agricolo, umano ed infrastrutturale energetico di cui l’UE ha necessità per superare la crisi economica ed evitare la rinascita di un impero russo ostile all’Europa.

Matteo Cazzulani

LA TYMOSHENKO ACCETTA CURE MEDICHE IN GERMANIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 5, 2013

Gli inviati speciali del Parlamento Europeo, Pat Cox ed Aleksander Kwasniewski, hanno chiesto al Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, il trasferimento urgente della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina per ragioni umanitarie. Forse vicino lo sblocco dell’impasse sull’Accordo di Associazione UE-Ucraina

Non sarà del tutto libera, ma almeno potrà curarsi in strutture mediche dignitose, secondo gli standard occidentali. Nella giornata di venerdì, 4 Ottobre, la Leader dell’Opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko, ha accettato il trasferimento dalla colonia penale di Kharkiv in Germania per ricevere cure mediche urgenti.

Come riportato dall’Avvocato della Leader del dissenso ucraino, Serhiy Vlasenko, la richiesta di trasferimento per ragioni umanitarie e sanitarie è stata inoltrata al Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, dagli inviati speciali del Parlamento Europeo, l’ex-Premier irlandese Pat Cox e l’ex-Presidente polacco Aleksander Kwasniewski.

Come dichiarato con una lettera presentata da Vlasenko ai media, la Tymoshenko, ex-Premier dei Governi filo-occidentali e democratici costituiti dal 2004, dopo la pacifica Rivoluzione Arancione, ha accettato le cure in Germania solo per agevolare la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina.

La firma di questo documento, che integra Kyiv nel mercato unico europeo, è stata congelata dalla Commissione Europea per via del mancato rispetto dei Diritti Umani da parte delle Autorità ucraine.

La Tymoshenko è stata condannata a 7 Anni di reclusione dopo un processo politico per la firma di accordi sconvenienti per il gas con la Russia nel 2011, e da allora è detenuta in condizioni disumane in una colonia penale periferica.

Come ritenuto dalla Comunità Internazionale, la Tymoshenko è una delle dieci vittime di prosecuzione selettiva da parte dell’Amministrazione del Presidente Yanukovych.

Con una risoluzione ad hoc, la Corte Europea per i Diritti Umani lo scorso Aprile ha ritenuto la Tymoshenko prigioniera politica, ed ha richiesto a Yanukovych l’immediata sua scarcerazione.

Le contromosse del Presidente ucraino

Da parte sua, il Capo di Stato non ha dato alcun segnale in merito all’accettazione della proposta UE, ma ha sollevato dalla carica di Viceprocuratore Generale il principale accusatore della Tymoshenko, Renat Kuzmin.

Il nuovo Vicecapo del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale è stato colui che ha sollevato nei confronti della Tymoshenko l’accusa di omicidio del Deputato Shcherban.

Da questo fatto, che è avvenuto nel 1996, in realtà a giovare è stato il Presidente Yanukovych, che, ora, ha tutto l’interesse a far ricadere sulla già condannata Leader dell’Opposizione la responsabilità per una pagina oscura del suo passato.

Oltre che col dimissionamento di Kuzmin, Yanukovych ha anche lanciato segnali all’Unione Europea e all’Occidente tramite l’implementazione dello sfruttamento dello shale, grazie al quale l’Ucraina, che secondo le stime EIA possiede una capienza di 128 Trilioni di Piedi Cubi di gas non convenzionale, mira a rafforzare la propria indipendenza energetica.

Lo scorso Gennaio, la compagnia olandese Shell ha firmato un contratto di 10 Miliardi di Dollari per la ricerca dello shale in Ucraina, mentre, sempre venerdì, 4 Ottobre, il colosso statunitense Chevron ha ottenuto l’imprimatur per lo sfruttamento di gas non convenzionale in Galizia, nella parte occidentale del Paese.

Coinvolta nello shale ucraino è anche il colosso italiano ENI, che ha raggiunto un accordo per l’avvio dello sfruttamento di gas non convenzionale in Volinia.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’AVVOCATO DI YULIA TYMOSHENKO PRIVATO DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 8, 2013

La Corte Suprema Amministrativa Ucraina ha negato al Parlamentare dell’Opposizione Unita ‘Batkivshchyna’, Serhiy Vlasenko, l’immunità parlamentare per incompatibilità tra il ruolo di deputato e quello di avvocato. L’Occidente condanna l’ennesima violazione della democrazia sulle rive del Dnipro 

Una delle ultime foto della Leader dell'Opposizione Democratica 'arancione' ucraina, Yulia Tymoshenko, durante il primo processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una delle ultime foto della Leader dell’Opposizione Democratica ‘arancione’ ucraina, Yulia Tymoshenko, durante il primo processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Privato dell’Immunità parlamentare per difendere una delle vittime del regresso democratico ucraino. Nella giornata di mercoledì, 6 Marzo, la Corte Suprema Amministrativa Ucraina ha privato dello status di parlamentare Serhiy Vlasenko: esponente dell’Opposizione Unita ‘Bakivshchyna’ e avvocato dalla Leader dell’Opposizione Democratica ‘arancione’, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La sentenza della Corte è stata motivata da una richiesta ufficiale dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Rybak, che ha evidenziato come il mandato di parlamentare e l’attività di avvocato siano, secondo la Legge, impraticabili in contemporanea.

