LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

YURI LUTSENKO TRASFERITO IN UNA COLONIA PENALE PERIFERICA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 1, 2012

L’ex-Ministro degli Interni spostato nella prigione di Chernihiv per scontare la condanna a quattro anni di carcere per abuso d’ufficio. Il politico arancione ritiene la sua condanna politicamente motivata dalla volontà del Presidente Viktor Yanukovych di reprimere il dissenso democratico e filo-europeo nel Paese

Yuri Lutsenko e Yulia Tymoshenko

Avrà una camera capiente con tanto di frigo, boiler e cucinotto, potrà fare attività fisica in palestra, e dedicarsi alla lettura della rivista della polizia “Diritto ed Ordine”. Il tutto a 220 Chilometri dalla Capitale fino al 2015: giusto il tempo di non disturbare il presidente, Vikotr Yanukovuch, durante le Elezioni Parlamentari e Presidenziali.

Nella giornata di venerdì, 31 Agosto, l’ex-Ministro degli Interni ucraino, Yuri Lutsenko, è stato trasportato dal Carcere Lukianivsky di Kyiv alla Colonia Penale di Chernihiv: a più di tre ore d’auto dalla Capitale.

A fare compagnia a Lutsenko, oltre alle guardie carcerarie, saranno altri quattro detenuti che divideranno con lui la camera. Secondo indiscrezioni, riportate dalla ben informata Ukrayinska Pravda, i compagni di cella di Lutsenko sono anch’essi ex-dipendenti del Ministero degli Interni e del corpo di polizia: condannati per diverse motivazioni.

Lutsenko, che si è distinto in ucraina per avere guidato il processo democratico del 2004, noto come Rivoluzione Arancione, e per avere condotto da Capo del Dicastero degli Interni una lotta alla corruzione senza esclusione di colpi, è stato condannato a quattro anni di carcere per abuso d’ufficio e nepotismo.

Il verdetto è maturato in seguito ad un processo irregolare, durante il quale l’imputato, incarcerato preventivamente dal 26 Dicembre 2010, non ha avuto la possibilità di difendersi, né di interloquire con i suoi avvocati.

Inoltre, tutti tra i più di quaranta testimoni chiamati a deporre in Aula hanno confermato l’innocenza dell’ex-Ministro degli Interni, confermando, così, il sospetto che il procedimento a carico di Lutsenko è stato costruito per ragioni politiche.

L’ex-Ministro egli Interni ha individuato nel Presidente Yanukovych il mandante della sua condanna. Il Capo di Stato avrebbe avviato una campagna di repressione del dissenso per eliminare dalla scena politica i suoi rivali più insidiosi, tra cui, oltre a Lutsenko, anche la carismatica ex-Primo Ministro, Yulia Tymoshenko.

La Lady di Ferro ucraina è stata condannata a sette anni di detenzione nella colonia penale di Kharkiv dopo un processo altrettanto surreale rispetto a quello a cui è stato sottoposto Lutsenko. Una volta incarcerata, la Tymoshenko è stata picchiata in cella, ed è stata costretta all’isolamento dai contatti con gli attivisti del dissenso ucraino.

L’Ambasciatore UE accusa Yanukovych di non volere relazioni con l’Europa

A confermare la preoccupazione di Lutsenko in merito allo stato di salute della democrazia ucraina è stato l’Ambasciatore UE in Ucraina, José Pinto Teixeira. Giunto alla fine del suo mandato – alla guida dell’Ambasciata UE subentrerà a breve il polacco Jan Tombinski – il portoghese ha rilasciato un’intervista all’agenzia Interfax-Ukrayina, nella quale ha ammesso che gli arresti di Lutsenko e della Tymoshenko rendono impossibile il completamento del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

“I casi di sentenza politicamente motivati preoccupano l’Unione Europea – ha dichiarato Teixeira – e rendono impossibile la firma dell’Accordo di Associazione [documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato, ed avrebbe varato una Zona di Libero Scambio per aprire il proprio mercato all’economia ucraina, n.d.a.] Bruxelles si è espressa a più riprese per la fine dei processi politicamente motivati, la mancata realizzazione delle indicazioni UE non permettono passi in avanti nel processo di integrazione tra Bruxelles e lo Stato ucraino”.

Inoltre, Teixeira ha lamentato l’assenza di contatti tra l’Ambasciata UE di Kyiv e le Alte Autorità ucraine, a partire dal Presidente Yanukovych, con cui il Diplomatico portoghese si è incontrato poche volte, e solo in occasione della presenza in Ucraina di esponenti di spicco della Commissione Europea.

Il 19 Dicembre 2011, l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina a causa della condanna al carcere dei due protagonisti della Rivoluzione Arancione, Yulia Tymoshenko e Yuri Lutsenko, ed ha posto la loro partecipazione alle prossime Elezioni Parlamentari come condicio sine qua non per riprendere il dialogo tra Bruxelles e Kyiv.

Nella giornata di mercoledì, 29 Agosto, la Commissione Elettorale Centrale ha escluso la Tymoshenko e Lutsenko dalle liste dell’Opposizione Democratica Unita.

