LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LA TURCHIA ALLA RICERCA DI SHALE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 27, 2013

La compagnia energetica TPAO sfrutta sperimentalmente oro blu non convenzionale in Tracia, mentre il Governo turco invia una delegazione per studiare le tecniche di Stati Uniti e Canada. Il territorio turco comtiene ingenti riserve di gas shale.

Da principale Paese di transito del gas per la diversificazione UE a potenziale produttore di oro blu. Nella giornata di giovedì, 26 Settembre, la Turchia ha avviato la ricerca di gas Shale nella regione della Tracia.

Come riportato dall’Hurriyet Daily News, nella regione sono stati individuati 4,6 Trilioni di metri cubi di gas non convenzionale, su cui la compagnia energetica nazionale TPAO ha già iniziato a lavorare.

Positivo è il commento del Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, che ha sottolineato come la produzione di proprio gas da parte della Turchia consentirà un mutamento della geopolitica energetica di notevole dimensioni.

Il Ministro Yildiz ha inoltre comunicato che una delegazione turca si recherà negli Stati Uniti d’America e in Canada per apprendere meglio le tecniche di sfruttamento dello shale, regolarmente estratto, e commercializzato, in Nordamerica.

Secondo lo studio EIA, il territorio turco possiede una riserva di 651 miliardi di metri cubi di gas shale, abbastanza per soddisfare la domanda di oro blu del Paese per 14 anni.

Prima della Turchia, la ricerca di shale sperimentale è stata avviata in Europa da Gran Bretagna, Polonia, Romania, Danimarca e Lituania, mentre Slovacchia, Ungheria, Portogallo, Austria e Belgio si sono detti favorevoli allo sfruttamento del gas non convenzionale.

Germania, Italia e Spagna hanno dichiarato interesse ad importare shale dagli USA, mentre Francia, Olanda, Bulgaria e Repubblica Ceca hanno posto una moratoria sullo sfruttamento di gas non convenzionale per ragioni di carattere ambientale.

Gasdotti necessari per la diversificazione delle forniture energetiche UE

Oltre che con lo shale, la Turchia è importante anche per quanto riguarda la realizzazione di gasdotti per limitare la dipendenza dell’Europa da Russia ed Algeria, tra cui il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Come dichiarato a New York, durante il Forum del Caspio 2013, dal Ministro degli Esteri turco, Ahmet Davitoglu, TANAP e TAP sono gasdotti necessari per la sicurezza nazionale dei Paesi coinvolti, ed anche di tutta l’Unione Europea, che rafforzano la cooperazione tra Stati differenti.

La TANAP è progettata per veicolare 30 Miliardi di Metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno dal confine tra Georgia e Turchia a quello tra il territorio turco e la Grecia. La TAP è concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas azero dal confine turco-greco in Italia, attraverso l’Albania.

Inoltre, la Turchia potrebbe diventare il principale Paese di transito in UE anche del gas israeliano, se Israele darà il via alla realizzazione di un gasdotto che veicola l’oro blu in territorio turco dai giacimenti marittimi Leviathan, Tamar e Karish.

Matteo Cazzulani

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ANCHE L’EIA SUPPORTA LA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 13, 2013

Il Dipartimento all’Energia degli Stati Uniti d’America favorevole alla costruzione del Gasdotto Trans Adriatico per veicolare gas dall’Azerbaijan in Europa. La politica energetica europea di Obama sempre a favore dello shale

Una risorsa energetica per la sicurezza dell’Europa e dell’Occidente. Nella giornata di mercoledì, 11 Settembre, il Dipartimento all’Energia Degli Stati Uniti d’America ha evidenziato l’importanza dell’Azerbaijan come Paese fornitore di gas per l’Unione Europea.

Come riportato dall’autorevole UPI, il Dipartimento USA ha ritenuto che i 35 Trilioni di piedi cubi di gas presenti in Azerbaijan consentono la realizzazione ed il funzionamento del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Nello specifico, il Dipartimento all’Energia statunitense sostiene la realizzazione delle due infrastrutture, poiché esse consentono all’UE di diversificare gli approvvigionamenti di gas dalle sole forniture di Russia ed Algeria, che ad oggi soddisfano la maggior parte delle importazioni di oro blu del Vecchio Continente.

