LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Polonia: la Kopacz sposta la maggioranza a sinistra

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 2, 2014

Il nuovo Premier polacco ottiene la fiducia dei due Partiti della Coalizione di Governo -la cristiano-democratica Piattaforma Civica e il contadino PSL- e dei radical-progressisti del Tuo Movimento. Ucraina, energia e rapporti transatlantici le priorità dell’Exposé del nuovo Capo del Governo

Pragmatismo, continuità e allargamento del consenso. Queste sono le parole d’ordine con cui il nuovo Premier polacco, Ewa Kopacz, ha ottenuto la fiducia del Parlamento nella giornata di mercoledì, Primo di Ottobre, dopo avere pronunciato il suo discorso di presentazione del nuovo Governo.

La Kopacz, criticata per avere distribuito le poltrone a seconda dell’appartenenza dei Ministri alle correnti interne alla Piattaforma Civica -PO, la forza politica cristiano-democratica a cui appartiene la Kopacz- è invece riuscita, in una sola mattinata, ad allargare la coalizione di maggioranza a sostegno del Governo.

Infatti, rispetto ai 238 deputati che nel 2011 hanno votato la fiducia all’Esecutivo di Donald Tusk -l’ex-Premier e Segretario della PO, di recente nominato Presidente della Commissione Europea- il Governo Kopacz è stato sostenuto da ben 259 parlamentari.

A favorire l’allargamento della coalizione di maggioranza è stato non soltanto il voto favorevole della PO e del Partito contadino PSL -partner di Governo della Piattaforma Civica- ma anche il sostegno esterno prestato dal Tuo Movimento -TR- movimento radical-progressista guidato da Janusz Palikot, ex-esponente di spicco della Piattaforma Civica.

Oltre all’allargamento a sinistra della maggioranza, la Kopacz, dopo avere invitato durante il suo discorso alla concordia nazionale, è anche riuscita nell’impresa di riconciliare Tusk con il Capo del principale Partito dell’opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS.

Tusk e Kaczynski, seguendo alla lettera l’invito del nuovo Premier a seppellire l’ascia di guerra che da anni sta dividendo la Polonia, alla fine dell’Exposé della Kopacz si sono stretti la mano: un gesto storico che apre ad una possibile nuova stagione politica.

Le conquiste della Kopacz sono anche frutto di un Exposé molto equilibrato, pragmatico, che, pronunciato nel segno della continuità, non ha lasciato spazio all’opposizione a troppe critiche.

La nuova Premier, contestata per avere sostituito agli Esteri l’apprezzatissimo Radoslaw Sikorski con il meno esperto in campo diplomatico Grzegorz Schetyna, ha posto la questione ucraina in primo piano, dichiarando che il suo Governo adotterà una politica pragmatica nei confronti di Kyiv per sostenere l’integrità territoriale e lo sviluppo in chiave europea dell’Ucraina, senza tuttavia discostare la Polonia dalle linee comuni dell’Unione Europea.

Il secondo capitolo dell’Exposé della Kopacz ha riguardato l’Unione Energetica Europea: progetto, concepito da due ex-Presidenti della Commissione Europea del calibro di Jacques Delors e Romano Prodi, rilanciato di recente da Tusk e dal Presidente francese Francois Hollande, che il nuovo Premier polacco intende continuare a sostenere per rafforzare la sicurezza energetica della Polonia.

“Il mio Governo sarà impegnato affinché l’UE prenda decisioni effettive in ambito energetico a difesa della sicurezza dei suoi Paesi membri. Non possiamo tollerare oltre la situazione in cui l’Europa è divisa tra Paesi favoriti e meno favoriti da un fornitore estero in base al suo calcolo politico” ha dichiarato la Kopacz riferendosi alla politica energetica della Russia, che si avvale del gas come mezzo di coercizione geopolitica.

Oltre all’Europa, la Kopacz ha anche sottolineato l’importanza di rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti d’America mediante, da un lato, la firma dell’accordo di Partnership Commerciale e Industriale Trans Atlantica e, dall’altro, l’incremento della presenza di soldati USA in Polonia per incrementare le strutture difensive del Paese.

Difesa, tutela dell’agro-alimentare, istruzione e ambiente

Proprio la difesa è stato l’aspetto con cui la Kopacz ha avviato la discussione sulla politica interna: in un momento di crisi internazionale, in cui la Polonia non ritiene sufficienti le garanzie difensive offerte dall’UE e dalla NATO, il nuovo Premier ha promesso più risorse -39 Milioni di Zloty- per i soldati.

La Kopacz ha poi promesso la costituzione di un fondo nazionale per aiutare le imprese agro-alimentari colpite dall’embargo imposto dalla Russia, ed ha invitato l’Europa a fare di più per tutelare il settore produttivo polacco.

Altri aspetti rilevati toccati dalla Kopacz nel suo Exposé sono la riforma del sistema fiscale e la distribuzione di manuali gratuiti per alcune classi della scuola polacca.

