LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Guerra del Gas: Georgia sotto l’assedio di Gazprom

Posted in Georgia, Guerra del gas by matteocazzulani on March 12, 2016

Il Vice Premier georgiano, Kakha Kaladze, incerto sull’incremento delle importazioni di gas dalla Russia. L’opposizione denuncia la messa a repentaglio della sicurezza nazionale di Tbilisi



Varsavia – Il gas dalla Russia sì, anzi no, facciamo forse. Questa è la posizione che, nella giornata di venerdì, 4 Marzo, il Governo della Georgia ha assunto in seguito alla firma di un contratto per le forniture di gas con il colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, avvenuta a poche ore dal fallimento della trattativa con il monopolista statale russo del gas Gazprom per l’incremento delle importazioni di oro azzurro dalla Russia.

Nello specifico, come dichiarato dal Vice Premier con delega all’Energia, Kakha Kaladze, l’aumento di ulteriori 463 milioni di metri cubi all’anno della qualità del gas che la Georgia già importa dall’Azerbaijan è dovuta alla rinuncia, non senza esitazioni, all’importazione di un volume maggiore di oro azzurro dalla Russia.

Nello specifico, Gazprom ha proposto alla Georgia l’incremento del volume di gas che il monopolista statale russo esporta in Armenia attraverso il territorio georgiano, sul quale Tbilisi è autorizzata a trattenere il 10% come forma di pagamento dei Diritti di transito.

Inoltre, Gazprom ha proposto al Governo georgiano la rinegoziazione della forma di pagamento per il gas che la Georgia trattiene sul suo territorio, passando dall’attuale interscambio con i Diritti di transito al versamento di una somma proporzionata ai miliardi di metri cubi di oro blu russo importati all’anno da Tbilisi.

Incerta, dinnanzi alla proposta, è stata la reazione di Kaladze, che dopo avere avviato trattative con i vertici di Gazprom per cercare una mediazione con le richieste di Mosca ha finito per rigettare l’offerta, mantenendo invariate le condizioni attuali.

A contribuire alla decisione definitiva di Kaladze sono stati due fattori. In primis, il timore di mettere a repentaglio la sicurezza energetica della Georgia replicando lo scenario del 2006. Allora, la Russia tagliò le forniture di gas dirette al mercato georgiano -al tempo fortemente dipendente dalle importazioni da Mosca- dopo che Tbilisi ebbe rinunciato ad un incremento delle tariffe di importazione imposto da Gazprom senza preavviso.

Come pronta risposta, l’allora Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, denunciò la condotta di Gazprom come politicamente motivata allo scopo di destabilizzare il Governo georgiano ed impedire l’integrazione della Georgia nella comunità Euroatlantica. Inoltre, Saakashvili promosse una politica di diversificazione delle forniture di gas, avviando importazioni di oro azzurro da Azerbaijan ed Iran per decrementare la dipendenza di Tbilisi da Gazprom.

Un’altra motivazione alla base della decisione di Kaladze è stata una protesta molto partecipata organizzata dal Movimento Popolare Unito -UNM- la principale forza dell’opposizione, di orientamento moderato, alla quale ha appartenuto Saakashvili. 

Nello specifico, l’UNM ha criticato il Governo per mettere a repentaglio la sicurezza nazionale del Paese e smantellare la politica energetica di Saakashvili.

A supportare le critiche dell’opposizione è l’atteggiamento che il Governo ha assunto sulla questione energetica dal 2012, quando al potere salì Sogno Georgiano -GD- la coalizione centrista capeggiata da Bidzina Ivanishvili: imprenditore con stretti legami di affari con la Russia.

Fin dall’inizio dell’attività del nuovo Governo, Kaladze ha cercato a più riprese di incrementare le importazioni di gas dalla Russia, dovendo tuttavia rinunciare dinnanzi alle esose condizioni che il monopolista statale russo ha imposto al Governo georgiano ad ogni occasione.

Ivanishvili come Yanukovych

Oltre alla condotta accomodante nei confronti di Mosca, a preoccupare in Georgia è anche un vertiginoso regresso in materia di democrazia e rispetto dei Diritti Umani registratosi dalla salita al potere di GD per mezzo di un uso selettivo della Giustizia per fini politici.