Quella della EIA è la prima posizione ufficiale presa dall’Amministrazione statunitense del Presidente democratico, Barack Obama, in merito alle questioni di politica energetica in Europa, dopo che l’Azerbaijan ha scelto la TAP come unico gasdotto deputato al trasporto del gas azero in UE.

Precedentemente, l’Amministrazione repubblicana di George W. Bush ha espresso aperto sostegno al Nabucco: gasdotto alternativo alla TAP, non selezionato dall’Azerbaijan, che avrebbe dovuto veicolare il gas azero in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, per diminuire la dipendenza energetica dell’Europa Centrale dalla Russia.

La strategia europea di Obama in ambito energetico si è invece basata sul sostegno alle esportazioni di gas shale liquefatto in Europa: un’iniziativa che, tuttavia, richiede la realizzazione di un alto numero di rigassificatori nel Vecchio Continente.

I due gasdotti che veicolano gas dell’Azerbaijan in Europa

La TANAP, supportata economicamente dal colosso azero SOCAR e dalle compagnie turche TPAO e Botas, e politicamente dai Governi turco ed azero è concepita per veicolare il gas dell’Azerbaijan dal confine tra Georgia e Turchia alla Turchia Europea.

La TAP, sostenuta economicamente da SOCAR, dal colosso britannico British Petroleum, da quello norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, da quella tedesca E.On, dalla svizzera AXPO e dalla belga Fluxys, è progettata per condurre il gas azero dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

Secondo indiscrezioni, le compagnie che sostengono il Gasdotto Trans Adriatico hanno preventivato il prolungamento della TAP verso Svizzera, Germania, Francia, Olanda, Belgio e Gran Bretagna.

Matteo Cazzulani

LA TAP SI RAFFORZA IN GRECIA E GEORGIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 4, 2013

Il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- estende la partnership con la compagnia greca DESFA, di recente acquisita dal colosso azero SOCAR. L’accordo implementa la distribuzione del gas dell’Azerbaijan nei Balcani

Grecia e Georgia consolidano un’infrastruttura importante per la diversificazione degli approvvigionamenti di gas dell’Europa. Nella giornata di mercoledì, 3 Luglio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha firmato un accordo di partnership con la compagnia greca DESFA, incaricata del controllo del Sistema di Trasporto del Gas di Atene.

Nello specifico, l’accordo prevede la cooperazione tra il consorzio TAP e la DESFA per quanto riguarda la realizzazione del tratto greco del Gasdotto Trans Adriatico: un tratto di 550 Chilometri dalla città di Kipoi, ubicata al confine con la Turchia, a Dipotamia, città nei pressi dell’Albania.

L’accordo è stato senza dubbio favorito dalla recente acquisizione della DESFA da parte del colosso energetico azero SOCAR: una delle compagnie più importanti all’interno del consorzio della TAP.

Come riportato in una nota dal Direttore Commerciale della TAP, Lutz Landwehr, la collaborazione con la DESFA permette non solo il radicamento del Gasdotto Trans Adriatico in Grecia, ma anche la sua espansione nei Balcani Occidentali ed Orientali.

La TAP è progettata per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia, a San Foca, nel Salento, dalla Grecia attraverso l’Albania.

Lungo questo tratto, dalla TAP è prevista la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- concepito per veicolare 5 Miliardi di metri cubi di gas in Croazia dall’Albania attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Dalla Grecia, la realizzazione dell’Interconnettore Grecia Bulgaria -BGI- consente il trasporto del gas azero anche in territorio Bulgaro.

Infine, dall’Italia il gas azero potrà essere veicolato in Svizzera, Francia, Germania, Belgio e Gran Bretagna grazie alla presenza tra i compartecipanti della TAP della compagnia tedesca E.On, della svizzera AXPO, della belga Fluxys e del colosso britannico British Petroleum -oltre che del colosso norvegese Statoil, di quello azero SOCAR e della compagnia francese Total.

Lo scorso 28 Giugno, la TAP, supportata politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Grecia ed Albania, è stata selezionata come unico gasdotto attraverso il quale veicolare il gas azero in Europa.

