LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

REGRESSO DEMOCRATICO IN UCRAINA: JURIJ LUCENKO DA UN ANNO IN ISOLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2011

L’ex-Ministro degli Interni, uno degli esponenti più carismatici dell’Opposizione Democratica ucraina, costretto alla detenzione in isolamento, all’alimentazione forzata, e ad assistere dietro alle sbarre ad uno dei processi politici organizzati dalle autorità per eliminare i Leader dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko. Un video del collega Kostjantyn Usov di TVI ne racconta il caso

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Per 365 giorni detenuto in isolamento a causa di 3 imputazioni prive di fondamento, con soli due testimoni a favore delle accuse, ma alcun verdetto che ne abbia certificato la colpa. Questo è il Santo Stefano che, oggi, trascorre Jurij Lucenko: esponente di spicco dell’Opposizione Democratica che, parimenti alla sua carismatica Leader, Julija Tymoshenko, è caduto vittima della repressione politica attuata dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych.

Il 26 Dicembre 2010, Lucenko è incarcerato in una cella di isolamento, prelevato dalle forze di polizia sotto casa sua, al rientro dalla passeggiata con il cane: sotto lo sguardo impotente di madre e figli. Mesi prima, giusto in seguito all’insediamento di Janukovych, a carico dell’ex-Ministro degli Interni sono sollevate tre imputazioni: incremento della paga e concessione di abitazioni governative illecita al suo autista, Leonid Prystupljuk, sperpero di danaro del bilancio statale per l’organizzazione della Giornata della Polizia del 2008, chiusura anticipata delle indagini sul cittadino Davydenko, l’ autista dell’ex-Vice-Procuratore Savchjuk – proprietario della casa in cui, durante la Rivoluzione Arancione, sarebbe stato avvelenato il futuro Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

A sostegno di tali imputazioni, per cui è aperto un processo con la richiesta di 12 anni di reclusione per abuso d’ufficio, sono sopratutto l’allora Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, il nuovo Procuratore Generale nominato da Janukovych, Viktor Pshonka, il suo vice, Rinat Kuz’min, e solo due dei più di 200 testimoni chiamati a testimoniare durante un lungo procedimento, condotto da un PM, Serhij Vovk, a sua volta indagato per truffa edile, ma finora graziato dalle autorità.

Costretto ad assistere alle sedute del proprio processo dietro a delle sbarre – barbara procedura che, illegalmente, dipinge l’imputato come già colpevole nella psicologia dei presenti e della Corte – Lucenko più volte denuncia il conflitto di interessi del giudice, e, per protesta, ricorre persino allo sciopero della fame. Nulla da fare, dal momento in cui le Autorità giudiziarie impongono la nutrizione forzata al ribelle galeotto: altra pratica autoritaria, vietata dall’Unione Europea, ma ancora ammessa dal Codice Penale ucraino.

Un carismatico arancione

Il processo all’ex-Ministro degli Interni continua lentamente, lasciando una condanna già annunciata sempre più lontana: così da mantenere al di fuori della vita politica una delle più importanti personalità dell’Opposizione Democratica. Aiutante del Segretario del Partito Socialista ucraino, Oleksandr Moroz, Lucenko nel 2002 è alla testa del movimento Ucraina senza Kuchma, in opposizione all’ex-Presidente Leonid Kuchma: di cui Janukovych è il delfino politico. Nel 2004, è uno dei più attivi colonnelli della pacifica Rivoluzione Arancione: ruolo per cui viene premiato da Jushchenko con la nomina a Ministro degli Interni nel primo governo di Julija Tymoshenko.

Deciso nel realizzare la promessa di giustizia, Lucenko adotta la mano dura contro gli oligarchi dell’Est del Paese, sponsor di Viktor Janukovych: un gesto di coerenza politica che gli costa caro fin a subito. Entrato in crisi con la Tymoshenko – dimissionata nel 2005 – Lucenko mantiene la carica sotto il secondo governo arancione di Jurij Jekhanurov, fino al 2006, quando la vittoria alle elezioni parlamentari di Janukovych – che realizza una coalizione di governo con comunisti e socialisti – ne provoca l’espulsione e, contemporaneamente, l’uscita dal Partito Socialista Ucraino per evidenti divergenze politiche con Moroz.

