LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ASSOCIAZIONE UCRAINA-UE: L’EUROMAIDAN SUPERA LA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 25, 2013

Più di 10 Mila in piazza a Kyiv per sostenere l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea: molte di più del processo democratico del 2004. La polizia usa la forza mentre le Autorità organizzano contro-manifestazioni con truppe cammellate.

Sì all’Europa, no all’Unione Doganale della Russia sono alcuni degli slogan che la fiumana record di manifestanti ha intonato Domenica, 24 Novembre, presso il centrale Maydan Nezalezhnosti durante le dimostrazioni in sostegno dell’Integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. La manifestazione, chiamata “Euromaidan”, ha ottenuto numeri da record: più di 10 Milioni di persone scese in piazza volontariamente, molte di più di quante, sempre nel mese di Novembre, ma nel 2004, hanno partecipato al processo democratico passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”.

Nello specifico, i punti della protesta sono due. Il primo è il Maydan Nezalezhosti, dove sono riunite le Associazioni di cittadini senza bandiere politiche, mentre in Piazza Europa si è mobilitata l’Opposizione con una tendopoli che, già nella notte, è finita nel mirino delle forse speciali di polizia, che hanno cercato, invano, di disperdere la folla.

La protesta europea ha anche varato un piano d’azione: mobilitazione permanente fino al 29 Novembre -data del Vertice di Vilna in cui l’Ucraina è chiamata a firmare l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che integra l’economia di Kyiv nel mercato libero europeo- e richiesta al Parlamento di votare le clausole chieste dall’Unione per la firma dell’Accordo di Associazione -tra cui la liberazione temporanea per cure mediche urgenti per la Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko: incarcerata nel 2011 dopo un processo politico.

Oltre all’intervento della polizia, le Autorità Governative hanno inscenato una contromanifestazione nominata “Euro Homo” presso la Piazza Mikhaylovska, dove, secondo i testimoni, sono stati costretti a dimostrare minatori delle Regioni orientali del Paese: la roccaforte del Partito delle Regioni del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Con le proteste di Domenica, in contemporanea con dimostrazioni in altre città dell’Ucraina e mobilitazioni in tutto il Mondo, come a Barcellona, Washington, Ginevra, Oslo, Wroclaw e Milano, sono già quattro i giorni che hanno visto gli ucraini scendere in piazza per supportare la firma dell’Accordo di Associazione tra l’Ucraina e l’UE.

La decisione di non firmare l’Accordo che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero UE è stata presa dal Parlamento ucraino su direttiva del Presidente Yanukovych per timore di ripercussioni da parte della Russia, che sta attuando ritorsioni di carattere commerciale per inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica.

Questo progetto di integrazione sovranazionale è concepito dal Presidente russo Putin per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico, creare un nuovo impero russo, ed annichilire l’UE dalla competizione internazionale in Mondo oramai globalizzato.

L’UE continua a trattare con Kyiv

Per via dell’importanza geopolitica dell’Ucraina -Paese anche ricco di risorse naturali e di un potenziale industriale, agricolo ed umano- l’UE non ha terminato i tentativi di arrivare comunque alla firma dell’Accordo di Associazione.

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, l’Inviato Speciale del Parlamento Europeo, l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski, sta conducendo trattative per convincere le Autorità ucraine alla firma del Documento.

Come riportato dall’Ukrayinska Pravda, attaccata da hacker nella giornata di Domenica, anche il Cancelliere tedesco, la cristianodemocratica Angela Merkel, sarebbe pronta a colloqui con Putin per invitare la Russia ad interrompere le ritorsioni commerciali per cercare di influenzare decisioni di Paesi sovrani ed indipendenti come l’Ucraina.

A seguito della manifestazione per l’Associazione dell’Ucraina con l’UE a Milano, a cui hanno partecipato più di 50 tra italiani ed ucraini, si è costituito il Comitato Euromaidan Lombardia, con lo scopo di monitorare la situazione a Kyiv per organizzare azioni di solidarietà ed informare la popolazione italiana sulla necessità per l’Europa di integrare al più presto l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo.

Il Comitato è apartitico ed aperto alla partecipazione di tutti anche con una mail a tymoshenkolibera@gmail.com opporre con l’adesione alla pagina Facebook.

Matteo Cazzulani

EUROMAIDAN, HOLODOMOR E DEMOCRAZIA: TRE BUONI MOTIVI PER SCENDERE IN PIAZZA A MILANO PER L’UCRAINA NELL’UE

Posted in Editoriale by matteocazzulani on November 24, 2013

Organizzata a Kyiv una grande manifestazione contro la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di arrestare il processo di integrazione ucraino nell’UE. Il ricordo della Grande Fame: genocidio del popolo ucraino del 1932-1933 che ha portato alla morte per fame di almeno 5 Milioni di ucraini.