La decisione è stata presa da parte del consorzio incaricato della gestione del giacimento dell’Azerbaijan Shakh Deniz II, composto da Statoil, SOCAR, British Petroleum e Total.

La Georgia aumenta la quantità di gas trasportata in Europa

Come riportato dall’autorevole Trend, sempre mercoledì, 3 Luglio, il consorzio Shakh Deniz ha concordato con il Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili, investimenti di 2 Miliardi di Dollari per ampliare il Gasdotto del Caucaso del Sud, attraverso cui il gas dall’Azerbaijan è trasportato in Turchia tramite tutto il territorio della Georgia.

Lungo il territorio turco, l’oro blu azero è trasportato in Unione Europea attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- realizzato su sostegno dei Governi di Azerbaijan e Turchia.

La TANAP, supportata politicamente da Commissione Europea, Turchia ed Azerbaijan, è compartecipata dalla SOCAR e dalle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TURCHIA PREFERISCE IL NABUCCO ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 9, 2013

Il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, supporta il gasdotto dalla verdiana denominazione per trasportare oro blu in Europa dall’Azerbaijan. Il parere di Ankara vincolante nella scelta finale tra i due progetti

Tra l’Europa Centrale e quella meridionale la Turchia ha fatto la sua scelta per garantire la sicurezza energetica dell’UE.

Nella giornata di lunedì, 9 Aprile, il ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato il sostegno della Turchia al Nabucco.

Come riportato dall’agenzia Azernews , il Ministro Yildiz ha ritenuto il tragitto del Nabucco più vantaggioso rispetto a quello del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Entrambe le condutture sono parte del Corridoio Meridionale UE: fascio di gasdotti concepiti dalla Commissione Europea per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan per diminuire la dipendenza dalla Russia, da cui l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Il Nabucco è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas proveniente dall’Azerbaijan dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalle compagnie austriaca OMV, romena Transgaz, bulgara BEH e turca Botas, il Nabucco è supportato politicamente da Austria, Turchia, Polonia, Bulgaria e Romania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è progettato per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

Sostenuta economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente dai Governi di Italia, Grecia, Svizzera e Albania.

La scelta spetta agli azeri

La scelta tra il Nabucco e la TAP sarà effettuata dal consorzio incaricato dello sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz, composto dal colosso dell’Azerbaijan SOCAR, da quello britannico British Petroleum, dalla compagnia francese Total e dalla russa Lukoil.

Il parere della Turchia è tuttavia vincolante, dal momento in cui sia il Nabucco che la TAP debbono collegarsi al Gasdotto Trans Anatolico-TANAP.

Questa conduttura, compartecipata dalla SOCAR e dalle compagnie turche TPAO e Botas, veicola il gas dell’Azerbaijan attraverso tutta la penisola anatolica.

Matteo Cazzulani

GAS: NABUCCO E TANAP RAFFORZANO LA PARTNESHIP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 5, 2013

I consorzi deputati alla realizzazione dei due gasdotti firmano un Memorandum di Intesa e Cooperazione per assicurare il trasporto di 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan in Europa. Il piano permette all’Unione Europea di diminuire la dipendenza dalle forniture di oro blu della Russia, che oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

I percorsi di TANAP, Nabucco e TAP

I percorsi di TANAP, Nabucco e TAP

Garantire il trasporto del gas azero in Europa, sostenere simili progetti di diversificazione, rifornire di approvvigionamenti di oro blu alternativi a quello russo l’Unione Europea e l’Europa Sud-Orientale. Questi sono i termini del Memorandum di Intesa e Cooperazione firmato nella giornata di lunedì, 4 Marzo, dal consorzio Nabucco e da quello incaricato della realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP.

L’accordo rappresenta un passo importante per la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettato dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas da quelle provenienti dalla Russia -che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

Come riportato all’agenzia Trend dal General Manager del Nabucco, Reinhard Mitschek, l’accordo cementa la cooperazione tra i due gasdotti, e consente un costante scambio di informazioni tra i due consorzi necessario per effettuare il collegamento tra le due infrastrutture.

