LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI UCRAINE: KLICHKO STA CON POROSHENKO, YATSENYUK CON TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2014

Il ‘Paperone Arancione’, ottenuto l’appoggio del Partito moderato UDAR, promette l’integrazione dell’Ucraina in Europa nel 2025 e invita ad avvalersi della pressione internazionale per riprendere possesso della Crimea. L’ex-Premier, candidata dalla sua forza partitica social-popolar-democratica Batkivshchyna e supportata dall’attuale Capo del Governo, ritiene necessaria la modernizzazione dell’esercito e l’integrazione ucraina nelle strutture difensive dell’Occidente

Il duello tra i due principali partiti del campo democratico ucraino era stato ampiamente preannunciato e, dinnanzi ai primi movimenti per le Elezioni Presidenziali ucraine, ha dato già vita a coalizioni ampie che potranno cambiare gli assetti politici del Paese. Nella giornata di sabato, 29 Marzo, la Commissione Elettorale Centrale ucraina ha registrato le candidature di 26 personalità, tra cui, secondo tutte le rilevazioni sociologiche, a concorrere per il posto di Presidente ucraino sono però soltanto l’oligarca arancione Petro Poroshenko e l’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, già Ministro degli Esteri e dello Sviluppo Economico in diversi Governi, Poroshenko, altrimenti noto come ‘paperone arancione’ per avere sostenuto nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, può godere del favore dei sondaggi e, sopratutto, del sostegno del Partito di ispirazione moderata UDAR, guidato dal pugile convertitosi alla politica Vitaly Klichko.

Durante il Congresso di UDAR, Klichko, che in cambio ha ottenuto da Poroshenko il via libera a correre per diventare Sindaco di Kyiv, ha ritenuto necessario appoggiare il candidato con il più alto rating per unire le forze che hanno dato vita alla protesta pacifica sul Maydan contro la Dittatura dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Poroshenko, candidato in grado di intercettare sia il voto moderato che quello progressista, in un’intervista sul suo 5 Kanal ha dichiarato l’intenzione di portare l’Ucraina all’interno dell’Unione Europea entro il 2025, ed ha proposto di utilizzare l’appoggio internazionale per portare la Russia, anche per mezzo di sanzioni, a restituire all’Ucraina la Crimea.

La principale avversaria di Poroshenko è Yulia Tymoshenko: ex-Premier, già eroina della Rivoluzione Arancione e vittima esemplare delle repressioni politiche di Yanukovych, che, durante il congresso del suo Partito di ispirazione social-popolar-democratica, ha dichiarato la necessità di potenziare l’esercito ucraino per non concedere ai russi nemmeno un centimetro del territorio nazionale ucraino.

La Tymoshenko, che ha deciso di candidarsi malgrado gli inviti provenuti da diversi ambiti della politica ucraina che la vede come incapace di intercettare la domanda di novità proveniente dall’elettorato ucraino -ed anche da parte della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che sostiene Klichko- ha inoltre ritenuto necessario integrare l’Ucraina nelle strutture difensive Occidentali, ed ha invitato la Comunità Internazionale ad intensificare le sanzioni nei confronti della Russia di Putin.

A sostenere l’eroina della Rivoluzione Arancione è stato in maniera moderata il Premier, Arseniy Yatsenyuk, che a lungo è stato Leader in pectore di Batkivshchyna durante la detenzione della Tymoshenko, e che, pur sottolineando la sua neutralità istituzionale in quanto Capo del Governo, ha illustrato di avere l’intenzione di procedere nel cammino comune con Lady Yu.

Il duello ‘arancione’ tra Poroshenko e Tymoshenko, che si fa sulla carta sempre più probabile, ha tutte le carte in regola per mutare l’assetto politico ucraino dalla storica divisione tra ovest ed est -divisione solamente elettorale e NON tra filo europei e filorussi, come certa stampa vorrebbe invece presentare- ad un sistema del tutto simile a quelli dell’Europa Centrale, oppure simile a quelli dell’Europa Occidentale con una destra cristianodemocratica ed una sinistra socialdemocratica.

Con l’accordo tra Poroshenko e Klichko, si potrebbe rafforzare una piattaforma creata sulla base di un Partito, UDAR, che riprende i principi della cristiano-democrazia tedesca -non a caso la forza partitica di Klichko è appoggiata dalla Merkel, ed ha firmato con la polacca Piattaforma Civica del Premier Tusk un Accordo di Collaborazione- con un candidato in grado di rappresentare una sinistra ‘alla polacca’ vicina al grande business.