La Democrazia, il Ricordo e il Sogno Europeo sono tre motivazioni per le quali oggi, Domenica, 24 Novembre, è bene parlare e manifestare per l’Ucraina. Nel pomeriggio, a Kyiv, presso il centrale Maydan Nezalezhnosti, è programmata una grande manifestazione spontanea degli ucraini che sostengono l’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

La protesta, non violenta ed apartitica, prende il nome di Euromaidan e, oggi, è giunta al suo quarto giorno: da giovedì a sabato una media di tre Mila ucraini hanno manifestato non solo a Kyiv, ma anche di altre città dell’Ovest e dell’Est del Paese, resistendo alle cariche della polizia, dislocate dalle Autorità politiche per sedare la dimostrazione.

La manifestazione è stata provocata dalla decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e del Premier, Mykola Azarov, di non firmare con l’UE l’Accordo di Associazione: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo, e consente a Kyiv un vantaggio finanziario notevole, come la facilitazione per l’ottenimento del credito internazionale di cui l’Ucraina ha bisogno per porre fine ad una grave crisi che dura dal 2009.

Il niet ucraino, dimostrato con la votazione contraria della maggioranza filo-presidenziale in Parlamento ai sei Progetti di Legge che permettono cure mediche urgenti alla Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko -conditio sine qua non posta da Bruxelles per la firma dell’Accordo di Associazione- è stato motivato dagli ucraini con la mancata garanzia da parte dell’UE di rimborsi economici all’Ucraina derivanti dalle ritorsioni che la Russia avrebbe potuto apportare in caso di integrazione di Kyiv nel mercato unico europeo.

Domenica, 26 Novembre, è la ricorrenza del Grande Holodomor: genocidio del popolo ucraino voluto da Stalin nel 1932-1933, contestualizzato nel processo di collettivizzazione coatta delle terre nell’URSS, per eliminare una popolazione ritenuta troppo intraprendente, ribelle ed incline alle rivendicazioni di indipendenza ed autonomia da Mosca.

Lo Holodomor del 1932 e 1933 -anticipato da quello del 1920, e seguito da quello del 1946- ha comportato l’eliminazione di circa 5 Milioni di persone, ed è consistito nel razionamento totale delle derrate alimentari da parte dell’Armata Rossa, che ha occupato case e villaggi, e, così, ha impedito agli ucraini del centro e dell’Est del Paese di nutrirsi.

Lo Holodomor è riconosciuto come genocidio del popolo ucraino da parte di tredici stati, tra cui l’Italia, ma non dalla Russia, che ha sempre negato, e continua tuttora, che la Grande Fame sia stato un processo voluto da Mosca per eliminare la nazione ucraina.

Putin non vuole Kyiv in Europa

Proprio la Russia è protagonista nel quadro politico ucraino, dal momento in cui i russi stanno cercando in tutti i modi di inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: processo di integrazione sovranazionale concepito da Mosca per stabilire l’egemonia della Federazione Russa nel mondo ex-Sovietico.

L’entrata dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica è un passo fondamentale affinché la Russia ricostruisca un suo impero nello spazio ex-URSS: un’entità statale che, come dichiarato a più riprese dal Presidente Putin, deve portare alla disgregazione dell’UE, ed alla sua eliminazione dalla competizione economica mondiale.

Per questa ragione, la Russia ha contrastato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di cui Bruxelles -così come Kyiv- ha bisogno per evitare il ricostituirsi di un impero russo ai suoi confini e, sopratutto, per integrare al più presto un Paese di fondamentale importanza sul piano economico, infrastrutturale energetico, agricolo, umano ed industriale.

Manifestazione oggi a Milano, ore 15 via Dante

Voglia di Europa da parte degli ucraini, ricordo dello Holodomor, e necessita per l’UE di aprire al più presto le porte ad un Paese con cui, soprattutto l’Italia, ha già forti legami storici, umani e sociali -si pensi alle numerose badanti ed infermiere di nazionalità ucraina che lavorano nel nostro Paese, senza contare l’alto numero di studenti attratti dalla cultura e dalla lingua italiana- sono dunque tre valide motivazioni per scendere in piazza per supportare pubblicamente l’Ucraina da italiani.

Ci troviamo oggi a Milano alle 15 in via Dante, angolo Piazza Cairoli, con indosso un qualcosa di ucraino, di europeo -basta una bandiera per chi ne è in possesso- o un capo arancione, per dire no alla condotta autoritaria di un Presidente che decide senza ascoltare il suo popolo, ed esprimere il nostro sostengo affinché l’Europa sia un sogno realizzabile anche per i nostri fratelli ucraini.

Non possiamo, come ha detto un importante poeta del romanticismo europeo, amare la libertà se non si hanno a cuore le sorti di almeno un’altro popolo oltre al nostro.