Infine, importante è anche la politica climatica, con la Kopacz che ha promesso l’adozione, in tempi brevi, di tecnologie all’avanguardia per lo sfruttamento del carbone.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Polonia: Tusk e Kaczynski affilano le armi in vista delle Elezioni Amministrative

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 17, 2014

La cristiano-democratica Piattaforma Civica del Premier polacco apre ai civici per arginare il crollo di consensi. Dall’altra parte, i conservatori del PiS, guidati dall’ex-Premier, schierano un plotone di deputati

L’apertura al civismo da una parte, lo schieramento dello Stato Maggiore del Partito dell’altra. Così appare il duello nella prossime Elezioni Amministrative polacche tra la Piattaforma Civica -PO: forza politica di ispirazione cristiano democratica a cui appartengono il Premier, Donald Tusk, e il Presidente, Bronislaw Komorowski- e Diritto e Giustizia -PiS: il principale Partito dell’opposizione di orientamento conservatore guidato dall’ex-Premier, Jaroslaw Kaczynski- che vede nella tornata elettorale la possibilità di riconquistare consenso nel Paese.

A seguito di un incontro tra il Premier Tusk e i dirigenti locali della PO, giovedì, 14 Agosto, i cristiano-democratici, per recuperare il 10% di gap di consensi nei confronti del PiS, come certificano i sondaggi, hanno deciso di riconfermare alcuni sindaci uscenti ma, sopratutto, hanno appurato di aprire al sostegno a candidati civici ed indipendenti.

Nello specifico, la PO ripresenterà gli uscenti Hanna Gronkiewicz-Waltz nella Capitale Varsavia, Hanna Zdanowska a Lodz -la seconda città della Polonia per grandezza- e Krzystof Zuk a Lublino -tradizionale roccaforte elettorale del PiS, storicamente strappata ai conservatori quattro anni fa. A Cracovia, invece, la PO ha deciso di puntare sul Consigliere Comunale uscente, Marta Patena.

L’appoggio ai civici avrà luogo invece in alcune città dove tradizionalmente la PO raccoglie molti consensi, in primis a Wroclaw, dove la forza politica cristiano-democratica ha già espresso sostegno a Rafał Dutkiewicz: sindaco uscente, dato non solo per prossimo probabile nuovo membro della PO, ma persino come possibile nuovo Premier, qualora Tusk dovesse accettare la nomina a Capo del Consiglio Europeo.

A Danzica, la PO sosterrà la corsa dell’uscente Pawel Adamowicz, a Gdynia Wojciech Szczurek, e a Sopot Jacek Karmowski: tre esponenti civici, in cerca di riconferma, che godranno del pieno appoggio della Piattaforma Civica.

In riposta alla manovra di Tusk, il PiS ha già da tempo annunciato l’intenzione di schierare un plotone di alti vertici di Partito, tra cui molti parlamentari pronti a passare dal Parlamento alla poltrona di sindaco in alcune città che i conservatori potrebbero riconquistare.

Tra costoro, Jacek Sasin è il candidato sindaco PiS a Varsavia, Andrzej Jaworski a Danzica, Tadeusz Dziuba a Poznan -tradizionale roccaforte elettorale della PO- e Andrzej Szlachta a Rzeszow: altra tradizionale roccaforte elettorale di Diritto e Giustizia.

Similmente alla PO, anche PiS intende candidare in altre città sindaci uscenti o esponenti molto attivi nei Consigli Comunali: la capogruppo PiS, Miroslawa Stachowiak-Rozecka, a Wroclaw, la Presidente del Consiglio Comunale, Johanna Kopcinska, a Lodz -la Kopcinska è passata al PiS dalla PO- e il Vicepresidente del Consiglio Comunale, Artur Szalabawka, a Stettino.

Differente è stata la scelta a Cracovia, dove, secondo indiscrezioni, il Capo del PiS Kaczynski sarebbe orientato a supportare la candidatura di Jaroslaw Gowin: leader della forza politica conservatrice Polonia Insieme -PR, nata dalla costola di destra della PO- con cui Diritto e Giustizia ha di recente stretto una coalizione.

La sinistra corre ancora separata

Chi, invece, naviga in acque agitate è la sinistra, che, nonostante i tentativi, e la necessità politica, non è riuscita ad accordarsi per liste comuni tra i socialdemocratici del SLD e la forza partitica di orientamento radicaleggiante e progressista Tuo Movimento -TR.

Nella giornata di sabato, 16 Agosto, il Segretario SLD, Leszek Miller, ha rifiutato la proposta di liste comuni avanzata dal Capo del TR, Janusz Palikot.

La proposta prevedeva la suddivisione equa dei posti nelle liste, che avrebbero dovuto presentarsi con la denominazione comune SLD-Tuo Movimento-Sinistra Insieme.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Dutkiewicz dopo Tusk: anche la Polonia ha forse il suo Renzi

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 3, 2014

Come riportato dal settimanale Newsweek, il Sindaco di Wroclaw sarebbe pronto a prendere la guida del Governo in caso di nomina a Presidente del Consiglio Europeo dell’attuale Premier. Anche il Capo della corrente interna, Grzegorz Schetyna, il Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, e la Presidente della camera Bassa del Parlamento, Ewa Kopacz, tra i papabili successori di Tusk.

Un sindaco molto amato di una delle città più artistiche del Paese, pronto alla scalata verso il premierato se il Premier attuale dovesse accettare un incarico in Europa. La storia qui presentata non è quella di Matteo Renzi, sindaco di Firenze diventato Premier dopo una scalata culminata con la sostituzione di Enrico Letta -che è tutt’oggi in odore di nomina in sede europea- ma di Rafal Dutkiewicz: il Sindaco di Wroclaw che, secondo l’autorevole Newsweek Polska, è il possibile prossimo Capo del Governo polacco.

