LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La TAP si rafforza con un rimpasto

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 1, 2014

La compagnia spagnola Enagas entra nel consorzio per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico, mentre la belga Fluxys incrementa le sue quote. La francese Total e la tedesca E.On lasciano il progetto sostenuto dall’Unione Europea

Via tedeschi e francesi, dentro gli spagnoli e più spazio ai belgi. Nella giornata di lunedì, 29 Settembre, la compagnia energetica spagnola Enagas è entrata nel consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- un’infrastruttura supportata dall’Unione Europea per veicolare gas dell’Azerbaijan dalla Grecia in Italia meridionale tramite l’Albania.

Come riportato da una nota ufficiale del consorzio, oltre all’ingresso della Enagas, che ha rilevato il 16% delle azioni TAP, la compagnia energetica del Belgio Fluxys ha incrementato le sue quote all’interno del gasdotto, passando dal 16% al 19%.

Nessun cambiamento, invece, tra i vertici: il colosso britannico British Petroleum, quello azero SOCAR e quello norvegese Statoil mantengono il 20% ciascuno delle azioni della TAP, mentre la compagnia svizzera AXPO ha confermato il suo 5%.

L’ingresso di Enagas, è motivato dalla richiesta di nuovi partner all’interno del consorzio espressa a più riprese dall’UE, che vede nella presenza di un alto numero di aziende economicamente e politicamente forti una sicurezza per l’adeguata realizzazione di un gasdotto ritenuto fondamentale per la sicurezza energetica europea.

“La Enagas è una compagnia con un’indubbia esperienza mondiale nella realizzazione di gasdotti anche a lungo chilometraggio sia in Europa che in Sud America: la sua presenza ci aiuta a rendere la TAP un vero e proprio progetto europeo anche sul lato della qualità” ha dichiarato il Direttore Manageriale del gasdotto, Kjetil Tungland.

Oltre a rafforzare la TAP con l’ingresso di nuovi membri di alta esperienza, l’ingresso di Enagas serve a tamponare la fuoriuscita dal consorzio della compagnia tedesca E.On e della francese Total, che hanno venduto le quote finora possedute nel gasdotto.

La notizia del disimpegno di E.On e Total è stata già nell’aria fin dallo scorso Luglio, quando, come riportato dalla Reuters, le due compagnie hanno avvisato i partner del consorzio della loro intenzione di abbandonare il progetto.

Come più tardi confermato dal Financial Times, la Total, ritenendo sconvenienti i progetti, ha anche rinunciato alle sue quote sia nel Shakh Deniz -il giacimento da cui proviene il gas veicolato dalla TAP- che nel Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- infrastruttura che veicola il carburante dall’Azerbaijan alla TAP.

Il gasdotto sostenuto dai moderati

Lunga circa 870 chilometri, con una portata media di 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, la TAP, assieme alla TANAP, è parte del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito dall’Unione Europea per diversificare le forniture di gas dei Paesi membri, che ad oggi sono fortemente dipendenti da un numero limitato di fornitori come Russia ed Algeria, Paesi che spesso si avvalgono dell’energia come mezzo di ricatto geopolitico.

Parte del Corridoio Meridionale sono anche le diramazioni della TAP previste per veicolare il gas dell’Azerbaijan anche in Europa Centrale e nei Balcani: il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- è concepito per trasportare il carburante azero dall’Albania a Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia -e, successivamente, in Ungheria, Slovacchia e Polonia- mentre l’Interconnettore Grecia-Bulgaria potrà essere poi prolungato anche a Romania e Moldova.

La TAP è un progetto di fondamentale importanza sopratutto per l’Italia, che grazie alla sua realizzazione è destinata a diventare l’hub europeo del gas azero: una posizione che, da un lato, incrementa il peso politico del nostro Paese in Europa e, dall’altro, crea nuovi posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica.

La realizzazione della TAP, fortemente voluta dai Governi Renzi e Letta, e prima ancora da quello Monti, è stata sostenuta in Parlamento da Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Socialisti, che hanno evidenziato l’importanza di un’infrastruttura che crea occupazione e incrementa la sicurezza energetica del nostro Paese.

