LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IL PARLAMENTO ITALIANO HA DECISO: A JULIJA TYMOSHENKO IL NOBEL PER LA PACE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 11, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Una mozione bipartisan – non appoggiata solo dalla Lega Nord – ha impegnato il Primo Ministro, Mario Monti, a sostenere la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, e ad attivarsi per il riconoscimento del Premio norvegese all’eroina della Rivoluzione Arancione. Il Deputato Enrico Farinone: “I diritti umani sono una priorità, non potevamo restare silenti”

Da correttore dei conti del Paese, come è stato presentato al momento del suo insediamento, Mario Monti sarà anche l’alfiere della democrazia in Ucraina. Nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il Parlamento italiano ha approvato una mozione che obbliga il Presidente del Consiglio ad attivarsi con ogni misura possibile in campo diplomatico per sostenere la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e di altri esponenti del campo arancione arrestati dalla salita al potere del Presidente oggi in carica, Viktor Janukovych.

Successivamente all’incontro con la figlia della Tymoshenko, Jevhenija, e al numero crescente di iniziative in favore della liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica – tra cui l’appello de Il Legno Storto sottoscritto da centinaia di lettori, e la battaglia combattuta da portali di informazione popolari nella comunità degli italiani all’estero, come Lombardi Nel Mondo – ciascuna delle forze politiche della Camera dei Deputati ha presentato una propria risoluzione sulla questione.

Tra le proposte, quella di maggiore rilievo è stata la mozione redatta da Gianni Vernetti, dell’Alleanza Per l’Italia, sostenuta da PDL, PD, IDV, UDC e Gruppo Misto. In nome della volontà del popolo italiano, essa impegna il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ad attivarsi per la liberazione di Julija Tymoshenko, dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko,e degli altri dieci detenuti politici dell’Opposizione Democratica ucraina.

Altresì, essa obbliga il Capo del Governo a esercitare pressione affinché la Tymoshenko possa ricevere le visite di esponenti dell’Unione Europea e della Comunità Internazionale, contrariamente a quanto finora concesso dalle Autorità Carcerarie.

Inoltre, il documento invita Mario Monti a sostenere con tutti i mezzi possibili la candidatura di Julija Tymoshenko al conseguimento del Premio Nobel per la Pace, in quanto la Leader arancione è una figura attiva nella democratizzazione dell’Ucraina e nell’integrazione tra le diverse componenti della società del suo Paese.

“Quello di Julija Tymoshenko è un caso di emergenza europea che ci ha scosso – ha dichiarato Enrico Farinone, Deputato del Partito Democratico, membro del gruppo di lavoro che ha redatto il documento – non potevamo rimanere silenti, nemmeno in un periodo in cui la crisi economica e l’esito delle amministrative dettano ben altre priorità: i diritti umani vanno prima di tutto”.

Dal Majdan allo sciopero della fame

Nota per la bionda treccia, e per avere guidato nel 2004 il processo democratico noto come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è stata condannata l’11 Ottobre 2011 a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato durante l’ultimo anno del suo premierato, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse statali.

A questa prima condanna, maturata dopo un processo dalla dubbia regolarità, con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e l’imputata incarcerata preventivamente dal 5 Agosto, si è sommato un secondo procedimento in cui la Tymoshenko è accusata di evasione fiscale e gestione fraudolenta del denaro statale.

Impossibilitata ad incontrare famigliari e avvocati, la Leader dell’Opposizione Democratica soffre di un’ernia del disco che, trascurata dalle Autorità carcerarie, le rende impossibile la deambulazione. Inoltre, il 20 Maggio la Tymoshenko è stata picchiata nella sua cella, e ha riportato evidenti ematomi all’altezza dello stomaco e su gambe e braccia.

Per questa ragione, la Leader dell’Opposizione Democratica ha intrapreso uno sciopero della fame, mentre la comunità internazionale ha apertamente protestato contro il Presidente Janukovych disertando il vertice di Jalta dei Paesi dell’Europa Centrale, e ventilando l’ipotesi di boicottare il campionato europeo di calcio, che l’Ucraina organizzerà assieme alla Polonia.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO SI APPELLA ALL’ITALIA: “LIBERATE AVAKOV!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 9, 2012

Dalla cella dov’è detenuta, la Leader dell’Opposizione Democratica si appella alle Autorità italiane per non concedere l’estradizione del Segretario regionale del suo Partito che, a suo avviso, sarebbe l’ennesima vittima di una repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Janukovych, per annichilire il campo arancione. I precedenti dell’Asilo Politico concesso all’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e al marito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Tymoshenko dalla Repubblica Ceca come esempi per la Corte d’Appello di Roma

Il Segretario regionale di Kharkiv di Bat'kivshchyna, Arsen Avakov

Dalla Colomba pasquale a una patata bollente di carattere diplomatico. Questa è la situazione in cui si trovano i giudici della corte d’Appello di Roma che, nella giornata di martedì, 10 Aprile, saranno chiamati a condurre la prima seduta del processo per la concessione dell’Asilo Politico all’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina, Arsen Avakov.