L’Opposizione Unita ‘Batkivshchyna’ ha contestato la decisione in quanto politicamente motivata dallo schieramento politico del Presidente, Viktor Yanukovych, -il Partito delle Regioni, a cui appartiene anche lo Speaker Rybak- ed ha promesso ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Dal canto suo, Vlasenko ha dichiarato di non infrangere la legge, e si è definito “difensore civile” di una perseguitata politica.

Ora, anche l’avvocato della Tymoshenko, privato dell’immunità parlamentare, teme di essere la prossima vittima dell’ondata di arresti politici che, dalla salita al potere di Yanukovych nel 2010, ha condotto una decina di attivisti dello schieramento democratico ‘arancione’ in prigione dopo processi riconosciuti dagli osservatori internazionali come irregolari.

Preoccupazione in merito alla privazione dello status di parlamentare all’Avvocato della Tymoshenko, e, più in generale, ai processi realizzati per scopi politici, è stato espresso anche dal Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, e dalla Rappresentante della Politica Estera UE, Catherine Ashton.

Duro anche il commento del Dipartimento di Stato USA, mentre la Parlamentare Europea tedesca Rebecca Harms ha definito “assurda” la decisione della Corte Suprema Amministrativa Ucraina.

Vlasenko è l’avvocato che ha accompagnato Yulia Tymoshenko nei tre processi organizzati a carico dell’ex-Primo Ministro.

Il primo è terminato l’11 Ottobre 2011 con una condanna a sette anni e mezzo di carcere per la firma di accordi energetici con la Russia nel Gennaio 2009 ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

De facto, i contratti firmati dalla Tymoshenko -imposti dall’attuale Presidente russo, Vladimir Putin- hanno permesso all’Ucraina di ripristinare il flusso di gas diretto in Europa che la Russia aveva tagliato per destabilizzare il Governo ucraino ‘arancione’.

Il secondo ha visto l’ex-Primo Ministro condannata a quattro anni di carcere per malversazione finanziaria e bancarotta fraudolenta nella gestione della YEESU: colosso energetico guidato dalla Tymoshenko fino al 1998, anno della sua entrata in politica.

Il terzo vede ora la Tymoshenko imputata per l’omicidio del Parlamentare Yevhen Shcherban, a Donetsk. Il fatto, avvenuto nel 1996, e che potrebbe costare all’ex-Primo Ministro l’ergastolo, ha tuttavia permesso l’ascesa politica di Yanukovych.

La difesa ritiene che il Presidente sia particolarmente interessato alla condanna della Tymoshenko per l’omicidio Shcherban, per far ricadere sulla Leader ‘arancione’ la responsabilità di una pagina buia del suo passato.

Una Donna vittima della dittatura

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004, passato alla storia come ‘Rivoluzione Arancione’, la Tymoshenko ha guidato il Governo ucraino per sette mesi nel 2005, e poi dal 2007 al 2010.

Cresciuta in un Paese dalla corruzione dilagante, e quindi giocoforza non estranea a certe logiche poco affini alla legalità, la Tymoshenko ha tuttavia saputo portare il suo Paese ai livelli dell’Unione Europea sul piano della democrazia, del sistema parlamentare, del rispetto dei Diritti Umani e della Libertà di Stampa.

Prima ed unica donna a ricoprire la carica di Primo Ministro in un Paese fortemente maschilista come l’Ucraina, la Tymoshenko, come ritenuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, è ora da definirsi un prigioniero politico vittima del mancato rispetto dei Diritti Umani da parte dell’Amministrazione di Yanukovych.

Oltre agli arresti politici, il Presidente Yanukovych ha accentrato nelle sue mani poteri del Parlamento, ha rafforzato il controllo sulla stampa e sui giornalisti, ed ha falsificato le Elezioni Amministrative del 2010 e quelle Parlamentari del 2012.

Yanukovych ha inoltre arrestato il processo di integrazione dell’Ucraina con l’Unione Europea, avviato da Kyiv durante i Governi ‘arancioni’.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 15, 2013

UCRAINA: YULIA TYMOSHENKO MULTATA PER ASSENZA AL PROCESSO

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina sanzionata per non avere presenziato alla seduta del procedimento giudiziario in cui è accusata di omicidio. Come conferma il primo testimone, il Presidente Viktor Yanukovych ritenuto il mandante del processo per eliminare la temuta competitor dalla scena politica e chiudere una pagina buia del suo passato

Reclusa, malata, accusata persino di omicidio, e adesso anche multata. Nella giornata di giovedì, 14 Febbraio, la leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, è stata sanzionata per assenza alla prima deposizione dei testimoni nel terzo processo sollevato a suo carico.

La Tymoshenko ha rinunciato a presenziare al processo per via delle sue precarie condizioni di salute: come illustrato al Giudice, Oksana Tsarevych, dal suo Avvocato, Serhiy Vlasenko -anch’egli multato per “offese alla Corte”- l’ex-Primo Ministro soffre di ernia al disco e trombosi, ed è costretta a permanere nella sua camera, dove viene costantemente spiata dalle Autorità giudiziarie.

La ragione del rifiuto a presenziare al processo da parte della Tymoshenko è anche una forma di protesta nei confronti delle accuse, che l’ex-Primo Ministro ritiene fabbricate ad hoc dall’Amministraziome del Presidente, Viktor Yanukovych, per infliggere l’ergastolo alla sua competitor politica.