Il Gasdotto Trans Anatolico, compartecipato dal colosso azero SOCAR e dalle compagnie turche Botas e TPAO, è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno dalla Georgia alla Turchia occidentale lungo tutto il territorio turco.

Il Nabucco, sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara BEH e dalla turca Botas, è progettato per trasportare i 30 miliardi di metri cubi di gas azero in Austria dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

La firma del Memorandum d’Intesa e Cooperazione è l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno rinsaldato la partnership tra il Nabucco e la TANAP.

Oltre all’appoggio politico dato ai due gasdotti dai Governi di Turchia, Azerbaijan, Romania, Austria e dalla Commissione Europea, entrambi i consorzi hanno offerto la metà delle azioni al colosso norvegese Statoil, a quello britannico British Petroleum, ed alla compagnia energetica Total.

Questi enti sono impegnati nello sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz, da cui sarà estratto il gas poi veicolato in Europa dalla TANAP e dal Nabucco.

La TAP deve ora rincorrere

L’accordo tra i consorzi dei due gasdotti consente al Nabucco di superare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP: altra infrastruttura del Corridoio Meridionale UE progettata per veicolare il gas dell’Azerbaijan trasportato in Turchia occidentale dalla TANAP dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania.

Anche la TAP, compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera Axpo, e da quella tedesca E.On, ha riservato la metà delle sue azioni agli enti impegnati nello sfruttamento del giacimento Shakh Deniz.

Sul piano politico, il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TURCHIA IN CRISI CON ISRAELE A CAUSA DI CIPRO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 29, 2013

Ankara congela la realizzazione di un gasdotto per trasportare oro blu dai giacimenti israeliani in territorio turco a causa della collaborazione di Tel Aviv con Nicosia. Le ragioni di politica estera e interna dell’impasse geopolitico

Il sistema energetico della Turchia

Il sistema energetico della Turchia

Niente partnership energetica con la Turchia se Israele continua a cooperare con Cipro. Nella giornata di lunedì, 28 Gennaio, il quotidiano turco Hurriyet Daily News ha riportato la notizia secondo la quale Ankara avrebbe condizionato la realizzazione di piani energetici congiunti con Tel Aviv a causa della cooperazione tra il Governo israeliano e quello cipriota.

Nello specifico, durante il Summit Economico Eurasiatico di Istambul, il Viceministro turco dell’Energia ha informato un Rappresentante governativo israeliano in merito alla possibilità di bloccare la realizzazione di un gasdotto progettato, nel Novembre 2012, per veicolare gas da Israele alla Turchia.

Come riportato da Natural Gas Europe, la posizione risoluta di Ankara è motivata dalla cooperazione energetica che Israele ha di recente rafforzato con Cipro.

Tel Aviv ha pianificato con Nicosia infrastrutture per trasportare in Grecia, e poi in Unione Europea, il gas estratto dai giacimenti Tamar e Leviathan, ubicati al largo delle coste israeliane del Mar Mediterraneo.

L’avvicinamento di Israele con Cipro ha causato il raffreddamento delle relazioni con la Turchia: Ankara dal 1974 occupa militarmente tre quarti dell’isola di Cipro, e nonostante il mancato riconoscimento da parte della comunità internazionale mantiene la sua presenza militare sull’isola.

Oltre alla ragione politica, a provocare l’impasse tra Turchia e Israele è la situazione energetica dei due Paesi nei confronti dell’Unione Europea.

Per diversificare le forniture di gas, e limitare la dipendenza dal gas della Russia – che copre il 40% del fabbisogno complessivo UE – la Commissione Europea ha avviato un progetto per l’importazione diretta di oro blu dall’Azerbaijan attraverso la Turchia.

Nel contempo, con la scoperta dei giacimenti Leviathan e Tamar, anche Israele è risultato per Bruxelles una potenziale fonte di approvvigionamento di gas alternativa alla Russia, mettendo così in discussione il ruolo di Ankara come Paese chiave per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture energetiche.

Ankara alla ricerca della diversificazione delle forniture di oro blu

Al panorama geopolitico va poi aggiunto lo scenario interno turco. Così come Bruxelles, anche Ankara sta diversificando il più possibile le forniture di gas per diminuire la dipendenza da Russia e Iran.