Contrari alla TAP, invece, si sono schierati Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sinistra-Ecologia-Libertà, parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia: forze populiste ed ‘estremiste’ che alla TAP sembrano preferire il Southstream.

Questo gasdotto, il Southstream, è concepito dal Presidente russo, Vladimir Putin, per intralciare la TAP ed incrementare la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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TAP VINCE SU NABUCCO: SCONFITTA L’UNIONE EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 29, 2013

La British Petroleum conferma la scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa. Tramonta il gasdotto dalla verdiana denominazione e la politica energetica comune dell’UE

Una sconfitta politica senza se e senza ma che testimonia un’amara realtà: l’Unione Europea è incapace di avere una politica energetica comune, e nell’Europa Centro-Orientale a comandare sul piano del gas sarà sempre la Russia, salvo intervento USA.

Nella giornata di venerdì, 28 Giugno, una nota del colosso energetico britannico British Petroleum ha confermato la scelta del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- come unica conduttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è sostenuta politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania e Grecia.

La presenza tra i soci del Gasdotto Trans Adriatico della compagnia svizzera AXPO, della tedesca E.On, e della belga Fluxys -che controlla il sistema di condutture tra Svizzera e Germania, Belgio e Gran Bretagna, e Belgio ed Olanda- permette inoltre alla TAP di servire di gas azero i mercati energetici dei Paesi dell’Europa Nord-Occidentale.

Inoltre, un accordo per la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAT- partendo dal tratto della TAP in Albania permetterà di inviare 5 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Croazia tramite Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Infine, l’espansione nei Balcani è garantita dalla realizzazione dell’Interconnettore Bulgaria Grecia -IBG- che consentirà al gas azero del Gasdotto Trans Adriatico di raggiungere anche il territorio bulgaro.

Ad illustrare la validità della TAP sono le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP, Kjetl Tungland, che ha evidenziato come il Gasdotto Trans Adriatico sia la migliore modalità per rifornire di gas dell’Azerbaijan i mercati dell’Europa Nord-Occidentale.

Proprio nelle dichiarazioni di Tungland sta la ratio del perché la scelta della TAP è una sconfitta geopolitica per l’Unione Europea, che, seppur non ufficialmente, ha sempre sostenuto il progetto rivale al Gasdotto Trans Adriatico, il Nabucco.

Questa infrastruttura è stata concepita per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, con possibili ampliamenti in Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Il Nabucco avrebbe quindi garantito la diversificazione delle forniture di gas per i Paesi dell’Europa Centro-Orientale, che sono fortemente dipendenti dalle forniture di gas della Russia.

Per questo, il gasdotto dalla verdiana denominazione è stato supportato politicamente dai Governi di Austria, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca.

Nello specifico, l’Austria dipende da Mosca per il 52% del proprio fabbisogno, Polonia, Repubblica Ceca e Romania per circa l’82%, mentre Bulgaria, Slovacchia ed Ungheria per il 99%.

Perdono l’Europa Centro-Orientale e quella Meridionale, Italia inclusa

Con la scelta della TAP come unica infrastruttura per il trasporto del gas azero in Europa, e, sopratutto, con il tramonto definitivo del progetto Nabucco, l’Europa Centro-Orientale resta fortemente dipendente dalla Russia.

Inoltre, il progetto di diversificazione delle forniture di gas in funzione anti-russa, progettato dalla Commissione Europea, è stato calpestato dagli interessi meramente economici di colossi dell’energia come la British Petroleum.

Oltre che all’Europa Centro Orientale, poco da sorridere resta anche all’Europa Meridionale, che dalla scelta della TAP potrebbe rimanere solo apparentemente favorita.

Le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP lasciano comprendere la reale intenzione del Gasdotto Trans Adriatico di rifornire i mercati dell’Europa Nord-Occidentale, utilizzando i Paesi meridionali -Grecia, Albania e Italia- come meri stati di transito.

La realizzazione di tale scanario sarebbe devastante per l’Italia, che deve avvalersi dei rifornimenti di gas azero per diversificare ulteriormente le forniture di oro blu che, ad oggi, lega il BelPaese unicamente a Russia ed Algeria.

