LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA CONTESTA L’UCRAINA: IL PARTITO DI JANUKOVYCH ABBANDONA I LAVORI

Posted in Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on June 16, 2012

La Commissione interparlamentare UE-Ucraina approva una risoluzione che invita Kyiv all’approvazione delle riforme, e critica le autorità ucraine per l’uso della magistratura per finalità politiche. L’appello del Commissario all’Integrazione e all’Allargamento Stefan Fule a mantenere attivo il vettore europeo

Il Commissario Europeo per l’Integrazione e la Politica di Partenariato, il ceco Stefan Fure

Dall’Ucraina, l’Europa si aspetta fatti, e non promesse propagandistiche. Questo è l’invito rivolto ai deputati ucraini dal Commissario Europeo all’Integrazione e all’Allargamento, Stefan Fule, intervenuto nel corso della seduta della Commissione Interparlamentare UE-Ucraina di giovedì, 14 Giugno.

Secondo il politico ceco, per continuare il processo di integrazione nelle strutture UE, l’Ucraina deve dimostrare progressi in tre ambiti: svolgimento di elezioni libere e regolari con la partecipazione degli esponenti dell’Opposizione Democratica oggi incarcerati, astensione dall’impiego del sistema giudiziario per finalità politiche con lo scopo di imbavagliare il dissenso, e realizzazione nel breve tempo di riforme in campo economico in grado di avvicinare Kyiv ai parametri dell’Occidente.

Inoltre, il Commissario UE non ha concordato con l’opinione del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che in una recente dichiarazione ha ritenuto necessaria una pausa di riflessione nel dialogo tra l’Ucraina e l’Unione Europea dopo le numerose critiche, rivolte dalla Comunità Internazionale alle Autorità di Kyiv, in seguito al perdurare della detenzione di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko.

“Non bisogna più perdere tempo nel cercare ogni volta di giustificare le brutte figure dell’Ucraina sulle prime pagine dei principali giornali – ha dichiarato Fule nel corso della seduta, come riportato dall’autorevole Radio Liberty – Invece, è meglio avviare una discussione su come dimezzare i tempi per la realizzazione delle riforme”.

La seduta della Commissione, che ha valore meramente consultivo, è terminata con l’approvazione di una risoluzione con cui le Autorità ucraine sono state contestate per l’uso politico della magistratura, e la sistematica repressione del dissenso politico interno.

A votare il documento sono stati tutti i Parlamentari Europei e i Deputati della delegazione ucraina appartenenti all’Opposizione Democratica. Contrari, invece, quelli del Partija Rehioniv: il Partito del potere in Ucraina, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il Premier Azarov, e la maggior parte dei Ministri.

Essi hanno abbandonato i lavori in segno di protesta contro la volontà di inserire nel documento un’invito al Capo di Stato ucraino a liberare la Tymoshenko, e hanno duramente contestato il Vice-Presidente della Commissione: l’esponente dell’Opposizione Democratica, Borys Tarasjuk.

“Tarasjuk ha abusato dei suoi poteri per mettere in votazione un documento vergognoso che discredita l’immagine dell’Ucraina in Europa – riporta una nota del Partija Rehioniv – Egli avrebbe dovuto ascoltare le proposte dei membri della delegazione ucraina appartenenti alla maggioranza parlamentare”.

Pronta la risposta di Tarasjuk che, ottenuta la solidarietà dei colleghi UE, ha ricordato come la Commissione approvi le risoluzioni a maggioranza, ma cerchi sempre di trovare un compromesso tenendo conto dei differenti punti di vista.

“Riporto il parere dei colleghi europarlamentari, secondo cui il comportamento degli esponenti del Partija Rehioniv è stato a dir poco strano – ha dichiarato Tarasjuk – purtroppo, la scelta di abbandonare i lavori dimostra che il Partito del Potere non è in grado di trovare compromessi, e non accetta altre opinioni se non le proprie”.

