LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina. Gli Exit-Pool danno Poroshenko Presidente già al Primo Turno

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 25, 2014

Il Candidato indipendente appoggiato dal partito moderato UDAR avanti negli Exit-Pool a Yulia Tymoshenko. Sorpresa Lyashko, crollano i candidati del Partito di Yanukovych

Partita chiusa al primo turno. Questo sembra essere il responso delle Elezioni Presidenziali ucraine di Domenica, 25 Maggio, dopo che l’exit-poll nazionale ha certificato la vittoria di Petro Poroshenko.

Candidato indipendente sostenuto dal Partito moderato UDAR, famoso ‘oligarca della cioccolata’ che ha dato ausilio alla Rivoluzione Arancione nel 2004, e che ha sostenuto la Rivoluzione della Dignità del Maydan nel l’inverno del 2013 contro il Regime di Viktor Yanukovych, avrebbe ottenuto il 52% dei consensi.

Seconda, con il 12% dei voti, Yulia Tymoshenko: ex-Primo Ministro, recente detenuta politica sotto il regime di Yanukovych, anima della Rivoluzione Arancione sostenuta dal suo Partito di orientamento democratico-popolar-sociale Batkivshchyna.

Terzo, a sorpresa, Oleh Lyashko, fuoriuscito di Batkivshchyna, ora a capo del Partito radicale che porta il suo nome.

Staccato l’ex-Ministro della Difesa, candidato del Partito Alleanza Civica di orientamento atlantista Anatoliy Hrytsenko che si è classificato quarto con il 7% circa dei consensi.

Basso il risultato dei candidati del Partito delle Regioni di Yanukovych:
l’ex-Vicepremier Serhiy Tihipko ha ottenuto il 4% dei voti, mentre il Sindaco di Kharkiv, Mykhaylo Dobkin, ha ottenuto poco più del 2%.

Se confermati, i risultati dell’exit-pool consegnano la vittoria ad una personalità, Poroshenko, che ha mantenuto un aspetto più conciliante e meno politicamente marcato rispetto ai suoi avversari.

Poroshenko, già Ministro dello Sviluppo Economico sotto l’Amministrazione Yanukovych e, prima ancora, Ministro degli Esteri nel secondo Governo Tymoshenko, dovrà ora affrontare l’aggressione militare della Russia nelle regioni orientali del Paese e, nel contempo, rafforzare le relazioni dell’Ucraina con l’Europa.

Matteo Cazzulani
Analista di Politica dell’Europa Centro-Orientale
Twitter: @MatteoCazzulani

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ELEZIONI PRESIDENZIALI UCRAINE: KLICHKO STA CON POROSHENKO, YATSENYUK CON TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2014

Il ‘Paperone Arancione’, ottenuto l’appoggio del Partito moderato UDAR, promette l’integrazione dell’Ucraina in Europa nel 2025 e invita ad avvalersi della pressione internazionale per riprendere possesso della Crimea. L’ex-Premier, candidata dalla sua forza partitica social-popolar-democratica Batkivshchyna e supportata dall’attuale Capo del Governo, ritiene necessaria la modernizzazione dell’esercito e l’integrazione ucraina nelle strutture difensive dell’Occidente

Il duello tra i due principali partiti del campo democratico ucraino era stato ampiamente preannunciato e, dinnanzi ai primi movimenti per le Elezioni Presidenziali ucraine, ha dato già vita a coalizioni ampie che potranno cambiare gli assetti politici del Paese. Nella giornata di sabato, 29 Marzo, la Commissione Elettorale Centrale ucraina ha registrato le candidature di 26 personalità, tra cui, secondo tutte le rilevazioni sociologiche, a concorrere per il posto di Presidente ucraino sono però soltanto l’oligarca arancione Petro Poroshenko e l’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, già Ministro degli Esteri e dello Sviluppo Economico in diversi Governi, Poroshenko, altrimenti noto come ‘paperone arancione’ per avere sostenuto nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, può godere del favore dei sondaggi e, sopratutto, del sostegno del Partito di ispirazione moderata UDAR, guidato dal pugile convertitosi alla politica Vitaly Klichko.

Durante il Congresso di UDAR, Klichko, che in cambio ha ottenuto da Poroshenko il via libera a correre per diventare Sindaco di Kyiv, ha ritenuto necessario appoggiare il candidato con il più alto rating per unire le forze che hanno dato vita alla protesta pacifica sul Maydan contro la Dittatura dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Poroshenko, candidato in grado di intercettare sia il voto moderato che quello progressista, in un’intervista sul suo 5 Kanal ha dichiarato l’intenzione di portare l’Ucraina all’interno dell’Unione Europea entro il 2025, ed ha proposto di utilizzare l’appoggio internazionale per portare la Russia, anche per mezzo di sanzioni, a restituire all’Ucraina la Crimea.