Matteo Cazzulani

Advertisements

UCRAINA E BIELORUSSIA DICHIARANO GUERRA DIPLOMATICA ALL’UNIONE EUROPEA

Posted in Bielorussia, Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on March 1, 2012

Il Ministero degli Esteri ucraino denuncia l’intrusione nelle proprie questioni politiche interne da parte dell’Ambasciatore UE, José Manuel Pinto Teixeira. Bruxelles difende il proprio rappresentante, reo di avere espresso analisi obiettive sulla critica situazione nel Paese. Nel contempo, Minsk risponde alle sanzioni applicate dal Vecchio Continente alle alte autorità bielorusse per il mancato rispetto della democrazia con il richiamo dei propri emissari da Bruxelles e Varsavia, ottenendo la risposta speculare di Polonia e di tutti gli Stati europei.

L'ambasciatore UE a Kyiv, Manuel Pinto Teixeira

Per l’UE, due bracci di ferro in due Paesi che hanno perso la democrazia. Nella giornata di martedì, 28 Febbraio, il Ministero degli Esteri dell’Ucraina, con una nota ufficiale, ha contestato la condotta dell’Ambasciatore UE a Kyiv, José Manuel Pinto Teixeira. Nel documento, la parte ucraina si è lamentata per la continua intrusione del Diplomatico di Bruxelles nelle questioni politiche interne del Paese in cui è stato inviato per rappresentare l’Unione Europea, e non, come riporta letteralmente il comunicato, per ucrainizzarsi profondamente.

A scatenare la reazione del Ministero degli Esteri di Kyiv sono state le considerazioni di Teixeira in merito alla mancata realizzazione da parte del presidente ucraino, Viktor Janukovych, delle promesse fatte all’Unione Europea in merito alla democratizzazione del Paese e alla lotta alla corruzione: una situazione che, ad oggi, pone l’Ucraina tra gli ultimi Paesi del Vecchio Continente per capacità di attrazione degli investimenti sul proprio territorio.

In un’occasione pubblica, l’Ambasciatore UE ha evidenziato come, nel Novembre del 2010, Janukovych abbia giustificato l’accentramento del potere nelle sue mani – operato, a discapito di parlamento e Magistratura, con manovre politiche dalla correttezza molto discutibile – con la necessità di combattere la corruzione: tuttavia, senza mai centrare tale obiettivo.

In altre occasioni, Teixeira si è detto perplesso, amareggiato e preoccupato per l’ondata di arresti politici che, dalla salita al potere di Janukovych, hanno colpito, dopo processi dalla dubbia regolarità, esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, tra cui i suoi due principali Leader: l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro egli Interni, Jurij Lucenko.

“Il nostro Ambasciatore mantiene la totale fiducia dell’Unione Europea. Le accuse mosse a suo carico sono prive di fondamento, e rappresentano un attacco personale alla professionalità e alla pulizia morale di Teixeira, su cui non nutriamo dubbio alcuno” è stata la risposta, con una nota, dell’Alto Rappresentante UE alla Politica Estera, Catherine Ashton.

Quello che può sembrare un semplice battibecco diplomatico, in realtà, è il riflesso della situazione dell’Ucraina: Paese dove il regresso della democrazia ha raggiunto un livello davvero profondo. Nonostante il congelamento della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e il sempre più evidente isolamento internazionale di Janukovych – come dimostrato nei vertici internazionali di Davos e Monaco di Baviera, in cui il Presidente ucraino è stato ricevuto solo dai suoi colleghi di Azerbajdzhan e Polonia e dal Segretario di Stato USA, Hillary Clinton: dalla quale peraltro è stato fortemente criticato – a Kyiv la repressione politica si è inasprita.

L’apertura del caso diplomatico con l’Ambasciatore dell’Unione Europea – contestato per avere analizzato in maniera obiettiva la situazione sulle Rive del Dnipro – sembra essere dettato dalla volontà dell’Ucraina di alzare la tensione politica con l’UE, se non addirittura di indurre Bruxelles al richiamo del proprio rappresentante: un fatto che porrebbe le relazioni euro-ucraine sul medesimo piano di quelle con la Bielorussia del dittatore Aljaksandar Lukashenka.

UE e Bielorussia ai ferri corti

Sempre martedì, 28 Febbraio, il regime di Minsk ha dato luogo a una crisi diplomatica ben peggiore di quella tra Bruxelles e Kyiv. In reazione all’approvazione delle sanzioni da parte dell’Unione Europea a carico di 27 esponenti del governo bielorusso – responsabili delle falsificazioni delle elezioni presidenziali del 19 Dicembre 2010, delle continue violenze ai danni delle opposizioni, e della repressione a carico di giornalisti e pensatori dissidenti – Lukashenka ha cacciato da Minsk gli Ambasciatori di UE e Polonia, e ha richiamato in patria per consultazioni i rappresentanti diplomatici a Bruxelles e Varsavia.

Una decisione tanto secca da avere ottenuto, come forte risposta, la reazione compatta dei 27 Paesi dell’Unione Europea, i quali, in segno di solidarietà alla Polonia, hanno ritirato i propri ambasciatori dalla Bielorussia e, in sintonia con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America, hanno criticato l’ennesimo gesto di un autocrate intenzionato a mantenere il suo Paese in una condizione di isolamento internazionale dannoso per l’economia di Minsk.

