LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Violenza in Ucraina: Poroshenko rischia tutto con la devolution

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 1, 2015

Il Parlamento ucraino approva in prima lettura una controversa modifica della Costituzione che decentralizza poteri alle regioni occupate dall’esercito russo. I Partiti di estrema destra Svoboda e Pravy Sektor assaltano la Rada provocando morti e feriti tra agenti ucraini



Tre ufficiali delle forze armate ucraine uccisi e più di cento feriti, di cui uno particolarmente grave, è il bilancio della giornata di lunedì, 31 Agosto, nella quale il Parlamento ucraino ha approvato, in prima lettura, una modifica della Costituzione che concede più autonomia a Donbas e Oblast di Luhansk, le regioni dell’Ucraina occupate dall’esercito russo.

La devolution, che per diventare effettiva richiede l’approvazione in seconda lettura da parte di una maggioranza costituzionale di 300 voti, è stata incardinata in Parlamento dal Presidente ucraino, Petro Poroshenko, per realizzare gli Accordi di Pace di Minsk, che in cambio della decentralizzazione prevedono il ritiro dell’esercito russo dalle regioni ucraine occupate.

A favore della devolution hanno votato 265 deputati, quasi tutti i membri del Blocco Poroshenko, del Fronte Popolare del Premier, Arseniy Yatsenyuk, e tutti i rappresentanti del Blocco dell’Opposizione, composto da ex-sostenitori dell’ex-Presidente ucraino, l’autocrate Viktor Yanukovych.

Contro le modifiche costituzionali, ritenute lesive dell’unità nazionale del Paese e favorevoli solo alla Russia, hanno invece votato il movimento Samopomich, il Partito Radicale, e Batkivshchyna dell’ex-Premier e detenuta politica Yulia Tymoshenko.

Durante la votazione, altri due Partiti, Svoboda e Pravy Sektor -forze politiche di estrema destra- hanno organizzato una dimostrazione violenta fuori dal Parlamento, portando alla morte di tre ufficiali delle Forze Armate ucraine e più di 100 feriti. 

Pronta è stata la reazione del Presidente Poroshenko, che ha criticato sia l’opposizione alla devolution di natura pacifica da parte di tre Partiti della Coalizione di Governo, sia l’agguato di stampo terrorista da parte di Svoboda e Pravy Sektor, il cui atteggiamento finisce per provocare instabilità e, di conseguenza, favorire la permanenza dell’esercito russo nell’Ucraina orientale.

La posizione di Poroshenko di condanna delle due forze di estrema destra è supportata dalla condotta che, nel passato recente, Svoboda e Pravy Sektor hanno avuto nello scenario politico ucraino. 

Se, da un lato, Svoboda è stata più volte sospettata di essere supportata da Yanukovych per costringere le forze del campo democratico filo occidentale ad allearsi con un Partito antieuropeo, dall’altro Pravy Sektor ha sottratto al Governo ucraino, con le armi, il controllo della regione occidentale della Transcarpazia, mettendo a serio repentaglio la sicurezza nazionale dell’Ucraina.

Inoltre, Poroshenko ha dimostrato coraggio nel fronteggiare un’ampia fetta dell’opinione pubblica contraria alla devoluzione pur di realizzare gli accordi internazionali stretti a Minsk tra Ucraina, Russia, Germania e Francia che, come fine ultimo, prevedono il mantenimento dell’integrità territoriale ucraina.

Duda e l’Europa Centro Orientale possono salvare Kyiv

Tuttavia, lo strenuo sostegno alla devolution da parte di Poroshenko, che come riportato dall’autorevole Ukrayinska Pravda avrebbe ricevuto a riguardo pressioni personali da parte del Cancelliere tedesco Angela Merkel e persino del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, potrebbe rivelarsi una tattica di corto respiro.

Infatti, gli Accordi di Minsk, di cui la devoluzione di Donbas e Luhansk sono una diretta conseguenza, sono destinati a fallire per diversi motivi. Da un lato, la Russia si avvale delle trattative di pace come mezzo per congelare una guerra ibrida e, così, impedire all’Ucraina di integrarsi autonomamente nella Comunità Occidentale.