La principale avversaria di Poroshenko è Yulia Tymoshenko: ex-Premier, già eroina della Rivoluzione Arancione e vittima esemplare delle repressioni politiche di Yanukovych, che, durante il congresso del suo Partito di ispirazione social-popolar-democratica, ha dichiarato la necessità di potenziare l’esercito ucraino per non concedere ai russi nemmeno un centimetro del territorio nazionale ucraino.

La Tymoshenko, che ha deciso di candidarsi malgrado gli inviti provenuti da diversi ambiti della politica ucraina che la vede come incapace di intercettare la domanda di novità proveniente dall’elettorato ucraino -ed anche da parte della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che sostiene Klichko- ha inoltre ritenuto necessario integrare l’Ucraina nelle strutture difensive Occidentali, ed ha invitato la Comunità Internazionale ad intensificare le sanzioni nei confronti della Russia di Putin.

A sostenere l’eroina della Rivoluzione Arancione è stato in maniera moderata il Premier, Arseniy Yatsenyuk, che a lungo è stato Leader in pectore di Batkivshchyna durante la detenzione della Tymoshenko, e che, pur sottolineando la sua neutralità istituzionale in quanto Capo del Governo, ha illustrato di avere l’intenzione di procedere nel cammino comune con Lady Yu.

Il duello ‘arancione’ tra Poroshenko e Tymoshenko, che si fa sulla carta sempre più probabile, ha tutte le carte in regola per mutare l’assetto politico ucraino dalla storica divisione tra ovest ed est -divisione solamente elettorale e NON tra filo europei e filorussi, come certa stampa vorrebbe invece presentare- ad un sistema del tutto simile a quelli dell’Europa Centrale, oppure simile a quelli dell’Europa Occidentale con una destra cristianodemocratica ed una sinistra socialdemocratica.

Con l’accordo tra Poroshenko e Klichko, si potrebbe rafforzare una piattaforma creata sulla base di un Partito, UDAR, che riprende i principi della cristiano-democrazia tedesca -non a caso la forza partitica di Klichko è appoggiata dalla Merkel, ed ha firmato con la polacca Piattaforma Civica del Premier Tusk un Accordo di Collaborazione- con un candidato in grado di rappresentare una sinistra ‘alla polacca’ vicina al grande business.

La Tymoshenko, venuto meno il sostegno della Merkel, si trova ora a scegliere se recuperare il suo passato socialdemocratico dei tempi in cui era esponente di spicco del Partito Hromada -una scelta che potrebbe implicare l’avvicinamento al Partito dei Socialisti Europei- o se portare Batkivshchyna -che come UDAR è osservatore del Partito Popolare Europeo- ad assumere posizioni più conservatrici simili a quelle dei polacchi di Diritto e Giustizia.

Quest’ultima scelta potrebbe consentire alla Tymoshenko di disinnescare la minaccia anti-europea caratterizzata dai Candidati di estrema destra Oleh Tyahnibok, Capo del Partito Svoboda, e Dmytro Yarosh di Pravy Sektor. La decisione, invece, di spostare Batkivschyna più a sinistra consentirebbe di attingere ad un potenziale bacino elettorale che potrebbe guardare al candidato dei comunisti Petro Symonenko.

Altri candidati senza speranza

Tra i candidati dati senza particolari possibilità di vittoria ci sono gli esponenti del Partito delle Regioni di Yanukovych Mykhaylo Dobkin e Serhiy Tihipko: il primo, indagato per brogli elettorali e incitamento alla sommossa contro lo Stato, ha ottenuto la nomination ufficiale della forza partitica, forte anche dell’appoggio delle oligarchie della metallurgia di Donetsk capitanate da Rinat Akhmetov.

Il secondo, Tihipko, rappresenta invece gli interessi degli oligarchi del settore chimico ed energetico, tra cui Dmytro Firtash: già principale finanziatore di Yanukovych nell’ultimo periodo di attività politica dell’ex-Presidente.

Altri candidati già registrati sono l’ex-Ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko per conto del Partito Posizione Civica, e l’ex-Sindaco di Leopoli Vasyl Kuybida per conto dello storico Narodny Rukh di ispirazione liberale

Matteo Cazzulani
Analista politico dell’Europa Centro-Orientale
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POROSHENKO AVANTI SU TYMOSHENKO E KLICHKO: ECCO COME CAMBIA LA GEOGRAFIA ELETTORALE IN UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 29, 2014

Tutti i sondaggi danno per favorito nella corsa alla presidenza ucraina il ‘paperone arancione’ che potrebbe creare un ticket con il Leader di UDAR: ex-pugile in difficoltà dopo la destituzione della dittatura nel Paese. In crisi anche l’ex-Premier, che non riesce a compattare il sostegno del suo partito Batkivshchyna, mentre il Partito della Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych è alle prese con il regolamento di conti interno.

Il 1153esimo uomo più ricco del mondo, proprietario di una nota dolciaria, già Presidente del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa e Capo della Banca Nazionale Ucraina sotto la Presidenza Yushchenko, Ministro degli Esteri nel secondo Governo Tymoshenko, e Ministro dello Sviluppo Economico sotto il regime di Yanukovych. Questo potrebbe essere l’identikit del prossimo Presidente ucraino che, secondo tutte le rilevazioni sociologiche, sembra proprio essere Petro Poroshenko.