Come riportato dalla versione polacca del noto settimanale, Dutkiewicz avrebbe deciso di abbandonare la guida di Wroclaw -città altrimenti nota come Breslavia- dopo 10 anni di buona amministrazione, fatta di valorizzazione del patrimonio storico e multiculturale della città e di sviluppo del centro abitato, grazie anche e sopratutto al buon utilizzo dei fondi europei e di quelli erogati dalla UEFA per l’organizzazione del campionato europeo di calcio del 2012.

A gettare il sospetto dell’ascesa di Dutkiewicz è stato un incontro che, come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, il Sindaco di Wroclaw ha avuto, di recente, con il Premier polacco Donald Tusk: uno dei candidati alla Presidenza del Consiglio Europeo con buone probabilità di nomina.

In caso di accettazione dell’incarico in Europa da parte di Tusk, il Governo polacco si troverebbe senza una guida autorevole. Per questo, secondo Newsweek, la Piattaforma Civica -PO, la forza partitica di ispirazione cristianodemocratica di Tusk di maggioranza relativa- avrebbe trovato in Dutkiewicz il sostituto in grado di arginare il crollo di consensi che l’Esecutivo polacco sta registrando dopo la pubblicazione di intercettazioni compromette di alcuni Ministri ed alte cariche dello Stato.

Secondo il progetto di scalata, Dutkiewicz, che non appartiene alla PO e che governa a Wroclaw a Capo della sua lista Alta Slesia Civica -forza partitica alleata della Piattaforma Civica- dovrebbe aderire al Partito di Tusk subito dopo la nomina in Europa del Premier e, successivamente, ricevere la guida del Governo da parte della maggioranza.

L’adesione di Dutkiewicz alla PO, e la successiva accettazione della guida del Governo, non incontra resistenze sul piano ideologico -il Sindaco di Wroclaw ha appartenuto all’Unione Democratica: la forza Partitica di ispirazione sempre cristianodemocratica precedente alla PO- ma incontra intoppi sopratutto all’interno della Piattaforma Civica.

In primis, vi è l’opposizione di Grzegorz Schetyna: il Capo della corrente interna di minoranza nella PO che intende avanzare la sua candidatura al premierato per vendicare la sconfitta subita nel Congresso Regionale della Piattaforma Civica dell’Alta Slesia per mano di Jacek Protaszewicz, un sostenitore del Premier Tusk e dell’appoggio, a Wroclaw, della forza cristianodemocratica al Sindaco Dutkiewicz.

In secondo luogo, possibile, in caso di partenza di Tusk, è la successione alla carica di Premier di Radoslaw Sikorski: attuale Ministro degli Esteri che, in caso di mancata nomina o della concessione del premierato a Schetyna, potrebbe creare una propria corrente “di destra” interna alla PO.

Tuttavia, anche Sikorski è candidato ad una posizione in Europa dopo che, con una lettera ufficiale, Tusk ha candidato il suo Ministro degli Esteri ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa dell’Unione Europea: un ruolo che l’esponente PO dovrà contendere alla sua collega italiana Federica Mogherini, candidata, in maniera identica a quella del Capo del Governo polacco, dal Presidente del Consiglio italiano Renzi.

In terzo luogo, la scalata di Dutkiewicz è contrastata dalla possibile concessione del premierato al Presidente della Camera Bassa del Parlamento, Ewa Kopacz.

La nomina della Kopacz avrebbe, da un lato, lo scopo di sedare la lotta tra le correnti interne alla PO e, dall’altro, quello di affidare l’interim ad una persona che, nonostante la sua appartenenza alla Piattaforma Civica, finora ha ricoperto un ruolo di garanzia istituzionale.

Se Dutkiewicz dovesse diventare Premier, la successione a Tusk richiederebbe la gestione di un’eredità pesante di sette anni di buongoverno di coalizione tra la PO e il Partito contadino PSL, che hanno permesso all’attuale Capo di Governo di essere stato il primo -e finora l’unico- ad avere ottenuto la riconferma del suo mandato dal voto popolare.

L’opposizione conservatrice verso l’alleanza con gli anti europeisti

L’uscita di scena di Tusk, e la lotta interna alla PO ad essa legata, aprirebbe tuttavia degli ampi spazi di manovra per le opposizioni, sopratutto a destra, dove i conservatori di Diritto e Giustizia -PiS: il Partito dell’ex-Premier Jaroslaw Kaczynski- hanno già riunito in un unico cartello elettorale gli altri Partiti della conservazione.

Inoltre, come riportato sempre dal Newsweek, PiS sta strizzando l’occhio ai liberal-conservatori della Nuova Destra della Repubblica -NPR- la forza partitica del politico di lungo corso, Janusz Korwin-Mikke, che ha ottenuto un’exploit elettorale nelle ultime consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.

Korwin-Mikke ha già presentato al Parlamento Europeo il suo vero volto antisemita, razzista, anti europeista e filo-putiniano, al punto da essere stato privato della parola dal Vicepresidente dell’emiciclo di Strasburgo, David Sassoli, dopo avere pronunciato in un discorso in Aula la parola “negro”.