Oltre ad avere implementato l’importazione di gas dall’Azerbaijan, la Turchia ha considerato il gas israeliano una valida fonte di approvvigionamento supplementare su cui puntare, ma la cooperazione di Israele con Cipro per il trasporto in Grecia dell’oro blu del Leviathan e del Tamar ha messo in forse questo progetto.

Oltre che nel settore del gas naturale, la Turchia ha approntato misure per implementare l’importazione di gas liquefatto con accordi, recentemente firmati, per l’acquisto di LNG da Algeria e Qatar.

Infine, come riportato sempre dallo Hurriyet Daily News, la compagnia energetica turca TPAO ha selezionato il colosso olandese Shell per l’avvio dello sfruttamento di giacimenti di gas sul fondale del Mar Nero, nei pressi del Golfo di Mersin.

Matteo Cazzulani

GAS: TRA UE E RUSSIA E’ GUERRA APERTA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 22, 2012

Il Presidente russo, Vladimir Putin, nel corso del Summit UE-Russia accusa l’Unione Europea di inciviltà e pretende l’estromissione dei gasdotti di Mosca dalla giurisdizione di Bruxelles. Il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, mantiene le criticità in merito a Nordstream e Southstream

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Europa e Russia hanno interessi energetici diametralmente opposti e il vertice di venerdì, 21 Dicembre lo ha dimostrato, con il Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, e il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, fermi su posizioni antitetiche.

Come riportato alla Reuters, Barroso ha utilizzato il lessico della diplomazia per descrivere le relazioni tra UE e Russia in campo energetico, sottolineando come Bruxelles e Mosca sostengano differenti progetti di gasdotti per garantire la sicurezza energetica al Vecchio Continente.

A sua volta, sempre secondo la Reuters, Putin ha descritto come incivile il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE varata dal Parlamento Europeo per creare, e liberalizzare, un mercato unico europeo del gas, ed vietare a compagnie monopoliste la gestione congiunta della compravendita dell’oro blu e del trasporto del carburante.

La ratio delle parole forti di Putin è legata al Nordstream e al Southstream: due gasdotti progettati rispettivamente sul fondale del Mar Baltico e su quello del Mar Nero per aumentare la dipendenza dell’Europa dal gas della Russia, le cui forniture già coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

Nello specifico, il Nordstream, attivo dal Febbraio 2012, veicola 55 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno dalla Russia alla Germania, bypassando Paesi UE politicamente osteggiati da Mosca come Polonia e Stati Baltici.

Il Southstream, la cui costruzione è stata avviata lo scorso 7 Dicembre, trasporta 63 Miliardi di metri cubi di gas russo all’anno dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Come riportato dallo EU Observer, Putin ha preteso dai vertici UE l’estromissione dal Terzo Pacchetto Energetico di Nordstream, Southstream, NEL e OPAL – i due gasdotti che veicolano il gas trasportato dal Nordstream nel cuore dell’Europa Occidentale.

Al contrario, la Commissione Europea ha richiesto il rispetto della legge dell’Unione con l’apertura anche a enti terzi della gestione dei gasdotti progettati e controllati dal monopolista statale russo del gas, Gazprom – che è posseduto direttamente dal Cremlino.

Continua la guerra dei gasdotti tra Russia e UE

Parallelamente al Summit UE-Russia, il monopolista Gazprom ha incontrato i vertici politici dei Paesi in cui è previsto il transito del Southstream per fissare la data di avvio della costruzione del gasdotto.

Come riportato da Natural Gas Europe, In Slovenia ed Ungheria lo studio di fattibilità ambientale è a buon punto, mentre in Bulgaria la costruzione del Southstream è stata pianificata per il Giugno 2013.

Proprio la Bulgaria è stata al centro della controffensiva dell’UE alla battaglia dei gasdotti lanciata dalla Russia.

Sempre venerdì, 21 Dicembre, Il Governo bulgaro ha approvato lo studio di fattibilità ambientale del Nabucco: gasdotto progettato dalla Commissione Europea per importare 30 Miliardi di metri cubi all’anno di gas dall’Azerbaijan per diminuire la dipendenza energetica UE dalla Russia.