La Tymoshenko è infatti accusata dell’omicidio nel 1996 presso l’aeroporto di Donetsk di Yevhen Shcherban: deputato nazionale la cui morte ha de facto favorito l’ascesa politica dell’attuale Presidente Yanukovych.

A sostegno della tesi dell’ex-Primo Ministro sull’infondatezza delle accuse è anche stata data dal primo dei testimoni interrogati, Ihor Marenkov, che ha ammesso di avere sentito della responsabilità della Tymoshenko per l’omicidio del deputato Shcherban “da persone terze”.

La Tymoshenko è già stata condannata a sette anni e mezzo di carcere l’11 Ottobre 2011 per avere firmato accordi energetici con la Russia di Putin, grazie ai quali l’Ucraina ha permesso il ripristino dell’invio di gas verso l’Unione Europea che Mosca aveva tagliato per porre gli arancioni in cattiva luce dinnanzi all’opinione pubblica europea.

Pochi mesi dopo, la Tymoshenko è stata condannata a 4 anni di carcere per bancarotta fraudolenta del colosso energetico YEESU, guidato dall’ex-Primo Ministro prima della sua salita in politica nel 1998.

Un altro esponente “arancione” ottiene asilo politico in Europa

Sempre giovedì, 14 Febbraio, l’Unione Europea ha concesso asilo politico ad un altro esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, fuggito in UE per paura di essere arrestato.

L’ex Vice Ministro della Difesa del Governo Tymoshenko, Valeriy Ivashchenko, ha ottenuto asilo politico in Danimarca, motivando il suo esilio spontaneo con l’intenzione da parte delle Autorità governative dell’Ucraina di estorcere da lui confessioni sul coinvolgimento della Tymoshenko e dell’ex Vice Premier, Oleksandr Turchynov, in reati di vario genere.

Ivashchenko è già stato arrestato per abuso d’ufficio nel 2011, ma dopo pochi mesi è stato liberato grazie a una commutazione della pena. L’ex-Ministro della Difesa è il quarto esponente dell’Opposizione Democratica che ottiene asilo politico in Unione Europea.

L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca, mentre il coordinatore nella Regione di Kharkiv del Partito della Tymoshenko “Batkivshchyna”, Arsen Avakov, ha ottenuto riparo in Italia.

Il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è criticato da ONU, USA, UE, NATO e principali ONG internazionali indipendenti per l’arresto della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo democratico “arancione”.

Il regresso democratico impresso all’Ucraina da Yanukovych, assieme alle falsificazioni delle Elezioni Parlamentari e Presidenziali, alle pressioni sulla stampa libera, e all’accentramento dei poteri nelle sue mani a discapito del Parlamento, ha comportato il congelamento del processo di integrazione economica di Kyiv nell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani.

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YULIA TYMOSHENKO SENZA CONTATTI CON POLITICI E STAMPA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina impossibilitata ad incontrare esponenti di spicco dell’Unione Europea e giornalisti di testate nazionali ed internazionali a causa di un ordine delle Autorità Carcerarie. Peggiora la situazione della libertà di stampa in Ucraina, con il divieto di trasmettere all’estero imposto al canale indipendente TVi.

La leader dell’opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo

Allontanata dal Mondo, dalla politica, e dal contatto con i media nazionali ed internazionali a un mese circa da un importante appuntamento elettorale nel suo Paese. Nella giornata di mercoledì, 12 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko, si è vista negare la possibilità di ricevere la visita di una nutrita delegazione di esponenti di spicco dell’Unione Europea, tra cui il Ministro degli Esteri svedese, Karl Bildt, e l’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Secondo le Autorità Carcerarie dell’Ospedale dei Ferrovieri di Kharkiv – dove la Tymoshenko è stata tardivamente ricoverata per curare una grave ernia al disco a lungo trascurata durante i primi mesi della sua detenzione – la Leader dell’Opposizione Democratica ha già incontrato altri esponenti UE, e la visita di Bildt e Buzek la avrebbe disturbata durante la somministrazione delle cure giornaliere.

Proteste sono state sollevate dall’avvocato della Tymoshenko, Serhii Vlasenko, che ha sottolineato come la la Leader dell’Opposizione Democratica abbia il diritto di ricevere visite di politici, famigliari e di chiunque sia intenzionato a esprimerle la propria vicinanza.

Inoltre, il Difensore dell’ex-Primo Ministro ha denunciato minacce da parte delle Autorità Carcerarie nei confronti della compagna di cella della Tymoshenko, “rea” di avere reso pubblica una lettera in cui ha confermato le ripetute pressioni psicologiche esercitate su di lei e sulla Leader dell’Opposizione Democratica da parte della polizia penitenziaria.

A prendere la parola, seppur solo in maniera figurata, è stata la stessa Yulia Tymoshenko, che ha emanato una nota in cui ha lamentato l’impossibilità di interagire con i giornalisti inviati dai principali media nazionali indipendenti e da quelli internazionali. La Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato le Autorità Carcerarie a non privarla di un diritto che le spetta in quanto personaggio di spicco della politica ucraina coinvolto nella campagna elettorale per le prossime Elezioni Parlamentari.