Matteo Cazzulani

TYMOSHENKO: L’UE INVITA YANUKOVYCH A NON BLUFFARE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 23, 2013

I Ministri degli Esteri di Polonia e Svezia invitano il Presidente Yanukovych a decidere al più presto per la liberazione della Leader dell’Opposizione ucraina. Decisiva sarà l’opinione sulla salute della Tymoshenko degli invitati speciali del Parlamento Europeo a Kyiv, Pat Cox ed Aleksander Kwasniewski.

L’Unione Europea raddoppia la marcatura sul Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, per il rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani, e per permettere a Kyiv l’integrazione economica con l’Europa. Nella giornata di martedì, 22 Ottobre, i Ministri degli Esteri polacco e svedese, Radoslaw Sikorski e Carl Bildt, hanno invitato il Capo di Stato ucraino a non bluffare con l’UE per quanto riguarda la liberazione della Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko.

Sikorski e Bildt hanno evidenziato la necessità di provvedere al più presto alla liberazione della Tymoshenko, definita dai due Ministri degli Esteri vittima di un caso di giustizia selettiva che impedisce la firma dell’Accordo di Associazione: documento che integra l’Ucraina sul piano economico con l’Unione Europea.

Oltre all’invito a Yanukovych a non prendere in giro l’UE, i Ministri degli Esteri di Polonia e Svezia -i due Paesi che coordinano il progetto di Partenariato Europeo, che, oltre all’Ucraina, mira ad integrare in UE sul piano economico anche Moldova, Georgia ed Azerbaijan- hanno ritenuto decisivo il parere sulla situazione della Tymoshenko degli inviati a Kyiv del Parlamento Europeo, Pat Cox ed Alksander Kwasniewski.

Rispettivamente ex Premier irlandese ed ex Presidente polacco, Cox e Kwasniewski, in contemporanea al meeting di Sikorski e Bildt con Yanukovych, hanno incontrato la Tymoshenko presso la colonia penale femminile Kachanivska di Kharkiv, dove la Leader del dissenso ucraino è detenuta in precarie condizioni di salute.

Sollecitato dall’UE, Yanukovych non è andato oltre alla generica promessa di accordare cure mediche temporanee alla Tymoshenko in Germania, ma solo se il Parlamento, eletto dopo una consultazione falsata, e dominato quindi da forze politiche fedeli al Presidente, approverà una Legge ad hoc.

La Tymoshenko, detenuta dall’11 Ottobre 2011 dopo un processo ritenuto irregolare dalla Comunità Internazionale, ha fatto sapere di accettare l’offerta per consentire al suo Paese la firma di un importante Accordo che orienta il posizionamento dell’Ucraina verso l’Europa, e non più verso la Russia.

Importante per l’UE l’integrazione economica di Kyiv

L’integrazione dell’Ucraina è un passo strategico per l’UE in chiave geopolitica, che consente all’Unione Europea di consolidare la sua presenza nel Mondo, senza permettere alla Russia di costruire in Europa un Impero Eurasiatico destinato ad arrestare il processo di integrazione dell’UE.

La Russia si avvale dell’energia, e di pressioni politico-commerciali, per costringere l’Ucraina ad aderire all’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovrannazionale, a cui già appartengono Kazakhstan, Bielorussia, Kyrgyzstan ed Armenia, concepito da Mosca per estendere la propria egemonia nell’ex-URSS.

Se realizzato, l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica consente alla Russia una connotazione politicamente imperiale e geopoliticamente europea: la presenza di Mosca in un Paese europeo per storia, cultura e tradizioni, e ricco di risorse agricole ed energetiche, giocoforza, indebolisce l’UE su scala globale.

L’integrazione economica dell’Ucraina nell’UE diventa dunque un passo fondamentale per garantire all’Europa il mantenimento di una posizione competitiva nel Mondo.

Nel contempo, facilita la diffusione, anche a Kyiv, del rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani: due valori su cui si basa la civiltà occidentale.

Matteo Cazzulani

TYMOSHENKO: L’UNIONE EUROPEA PROLUNGA LA MISSIONE COX-KWASNIEWSKI IN UCRAINA

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on October 17, 2013

Il Parlamento Europeo decide di implementare il dialogo con le Autorità ucraine per continuare il percorso di ‘integrazione economica di Kyiv nell’UE. Plauso da parte del Presidente del Parlamento, il socialdemocratico Schulz, critiche da parte del popolare Saryusz-Wolski

La mediazione va avanti, nonostante i risultati deludenti. Nella giornata di mercoledì, 16 Ottobre, il Parlamento Europeo ha rinnovato di un mese la missione diplomatica in Ucraina per la liberazione dal carcere della Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko.