Oltre ai numeri dei sondaggi, che lo danno in netto vantaggio rispetto a qualsiasi altro competitor, a testimoniare la forza politica del ‘paperone arancione’ d’Ucraina -Poroshenko è stato uno dei più importanti sostenitori della Rivoluzione Arancione del 2004, e si è distinto nel 2013-2014 durante la recente rivoluzione nonviolenta contro il regime del dittatore Yanukovych- sono anche gli umori della gente, che vedono in Poroshenko una personalità competente in grado di porre un taglio netto con la politica di un passato caratterizzato da instabilità e corruzione.

Poroshenko non solo sa catturare la voglia di cambiamento degli ucraini, ma è anche l’unico esponente politico che, ad oggi, gode di un consenso ampio e trasversale, che parte dalla città natale di Vynnitsya -in cui ha sempre investito molto per migliorare servizi e decoro urbano- per arrivare sia al resto dell’Ucraina Occidentale, finanche alle regioni russofone -ma non russofile- dell’Oriente del Paese.

Inoltre, Poroshenko ha dalla sua il mezzo televisivo del 5 Kanal: emittente che, negli ultimi anni, fin dalla Rivoluzione Arancione, ha saputo guadagnarsi larga stima tra gli spettatori ucraini grazie alla sua continua opera di informazione.

La principale vittima della candidatura di Poroshenko, sondaggi alla mano, sembra essere l’ex-Premier Yulia Tymoshenko: eroina della Rivoluzione Arancione e vittima esemplare delle repressioni politiche attuate da Yanukovych tra il 2010 e il 2014 che, liberata dalla detenzione dopo la destituzione di Yanukovych, ha dichiarato l’intenzione di candidarsi alle prossime Elezioni Presidenziali.

La scelta della Tymoshenko, formalmente sostenuta dal Partito di ispirazione social-popolar-democratico Batkivshchyna da lei fondato nel 2001, è stata tuttavia osteggiata da alcuni esponenti della sua medesima forza politica, che hanno consigliato all’ex-Premier di tenere conto di come diverse rilevazioni sociologiche abbiano indicato un basissimo tasso di gradimento nei suoi confronti.

La Tymoshenko è vista dalla maggior parte degli ucraini come un politico appartenente ad un’epoca che la rivoluzione pacifica contro Yanukovych ha voluto cancellare: corruzione, gestione personalistica del potere e populismo sono le principali accuse che vengono mosse all’ex-Premier da ucraini spesso dimentichi di come la Tymoshenko abbia comunque rappresentato per l’Ucraina il ‘meno peggio’ e sia stata l’unico rappresentante politico su cui l’Europa abbia potuto sempre e comunque trovare uno stabile e serio interlocutore.

A testimoniare il basso gradimento goduto oggi dalla Tymoshenko -di cui tuttavia non bisogna sottovalutare la stragrande capacità mediatica- sono non solo il passaggio del ‘mago dei numeri e della sociologia’ di Batkivshchyna, Ihor Hryniv, alla corte di Poroshenko, ma anche i recenti colloqui tra il Premier, Arseniy Yatsenyuk -che è il Leader in pectore di Batkivshchyna- e il ‘paperone arancione’, avviati nonostante la Tymoshenko abbia promesso di mantenere l’attuale Primo Ministro alla guida del Governo in caso di vittoria alle presidenziali.

Altro grande sconfitto dalla discesa in campo di Poroshenko sembra essere il Leader del Partito di ispirazione moderata UDAR, Vitaliy Klichko: pugile convertitosi alla politica che durante la rivoluzione pacifica del Maydan contro Yanukovych era dato come certo vincitore delle elezioni presidenziali.

A pagare per Klichko è stata l’uscita di scena di Yanukovych, a cui l’ex-pugile si è sempre contrapposto, facendo leva sul suo passato da cittadino tedesco e sull’appoggio esplicito datogli dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e dal Partito Popolare Europeo.

Così come la Tymoshenko, anche Klichko, con la destituzione di Yanukovych, ha esaurito buona parte del suo appeal presso gli elettori ucraini, che oggi sembrano preferire il più rassicurante Poroshenko come prossimo Presidente. Per questo, l’ex-pugile ha avviato consultazioni con il ‘paperone arancione’ per realizzare un ticket potenzialmente vincente.

Secondo l’intesa politica, Poroshenko supporterebbe la corsa di Klichko a Sindaco di Kyiv contro l’ex-Ministro degli Interni Yuri Lutsenko -altra vittima esemplare della repressione di Yanukovych e membro di Batkivshchyna- in cambio del sostegno di UDAR in Parlamento, dove il ‘paperone arancione’, che non ha una sua forza politica, è alla ricerca di parlamentari a lui fedeli per potere formare un Governo alleato in caso di vittoria alle Elezioni Presidenziali.