In merito al voto ucraino sono intervenuti anche il Consiglio d’Europa e l’OSCE. I due organismi internazionali hanno dichiarato di tenere da conto l’assenza forzata della Leader dell’Opposizione Democratica dalle prossime Elezioni Parlamentari nel loro giudizio complessivo sull’andamento di una consultazione dalla cui regolarità dipende il mantenimento in vita delle prospettive di integrazione europea dell’Ucraina.

In seguito all’arresto della Tymoshenko, avvenuto l’11 Ottobre 2011, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, ed avrebbe costituito una Zona di Libero Scambio per integrare il mercato ucraino con quello dell’Europa – e ne ha condizionato il varo definitivo all’effettivo rispetto della democrazia e della libertà sulle Rive del Dnipro.

Ad aggravare la posizione internazionale di Kyiv, e del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, è anche il mancato rispetto della libertà di stampa in Ucraina. Martedì, 11 Settembre, il canale TVi – noto per proporre un’informazione spesso critica nei confronti dell’Amministrazione Presidenziale – è stato sanzionato con una forte multa, ed è stato impossibilitato a trasmettere all’estero senza l’autorizzazione delle Autorità.

Le misure, che mercoledì, 12 Settembre, hanno scatenato una partecipata protesta di piazza, sono state cancellate con un provvedimento urgente del Ministero dello Sviluppo Economico solo nella mattinata di giovedì, 13 Settembre.

Tuttavia, il tardivo intervento non mitiga l’atteggiamento che le Autorità ucraine hanno assunto con il mondo dell’informazione: non è la prima volta che TVI, così come altri canali critici nei confronti del Presidente Yanukovych, sono oggetto di pressioni ed azioni di disturbo da parte delle Autorità.

Arrestati per motivi politici

La Tymoshenko, nota in occidente per avere guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento più altri tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Per avere preso una decisione politica, la Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata in misura cautelativa, ed è stata sottoposta ad un processo dalla palese irregolarità, con la Difesa sistematicamente privata dei suoi diritti e un Corte intenzionata a condannare l’imputata nonostante la maggior parte dei testimoni abbia scagionato l’ex-Primo Ministro.

La Tymoshenko ha sempre ritenuto colpevole del suo arresto il Presidente, Viktor Yanukovych, intenzionata a cancellare dalla scena politica la sua più insidiosa concorrente.

Oltre alla Leader dell’Opposizione Democratica, ad essere stati arrestati per ragioni politiche, o costretti all’esilio, è un’altra decina di esponenti del dissenso arancione, tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn.

Matteo Cazzulani

Yulia Tymoshenko condannata anche in Cassazione.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina vede confermata la condanna a sette anni di carcere per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato. La guida della Rivoluzione Arancione esclusa in definitiva anche dalle liste elettorali per le Elezioni Parlamentari

Condannata al carcere in definitiva, esclusa dalle liste elettorali senza più possibilità di appello. Nella giornata di mercoledì, 29 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, e stata ritenuta definitivamente colpevole per la firma di accordi energetici nel Gennaio 2009 ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato: un gesto che costringe l’ex-Primo Ministro a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica.

La decisione e stata presa dalla Corte di Cassazione, che ha mantenuto invariata la sentenza pronunciata in Primo Grado l’11 Ottobre 2011, e confermata in Appello il 24 Dicembre, nonostante gli Avvocati difensori della Tymoshenko abbiano presentato svariate documentazioni a sostegno dell’innocenza dell’imputata.

In particolare, la Difesa ha sottolineato come la Leader dell’Opposizione Democratica sia stata impossibilitata a prepararsi al processo a causa della detenzione in carcere preventiva che la Corte ha sentenziato all’imputata il 5 Agosto 2011. Allora, a processo appena iniziato, la Tymoshenko e stata ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo del procedimento.

Inoltre, gli Avvocati difensori hanno posto l’accento sul fatto che il 90% dei testimoni citati a giudizio durante il primo grado hanno scagionato l’ex-Ministro, ed hanno riconosciuto la sua totale innocenza: la firma degli accordi energetici e stata una scelta urgente che la Tymoshenko, da Capo del Governo, ha dovuto prendere in una situazione di emergenza nazionale per ripristinare il transito di gas verso l’Ucraina e l’Europa, che la Russia aveva tagliato per destabilizzare la coalizione arancione filo-europea al potere al tempo a Kyiv.

Completato l’intero iter processuale, la Tymoshenko ha ora la possibilità di ricorrere alla Corte Europea dei Diritti Umani. Secondo quanto dichiarato dal braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica Unita, Oleksandr Turchynov, il Tribunale di Strasburgo riuscirà a rendere giustizia alla Tymoshenko.

L’Avvocato dell’ex-Primo Ministro, Serhiy Vlasenko, ha confermato l’intenzione di ricorrere in Europa, d si e detto convinto del fatto che la sua assistita riceverà in Europa come minimo una lauta compensazione per i danni morali.

A poche ore dalla sentenza della Cassazione, la Commissione Elettorale Centrale ha confermato l’esclusione della Tymoshenko dalle liste dell’Opposizione Democratica Unita in vista delle prossime Elezioni Parlamentari.

Oltre all’ex-Primo Ministro, fuori dalla consultazione e rimasto anche Yuri Lutsenko: ex-Ministro degli Interni dei governi filo-occidentali che assieme alla Lady di Ferro ucraina ha guidato nel 2004 il processo democratico in Ucraina passato alla storia come Rivoluzione Arancione.