Riuniti in una sessione straordinaria, i Ministri degli Esteri della Trojka di Weimar – alleanza militare a cui appartengono Polonia, Germania, e Francia – hanno espresso sostegno ai dissidenti bielorussi impegnati per lo sviluppo democratico del loro Paese e, nel contempo, hanno ventilato al possibilità di ulteriori sanzioni nei confronti di Lukashenka qualora il regime non dovesse interrompere la repressione del dissenso.

“Siamo pronti a rinnovare il dialogo con Minsk non appena i detenuti politici saranno riabilitati” ha dichiarato il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski. “La risposta compatta di tutta l’Unione Europea è un gesto di forte sostegno alla Democrazia: Bruxelles non si deve dividere quando è necessario difendere i Diritti Umani” ha aggiunto il capo della diplomazia tedesca, Guido Westerwelle.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: CONTESTAZIONE STORICA A VIKTOR JANUKOVYCH IN PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 8, 2012

Il Presidente ucraino costretto alla lettura del discorso di apertura della nuova sessione della Rada da una rumorosa dimostrazione di dissenso dell’Opposizione Democratica in sostegno della liberazione della sua Leader, Julija Tymoshenko. Inoltre, il campo arancione richiede lo stop alle repressioni politiche e alla svolta autocratica del Capo di Stato, e minaccia l’apertura della procedura di Impeachment. Anche l’Europa scarica le Autorità ucraine

Una protesta così non si è mai registrata in ventun anni di Ucraina Indipendente. Nella giornata di martedì, 7 Febbraio, il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, è stato impossibilitato, da una contestazione rumorosa e risoluta dell’Opposizione Democratica, a pronunciare il proprio discorso dedicato all’inaugurazione della sesta sessione della decima legislatura del Parlamento ucraino.

Sui banchi del campo arancione è stata esposta una gigantografia della sua Leader, Julija Tymoshenko: continuamente agitata dai Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – i Partiti dell’Opposizione Democratica – assieme all’esclamazione duratura dello slogan “Libertà a Julija”.

Il misto di rumore e colore ha costretto il Presidente Janukovych, tra il perplesso e lo spazientito, a una pausa di diversi minuti prima di iniziare la lettura del discorso di apertura della seduta: esposto con il costante sottofondo della protesta del campo arancione.

“Il consenso alla mia Amministrazione non è mai stato così alto nella storia del nostro Paese – ha dichiarato Janukovych – il che ci consente di metterci al lavoro per la revisione dell’assetto costituzionale dello Stato. Invito l’Opposizione a tornare a un atteggiamento costruttivo in Parlamento, a collaborare per la stesura di una nuova Costituzione, e ad abbandonare ogni forma di protesta. Il potere non si sovverte con la piazza: questo sia chiaro”.

“Quella di oggi è stata una protesta esemplare: mai nulla di così plateale è stato registrato in ventun anni di lavoro della Rada dell’Ucraina Indipendente nei confronti di un Presidente arrivato appena al secondo anno di mandato – ha dichiarato l’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk: il quale, come primo atto della nuova sessione del Parlamento, ha depositato una richiesta di impeachment nei confronti di Janukovych – il Capo di Stato deve trarne una lezione, e capire che non si è trattato di un cartellino rosso, ma di un vero e proprio segnale che il limite è stato superato”.

Alle dichiarazioni di Jacenjuk ha risposto il Deputato del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone del Paese, a cui, oltre a Janukovych, appartengono il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Jaroslav Sukhyj, secondo cui Janukovych avrebbe dimostrato di non essere un dittatore scegliendo di pronunciare il discorso nonostante una protesta dell’Opposizione Democratica definita come lesiva degli interessi dello stesso campo arancione.

A fargli eco è lo Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn: dopo avere invitato all’ordine i Deputati dell’Opposizione Democratica a più riprese – sempre invano – l’alleato di governo di Janukovych ha evidenziato come la manifestazione interna al Parlamento possa dare il pretesto alla maggioranza – composta da Partija Rehioniv , Blocco di Lytvyn e comunisti – per rigettare ogni iniziativa atta alla decriminalizzazione degli articoli del Codice Penale ucraino secondo i quali la Tymoshenko è stata condannata.

Lecito sottolineare come lo scopo della protesta dell’Opposizione Democratica sia, in primis, la liberazione di Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro, condannata a sette anni di reclusione in isolamento in una colonia penale periferica per avere siglato accordi energetici onerosi per l’Ucraina nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Inoltre, il campo arancione richiede la sospensione della repressione politica su altri esponenti del dissenso – l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento dal 26 Dicembre 2010, l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn e il marito della Tymoshenko, Oleksandr: entrambi costretti all’esilio politico in Repubblica Ceca – e l’arresto dei lavori per la revisione della Costituzione, che Janukovych intende riscrivere per conferire al Presidente ancor più poteri di quelli già ampiamente posseduti a discapito del Parlamento.

L’Ambasciatore UE: Janukovych è un Presidente discreditato in Occidente

Parallelamente alla protesta in Parlamento, a condannare l’operato di Janukovych è stato anche l’Ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina, José Manuel Pintu Teixeira. In una conferenza stampa, il Diplomatico portoghese ha evidenziato come il Presidente ucraino abbia perso ogni credito non solo da parte degli esponenti della politica UE, ma anche dai big della finanza del Vecchio Continente: scoraggiati nell’investire nel mercato interno di Kyiv a causa delle troppe insicurezze legate al regresso della democrazia sulle Rive del Dnipro.