Nel 2007, fonda il Partito Avanti Ucraina – poi ribattezzato Narodna Samooborona – si riavvicina a Julija Tymoshenko, e, nelle elezioni anticipate del 2007, guida la lista filo-presidenziale Nasha Ukrajina, che gli consente il ritorno al Dicastero degli Interni nel secondo governo della Lady di Ferro ucraina. Ripristinata la lotta contro gli oligarchi, la sua immagine viene lesa dall’arresto del figlio in stato di ubriachezza all’aeroporto di Francoforte. Ciò nonostante, la Tymoshenko fa quadrato attorno a lui, difendendolo persino nei difficili giorni del suo terzo governo: esecutivo di minoranza, in cui la conta dei voti è necessaria per l’approvazione di ogni mozione.

Il saldo legame con la Leader degli arancioni porta Lucenko a condividere anche le conseguenze della risalita al potere di Janukovych, nel Febbraio 2010: parimenti alla Lady di Ferro ucraina – condannata a sette anni di isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: il tutto dopo un processo farsa costruito su imputazioni montate ad hoc, e senza diritti per la difesa – l’ex-Ministro degli Interni diventa l’oggetto ed il simbolo di un regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Dinnanzi agli arresti di Lucenko e della Tymoshenko, alle ripetute risoluzioni di condanna da parte di USA, ONU, NATO, e Parlamento Europeo, è seguito, lo scorso 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Asociazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Kyiv avrebbe ottenuto il medesimo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Matteo Cazzulani

Advertisements

UNDICI ANNI SENZA GIJA GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 16, 2011

L’Ucraina ricorda il reporter di origine georgiana assassinato per la sua attività di opposizione all’ex-Presidente, Leonid Kuchma. Diverse manifestazioni in ucraina e Georgia in suffragio del simbolo della libertà di stampa. L’appello della Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, a lottare per la stampa libera

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Un vuoto profondo nella stampa ucraina ed europea, difficile da colmare, sopratutto oggi. Il 16 Settembre 2000 il giornalista di opposizione ucraino di origine georgiana, Heorhij Gongadze, è sparito al momento del suo ritorno a casa. Rapito e poi ucciso, come si saprà tre giorni più tardi al ritrovo del suo corpo: privato della testa, ed abbandonato non lontano dalla Capitale, Kyiv.

Una pagina nera della storia ucraina, purtroppo ancora non risolta. Le indagini sull’omicidio di Gija – com’è ricordato dai colleghi – provvedono in disordine, ed il processo aperto per stabilire mandanti ed esecutori lungi dall’essere chiuso con una condanna chiara e netta dei responsabili.

Tra i sospettati mandanti, l’ex-Presidente, Leonid Kuchma, l’attuale Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Kravchuk, suicidatosi nel 2005. Secondo registrazioni audio ottenute da Mykola Melnychenko, l’ex-guardia del corpo del Capo di Stato Emerito, Gija sarebbe stato eliminato per la sua attività di opposizione alle Autorità allora governanti, espresso platealmente un anno prima, quando, in occasione delle Elezioni Presidenziali del 1999, pur essendo liberale e patriota invitò gli ucraini a sostenere il comunista Petro Symonenko proprio contro Kuchma, ritenuto un pericolo per la democrazia del Paese.

Oggi, del coraggioso giornalista resta il giornale on-line da lui fondato, la Ukrajins’ka Pravda – la più autorevole fonte di informazione libera ed indipendente in Ucraina – ed un monumento in centro a Kyiv, ai piedi del quale è stata organizzata una manifestazione in suo ricordo, che unisce la Capitale ad altre città del Paese, e persino a Tbilisi, dove anche la comunità georgiana ricorderà Gija.

Un reporter coraggioso

Doveroso anche ricordare le conseguenze politiche che il suo sacrifico ha comportato: una forte reazione al suo omicidio provocò la costituzione del movimento Ucraina senza Kuchma e del Comitato di Rinascita dell’Ucraina, ai quali aderirono le principali forze dell’Opposizione patriottica, in una battaglia non-violenta per la democrazia e la libertà di stampa in ucraina ottenute solo nel 2005, in seguito alla Rivoluzione Arancione.

Proprio l’anima di quei movimenti, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – oggi detenuta in isolamento, e, come un’altra decina di politici dell’Opposizione Democratica, sottoposta ad un processo politico – ha invitato al ricordo di una personalità importante per l’Ucraina, simbolo della lotta per il libero pensiero.