Nel 2014, l’ex-Premier, Vano Merabishvili, e l’ex-Sindaco di Tbilisi, Gigi Ugulava, entrambi esponenti di spicco del UNM, sono stati arrestati in seguito a processi costruiti su prove fabbricate ad hoc per eliminare due dei principali leader dell’opposizione dalla scena politica georgiana.

Inoltre, a finire nel mirino della giustizia georgiana è stato lo stesso Saakashvili, accusato, subito dopo la fine del suo mandato alla Presidenza del Paese, di abuso d’ufficio: una accusa generica, tradizionalmente utilizzata dai regimi autocratici nel Mondo ex-sovietico per perseguire gli avversari politici.

Accusata di abuso d’ufficio dopo un processo-farsa, e condannata a sette anni di reclusione più tre di interdizione dai pubblici uffici, è stata anche Yulia Tymoshenko: ex-Premier e leader dello schieramento democratico filo europeo ucraino finita vittima, assieme ad altri dissidenti, della giustizia selettiva dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych tra il 2010 e il 2014.

Oggi, sia Saakashvili che Tymoshenko vivono il libertà in Ucraina: l’ex-Presidente georgiano è stato nominato Governatore della Regione di Odessa, mentre l’ex-Premier ucraina è stata liberata, e pienamente riabilitata nel 2014, dopo la deposizione di Yanukovych.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

La Georgia all’ennesimo rimpasto di Governo

Posted in Georgia by matteocazzulani on December 26, 2015

Il Ministro degli Esteri, Giorgi Kvirkashvili, designato nuovo Premier dopo le dimissioni di Irakli Garibashvili. Accordo di Associazione con l’Unione Europea, repressioni politiche e perdita di sovranità l’eredità del Governo uscente



Varsavia – Natale di cambiamenti per la Georgia, Paese europeo che, per ragioni geopolitiche ed energetiche, non appartiene politicamente alla Grande Famiglia europea. Nella giornata di giovedì, 25 Dicembre, il Presidente georgiano, Giorgi Margvelashvili, ha approvato la nomina a Premier di Giorgi Kvirkashvili, Ministro degli Esteri proposto alla guida del Governo dai parlamentari della coalizione di Governo centrista Sogno Georgiano -GD.

Il cambio alla guida del Governo è dovuto alla decisione del Premier uscente, Irakli Garibashvili, di lasciare l’incarico dopo avere guidato l’Esecutivo del Paese dal Novembre 2013. Garibashvili, che si è detto onorato di avere servito alla guida del Governo, fu chiamato a lasciare la guida del Ministero degli Interni per rimpiazzare Bidzina Ivanishvili.

L’ex-Premier Ivanishvili -nella foto- è uno degli imprenditori più ricchi del Paese che, dopo avere fondato Sogno Georgiano, ha condotto, e vinto, una campagna elettorale interamente improntata contro la squadra di Governo dell’allora Presidente, Mikheil Saakashvili, la guida del processo democratico in Georgia noto come Rivoluzione delle Rose.

Pronta al rimpasto di Governo è stata la reazione del principale Partito dell’opposizione, il moderato Movimento Popolare Unito -UNM- che, per voce del parlamentare Giorgi Gabashvili, ha criticato l’avvicendamento alla guida dell’Esecutivo come una manovra per riparare alla caduta di consensi registrata da Sogno Georgiano negli ultimi sondaggi.

Oltre alle strategie elettorali, il Governo Garibashvili lascia dietro di sé un bilancio in chiaroscuro, fatto di qualche risultato positivo, come la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e l’ottenimento della liberalizzazione del regime dei visti UE, e molti elementi oscuri.

In primis, il Governo Garibashvili ha aperto procedimenti giudiziari e condotto arresti preventivi nei confronti di importanti esponenti del precedente Governo, nonché rappresentanti dell’opposizione, come l’ex-Premier Vano Merabishvili, Gigi Ugulava e Bacho Akalaia.

L’arresto dell’ex-Premier Merabishvili, che nelle modalità ricorda molto da vicino il trattamento subito dalla leader del dissenso democratico ucraino Yulia Tymoshenko sotto il regime di Viktor Yanukovych, è stato seguito dall’apertura di fascicoli a riguardo dell’ex-Presidente Saakashvili, nel frattempo nominato Governatore di Odessa da parte del Presidente ucraino, Petro Poroshenko.