Il Parlamentare britannico: “L’Ucraina di Janukovych è un regime autocratico simile a quello di Kuchma”

Significativo è il parere del Parlamentare Europeo britannico Charles Tannock, che ha sottolineato come la riunione della Commissione interparlamentare sia stata caratterizzata da toni particolarmente critici nei confronti dell’Ucraina e del regresso democratico dimostrato dal Presidente Janukovych. Inoltre, l’esponente Tory ha evidenziato come Kyiv, sul piano politico, sia molto simile ai regimi autocratici al potere in Russia, Bielorussia e Centro-Asia.

“C’è una totale mancanza di fiducia nei confronti dell’Ucraina – ha dichiarato Tannock a Radio Liberty – le relazioni tra Bruxelles e Kyiv di oggi assomigliano a quelle del periodo Kuchma, quando l’allora Presidente ucraino ha perso di credibilità in Europa in seguito all’omicidio del giornalista indipendente Heorhij Gongadze”.

Matteo Cazzulani

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EURONEST DIVISA SULLE PRIORITA ORIENTALI DELL’UE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on November 1, 2011

Moldova favorevole ad un’integrazione politica, Azerbajdzhan ed Armenia interessate solo a quella economica, mentre la Georgia invita ad inserire la garanzia dell’integrità territoriale. Il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, supporta l’apertura dei mercati di Bruxelles in cambio del rispetto degli standard democratici. L’arresto di Julija Tymoshenko mette sempre più in forse l’Associazione dell’Ucraina all’Unione Europea

Il presidente dell

Uniti nella diversità non è solamente il motto che ha fatto l’Europa, ma anche la sintesi con cui si è conclusa la prima sessione dell’Euronest. Nella giornata di giovedì, 15 Dicembre, a Strasburgo si è riunita l’assemblea dei Paesi dell’Unione Europea e del Partenariato Orientale – da cui, al momento del varo, la scorsa primavera, è stata esclusa la Bielorussia, per via delle repressioni politiche sui dissidenti – con lo scopo di delineare gli obiettivi da proporre al successivo Summit della Eastern Partnership.

Un documento che, tuttavia, non è riuscito ad emergere, dal momento in cui la sessione si è trasformata in una babele di proposte ed opinioni divergenti, che nemmeno l’instancabile mediazione dei due Presidenti della seduta, l’ex-Ministro degli Esteri dei governi arancioni ucraini, Borys Tarasjuk, e l’eurodeputata bulgara, Kristina Vigenina, sono riusciti a conciliare.

Da un lato, la Moldova, forte delle seppur misere prospettive aperte da Bruxelles, ha posto l’accento sull’accelerazione dell’integrazione nell’UE dei Paesi del partenariato orientale, con la richiesta di aiuti per la realizzazione di riforme politiche necessarie per l’adattamento agli standard del Vecchio Continente.

Sul fronte opposto, Azerbajdzhan ed Armenia hanno circoscritto il discorso al solo fattore economico, sostenendo come priorità del Summit l’apertura dei mercati di Bruxelles, a cui Baku e Jerevan ambiscono per collocare i propri prodotti, sopratutto energetici.

Opinione condivisa dalla Georgia, che, tuttavia, ha richiesto un chiaro messaggio in sostegno dell’integrità territoriale dei Paesi del partenariato orientale, e – memore dell’aggressione militare subita dalla Russia nell’Agosto 2008 – di condanna di ogni tentativo di invasione da parte di Paesi terzi.

Fondamentale per il raggiungimento di un accordo di massima sulle linee guida principali è stata la mediazione del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, che ha sintetizzato le diverse richieste dei Paesi dell’Europa Orientale in quattro priorità: in primis, l’apertura dei mercati, tuttavia ottenibile solo previo raggiungimento, e rispetto, degli standard democratici, senza i quali nessun accordo con l’UE può essere stretto in materia di partnership. Terzo step, l’abbattimento delle frontiere e l’eliminazione dei visti, a cui segue l’intensificazione degli scambi studenteschi, così da consentire fin da ora la crescita di una nuova generazione europea negli Stati che si avviano alla membership con Bruxelles.

La questione Ucraina in forse

Sullo sfondo della riunione, il caso dell’Ucraina, Paese vicino alla firma di un Accordo di Associazione con l’UE sempre più in forse a causa dell’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e dei processi politici che hanno colpito un’altra decina di esponenti del campo arancione. Nel corso dell’Assemblea, Kyiv si è allineata sia alla posizione moldava – sostenendo una pronta integrazione sul piano politico – che a quella caucasica, sottolinenando l’importanza prioritaria dell’apertura dei mercati.