Segretario regionale di Kharkiv del principale Partito del campo arancione, Bat’kivshchyna, Avakov è ricercato in Ucraina con l’accusa di abuso d’ufficio: la medesima che, negli ultimi due anni, ha portato all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica ucraina, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko. Ella, dalla cella in cui da otto mesi è detenuta in isolamento, ha inoltrato un messaggio rivolto all’Italia per salvaguardare il rispetto della democrazia a Kyiv.

“Julija Tymoshenko si è rivolta con una lettera aperta alle Autorità italiane affinché ad Avakov venga concesso lo status di Asilo Politico – ha dichiarato il deputato nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Kozhem’jakin – nella lettera è chiaramente scritto che il Segretario Regionale del nostro Partito non ha compiuto alcun reato, e che il mandato di cattura è stato emanato solo in virtù della sua militanza politica”.

In Ucraina, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, nel Febbraio 2010, la situazione in merito al rispetto delle democrazia e dei diritti civili è notevolmente peggiorata: le Elezioni Amministrative del Novembre 2010 sono state falsate da brogli, il Capo dello Stato ha aumentato a dismisura i suoi poteri a discapito del Parlamento, il controllo sui media indipendenti si è fatto sempre più rigido, e una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica è stata vittima di interrogatori, indagini, processi e arresti che, come è stato riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti, sono stati decretati per ragioni espressamente politiche.

Tra le vittime di questa campagna, oltre a Julija Tymoshenko – Leader dell’Opposizione Democratica ed ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento più tre di interdizione dalla vita politica per avere firmato accordi energetici con la Russia ritenuti sconvenienti per le casse statali – figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Valerij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Tymoshenko, Oleksandr, hanno ottenuto l’Asilo Politico in Repubblica Ceca.

Simile destino di questi ultimi due politici potrebbe toccare anche ad Avakov qualora le Autorità italiane decideranno di seguire l’esempio di Praga – un altro Paese dell’Unione Europea – e, per tutelare le sorti di un dissidente, negheranno l’estradizione che le Autorità ucraine si sono premurate di esporre fin dalle prime ore successive all’arresto del politico.

Come dichiarato dalla Polstrada di Frosinone, Avakov è stato fermato per un controllo di routine nel capoluogo ciociaro lo scorso 21 Aprile, e subito è emerso il mandato di cattura internazionale emanato dalle Autorità di Kyiv. Per questa ragione, egli è stato sottoposto a giudizio urgente presso la corte di Appello di Roma, che ora è chiamata a decidere sulla sua estradizione.

Contro la consegna di Avakov alle autorità ucraine si sono appellati anche i Parlamentari Italiani Benedetto Della Vedova, Gianni Vernetti, ed Enrico Farinone, che hanno invitato il governo Monti e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad astenersi da una misura che consegnerebbe un esponente politico nelle mani di un sistema giudiziario che, come dimostrato dai casi Tymoshenko e Lucenko, si è dimostrato essere ben lontano dagli standard europei.

Il campo arancione conferma l’unità in vista delle elezioni

In contemporanea, l’Opposizione Democratica ha approntato misure per affrontare le prossime Elezioni Parlamentari nella maniera più compatta possibile, come dimostrato dalla decisione che, sabato 7 Aprile, è stata decretata dal Congresso straordinario del Front Zmin: la forza politica dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk.

Al termine dei lavori, è stata ratificata la partecipazione della seconda forza del campo democratico in un’unico listone con Bat’kivshchyna improntato su un programma basato sul rispetto della giustizia, della democrazia, e sulla battaglia per riportare Kyiv nel cammino di integrazione nelle strutture europee e occidentali.

“Bat’kivshchyna e il Front Zmin formeranno una lista unica assieme con le altre forze patriottiche, democratiche e filo-europee – ha dichiarato Jacenjuk – parteciperemo uniti per ottenere la maggioranza in Parlamento, e realizzare una serie di riforme per l’evoluzione del Paese”.

Matteo Cazzulani