Oltre che nel campo democratico arancione, acque agitate sono anche nello schieramento del Partito delle Regioni dell’ex-Presidente Yanukovych, ora alle prese con un regolamento dei conti interno tra correnti che rappresentano gli interessi di differenti clan di oligarchi dell’est del Paese.

Nel congresso di venerdì, 28 Marzo, il Partito delle Regioni ha deciso di candidare alla presidenza del Paese Mykhaylo Dobkin: ex-Governatore della Regione di Kharkiv, accusato di avere falsificato le Elezioni Amministrative del 2010, con cui ha vinto sull’attuale Ministro degli Interni Arsen Avakov di Batkivshchyna, che rappresenta gli interessi di Rinat Akhmetov, oligarca della metallurgia e proprietario della nota squadra di calcio Shakhtar Donetsk.

Sconfitta è stata la posizione dell’ex-Ministro degli Interni, Serhiy Tihipko, rappresentante degli interessi del settore chimico ed energetico di Dmytro Firtash che, dopo essere stato per gli ultimi anni del suo potere il principale finanziatore di Yanukovych, sembra ora perdere il controllo del Partito delle Regioni.

L’Ucraina va forse verso un sistema politico che guarda all’Europa

Se il Presidente russo, Vladimir Putin, dovesse decidere di non invadere l’Ucraina, come invece le ultime notizie sembrano confermare con un ampio margine di sicurezza, lo scenario politico ucraino potrebbe forse vedere un’importante maturazione verso un sistema più europeo, che comporta il superamento della storica divisione elettorale tra l’Ovest e l’est del Paese.

Sia Poroshenko che la Tymoshenko, ed anche Klichko, sono infatti capaci di raccogliere consensi in più aree geografiche del Paese: per questo, la competizione potrebbe essere giocata su un piano più esclusivamente programmatico, in cui un candidato più progressista -Poroshenko- che ha le potenzialità di rappresentare una sinistra ‘alla polacca’,ossia vicina agli imprenditori, si fronteggia con un centro social-popolare -Tymoshenko- ed un candidato decisamente più moderato -Klichko- che ricopre le posizioni della cristiano-democrazia tedesca.

Matteo Cazzulani
Analista politico dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale
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UCRAINA: AL VIA LA CAMPAGNA ELETTORALE CON AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 31, 2012

Presentate le liste dei candidati alle consultazione parlamentare da parte del Partija Rehioniv e dell’Opposizione Unita Bat’kivshchyna, con qualche sorpresa e molte conferme. Aggredito il noto reporter della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, prima del congresso del Partito del Potere, al quale non hanno potuto partecipare i rappresentanti della stampa

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Prima una collisione tra la sua moto e la potente Escort nera, poi la lite vis a vis con una guardia del corpo di un parlamentare, culminata con il sequestro illegale dell’Iphone con cui il noto cronista della Ukrajins’ka Pravda, Mustafa Nayem, aveva filmato l’accaduto. E’ con questa scena che nella giornata di lunedì, 30 Luglio, si è aperto il Congresso del Partija Rehioniv, nel quale il partito del potere – a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, quasi tutti i Ministri e i governatori degli enti locali – ha stabilito i nomi da inserire nella lista che concorrerà alle prossime Elezioni Parlamentari.

Ospiti sgraditi della kermesse sono stati i giornalisti. Oltre all’aggressione a Nayem – che già in passato è stato minacciato direttamente dal Presidente Janukovych per avere indagato sull’utilizzo del danaro pubblico da parte del Capo dello Stato per la costruzione della lussuosa villa a Mezhyhir’ja – gli operatori della stampa si sono visti negare l’ingresso nell’enorme edificio affittato dal Partija Rehioniv a Kyiv.

Solo i delegati hanno potuto potuto entrare. Essi, dopo circa mezz’ora, hanno potuto visionare la composizione della lista compilata precedentemente dal politbiuro e, in perfetto stile sovietico, hanno ratificato la decisione con una votazione bulgara.

Tra i primi candidati del listino del Partija Rehioniv figurano il Premier, Mykola Azarov, il Vicepremier, Serhij Tihipko, il Segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale, Andrij Kljujev, e il Capogruppo in Parlamento, Oleksandr Jefremov. A sorpresa, al secondo posto del listino è stata inserita la cantante Tajisa Povalij, che ha dedicato il suo discorso di investitura ad una dichiarazione di assoluta fedeltà al Presidente Janukovych: presente al Congresso nonostante il ruolo di garante della Costituzione da lui ricoperto avesse previsto la sua assenza.

Totalmente differente è apparsa la situazione nel Congresso dell’Opposizione Democratica, che si presenta alle urne come Opposizione Unita “Bat’kivshchyna” – “Patria” in ucraino. La presentazione del listino – composto anch’esso nelle sedi di partito e ratificato all’unanimità dei delegati – è avvenuta in strada, con la presenza della stampa, nel cuore del mattino a pochi passi dal Parlamento, dove poche ore più tardi è stata convocata una seduta plenaria urgente.

