LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PUTIN SI INSEDIA: LA RUSSIA AVANTI CON LA POLITICA MILITARE ED ENERGETICA

Posted in Russia by matteocazzulani on May 8, 2012

Il Presidente russo, Vladimir Putin

In una cerimonia dallo stile imperiale, il Presidente russo si insedia con la promessa di accrescere il ruolo di Mosca nella politica mondiale. Represse le manifestazioni delle opposizioni con circa 600 arresti e la detenzione dei Leader del dissenso

Una città in stato d’assedio in cui è stata vietata ogni forma di protesta. Così è apparsa Mosca nella giornata di lunedì, 7 Maggio, in occasione dell’insediamento sullo scranno presidenziale della Federazione Russa di Vladimir Putin.

Le opposizioni compatte si sono riunite nella capitale, in cui il traffico è stato sospeso per consentire alle forze di polizia di scortare il corteo presidenziale fino al Palazzo del Cremlino, in una dimostrazione denominata “la marcia dei milioni” che, in seguito agli interventi del corpo speciale di sicurezza OMON, si è conclusa con circa 600 arrestati e sette feriti.

I dimostranti hanno inteso manifestare pacificamente contro i brogli perpetrati dall’establishment di Putin nel corso delle elezioni che lo hanno incoronato alla guida della nazione, ma due giorni di protesta sono stati conclusi con la conduzione in carcere dei tre Leader dell’opposizione: il blogger Aleksej Naval’nyj, il Segretario del Fronte Radicale della Sinistra, Sergej Udal’cov, e il Leader del movimento liberale Solidarnost’, che si è appellato all’Occidente per imporre sanzioni al neo eletto Capo di Stato.

“Vogliamo vivere in un Paese democratico, in cui tutti i cittadini possono godere di un’atmosfera di libertà, e sviluppare le proprie capacità nel lavoro e nella vita di tutti i giorni – ha dichiarato Putin durante la cerimonia di insediamento – Da oggi si apre una nuova era per lo sviluppo nazionale: nei prossimi anni si decide il nostro futuro e il posto che la Russia ricoprirà nel Mondo”.

Come riportato dall’agenzia Interfax, Putin – che è già stato presidente della Russia per due mandati, dal 2000 al 2008 – si è messo al lavoro fin da subito. Dopo l’avvenuta consegna nelle sue mani della valigia contenente i codici per il controllo delle armi nucleari, il Capo dello Stato ha nominato il suo predecessore, Dmitrij Medvedev, a Primo Ministro, e lo ha incaricato di formare un nuovo Governo.

Armi e gas nella politica di Putin

Inoltre, Putin ha firmato il documento per collaborazione tra la Russia e gli Stati Uniti d’America, con il quale il Presidente russo ha dichiarato a Washington di voler difendere fermamente gli interessi di Mosca, sopratutto per quanto riguarda la costruzione del sistema di difesa antimissilistico USA in Europa, alla cui costruzione il Cremlino si appresta a rispondere in maniera risoluta.

Infine, di rilievo è stata la presenza di Putin il giorno precedente all’accordo varato tra il gigante energetico russo Rosneft’ e il colosso norvegese Statoil, grazie al quale Mosca ha ottenuto la possibilità di sfruttare i ricchi giacimenti del Mare di Barents finora amministrati dalla Norvegia, e ha garantito al Cremlino la partecipazione nei progetti di Oslo atti all’individuazione e all’estrazione di fonti di energia in altre aree del Mondo.

L’intesa tra la Rosneft’ e la Statoil, che si è sommata ai simili accordi già stretti dalla compagnia russa con il colosso statunitense Exxonmobile e con quello italiano ENI, accresce il ruolo della Russia come superpotenza energetica a livello mondiale, e fortifica il monopolio delle forniture di gas e nafta che il Cremlino già detiene in diverse aree del pianeta, tra cui l’Europa.