A contrastare l’opposizione conservatrice alla PO non basta la minoranza di sinistra, che, nonostante i tentativi di coalizione tra i socialdemocratici del SLD e i radical-progressisti del Tuo Movimento -TR- non riesce a trovare né unità, né un necessario rinnovamento ideologico di un’impostazione troppo vetero-postcomunista ed anticlericale.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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Tusk respinge il siluro di Putin alla Polonia

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 24, 2014

Il Premier polacco pone come priorità l’assicurazione alla Giustizia di autori e mandanti delle intercettazioni che stanno discreditando l’immagine della Polonia in Europa, e che secondo gli indizi sarebbero state realizzate su ordine della Russia. La maggioranza chiede a Tusk una miniverifica di Governo

Prima chiarire le responsabilità delle intercettazioni illegali, e solo poi procedere con il rimpasto di Governo. Questa è la linea assunta dal Premier polacco, Donald Tusk, in seguito alla pubblicazione di nuove intercettazioni ad alte Cariche dello Stato da parte del settimanale Wprost: un fatto che ha aperto una crisi di Governo e, sopratutto, ha indebolito l’immagine della Polonia in Europa alla vigilia di importanti nomine ai vertici dell’Unione Europea.

Tusk, durante una conferenza con il Premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha definito come prioritaria l’individuazione degli autori e dei mandanti delle intercettazioni che, come dichiarato espressamente dal Capo del Governo polacco, hanno agito con il chiaro obiettivo di destabilizzare la Polonia.

Tusk ha quindi invitato la Redazione del Wprost a pubblicare tutte le intercettazioni in suo possesso per evitare che ulteriori conversazioni registrate possano essere utilizzate come forma di ricatto nei confronti del Governo.

Infine, il Premier polacco ha dichiarato di non intendere dimissionare nessuno dei Ministri coinvolti nelle intercettazioni, ma, al contrario, di volere assicurare alla Giustizia gli autori di registrazioni accuratamente confezionate in diversi ristoranti di Varsavia.

“Le persone responsabili delle intercettazioni non hanno agito per il bene pubblico, bensì unicamente per destabilizzare lo Stato polacco -ha dichiarato Tusk- basta vedere quello che accade ad est dell’Unione Europea per capire quanto una forte posizione della Polonia sarebbe importante per cambiare gli assetti della politica mondiale ed europea”.

La posizione espressa da Tusk è non solo una adeguata risposta al tentativo di discreditare l’immagine della Polonia nella politica europea, ma anche una conferma implicita della convinzione del Governo polacco che dietro alle intercettazioni vi sia la mano dei Servizi Segreti russi.

La Russia ha infatti tutto l’interesse ad affossare la Polonia, che ha saputo ritagliarsi in Europa un preciso ruolo a supporto della democrazia in Ucraina, dell’avvicinamento di Georgia e Moldova all’UE e della realizzazione di una Comune Politica Energetica UE.

Il Governo Tusk è protagonista anche per la diversificazione delle forniture di gas per decrementare la dipendenza dell’Unione Europea da Mosca, e per accelerare con la firma del Trattato di Partnership Economica tra UE e Stati Uniti d’America, il TTIP.

Compatti accanto a Tusk si sono schierati i Parlamentari della Piattaforma Civica -PO- la forza partitica a cui appartengono il Premier e i Ministri e Viceministri intercettati: il Ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski, il Ministro degli Interni, Bartlomej Sienkiewicz, l’ex-Ministro delle Finanze, Jacek Rostowski, l’ex-Ministro dei Trasporti, Slawomir Nowak, l’ex-Viceministro delle Finanze, Andrzej Parafianowicz, e l’ex-Addetto Stampa di Tusk, Pawel Gras.

Differente è la posizione del Partito contadino PSL, che, da alleato di maggioranza della PO, ha chiesto a Tusk una verifica di Governo con le dimissioni del Ministro degli Interni Sienkiewicz. Nelle intercettazioni, Sienkiewicz avrebbe concordato con il Capo della Banca Nazionale polacca, Marek Belka, un intervento urgente in salvataggio del bilancio statale in cambio delle dimissioni di Rostowski dalla guida del Ministero delle Finanze.

La posizione del PSL, espressa dal Vicepremier Janusz Piechocinski, esclude la formazione di una Coalizione alternativa a supporto di un Governo tecnico, come proposto dal principale partito di Opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- il cui Capo, Jaroslaw Kaczynski, è riuscito a portare sulle sue posizioni gli altri due Gruppi parlamentari della destra: Polonia Solidale e Polonia Insieme.

Fuori dalla contesa restano le Opposizioni di sinistra, con la socialdemocratica SLD attenta a verificare l’operato del Governo, e il radicaleggiante Tuo Movimento pronto a discutere una propria Proposta di Legge per lo scioglimento anticipato del Governo.

Al posto di Sikorski a Capo della Politica Estera UE candidati graditi a Mosca

Nel frattempo, sulla vicenda è anche intervenuto il Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, che nelle intercettazioni avrebbe dichiarato al Ministro Rostowski che l’alleanza con gli Stati Uniti d’America sarebbe inutile per garantire la sicurezza della Polonia.

“Il Governo è sotto l’attacco di una forza intenta a destabilizzare la Polonia -ha dichiarato Sikorski durante il Vertice dei Ministri degli Esteri UE in Lussemburgo- Ritengo necessario identificare queste persone ed assicurarle alla Giustizia” ha continuato il Ministro degli Esteri polacco.