A guidare la lista dell’Opposizione Unita sarà Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro e carismatica leader della Rivoluzione Arancione, di recente arrestata per motivi politici. Seguono l’ex-Speaker del Parlamento, Arsenij Jacenjuk, l’ex-Vice Premier Oleksandr Turchynov, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: anch’egli detenuto in carcere dopo un processo politico dalla dubbia regolarità.

A sorpresa, l’Opposizione Unita – che con tutta probabilità vedrà cancellata la candidatura della Tymoshenko e di Lucenko per via della loro reclusione – ha candidato anche la moglie dell’ex titolare del dicastero degli Interni, Iryna Lucenko, e il Direttore della televisione TVi, Mykola Knjazhyc’kyj, su cui di recente le Autorità ucraine hanno aperto un fascicolo che potrebbe portare alla chiusura di uno dei pochi canali indipendenti rimasti in Ucraina.

Oltre alla presentazione dei nominativi che compongono le liste, i congressi sono stati anche l’occasione per l’illustrazione dei programmi che le due principali forze politiche – date dai sondaggi appaiate a circa il 20% ex aequo – intendono realizzare in Parlamento. Il Partija Rehioniv, che Governa dal Marzo 2010, ha promesso l’innalzamento del PIL al 5%, stabilità finanziaria e politica, miglioramento dell’immagine dell’Ucraina nel Mondo, e l’integrazione di Kyiv sia con la Russia che con l’Europa.

L’Opposizione Unita ha invece promesso la lotta ad ogni forma dei monopolio in ogni settore dell’economia nazionale, detassazione nei confronti della popolazione, innalzamento degli stipendi minimi per alcune categorie – impiegati, medici, insegnanti ed accademici – facilitazione dell’erogazione dei crediti per gli agricoltori, procedura di impeachment per il Presidente Janukovych, e ripresa del cammino di integrazione con l’Europa con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – che Bruxelles ha congelato dopo l’arresto politico della Tymoshenko.

L’incognita dei brogli, dell’uninominale e il precedente del 2002

Le Elezioni Parlamentari ucraine rappresentano anche un importante test per l’Ucraina, a cui sono legati i destini geopolitici di Kyiv. Infatti, se la consultazione dovesse essere caratterizzata da brogli ed irregolarità a favore delle Autorità governative – come già accaduto nel corso delle Amministrative del 2010 – l’Ucraina vedrebbe chiusa per sempre la possibilità di entrare in Europa e di avvicinarsi all’Occidente in tempi brevi.

Qualora la consultazione dovesse svolgersi in maniera regolare, a decidere la maggioranza politica potrebbe essere l’esito della consultazione nei i collegi uninominali, nei quali sono eletti la metà dei Parlamentari. Molti tra i candidati indipendenti che prendono parte alla consultazione possono infatti scegliere se entrare a far parte di una o dell’altra coalizione.

Nel 2002, l’ultimo anno in cui in Ucraina si è votato con simile sistema, i candidati eletti nell’uninominale hanno aderito in massa allo schieramento filo-presidenziale, e hanno così consegnato all’allora Capo di Stato, Leonid Kuchma, la maggioranza nonostante le urne avessero consegnato più voti al Partito di opposizione liberale e filo-occidentale Nasha Ukrajina, guidato dal futuro presidente arancione Viktor Jushchenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PASSA LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 18, 2011

La maggioranza postsovietica innalza età pensionabile e soglia minima per la previdenza. Contraria Opposizione Democratica e comunisti

Il ministro agli affari sociali, Serhij Tihipko

Più a lungo al lavoro con più anni per la retribuzione minima e minore massimale previdenziale. Questa la sorte dei lavoratori ucraini prevista dalla riforma delle pensioni approvata dalla Rada giovedì, 16 Giugno.

Il DDL, che deve essere ancora votato in Seconda Lettura per la ratifica definitiva, istituisce l’eta minima per l’ottenimento delle nuove paghe previdenziali da 20 a 30 anni per le donne, e da 25 a 35 anni per gli uomini, e, sopratutto, innalza, seppur gradualmente, l’eta pensionabile a 62 anni per i lavoratori e a 60 per le lavoratrici, secondo uno scalino di 6 mesi all’anno, da conteggiare a partire dal Primo di Settembre 2011.

Cifre che in Italia, forse, fanno sorridere, ma non in Ucraina, dove la vita media è molto più bassa della media UE e, sopratutto, il 60% della popolazione ottiene una paga sotto la media. Questo perlomeno quanto dichiarato dal Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko, autore di un progetto di legge fortemente contestato dalle opposizioni.

L’esponente del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Mykola Tomenko, ha contestato il documento in quanto sterile ed estremamente gravoso per il popolo ucraino. Nello specifico, il Vice-Speaker della Rada del principale partito dell’Opposizione Democratica ha evidenziato come in ogni Paese europeo la riforma delle pensioni sia il frutto di uno scrupoloso lavoro pregresso, e non, come in Ucraina, un provvedimento calato dall’alto.