Nel contempo, a frenare le sue ambizioni europee è stato il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, infuriato per non essere stato ammesso nel carcere di massima sicurezza dove è detenuta Julija Tymoshenko da un’ordinanza della Corte. In una conferenza stampa, il Leader del centrodestra europeo ha ricordato alle autorità di Kyiv che l’Accordo di Associazione con l’UE è sempre stato supportato dal PPE, ma il mancato rispetto dei diritti umani e civili da parte delle attuali Autorità – di cui il caso di Julija Tymoshenko è esempio – rende impossibile la sua firma, almeno fino a quando i processi politici non saranno interrotti, e la Leader dell’Opposizione Democratica liberata.

“L’ho comunicato al Presidente in persona, Viktor Janukovych – ha dichiarato Martens – senza la partecipazione dei Leader dell’opposizione, le prossime elezioni Parlamentari non possono essere ritenute libere”.

In risposta, il parlamentare Vadym Kolesnichenko del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Primo Ministro, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha accusato l’Occidente di ingerenza negli affari interni ucraini, ed invitato ad ignorare le dichiarazioni di Martens, in quanto provenienti dal Leader di un Partito a cui appartiene anche Bat’kivshchyna, la forza di Julija Tymoshenko.

“E’ una forma di manipolazione dell’opinione pubblica – ha dichiarato il più simpatico dei Deputati ucraini, che ritiene il Legno Storto un giornaletto di raccoglitori d’uva, ed il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova – e di inserimento nelle questioni ucraine dell’Occidente. Un tentativo di pressione sulle Autorità ucraine – ha aggiunto a Radio Liberty – che caratterizzano simili messaggi politici”.

Matteo Cazzulani

GUERRA ENERGETICA: LA RUSSIA SI PRENDE LA GRECIA E GUARDA PERSINO AL TEXAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on August 31, 2011

Gazprom rinnova gli accordi con i greci, dopo una simile iniziativa con le compagnie tedesche. Rosneft stringe importantissimi patti con l’americana Exxonmobile, che ne espande la presenza sul pianeta. L’Ucraina sempre più in crisi energetica e politica

Il Primo Ministro Russo, Vladimir Putin

Dopo Berlino anche Atene, con Kyiv sempre nel mirino. Nella giornata di martedì, 30 Agosto, la compagnia energetica greca DEPA ha ottenuto una revisione dei contratti per l’importazione di gas con il monopolista russo, Gazprom. Come rivelato all’autorevole Reuters dall’ad di Atene, Leonidas Dragatakis – che è rimasto vago sulle cifre esatte – le parti si sono accordate per un prolungamento della durata dell’accordo, compensata dalla fissazione di una minore quantità di oro blu che l’economia greca, recentemente colpita da una forte crisi, fatica ad acquistare secondo i contratti vigenti, stretti già nel lontano 1988.

Tuttavia, quella ad Atene da parte di Gazprom non è solo un’eccezione: dinnanzi al tentativo da parte della Commissione Europea di avviare una politica energetica UE quanto più indipendente da Mosca, il monopolista russo ha cercato, e trovato, solidi alleati nelle singole compagnie, a cui sono stati concessi sconti in cambio di contratti a lungo termine. Così è stato, ad esempio, con la tedesca RWE, mentre con la seconda del mercato teutonico, E.On, la rinegoziazione è finita a carte bollate, ma è pur sempre stata attuata.

Differente, invece, la situazione dei Paesi dell’Ex-Unione Sovietica, che Mosca ritiene proprie colonie da ricontrollare per mezzo dell’arma energetica. In Bielorussia, Gazprom ha rilevato l’intero pacchetto della compagnia energetica di Minsk, Beltransgaz, e, con esso, la gestione del sistema infrastrutturale bielorusso. Crisi, invece, in Ucraina, dove l’amministrazione di Viktor Janukovych, gradita a Mosca, sta cercando di evitare lo scenario della Bielorussia, e, nel contempo, di mantenere buoni i rapporti con la Federazione Russa.