La decisione è stata presa dalla Conferenza dei Presidenti del Parlamento Europeo, che, sentita la relazione dei due inviati dell’Emiciclo di Strasburgo in Ucraina -l’ex-Premier irlandese, il liberale Pat Cox, e l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski-ha deciso di continuare con la pressione diplomatica presso il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Cox e Kwasniewski hanno richiesto al Presidente Yanukovych di permettere alla Tymoshenko cure mediche in Germania: una decisione, accettata dalla Leader dell’Opposizione, ma non ancora dall’Amministrazione Presidenziale, che consentirebbe la ripresa dell’integrazione economica dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Come dichiarato dal Presidente del Parlamento Europeo, il socialdemocratico Martin Schulz, la missione diplomatica deve portare alla liberazione della Tymoshenko per consentire all’Ucraina di firmare l’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento che integra Kyiv nel mercato unico europeo.

La posizione del Presidente Schulz è stata sostenuta dalla Commissione Europea, ma ha ricevuto anche forti critiche da parte del Partito Popolare Europeo: il Gruppo Parlamentare di maggioranza presso il Parlamento Europeo.

Come dichiarato dal Responsabile PPE per il Partenariato Orientale, Jacek Saryusz-Wolski, l’Ucraina non ha ancora realizzato alcuno dei cambiamenti sostanziali in materia di rispetto dei diritti umani e di riforma della giustizia che il Parlamento Europeo ha richiesto al Presidente Yanukovych.

Un caso di violazione della Democrazia e dei Diritti Umani

La Tymoshenko, ex-Premier ucraino e guida del processo democratico noto come Rivoluzione Arancione, l’11 Ottobre 2013 è stata condannata a 7 anni di carcere, più 3 di interdizione dalle Cariche Pubbliche, per la firma di accordi sconvenienti per l’importazione di gas dalla Russia.

Come ritenuto anche dalla Comunità Internazionale, la condanna è maturata dopo un processo irregolare, in cui la Tymoshenko è stata privata di ogni possibilità di difesa da prove false -alcune delle quali datate addirittura il 31 Aprile.

Durante la detenzione, la Tymoshenko è stata spiata e picchiata dalle Autorità carcerarie, e le sono state negate a lungo le cure sanitarie di cui necessita per guarire da un’ernia al disco.

Oltre alla Tymoshenko, un’altra decina di esponenti dell’Opposizione sono stati arrestati e processati dopo l’elezione alla Presidenza di Yanukovych, che ha anche esautorato il Parlamento di molti dei poteri, ha intensificato il controllo sui media, ed ha falsato le Elezioni Parlamentari del 2012 e le Amministrative del 2010.

Perché è importante l’integrazione dell’Ucraina nell’UE

L’integrazione dell’Ucraina, anche solo sul piano economico, è necessaria per l’Europa affinché Kyiv -Paese europeo per storia, cultura e tradizioni- non finisca nell’orbita della Russia di Putin che usa i contratti per il gas come uno strumento per realizzare scopi geopolitici di natura imperialista.

Infatti, Putin vuole inserire l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale mirato a sancire l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Con l’ingresso dell’Ucraina, l’Unione Doganale Eurasiatica -ergo la Russia di Putin- eliminerebbe l’UE dalla competizione globale, ed implementerebbe ancor di più la disgregazione dell’Unione in Paesi Occidentali filorussi e Stati Centro-Orientali sostenitori di una comune politica energetica europea.

Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA IMPEDISCE I PIANI DI ESPANSIONE ENERGETICA IN POLONIA DELLA RUSSIA MONOPOLISTA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 19, 2013

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ritiene che il gasdotto Yamal 2, concepito dai russi per veicolare oro blu dalla Bielorussia alla Slovacchia attraverso il territorio polacco, deve rispettare la Legge dell’Unione. Tutelati i progetti di diversificazione delle forniture di gas di Bruxelles

La Polonia non è la provincia russa, e la Russia non ha alcun diritto di rivendicare le sue ambizioni di stampo imperiale sui Paesi dell”Europa Centrale. Nella giornata di martedì, 18 Giugno, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha dichiarato che la realizzazione del gasdotto Yamal 2 è impossibile senza il rispetto delle leggi dell’Unione Europea.

Il Commissario ha sottolineato come il gasdotto, progettato dalla Russia per veicolare 15 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno da Kobrynie, in Bielorussia, a Veeke Kapusany, in Slovacchia, deve essere gestito da un ente differente da quello incaricato della compravendita del gas trasportato dalla conduttura, come dichiarato dal Terzo Pacchetto Energetico UE.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Oettinger ha illustrato come il Yamal 2 non rappresenti la continuazione del Yamal 1, come invece sostenuto dalla Russia per permettere al monopolista statale russo del gas, Gazprom, di controllare sia il gasdotto, che la compravendita di gas in Unione Europea.

Il Yamal 1, meglio noto come Yamal-Europa, è un gasdotto realizzato nel 1993 per veicolare gas russo dalla Bielorussia alla Germania attraverso la Polonia.

Ad oggi, il gasdotto è controllato dalla EuRoPolGaz: una joint venture compartecipata da Gazprom e dalla compagnia energetica polacca PGNiG.

