LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: IL SECONDO PROCESSO SARA’ A PORTE CHIUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 21, 2012

Il giudice del Tribunale Kyjivs’kyj di Kharkiv riprese video e fotografiche durante il procedimento giudiziario a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, che sarà obbligata presentarsi in aula nonostante le precarie condizioni di salute. Trapelata la notizia del trasferimento dell’ex-Primo Ministro dal carcere in ospedale

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

I giornalisti sono ammessi, ma senza telecamere e macchine fotografiche. Nella giornata di venerdì, 20 Aprile, nel corso della seconda seduta del processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è imputata per evasione fiscale e sottrazione indebita di danaro statale durante la presidenza del colosso energetico JEESU, il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha respinto tutte le richieste della difesa.

Nello specifico, il magistrato ha negato la trasmissione video e la documentazione tramite fotografie del processo, motivando tale decisione con il possibile inquinamento delle deposizioni che sarebbe originato dalla possibilità per ogni testimone di prendere atto di quanto deposto da chi lo ha preceduto.

Inoltre, Sadovs’kyj ha rigettato la domanda di trasferire il processo dalla Corte Kyjivs’ka di Kharkiv al Tribunale Podils’kyj di Kyiv, a cui, secondo la difesa, spetta la giurisdizione territoriale. Infine, il giudice ha stabilito che entro la seduta successivadovrà essere redatto un verbale per accertare la condizione fisica della Tymoshenko, così da garantire la presenza dell’imputata in aula per la conduzione del procedimento.

“Non è escluso che porteremo la Tymoshenko in aula addirittura in barella – ha dichiarato uno degli esponenti della Pubblica Accusa, il Procuratore Viktorija Kalyta, in ogni caso saranno gli organismi competenti a decidere sul trattamento dell’accusata”.

La Tymoshenko trasferita in ospedale in segreto

A poche ore dalla chiusura della seduta, alle 18, la Tymoshenko è stata trasportata dalla Colonia Penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv all’ospedale dei ferrovieri poco distante. Secondo quanto riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, l’operazione ha avuto le medesime modalità di un’incursione delle forze speciali di polizia: con gli operatori del servizio sanitario trattenuti sul posto di lavoro per cause di forza maggiore fino alla fine delle operazioni di trasferimento.

A rendere possibile il trasporto della Tymoshenko in ospedale sarebbe stato il suo assenso dato in seguito al parere favorevole espresso dall’équipe di medici tedeschi che nei giorni scorsi hanno visitato le strutture mediche in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è stata trasferita per curare l’infiammazione respiratoria e l’ernia al disco di cui è affetta.

Julija Tymoshenko è stata sottoposta a un primo arresto l’11 Ottobre 2011 per avere firmato durante la conduzione del suo ultimo governo, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti svantaggiosi per le casse statali, ma che hanno consentito all’Ucraina e all’Europa di superare il taglio delle forniture di gas che la Russia ha operato per destabilizzare il campo arancione allora al potere a Kyiv.

Fin dai primi giorni passati in carcere – la Leader dell’Opposizione Democratica è stata arrestata il 5 Agosto 2011: prima della formulazione del verdetto – la Tymoshenko ha lamentato un forte mal di schiena che dopo essere trascurato dalle Autorità Carcerarie per diversi mesi si è rivelato essere un’ernia al disco solo in seguito alla visita che un pool di medici tedeschi e canadesi ha potuto operare nel mese di Febbraio.

In molti tra gli esperti hanno evidenziato come anche il secondo processo iniziato a carico della Tymoshenko nasconda la precisa volontà politica da parte dell’Amministrazione presidenziale di Viktor Janukovych di eliminare una carismatica concorrente politica.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: RIAPERTO IL SECONDO PROCESSO ALL’EROINA ARANCIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 20, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina accusata di evasione fiscale e sottrazione indebita di danaro pubblico durante la presidenza del colosso energetico JEESU. La Difesa ha richiesto la chiusura del procedimento per insufficienza di prove e scadenza dei termini legali, mentre la Pubblica Accusa ha descritto le imputazioni come un reato compiuto ai danni del popolo ucraino

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Nuovo processo, vecchi metodi. Nella giornata di giovedì, 19 Marzo, ha avuto luogo la prima seduta del secondo processo a Julija Tymoshenko presso il Tribunale Kyjivs’kyj di Kharkiv. L’ex-Primo Ministro è accusata di evasione fiscale e sottrazione di danaro pubblico per scopi privati negli anni ’90, quando, prima del suo ingresso in politica, è stata alla guida del colosso energetico JEESU.