Sikorski, nello scenario delle intercettazioni, rappresenta il colpo più duro inferto al Governo Tusk, che sta candidando proprio il suo Ministro degli Esteri alla carica di Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa UE e a quella di Commissario UE all’Energia.

Non è un caso se, subito dopo lo scandalo intercettazioni, le quotazioni di Sikorski per la nomina alla guida della Politica Estera UE sono state raggiunte e superate da quelle di altri candidati, come i francesi Laurent Fabius ed Elisabeth Guigou, l’olandese Frans Timmermans, gli italiani Franco Frattini e Federica Mogherini, lo slovacco Miroslav Lajcak e la bulgara Kristalina Georgieva.

Tutti i candidati alternativi a Sikorski sono noti per assumere posizioni spesso troppo concilianti nei confronti della Russia, talvolta anche spiccatamente favorevoli alle istante neoimperiali di stampo militarista del Presidente russo, Vladimir Putin.

Per questo, non è affatto errato pensare che lo scandalo intercettazioni sia stato organizzato da Mosca per evitare la nomina ai vertici UE di personalità poco accondiscendenti agli interessi della Russia e alle lobby russe di ambito economico ed energetico.

Una situazione, quella che purtroppo si prospetta in Europa, a cui Sikorski -esponente di un Paese che ben conosce la natura imperialista della Russia di Putin, che è del tutto simile a quella del regime sovietico- si sarebbe strenuamente opposto per evitare che l’UE avrebbe potuto assumere una politica succube agli interessi di Mosca.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Scandalo intercettazioni in Polonia: anche Sikorski finisce nel mirino di Putin

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 23, 2014

Il settimanale Wprost pubblica le ennesime intercettazioni che riguardano il Ministro degli Esteri polacco, noto per avere contribuito al ripristino della democrazia in Ucraina e all’avvicinamento di Georgia e Moldova all’Europa. L’impegno del Premier, Donald Tusk, per la comune politica energetica europea e per il rafforzamento delle relazioni tra Unione Europea e Stati Uniti d’America gli altri elementi che sembrano confermare la pista russa dietro allo scandalo politico

È uno dei candidati più accreditati ad Alto Rappresentante della Politica Estera e di Difesa Europea, in molti lo hanno dato per probabile Capo del Governo in caso di nomina alla guida del Consiglio Europeo dell’attuale Premier Donald Tusk, mentre c’è chi già lo ha candidato a diventare il nuovo Commissario UE all’Energia.

È forse per questo identikit che il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, è finito nella trappola delle intercettazioni effettuate illegalmente durante una sua conversazione con l’ex-Ministro delle Finanze, Jacek Rostowski.

Nella conversazione, pubblicata lunedì, 23 Giugno, dal settimanale Wprost, Sikorski si sarebbe sfogato con il collega, lamentando l’inutilità dei buoni rapporti tra la Polonia e gli Stati Uniti d’America, che secondo il Ministro degli Esteri porterebbe i polacchi ad avere solamente l’illusione di essere sicuri, senza evitare litigi in ambito europeo con Germania e Francia, Paesi tradizionalmente meno inclini al rafforzamento dei rapporti transatlantici, di cui invece Varsavia è accesa sostenitrice.

In risposta, Rostowski, che come Sikorski appartiene alla cristiano-democratica Piattaforma Civica, si sarebbe lamentato per la candidatura a capolista nel Collegio della città di Varsavia nelle Elezioni Europee di Danuta Hubner perché troppo di sinistra, ed avrebbe invitato Sikorski ad profondere maggiori sforzi per supportare la propria corsa a Commissario UE all’Energia.

Infine, i due Ministri avrebbero criticato la decisione del Primo Ministro britannico, David Cameron, di indire un referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, e, per questo avrebbero auspicato una sconfitta dei Conservatori alle Elezioni Parlamentari in Gran Bretagna.

Le intercettazioni di Sikorski mettono a serio repentaglio le relazioni tra la Polonia e i suoi alleati più stretti, come USA e Gran Bretagna, e rappresentano l’ennesima tegola sulla testa del Premier Tusk, che da lunedì, 16 Giugno, sta affrontando una crisi di Governo in seguito ad altre intercettazioni pubblicate precedentemente sempre dal Wprost.

I protagonisti delle precedenti intercettazioni, che i Servizi Segreti polacchi hanno cercato di sequestrare perché realizzate illegalmente, sono il Capo della Banca Centrale polacca, Marek Belka, il Ministro degli Interni, Batlomej Sienkiewicz, l’ex-Ministro dei Trasporti, Slawomir Nowak, e l’ex-Viceministro delle finanze, Andrzej Parafianowicz.

La mole di alte personalità coinvolte nell’Affare, intercettate da tempo con un’inaudita professionalità presso un rinomato ristorante di Varsavia ed un noto locale di incontri di affari della capitale, danno sempre più valore al sospetto che lo scandalo sia stato attuato ad hoc dai servizi segreti russi, che hanno tutto l’interesse a provocare la caduta del Governo Tusk e, più in generale, a destabilizzare la Polonia.

Il Premier Tusk è infatti in prima fila per la realizzazione di una comune politica energetica UE e per la conclusione del Trattato di Partnership Transatlantica UE-USA -TTIP- mentre proprio Sikorski ha ricoperto un ruolo fondamentale dapprima per il sostengo della rivolta pacifica e democratica del Maydan in Ucraina.

Sikorski si è molto speso anche per l’accelerazione dei tempi per la firma dell’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea e Georgia, Moldova ed Ucraina.

