LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PUTIN MINACCIA COL GAS LITUANIA, POLONIA ED EUROPA PER IL SOSTEGNO DATO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 31, 2014

La compagnia lituana Lietuvos Dujos espone ricorso per atteggiamento anti-concorrenziale contro il monopolista statale russo del gas, Gazprom, che, sta punendo anche la compagnia polacca PGNiG per il sostegno dato alla causa dei manifestanti ucraini. Anche la Commissione Europea contro Mosca per la politica energetica di Putin

La Lituania e la Polonia, oltre che chiaramente all’Ucraina, sono sempre più nel mirino gasato della Russia di Putin. Nella giornata di giovedì, 30 Gennaio, la compagnia energetica lituana Lietuvos Dujos ha avviato un secondo ricorso presso l’Arbitrato di Stoccolma contro il monopolista statale russo Gazprom per l’imposizione di un tariffario per la compravendita del gas ben al di sopra della media di mercato.

La decisione della Lietuvos Dujos, di cui Gazprom possiede circa il 37% delle quote, è stata sostenuta dalla compagnia tedesca E.On, che possiede il 38,9% delle azioni della compagnia nazionale lituana, e dal Governo lituano, che controlla l’11% del pacchetto dell’ente energetico.

Fondamentale è stato il ruolo del Premier lituano, il socialdemocratico Algirdas Butkevicius, che, dopo avere inviato cercato un compromesso con Gazprom, ha dato il via al secondo ricorso nei confronti del monopolista statale russo, accusato già dal precedente Governo di centro-destra dell’ex-Premier Andrijus Kubilijus, di essere uno strumento di pressione geopolitica nelle mani del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

A confermare i sospetti della Lituania è il prezzo che Mosca ha imposto per l’acquisto del gas russo di 500 Dollari per Mille metri cubi: la cifra più in alta in assoluto, a cui Vilna, che dipende al 99% dalle importazioni di oro blu dalla Russia, non ha potuto rinunciare.

I ricorsi della Lituania non sono gli unici ad essere motivati contro i prezzi sleali imposti da Gazprom: per la stessa motivazione, ricorso è stato presentato, e vinto, anche da parte della stessa E.On, della compagnia tedesca RWE, di quella slovacca SPP e della polacca PGNiG.

A Proposito della Polonia, anche contro Varsavia Gazprom ha accentuato la pressione politica paralizzando il funzionamento della compagnia EuRoPolGaz, deputata al controllo del funzionamento dei gasdotti polacchi.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Gazprom, che controlla metà della compagnia polacca, assieme alla PGNiG, non ha ancora nominato i membri presso il Consiglio di Amministrazione di EuRoPolGaz.

Oltre che da parte delle singole compagnie, Gazprom deve affrontare un ricorso esposto dalla Commissione Europea, che ha contestato il monopolista russo per avere imposto in Europa Centro-Orientale tariffari ben più alti rispetto a quelli applicati alle compagnie dei Paesi dell’Europa Occidentale.

Come riportato dalla Commissione Europea, la condotta di Gazprom mira a ottenere il sostegno dei Paesi dell’Unione Europea Occidentale e, sopratutto, intende dividere l’UE tra Paesi alleati di Mosca a Ovest e Stati avversari al Centro.

In Ucraina ritrovato Bulatov: è stato torturato e versa in condizioni disperate

La condotta di Gazprom è inoltre un chiaro segnale della politica imperialistica della Russia di Putin, che intende punire i Paesi dell’Unione Europea che più di tutti si stanno impegnando in sostegno della causa dell’Ucraina, in cui il Presidente, Viktor Yanukovych, ha rigettato le aperture promesse all’opposizione, ed ha mantenuto il presidio armato della polizia sui manifestanti.

Sempre giovedì, 30 Gennaio, è stato ritrovato in stato disperato, ma ancora vivo, Dmytro Bulatov: organizzatore della protesta Automaidan -in cui autisti cercano di convincere altri automobilisti a mobilitarsi contro il regime dittatoriale del Presidente Yanukovych- scomparso dal 22 Gennaio scorso.

Bulatov è stato prelevato da agenti con forte accento russo -indiscrezioni ben informate confermano che si trattano di Spetsnaz russi che soccorrono la polizia ucraina di regime Berkut nella guerriglia contro i dimostranti- è stato torturato, gli è stato tagliato un orecchio, ed è stato persino crocefisso.

Quanto accaduto a Bulatov ricorda il trattamento riservato a Yuri Verbytsky: una delle sette vittime tra i manifestanti finora accertate che, una volta ferito, è stato prelevato dall’ospedale dai Berkut, torturato, ucciso e lasciato in un campo ghiacciato nei pressi della capitale Kyiv.