La Tymoshenko, venuto meno il sostegno della Merkel, si trova ora a scegliere se recuperare il suo passato socialdemocratico dei tempi in cui era esponente di spicco del Partito Hromada -una scelta che potrebbe implicare l’avvicinamento al Partito dei Socialisti Europei- o se portare Batkivshchyna -che come UDAR è osservatore del Partito Popolare Europeo- ad assumere posizioni più conservatrici simili a quelle dei polacchi di Diritto e Giustizia.

Quest’ultima scelta potrebbe consentire alla Tymoshenko di disinnescare la minaccia anti-europea caratterizzata dai Candidati di estrema destra Oleh Tyahnibok, Capo del Partito Svoboda, e Dmytro Yarosh di Pravy Sektor. La decisione, invece, di spostare Batkivschyna più a sinistra consentirebbe di attingere ad un potenziale bacino elettorale che potrebbe guardare al candidato dei comunisti Petro Symonenko.

Altri candidati senza speranza

Tra i candidati dati senza particolari possibilità di vittoria ci sono gli esponenti del Partito delle Regioni di Yanukovych Mykhaylo Dobkin e Serhiy Tihipko: il primo, indagato per brogli elettorali e incitamento alla sommossa contro lo Stato, ha ottenuto la nomination ufficiale della forza partitica, forte anche dell’appoggio delle oligarchie della metallurgia di Donetsk capitanate da Rinat Akhmetov.

Il secondo, Tihipko, rappresenta invece gli interessi degli oligarchi del settore chimico ed energetico, tra cui Dmytro Firtash: già principale finanziatore di Yanukovych nell’ultimo periodo di attività politica dell’ex-Presidente.

Altri candidati già registrati sono l’ex-Ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko per conto del Partito Posizione Civica, e l’ex-Sindaco di Leopoli Vasyl Kuybida per conto dello storico Narodny Rukh di ispirazione liberale

Matteo Cazzulani
Analista politico dell’Europa Centro-Orientale
lademocraziaarancione@gmail.com
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UCRAINA: ANCORA VIOLENZA MENTRE LA RUSSIA INTERVIENE CON IL GAS

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 24, 2014

L’Opposizione delusa dai mancati frutti ottenuti con le trattative con il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, continua la protesta. Dopo le vittime a causa degli spari della polizia, militanti spariti e prigionieri nudi umiliati in mezzo alla neve

Presi in giro dall’Amministrazione Presidenziale, sotto la pressione del gas da parte della Russia di Putin. Nella giornata di giovedì, 23 Gennaio, l’opposizione ucraina che da più di due mesi manifesta in supporto dell’integrazione dell’Ucraina in Europa ha ritenuto inaccettabile continuare a tentare una trattativa con il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, che sa più di presa in giro.

La decisione è stata presa dopo un incontro tra i Leader del dissenso, Vitaly Klichko, Arseny Yatsenyuk e Oleh Tyahnibok, e il Capo di Stato ucraino, durante la quale l’unico obiettivo raggiunto è stata una tregua di qualche ora, senza che, tuttavia, si arrivasse a stabilire una nuova data per le Elezioni Presidenziali anticipate, come richiesto dall’Opposizione.

Nonostante la tregua, e dopo le prime cinque vittime accertate -secondo fonti ben informate ce ne sarebbero molte di più- sono continuati gli arresti politici a carico dei manifestanti feriti negli scontri e di quelli che presidiano gli ospedali in cui sono ricoverati gli attivisti del dissenso.

Sempre mercoledì, 23 Gennaio, è scomparso il leader della protesta “Automaidan” Dmytro Bulatov, mentre il suo vice, Serhiy Koba, è riparato all’estero per lanciare un appello agli Stati Europei a rafforzare la presenza diplomatica in Ucraina per concedere visti Schengen per quegli ucraini costretti ad abbandonare la Patria per motivi politici.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, la polizia di regime Berkut si è resa responsabile di torture ai dammi di prigionieri, costretti a sfilare nudi in mezzo alla neve e a subire vessazioni ed umiliazioni in ogni genere.

Mosca vuole da Kyiv soldi

Pressante nel frattempo si fa anche il ruolo della Russia di Putin, che, sempre mercoledì, 22 Gennaio, ha preteso dall’Ucraina entro il 25 Gennaio il pagamento di 2,7 Miliardi di Dollari per rinnovare le forniture di gas secondo il prezzo politico scontato di 268,5 Dollari per mille metri cubi che il Presidente russo ha concesso a Yanukovych in cambio della rinuncia di Kyiv all’integrazione con l’UE.