Contrario anche l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk, che ha proposto tagli all’apparato statale, anziché alle pensioni dei lavoratori. Il Deputato nazionale di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona ha illustrato come, in proporzione, i Prefetti delle varie regioni guadagnino somme maggiori rispetto al Cancelliere della Germania.

L’Europa come esempio

Richiami all’Europa che, oltre a dimostrare l’orientamento liberale-patriottico di un’opposizione sempre più repressa, hanno convinto al voto contrario persino i comunisti, ma non il resto della maggioranza postsovietica.

A favore della riforma si sono schierati 245 Parlamentari del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – della Narodna Partija – il Partito dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn – il gruppo Riforme per il Futuro, ed il gruppo di parlamentari di Viktor Baloha e David Zhvanja, seppur formalmente ancora iscritti in Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona: contraria assieme a Bat’kivshchyna – forza moderata guidata dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – e comunisti.

Per divenire esecutivo, il documento deve essere approvato in seconda lettura, prima della quale è possibile apportare emendamenti.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: L’UCRAINA AVANTI SU GAS E NUCLEARE

Posted in Guerra del gas, Ukraina by matteocazzulani on April 1, 2011

La nuova strategia di sviluppo economico preventiva finanziamenti per ristrutturazione e costruzione di nuove centrali atomiche, ma tagli al carbone. Previsto aumento el 30% per il gas per l’ottenimento del prestito del Fondo Monetario Internazionale. Modello polacco per la riforma previdenziale

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Al nucleare nessuna aleternativa. Nella giornata di giovedì, 31 Marzo, il governo ucraino ha presentato il nuovo piano di sviluppo energetico. Un programma complesso, ancora tutto da emendare. Basato, tuttavia, su solidi obiettivi, quali investimenti su nucleare, ed idroelettrico.

Nello specifico, Kyiv ha previsto 780 miliardi di Hryvnje per la ricostruzione, e la messa in sicurezza, dei siti di proprietà delle compagnie Enerhoatom, Ukrenerho, ed Ukrhidroenerho. Nel contempo, è stata preventivata la costruzione di altri 4 reattori nella centrale atomica di Khmel’nyc’kyj.

Il documento corregge la rotta impressa, nel 2006, dal Governo Jekhanurov — formato da Nasha Ukrajina e socialisti, con l’appoggio esterno del Partija Rehioniv, voluto dall’allora presidente, Viktor Jushchenko, dopo aver dimissionato Julija Tymoshenko — secondo la quale l’Ucraina, entro il 2030, avebbe dovuto implementare non solo gli investimenti nel nucleare, ma anche nel carbone.

Oro blu sempre più caro

Alla base della rivista strategia, supportata dal Premier, Mykola Azarov, ma contrastata dall’Opposizione Democratica per i troppi lati oscuri circa i finanziamenti, il gas. Kyiv dipende fortemente dall’oro blu di Mosca, al punto da programmare l’aumento dello sfruttamento dei propri giacimenti. Peraltro, in collaborazione con la compagnia italiana ENI.

In aggiunta, l’Ucraina ha preventivato un aumento del 30% della bolletta del gas per la popolazione, necessario per l’ottenimento della terza tranche del prestito del Fondo Monetario Internazionale.

L’ennesimo incemento, dal momento in cui, sempre per ottenere la prima rata del finanziamento FMI, già lo scorso Primo di Agosto il governo ha varato l’aumento del gas per l’uso privato del 50%.

Una decisione clamorosa, che ha provocato la protesta della popolazuione, disorientata dal precedente sconto ottenuto dalla Federazione Russa, con gli Accordi di Kharkiv. In cambio, il Presidente, Viktor Janukovych, ha concesso il prolungamento della permanenza della Flotta Russa del Mar Nero in Crimea, fino al 2042.

Noto anche come programma Stand By, il prestito del Fondo Monetario Internazionale prevede l’erogazione all’Ucraina di 8 tranche da 15,5 miliardi di Dollari ciascuna, previo raggiungimento di determinati obiettivi.

Per ottenere il prossimo, l’FMI già ha informato il governo ucraino della necessità di riformare il sistema pensionistico. Il Vice-Premier, e Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko, incaricato della faccenda, ha dichiarato di guardare ad Occidente. Sopratutto, al modello polacco.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LIBERALIZZATE LE PENSIONI. SOVIETIZZATA L’EDUCAZIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 13, 2011

Il Ministro per le Politiche Sociali, Serhij Tihipko, innalza l’età pensionistica per le donne dal Primo di Maggio. Quello dell’Istruzione, Dmytro Tabachnyk, reistituisce la Grande Guerra Patriottica nei manuali di scuola

Il ministro dell'istruzione ucraino, Dmytro Tabachnyk

Festa del Lavoro in agrodolce per i nostalgici del regime sovietico in Ucraina. Nella giornata di sabato, 12 Marzo, il Vice-Premier, e Ministro delle Politiche Sociali, Serhij Tihipko, ha dichiarato che, dal Primo di Maggio, l’età di pensionamento femminile sarà innalzata a 55 anni e 6 mesi.

