LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Primarie USA: Clinton verso la nomination, Trump impatta con Kasich in Ohio

Posted in USA by matteocazzulani on March 16, 2016

L’ex-Segretario di Stato stravince contro il senatore socialista Bennie Sanders tra i democratici. Il miliardario populista di New York elimina il moderato Rubio, ma potrebbe non avere la maggioranza aritmetica dei delegati per assicurarsi la nomination



Per l’Europa si mette bene sul fronte democratico, non troppo su quello repubblicano. Questo è il risultato delle primarie di martedì, 15 Marzo, giornata nella quale i candidati alla successione al Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, si sono fronteggiati in cinque importanti Stati, portando a risultati che presentano un quadro abbastanza definito.

Principale stato per numero di delegati assegnati è la Florida. Qui tra i democratici ha vinto l’ex-Segretario di Stato, la moderata Hillary Clinton con il 64% dei consensi, staccando il Senatore socialista del Vermont Bennie Sanders con il 33%. Nel campo repubblicano, il miliardario populista Donald Trump ha surclassato, con il 45%, il Senatore moderato Marco Rubio, fermo al 27% e pronto a sospendere la sua corsa alla nomination dopo la sconfitta.

Risultato simile è stato registrato in Illinois, dove, tra i democratici, Hillary Clinton ha superato Sanders con il 26% contro il 25%: una differenza minima dovuta all’appoggio che il controverso sindaco di Chicago, Rahm Emanuel, ha dato all’ex-Segretario di Stato. Tra i repubblicani, Trump ha ottenuto il 20% ottenendo, come in Florida, tutti i delegati della contesa.

In Ohio, Hillary Clinton ha sconfitto Sanders con il 56% contro il 42%, mentre tra i repubblicani ha vinto il Governatore di questo stato, John Kasich, capace di staccare Trump con un 47% e di prendere tutti i delegati in palio nella contesa.

Hillary Clinton e Donald Trump hanno vinto anche in North Carolina rispettivamente con il 54% e con il 40%, staccando Sanders con il 40% e il senatore conservatore del Texas Ted Cruz con il 36%. 

Aperta, com un testa a testa, resta la corsa in Missouri, dove Sanders e Trump hanno un lieve vantaggio su Clinton e Cruz.


Benino la vittoria di Clinton, non bene la sconfitta di Rubio

Sul piano democratico, i risultati danno a Hillary Clinton la certezza politica, anche se non aritmetica, della nomination del suo Partito. La vittoria di Hillary Clinton, che si presenta come continuatrice della politica di Obama con alcuni accorgimenti, come un maggiore impegno sul piano internazionale in sostegno della democrazia e della libertà, è una notizia tutto sommato positiva per l’Europa.

Hillary Clinton propone infatti il mantenimento di un’alta percentuale di esportazione di energia dagli Stati Uniti verso i mercati Esteri: una misura della quale l’Europa trarrebbe beneficio per diversificare le forniture di gas e rafforzare la sicurezza nazionale dei suoi Stati membri così facendo.

Sul piano repubblicano, Donald Trump ha un enorme vantaggio su Cruz in termine di delegati assicurati, anche se, con la vittoria di Kasich in Ohio, il magnate populista di New York potrebbe non ottenere la maggioranza dei voti necessaria per assicurarsi la nomination aritmetica alla fine delle primarie.

Trump, che propone una retorica fortemente anti-immigrazione ed isolazionista, proponendo di lasciare l’Europa sola a se stessa e di instaurare una collaborazione con la Russia di Putin per sconfiggere l’ISIL e contrastare la Cina, rappresenta il prototipo di candidato che danneggerebbe l’Unione Europea sullo scenario internazionale.

Sul piano repubblicano, il candidato che più ha rappresentato una visione matura degli USA, proponendo supporto politico e militare all’Europa Centro Orientale, rafforzamento della NATO e dell’impegno degli Stati Uniti contro regimi autoritari illiberali, è Marco Rubio.

Con la sconfitta nel suo stato di origine, la Florida, Rubio ha tuttavia abbandonato la corsa alla Casa Bianca, lasciando che gli europei ripongano le loro speranze in Clinton, Cruz e Kasich.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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Primarie USA. In Iowa vincono Cruz e Clinton: flop Trump, bene Rubio

Posted in USA by matteocazzulani on February 2, 2016

Tra i repubblicani, il Senatore conservatore del Texas supera a sorpresa il milionario anti-establishment di New York. Buono il risultato del Senatore della Florida, che arriva a pochi punti percentuali da Trump. Pareggio, che favorisce l’ex-Segretario di Stato, tra i democratici

Edit

Uno stato agricolo di circa 3 Milioni di cittadini non è forse una cartina di tornasole delle politica degli Stati Uniti, ma, come storicamente dimostrato, può dettare importanti trend politici destinati a cambiare il Paese. Nella giornata di lunedì, Primo Febbraio, il Senatore del Texas Ted Cruz ha vinto le primarie repubblicane in Iowa, superando, con il 27%, il miliardario di New York Donald Trump, secondo con il 24%, e il Senatore della Florida Marco Rubio, terzo con il 23%.