Un sostegno al Nabucco è stato dato anche dal consorzio deputato alla gestione del giacimento azero Shakh Deniz: il serbatoio del gasdotto dalla verdiana denominazione.

Come riportato dall’agenzia Novinite, gli enti energetici del consorzio Shakh Deniz – il colosso azero SOCAR, quello norvegese Statoil, quello britannico British Petroleum, la compagnia francese Total, quella turca TPAO, e la russo-italiana LukAgip – hanno intenzione di rilevare la metà delle azioni del Nabucco.

L’operazione garantirebbe la funzionalità del progetto, ancora in fase di progettazione. Un simile passo è stato effettuato dal consorzio Shakh Deniz anche nei confronti del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – l’altro gasdotto progettato per veicolare in Europa 21 miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Matteo Cazzulani

GAS: LA RUSSIA ALLA CONQUISTA DELLA TURCHIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 28, 2012

Il monopolista russo del gas, Gazprom, aumenta le forniture di oro blu per le compagnie private turche. Mosca cerca di minare la posizione assunta da Ankara in favore della politica energetica della Commissione Europea.

Il sistema energetico della Turchia

 

Se la politica prende un certo corso, meglio affidarsi ai privati Nella giornata di martedì, 27 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha firmato un importante accordo che aumenta le forniture di gas dalla Russia in Turchia.

Come riportato dalla Reuters, Gazprom ha varato un contratto trentennale per la vendita di 6 miliardi di metri cubi di gas all’anno con le compagnie private turche Akfel, Bosforus e Kibal, e di 23 anni con la Bati Hatti.

L’oro blu di Gazprom sarà inviato via terra tramite il Gasdotto Transbalcanico: infrastruttura, dalla portata complessiva di 14 Miliardi di metri cubi di gas, che passa attraverso Ucraina, Romania e Bulgaria, fino alla Turchia europea.

L’accordo tra il monopolista statale russo, controllato dal Cremlino, e le compagnie private turche rappresenta una precisa mossa strategica della Russia per aumentare la dipendenza della Turchia dalle forniture di Gazprom, già forti per via del gasdotto Blue Stream.

Quest’infrastruttura sottomarina, compartecipata da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalla compagnia statale turca Botas, è stata costruita nel 2005 sul fondale del Mar Nero orientale per rifornire di 16 miliardi di metri cubi di gas russo la Penisola anatolica, e rende ancor oggi la Russia il primo fornitore di oro blu per la Turchia.

Il contratto tra Gazprom e le compagnie private turche permette inoltre alla Russia di porre un ultimatum alla Botas che, a causa di dispute sulle tariffe, dal 2011 non ha ancora rinnovato gli accordi per l’importazione di gas con il monopolista russo.

Il mantenimento di una Turchia fortemente dipendente dal gas russo ha per la Russia un obiettivo per più ampio dal punto di vista geopolitico.

Ankara è infatti un Paese cruciale per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas all’Europa, approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture di Gazprom, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Dopo avere firmato con l’Azerbaijan un pre-accordo per l’importazione di 16 Miliardi di metri cubi di gas in Europa, la Commissione Europea ha varato il Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per trasportare direttamente l’oro blu dal Bacino del Caspio nel Vecchio Continente.

Il ruolo della Turchia nel Corridoio Meridionale è di prim’ordine. Oltre che Paese di transito e di partenza delle tre condutture del Corridoio Meridionale, Ankara sostiene politicamente ed economicamente due dei gasdotti progettati per veicolare il gas azero in Europa.

Il Governo turco supporta il Gasdotto Transanatolico – TANAP: infrastruttura, compartecipata dal colosso azero SOCAR, da quello norvegese Statoil, da quello britannico British Petroleum, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total, che veicola il gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Georgia alle coste occidentali del Paese.

Ankara appoggia inoltre ufficialmente il Nabucco: gasdotto, compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, concepito per veicolare il gas in Austria attraverso Turchia occidentale, Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Infine, la Turchia guarda con interesse anche al Gasdotto Trans Adriatico – TAP – compartecipato da Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, concepito per veicolare il gas azero in Italia dal confine turco-greco attraverso Grecia ed Albania.