Come riportato dall’agenzia Interfax, il monopolista statale russo del gas Gazprom ha preventivato di vendere al’Ucraina 30 Miliardi di metri cubi di gas, dopo che, in seguito all’accordo politico tra Putin e Yanukovych, Kyiv ha interrotto le forniture di carburante russo da Ovest venduto dalla compagnia tedesca RWE tramite i gasdotti di Polonia ed Ungheria.

Matteo Cazzulani

SALGONO A CINQUE LE VITTIME TRA I DIMOSTRANTI IN UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 23, 2014

Quattro deceduti per colpi di arma da fuoco, di cui uno dopo un’esecuzione seguita ad un rapimento, mentre la restante persona è caduta dal colonnato dello Stadio della Dinamo Kyiv. Un confronto tra il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e i Leader dell’Opposizione non porta ad alcuna soluzione

Cinque morti e più di trecento feriti è il bilancio degli attacchi della polizia Ucraina ai manifestanti che sostengono l’integrazione dell’Ucraina in Europa. Senza contare l’alto numero di arresti adoperati dalla polizia nei confronti di quei manifestanti feriti durante i diversi tafferugli.

Nella giornata di mercoledì, 22 Gennaio, il numero delle vittime tra i manifestanti è salito a cinque in un solo giorno: come riportato dal Centro Medico presso il quartier generale dei dimostranti filo-europei, quattro dicessi sono morti a seguito di spari, di cui tre durante colluttazione, ed uno per via di un’esecuzione da parte di professionisti. Una persona è poi deceduta in seguito ad una caduta dal colonnato dello stadio della Dinamo Kyiv.

A rendere sconvolgente il quadro di una vera e propria guerra civile è la testimonianza di Ihor Lutsenko, attivista per i Diritti Umani rapito assieme a Yuri Verbitsky: sismologo 51enne trovato morto presso le campagne ucraine vicino a Borispil dopo essere stato torturato.

Lutsenko ha dichiarato di essere stato prelevato in ospedale assieme a Verbitsky, poi torturato, ed infine rilasciato, mentre il suo collega ha subito una fine peggiore per via della sua provenienza da Leopoli: la città che sta dando il più alto contributo umani alla protesta per l’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Oltre ai decessi, l’attacco della polizia -testimoniato da un numero di video sempre più alto, che attestano come gli agenti delle forse speciali Berkut sparino dritto ai manifestanti e si avvalgano anche di granate- ha creato anche un problema di carattere ambientale, dal momento in cui i manifestanti, per difendersi, hanno dovuto bruciare spazzatura e copertoni di gomma, provocando enormi colonne di fumo nero tossico.

Così come da due mesi, la protesta non ha portato alcun risultato a livello politico, dal momento in cui un vertice urgente tra il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, il Capo del Consiglio Nazionale di Difesa e Sicurezza, Andriy Klyuyev, e i tre Leader dell’Opposizione Vitaly Klichko, Arseny Yatsenyuk e Oleh Tyahnibok è finito senza alcun accordo.

L’Europa reagisce: sanzioni e conti in banca bloccati

Differente la reazione dell’Europa, che, a Davos, ha revocato l’invito al Forum Economico per il Premier ucraino, Mykola Azarov, che com tutta probabilità su consiglio del Presidente Yanukovych, ha ventilato la possibilità di avvalersi della forza per sedare la manifestazione in sostegno dell’Ucraina in Europa.

Il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protaszewicz, ha dichiarato che l’Unione Europea sta valutando l’ipotesi di congelare le relazioni diplomatiche con l’Ucraina, mentre il Ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius, ha invitato ad approntare al più presto sanzioni nei confronti di quelle Autorità ucraine responsabili della violazione della Democrazia e dei Diritti Umani.

Secondo ben documentate indiscrezioni, il Governo austriaco avrebbe iniziato l’inventario dei conti in banca delle Autorità ucraine da congelare, mentre in Italia un invito alle sanzioni è stato inviato dalla Vicepresidente del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Patrizia Toia -Europarlamentare del PD.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE FARÀ LE PRIMARIE PER IL CANDIDATO PRESIDENTE, MENTRE OBAMA E L’EUROPA PENSANO A SANZIONI SULLE AUTORITÀ UCRAINE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 7, 2014

La consultazione interna allo schieramento europeista necessaria per contrastare le repressioni del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukoych. Tra i Candidati il Leader di UDAR, Vitaly Klichko, il Capo di Svoboda, Oleh Tyahnibok, il Segretario in pectore di Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, ed anche il Braccio Destro e la figlia di Yulia Tymoshenko.