Lo scorso Aprile, i Vertici EuRoPolGaz hanno firmato con la Russia l’accordo per la realizzazione del Yamal 2, senza però che il Governo polacco fosse informato.

Con la posizione della Commissione Europea, la realizzazione dello Yamal 2 è bloccata, anche perché la Russia non ha ancora presentato alla Commissione Europea alcun progetto riguardo alla realizzazione del gasdotto.

Lo scopo della Russia è quello di aumentare il flusso di gas esportato in UE per mantenere l’egemonia sul mercato energetico dell’Unione Europea, e contrastare i tentativi di diversificazione delle forniture di gas pianificati dalla Commissione Europea.

Mosca vuole Yerevan nell’Unione Doganale

L’utilizzo del gas come strumento geopolitico funziona pero in Armenia, dove la Russia ha proposto l’ottenimento del controllo totale della compagnia energetica armena ArmRosgazprom in cambio di uno sconto sulle forniture di oro blu.

La proposta è avvenuta a margine di un incontro tra il Capo di Gazprom, Alexei Miller, e il Ministro dell’Energia armeno, Armen Movsisyan.

Come riportato da Natural Gas Europe, l’Armenia, per diversificare le forniture di gas, ha pensato di avviare l’importazione di oro blu dall’Iran.

La Russia è invece intenzionata a integrare l’Armenia nell’Unione Doganale: progetto di integrazione economica dei Paesi ex-URSS progettato da Mosca per sancire l’egemonia del Cremlino nello spazio ex-sovietico.

All’Unione Doganale già hanno aderito Bielorussia, Kazakhstan, Kyrgyzstan ed Ucraina -come membro osservatore, mentre interesse è stato manifestato dal Vietnam.

Matteo Cazzulani

LA RUSSIA RITORNA UN IMPERO

Posted in Russia by matteocazzulani on June 3, 2013

L’evoluzione dell’Unione Doganale nell’Unione Economica Eurasiatica garantisce a Mosca lo status di superpotenza mondiale. I rischi per l’Europa nello scacchiere della geopolitica mondiale

Putin lo ha promesso, ed ora lo ha realizzato: la Russia torna ad essere un impero mondiale egemone in Eurasia. Nella giornata di mercoledì, 29 Maggio, ad Astana, Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Ucraina e Kyrgyzstan hanno avviato la costituzione dell’Unione Economica Eurasiatica.

I Presidenti di Russia, Vladimir Putin, Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, Bielorussia, Alyaksandr Lukashenka, Ucraina, Viktor Yanukovych, e Kyrgyzstan, Almanzbek Atambayev, hanno concordato l’evoluzione dell’Unione Doganale -progetto di integrazione russo-bielorusso-kazako concepito da Mosca per stabilire l’egemonia del Cremlino nel Mondo ex-Sovietico- in un’Unione Economica Eurasiatica allargata ad Ucraina e Kyrgyzstan.

Nello specifico, oltre a protocolli riguardanti il rafforzamento della cooperazione tra i Paesi membri dell’Unione Doganale, Russia, Bielorussia e Kazakhstan hanno concesso ad Ucraina e Kyrgyzstan lo status di Osservatore, finalizzato alla piena integrazione di Kyiv e Bishkek nell’Unione Economica Eurasiatica.

L’evoluzione dell’Unione Doganale consente alla Russia di rafforzare la sua egemonia nello spazio ex-sovietico, e, nel contempo, di portare Mosca allo status di superpotenza mondiale a danno dell’Unione Europea.

L’inglobamento dell’Ucraina -Paese culturalmente, storicamente, linguisticamente e geograficamente europeo- nella sfera di influenza della Russia permette infatti a Mosca di mantenere il baricentro della nuova edizione del suo impero spostato verso l’Europa, e non posizionato unicamente in Eurasia.

Tale situazione consente alla Russia di dirigere la sua politica estera nei confronti dell’Unione Europea, su cui, come più volte affermato da Putin, Mosca intende rafforzare l’egemonia economica ed energetica per portare all’esclusione dell’UE dal mercato mondiale.

Ankara nel mirino di Mosca

La dimostrazione delle intenzioni della Russia nei confronti dell’Unione Europea è data dalla politica approntata da Mosca nei confronti della Turchia, con cui il Cremlino sta negoziando l’aumento delle esportazioni di gas.

Come riportato dal portale wnp.pl, alla fine di Aprile del 2013, il monopolista russo statale del gas, Gazprom, e la compagnia turca BOTAS, hanno stretto la cooperazione per aumentare le forniture di gas dalla Russia.

Con l’operazione, che avviene tramite il gasdotto Blue Stream e il Gasdotto Trans Baltico, la Russia mira a costringere la Turchia a diminuire l’importazione di gas da Iran ed Azerbaijan, con ripercussioni notevoli per la politica di diversificazione delle forniture di carburante dell’Unione Europea.