Il risultato, maturato dopo una intensa campagna elettorale, che ha visto Cruz contrastare il mediatico Trump con incessanti visite in tutte le contee dello stato, lascia apertissima una competizione che, in molti, davano già archiviata con Trump come vincitore assoluto.

Invece, oltre a Cruz, vincitore dall’Iowa esce anche il Senatore Marco Rubio, che ha sempre dichiarato di considerare il terzo posto nella consultazione come il suo obiettivo per poi continuare la propria corsa alla nomination del Partito Repubblicano.

La vittoria di Cruz in Iowa rafforza la corsa alla nomination repubblicana dell’esponente conservatore, che ha saputo coniugare tematiche care alle frange conservatrici del Partito Repubblicano, come un forte controllo dell’immigrazione, con idee condivise dai libertari del Tea Party.

In politica estera, Cruz sostiene la necessità di rafforzare la difesa degli alleati USA per contrastare le principali minacce alla sicurezza nazionale statunitense, ISIS, Russia e Cina, ed ha criticato l’interventismo degli scorsi anni in Medio Oriente e Nord Africa che, a suo dire, avrebbe portato ad una maggiore instabilità in regioni calde del pianeta.

Trump, che non si aspettava un risultato così basso, ha riscosso il supporto di quell’elettorato deluso dall’establishment del Partito Repubblicano promettendo l’azzeramento del debito pubblico ed una operazione di “pulizia” della Casa Bianca con molti accenti populistici.

In politica estera, Trump ha individuato nella distruzione dell’ISIL il suo principale scopo in materia di diplomazia, tanto da proporre la messa al bando dei mussulmani nel Paese e lodare a più riprese il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Rubio, che ha trionfato nelle zone urbane dello Stato, è sostenuto dall’elettorato moderato del Partito Repubblicano che condivide una riforma del settore dell’immigrazione che non chiude le frontiere a priori e, nel contempo, prevede una minore presenza dello Stato Federale nella vita dei cittadini rispetto a quanto finora attuato dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Per quanto riguarda gli affari Esteri, Rubio si ispira all’internazionalismo liberale: dottrina che prevede il ruolo attivo degli Stati Uniti nella promozione di Democrazia e Libertà nel mondo come mezzo di garanzia della sicurezza nazionale USA.

Meno partecipata, ma maggiormente sul filo di lana, è stata la competizione nelle primarie del Partito Democratico, dove l’ex-Segretario di Stato Hillary Clinton ha superato di pochissimo il senatore del Vermont, Ben Sanders: ambo i candidati sono, infatti, appaiati al 49%.

La Clinton, che ha dichiarato di intendere continuare la battaglia per estendere diritti per tutti intrapresa dal Presidente Obama, a partire dalla riforma sanitaria, è sostenuta dall’establishment del Partito Democratico e dagli elettori democratici moderati.

Sanders, che siede in Senato come Indipendente, si dichiara invece socialista, ed ha il supporto dell’elettorato più estremo dei democratici e di coloro che non si riconoscono nell’establishment del Partito Democratico.

L’importanza del Caucus di Iowa

Le primarie in Iowa lasciano, dunque, tutti i giochi aperti, ma inviano un chiaro indirizzo politico relativo alla incertezza sul piano repubblicano e alla ledearship quasi sicura della Clinton tra i democratici.

Infatti, le primarie in Iowa, che si svolgono secondo la modalità dei Caucus -assemblee di cittadini che votano dopo un dibattito pubblico nel corso del quale, spesso, il posizionamento di molti partecipanti cambia rispetto alle intenzioni- tendono a premiare i candidati più radicali e meno legati all’establishment.

Così, ad esempio, è stato per i repubblicani nel 2012 con la vittoria di Rick Santorum su Mitt Romney -poi risultato vincitore delle primarie del Partito Repubblicano- e, sopratutto, per i democratici nel 2008 con la vittoria di Barack Obama, che proprio grazie al trionfo nel Caucus di Iowa ha lanciato la sua vittoriosa corsa alla presidenza.

Tenuto conto del dato storico, sul piano del Partito Repubblicano il basso rating di Trump, e il buon risultato di Rubio, lasciano aperta la possibilità per il Senatore della Florida, assieme a Cruz, di insidiare la leadership del miliardario di New York, data per certa dai principali sondaggi.

Tra i democratici, la vittoria della Clinton, seppur di misura, rafforza il margine di vantaggio dell’ex-Segretario di Stato su Sanders, che puntava su una vittoria nel Caucus di Iowa per ripetere quanto Obama, proprio con la Clinton, ha fatto.

Matteo Cazzulani

Analista Politico di tematiche Trans Atlantiche

@MatteoCazzulani