L’Ucraina perde alleati ad Oriente ed Occidente

Un atteggiamento che ha visto dapprima Kyiv tentennare sulla proposta di Mosca di fondere per il solo mercato ucraino la compagnia statale Naftohaz con Gazprom in un unico Supermonopolista in grado di controllare i gasdotti del Paese. Poi, sempre martedì, 30 Agosto, portato il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, ha dichiarare la volontà di rivedere i contratti per il gas in sede giudiziaria, senza, però, avvisare la parte russa dell’iniziativa.

Malgrado l’Ucraina, la Russia non si ferma, ed anche sulla nafta si espande nel resto del Pianeta: l’accordo raggiunto, sempre martedì, 30 Agosto, con la potente compagnia americana Exxonmobile ha aperto a Rosneft – paritetica di Gazprom nel settore della benzina – la partecipazione in importanti giacimenti nel Mar Nero, in America Latina, e persino in Texas. Tali contratti sono il frutto della politica estera dell’amministrazione democratica di Barack Obama, che ha portato gli USA alla ricerca ossessiva del dialogo, anche con chi non rispetta democrazia, libertà di stampa, e diritti politici e civili.

Valori europei, che proprio nel Vecchio Continente sembra tenere alti la Polonia. Tornando alla faccenda ucraina, in una visita privata a Danzica, sempre martedì, 30 Agosto, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, avrebbe rimproverato il suo collega Janukovych per la sua condotta anti-europea, che rende davvero difficile a Varsavia il supporto alle ambizioni europee di Kyiv.

Nel mirino, il recente arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e simili provvedimenti a carico di una decina di esponenti del Campo Arancione, unitisi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale di difesa della democrazia e della libertà, che, proprio mentre Janukovych ha conversato a Danzica con l’ex-alleato di ferro, a Kyiv ha incontrato i Diplomatici dell’Unione Europea, meta a cui i loro maggiori esponenti, tra cui l’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, hanno dichiarato apertamente di ambire.

Matteo Cazzulani

MANIFESTAZIONI DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER LA LIBERAZIONE DI JULIJA TYMOSHENKO CONTRASTATE NEL GIORNO DELL’INDIPENDENZA UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 25, 2011

A Kyiv, la polizia vieta e si oppone con la forza alle manifestazioni del campo arancione per il ventesimo compleanno dell’Ucraina ed in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, reclusa in isolamento. “Non ci arrendiamo” il messaggio dell’ex-Primo Ministro, mentre ritorna la minaccia energetica della Russia

Le manifestazioni dell'Opposizione Democratica represse a Kyiv. FOTO RIA NOVOSTI UKRAINE

Il centro transennato, la polizia in tenuta antisommossa in ogni angolo della Capitale, manifestazioni vietate, cariche, gas lacrimogeni, concerti e campi da street basket improvvisati per distrarre l’attenzione dei passanti. E’ così che come Mosca, Pechino, Minsk e Pyongyang è apparsa Kyiv nel Giorno dell’Indipendenza ucraina, il 24 Agosto 2011.

Una mesta modalità per festeggiare il ventesimo compleanno, colto al volo dall’Opposizione Democratica per protestare contro il processo e l’arresto politico della sua Leader, Julija Tymoshenko, e per, finalmente, unirsi in un’unica azione di protesta, che ha riunito circa 10 mila dimostranti dei partiti Bat’kivshchyna – la Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione ed ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – Front Zmin – quella dell’ex-Speaker arancione, Arsenij Jacenjuk – Narodnyj Rukh – quella dell’ex- Ministro degli esteri dei governi arancioni, Borys Tarasjuk – Reformy i Porjadok – quella del Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev – e Narodna Samooborona – quella dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altro detenuto politico, in isolamento dallo scorso 26 Dicembre.

A coordinare l’azione, Oleksandr Turchynov, braccio destro di Julija Tymoshenko, che ha invitato a formare un corteo per marciare fino al Majdan Nezalezhosti ed all’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un rinato autoritarismo politico che ha portato a repressioni su oppositori politici, media indipendenti, e giornalisti, come certificato dalle più importanti ONG internazionali. Tuttavia, nulla da fare per i dimostranti: la piazza-sede della Rivoluzione Arancione è stata transennata al pari delle vie adiacenti, ed ivi sono stati organizzati concerti e tornei di pallacanestro su strada. Gli automobilisti diretti al presidio sono stati fermati ed invitati a tornare indietro, mentre alla marcia pacifica dei manifestanti, la polizia ha risposto con lacrimogeni e percosse.