“E’ una persona da ricordare, anche solo con poche righe – ha dichiarato la Tymoshenko dalla sua cella all’Ukrajins’ka Pravda – perché la lotta per la democrazia passa dalla garanzia della Libertà di parola. Nessuna stabilità, nessuno sviluppo può essere ottenuto a costo della stampa indipendente – ha continuato – per questo, continuiamo a lottare – ha concluso – e a contrastare ogni tentativo di censura”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ARRESTATO ANCHE LUCENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2010

L’ex Ministro degli Interni, vicino a Julija Tymoshenko, in isolamento. E’ l’ennesimo procedimento giudiziario ai danni di esponenti dell’Opposizione Democratica. La condanna del campo arancione

L'ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Dalla passeggiata con il cane alla cella in isolamento. Questa è la sorte toccata l”ex ministro degli Interni, Jurij Lucenko, uno degli esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica.


All’ora di pranzo, Domenica, 26 dicembre, il Leader di Narodna Samooborona è stato arrestato da agenti del Servizio di Sicurezza, a pochi metri da casa sua.

“E’ bastato girare l’angolo – ha dichiarato il figlio, testimone assieme al cane, che Lucenko stava portando a passeggio – dove la telecamera non può riprendere. Lo hanno caricato su un microbus”.

Destinazione del mezzo, come chiarito poco più tardi, una cella di osservazione, in cui lil politico è rinchiuso in isolamento. Sulle motivazioni, bocche cucite. La procura Generale ha promesso di renderle note nella giornata di lunedì.
La reazione dei partiti arancioni

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

A condannare l’ennesimo atto di repressione politica, il Blocco Tymoshenko-Bat’kyvshchyna, che ha illustrato come sia stato lo stesso Presidente, Viktor Janukovych, a dichiarare che nessun operato della procura Generale avviene senza il suo avvallo.


Secondo la forza politica della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, l’ex Ministro degli Interni sarebbe colpevole di aver collaborato con la Lady di Ferro ucraina durante i suoi due governi, la Rivoluzione Arancione, le azioni di protesta Ucraina Senza Kuchma, e gli ultimi mesi di dimostrazioni contro la svolta autoritaria di Janukovych.

Simile la condanna del partito Za Ukrajinu. Secondo il Segretario, V’jacheslav Kyrylenko, l’arresto non è necessario, dal momento in cui Lucenko ha sempre risposto alle convocazioni della Procura, per continui interrogatori a scopo intimidatorio.

Invito a porre fine alla repressione politica, anche dalla Hromad’jans’ka Pozycija. L’ex Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko, ha esortato l’Opposizione Democratica ad unirsi, per contrastare il regresso della democrazia nel Paese.

Lecito ricordare che lo scorso mercoledì, 15 dicembre, Julija Tymoshenko è stata privata del diritto d’espatrio, ed incriminata per uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali, e per l’acquisto illecito di un alto numero di ambulanze.

Così, la Leader dell’Opposizione Democratica dovrà rispondere in tribunale per aver pagato le pensioni al suo popolo, ed aver migliorato il sistema sanitario nazionale.

Venerdì, 24 dicembre, l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko, è stata dichiarata ricercata. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione adoperata per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Colpiti altri ex-ministri e personalità vicine a Julija Tymoshenko. Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH AMMETTE RESPONSABILITÀ SUL CASO TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 25, 2010

Il Capo di Stato riconosce di sapere i dettagli del procedimento contro la Leader dell’Opposizione Democratica. La risposta di Bat’kivshchyna: “Palese repressione”

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Il Presidente è aggiornato sulla repressione dell’Opposizione Democratica. Intervistato dai canali Inter, Ukrajina ed ISTV, Viktor Janukovych ha affermato di essere stato al corrente sugli sviluppi del processo ai danni della sua rivale, Julija Tymoshenko.

Come spiegato, Il Procuratore Generale, Viktor Pshonka — suo uomo di fiducia — avrebbe vagliato l’ipotesi di arrestare la Leader dell’Opposizione Democratica. Tuttavia, i magistrati hanno optato per l’abolizione del diritto di espatrio, e l’apertura di un processo.