Una riforma necessaria, secondo il politico, per avviare il sistema di accumulo dei contributi, che vedrà definitivamente luce a partire dal 2013.

Il tempo utile per inserire nel progetto anche fondi privati, provenienti persino dall’estero, indispensabili per il rafforzamento del sistema pensionistico ucraino.

Pronta la reazione della maggioranza di centrosinistra, che appoggia Tihipko. La Commissione per gli Affari Sociali e la Previdenza, in mano a comunisti e Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri — ha espresso parere contrario, e proposto una moratoria all’innalzamento dell’età pensionabile, fino al 2030.

Secondo il documento, l’incremento dei contributi accumulati non basta a garantire pensioni minime, e paghe sociali.

Lecito ricordare che la proposta Tihipko prevede l’incremento dell’età previdenziale femminile da 55 a 60 anni, scaglionata in step di 6 mesi all’anno. Per i lavoratori maschi, l’obiettivo è 62 anni, a patire dal 2013.

Tagliuzzate Rivluzione Arancione ed OUN

Invece, i nostalgici URSS non avranno di che lamentarsi, per quanto riguarda la politica culturale. Sempre sabato, 12 Marzo, il Ministro dell’Istruzione, Dmytro Tabachnyk, ha comunicato l’avvenuta pubblicazione dei nuovi manuali di storia per le classi superiori.

Ripristinato il termine “Grande Guerra Patriottica”, utilizzato in epoca sovietica — ed oggi ancora in Russia — al posto di “Seconda Guerra Mondiale”. Più equilibrato, introdotto, ex lege, dalla Rivoluzione Arancione.

Anch’essa ridotta ad un paragrafetto, così come il ruolo svolto nella lotta patigiana contro i nazisti dall’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini [Nazionalista in ucraino non ha il medesimo significato forte dell’italiano] di Stepan Bandera.

Contro il ministro, la protesta degli studenti di Leopoli, che nel capoluogo galiziano hanno inaugurato l’Istituto dell’Ucrainofobia, dedicato proprio a Tabachnik.

Ad essere rimproverata al politico, la scelta di promuovere il russo a lingua d’esame per le ammissioni all’Università.

E le continue affermazioni, di stampo discriminatorio, nei confronti degli abitanti delle regioni occidentali, definiti “polacchi in grado di divetare niente più che camerieri”.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: ACCORDO RUSSIA-SLOVACCHIA. L’UCRAINA TREMA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 20, 2011

Gazprom si accorda per tre siti di riserva di gas a Bratislava, ed appronta una nuova politica monetaria, basata su rubli e yuan. Protesta Kyiv

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Ricavi in rubli, prestiti in yuan, e costruzioni nel Centro dell’Europa. Non si è fatta aspettare la reazione del monpolista russo del Gas, Gazprom, all’offensiva dell’Unione Europea per la propria indipendenza energetica dalla Russia.

Come riportato dall’agenzia Ukrinform, il ministro dell’Energia russo, Sergej Shmatko ed il suo collega slovacco, Juraj Mishkovy, hanno progettato la costruzione nel Paese centroeuropeo di tre siti di stoccaggio e riserva di gas.

Infrastrutture che, come illustrato da Gazprom, garantiscono alla Slovacchia non solo sicurezza energetica, ma anche costanti forniture di oro blu dal Mosca, da cui Bratislava dipende al 99%.

Tra gli scontenti, l’Ucraina, che contende alla Slovacchia il ruolo di partner più affidabile nel trasporto dell’oro blu russo agli acquirenti dell’Europa Occidentale.

Come sottolineato dal Vice-Premier ucraino, Serhij Tihipko, uno dei vantaggi di Kyiv è il possesso dei maggiori siti di riserva sotterranei. Il fatto che la Russia abbia optato per la costruzione di nuovi, significa rinunciare al rafforzamento della partnership con l’Ucraina. Tanto sperato dal suo Capo di Stato, Viktor Janukovych.

Niente più euro

Inoltre, all’Ucraina potrebbe spettare un altro svantaggio. Come dichiarato dal Direttore Finanziario di Gazprom, Sergej Kruglov, il monopolista russo ha deciso di rafforzare la propria valuta nazionale,vendendo in rubli, anziché in euro, le proprie obbligazioni a bielorussi ed ucraini.

Nel contempo, la medesima politica di utilizzo di valuta fuori mercato porterà Mosca a prestare yuan a Cina ed altri partner asiatici, con cui i rapporti sono sempre più vivaci.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH CONTESTATO ANCHE DAI COMUNISTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 6, 2011

Gli alleati di governo contestano la politica previdenziale del Presidente, e chiedono la testa del suo Ministro. Pronta una riforma elettorale per controllare il consenso

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Scissione a sinistra per la maggioranza di governo. Come dichiarato dal Capo dei comunisti ucraini, Petro Symonenko, la coalizione al potere rischia seriamente di perdere l’appoggio del suo alleato più estremo.