Contrario alle accuse si è detto il capo del pool di difensori della Leader dell’Opposizione Democratica, Serhij Vlasenko, che ha illustrato come le imputazioni non sussistano in quanto nessuno degli operatori della JEESU ha confermato i reati per cui la Tymoshenko è accusata, e, sopratutto, all’epoca dei fatti contestati la Tymoshenko non è stata Presidente del colosso energetico, ma solo sua fondatrice.

Inoltre, Vlasenko ha evidenziato come i tempi per la prescrizione del reato siano scaduti, e ha contestato la decisione di celebrare il processo a Kharkiv, in quanto lasede competente avrebbe dovuto essere o la Corte di Dnipropetrovs’k – città dove è registrata la JEESU – oppure il Tribunale Podils’kyj di Kyiv, dove la Tymoshenko ha vissuto.

A ribadire le accuse è stato invece il Procuratore della Pubblica Accusa, Viktor Lobach, che ha definito le imputazioni mosse a carico della Tymoshenko tanto gravi da poter essere considerate come un furto operato a danno dell’intero popolo ucraino. In aggiunta, Lobach ha richiesto alla Corte di invitare il Ministero della Salute a permettere con ogni mezzo possibile la presenza della Tymoshenko in aula nel corso delle prossime sedute del processo.

Durante nove ore di seduta, il Giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha rigettato la richiesta di Vlasenko di estromettere il Procuratore Lobach dal procedimento per impreparazione giudiziaria: l’avvocato della Tymoshenko ha contestato il fatto che la Pubblica Accusa abbia dichiarato di rappresentare gli interessi del popolo ucraino, quando ex lege essa tutela quelli dello Stato. Inoltre, il magistrato ha sospeso la seduta fino al giorno successivo per riflettere sulla domanda esposta dalla difesa di chiudere il processo e, in caso di suo respingimento, di trasferire i lavori a Kyiv.

Assenti imputata e telecamere

Oltre all’imputata, che ha inviato un messaggio dalla cella in cui è detenuta per una precedente condanna – emanata l’11 Ottobre 2011 per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello stato al momento della guida del suo ultimo governo – con cui ha giustificato la sua assenza per motivi di salute, grandi assenti sono state le telecamere dei principali media nazionali e mondiali, a cui le Autorità carcerarie hanno vietato l’ingresso, nonostante a riguardo non vi sia stata alcuna ordinanza da parte del Giudice.

Tra i presenti, invece, oltre ai deputati del soggetto politico di Julija Tymoshenko, Bat’kivshchyna, e a quelli del Partito del Potere, il Partija Rehioniv, è stato l’Ambasciatore francese per i Diritti Umani, Francois Zimere, mentre il suo collega statunitense, John Tefft, durante una lezione tenuta presso la prestigiosa Accademia Mohyl’jans’ka, ha espresso forti perplessità dinanzi a un procedimento che, come il precedente, appare essere basato esclusivamente sulla volontà politica di perseguitare legalmente la Leader dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO ANCORA DAVANTI AI GIUDICI: RIPRESO IL PROCESSO JEESU

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 10, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina costretta entro il 28 Marzo alla presa visione di 71 faldoni contenenti i capi d’accusa del secondo processo in cui è  imputata per evasione fiscale nel corso della presidenza del colosso energetico guidato prima della discesa in politica. Secondo il suo avvocato, Serhij Vlasenko, la seduta è stata convocata ad insaputa della difesa: per questa ragione assente in Tribunale