Inoltre, la Polonia è il Paese che, più di tutti, ha utilizzato i fondi UE per realizzare infrastrutture energetiche, come il rigassificatore di Swinoujscie e il Corridoio Nord-Sud, necessarie alla messa in comunicazione dei sistemi dei Paesi UE e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas dal quasi monopolio della Russia.

Infine, la Polonia è sostenitrice, assieme a Gran Bretagna e Romania, dello sfruttamento in Europa dei giacimenti di gas shale: oro blu estratto da rocce argillose poste a bassa profondità, che secondo i dati EIA garantirebbe a polacchi, britannici e romeni di decrementare sensibilmente la dipendenza energetica dalla Russia.

Ad avvalorare ulteriormente il sospetto del coinvolgimento russo nello scandalo intercettazioni è il periodo in cui Sikorski è stato intercettato, corrispondente al Febbraio del 2014: quando la protesta pacifica dei democratici ucraini sul Maydan era arrivata al suo punto più delicato.

La Russia ha dunque tutto l’interesse a destabilizzare la Polonia per assicurarsi un ruolo debole dell’Europa sulla questione ucraina e, successivamente, per permettere alle forze armate di Mosca di procedere con l’invasione non solo dell’Ucraina, ma anche di Georgia, Moldova, e dei Paesi UE su cui il Presidente russo, Vladimir Putin, ha sempre nutrito mire espansionistiche, come Estonia, Lettonia e Lituania.

Con l’indebolimento della Polonia, Putin avrebbe dunque gioco facile ad estendere l’egemonia militare ed economica di Mosca nello spazio ex-sovietico: un sogno di espansione militare, di stampo imperialista, che il Presidente russo non ha mai nascosto di volere attuare con ogni mezzo.

Buzek, Lewandowski e Piechocinski per il dopo Tusk

Tornando alla Polonia, è già iniziata la girandola di voci in merito alle conseguenze politiche che le intercettazioni potrebbero portare, come le quasi certe dimissioni del Ministro Sienkiewicz e l’indizione di Elezioni Parlamentari anticipate per restituire la parola agli elettori.

Inoltre, probabile è anche lo scioglimento immediato del Governo Tusk con le dimissioni dello stesso Premier e di tutti i suoi Ministri: un passo che, tuttavia, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, non vuole compiere per non arrestare i 7 anni di buongoverno della PO.

Malgrado l’opposizione di Komorowski, membro anch’esso della PO, già circolano i nomi di possibili Premier ad interim, sempre appartenenti alla Piattaforma Civica: in prima fila, già sono comparsi l’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, e il Commissario UE al Bilancio, Janusz Lewandowski.

Favorevole alle dimissioni del Governo è invece il principale Partito dell’Opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- che ha chiesto la messa all’Ordine del Giorno di un voto di sfiducia costruttivo.

Come riportato dal Newsweek, il Capo del PiS, Jaroslaw Kaczynski, intende creare una nuova colazione temporanea con i partner di maggioranza della PO, il Partito contadino PSL, a sostegno di un Governo tecnico guidato dall’attuale Vicepremier, Janusz Piechocinski.

La manovra consentirebbe a Piechocinski, che è Segretario del PSL, di respingere l’attacco della corrente interna al suo Partito che vorrebbe il ritorno alla guida della forza politica contadina dell’ex-Premier Waldemar Pawlak.

Dai giochi di coalizione, esclusa sembra essere l’opposizione di sinistra, composta dalla socialdemocratica SLD e dalla forza politica di orientamento radicaleggiante-progressista Tuo Movimento.

In tutta la situazione, certo resta l’appannarsi delle chance di nomina europea di Tusk e Sikorski: due personalità che, da Bruxelles, avrebbero finalmente potuto dare un forte contributo al contenimento dell’aggressività militare russa in Europa Orientale e ai confini dell’UE.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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IN POLONIA LA SINISTRA CORRE DIVISA ALLE ELEZIONI EUROPEE

Posted in Polonia by matteocazzulani on December 29, 2013

Il movimento europeista e progressista di centro-sinistra Europa Plus presenta programma e liste con la presenza di un testimonial d’eccezione come l’ex-Presidente, Aleksander Kwasniewski. Il Partito socialdemocratico SLD corre ai ripari con il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski

Un nuovo centro-sinistra europeista e progressista per lanciare la concorrenza ai socialdemocratici tradizionali nelle prossime elezioni europee, con testimonial d’eccezione e candidati forti nei loro collegi. Nella giornata di sabato, 28 Dicembre, il movimento Europa Plus ha comunicato di essere a buon punto nel processo di composizione delle liste per le Elezioni Europee e nella redazione del programma elettorale.

Il movimento di centro-sinistra a forte vocazione europeista ha promesso di combattere in Europa per un migliore utilizzo da parte della Polonia dei fondi europei -che, a dire il vero, sono stati sfruttati in maniera eccellente dai governi della cristiano-democratica Piattaforma Civica- e, per quanto riguarda la politica interna, per una semplificazione del sistema previdenziale e sociale e per l’istituzione del limite dei due mandati per Presidenti di Regione, Provincia e Sindaci di tutte le città.

Ancor più attrattiva per Europa Plus è la composizione della lista per le elezioni europee che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere guidata nel collegio della Masovia -la Regione della Capitale, Varsavia- dall’ex-Presidente socialdemocratico, Aleksander Kwasniewski.