L’obiettivo della Russia è l’Europa

Una più forte dipendenza della Turchia dal gas della Russia potrebbe condizionare l’orientamento pro-europeo della politica energetica di Ankara, ed asservire totalmente il Governo turco ai piani di Mosca, che è contraria alla politica di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

Del resto, un avvicinamento tra la Russia e la Turchia è già stato registrato con l’imprimatur dato da Ankara a Mosca per la costruzione nel acque territoriali turche del Southstream.

Questo gasdotto, compartecipato da Gazprom, ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall e dalla francese EDF, è stato avviato dalla Russia per bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale, ed aumentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di Mosca.

Noto come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è concepito per veicolare 63 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

La Commissione Europea ha aspramente criticato il Southstream, in quanto esso mette a serio repentaglio l’indipendenza energetica UE e la sicurezza nazionale dei 27 Paesi membri.

Matteo Cazzulani

GAS: L’AZERBAIJAN PUNTA ALL’EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 27, 2012

Il colosso energetico azero SOCAR dichiara riserve nazionali di gas pari a 6 trilioni di metri cubi. Baku da l’imprimatur alla costruzione del Gasdotto Transanatolico per l’invio di oro blu in Occidente 

Il percorso del Nabucco

Un serbatoio di gas che si apre all’Europa. Nella giornata di lunedì, 26 Novembre, il Capo del colosso energetico azero SOCAR, Khoshbakht Yusifzade, ha dichiarato che le riserve nazionali di gas e nafta dell’Azerbaijan ammontano rispettivamente a a 6 trilioni di metri cubi e 2550 Trilioni.

Come riportato dall’agenzia APA, il Capo della SOCAR ha comunicato anche l’intenzione di avviare un piano di investimenti orientato allo sfruttamento dei giacimenti energetici nazionali.

Inoltre, Yusifzade ha evidenziato l’importanza dello Shakh-Deniz: giacimento situato nel Mar Caspio, al largo di Baku, controllato dalla SOCAR, dal colosso britannico British Petroleum, dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia francese Total, dalla joint-venture russo-italiana LukAgip, e dalla compagnia turca TPAO, da cui giornalmente sono estratti 35 Milioni di metri cubi di gas.

Lo Shakh Deniz è particolarmente importante per l’Europa, dal momento in cui 16 Miliardi di gas all’anno del carburante estratto dal giacimento al largo di Baku sono destinati al Vecchio Continente grazie ad un pre-accordo sottoscritto tra la Commissione Europea e la SOCAR.

Per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture della Russia – che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno totale del Vecchio Continente – Bruxelles ha progettato la costruzione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan direttamente in Europa, senza transitare, né dipendere da infrastrutture controllate dalla Russia.

Un passo in avanti in tale direzione è stato compiuto martedì, 20 Novembre, dal Parlamento azero con la ratifica di due trattati firmati con il governo turco che prevedono la costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa infrastruttura è concepita per trasportare il gas azero dal confine tra Georgia e Turchia alle coste occidentali turche, dove la TANAP si congiungerà con i gasdotti del Corridoio Meridionale UE.

Prevedendo un incremento della quantità di gas inviata in Occidente dall’Azerbaijan, la TANAP, compartecipata da SOCAR, Statoil, British Petroleum, Total, TPAO, e dalla compagnia turca Botas, avrà una capacità di 16 miliardi di metri cubi all’anno nel 2020, per poi passare a 30 miliardi di metri cubi nel 2026.

Due gasdotti per la diversificazione delle forniture di gas ell’Europa

Le infrastrutture del Corridoio Meridionale UE che veicoleranno il gas azero in Europa sono due.

Il Nabucco – compartecipato dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MOL, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Bulgargaz, e dalla tedesca RWE, e sostenuto politicamente da Commissione Europea, Austria, Ungheria, Turchia, Bugaria, Romania, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia – veicolerà gas dalla Turchia in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Gasdotto Trans Adriatico TAP – compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.On, e sostenuto politicamente dai Governi di Italia, Grecia ed Albania – è progettato per veicolare il gas dal confine turco-greco in Puglia attraverso l’Albania, rendendo la Penisola italiana il principale hub del gas azero in Europa.