L’assenza di compagnie italiane tra i soci della TAP -che, oltre che dalla tedesca E.On, dalla svizzera AXPO e dalla belga Fluxys è compartecipata anche dal colosso norvegese Statoil- permette di speculare su tale scenario.

Se così fosse, l’Italia perderebbe un’occasione importante per diversificare le forniture di gas dal monopolio di Russia ed Algeria, e, così come l’Unione Europea e l’Europa Centro-Orientale, uscirebbe sconfitta dalla selezione della TAP come unico gasdotto per il trasporto dell’oro blu azero.

Lo Shale di Obama è l’ultima speranza

Dopo il tramonto definitivo del Nabucco, ai Paesi europei che dipendono fortemente dalla Russia non resta che puntare sul gas liquefatto.

L’assunzione del gas liquefatto come alternativa al monopolio energetico della Russia, confermato dalla sconfitta del Nabucco, è stata sostenuta su Twitter dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski,che ha sottolineato l’importanza per la Polonia di accelerare la realizzazione del rigassificatore di Swinoujscie.

La realizzazione massiccia di rigassificatori, progettata dalla Commissione Europea, permette l’importazione di gas liquefatto da Qatar, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Grazie allo sfruttamento dei giacimenti di Shale, gli USA sono diventati il primo produttore di gas al Mondo e, ora, supportano l’avvio delle esportazioni di LNG in Europa.

Forse, ancora una volta nella storia l’Europa potrà essere aiutata solo dagli USA a vincere una battaglia geopolitica, come l’ottenimento di una seria e cospicua diversificazione delle forniture di gas.

Matteo Cazzulani

LA TAP SI RAFFORZA CON LA FLUXYS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 18, 2013

La compagnia energetica belga intenzionata a rilevare quote nel Gasdotto Trans Adriatico. Sempre più serrata la concorrenza col Nabucco per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Un ingresso importante per la realizzazione di un’infrastruttura per la sicurezza energetica europea. Nella giornata di lunedì, 17 Giugno, la compagnia energetica belga Fluxys ha dichiarato l’imenzione di rilevare quote nel Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come riportato da una nota ufficiale del consorzio TAP, la Fluxys intende compartecipare al Gasdotto Trans Adriatico dal momento in cui la conduttura Sara selezionata dal colosso azero SOCAR per veicolare in Europa il gas proveniente dall’Azerbaijan.

La Fluxys già controlla la realizzazione del rigassificatore di Dunkirk, in Francia, possiede il gasdotto BBL -che unisce la Gran Bretagna al continente europeo- il NELe il TEMP in Germania, la conduttura Transitgas in Svizzera, e collabora con SNAM Rete Gas nel settore della distribuzione di energia.

Come dichiarato dal Direttore Esecutivo della Fluxys, Walter Peerarer, l’ingresso della compagnia belga consente al Gasdotto Trans Adriatico di espandere la diffusione del gas azero in Europa Occidentale e Settentrionale.

Della medesima opinione è il Direttore Esecutivo della TAP, Kjetil Tungland, che ha sottolineato come la presenza della Fluxys consenta il controllo di altri mercati dell’Europa Occidentale oltre all’Italia.

La TAP è concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia dal confine greco-turco attraverso l’Albania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, mentre politicamente è supportato dai Governi di Italia, Svizzera, Albania, Grecia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Montenegro.

La forza del Nabucco

Gasdotto rivale della TAP per veicolare in UE gas dall’Azerbaijan è il Nabucco, pianificato per condurre 30 Miliardi di metri cubi di oro blu all’anno in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Paesi fortemente dipendenti dalle importazioni di gas dalla Russia, come Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Supportato politicamente da Austria, Turchia, Romania, Bulgaria, Polonia, Slovacchia ed Ungheria, il Nabucco è compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dalla ungherese MOL, dalla bulgara BEH, dalla francese Suez Gaz de France, e dall’ungherese MSSZ.

Matteo Cazzulani

LA TAP AFFIDA LA FINANZA AI FRANCESI

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 21, 2013

Il consorzio deputato alla costruzione del Gasdotto Trans Adriatico nomina la Société Générale come consulente finanziario della conduttura. La decisione da slancio ad un’infrastruttura necessaria per la sicurezza energetica dell’Unione Europea e dell’Italia

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

La TAP sarà un gasdotto voluto dall’Europa, che parla italiano, greco e albanese, sostenuto da svizzeri, norvegesi e tedeschi, e amministrato da francesi. Nella giornata di martedì, 19 Marzo, il consorzio del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha affidato la consulenza finanziaria dell’infrastruttura al colosso bancario francese Société Générale.