Il gas dell’Azerbaijan è infatti destinato all’Unione Europea grazie alla realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP-, che renderà la Turchia il principale Paese di transito dell’oro blu azero, di cui l’UE ha bisogno per diminuire la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia.

Inoltre, sempre in ambito energetico, la Russia mira a bloccare il progetto di esportazione del gas da Israele in UE, mediante i gasdotti della Turchia.

L’operazione, possibile dopo la scoperta di ingenti giacimenti di gas -Tamar, Leviathan e Karish- nelle acque territoriali israeliane, è stata incoraggiata dal rappacificamento diplomatico tra Israele e Turchia, avvenuto grazie alla mediazione del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

Infine, il controllo sul settore energetico della Turchia permette alla Russia di compensare la perdita di influenza economica e politica sulla Siria che, dopo le cosiddette Primavere Arabe, è rimasto l’unico Paese del Medio Oriente fedele alleato di Mosca.

Matteo Cazzulani

LA GEORGIA COME L’UCRAINA: EX-PRIMO MINISTRO CONDANNATO AL CARCERE

Posted in Georgia by matteocazzulani on May 23, 2013

Vano Merabishvili condannato a due anni di reclusione per abuso d’ufficio in regime di detenzione preventiva. La Democrazia sempre più in pericolo in Europa Orientale dopo il caso ucraino della Tymoshenko.

Cambia la durata della pena, ma resta un ex-Primo Ministro condannato per abuso d’ufficio in stato di arresto preventivo, proprio come in Ucraina. Nella giornata di giovedì, 23 Maggio, l’ex-Primo Ministro georgiano, Vano Merabivshili, è stato condannato a due anni di reclusione per abuso d’ufficio.

La sentenza, emanata dal Tribunale di Kutuaisi, è stata pronunciata con l’imputato arrestato in misura preventiva assieme all’ex-Ministro della Sanità, Zurab Chiaberashvili, rilasciato su cauzione di 13 Mila Dollari.

Pronta è stata la critica del Partito di Merabishvili, il Movimento Popolare Unito, che ha condannato la natura politica del gesto, ed ha definito l’arresto dell’ex-Primo Ministro un atto di Giustizia Selettiva.

Critico è stato anche il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, che dalla sconfitta nelle Elezioni Parlamentari del 2012 ha lamentato un uso politico della giustizia da parte del Primo Ministro, Bidzina Ivanishvili.

Contestazione velata è provenuta dagli Stati Uniti d’America che, con una nota di Patrick Ventrell, il Vice Porta Voce del Segretario di Stato USA, ha espresso particolare attenzione ai processi aperti di recente a carico dei membri del Governo sconfitto nelle ultime elezioni.

Parole di disprezzo alla misura sono state pubblicate anche dall’OSCE, che ha evidenziato come Merabishvili sia uno dei possibili candidati alle prossime Elezioni Presidenziali.

La vicenda di Merabishvili ricorda molto quella in Ucraina di Yulia Tymoshenko, Leader dell’Opposizione Democratica condannata a sette anni di detenzione, più tre di interdizione dalla vita politica, dopo un Processo Selettivo aperto a pochi mesi dal suo dimissionamento da Primo Ministro.

La Tymoshenko nel 2004 ha guidato la Rivoluzione Arancione, processo democratico non violento che ha reso l’Ucraina una democrazia occidentale per cinque anni.

Merabishvili nel 2003 è stato uno dei protagonisti della Rivoluzione delle Rose, processo democratico georgiano guidato dal Presidente Saakashvili e culminato con la transizione pacifica del potere dal campo rosa all’opposizione in Elezioni Parlamentari riconosciute come libere e regolari.

In Ucraina, la Tymoshenko è stata arrestata nel contesto di un’ondata di repressione politica organizzata dal Presidente, Viktor Yanukovych, che ha congelato il processo di integrazione di Kyiv nell’Unione Europea.

In Georgia, il Presidente Saakashvili ha più volte lamentato l’uso selettivo della giustizia dalla salita al potere del Premier Ivanishvili, mettendo in allarme l’UE.

Vince Mosca

La Giustizia Selettiva sia in Ucraina che in Georgia gioca a favore della Russia, che punta a stabilire la sua influenza nello spazio ex-sovietico mediante l’ingresso di Kyiv e Tbilisi nell’Unione Doganale Eurasiatica.

A questo progetto di integrazione sovranazionale progettato da Mosca partecipano già, oltre alla Federazione Russa, anche Bielorussia e Kazakhstan.