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo

Nuovo processo, vecchi metodi, medesima irregolarità, ed una corsa contro il tempo impossibile da realizzare. Nella giornata di giovedì, 9 Febbraio, è ripreso il secondo processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Alla seduta, avvenuta presso il Tribunale Kyjivs’kyj di Kharkiv, hanno preso parte il giudice e la Pubblica Accusa, ma non l’imputata e la difesa: la Tymoshenko è detenuta in isolamento nella colonia penale Kachanivs’kyj e, secondo gli atti esposti dal magistrato, si sarebbe rifiutata di prendere parte all’udienza per protesta, mentre il suo avvocato difensore, Serhij Vlasenko, è stato avvisato della seduta solo quando è arrivato in carcere per il colloquio giornaliero con la sua assistita.

Dopo due ore dedicate alla lettura di atti e documenti, la Corte ha riconosciuto la Tymoshenko colpevole di rallentare le operazioni di esame delle accuse e, per questa ragione, ha anticipato al 28 Marzo il termine per la presa visione dei capi di imputazione su cui la Leader dell’Opposizione Democratica è chiamata a rispondere nel corso del processo: 71 faldoni da 300 pagine ciascuno, che, se non esaminati entro la deadline stabilita dal giudice, saranno comunque considerati come letti e conosciuti.

“E’ una richiesta assurda, matematicamente impossibile da realizzare – ha dichiarato Vlasenko, una volta appresa la decisione della Corte – fisicamente, non basta il tempo per esaminare tutti quei tomi. Sopratutto, se si considera che mi è permesso comunicare con la mia assistita solo 5 ore al giorno – ha continuato – al posto delle 8 lavorative che, normalmente, spettano ad ogni avvocato. Ho saputo della seduta appena arrivato presso il carcere – ha ultimato – ossia 15 minuti dopo il suo inizio: senza alcun preavviso”.

La Tymoshenko è accusata di evasione fiscale per 45 Mila euro, mancato pagamento dell’IVA per 2 Milioni e 350 mila euro, ed omissione del pagamento di altri contributi all’erario statale pari a 64 mila euro. Questi reati sarebbero stati commessi durante la presidenza della JEESU: il colosso energetico guidato, tra il 1996 e il 1998, dalla Leader dell’Opposizione Democratica, prima della sua discesa in politica.

Il caso Tymoshenko e i rapporti tra l’Ucraina e l’Unione Europea

La prima udienza del processo si è svolta in una situazione al limite del macabro: con giudice e Pubblica Accusa seduti nella cella del carcere Luk’janivs’kyj di Kyiv attorno al letto in cui la Tymoshenko era costretta a giacere a causa di precarie condizioni di salute – continuamente ignorate dalle autorità carcerarie.

Nonostante la Leader dell’Opposizione Democratica fosse già stata condannata a sette anni di isolamento per avere firmato accordi onerosi per il rinnovo delle forniture di gas con la Russia nel Gennaio 2009, il magistrato l’ha ritenuta soggetto pericoloso per il proseguo delle indagini sul caso JEESU, e, per questo, le ha inflitto un secondo arresto per via cautelativa.

Successivamente alla deportazione della Tymoshenko dalla prigione della Capitale alla Colonia penale femminile Kachanivs’kyj, la conduzione del processo è stata affidata al Tribunale Kyjivs’kyj di Kharkiv. Monitorata giorno e notte presso la nuova cella, e in condizioni di salute che, a detta del suo legale, sono sempre più gravi, la Tymoshenko ha diritto a una sola visita giornaliera da parte del suo avvocato, e a due incontri settimanali con la figlia, Jevhenija.

Condanna e preoccupazione per lo stato di salute della Leader dell’Opposizione Democratica, e per la repressione politica di cui, assieme a un’altra decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, la Tymoshenko è oggi vittima, è stata espressa da Unione Europea, Consiglio d’Europa, ONU, NATO, Stati Uniti, e dalle principali ONG internazionali indipendenti, tra cui Freedom House e Amnesty International.

La mancata risposta da parte del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, agli appelli per la liberazione della Tymoshenko, e, più in generale, per il rispetto delle regole democratiche sulle rive del Dnipro, ha comportato il congelamento dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia e Svizzera.

Matteo Cazzulani