LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

HOLLANDE A VARSAVIA CRITICATO DA KWASNIEWSKI E DALLA STAMPA POLACCA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on March 13, 2012

Il candidato socialista alla presidenza francese è stato contestato per l’assenza di coraggio e di competenza geopolitica in seguito a un dibattito durante il quale, su problematiche europee di primaria importanza, ha espresso pareri totalmente contrastanti rispetto a quelle dell’ex-Presidente polacco: anch’egli di orientamento progressista

Il candidato socialista francese, Francois Hollande

Stesso colore partitico ma differente esperienza storica e prospettiva geopolitica. E’ questo il quadro della sinistra europea emerso nella giornata di venerdì, 9 Marzo, quando il candidato socialista alla Presidenza francese, Francois Hollande, è stato protagonista di un dibattito col Capo di Stato Emerito polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski.

Dopo un incontro con l’attuale Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski – unico Capo di Stato e di Governo europeo ad avere accettato un colloquio con il leader della sinistra francese – Hollande è stato ospite presso la sede del più autorevole giornale polacco, Gazeta Wyborcza, per un dibattito sul futuro dell’Europa.

Ad aprire la discussione è stata una domanda del fondatore della Wyborcza, lo storico dissidente di Solidarnosc al regime sovietico, Adam Michnik, in merito all’immagine che la Polonia ha oggi in Francia. Brillante la risposta di Hollande, che ha dichiarato di apprezzare il Paese e la sua cultura, e di non condividere chi, nella politica cisalpina – leggasi l’ex-Presidente Jacques Chirac – ha considerato i polacchi un popolo di idraulici che perdono l’occasione di tacere in ambito europeo.

Malgrado la captatio benevolentiae iniziale, presto è però emerso che le idee di Hollande sono nettamente su un altro piano rispetto a quelle che i progressisti polacchi sostengono per il rafforzamento dell’UE. Ad esempio, il francese si è detto a favore di una comune politica sociale pianificata a tutti i Paesi dell’Unione: proposta che la Polonia declina, in quanto gli Stati sottoposti a mezzo secolo di dominio sovietico – più della metto dell’Unione Europea di oggi – hanno, per motivi storici, esigenze differenti rispetto a quelli Occidentali.

Agli antipodi anche la visione in campo economico. Hollande ha sottolineato la necessità di dividere l’Europa in diversi livelli di integrazione, a seconda dell’appartenenza monetaria: una soluzione osteggiata da Varsavia, che, contrariamente a Parigi, sostiene l’inclusione di tutti i Paesi del Vecchio Continente nell’ambito decisionale in merito alle comuni politiche economiche, anche di quelli che, come la Polonia, non hanno ancora adottato l’euro.

Ancor più evidenti, se non totalmente abissali, sono emerse le differenze in politica estera. Kwasniewski ha illustrato come sia fondamentale per l’Unione Europea non chiudere le porte all’integrazione dei vicini orientali, prima ancora che impegnarsi in politiche di avvicinamento rivolte agli stati nordafricani che si affacciano sul Mediterraneo.

In particolare, l’ex-Capo di Stato Polacco ha evidenziato l’importanza di aiutare i democratici bielorussi oppressi dal regime di Aljaksandar Lukashenka, e di mantenere prospettive di inserimento nella comunità euro-atlantica per l’Ucraina: onde evitare che questo Paese, europeo per storia, cultura e tradizioni – ma in cui l’Opposizione Democratica è fortemente repressa a causa della deriva autoritaria impressa dal Presidente, Viktor Janukovych – sia attratto dalla sfera di influenza della Russia.

“L’Ucraina non è nella lista dei Paesi europei candidati all’ingresso nell’Unione- ha risposto Hollande, in piena discordanza con quanto precedentemente enunciato dal suo collega di Partito continentale – e lo stesso vale per la Turchia. Nei confronti di Lukashenka, bisogna sì interrompere la sistematica violazione dei diritti umani e della democrazia. Con la Russia, invece, l’Europa deve collaborare, e parlare con una voce sola”.

Delusa, ma non troppo, la reazione di Kwasniewski. Da Capo di Stato navigato – a cui si deve il merito di avere portato la Polonia in Europa e nella NATO, e di avere svolto un ruolo fondamentale per la risoluzione in positivo del processo democratico in Ucraina del 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione – il polacco ha apprezzato l’impegno che Hollande ha dichiarato di voler profondere per il rafforzamento dell’Europa, pur ammettendo una certa delusione per la visione del transalpino in politica estera.

“Non mi aspettavo accenti forti per quanto riguarda la politica orientale – ha dichiarato Kwasniewski in un’intervista a Radio TOK FM – Ucraina e Bielorussia sono tematiche difficili per i francesi, che, in generale, sono poco competenti in merito. Possono anche arrivare a conoscere meglio l’Europa dell’Est, ma, alla fine, la vedono sempre con le lenti della Russia”.

Ancor più critico è stato il parere espresso dal noto colonnista di Gazeta Wyborcza, Marcin Wojciechowski, che in un commento dal titolo “Candidato Hollande, anche l’Est è Europa!” ha espresso forti critiche in merito all’assenza di prospettiva geopolitica dimostrata dal candidato socialista, il quale, stando ai sondaggi, ha tutta la probabilità di sconfiggere l’attuale Presidente, il popolare Nicolas Sarkozy, alle prossime elezioni presidenziali francesi.

“Noi polacchi crediamo che l’Ucraina sia Europa, ed è bene che Michnik e Kwasniewski lo abbiano ricordato a Hollande. Una volta, la sinistra francese si distingueva dalla destra per le aperture alla Turchia, ma con l’attuale candidato sembra che i socialisti siano di poco diversi i popolari oggi al governo. In Francia rappresenterà sì un’alternativa politica a Sarkozy – ha continuato – ma Hollande non ha né il carisma, né le competenze che si richiedono a chi risiede alla guida di Parigi”.

Il socialista transalpino in contrasto coi suoi stessi colleghi in Europa

Del resto, la posizione di Hollande sembra essere non solo in contrasto con quella della Polonia, ma persino isolata a livello continentale. Giusto pochi giorni prima del dibattito, il Presidente del Parlamento Europeo, il tedesco Martin Schulz – Leader dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei – ha illustrato il ruolo fondamentale dell’Ucraina per l’Unione Europea, nonostante gli arresti politici della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro – e anima della Rivoluzione Arancione – Julija Tymoshenko, e dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, intralcino il processo di integrazione di Kyiv con Bruxelles.

Sostenitore delle prospettive europee dell’Ucraina si è detto anche il Parlamentare Europeo austriaco Hannes Swoboda. In un’intervista concessa lo scorso Gennaio al portale Lombardi nel Mondo, l’esponente socialdemocratico ha illustrato come la politica UE nei confronti dei Paesi del Mediterraneo sia sì importante, ma non più dell’integrazione europea dell’Ucraina, nonostante la condotta autoritaria del Presidente Janukovych abbia quasi totalmente annichilito la democrazia a Kyiv, e isolato il suo Paese a livello internazionale.

“E’ nell’interesse di Bruxelles un’Ucraina quanto più integrata nel Vecchio Continente – ha dichiarato Swoboda a Lombardi nel Mondo – perché solo così sarà possibile stimolare progressi anche a Mosca. Senza un’Ucraina democratica non avremo mai un’Europa totalmente libera”.

Matteo Cazzulani

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