Matteo Cazzulani

ARRESTI E REPRESSIONI: LA NUOVA-VECCHIA RUSSIA DI PUTIN MOSTRA GIA’ IL SUO VERO VOLTO

Posted in Russia by matteocazzulani on March 6, 2012

Dopo solo un giorno dalla chiusura dei seggi la polizia russa arresta più di 500 manifestanti e giornalisti tra Mosca e Pietroburgo, scesi in piazza per protestare contro le irregolarità compiute durante le elezioni presidenziali di Domenica, 4 Marzo. Germania e Francia sembrano non accorgersi dell’accaduto e si congratulano con lo zar del gas per la terza rielezione

Una foto dei dissidenti arrestati di Aleksej Naval'nyj

Se il buongiorno si vede dal mattino, in Russia è prevista una folta tenebra, e in Europa un venticello tanto debole quanto la posizione che i suoi principali Leader hanno assunto nei confronti dei brogli elettorali e delle repressioni attuate a Mosca. Nella giornata di lunedì, 5 Marzo, la polizia russa ha arrestato più di 500 tra manifestanti: scesi in piazza per richiedere la ripetizione delle elezioni presidenziali del giorno precedente.

Secondo i dimostranti, le consultazioni elettorali si sono svolte in un clima di irregolarità diffusa e di falsificazioni attuate per consentire al Premier, Vladimir Putin, la rielezione sullo scranno presidenziale per la terza volta non consecutiva. Riunitisi in più di 20 Mila nella centrale piazza Pushkin’skaja, a Mosca, i dissidenti sono stati presto oggetto delle cariche delle forze dell’ordine, che hanno provveduto ad arrestare 150 manifestanti.

Tra essi, molti giornalisti, i Leader del movimento di opposizione progressista Altra Russia, Eduard Limonov, quello della democratica Solidarnist’, Ilja Jashin, e il blogger Aleksej Naval’nyj: noto per avere raccolto, e diffuso, le diverse testimonianze di brogli durante le procedure di voto.

Medesimo scenario si è registrato sul Kol’co – la circonvallazione di Mosca – dove l’opposizione ha organizzato una catena umana colorata di bianco – la tinta scelta per esprimere il dissenso a Putin – tuttavia, rotta dall’imponente presenza degli Omon. Infine, ancora più lontano dal Cremlino, a San Pietroburgo, in 1500 si sono riuniti presso la Piazza di Sant’Isacco in un’azione conclusa con l’arresto di 300 dissidenti.

Le opposizioni, guidate dal Segretario del Partito della Libertà Popolare PARNAS, Borys Nemcov, dal Leader del Partito Repubblicano Russo, Vladimir Ryzhkov, da quello del Fronte Civico Unito, Garri Kasparov, dal Capo del Fronte Radicale della Sinistra, Sergej Udal’cov, non riconoscono i dati delle elezioni presidenziali.

Secondo la Commissione Elettorale Centrale, Putin sarebbe ritornato al Cremlino con il 63,5% dei consensi, seguito dal comunista Gennadij Zjuganov con il 17,18%, dall’indipendente Mikhail Prorokhov – che è sceso in piazza con l’opposizione – con il 7,98%, dal nazionalista Vladimir Zhirinovskij con il 6,21% e dal socialdemocratico Sergej Mironov con il 3,86%.

In Russia il manganello, in Europa il fioretto

“Non abbandoneremo la piazza fino a quando Putin non se ne andrà dal Cremlino, e sarà riconvocata una nuova elezione del Capo dello Stato” ha dichiarato Udal’cov: più tardi anch’egli arrestato dalla polizia. “Chiediamo che la gente possa votare secondo le proprie idee, e non sull’onda del terrore” ha illustrato Mikahil Prorokhov, mentre il deputato del partito socialdemocratico Russia Giusta, Il’ja Ponomarev, ha invitato, invano, la polizia a lasciare libertà di manifestazione ai dimostranti.

Chi invece ha accettato i dati, nonostante le palesi violazioni della libertà di voto e di espressione, sono stati i Capi di Stato e di Governo di Germania e Francia. Pur riconoscendo la differente pratica con cui le elezioni sono state condotte, il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, dopo avere evidenziato l’importanza delle relazioni tra Berlino e Mosca, ha illustrato come al neo-rieletto Presidente spetti il compito di modernizzare la Russia.

Stesso senso ha avuto il messaggio di congratulazioni per la vittoria inviato dal Presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ha riconosciuto a Putin l’impegno per la democratizzazione e il progresso economico di uno Stato la cui partnership è fondamentale per Parigi e per l’Unione Europea.

Matteo Cazzulani