Non solo Democratici e Repubblicani negli Stati Uniti d’America, il Partito Democratico in Italia, il Partito Socialista in Francia e la Piattaforma Civica in Polonia, anche l’Opposizione Democratica in Ucraina avrà le sue primarie per la selezione del candidato alla più alta carica dello Stato. Come dichiarato Domenica, 5 Gennaio, dal Leader in pectore del Partito di Opposizione Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, le tre forze del campo europeista ucraino candideranno i loro principali esponenti in maniera autonoma al Primo Turno delle Elezioni Presidenziali del 2015, per poi convogliare al secondo turno tutti i voti sul Candidato che avrà ottenuto maggiore consenso.

Più che dalla necessità di coinvolgere attivamente l’elettorato della coalizione filo-europea, la primaria dell’opposizione Ucraina è necessaria per evitare che sul candidato unico si abbatta la repressione del Partito delle Regioni del Presidente, Viktor Yanukovych, che ha già approvato Leggi restrittive della partecipazione di alcuni dei principali esponenti dello schieramento filo-europeo.

Favorito è il leader del Partito moderato UDAR, Vitaly Klichko: ex-campione di pugilato molto apprezzato nel Paese ed in Europa -è in buonissimi rapporti con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel-che, secondo tutti i sondaggi, sarebbe in grado di battere Yanukovych al secondo turno con un ampio vantaggio.

Proprio nei confronti di Klichko, che per allenarsi ha trascorso gli ultimi 15 anni in Germania, il Partito delle Regioni ha approvato in Parlamento una Legge che vieta il diritto di voto passivo a chi, negli ultimi 10 anni, non ha pagato le tasse in Ucraina: una vera e proprio provvedimento ad hoc votato in fretta per escludere il Leader di UDAR dalla consultazione elettorale presidenziale.

Tra i candidati resta aperto il discorso del Partito democratico-socialpopolare Batkivshchyna, che, in alternativa a Yatsenyuk, potrebbe presentare al Primo Turno anche Oleksander Turchynov se non addirittura Yevhenya Tymoshenko: rispettivamente il braccio destro e la figlia di Yulia Tymoshenko, la Leader dell’Opposizione ucraina arrestata nel 2011 dopo uno dei più di cento casi di giustizia selettiva attuati dal Presidente Yanukovych.

Terzo candidato è il Capo del Partito nazionalista Svoboda, Oleh Tyahnibok. Egli è il Candidato preferito da Yanukovych perché più radicale e meno entusiasta nei confronti dell’Europa -Svoboda si caratterizza per accenti anti-polacchi, contro alle Civil Union e all’integrazione razziale e religiosa- che, infatti, non è stato mai intaccato da nessun provvedimento restrittivo da parte del Presidente ucraino.

Finora, l’unico candidato certo alle prossime Elezioni Presidenziali ucraine è l’attuale Capo di Stato Yanukovych. “La differenza tra il Partito delle Regioni e l’Opposizione è la possibilità di scegliere direttamente il candidato Presidente -ha dichiarato Yatsenyuk- Così, impediremo alle Autorità di falsificare il voto”.

Ancora in forse resta l’effettivo svolgimento di Elezioni libere e regolari, dopo che le ultime due consultazioni -le Amministrative del 2010 e le Parlamentari del 2012- sono state falsificate, come confermato da tutti gli osservatori internazionali indipendenti.

Obama ha ricevuto i nomi su cui imporre sanzioni

Per contrastare il mancato rispetto della Libertà, ed anche le repressioni su politici dell’opposizione e violenze sui giornalisti, il Presidente USA, Barack Obama, sabato, 4 Gennaio, ha ricevuto dalla Comunità ucraina i nomi delle Autorità su cui imporre sanzioni.

Come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda, le sanzioni potrebbero interessare il Presidente Yanukovych e il Ministro degli Interni, Yuri Zakharchenko -che, come confermato dall’interessata, sono sospettati di essere i mandanti dell’aggressione che ha ridotto sulla sedia a rotelle la giornalista attivista in supporto dell’integrazione dell’Ucraina in Europa Tetyana Chornovil.

Tra le altre figure di rilievo, si da anche il nome del Capo del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa, Andriy Klyuyev, quello del Sindaco di Kharkiv, Hennady Kernes, e quello del Governatore della Regione di Kharkiv Mykhaylo Dobkin.

Come dichiarato a Kyiv dal Vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella, anche le Istituzioni Europee valuteranno l’imposizione di sanzioni personali sui visti Schengen e sui conti bancari delle Autorità ucraine responsabili della violazione dei Diritti Umani e della Democrazia.

Matteo Cazzulani