“Le forze di polizia hanno preparato una provocazione – ha dichiarato in serata Arsenij Jacenjuk – in pieno stile da regime. Da parte mia – ha continuato – ho richiesto alle autorità UE ed USA di prendere provvedimenti. Oggi – ha terminato, intervistato sul 5 Kanal – mi è stato negato il permesso di recarmi in isolamento presso Julija Tymoshenko”.

La stessa Leader dell’Opposizione Democratica ha lanciatoli proprio messaggio di auguri dalla cella: un grido dal freddo di una prigione che la ha gia vista ospite dieci anni fa, sempre per motivi politi, ma che proprio per questo non deve abbattere i dimostranti.

L’appello di Julija Tymoshenko e la minaccia del Cremlino

“Ieri sotto Kuchma, oggi sotto Janukovych – ha dichiarato l’anima della Rivoluzione Arancione – i giubilei della mia Patri li passo tutti in carcere. Ma la situazione migliorera, e tutto andra bene. Lo so, ne sono convinta, e certa. In 20 anni di vita, l’Ucraina ha dimostrato di volere vivere come una nazione indipendente ed europea”.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata confinata in patria, processata, ed addirittura arrestata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con Vladimir Putin, l’allora suo collega russo.

Ed e proprio dalla Federazione Russa che è arrivato l’augurio piu plumbeo al compleanno di quella che Mosca considera una sua ex-Colonia, con il Presidente, Dmitrij Medvedev, che ha ricordato a Kyiv che l’unico modo per collaborare in materia energetica con Mosca e la cessione della gesione dei gasdotti ucraini.

“L’unica offerta che renderebbe interessante il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi – ha dichiarato il Capo di Stato russo nel corso di un incontro con il Primo Ministro cinese – sul medesimo modello di quanto già accade con la Bielorussia”.

Segnali preoccupanti, che lo stesso Janukovych sembra non avere recepito, così come la protesta al trattamento riservato a Julija Tymoshenko espressa, oltre che dalla stessa Russia, anche da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti, dalle più importanti Rappresentanze  Diplomatiche del Mondo libero occidentale, e dalle maggiori ONG indipendenti. “Prosperità ad un Paese sempre più gioioso” sono state le parole del Presidente in occasione del ventennale dell’Ucraina. Un compleanno importante, festeggiato nel più amaro dei modi.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko e malata: il processo da farsa diventa tragedia

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 19, 2011

Alla Leader dell’Opposizione Democratica negate persino le visite mediche. Il suo cedimento, le lacrime della figlia Jevhenja, i divieti delle forze dell’ordine, e l’appello di Borys Tarasjuk all’Italia:”Berlusconi non lasci sola la sua collega di partito”.

Basterebbe il silenzio di Jevhenija, anche alle domande del Legno Storto, per commentare la seduta di giovedì, 18 Agosto, ma e meglio sostituire parole serie al dolore struggente di una figlia silente dinnanzi ad una madre in seria difficoltà. La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e malata, ed il giudice, Rodion Kyrejev, le ha negato persino la dignità di una visita medica.

A dimostrare lo stato di salute dell’anima della Rivoluzione Arancione non e solo il suo viso, scavato da occhiaie inusuali per un politico sempre attento alla propria bella presenza, ma anche la voce roca, sintomo di un malessere che l’ha portata a richiedere una pausa tecnica di un quarto d’ora, trascorso sul blindato della polizia, senza il richiesto consulto del medico di fiducia.

Julija Tymoshenko avrebbe dovuto testimoniare al processo in cui e imputata – ufficialmente, seppur senza prove, e con la conferma della sua innocenza espressa da quasi tutti i testimoni, per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi del gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – un’azione, che la dice lunga sulla natura del procedimento, a cui la Leader dell’Opposizione Democratica si e sottratta: almeno fino a quando il giudice le avesse accordato visite mediche dei suoi dottori nella cella di isolamento in cui e detenuta.