Matteo Cazzulani

GLI USA SEMPRE AL FIANCO DI YULIA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 11, 2013

Il Segretario di Stato USA, John Kerry, ricorda al Ministro degli Esteri ucraino, Leonid Kozhara, la necessita per Kyiv di evolvere in una moderna democrazia europea. La Leader dell’Opposizione Ucraina accusata pure di omicidio

Fare dell’Ucraina una moderna democrazia europea, liberare Yulia Tymoshenko dalla detenzione politica, e porre fine alle repressioni selettive. E chiara la posizione degli Stati Uniti d’America nei confronti dell’Ucraina, come ribadito dal Segretario di Stato USA, John Kerry, all’inizio di un incontro con il Ministro degli Esteri ucraino, Leonid Kozhara.

Kerry ha invitato l’Ucraina a rispettare gli standard richiesti dall’Unione Europea per la firma dell’Accordo di Associazione, ergo il rispetto dei principi di democrazia, pluralismo partitico, e rispetto della libertà di stampa, parola, espressione.

Inoltre, Kerry ha illustrato la necessita di liberare Yulia Tymoshenko: ex Primo Ministro e Leader dell’Opposizione Arancione costretta da due condanne ad un totale di 10 anni di carcere più quattro di interdizione dalla vita politica.

La Tymoshenko, guida del processo democratico non violento del 2004 che, noto come Rivoluzione Arancione, ha garantito all’Ucraina cinque anni di democrazia secondo gli standard occidentali, è stata condannata dopo processi ritenuti dalla Comunità Internazionale irregolari e ingiusti.

Il parere è stato di recente supportato anche dalla Corte Europea dei Diritti Umani, che ha sentenziato la reclusione della Tymoshenko come violazione dei Diritti Umani, ed ha invitato le Autorità ucraine a liberare la detenuta politica.

Nonostante ciò, la Leader dell’Opposizione ucraina resta in carcere in precarie condizioni di salute, ed è stata persino accusata dell’omicidio del Deputato Yevhen Shcherban nel 1996.

L’episodio, avvenuto a Donetsk, ha in realtà garantito l’ascesa politica dell’attuale Presidente, Viktor Yanukovych, che, con l’accusa alla Tymoshenko, intende ora chiudere una pagina oscura del suo passato facendo ricadere la responsabilità sulla Leader dell’Opposizione.

Il rischio globale derivato dal caso di Yulia

A causa delle sentenze politiche, avviate dalla salita al potere del Presidente Yanukovych, l’Ucraina ha visto congelare la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE: documento che garantisce l’integrazione economica di Kyiv in Europa.

La mancata firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina spinge Kyiv tra le braccia della Russia, che ha offerto alle Autorità ucraine l’ingresso nell’Unione Doganale.

Questo progetto di integrazione sovranazionale, a cui appartengono Bielorussia e Kazakhstan, è concepito dalla Russia per ripristinare l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Con l’ingresso dell’Ucraina nella sfera di influenza del Cremlino, la Russia ha la possibilità di ritornare ad essere un impero, e, così, può costituire una minaccia per lo sviluppo della democrazia ed il rispetto dei Diritti Umani nel Mondo.

Matteo Cazzulani

GAS: L’EUROPA GUARDA ALL’UCRAINA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 21, 2013

La Commissione Europea interessata alla gestione del sistema dei gasdotti ucraini. Gli Stati Uniti d’America incoraggiano l’avvio dello sfruttamento dei giacimenti di shale di Kyiv.

Un eldorado energetico che può garantire l’indipendenza dell’Europa grazie a gas naturale e shale.

Nella giornata di venerdì, 18 Aprile, la Commissione Europea ha dichiarato la volontà di organizzare insieme al Governo ucraino una tavola rotonda per valutare le possibilità di cooperazione tra Unione Europea ed Ucraina sul gas.

Come riportato dal Kyiv Post, l’evento sarà coordinato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, e dal Ministro ucraino all’Energia, Eduard Stavytsky.

Nello specifico, Bruxelles e Kyiv valuteranno l’ipotesi di ristrutturare il sistema infrastrutturale energetico ucraino, e di utilizzare le riserve di gas contenute in Ucraina.

Come riporta il Wall Street Journal, particolare interesse all’Ucraina è stato reso noto da Polonia e Germania, attratte da un sistema di gasdotti in grado di trasportare 31 Miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Oltre al gas naturale, particolare importanza è ricoperta dallo Shale: oro blu ubicato in rocce profonde estratto mediante sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica.

Come riportato dall’agenzia Ukrinform, l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Ucraina, John Tefft, ha sottolineato che Kyiv è in grado di avvalersi dei suoi giacimenti di shale per diventare un Paese indipendente sul piano energetico.

L’Ambasciatore Tefft ha aggiunto che, grazie allo shale, gli USA hanno incrementato esponenzialmente le loro esportazioni di gas, e sono riusciti ad attrarre un alto numero di investimenti.

Una reazione alla politica energetica di Mosca

La posizione dell’Ucraina è dettata dal bisogno di rispondere alla politica della Russia, che si avvale dell’energia per costringere Kyiv a entrare nella sfera di influenza geopolitica di Mosca.