Una libertà vigilata per l’ex Primo Ministro, accusata di uso improprio dei fondi per la diminuzione di CO2 al pagamento delle pensioni — peraltro in un momento di crisi economica — acquisto illecito di ambulanze, e conversione irregolare di danaro. Il tutto, senza prove certe.

“Spero che sia un processo giusto — ha affermato Janukovych — lontano da pressioni politiche”.

Opposizione Democratica repressa

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Peccato che le pressioni politiche, da parte delle Autorità, siano già fenomeno consolidato. Julija Tymoshenko è stata nuovamente convocata in procura, per il quinto interrogatorio nell’ultimo mese.

Sempre venerdì, 24 dicembre, Pshonka ha dichiarato ricercato l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione adoperata per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Infine, Pshonka ha riaperto le indagini sui protagonisti delle azioni Ucraina Senza Kuchma. Dimostrazioni pacifiche, con cui, nel 2001, gli ucraini hanno protestato contro l’amministrazione del padre politico di Janukovych, Leonid Kuchma. Repressa con la violenza, la dimostrazione non violenta è costata l’arresto alla Lady di Ferro ucraina.

Colpiti altri ex-ministri e personalità vicine a Julija Tymoshenko. Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Sotto procedimento giudiziario, anche l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

“Manteniamo contatto con gli avvocati di tutti gli accusati ed arrestati del campo democratico — ha dichiarato Julija Tymoshenko all’uscita dalla Procura — nel Paese è in atto una repressione da parte di una mafia. E’ uno scandalo”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: REGIME IN AZIONE. NUOVE ACCUSE POLITICHE A JULIJA TYMOSHENKO. ARRESTATI ALTRI MINISTRI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 24, 2010

L’anima della Rivoluzione Arancione indagata anche per l’acquisto di ambulanze. Ricercato l’ex Capo della Tesoreria Statale. Arrestato l’ex Ministro dei Trasporti. Gli intellettuali: “Basta con la repressione politica”

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo i soldi per Kyoto, le Opel Combo. L’oggetto della nuova accusa mossa alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha davvero dell’incredibile. L’anima della Rivoluzione Arancione, ex Primo Ministro, deve rispondere in tribunale per l’acquisto di migliaia di autoambulanze con un prestito internazionale, erogato per una minore quantità. I mezzi, della nota casa tedesca, sarebbero stati distribuiti nelle provincie ucraine, alla vigilia delle scorse elezioni presidenziali.

Dunque, alla Lady di Ferro ucraina la colpa di avere provveduto al miglioramento delle strutture sanitarie. La precedente accusa, per cui è stata privata del diritto di espatrio, l’utilizzo dei fondi, erogati per l’abbattimento delle emissioni CO2, al pagamento delle pensioni. Peraltro, in un periodo di crisi.

In aggiunta, nella giornata di venerdì, 24 dicembre, Julija Tymoshenko è stata accusata di scorretta conversione del prestito di cui sopra, da Euro a Hryvnja.

La Leader dell’Opposizione Democratica ha evidenziato come i procedimenti a suo carico siano stati iniziati senza prove. Ed ha spiegato le continue convocazioni in Procura con lo scopo, da parte delle Autorità, di eliminarla dalla scena politica.

A conferma, il fatto che a rendere nota la lista delle incriminazioni è stato il Procuratore Generale, Viktor Pshonka. Noto per la sua stretta vicinanza con il Presidente, Viktor Janukovych, di cui è diretto dipendente, già dai tempi in cui il Capo di Stato ucraino governava la regione di Donec’k.

Vicino al Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – durante la sua gestione della Procura del Donbas ha tutelato interessi dei grandi industriali dell’est del Paese, lesivi dell’economia nazionale.

Altri arresti a danno dell’Opposizione Democratica

Il procuratore generale ucraino, Viktor Pshonka

Sempre venerdì, 24 dicembre, Pshonka ha dichiarato ricercato anche l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione adoperata per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Infine, Pshonka ha riaperto le indagini sui protagonisti delle azioni Ucraina Senza Kuchma. Dimostrazioni pacifiche, con cui, nel 2001, gli ucraini hanno protestato contro l’amministrazione del padre politico di Janukovych, Leonid Kuchma. Repressa con la violenza, la dimostrazione non violenta è costata l’arresto alla Lady di Ferro ucraina.