“Sono un Ambasciatore, e non un politico, ma da quattro anni vivo a Kyiv, e conosco bene la realtà locale – ha dichiarato Teixeira – la gente non ha fiducia in una magistratura percepita come non-indipendente dal potere politico. In due anni di Amministrazione Janukovych, l’Europa ha ricevuto dalle Autorità ucraine molte promesse riguardanti l’adattamento del sistema costituzionale, politico, e giudiziario a quello europeo: nessuna di esse è mai stata mantenuta”.

Come illustrato dall’Ambasciatore UE, una dimostrazione delle buone intenzioni da parte delle Autorità ucraine è la liberazione della Tymoshenko, di Lucenko e degli altri prigionieri politici, a cui va garantita la partecipazione ad elezioni parlamentari libere: svolte nel pieno rispetto dei parametri europei.

Con una battuta, Teixeira, infine, ha evidenziato come le chiavi per l’ingresso ucraino in Europa si trovino nella cella di Julija Tymoshenko: nella lontana colonia penale femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Chiaro riferimento è alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Bruxelles garantirebbe a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera, la cui firma è stata congelata, il 19 Dicembre 2011, proprio a causa delle repressioni politiche a carico degli esponenti dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

Julia Tymoshenko al processo: “finiro in galera per certo, ma solo l’Accordo di Associazione UE può salvare la democrazia in Ucraina”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 2, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica evidenzia la sua innocenza, contro la gestione di un procedimento politico voluto della mafia del gas e dallo stesso Presidente, contrari alla desovietizzazione del Paese.

Altro che Bettino Craxi, Julija Tymoshenko e molto Sakharov, Balcerowycz, Spinelli e, se si vuole, anche un po’ Saviano. Nella giornata di giovedì, 29 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ha finalmente avuto diritto di parola nell’ambito dei dibattiti: l’ultima fase di un processo politico in cui l’ex-Primo Ministro e imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnie, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas nel Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Un discorso con cuore, passione, grinta, rabbia, e qualche lacrima, con cui la Leader dell’Opposizione Democratica ha difeso se stessa, ribaltato le accuse – definite un teatro dell’assurdo – e, sopratutto, si e appellata all’Unione Europea con una richiesta di vitale importanza per il Paese.

“La firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina e l’unica via per sconfiggere l’autoritarismo, e costringere il Presidente, Viktor Janukovych, a rispettare la democrazia nel suo Paese – ha dichiarato. Con il mio processo, e la futura reclusione, sta cercando di sabotarla. Il suo scopo e quello di escludere gli avversari politici con l’arma della magistratura politicizzata – ha continuato – e tenere il Paese in una posizione di isolamento internazionale, sopratutto da Europa e Russia – ha ultimato – per sfruttare le risorse del Paese per gli interessi propri e degli oligarchi suoi sponsor”.

Un messaggio chiaro, tanto quanto nomi e cognomi degli amichetti del Presidente, che Julija Tymoshenko ha pazientemente ricordato nel corso della ricostruzione della questione del gas per cui e condannata.

“Il primo e il clan L’ovochkin-Khoroshkovs’kyj-Firtash: oggi rispettivamente Capo dell’Amministrazione Presidenziale, Capo dei Servizi Segreti, ed oligarca del gas – ha evidenziato. Loro hanno fabbricato prove false nei miei confronti, per vendicarsi dell’esclusione dal mercato dell’oro blu del Paese della compagnia RosUkrEnergo: intermediario tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso nazionale ucraino, Naftohaz a
– ha ultimato – eliminato dall’accordo con Putin”.

La seconda cricca con cui la La Leader dell’Opposizione Democratica si e scagliata e quella composta dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, l’ex-Primo Ministro, Jurij Jekhanurov, e l’ex-Capo del Dipartimento Presidenziale alla Difesa, Valerij Ivashchenko: alleati di un tempo durante la Rivoluzione Arancione, passati poi dalla parte dell’ex-avversario comune Janukovych, a cui, nel 2006, hanno concesso l’inclusione nel mercato energetico del Paese proprio della RosUkr – posseduta a meta da Firtash e Gazprom –

“Durante il mio vicepremierato nel 2001, e primo premierato nel 2005, ho assicurato forniture di gas turkmeno ed uzbeko, in alternativa a quello russo – ha evidenziato Julija Tymoshenko – dopo il mio dimissionamento, voluto da Jushchenko, l’esecutivo Jekhanurov ne ha consegnato la gestione alla RosUkrEnergo, la mafia di Firtash”.

Il piano – e la colpa – di Julija Tymoshenko: desovietizzare il Paese per portarlo in Europa

Sempre a riguardo del gas, la Leader dell’Opposizione ha illustrato come gli accordi del 2009 abbiano si innalzato il prezzo per il carburante importato, ma, come certificato da un rilevamento dell’autorevole Ernst and Young, solo per i primi anni. Una terapia shock all’ucraina, necessaria per trasformare definitivamente l’Ucraina in un’Economia di mercato, dopo una lotta alla corruzione necessaria in uno Stato in cui l’eredita URSS e ancora molto forte.