Kyiv sempre più lontana dall’UE

Pronte sono state le proteste da parte della Comunità Internazionale. La Commissione Europea ha espresso preoccupazione per la sentenza della Cassazione e la decisione della Commissione Elettorale Centrale: passi che allontanano l’Ucraina dal gruppo dei Paesi rispettosi dei principi della democrazia e dei diritti umani.

Il Consiglio d’Europa ha invece espresso la volontà di dedicare una seduta straordinaria alla questione ucraina. Inoltre, esso ha invitato il Presidente, Viktor Yanukovych, a dare un segnale concreto in favore del rispetto delle regole democratiche che possa smentire le accuse a lui mosse dall’Opposizione Unita, e dall’opinione pubblica internazionale, di instaurazione sulle Rive del Dnipro di un regime dittatoriale che reprime il dissenso e la stampa libera.

Degna di nota e la reazione del Ministero per gli Affari Europei della Gran Bretagna, che per primo ha denunciato la condanna in cassazione della Tymoshenko. Con una nota, il Ministro David Lidington ha evidenziato come tutte le tappe del processo siano state contrassegnate da irregolarità diffuse, e come l’Ucraina sia oggi ben lontana dal rispetto dei parametri necessari per il completamento del processo di avvicinamento ed integrazione nell’Europa unita.

Lecito ricordare che proprio a causa della condanna in primo grado della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione: un documento che avrebbe concesso all’Ucraina lo status di partner privilegiato UE, ed avrebbe comportato l’immediato varo di una Zona di Libero Scambio tra Kyiv e Bruxelles.

Matteo Cazzulani

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Caso Tymoshenko: e giallo sulla data della sentenza del ricorso in Cassazione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 22, 2012

Il Giudice, Stanislav Mishchenko, non comunica i termini per la lettura del verdetto in merito alla condanna per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina a sette anni di prigione per una coraggiosa scelta di politica energetica. La Difesa denuncia persecuzioni psicologiche, mentre l’Accusa resta arroccata sulle sue posizioni.

Nel processo Tymoshenko cala il sipario per l’ultima pausa, ma ancora non si sa quando Sara emanato il verdetto definitivo. Nella giornata di martedì, 21 Agosto, la Corte Suprema di Giustizia ucraina per le questioni criminali e civili ha terminato l’esame del ricorso in cassazione presentato dalla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Yulia Tymoshenko.

La Lady di Ferro ucraina e stata condannata in Primo Grado a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato durante l’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel 2009.

Il giudice, Stanislav Mishchenko, ha ascoltato le motivazioni dell’Accusa e della Difesa e, nella tarda mattinata, si e ritirato in Camera di Consiglio per la formulazione del verdetto definitivo, senza, tuttavia, informare sul termine preciso della sua emanazione.

Secondo Serhiy Vlasenko, l’Avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, la lettura della sentenza definitiva potrebbe avvenire non prima di un mese. Il legale di Yulia Tymoshenko e infatti convinto della natura politica del procedimento, e per questa ragione ha previsto la chiusura definitiva del processo a pochi giorni dalle Elezioni Parlamentari di Autunno: giusto in tempo per evitare la presentazione del ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani.

Inoltre, Vlasenko durante il suo intervento in aula ha denunciato la persecuzione in atto a suo carico, dichiarando di essere continuamente controllato dai Servizi Segreti ucraini con continue intercettazioni telefoniche, ed ingressi non autorizzati nella sua casella di posta elettronica.

Convinta della colpevolezza dell’imputata si e detta la Pubblica Accusa. Il Procuratore, Oxana Drohobytska, ha ritenuto che la decisione dell’allora Primo Ministro Tymoshenko di firmare gli accordi energetici del 19 Gennaio 2009 con la Russia abbia provocato una perdita per le casse dello Stato pari a 1,5 Miliardi di Hryvnje.

A sostegno della conferma della condanna alla detenzione per la Leader dell’Opposizione Democratica, la Drohobytska ha inoltre sostenuto che la Tymoshenko ha abusato dei propri poteri al momento dell’accettazione del contratto impostole dall’allora suo collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino non avrebbe tenuto conto del mancato via libera da parte del Consiglio dei Ministri per la firma dei contratti con Mosca.

L’11 Ottobre 2011, Yulia Tymoshenko e stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento dopo un processo di Primo Grado celebrato in maniera irregolare: con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti e la stessa Leader dell’Opposizione Democratica arrestata preventivamente dal 5 Agosto.

La condanna e stata confermata dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre, dopo che l’ex-Primo Ministro, colpita da una forte ernia al disco sistematicamente trascurata dalle Autorità carcerarie, e stata trasferita dalla Capitale, Kyiv, alla periferica Colonia Penale Femminile di Kharkiv.

L’Opposizione Democratica ha ritenuto responsabile della condanna della Tymoshenko e di un’altra decina di esponenti del campo arancione – tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko – il Presidente, Viktor Yanukovych: intenzionato ad eliminare dalla competizione politica i suoi più temibili avversari.

Critiche alla detenzione della Tymoshenko e degli altri dissidenti arrestati dalla salita al potere di Yanukovych sono state espresse da ONU, Consiglio d’Europa, NATO e Stati Uniti d’America. Per il medesimo motivo, l’Unione Europea ha congelato i lavori per la firma dell’Accordo di Associazione ed il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

Le prove a discolpa della Lady di Ferro ucraina

A supporto dei malumori della Comunità Internazionale, e delle accuse dell’Opposizione Democratica al Presidente Yanukovych, risiede il fatto che durante il Primo Grado del processo la stragrande maggioranza dei testimoni – di cui solo due sono Stati convocati su indicazione della Difesa – ha scagionato la Tymoshenko dalle imputazioni sollevate a suo carico.