Motivo, una riforma delle Pensioni non condivisa. Che, sommata al Codice del Lavoro, ed ai provvedimenti sociali in cantiere, umilierebbero il proletariato del Paese.

Ad essere contestate, le misure in favore dei grandi industriali, sponsor del principale soggetto della maggioranza, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato al 5 Kanal, Symonenko intende non solo organizzare manifestazioni e picchetti, ma anche silurare il Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko. Dimissioni che, qualora ottenute, manderebbero in crisi la colazione filorussa di centro-sinistra, attualmente al potere.

Un nuovo porcellum

Nel frattempo, Janukovych appronta le contromisure. Nella stessa giornata, il Parlamentare del Partija Rehioniv, Jurij Miroshnychenko, ha comunicato la stesura di una proposta di riforma elettorale.

In essa, ipotizzata l’introduzione di liste aperte, in collegi nominali. In cui, a contare, saranno non più l’appartenenza partitica, ma la singola persona.

Un bene, si direbbe nel Belpaese. Peccato che, sulle Rive del Dnipro, la politica funzioni diversamente. E che, come dimostrato in passato, preferenze e collegi uninominali significato voti di scambio e compravendita del consenso.

Mestiere in cui il partito di governo è molto più abile del campo arancione – in primis, Bat’kivshchyna di Julija Tymoshenko, e Front Zmin di Arsenij Jacenjuk – preferito dal suo elettorato per il contenuto ideologico, patriottico e liberale, più che per le Hryvnje.

Sempre, historia docet.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH AL RIMPASTO DI GOVERNO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 10, 2010

Il restyling non convince l’Opposizione Democratica, che invita al dimissionamento dei veri responsabili della crisi

 

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Cambia la quantità, non la qualità. Nella giornata di giovedì, 9 dicembre, il presidente ucraino, Viktor Janukovych, ha tagliato ministeri ed organi dell’esecutivo, passati da 112 a 63.

 

Tuttavia, più che di uno snellimento dell’apparato statale, si è trattato di una redistribuzione degli incarichi, ottenuta con l’accorpamento dei ministeri soppressi a quelli già esistenti, lasciati a persone di fiducia del Capo dello Stato.

 

Risultato, un numero limitato di dimissionari, ridestinati a nuovi incarichi. Nessuna esclusione eccellente, ed i soliti volti alla guida del Paese.

 

Mantiene il proprio posto il Premier, Mykola Azarov, a cui è stata assegnata la direzione del Centro della Memoria Nazionale, che Janukovych, tra le proteste dell’Opposizione Democratica, è stato sul punto di cancellare.

 

Resta anche il primo vice premier, Andrij Kljujev, a cui è stato affidato il Ministero per lo Sviluppo ed il Commercio. Gli altri Vice Premier, Borys Kolesnikov, Viktor Tykhonov e Serhij Tihipko, ottengono rispettivamente la direzione del dicastero delle Infrastrutture, dell’Edilizia e del Welfare.

 

Altri Ministri salvati, quelli dell’Energia, Jurij Bojko, dell’Ecologia, Mykola Zlochevs’kyj, della Cultura, Mykhajlo Kulynjak, e dell’Agricoltura, Mykola Prysjazhnjuk.

 

Restano al loro posto anche il titolare delle Emergenze, Viktor Baloha – Capo del partito Centro Unito, l’unico titolare non membro del Partija Rehioniv, la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Presidente, Premier e gli altri membri del Consiglio dei Ministri – e quello dell’Istruzione, Dmytro Tabachnyk, noto per le sue posizioni filorusse ed ucrainofobe.

 

Il rimpasto non ha interessato gli Interni, gestiti da Anatolij Mohyl’ov, gli Esteri, ancora nelle mani di Kostjantyn Hryshchenko, la Giustizia, cui Ministro è rimasto Oleskandr Lavrynovych, la Salute, e la Difesa.

 

Bat’kivshchyna denuncia l’imbroglio

 

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Critica l’Opposizione Democratica. La sua Leader, Julija Tymoshenko, ha evidenziato l’inconsistenza dell’operazione, atta solamente ad obbedire, in apparenza, ad una richiesta del Fondo Monetario Internazionale, che ha posto il taglio dei ministeri come condicio sine qua non per l’erogazione del prestito.

 

A contestare il rimpasto, anche il braccio destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov. il vice leader di Bat’kivshchyna ha evidenziato come i tagli richiesti dall’FMI, dal momento in cui il’operazione non ha riguardato l’Amministrazione Presidenziale, i cui funzionari sono stati aumentati a dismisura da Janukovych.

 

“E’ una messinscena – ha dichiarato Turchynov – al comando sono rimaste le medesime persone, responsabili del peggioramento dell’economia, e delle condizioni di vita del Paese, registrate negli ultimi tempi”.

 

Matteo Cazzulani