“Secondo i miei calcoli, nel 2009 sarebbero stati necessari tre anni per battere la corruzione postsovietica – ha illustrato Julija Tymoshenko – per poi trasformare il Paese in un’entita europea, sul modello di Paesi Baltici, Georgia, e Polonia – ha continuato. Tuttavia, Vilna, Riga, Tallinn, Tbilisi, e Varsavia sono riusciti. Kyiv, con il ritorno al potere di Janukovych, e restata sotto il controllo degli oligarchi – ha terminato – ed e sempre più lontana da Bruxelles e Washington”.

Infine, la Leader dell’Opposizione Democratica ha confutato anche l’accusa di abuso d’ufficio, presentata dalla Pubblica Accusa sulla base di documenti falsi – addirittura datati il 31 Aprile – e ripetendo come sia compito del Capo del Governo prendere decisioni in situazioni di emergenza nazionale, come lo e stata la crisi del gas del Gennaio 2009, con la Russia pronta alla chiusura dei rubinetti, e l’Europa allarmata per l’interruzione del flusso di oro blu.

Come dichiarato dall’Ambasciatore UE in Ucraina, Jose Manuel Pintu Teixeira, con gli accordi per cui e ora incriminata Julija Tymoshenko ha salvato da un inverno al freddo sia il suo popolo che l’Europa. La quale, se vuole ringraziarla, oltre a seguirne il preciso invito di firmare l’Accordo di Associazione – e garantire la democrazia in un Paese la cui indipendenza ed europeicita e condizione necessaria per la prosperità dell’Unione tutta – ha la possibilità di fare sentire la propria voce, sopratutto in Italia: la firma all’appello lanciato da Il Legno Storto e una possibilità concreta che, come garantitoci dall’Addetta Stampa della stessa Julija Tymoshenko per le relazioni con l’estero, Natalija Lysova, e stato recepito, apprezzato, e comunicato alla Leader dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

20110929-075453.jpg

20110929-075520.jpg

20110929-075540.jpg

20110929-075608.jpg

La denuncia della difesa: “Contro Julija Tymoshenko prove false”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 1, 2011

L’Avvocato difensore, Oleksandr Plakhotnjuk, denuncia imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica fotocopiate e datate il 31 Aprile. L’Unione Europea verso la linea dura per il Presidente, Viktor Janukovych. L’Ucraina in default tecnico.

All’indomani della seduta più aggressiva il sonno più profondo, che ha colpito proprio tutti. Nella giornata di Mercoledì, 28 Settembre, e continuata la fase dei dibattiti nel
processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Dopo il monologo dell’accusa – con cui, il giorno precedente, sono stati chiesti sette anni di carcere e tre di interdizione dalla vita politica per l’ex-Primo Ministro, accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi del gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – e stato il turno della difesa, con la preventivata testimonianza della stessa imputata.

Tuttavia, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha proibito alla Tymoshenko di prendere la parola, dando la precedenza agli avvocati, sebbene in contrasto con il regolamento. Tutto sommato, quello del PM e stato un autogol, dal momento in cui a più riprese e caduto nel sonno più profondo dinnanzi all’arringa di Ihor Sukhov, primo dei difensori ad essere intervenuto con spiegazioni convincenti – seppur soporifere – sull’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

Nello specifico, Julija Tymoshenko non ha commesso alcuna irregolarità nell’accettare un accordo per il gas con la Russia solo parzialmente oneroso e che, sopratutto, ha permesso all’Ucraina di tenere fede agli obblighi di transito dell’oro blu con l’Unione Europea, evitando una guerra del gas che avrebbe posto l’Ucraina in pessima luce a livello internazionale. Inoltre, Sukhov ha illustrato come la Leader dell’Opposizione Democratica abbia avuto poco tempo per la presa visione delle imputazioni, prima di essere incarcerata in isolamento, dove e rinchiusa dallo scorso 5 Agosto.

Ad illustrare l’inconsistenza delle accuse e stato il secondo avvocato, Oleksandr Plakhotnjuk, che, svegliando i presenti con un tocco di ilarità, ha rimarcato come alcuni dei documenti messi agli atti siano copie, quando non falsi, datati addirittura il 31 Aprile.

L’esempio di Vaclav Havel per Viktor Janukovych

Al di fuori dell’aula, ulteriori notizie dimostrano quanto l’Ucraina rischi in seguito alle repressioni all’Opposizione Democratica, e ad una politica interna ed estera priva di una logica seria.

Presso l’Accademia Mohyl’jans’ka, l’Ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina, Jose Manuel Pintu Teixeira, ha espresso turbamento per la condanna richiesta alla Tymoshenko, e paragonato il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democrarica ad una vendetta dallo stile postsovietico, come se nella Cecoslovacchia post ’89 Vaclav Havel avesse adoperato la legislazione URSS per escludere gli avversari dalla scena politica.

Nel corso del dibattito in preparazione al summit del Partenariato Orientale di Varsavia, Eurodeputati di diversa appartenenza hanno messo in forse la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina in caso di continuo processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, e di sua mancata partecipazioni alle prossime elezioni parlamentari.