Con la firma degli accordi energetici del 19 Gennaio 2009, l’ex-Primo Ministro ucraino e riuscita a risolvere una crisi energetica che ha messo in ginocchio l’Europa intera, a causa della decisione dei russi di tagliare le forniture di gas con lo scopo politico di destabilizzare il Governo degli arancioni in Ucraina.

Inoltre, il regolamento ucraino concede al Primo Ministro il potere di prendere decisioni senza consultare il Consiglio dei Ministri in casi di emergenza nazionale, come lo e stata la crisi energetica tra Ucraina e Russia del 2009, che la Tymoshenko – a differenza dell’allora Presidente Viktor Yushchenko e di altri Capi di Governo che l’hanno preceduta – ha saputo risolvere garantendo all’Europa e al suo popolo il ripristino delle forniture di gas russo.

Matteo Cazzulani

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Caso Julija Tymoshenko 2: ennesimo rinvio del processo all’eroina della Rivoluzione Arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 24, 2012

Il Giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha rigettato le richieste della Difesa per la continuazione del procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Le proteste degli avvocati e della Comunità Internazionale

Il processo politico più noto in Europa e giunto al quarto rinvio dopo quattro tentativi di continuare le sedute in assenza dell’imputata. Nella giornata di lunedì, 23 Luglio, il secondo procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e stato spostato per impossibilita di procedere a causa della mancata presenza dell’ex-Primo Ministro.

Il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha accolto le richieste dell’Accusa di aggiornare il processo al momento in cui la Tymoshenko può presenziare in aula per rispondere delle imputazioni mosse a suo carico.

Inoltre, il Magistrato ha inserito nelle prove un referto medico delle Autorità carcerarie che certifica la cronicità dell’ernia al disco della Leader dell’Opposizione Democratica e ritiene lo stato di salute dell’eroina della Rivoluzione Arancione sufficientemente buono per potere presenziare in Aula.

Rigettate sono state invece le richieste della Difesa e della stessa Tymoshenko, che, con una dichiarazione personale, ha invitato la Corte a procedere all’esame del caso in sua assenza.

La Leader dell’Opposizione Democratica ha aggiunto di accettare la sua presenza in aula solo previo parere positivo dei medici tedeschi che, dopo una pressione notevole della Comunità Internazionale sulle Autorità ucraine, hanno ottenuto il permesso di curare l’ex-Primo Ministro, ma che in questo periodo non si trovano in Ucraina.

Proteste sono state espresse dagli Avvocati difensori. Serhij Vlasenko ha ritenuto inaccettabile il comportamento del giudice, ed ha aggiunto la notizia secondo la quale la Tymoshenko e affetta da una malattia dermatologica che avrebbe interessato parte degli arti e che si starebbe rapidamente espandendo in tutto il corpo.

L’altro difensore, Oleksandr Plakhotnjuk, ha lamentato l’impossibilita di prendere visione con l’imputata dei capi di accusa per via dello stretto regime a cui la Tymoshenko e costretta dalle Autorità Carcerarie.

Julia Tymoshenko e accusata di malversazione fiscale per 85 Mila Dollari durante la presidenza del colossocenergetico JEESU: una pagina della storia personale della Leader dell’Opposizione Democratica avvenuta nella meta degli anni Novanta, quando ancora l’ex-Primo Ministro non aveva avviato la sua carriera politica.

Julija in carcere, l’Ucraina lontano dall’UE

Nota in Occidente per la bionda treccia e per vere guidato il processo democratico ucraino nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko e detenuta dall’11 Ottobre per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Il processo e avvenuto in maniera irregolare, con la Difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, prove a sostegno delle imputazioni costruite ad hoc – alcune delle quali addirittura datate 31 Aprile – e l’ex-Primo Ministro detenuta preventivamente dal 5 Agosto.

La Comunità internazionale ha contestato il procedimento, sottolineando la natura politica delle accuse, dalle quali si evince che il processo Tymoshenko e motivato dalla volontà di rinchiudere in carcere una delle figure di spicco del dissenso ucraino e di eliminare dalla competizione la più forte concorrente dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Inoltre, l’Ucraina in seguito al procedimento a carico dell’ex-Primo Ministro ha registrato un isolamento internazionale sensibile: l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione – documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera.

Inoltre, USA, Canada, Australia, e altri Paesi NATO – con l’eccezione di Polonia e Slovacchia per ovvi motivi di buon vicinato – hanno rifiutato di incontrare Janukovych persino nel corso dei più importanti vertici bilaterali.

Condanna a Janukovych e a quella che rappresenta la più evidente dimostrazione del regresso democratico in Ucraina e stata espressa anche da Freedom House, Amnesty International e dale altre più importanti Organizzazioni Internazionali Indipendenti.