Colpiti altri ex-ministri e personalità vicine a Julija Tymoshenko. Giovedì, 23 dicembre, è stato arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Sotto procedimento giudiziario, anche l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

Dinnanzi al palese regresso della democrazia nel Paese, si sono mobilitati gli intellettuali. In 32, tra cui Dmytro Pavlychko, Levko Luk’janenko, Mykola Zhulyns’kyj, Marija Matios, Myroslav Popovych, Ihor Jukhnovs’kyj, Ivan Dzjuba, Jurij Andrukhovych e Jurij Shcherbak, hanno redatto un appello a Janukovych, affinché sia posta fine alla repressione contro l’Opposizione Democratica. In particolare, ai danni della sua Leader.

“Il 15 Dicembre [giorno della prima incriminazione di Julija Tymoshenko, n.d.a] la Democrazia ucraina ha subito un forte attacco. Le persecuzioni politiche sono riprese. La libertà soffocata. La dittatura del Partija Rehioniv ha mostrato la sua vera entità”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PPE CONTRO CONFINO IN PATRIA PER JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 16, 2010

Il Partito Popolare Europeo invita Janukovych al rispetto della democrazia. “Così niente Europa”. Turchynov rigetta le accuse alla Leader dell’Opposizione Democratica

Il logo del Partito Popolare Europeo

Tenere fede alle promesse, e rispettare la democrazia. Nella serata di mercoledì, 15 dicembre, il Partito Popolare Europeo ha espresso solidarietà alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, privata della possibilità di espatriare.

In particolare, l’esponente dei moderati del Vecchio Continente, Hanne Severinsen, si è detta turbata dinnanzi all’apertura di un procedimento giudiziario a carico della Lady di Ferro ucraina, aperto per futili motivi, e senza prove certe. Metodi antidemocratici, ed antieuropei. Che, come affermato dall’esponente PPE, in un Paese candidato all’inegrazione con Bruxelles non si devono verificare.

“Siamo sconcertati — ha dichiarato la Severinsen — anche perché il Presidente ucraino, Viktor Janukoych, ha promeso di adattarsi agli standard europei. In virtù di ciò — ha continuato — esorto il Capo di Stato ucraino ad interrompere le continue pressioni ai danni dell’Opposizione Democatica. Ed a permettere alla sua Leader la partecipazione al summit PPE, in programma a Bruxelles”.

Nella giornata di mercoledì, 15 dicembre, a carico di Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario. Motivazione, l’utilizzo improprio dei fondi internazionali — erogati per l’abbattimento delle emissioni CO2 — per le uscite sociali. Ora, l’anima della Rivoluzione Arancione, costretta a restare in Patria, rischia fino a 9 anni di carcere, per aver pagato le pensioni al suo popolo, in un periodo di forte crisi economica.

Un’accusa debole, montata ad hoc per colpire la guida dell’Opposizione Democratica. A ribadirlo, il Vice Leaer di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Il quale, dagli schermi del 5 Kanal, ha garantito l’utilizzo corretto del prestito per il rispetto del Protocollo di Kyoto, dimostrabile dai dati.

Inoltre, il braccio destro di Julija Tymoshenko ha condannato il clima di terrore politico creato attorno alla principale forza politica dell’Opposizione Democratica, impossibilitata ad operare liberamente già nelle ultime elezioni amministrative. Quando, con l’avvallo delle Autorità, è stata estromessa dalla competizione nelle sue roccaforti di Kyiv e Leopoli.

Altri esponenti dell’Opposizione Demoratica colpiti

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al termine dell'interrogatorio. FOTO TYMOSHENKO.UA

Lecito ricordare che, sempre mercoledì, 15 dicembre, per la medesima motivazione, è stato arrestato l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk. Inoltre, è stata riaperta l’inchiesta a carico del Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’, per la sua attività di coordinamento della protesta Ucraina Senza Kuchma.