In serata, la notizia del default tecnico nel Paese, che costringerà le banche ucraine ad una stretta sui tassi dei crediti e sulle imposte dei conti. Secondo esperti, la conseguenza dell’assenza di riforma del fisco, a cui il Presidente, Viktor Janukovych, malgrado le promesse elettorali ha preferito la vendetta politica contro la carismatica Leader dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

20110928-070820.jpg

20110928-070840.jpg

20110928-070758.jpg

20110928-070917.jpg

Julija Tymoshenko e come Bertino Craxi”: l’accusa chiede 7 anni di galera per la Leader arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 30, 2011

Deputati e cittadini espulsi dall’aula in seguito alle proteste dinnanzi alle imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. L’ex-Primo Ministro accusa le Autorità al potere di svendita degli interessi nazionali dell’Ucraina alla Russia, ed invita l’Europa alla pronta firma dell’Accordo di Associazione per non lasciare Kyiv nelle braccia di Mosca.

La solita farsa, nel solito luogo, con le solite facce, con un giudice nelle vesti di un arbitro dal rosso facile. Nella giornata di martedì, 27 Settembre, e ripreso il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko – ancora detenuta in isolamento, dallo scorso 5 Agosto – dopo una pausa di due settimane.

Giusto il tempo di permettere alla difesa una seppur tardiva presa visione delle imputazioni – prima della fase conclusiva del procedimento – e, sopratutto, per calmare le acque a livello internazionale, in vista della firma di un Accordo di Associazione UE-Ucraina che appare sempre più in forse dinnanzi alla repressione politica ai danni degli esponenti del campo arancione.

A confermarla e stata la condotta del giovane magistrato, Rodion Kirejev, che, dopo avere rigettato la richiesta della difesa di ritornare alla fase degli interrogatori per bilanciare il numero dei testimoni ascoltati – finora 40 a 2 a favore dell’accusa – ha espulso dall’aula quattro Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Jukija Tymoshenko – uno di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona – la forza politica dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: come la Leader dell’Opposizione Democratica, detenuto in isolamento ancora prima della sentenza del processo politico a suo carico – ed il cittadino Mykola: anch’egli indignato per l’infondatezza delle imputazioni presentate dalla portavoce dell’accusa, il Procuratore, Lilija Frolova.

Nello specifico, per l’ex-Primo Ministro ucraino – paragonata a Bettino Craxi “in quanto Premier incastrata dalla giustizia” – sono stati chiesti sette anni di carcere, tre di divieto alla politica, ed una multa di 1,5 Miliardi di Hryvnje: tanto quanto avrebbe nociuto al bilancio statale in occasione degli accordi per il gas del Gennnaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Tra le altre accuse – oltre a quella di gestione fraudolenta di danaro pubblico – l’avere costretto Oleh Dubyna, ex Capo del colosso energetico ucraino, Naftohaz, a firmare un contratto sconveniente senza il via libera del Consiglio dei Ministri, essersi servita di tale forzatura per migliorare il proprio rating internazionale, ed avere abusato dei propri poteri per scavalcare l’allora Presidente, Viktor Jushchenko, in prospettiva elettorale.

Accuse che hanno fatto innervosire non solo i Deputati presenti, ma anche l’Ambasciatore dell’UE, Jose Manuel Pintu Teixeira, ed il Rappresentante USA: entrambi accorsi presso il Tribunale Pechers’kyj in solidarietà della Leader del campo arancione, che, nel corso di una pausa tecnica, ha espresso le proprie ragioni, ed affidato ai giornalisti messaggi politici di rilevante importanza, sopratutto per l’Europa.

Subito l’Associazione con l’UE prima che le autorità svendano Kyiv a Mosca

“Appena avrò la parola evidenzierò come queste autorità dittatoriali stiano reprimendo il dissenso arancione – ha spiegato – e, nel contempo, svendendo il patrimonio nazionale ai russi. Invito l’Opposizione Democratica ad unirsi, con o senza di me – ha continuato – il mio scopo e quello di portare nuovamente la giustizia in Ucraina, e di scalzare il Presidente, Viktor Janukovych – ha concluso – da una carica che gestisce come un dittatore”.

Interpellata sulle questioni attuali del Paese, Julija Tymoshenko ha evidenziato come le Autorità stiano cedendo la gestione del sistema infrastrutturale energetico ucraino alla Russia, in cambio di uno sconto sul gas: a sua volta già promesso – e non concesso – da Mosca nel Maggio 2010, in seguito alla concessione del prolungamento dello stazionamento dell’esercito del Cremlino in Crimea fino al 2042.

Una sottomissione al vicino imperiale che, a sua volta, il governo Tymoshenko ha sempre contrastato, presentando un Progetto di Legge per l’intoccabilità dei gasdotti del Paese, definiti dall’ex-Primo Ministro la principale risorsa che l’Ucraina può spendere in sede internazionale.

“Mosca ora non ci considera nemmeno più un Paese di transito del gas, e, con i suoi gasdotti sottomarini, ci ha aggirati. Per questo, occorre firmare al più presto l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, anche con questi banditi al potere: e l’ultima chiamata per Bruxelles che abbiamo”.

Le continue espulsioni dei Deputati non hanno permesso alla difesa diritto di replica: udienza chiusa, senza parola alla Tymoshenko al di fuori delle pause.