Matteo Cazzulani

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Caso Tymoshenko: dall’Occidente cartellino rosso all’Ucraina

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 11, 2012

La NATO approva una risoluzione di condanna della repressione politica attuata da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, nei confronti della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La Gran Bretagna decide di boicottare ogni incontro con il Capo di Stato ed esponenti del governo di Kyiv durante le Olimpiadi

Terminato il campionato europeo di calcio, l’Ucraina e sempre più isolata dal mondo per via della scolta autoritaria impressa al Paese dal suo Presidente, Viktor Janukovych. Questo e il giudizio espresso dall’Assemblea Parlamentare della NATO, che nella giornata di martedì, 10 Luglio, ha contestato Kyiv per il regresso della democrazia e ha ufficializzato il congelamento delle relazioni con le Autorità ucraine.

In particolare, l’Alleanza Atlantica ha invitato l’Ucraina a migliorare la situazione politica interna, e fermare i procedimenti giudiziari avviati nei confronti dei principali esponenti dell’Opposizione Democratica con il preciso scopo di eliminare dalla competizione elettorale pericolosi avversari per il Presidente Janukovych.

Inoltre, l’Assemblea Parlamentare NATO ha approvato una risoluzione a larga maggioranza che impone alle autorità ucraine di diminuire l’accanimento giudiziario sulla Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, e di permettere all’eroina della Rivoluzione Arancione di ricevere cure mediche temporanee in Germania.

Come dichiarato dal Capo dell’Assemblea Parlamentare dell’Alleanza Atlantica, Karl Lamers, la Tymoshenko e gravemente malata. Ciò nonostante, le autorità ucraine non permettono una detenzione dignitosa alla Leader dell’Opposizione Democratica: costretta al carcere, e all’osservazione diretta da parte della polizia 24 ore su 24 per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per avere firmato durante l’ultimo anno del suo premierato, nel Gennaio 2009, di accordi energetici con la Russia ritenuti svantaggiosi per le casse dello Stato.

Lamers ha anche evidenziato come la Tymoshenko abbia più volte lamentato pressioni psicologiche da parte delle Autorità carcerarie, a causa delle quali le cure mediche alle quali e sottoposta giornalmente non hanno alcun effetto. Per questa ragione, il trasferimento temporaneo della Leader dell’Opposizione Democratica in Germania e stato ritenuto necessario dalla NATO per garantire all’eroina della Rivoluzione Arancione il mantenimento di condizioni di salute accettabili.

Le dichiarazioni di Larms, rilasciate al Holos Ukrajiny, sono un vero smacco per il Presidente Janukovych, che ha sempre sottolineato al suo popolo come le questioni di politica interna non abbiano alcun legame con le relazioni internazionali dell’Ucraina. Inoltre, la risoluzione dell’Alleanza Atlantica rappresenta l’ennesimo atto ufficiale con cui l’Occidente ha riconosciuto l’esistenza a Kyiv di un regime autoritario che reprime il dissenso e perseguita gli esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.

Sempre il 10 Luglio, alla condanna della NATO si e aggiunta quella della Gran Bretagna. Secondo indiscrezioni, diffuse dalla ben informata Ukrajins’ka Pravda, le autorità britanniche hanno programmato il boicottaggio totale delle personalità politiche ucraine durante i Giochi Olimpici, che avranno luogo proprio a Londra. La posizione della Gran Bretagna e motivata dalla condizione a cui sono sottoposti gli esponenti dell’Opposizione Democratica, che ha spinto i principali politici del Paese padrone di casa delle Olimpiadi a rifiutare ogni vertice bilaterale con emissari del governo di Kyiv.

Il congelamento delle relazioni con Londra rappresenta un duro colpo per le ambizioni ucraine di integrazione nell’Unione Europea, in quanto la Gran Bretagna, assieme a Polonia, Lituania e Slovacchia, e tra i principali sponsor dell’integrazione di Kyiv nell’UE. Sul piano politico, la posizione di Londra rappresenta l’ennesima sconfitta di Janukovych, che già in occasione del campionato europeo di calcio e stato ignorato anche delle Autorità di Germania, Repubblica Ceca, Francia, Olanda, Belgio e Ungheria.

Rinviato il processo a Julija Tymoshenko

Tuttavia, in contemporanea alle condanne politiche la repressione politica da parte del regime di Janukovych ha visto la realizzazione del suo ennesimo capitolo. Sempre martedì, 10 Luglio, il processo a carico di Julija Tymoshenko per il presunto reato di evasione fiscale commesso durante la presidenza del colosso energetico JEESU – la seconda imputazione con la quale la Leader dell’Opposizione Democratica e stata portata in Tribunale – e stato spostato di qualche settimana per via dell’impossibilita da parte dell’eroina della Rivoluzione Arancione di presenziare in aula a causa delle condizioni di salute.

La decisione della Corte e stata accolta con contrarietà dagli avvocati difensori della Tymoshenko, che hanno richiesto la continuazione del processo anche in assenza della loro assistita.

Secondo il legale della Leader dell’Opposizione Democratica, Serhij Vlasenko, le Autorità giudiziarie, su indicazione dell’Amministrazione Presidenziale, sono intenzionate a protrarre a lungo nel tempo il procedimento giudiziario per impedire alla Tymoshenko il ricorso presso la Corte Europea dei Diritti Umani, alla quale l’eroina della Rivoluzione Arancione ha dichiarato a più riprese di volersi rivolgere per ottenere giustizia.