Oltre alle pagine di prosecuzione politica, il Governo Garibashvili, e ancor prima quello guidato da Ivanishvili, hanno rinunciato ad ogni tentativo di riprendere il controllo delle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud che la Russia ha annesso illegalmente nell’Agosto 2008.

I Governi Garibashvili e Ivanishvili hanno anche limitato le aspirazioni di Tbilisi a fare parte della comunità Euroatlantica. Bensì, essi hanno reso la Georgia un link tra l’Europa e l’Asia ed hanno cercato di normalizzare i rapporti con la Russia nonostante Mosca occupi illegalmente una importante porzione del territorio georgiano.

Tbilisi incrementa la dipendenza energetica dalla Russia

Infine, la Georgia ha dichiarato di volere aumentare la quantità di gas importato dalla Russia a spese delle importazioni dall’Azerbaijan. 

Questa decisione mette a serio repentaglio non solo la sicurezza nazionale di Tbilisi, considerato che Mosca si avvale del gas come arma di coercizione geopolitica, ma anche il progetto di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

La Georgia è infatti un importante Paese di transito del Corridoio Energetico Europeo, fascio di gasdotti progettato per veicolare gas dall’Azerbaijan -e quindi diminuire la già alta dipendenza dell’Europa dalle importazioni dalla Russia- all’Italia attraverso il territorio georgiano, Turchia, Grecia ed Albania.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Sanzioni alla Russia e caso Saakashvili: la Georgia ha problemi con l’Europa

Posted in Georgia by matteocazzulani on August 9, 2014

Il Ministro degli Esteri georgiano, Maia Panjikidze, contesta pubblicamente le misure economiche adottate dall’UE in risposta all’aggressione militare russa all’Ucraina, poco dopo che la Corte Suprema ha autorizzato l’arresto dell’ex-Presidente e leader dell’Opposizione filo atlantica. USA, Polonia, Lituania e Svezia fortemente preoccupate per il possibile caso di giustizia selettiva

Contestare pubblicamente un’azione diplomatica approntata dai più importanti alleati del Paese che si rappresenta è segno che gli amici in questione, in fondo, non sono poi considerati tali. Questa è stata la sensazione emersa presso le cancellerie dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America in seguito alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri georgiano, Maia Panjikidze, che, nella giornata di giovedì, 7 Agosto, ha criticato le sanzioni applicate da USA e UE alla Russia in risposta all’aggressione militare all’Ucraina.

Nello specifico, la Panjikidze, come riportato da Civil Georgia, ha ritenuto le sanzioni una misura inutile, che, anzi, ha portato a contro-sanzioni da parte della Russia anche nei confronti della Georgia, come la chiusura dello spazio aereo russo alle compagnie UE: un fatto che ha aumentato il tempo di percorrenza dei voli diretti in territorio georgiano dall’Unione Europea e dall’Ucraina.

Le posizioni del Ministro degli Esteri georgiano sono opinabili nel merito, ma, dal punto di vista formale, hanno aperto un caso internazionale, dal momento in cui nessuno in Occidente si aspettava una posizione apertamente critica da parte di un Paese alleato che si appresta ad avviare un difficile percorso di integrazione euro-atlantica.

Pronta è stata la reazione del Capogruppo in Parlamento del principale Partito di opposizione Movimento Popolare Unito -UNM- Davit Bakradze, che ha evidenziato come la posizione del Ministro Panjikidze, e più in generale quella della coalizione di Governo Sogno Georgiano -GD- non sia in linea con quella dei più importanti alleati della Georgia.

Le dichiarazioni della Panjikidze -che il Ministro georgiano ha poi dichiarato essere state di proposito fraintese dall’opposizione per creare una bagarre politica- hanno gettato benzina sul fuoco che già arde i rapporti tra la Georgia e l’Occidente, notevolmente compromessi dopo la sentenza di arresto preventivo emanata dalla Corte Suprema Georgiana a carico dell’ex-Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, e di altre alte Autorità del Paese lo scorso 28 Luglio.