“Le imputazioni sollevate dalla Pubblica Accusa sono le medesime dall’inizio del procedimento – ha evidenziato Oleksandr Plakhotnjuk, uno degli Avvocati della Leader dell’Opposizione Arancione, all’uscita dalla seduta – tutte confutate dai testimoni che, sebbene da noi non convocati, hanno riconosciuto la legalità delle azioni di Julija Tymoshenko”.

A sostegno dell’inesattezza delle accuse, anche il parere dei maggiori Capi di Stato e di Governo europei, concordi nel ritenere l’ex-Primo Ministro capace di garantire gas all’Unione Europea e, quindi, mantenere la parola data in campo internazionale.

Matteo Cazzulani

20110927-082717.jpg

20110927-082742.jpg

20110927-082805.jpg

20110927-082827.jpg

20110927-082846.jpg

20110927-082918.jpg

Ambasciatore UE: se l’Associazione non riesce, c’entra solo l’Ucraina, e Janukovych e l’unico responsabile di fronte all’Unione Europea ed al suo popolo.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 21, 2011

Jose Manuel Pintu Teixeira interviene sullo stato dei negoziati con Kyiv, chiarendo la posizione di Bruxelles: “con Julija Tymoshenko in prigione, nessuna partnership per Kyiv”.

Ogni Paese e fabbro del proprio futuro, e chi e causa dei propri mali pianga se stesso. E un doppio proverbio ciò che riassume la posizione ufficiale dell’Unione Europea nei confronti dell’Ucraina, spiegata, a Kyiv, dall’Ambasciatore UE in persona, Jose Manuel Pintu Teixeira.

Un chiarimento necessario, dopo il cronico disordine con cui le cancellerie del Vecchio Continente si sono schierate dinnanzi alla firma dell’Accordo di Associazione da parte di Autorità di Kyiv sempre più autoritarie: categoricamente contraria l’asse franco-tedesco, possibilista, invece, l’Europa Centrale, capitanata dalla Polonia, presidente di turno UE.

“La posizione di Bruxelles e una sola – ha illustrato Teixeira dinnanzi ad un centinaio di persone stipate nella centralissima libreria Je, organizzatrice della conferenza assieme all’autorevole rivista Ukrajins’kyj Tyzhden’ – nessuno mette in discussione l’europeicita dell’Ucraina. Ci sono problemi, come i processi politici a carico di Julija Tymoshenko e di altri oppositori, ma l’Accordo di Associazione Sara firmato”.

La spiegazione del perché di una mossa apparentemente incomprensibile – per la sigla del documento e opportuno che il Paese candidato rispetti del tutto gli standard democratici – e presto svelata: da essere negoziata e solo la parte economica, mentre quella politica lo e stata già nel 2008, quando a governare il Paese erano gli arancioni, e l’Ucraina guardava davvero ad occidente.

“Un periodo di instabilità – ha ricordato il Diplomatico – con continui litigi tra il Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ed il Presidente, Viktor Jushchenko. Ora – ha continuato – con l’amministrazione di Viktor Janukovych la situazione e più chiara, ma meno rassicurante: non si e mai visto un Capo di Stato che, una volta eletto, instaura in Parlamento una propria maggioranza. Perlomeno in Europa”.

Proprio il comportamento di Janukovych e stato indicato come uno dei fattori chiave della ratifica finale dell’Accordo di Associazione con l’UE: dopo la firma, la palla spetta ai singoli parlamenti nazionali per la ratifica. Tuttavia, come già reso noto, Paesi come Francia, Germania, Austria, e Repubblica Ceca non intendono dare il si alla partnership con un Paese Europeo per geografia e cultura, ma non per stato di diritto.

Dunque, secondo le illustrazioni di Teixeira, l’UE parla all’unisono, ma, de facto, agisce a ranghi sparsi, ponendo in serio dubbio l’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles.

“Una cosa e certa – ha evidenziato il Diplomatico portoghese – fino a quando Julija Tymoshenko Sara in carcere e , dopo un processo politico, esclusa dalla vita politica in quanto condannata, ci sarà sempre qualche Paese non disposto ad accettare l’Ucraina”.

L’ultimo posto per l’Occidente

Ma non solo critiche da parte di Teixeira, che, altresì, ha lanciato precisi consigli all’Ucraina di Janukovych per raddrizzare un convoglio oramai più orientato verso il binario – morto – bielorusso, più che la stazione europea.

Secondo il portoghese, da un lato a Kyiv deve rafforzarsi una società civile in grado di compiere il cambiamento democratico attuabile solo tramite la società. Dall’altro, gli stessi politici debbono agire con coerenza, e non dare l’impressione di ingannare l’interlocutore.

“Quando si attua una Riforma del Codice Penale in un solo giorno – ha illustrato Teixeira – e si afferma di lottare contro la corruzione, non si e credibili, così come quando si afferma di ambire all’UE – ha continuato – e poi si rinchiude in isolamento la Tymoshenko. La speranza e nei giovani – ha ultimato – che vanno dell’Ucraina un Paese sulla carta dinamico e proiettato al futuro”.