La banca transalpina, ritenuta dall’Infrastructure Journal la prima compagnia di consulenza al Mondo nel settore del greggio e del gas nel 2010 e nel 2012, sarà incaricata di curare l’elaborazione di progetto di investimento per attrarre il sostegno delle banche e, così, garantire la realizzazione della TAP.

Per la Société Générale non è la prima nomina a consulente finanziario di un gasdotto internazionale, dal momento in cui il colosso bancario francese ha già gestito la realizzazione del Nordstream.

Questa conduttura è stata realizzata dalla Russia nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare 55 miliardi di metri cubi di gas direttamente in Germania, bypassare Polonia e Paesi Baltici e, nel contempo, contrastare la creazione di un’unica politica energetica dell’UE.

Come riportato da una nota del consorzio del Gasdotto Trans Adriatico, la scelta della Société Générale è stata condivisa da tutti i soci della conduttura: il colosso norvegese Statoil, la compagnia svizzera AXPO, e quella tedesca E.On.

A dare il sostegno alla designazione della banca francese sono stati anche il colosso azero SOCAR, quello britannico British Petroleum, e la compagnia francese Total, che possiedono un’opzione sul 50% delle azioni complessive del Gasdotto Trans Adriatico.

Soddisfazione per l’operazione è stata espressa dal Direttore Generale della TAP, Kjetl Tungland, che ha evidenziato come l’ingresso nel progetto della banca francese confermi il prosieguo della realizzazione di un gasdotto necessario per la sicurezza energetica europea.

Il Gasdotto Trans Adriatico è progettato per veicolare in Italia, nel Salento, 21 Miliardi di metri cubi di gas all’anno proveniente dall’Azerbaijan, dalla Grecia attraverso l’Albania.

Sostenuta dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera, la TAP è concepita per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di gas della Russia e dell’Algeria, che insieme coprono circa l’80% del fabbisogno complessivo dell’Europa.

La realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico consente all’Italia di diventare l’hub europeo per la distribuzione del gas dell’Azerbaijan e, così, rafforzare il proprio peso geopolitico all’interno dell’UE.

La realizzazione della TAP permette inoltre un abbassamento dei costi della bolletta per la popolazione e le PMI mediante l’implementazione della concorrenza.

Infine, la realizzazione dell’infrastruttura consente per l’Italia anche la creazione di posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica e sociale.

Anche la Croazia coinvolta dalla TAP

Oltre ai Governi italiano, svizzero, greco e albanese, la TAP ha riscosso l’interesse anche da parte della Croazia, che è coinvolta nella progettazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP.

Questa conduttura è concepita per veicolare nella città croata di Spalato dall’Albania attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina 5 miliardi di metri cubi all’anno del gas proveniente dall’Azerbaijan trasportato dalla TAP in Europa.

Se realizzato, il Gasdotto Ionico Adriatico permetterà alla TAP di coinvolgere anche un nuovo Stato membro dell’Unione Europea.

Così, la IAP darà ancor più peso al Gasdotto Trans Adriatico in chiave politica ed economica.

Matteo Cazzulani

GAS: SOCAR, BRITISH PETROLEUM E TOTAL CON UN PIEDE NELLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 23, 2013

Gli enti investitori del giacimento Shakh Deniz ottengono un’opzione per il 50% delle azioni del Gasdotto Trans Adriatico. Si rafforza la posizione di un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza energetica dell’Italia

L'itinerario della TAP

L’itinerario della TAP

Si allarga e si rafforza la platea degli investitori che vuole puntare sull’Italia per rifornire l’Unione Europea di gas proveniente dall’Azerbaijan. Nella giornata di martedì, 22 Gennaio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – ha firmato un accordo per la cessione del 50% delle azioni della conduttura agli enti investitori del giacimento azero Shakh Deniz: il colosso azero SOCAR, quello britannico British Petroleum, e la compagnia francese Total.