Saakashvili, attuale Leader UNM e protagonista del processo democratico georgiano del 2003 noto come ‘Rivoluzione delle Rose’, è stato accusato di abuso d’ufficio dopo due anni dalla fine del suo mandato alla guida del Paese: una sentenza che ha allarmato l’Occidente, perplesso dinnanzi al possibile utilizzo strumentale della giustizia a fini politici.

In effetti, la sentenza a Saakashvili ricorda molto, nei modi e nei dettagli, quella applicata all’ex-Premier ucraino, Yulia Tymoshenko: anima della ‘Rivoluzione Arancione’ del 2004 -processo democratico in Ucraina successivo a quello georgiano- che, nel 2011, è stata condannata a sette anni di reclusione per abuso d’ufficio dopo un processo politico messo in atto dall’ex-Presidente, il dittatore Viktor Yanukovych, per eliminare la sua temibile avversaria politica.

Pronta, in seguito al mandato di arresto per Saakashvili, è stata la reazione del Dipartimento di Stato USA, che ha espresso forte preoccupazione per la sentenza, ed ha invitato le Autorità georgiane a mantenere il piano legale separato da quello politico, ed ha dichiarato la volontà di monitorare la situazione per constatare se il caso Saakashvili rappresenta o meno un nuovo caso di giustizia selettiva nel mondo ex-URSS.

Simile è stata la posizione assunta dal Ministero degli Esteri della Polonia -il più importante alleato della Georgia in seno all’UE- che, con una nota ufficiale, preso atto dell’atmosfera già caratterizzata da precedenti arresti di esponenti dell’opposizione, ha dichiarato il timore che l’arresto di Saakashvili possa rappresentare un caso di uso politico del mezzo giudiziario, atto ad eliminare dalla competizione politica il leader dell’opposizione.

“L’uso politico del mezzo giudiziario è incompatibile con i principi dell’Unione Europea” ha commentato su Twitter il Ministro degli Esteri della Lituania -altro Paese storicamente amico della Georgia- Linas Linkevicius, a cui ha risposto di persona il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, per illustrare come l’arresto del leader UNM sia in linea con le regole della magistratura.

“Stupisce, e duole constatare, che la Georgia critica la voce dei suoi migliori amici europei anziché ascoltarla” è stata la risposta del Ministro degli Esteri della Svezia, Carl Bildt, che si è detto stupito della presa di posizione del Premier di un Paese che ha più volte dichiarato di desiderare l’integrazione nell’Unione Europea.

L’importanza di Tbilisi per la politica di diversificazione delle forniture di gas UE

Sia le sanzioni che il caso Saakashvili hanno messo a serio repentaglio i buoni rapporti tra Georgia e l’Occidente, divenuti eccellenti dopo che Tbilisi ha firmato, lo scorso 27 Giugno, assieme a Ucraina e Moldova, l’Accordo di Associazione con l’UE.

Oltre alla firma del documento, che integra progressivamente l’economia georgiana nel mercato unico europeo, la Georgia rappresenta per l’UE un partner fondamentale nella diversificazione delle forniture di gas che la Commissione Europea ha varato per decrementare la dipendenza energetica dalla Russia.

La Georgia è infatti Paese di transito del Gasdotto del Caucaso del Sud-Est: un’infrastruttura attraverso la quale il gas dell’Azerbaijan è inviato dapprima in Turchia attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e, successivamente, in Grecia, Albania e Italia tramite il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Per fermare la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa, la Russia sta cercando di destabilizzare la Georgia, dopo avere aggredito Tbilisi militarmente nell’Agosto del 2008 per cercare di rovesciare l’Amministrazione Saakashvili: punita da Mosca per il suo orientamento filo europeo e filo atlantico.

In particolare, la Russia intende sostituire a TANAP e TAP il Southstream: un gasdotto, che invia gas russo in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, concepito per incrementare la dipendenza dell’Europa da Mosca, privare l’Ucraina dello status di Paese di transito del gas russo verso l’UE, e per annullare il progetto di diversificazione delle forniture di gas concepito dalla Commissione Europea.

Per questa ragione, lo stesso Saakashvili, che ora ripara tra Polonia e Ucraina per evitare l’arresto, ha ritenuto la sentenza a suo carico politicamente motivata da un disegno di respiro internazionale orchestrato dalla Russia per eliminare un esponente politico di spessore di orientamento filo atlantico.