Matteo Cazzulani

20110920-104343.jpg

20110920-104429.jpg

20110920-104454.jpg

20110920-104519.jpg

JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

Presidenza polacca UE: promettono bene i primi passi

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on July 6, 2011

Esponenti di Varsavia decisi nel rispetto dei principi fondanti dell’UE, sopratutto in Ucraina e Bielorussia, dove continuano le violazioni delle Liberta.

Questa e la Polonia che vogliamo: coerente, e decisa nel rispetto di democrazia e Liberta civili nel mondo ex-URSS, oggi in preda ad un rigurgito imperiale russo di stampo sovietico.

A conferma di tale impressione, i primi passi di Varsavia alla guida dell’Unione Europea, come, lunedì, 4 Luglio, le dichiarazioni dell’Ambasciatore polacco a Kyiv, Henryk Litwin, che ha ricordato alle autorità ucraine come l’ingresso nell’Unione Europea significa non solo il rispetto di convenzioni giuridiche e commerciali, ma anche quello di standard democratici: valori innegoziabili, se con l’UE ci si vuole integrare.

A conferma, le dichiarazioni del Consigliere del Ministero degli Esteri, Zbigniew Brzezycki, che ha evidenziato come, oltre alla presidenza di turno UE, la Polonia intende avvalersi del suo storico status di avvocato di Kyiv a Bruxelles non più per integrare l’Ucraina nel mondo occidentale, bensì per rafforzare una democrazia in forte deterioramento, come certificato dalle denunce delle principali ONG indipendenti internazionali, circa le pressioni su opposizione e stampa indipendente.

Le dichiarazioni di Litvin sono state riprese anche dall’Ambasciatore di Bruxelles in Ucraina, Jose Manuel Pintu Teixeira, che ha responsabilizzato la Polonia in quanto iniziatore, assieme alla Svezia, del Partenariato Orientale, con cui Bruxelles cerca di implementare lo sviluppo in senso occidentale dei Paesi ex-URSS, in vista di una collaborazione più stretta con Bruxelles.

Una sfida responsabile

In tale progetto, e interessata non solo l’Ucraina, ma anche la Bielorussa, entrambe caratterizzate da un regresso democratico. A Kyiv, esponenti dell’Opposizione Democratica sono stati rinchiusi in carcere, oppure processati per motivi politici, come la sua Leader, Julija Tymoshenko. A Minsk, i dissidenti sono arrestati anche solo per recarsi in piazza ad applaudire: una forma di protesta non-violenta, organizzata in toto su Facebook, Twitter, ed altri social network, punita dal regime di Aljaksandar Lukashenka con la detenzione in gattabuia.

Esempi di violazione della democrazia in paesi europei per cultura e tradizione – ma condannati ai margini della politica UE per via dalla dipendenza dal gas della Russia – che Varsavia, al timone UE, ha il compito morale e storico di contrastare.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Ambasciatore UE attento alle ragioni politiche del processo a Julija Tymoshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 6, 2011

Il Rappresentante diplomatico di Bruxelles segue il procedimento giudiziario a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, che ottiene una pausa, e denuncia attività di spionaggio a carico suo e dei suoi colleghi. Kyiv secreta i dati dell’off-shore con Cipro

Bruxelles sorveglia il processo politico alla Leader dell’Opposizione Democratica. Nella giornata di lunedì, 4 Luglio, ha avuto luogo la terza seduta del processo all’anima della Rivoluzione Arancione: l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e accusata di condotta anti-statale durante le trattative per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Accuse prive di capi concreti, tuttavia, raccolti in 14 ingenti faldoni, che l’avvocato difensore aggiunto, Mykola Tytarenko, ha potuto visionare solo in due giorni lavorativi. Troppo poco per la legge, che, su richiesta di Julija Tymoshenko, ha obbligato il giovane giudice a sospendere la seduta per due giorni.

Chi non perde attenzione, oltre ai sostenitori della Leader dell’Opposizione Democratica – mai meno di 5 mila presso il Tribunale Pechers’kyj – e l’Unione Europea che, tramite esperti di fiducia dell’Ambasciatore, Jose Manuel Pintu Teixeira, monitora una situazione definita dal diplomatico portoghese politicamente motivata.

A conferma, le parole della stessa Julija Tymoshenko, che, prima dell’inizio della seduta, ha accusato le autorità di spionaggio nei confronti suoi, e dei suoi colleghi di partito. Sempre meno, invece, i militanti della maggioranza, incapaci di rispondere alle domande dei reporter sulle ragioni della loro “protesta”.

Le Autorità rafforzano la fuga di capitali all’estero

Forse, ad incentivarli all’azione sono proprio le autorità, che, oltre a porre l’approvazione di una gravosa riforma previdenziale in una seduta lampo serale del Parlamento, ha stretto accordi economici con Cipro, che, tra le altre clausole, prevedono maggiore segretezza sul trasferimento di fondi da e verso la principale meta dell’off-shore degli oligarchi ucraini.

Lecito ricordare che proprio la lotta alla fuga incontrollata di capitali fuori dai confini dell’Ucraina e uno dei principali cavalli di battaglia di Julija Tymoshenko, che in più occasioni ha accusato i grandi industriali del Paese, quasi tutti sponsor del Presidente, Viktor Janukovych, di ledere al bilancio nazionale, spesso, con la connivenza delle Autorità.

Matteo Cazzulani