Matteo Cazzulani

CASO TYMOSHENKO: ACCOLTE LE RICHIESTE DELL’ACCUSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 27, 2012

Sia la Corte di Cassazione che quella di Primo Grado rinviano l’esame dei procedimenti giudiziari a causa dell’assenza della Leader dell’Opposizione Democratica, nonostante le raccomandazioni dei medici curanti. Le proteste della Difesa, che decide di ricorrere alla Corte Europea per i Diritti Umani

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo per gli accordi del gas

Non è bastata la presenza degli inviati speciali dell’Unione Europea per garantire lo svolgimento di un iter processuale regolare e veloce. Nella giornata di martedì, 26 Giugno, la Corte di Cassazione ha deciso di rinviare la seduta sul ricorso esposto dalla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, contro la sentenza con cui, l’11 Ottobre 2011, è stata condannata a sette anni di detenzione in regime di isolamento per la firma, durante l’ultimo anno del suo premieranno, nel Gennaio 2009, di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Nonostante una lettera in cui l’imputata ha richiesto esplicitamente di continuare il processo anche in sua assenza, e il referto dei medici tedeschi incaricati di curare la Leader dell’Opposizione Democratica, che hanno confermato l’impossibilità per l’imputata di recarsi in tribunale a causa di una grave ernia al disco, il Giudice, Stanislav Mishchenko, ha disposto un’indagine per appurare le reali condizioni di salute della Tymoshenko.

Critica la reazione dell’Avvocato Difensore, Serhij Vlasenko, che ha evidenziato come la presenza della sua assistita non sia obbligatoria: la Cassazione analizza infatti la maniera in cui è stato svolto il processo in primo grado, e non è un nuovo esame delle imputazioni che hanno portato alla condanna.

“Julija Tymoshenko ha inviato ben due dichiarazioni con cui ha richiesto di analizzare gli atti in sua assenza – ha dichiarato Vlasenko – il Giudice non sa riconoscere la differenza tra il primo grado e la Cassazione. Avevamo persino avvertito di questa differenza la Corte prima della seduta”.

A motivazione del rinvio, Vlasenko ha individuato la volontà da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, di impedire il ricorso della Tymoshenko alla Corte Europea dei Diritti Umani. Ciò nonostante, l’Avvocato è intenzionato a esporre ricorso alla Corte di Strasburgo, nonostante l’intero iter giudiziario presso le Corti ucraine non si sia ancora concluso.

“L’imputata si trova in una struttura medica – ha risposto il Procuratore Oksana Drohobyc’ka, della Pubblica Accusa – Abbiamo richiesto alla Corte il rinvio per dare la possibilità all’imputata di espletare appieno il suo diritto a presenziare al processo. E’ quindi importante attendere i risultati delle analisi mediche sulle condizioni di salute”.

Il medesimo scenario è andato in scena il giorno precedente, quando il Tribunale di Kharkiv, per le medesime ragioni della Corte di Cassazione, ha rinviato la seduta del processo di primo grado in cui la Tymoshenko è imputata per evasione fiscale durante la presidenza del colosso energetico JEESU, alla metà degli anni Novanta.

Il Giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha accolto la richiesta dell’esponente della Pubblica Accusa, il Procuratore Viktor Lobach, di appurare se veramente la Leader dell’Opposizione Democratica è impossibilitata a presenziare alle sedute del processo, nonostante il parere dei medici, e la richiesta firmata di proprio pugno dalla Tymoshenko.

Particolare durante la seduta del processo di lunedì, 25 Giugno, è stato l’allestimento della zona riservata all’imputata nella sala del Tribunale: al posto della canonica gabbia è stato infatti installato un salotto con divano, tappeti, piante, televisori al plasma e persino un quadretto contenente la foto di Julija Tymoshenko.

Nuove imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica

Sul perché dell’installazione, da parte delle Autorità bocche cucite, ma nulla esclude che si sia trattato di un’iniziativa a scopo propagandistico per dimostrare la buona volontà dei Giudici ucraini dinnanzi agli occhi dell’ex-Capo di Stato polacco, Aleksander Kwasniewski, e dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Pat Cox: inviati dall’UE a supervisionare l’andamento del procedimento.

Il socialdemocratico polacco e il liberale irlandese, che nella serata di Domenica, 24 Giugno, hanno incontrato per un’ora e mezza la Tymoshenko, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione eccetto un apprezzamento per il coraggio e la tenacia con cui la Leader dell’Opposizione Democratica sta affrontando la situazione.

Il continuo rinvio dei processi in cui la Tymoshenko è imputata non è solamente dovuto alla volontà di impedire il ricorso degli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica alla corte di Strasburgo.

Infatti, le Autorità giudiziarie possono approfittare solo della presenza fisica della Tymoshenko in aula per aprire ufficialmente sul suo conto altri capi d’accusa che, secondo indiscrezioni nemmeno troppo nascoste, la Procuratura Generale già ha preparato sul conto dell’eroina della Rivoluzione Arancione.

Tra esse, ci sarebbe anche l’accusa di omicidio del Deputato Jevhen Shcherban, avvenuta nel Novembre 1996 nell’aeroporto di Donec’k. La difesa della Tymoshenko ha tuttavia già evidenziato come l’imputazione sia l’ennesimo comando imposto dal presidente Janukovych. Secondo Vlasenko, è il Capo di Stato ucraino l’unico ad avere ottenuto vantaggio dall’assassinio per la propria carriera politica.

Matteo Cazzulani