L’ex-Capo di Stato, della cui Amministrazione dal 1995 al 2005 i polacchi hanno un buonissimo ricordo, potrebbe essere accompagnato nella lista della Masovia da Ryszard Kalisz: noto politico fuoriuscito dal partito socialdemocratico SLD che, ora, milita nel movimento radical-liberale Tuo Movimento -TR- e che, secondo stime, potrebbe correre alla carica di Sindaco di Varsavia.

Altro esponente importante di Tuo Movimento è il Parlamentare Europeo Marek Siwiec, che potrebbe senza dubbio guidare la lista di Europa Plus nella Wielkopolska -la Regione di Poznan- mentre il Braccio destro del Rabbino Capo di Cracovia, Jan Hartman, potrebbe guidare la lista in Malopolska.

Possibile per Europa Plus anche la candidatura della Vice Presidente del Parlamento, Wanda Nowicka, e della Professoressa Magdalena Sroda, mentre in dubbio sembrano essere gli inserimenti dell’ex-Sindaco di Varsavia, Pawel Piskorski -in rappresentanza dello Stronnictwo Demokratyczne -SD: partito di centrosinistra che fa parte del movimento- e dell’ex-Ministro di Finanze ed Esteri Andrzej Olechowski, che, tuttavia, ha criticato l’adesione del Movimento al Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei.

Europa Plus è un progetto politico concepito da Kwasniewski, Siwiec e dal Leader di Tuo Movimento, Janusz Palikot -con la partecipazione anche dello Stronnictwo Demokratyczne e dei Demokraci.pl -forza cristiano democratica di sinistra fondata dall’ex-Ministro degli Esteri, Bronislaw Geremek- per rilanciare un nuovo centrosinistra che sia in grado di rafforzare una parte della politica che in Polonia è all’opposizione dal 2005.

Alle prese con le liste per le europee è anche il partito socialdemocratico SLD, che, secondo indiscrezioni, intende compensare la perdita di personalità di spessore in favore di Europa Plus con candidature di peso, tra cui quella probabile del Segretario Nazionale, Leszek Miller.

In anticipo rispetto ad Europa Plus, SLD, durante il suo Congresso Nazionale ha sostenuto la candidatura alla Commissione Europea del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ed ha promesso impegno in Europa ed in Polonia per l’abbattimento del costo dei medicinali per i ceti meno abbienti, una riforma previdenziale nel segno dell’equità, e la moltiplicazione dei Voivodati per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.

Per SLD, Nel Collegio della Masovia potrebbe essere candidato il giovane ex-Segretario Grzegorz Napieralski -anche ex-Candidato alla presidenza nel 2010- mentre negli altre Regioni potrebbero essere collocati militanti di lunga tradizione SLD, come Joanna Senyszyn, Boguslaw Liberadzki e l’ex-Ministro dell’Agricoltura, nonché esponente della Commissione Europea e già Capogruppo in Parlamento, Wojciech Olejniczak.

Cristiano Democratici e Conservatori in testa nelle consultazioni elettorali

Data per favorita nonostante la perdita di consensi è la cristiano democratica Piattaforma Civica -PO- che per il collegio della Masovia sta optando per l’ex-Ministro della Digitalizzazione, Michal Boni, e per l’Europarlamentare uscente Dariusz Rosati, mentre per vincere la concorrenza del partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS sarebbero da nominare le candidature dell’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, e dell’ex-Ministro dello Sport, Johanna Mucha: convinti dal Premier polacco, Donald Tusk, in persona.

Proprio PiS per il collegio della Masovia starebbe pensando al tecnico Piotr Glinski -capace di attirare gli elettori di centro in una delle roccaforti della PO- e ad altri esponenti fedeli alla linea del Capo di Diritto e Giustizia, Jaroslaw Kaczynski, come l’ex-Ministro degli Esteri Anna Fotyga, l’Europarlamentare Ryszard Legutko e il Segretario Generale del sindacato Solidarnosc Andrzej Duda, che potrebbe correre in Malopolska per contrastare Zbigniew Ziobro: conservatore fuoriuscito per creare il suo Partito Polonia Solidale -SP.

Altre candidature importanti sono quelle dell’europarlamentare uscente Pawel Kowal per il nuovo creato Partito conservatore Polonia Razem -PR, nato dalla scissione di Jaroslaw Gowin dalla Piattaforma Civica- dell’altro ex-PiS Marek Migalski, e quella di Jaroslaw Kalinowski per il partito contadino PSL.

Secondo i sondaggi di Novembre, PiS -che nel Parlamento Europeo appartiene al gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, sarebbe supportato dal 25%, la PO -che governa con PSL e che, così come il Partito contadino, appartiene al Partito Popolare Europeo- sarebbe votata dal 24%, SLD -che appartiene al gruppo S&D, come Europa Plus- dal 10%. A seguire, PSL otterrebbe il 7%, mentre Europa Plus il 3%.

Matteo Cazzulani

IN POLONIA È INIZIATA LA CAMPAGNA PER LE ELEZIONI EUROPEE

Posted in Polonia by matteocazzulani on December 16, 2013

Il Partito cristianodemocratico Piattaforma Civica -PO- propone una Polonia più forte in Europa, mentre i socialdemocratici della SLD candidano il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, alla Presidenza della Commissione Europea. I conservatori di Diritto e Giustizia -PiS- vanno invece in piazza per proporre un’Europa delle Nazioni.