La Russia ha dichiarato la volontà di concedere sconti sulla bolletta del gas all’Ucraina -che dipende al 90% dalle forniture di Mosca- in cambio dell’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale.

Questo progetto di integrazione sovranazionale, a cui hanno già aderito Bielorussia e Kazakhstan, è concepito dalla Russia per imporre l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

Inoltre, l’Ucraina ha ricevuto da Mosca la richiesta del pagamento di 7 Miliardi di Euro per gas non acquistato.

Per diminuire la dipendenza dalle importazioni della Russia, il Governo ucraino ha incrementato l’utilizzo di carbone e gasolio per il funzionamento delle industrie.

Kyiv inoltre ha avviato l’importazione dalla Germania di gas russo venduto a prezzi più favorevoli dalla compagnia tedesca RWE attraverso i gasdotti di Slovacchia, Polonia ed Ungheria.

Matteo Cazzulani

GAS: L’UCRAINA AVVIA LE IMPORTAZIONI DALL’UNGHERIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 29, 2013

Kyiv acquista gas russo dalla Germania e lo veicola in territorio ucraino attraverso il territorio ungherese. Il Primo Ministro, Mykola Azarov, ritiene l’avvenimento importate, mentre il Premier di Budapest, Viktor Orban, illustra il rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi.

Orban al posto di Putin per risolvere il rebus della sicurezza energetica ucraina. Nella giornata di giovedì, 28 Marzo, l’Ucraina ha avviato l’importazione dall’Ungheria di 3,5 Milioni di metri cubi di gas russo al giorno provenienti dalla Germania, venduti al mercato ucraino dalla compagnia tedesca RWE.

Soddisfazione per l’operazione è stata espressa dal Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, che ha descritto l’avvio dell’importazione di gas dall’Ungheria un momento storico che contribuisce alla messa in sicurezza degli approvvigionamenti di energia di Kyiv.

Convinto anche il Premier ungherese, Viktor Orban, che ha illustrato il ruolo strategico ricoperto per l’Ungheria dall’Ucraina: mercato potenzialmente redditizio, in cui Budapest è intenzionata ad aumentare la sua presenza, anche sul piano culturale.

L’Ungheria è il secondo Paese da cui l’Ucraina ha avviato l’importazione del gas russo da Ovest, dopo che, a partire dalla fine del 2012, a garantire il transito dell’oro blu venduto a Kyiv dalla RWE è stata la Polonia.

Secondo le stime contrattuali, il gas russo acquistato dalla RWE in Germania costa all’Ucraina circa 380 Dollari per Mille metri cubi, mentre la stessa quantità di carburante importato direttamente dalla Russia è ceduto dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, per 430 Dollari per Mille metri cubi.

L’operazione di acquisto di gas dall’Ungheria rappresenta per l’Ucraina l’ennesimo tentativo, dopo molti fallimenti, di diversificare le forniture di gas per diminuire la dipendenza dalla Russia, che ad oggi soddisfa il 90% del fabbisogno nazionale ucraino.

Nel 2012, il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha disposto la diminuzione dell’importazione di gas russo ai minimi contrattuali, ed ha ordinato di compensare l’ammanco di carburante con l’incremento dello sfruttamento di carbone e gasolio.

In aggiunta, il Presidente Yanukovych ha dato impulso, invano, alla realizzazione del rigassificatore di Odessa per l’importazione di 10 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto da Algeria, Egitto e Qatar.

Tuttavia, le Autorità ucraine hanno firmato i contratti con un addetto non autorizzato della compagnia spagnola Natural Gas Fenosa: principale partner del progetto, che ha abbandonato i lavori per protesta, ed ha provocato così l’interruzione della costruzione del rigassificatore.

Da Kyiv dipende il rapporto energetico tra Bruxelles e Mosca

Per il Presidente Yanukovych, la strada dell’Europa Centrale rappresenta l’ultima carta per l’importazione di gas a basso costo per evitare l’inglobamento dell’Ucraina nell’Unione Doganale: progetto di integrazione economica voluto dalla Russia per stabilire l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

A più riprese, la Russia ha dichiarato di essere pronta a concedere sconti all’Ucraina sul gas in cambio dell’ingresso di Kyiv nell’Unione Doganale, e, nel contempo, della rinuncia all’integrazione economica nell’Unione Europea.

Inoltre, Mosca ha offerto sconti a Kyiv anche in cambio della cessione parziale o totale della gestione dei gasdotti nazionali ucraini.

Questa soluzione permetterebbe a Mosca di controllare direttamente tutte le direttrici attraverso le quali il gas viene esportato in UE, ed avrebbe per Bruxelles conseguenze serie.

Ad oggi, l’UE dipende infatti dal gas della Russia per il 40% del fabbisogno nazionale complessivo di energia.

Matteo Cazzulani