Come riportato da una nota della TAP, l’accordo prevede il riconoscimento da parte del consorzio del Gasdotto Trans Adriatico di una clausola che SOCAR, British Petroleum e Total possono esercitare nel futuro, secondo tempistiche e modi a loro discrezione.

Il Capo del consorzio TAP, Kjetl Tungland ha commentato l’accordo come un ulteriore passo in avanti per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico, poiché ne è uscita rafforzata la cooperazione con gli enti investitori del giacimento Shakh Deniz, da cui proverrà il gas trasportato in Europa dalla conduttura.

La TAP è un’infrastruttura concepita per trasportare 21 Miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia fino in Italia attraverso l’Albania.

Compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e da quella tedesca E.On, il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto politicamente dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera.

Per l’Italia, la TAP rappresenta un’infrastruttura di interesse nazionale. Il Gasdotto Trans Adriatico rende infatti l’Italia l’hub in Europa per la distribuzione del gas proveniente dall’Azerbaijan, favorisce la diversificazione delle forniture di energia per l’economia italiana – con un evidente ribasso della bolletta per industrie e privati cittadini – e crea posti di lavoro in un Paese particolarmente colpito dalla crisi economica e sociale.

La TAP rappresenta un’infrastruttura di interesse strategico anche per l’Unione Europea, in quanto aiuta a diversificare le forniture di gas e a diminuire la dipendenza dalla Russia, che ad oggi, con le sue esportazioni, copre il 40% del fabbisogno dell’Europa.

Particolare interesse nella realizzazione dell’accordo proviene anche dall’Azerbaijan, che vede nell’Europa un mercato importante ove collocare le esportazioni di gas.

Il GasdottoTrans Adriatico rappresenta infatti l’ultimo tratto del tragitto per il trasporto in Europa Occidentale del carburante azero, che, una volta estratto dal giacimento Shakh Deniz, passa dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia tramite il Gasdotto del Caucaso Sud Est, ed attraversa tutto il territorio turco per mezzo del Gasdotto Trans Anatolico – TANAP.

Anche il Nabucco offre la metà delle azioni agli investitori del giacimento Shakh Deniz

A concorrere con la TAP per il trasporto del gas dell’Azerbaijan è il Nabucco: gasdotto sostenuto da Commissione Europea, Austria, Romania, Bulgaria, Polonia e Turchia per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla regione turca occidentale fino al terminale austriaco di Baumgarten attraverso il territorio bulgaro, romeno ed ungherese.

Così come fatto dal consorzio del Gasdotto Trans Adriatico, venerdì, 18 Gennaio, anche il Nabucco ha garantito agli enti investitori del giacimento Shakh Deniz l’opzione per rilevare il 50% delle azioni dell’infrastruttura, ad oggi possedute dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara BEH.

Come dichiarato dal Direttore Generale del Nabucco, Reinhard Mitschek, l’eventuale ingresso tra gli azionisti del Nabucco di SOCAR, British Petroleum e Total consente di compensare la fuoriuscita dal consorzio deputato alla realizzazione del gasdotto dalla verdiana denominazione della compagnia ungherese MOL e di quella tedesca RWE.

Matteo Cazzulani

TAP: UFFICIALIZZATO IL SUPPORTO POLITICO DI ITALIA, GRECIA E ALBANIA

Posted in Guerra del gas, Unione Europea by matteocazzulani on September 29, 2012

Firmato a New York, a margine della sessione plenaria dell’ONU, un memorandum tra i governi italiano, greco e albanese per il sostegno al Gasdotto Transadriatico: conduttura progettata dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas per il Vecchio Continente. E’ la prima volta che il Belpaese compie un passo concreto in armonia con le iniziative di Bruxelles in ambito energetico.

Il progetto della TAP

Quello avvenuto a New York a margine del vertice ONU potrebbe essere un fatto di rilevante importanza destinato a modificare la politica energetica italiana ed europea. Nella serata di giovedì, 27 Settembre, i Governi di Italia, Grecia, ed Albania hanno siglato un memorandum per il sostegno politico al Gasdotto Transadriatico – TAP.