Dall’altro, la presenza negli Accordi di Minsk di Germania e Francia come soli rappresentanti dell’Unione Europea è particolarmente riduttiva e dannosa per l’Ucraina, dal momento in cui Berlino e Parigi considerano ogni forma di relazione con l’Ucraina come sussidiaria e dipendente dai rapporti diretti che i Governi tedesco e francese intrattengono con la Russia. 

Con la coalizione di maggioranza in Parlamento de facto divisa, l’immutata permanenza dell’esercito russo nelle regioni orientali, il controllo armato da parte di Pravy Sektor della Transcarpazia, ed un’opinione pubblica che inizia a non supportare le seppur coraggiose scelte del Presidente, Poroshenko si sta ora giocando quasi tutto della sua carriera politica.

Ad aiutare Poroshenko può essere sicuramente un cambio della situazione internazionale, con il superamento dell’attuale formato delle trattative di pace -composto da Ucraina, Russia, Germania e Francia- e l’inclusione in esso degli Stati Uniti d’America e dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale, così come proposto dal Presidente della Polonia, Andrzej Duda.

Infatti, a differenza di Germania e Francia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Romania sono ben consapevoli che l’integrità territoriale ucraina, e ancor più l’integrazione dell’Ucraina nella Comunità Trans Atlantica -NATO e Unione Europea in primis- sono condizioni fondamentali per la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Occidente e per la salvaguardia dei suoi ideali fondanti, quali Democrazia, lLbertà e Diritti Umani.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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UCRAINA: CONSIGLIERE DI JUSHCHENKO MINISTRO DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 12, 2010

Viktor Baloha, ex membro di Nasha Ukrajina, è il nuovo titolare del dicastero delle Emergenze

Il neo Ministro delle Emergenze, Viktor Baloha

Un salto della quaglia atteso da tempo. Il leader del partito di opposizione Centro Unito, Viktor Baloha, è il nuovo Ministro per le Situazioni Straordinarie e la Difesa della Popolazione dalle conseguenze della catastrofe di Chernobyl.

A nominarlo, il Presidente, Viktor Janukovych. Che, concordemente alla restaurata Costituzione pre-arancione del 1996, ha potere di nominare, e dimissionare, i titolari dei dicasteri, senza vincoli di maggioranza, né via libera del Parlamento.

Potente uomo di affari della Transcarpazia – che controlla in toto, sia dal punto di vista economico che su quello politico – Baloha è un ex membro della squadra arancione. Fedelissimo dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko, ne è stato a capo dell’Amministrazione, e personale consigliere, dopo avere guidato il Ministero delle Emergenze già tra il 2005 ed il 2006.

In molti hanno visto in lui il responsabile della decisione di Jushchenko di indire elezioni anticipate del 2007, in cui la sua forza politica, Nasha Ukrajina, ha ottenuto un misero 13%. Alle scorse presidenziali, lo sceicco della Transcarpazia – come è nominato Baloha – non ha nascosto simpatie per Janukovych. Non a caso, risultato vincitore nel conteggio locale della Oblast’ dell’estremo ovest del Paese.

Di recente, con diversi esponenti di Nasha Ukrajina, Baloha ha creato il partito Centro Unito. Il quale, nelle scorse amministrative, si è affermato in Transcarpazia, ed ha ottenuto discrete percentuali in altre regioni dell’Ucraina centro-occidentale.

Il parere degli esperti

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Commenti al salto della quaglia sono arrivati dal collega di partito, il politologo Vadym Karas’ov, secondo cui la nomina di Baloha è stata presa per permettere l’approvazione di riforme, indispensabili per il benessere del Paese.

Di diverso avviso, un altro esperto, Mykhajlo Pohrebins’kyj, che ha interpretato l’avvenimento con la volontà di Janukovych di controllare un certo numero di Deputati alla Rada. Nonché, diverse amministrazioni locali, in aree del Paese dove il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – è tradizionalmente debole.

La poltrona di Ministro delle Emergenze è vacante dal 10 luglio. Quando Janukovych ha dimissionato Nestor Shufrych, poi nominato Vice Segretario del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa.

Accanto a Shufrych, sempre venerdì, 12 novembre, è stato nominato Oleksandr Medved’ko. A sua volta, sostituito a capo della Procura Generale da Viktor Pshonka, un altro uomo di fiducia del Presidente.

Matteo Cazzulani