Non solo Partito Democratico, Nuovo Centro Destra e Lega Nord in Italia, anche in Polonia il week end che si è appena concluso è stato tempo di Congressi. Nella giornata di sabato, 14 Dicembre, il Partito cristianodemocratico Piattaforma Civica -PO- ha celebrato la Sua Assemblea Nazionale per il rinnovo dei quadri dirigenti dopo un ciclo che ha visto Primarie per l’elezione del Segretario, vinte dal Premier, Donald Tusk, e Congressi Locali per l’elezione dei Segretari provinciali e regionali.

Durante il suo discorso, il Premier Tusk ha ricordato i successi ottenuti dalla PO durante gli ultimi sei anni passati al Governo, ed ha sottolineato come, per evitare una crisi più profonda nei prossimi anni, sarà necessaria una politica di sviluppo collegata alla disciplina di bilancio.

Dopo avere sottolineato la grande prova di democrazia data con le primarie e i Congressi locali dalla PO, il Premier Tusk ha dichiarato la necessità di prestare più attenzione all’istruzione per favorire innovazione nel mercato del lavoro e, di conseguenza, favorire occupazione di alto livello.

Oltre alla valorizzazione delle donne, con la nomina a Vicesegretario del Partito del Maresciallo della Camera Bassa del Parlamento, Ewa Kopacz, l’Assemblea Nazionale PO è stata l’occasione per il lancio della campagna elettorale per le Elezioni Europee.

“Dobbiamo trovare almeno cinque persone competenti come Martin Schulz che rafforzino la posizione della Polonia in Europa” ha dichiarato Tusk, aprendo de facto ad una candidatura alla Presidenza della Commissione Europea dell’attuale Presidente del Parlamento Europeo, che è già stato candidato dal Partito Socialista Europeo.

A rendere importanti le dichiarazioni di Tusk di sostegno -seppur indiretto- alla candidatura di Martin Schulz è l’appartenenza della PO al Partito Popolare Europeo: forza politica alla quale appartengono alcuni Partiti cristianodemocratici europei come, tra gli altri, la CDU del Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che è ancora in cerca di un suo pretendente alla più alta carica UE.

Proprio Schulz ha preso parte nella medesima giornata alla Convenzione Nazionale del Partito socialdemocratico SLD, che, oltre ad avere nominato il Presidente del Parlamento Europeo suo candidato alla Presidenza della Commissione Europea come tutti le forze partitiche che appartengono al PSE, ha esposto le linee guida per la Polonia e l’Europa.

Come dichiarato dal Segretario del SLD, Leszek Miller, i socialdemocratici supportano anche l’incremento delle pensioni, l’abbattimento dell’età previdenziale -ad oggi fissata a 61 anni- incentivi per i medicinali per i meno abbienti, e una riforma dell’assetto amministrativo con la moltiplicazione dei Voivodati -Regioni- a 49, per meglio recepire le esigenze del territorio.

In contemporanea agli eventi di PO ed SLD, anche il Partito conservatore Polonia Solidale -SP- e il neonato Partito liberal-conservatore Polonia Insieme -PR, creata dal candidato sconfitto dal Premier Tusk nelle Primarie PO, Jaroslaw Gowin- hanno celebrato le loro Assemblee Nazionali, mentre il Partito liberal-radicale Tuo Movimento -TR- ha celebrato il suo congresso la settimana precedente.

Differente la scelta del principale Partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia -PiS- che per lanciare la campagna europea ai congressi e alle primarie ha preferito la piazza, con una dimostrazione in ricordo della proclamazione dello Stato di Guerra nel 1981.

Come dichiarato dal Capo di PiS, Jaroslaw Kaczynski, la Polonia soffre diritti calpestati per i lavoratori, un sistema sanitario che non cura realmente chi si trova nel momento del bisogno, paghe troppo basse, e, nel complesso, una società ingiusta che va ristrutturata ripartendo dalla solidarietà nazionale.

Sulle questioni internazionali, Kaczynski, Capo di uno dei Partiti più critici nei confronti dell’Europa che appartiene al Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei -insieme, tra gli altri, ai Tory inglesi- ha proposto una nuova Europa in cui la Polonia abbia una dimensione più autonoma e sovrana rispetto alle tendenze integrazioniste sostenute da PO ed SLD.

Malgrado le differenze in politica interna, i Partiti polacchi hanno l’occasione di trovare una posizione comune in sostegno dell’integrazione dell’Ucraina in Unione Europea durante una Tavola Rotonda che il Premier Tusk ha dichiarato di volere convocare in collaborazione con il Presidente Bronislaw Komorowski.

Una competizione aperta

A motivare il lancio della campagna elettorale europea è stato anche l’ultimo sondaggio, che da PO e PiS appollaiati al 22%, seguiti da un forte SLD con il 10%.

Quarto, con il 6%, si classificherebbe il Partito Contadino PSL, che governa in coalizione con la PO e che, così come i partner di maggioranza, appartiene al PPE nonostante alcuni orientamenti tipici di una forza di sinistra.

Quinto, con il 3%, il TR: movimento formato da fuoriusciti dal SLD e dalla PO che ha avviato trattative per appartenere al Partito Liberale Europeo e al PSE.

Matteo Cazzulani