Questa infrastruttura è progettata nell’ambito del piano di diversificazione delle forniture di gas varato dalla Commissione Europea per trasportare carburante dall’Azerbajzhan in Europa, senza più dipendere da infrastrutture controllate dalla Russia: Paese che, sopratutto nella parte Centro-Orientale del Vecchio Continente, detiene il monopolio nella compravendita di oro blu.

Come riportato da una nota ufficiale, alla dichiarazione di New York i tre Governi faranno seguire iniziative in ambito istituzionale per garantire la realizzazione della TAP entro i prossimi mesi.

“Sono grato ai Governi di Italia, Grecia e Albania per l’appoggio politico – ha dichiarato il Capo della TAP, Kjetl Tungland – il Gasdotto Transadriatico è un progetto sempre più robusto, dopo l’ottenimento dell’accordo per lo sfruttamento dei giacimenti azeri e l’espressione di interesse nei nostri confronti da parte dei colossi energetici British Petroleum, SOCAR e Total”.

Apprezzamento per la dichiarazione di sostegno politico di Italia, Grecia e Albania è stata espressa anche dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, che ha definito il fatto come un passo in avanti che permette all’Europa di facilitare l’accesso ai giacimenti di gas dell’Azerbajdzhan.

Con la capienza di 20 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, e una lunghezza di 800 chilometri – dalla località greca di Komotini a San Foca, in Puglia – la TAP è compartecipata per il 42% dal colosso norvegese Statoil e dalla compagnia svizzera EGL, e, per il restante 15%, dalla tedesca E.On.

Oltre che dalla Britush Petroleum, dalla SOCAR e dalla Total, interesse a compartecipare al progetto è stato espresso dalla compagnia greca DEPA e da quella italiana Enel.

Il sostegno italiano al Gasdotto Transadriatico rappresenta una svolta nella politica energetica del Belpaese, che finora ha contrastato le iniziative della Commissione Europea, preferendo sostenere il Southstream.

Noto anche come Gasdotto ortodosso, il Southstream è progettato dalla Russia per rifornire l’Europa Sud-Occidentale di gas russo, isolando Paesi dell’Europa Centrale politicamente invisi al Cremlino – come Romania e Polonia – e vanificando i tentativi di Bruxelles di accedere in misura autonoma da Mosca a fonti di oro blu alternative.

Nonostante il sostegno del Governo alla TAP, per l’Italia resta ancora da chiarire la posizione del colosso nazionale ENI. Il Cane a Sei Zampe possiede il 20% delle azioni del Southstream, ed è uno dei più solidi partner in Europa del monopolista russo Gazprom – posseduto per il 50% dal Cremlino.

Tuttavia, la realizzazione del Gasdotto Transadriatico potrebbe permettere alla Penisola Italiana di affermarsi come il principale – e unico – hub per l’importazione e la distribuzione in Europa del gas del Bacino del Caspio: una possibilità che, oltre che a Roma, potrebbe fare gola anche a San Donato Milanese.

La TAP tra Nabucco e Southstream

Forte del sostegno di Italia, Grecia e Albania, la TAP si trova ora a vincere non solo la concorrenza del Souhstream, ma anche quella tutta interna all’Unione Europea con il Nabucco: conduttura concepita per trasportare il gas azero dalla Turchia fino al terminale austriaco di Baumgarten attraverso Romania ed Ungheria.

Il gasdotto dalla verdiana denominazione è sostenuto politicamente dalla Commissione Europea e dai Paesi del Quartetto di Vysehrad – Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – e, sul piano economico, è compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, e dalla tedesca RWE.

Quale conduttura tra la TAP e il Nabucco sarà scelta per trasportare in Europa il gas dell’Azerbajdzhan sarà noto in seguito alla decisione del consorzio che controlla il giacimento Shakh-Deniz, da cui l’UE potrà importare 16 Miliardi di metri cubi di oro blu all’anno.

Nel febbraio 2010, la Commissione Europea ha stretto con Baku un pre-accordo per lo sfruttamento dello Shakh-Deniz e, nel Settembre 2012, Bruxelles ha ottenuto anche la volontà del Turkmenistan di contribuire alle forniture di oro blu per il Vecchio Continente.

Matteo Cazzulani