In particolare, Saakashvili ritiene coinvolti nella sua condanna sia il Premier Garibashvili che capo di Sogno Georgiano Bidzina Ivanishvili: l’uomo più ricco di Georgia, cresciuto ed affermatosi in Russia, che, dopo avere fondato in poco tempo la coalizione Sogno Georgiano, nelle Elezioni Parlamentari del 2012 è riuscito nell’impresa di relegare l’UNM all’opposizione.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Europa: Anche la Georgia ratifica l’Accordo di Associazione con l’UE

Posted in Georgia by matteocazzulani on July 19, 2014

Dopo la Moldova, anche il Parlamento georgiano vota all’unanimità il Documento che integra l’economia georgiana nel mercato economico comune dell’Unione Europea. L’Opposizione in aula denuncia processi politici

Una ratifica all’unanimità che bussa diritto all’Europa, anche se il dibattito non è mancato. Nella giornata di venerdì, 18 Luglio, la Georgia, durante una sessione speciale del suo Parlamento, ha ratificato l’Accordo di Associazione che il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, ha firmato a Bruxelles lo scorso 27 Giugno.

Oltre al Premier Garibavshili, alla votazione hanno preso parte anche il Presidente georgiano, Giorgi Margvelashvili, i Ministri degli Esteri di Bulgaria e Lettonia, Kristina Vigenin e Edgards Rinkevics, il Vicepresidente del Parlamento austriaco, Karlheinz Kopf, e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule.

Proprio il Commissario Fule, in un suo discorso, ha dichiarato che l’Accordo di Associazione apre molte opportunità per la Georgia, come la realizzazione di una Zona di Libero Mercato con l’UE.

A sua volta, il Ministro degli Esteri georgiano, Maja Panjikidze, ha promesso l’attuazione dell’80% delle clausole dell’Accordo nel vicino termine, mentre il Presidente della Commissione per l’Integrazione Europea del Parlamento georgiano, Victor Dolidze, ha invitato fin da subito ad implementare il Documento per arrivare ad una più stretta integrazione europea di Tbilisi.

“Con il voto di oggi, noi georgiani stiamo bussando attentamente alla porta dell’Europa, e continueremo a farlo” ha dichiarato il Deputato Gigla Agulashvili, della coalizione centrista Sogno Georgiano -GD- a cui appartengono il Premier Garibavshili e il Presidente Margvelashvili.

La portata storica della votazione è stata sottolineata dalla GD Tina Khidashledi, che ha evidenziato come il merito sia da attribuire anche ai Presidenti georgiani che hanno fortemente creduto e lavorato per l’integrazione della Georgia nella Comunità euro-atlantica, come Zviad Gamsakhurdia, Eduard Shevernadze, e Mikheil Saakashvili.

Proprio il Partito di Saakashvili, il Movimento Popolare Unito -UNM- ha accolto con soddisfazione la ratifica dell’accordo, ma ha denunciato la mancata maturità in senso europeo espressa dalla maggioranza.

Come dichiarato dall’UNM Giorgi Tsereteli, in Georgia, a partire dai tempi del Governo dell’ex-Premier Bidzina Ivanishvili, fondatore del GD, sono avvenuti casi di giustizia selettiva che hanno portato ad arresti e processi politicamente motivati come quello organizzato dall’ex-Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, all’ex-Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko.

“Oggi stiamo compiendo un enorme passo nella giusta direzione -ha dichiarato l’UNM Giorgi Gabashvili- A volerlo sono i georgiani, e la maggioranza deve attenersi al mandato europeo che il popolo ha chiaramente dichiarato di volere”.

L’approvazione dell’Accordo passa all’UE

Finora, l’Accordo di Associazione con l’Europa è stato ratificato solo dalla Moldova, dopo una votazione in cui la colazione pro-europea si è imposta sull’opposizione comunista, mentre in Ucraina la ratifica del documento deve essere ancora calendarizzata.

Per entrare in vigore, l’Accordo di Associazione tra Georgia, Moldova e Ucraina ed Unione Europea richiede la ratifica dei 28 Paesi UE.

Per adesso, solo la Lituania tra i Paesi membri dell’UE, ha ratificato l’Accordo firmato tra l’UE e la Moldova.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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