Diretta, nel 2001, contro l’allora Presidente, Leonid Kuchma, la dimostrazione pacifica è stata repressa dalla polizia, ed ha portato all’arresto degli stessi Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Oltre a Filipchuk, altri tre esponenti dell’entourage della Lady di Ferro ucraina sono finiti in galera. L’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Per continui interrogatori, sono ospiti fissi in procura Oleksandr Turchynov, e l’ex Ministro degli Interni degli esecutivi arancioni, Jurij Lucenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA, E’ SCANDALO: JULIJA TYMOSHENKO CONFINATA IN PATRIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 15, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica costretta all’obbligo di firma. Arrestato anche l’ex Ministro dell’Ambiente. A rischio la democrazia del Paese

la leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, all'uscita dall'interrogatorio. FOTO 5 KANAL

Un colpo al cuore dell’Opposizione Democratica. Tanto duro, quanto meschino. Nella giornata di mercoledì, 15 dicembre, la Procura Generale ha posto in libertà vigilata la Leader di Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko.

Una picconata per le forze patriottiche e democratiche del Paese, la cui guida, da oggi, è costretta all’obbligo di firma giornaliero, impossibilitata persino a recarsi all’estero. Una pugnalata per l’anima della Rivoluzione Arancione, nel giorno in cui suo marito, Oleksandr Tymoshenko, è stato ricoverato in ospedale, in rianimazione.

Nonostante le gravi condizioni del coniuge, la Lady di Ferro ucraina si è presentata dinnanzi ai giudici. Qualche ora è durato l’interrogatorio, in cui è stata aperta una procedura, che potrebbe costare a Julija Tymoshenko fino a 9 anni di galera. Ed altrettanti di interdizione dalle cariche pubbliche.

Oggetto dell’accusa, il presunto utilizzo del prestito internazionale, erogato per limitare le emissioni di CO2, a copertura delle uscite destinate alle paghe sociali.

Una colpa grave. Che, se confermata, potrebbe spedire al fresco l’ex Premier. Colpevole solo di aver pagato le pensioni ai suoi cittadini, in un periodo di profonda crisi economica.

“Il terrore contro l’Opposizione Democratica – ha dichiarato Julija Tymoshenko, visibilmente sconvolta – continua. Duro, sistematico. In contrasto con ogni legge. Il Presidente Janukovych ha superato il limite. Dovrà rispondere della sua condotta repressiva”.

Il provvedimento contro la carismatica Leader – unica, coerente, nel difendere gli ideali arancioni di un’Ucraina democratica, Indipendente, giusta ed europea – è un significativo arretramento della democrazia ucraina. Faticosamente maturata, dal 2005, con i governi della stessa Tymoshenko, e l’amministrazione dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Con l’elezione a Presidente di Viktor Janukovych, sono riprese pressioni su opposizioni e giornalisti. E l’Ucraina è tornata a conoscere anche quelle elezioni falsate, non in linea con gli standard democratici, che la Rivoluzione Arancione è riuscita a cancellare. Solo temporaneamente.

Altri esponenti dell’Opposizione Democratica colpiti

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov, all'ingresso della procura generale

Ma non è tutto. Sempre mercoledì, 15 dicembre, è stato arrestato l’ex ministro dell’ambiente, Heorhij Filipchuk. Motivo del provvedimento, il medesimo, non accertato, utilizzo illecito dei fondi internazionali per il rispetto dei parametri del Protocollo di Kyoto.  

Filipchuk è il quarto membro dell’entourage di Julija Tymoshenko ad essere stato arrestato negli ultimi mesi. Prima di lui, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, la Procuratura ha riaperto anche il processo a carico del Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’. Ad essere contestata, ad uno dei più importanti parlamentari del maggiore partito dell’Opposizione Democratica, l’attività di coordinamento dell’azione Ucraina Senza Kuchma.

Ironia della sorte, la protesta non violenta contro l’amministrazione dell’ex Presidente, Leonid Kuchma, oggi è giunta al suo decimo anniversario. Iniziata il 15 dicembre 2001, è stata repressa dalle forze dell’ordine. E, – ulteriore, terribile, coincidenza – ha portato allora all’arresto degli stessi Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Lecito ricordare che ospiti fissi della Procura, per continui interrogatori, sono il Vice Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, e l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Proprio quest ultimo, martedì 14 dicembre, ha incolpato le autorità di uso politico della magistratura, atto ad impedire all’Opposizione Democratica di operare in un clima di democrazia e libertà.

Una Voce Arancione, come quella della Lady di Ferro ucraina, che un’Europa assetata di gas, ed un’America, in preda al volemose bene obamiano, difficilmente riusciranno a cogliere.

Matteo Cazzulani