Matteo Cazzulani

TAP: PROCEDONO I LAVORI DEL GASDOTTO CHE RENDERA L’ITALIA L’HUB EUROPEO DEL GAS DALL’AZERBAIJAN

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 24, 2012

Il consorzio deputato alla costruzione dell’infrastruttura da il via a consultazioni con le comunità territoriali albanesi per l’avvio della fase finale della realizzazione del progetto. La conduttura trasporterà in Puglia 21 miliardi di metri cubi di carburante azero, e consentirà all’Europa di diversificare le forniture di oro blu ed abbattere il monopolio di Russia ed Algeria

L’itinerario della TAP

520 chilometri di lunghezza per veicolare nel Vecchio Continente 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan e garantire all’Europa – e all’Italia – la diversificazione delle forniture di gas dal monopolio russo e algerino. Nella giornata di mercoledì, 22 Novembre, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – ha dato il via ai lavori preliminari per costruzione dell’infrastruttura in Albania.

Come riportato in una nota ufficiale, il consorzio TAP ha avviato la comunicazione dei risultati degli studi di impatto ambientale alle comunità locali albanesi interessate dall’attraversamento dall’infrastruttura.

Lo studio di impatto ambientale tiene conto non solo delle conseguenze che la costruzione del gasdotto ha nei confronti dell’ambiente, ma anche delle conseguenze che l’infrastruttura comporta in termini culturali e socio-economici.

Come dichiarato dal Direttore della sezione albanese della TAP, Albert Haak, il consorzio per la costruzione del Gasdotto Trans Adriatico intende avviare un contatto diretto con la popolazione interessata dal transito dell’infrastruttura per mantenere un rapporto sereno con le comunità locali.

Interesse alla TAP è stato ribadito anche dall’Italia. Lunedì, 21 Novembre, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, ha confermato l’interesse della compagnia Enel a compartecipare alla TAP per garantire il trasporto di gas dal Bacino del Caspio in Italia.

Le parole di De Vincenti, riportate dal Dow Jones Newswires, sono una conferma alle ripetute dichiarazioni della seconda compagnia energetica italiana in merito all’interesse nei confronti del Gasdotto Trans Adriatico.

Lo scorso 27 Settembre, il Governo italiano ha inoltre ufficializzato l’appoggio politico alla TAP con una firma di un documento a New York assieme ai Governi di Grecia e Albania.

Un’infrastruttura europea

Il Gasdotto Trans Adriatico è un’infrastruttura progettata nell’ambito del Corridoio Meridionale UE: fascio di condutture concepito per veicolare gas dall’Azerbaijan in Europa senza transitare, né dipendere, da infrastrutture controllate dalla Russia, dalle cui forniture di gas l’Europa, nel suo complesso, già dipende per il 40% del suo fabbisogno continentale.

La TAP condurrà il gas azero dal confine turco-greco attraverso l’Albania e il Mar Adriatico fino al Comune di Meledugno, nei pressi di Brindisi, da dove l’oro blu centroasiatico sarà immesso nel sistema europeo, rendendo l’Italia il principale hub del carburante del Bacino del Caspio in UE.

Il Gasdotto Trans Adriatico è compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL, e dalla tedesca E.On. Oltre che l’Enel, interesse alla compartecipazione nella TAP è stato espresso anche dal colosso britannico British Petroleum.

L’interesse della British Petroluem è importante per rafforzare il Gasdotto Trans Adriatico: il colosso britannico è tra i partner del giacimento Shakh Deniz – da cui proverrà il gas azero diretto in Europa – e, di recente, ha firmato l’ingresso del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

La TANAP è il gasdotto attraverso il quale il gas dell’Azerbaijan verrà veicolato dalla Turchia orientale fino all’inizio della TAP, presso il confine turco-greco.

Il Gasdotto Transanatolico è sostenuto dai governi di Turchia e Azerbaijan, ed è compartecipato, oltre che dalla British Petroleum, dai colossi azero e norvegese, SOCAR e Statoil, dalle compagnie turche Botas e TPAO, e dalla francese Total.

Matteo Cazzulani