Matteo Cazzulani

Advertisements

UCRAINA: YANUKOVYCH TENTA DI INDEBOLIRE IL MAYDAN CON IL DIVIDE ET IMPERA E LA PAURA DELLO STRANIERO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 25, 2014

Il Presidente ucraino difende le forze di polizia, minimizza le violenze, non cita le vittime tra i manifestanti, e nomina il responsabile delle aggressioni armate sui dimostranti Andriy Klyuyev, a Capo dell’Amministrazione Presidenziale. Svezia e Polonia condannano la violenza, mentre Italia e Francia convocano gli Ambasciatori per consultazioni urgenti

Bugiardo, scaltro, ed anche cinico. Nella giornata di venerdì, 24 Gennaio, il Presidente ucraino, Vitkor Yanukovych, ha dichiarato la volontà di dividere tra facinorosi e pacifici l’Euromaidan, la manifestazione iniziata il 21 Novembre in sostegno all’integrazione dell’Ucraina in Europa, diventata guerra civile dopo ripetuti interventi armati da parte della polizia di regime Berkut, che hanno provocato già almeno 5 morti.

Durante un vertice con le Chiese di Ucraina, il Capo di Stato ucraino ha difeso l’operato delle forze di polizia ed ha accusato i dimostranti di essere coadiuvati da agenti violenti stranieri arrivati in Ucraina per destabilizzare la situazione politica del Paese.

Il Presidente ucraino ha poi promesso una dura reazione alle occupazioni delle Prefetture delle Regioni occidentali del Paese, dove i manifestanti, assieme alle Forze dell’Ordine -che sono passate in massa con i dimostranti- hanno rovesciato i Prefetti nominati da Yanukovych.

Yanukovych ha anche dichiarato di comprendere con tristezza le condizioni in cui versano i manifestanti che, come da lui dichiarato, hanno visto anche un caso di congelamento.

Infine, il Presidente ucraino ha nominato a Capo dell’Amministrazione Presidenziale Andriy Klyuyev: ex-Capo del Consiglio Nazionale di Difesa e Sicurezza, già responsabile delle aggressioni violente sui manifestanti.

Klyuyev, su cui l’Austria ha avviato un processo di congelamento dei beni immobili per essere stato responsabile della violazione dei diritti umani e della democrazia, rimpiazza Serhiy Lyovochkin: famoso nel Paese per avere assunto un linea più morbida rispetto a quella di Yanukovych.

Pronta è stata la reazione dell’Opposizione filo europea, che ha dichiarato l’intenzione di continuare la protesta in maniera pacifica, senza chiudere la porta a negoziati con il Presidente ucraino, né però tollerare ogni forma di violenza.

A livello internazionale, il Ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, ha descritto come una sconfitta il tentativo da parte del regime ucraino di risolvere la situazione con la forza, mentre in Polonia il Parlamento ha approvato una risoluzione che richiede l’imposizione di sanzioni nei confronti di quelle Autorità ucraine responsabili del mancato rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani.

Sanzioni nei confronti della Autorità ucraine -sulla base di quanto già fatto dagli Stati Uniti d’America- sono state chieste ufficialmente anche dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, mentre il Viceministro degli Esteri italiano, Marta Dassù, ha convocato l’Ambasciatore ucraino in Italia, Yevhen Perelihyn, così come fatto dal Ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius.

Il Presidente ucraino omette la realtà

Le dichiarazioni di Yanukovych mirano a rovesciare in pieno sui manifestanti la responsabilità degli scontri nel pieno centro della Capitale Kyiv. Infatti, nessuna parola è stata detta dal Capo di Stato ucraino in merito agli spari ad altezza d’uomo che la polizia ha avviato per prima sui manifestanti, così come non è stato commentato il video che ha ripreso un giovane arrestato umiliato nudo in mezzo alla neve, secondo un rituale di nazista memoria.

La presentazione di una protesta equamente divisa tra falchi e colombe da parte di Yanukovych, oltre che non veritiera, è poi una forzatura che mira a indebolire una manifestazione imponente, che non ha precedenti nella storia del Paese, e che ha visto continui picchi di partecipazione addirittura verso il milione di persone.

Il Presidente ucraino cerca di fare leva sull’opinione pubblica ucraina anche rinnovando l’immaginario del complotto straniero: uno stratagemma già adottato a più riprese dalle Autorità in epoca sovietica che serve a Yanukovych per distogliere l’attenzione sull’infiltrazione di agenti russi tra i Berkut, come alcune ben documentate indiscrezioni hanno riportato.

Infine, con la dichiarazione in merito alla persona congelata, non è chiaro se il Presidente ucraino abbia fatto riferimento a Yuri Verbitsky: l’unica vittima morta per congelamento dopo essere stata rapita e torturata dalle forze dell’ordine.

Matteo Cazzulani