Assieme a tale, umana, richiesta, Kyrejev le ha negato anche l’aggiunta agli atti di ulteriori documenti importanti a prova della sua innocenza: il più importante, il rapporto della Ernst and Young, che certifica l’efficienza, seppur solo a lungo termine, degli accordi per il gas firmati dall’ex-Primo Ministro.

Dunque, un processo davvero difficile da definire tale, anche per i continui divieti, felicemente aggirati – imposti ai giornalisti ucraini, europei, ed internazionali di fotografare la Leader dell’Opposizione Democratica per mostrare che le notizie della sua debolezza non sono calunnie.

L’appello del Leader arancione a Berlusconi: “Non lasciare sola Julia”

“La situazione e tragica, chissà se questa volta Tymoshenko terra – ha dichiarato al Legno Storto l’ex-Ministro degli Esteri arancione, Borys Tarasjuk, che ha richiesto alle nostre pagine di diffondere un messaggio tanto chiaro quanto drammatico – “capisco l’Italia, con suoi interessi particolari, sopratutto energetici, ma mi rivolgo al Premier italiano, Silvio Berlusconi, affinché prenda in considerazione quanto accade a Julija Tymoshenko, sua, e nostra, collega di partito in ambito UE [PdL, Bat’kivshchyna e Narodnyj Rukh, rispettivamente le Forze di Berlusconi, Tymoshenko, e Tarasjuk appartengono al Partito Popolare Europeo, n.d.a.]”

“La posizione di Roma e importantissima, così come quella della Germania – ha continuato – altro Paese che sacrifica i destini dell’Europa Orientale alla propria sete di gas. Almeno ora c’e la
presidenza polacca, che, tuttavia, non può fare altro che mitigare il clima”.

L’importanza di Bruxelles e davvero fondamentale, e dall’aula lo si avverte seriamente: ai valori UE si e sempre appellata la difesa di Julija Tymoshenko in tutte le richieste – sempre rigettate – di scarcerazione da un isolamento che testimonia il pessimo stato della democrazia ucraina, oramai un ricordo sbiadito. Come le foto di Pani Ol’ha di Ternopil’: militante in lacrime dinnanzi all’ennesima uscita dal tribunale di un convoglio della polizia, grigio come la tristezza che avvolge un processo sempre più drammatico.

Matteo Cazzulani

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Una notte nella tendopoli arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 11, 2011

Socializzazione, discussioni, confronti, ed anche sport nel sito dell’Opposizione Democratica, in sostegno della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, incarcerata e processata per ragioni politiche.

Mentre il cavallo mangia il pedone, e la torre sorveglia il terreno da possibili minacce, nemmeno troppo inaspettate, l’alfiere ha corridoio libero: e da correre ce n’è, anche perché per scaldarsi non bastano te e caffè distribuiti dalla tenda dei rifornimenti, peraltro, situata all’altro capo della tendopoli.

Nella notte di mercoledì, 10 Agosto, presso il Kreshchatyk, tutto e tranquillo, e la temuta incursione delle forze di polizia non c’e stata. Sara stata la mobilitazione di 200 sostenitori del campo arancione, oppure la presenza di diversi media nel cuore della Capitale, ma gli scontri presso la tendopoli dell’Opposizione Democratica avanzati da diverse fonti non ci sono stati. Così, ci si può permettere anche una partita a scacchi al chiaro di luna – o di lampione – anche in assenza della Regina dello scacchiere: quella Julija Tymoshenko ieri Primo Ministro, oggi, accusata di abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, processata senza prove certe, e detenuta in isolamento.

Presso la Corte Pechers’ka, dove ha luogo il procedimento giudiziario, i sostenitori della sua forza politica, Bat’kivshchyna, hanno installato una tendopoli, con una cinquantina di militanti a presidiarla nella notte.

“Di giorno arriviamo a 200 – spiega Olena, dalla oblast di Mykolajiv – ma la notte facciamo i turni. Bisogna mantenere le forze per la giornata, quando hanno luogo le sedute del processo”.

Difatti, nel sito della protesta di notte ci si rilassa. Chi non gioca a scacchi, mangia un melone, suona la fisarmonica, oppure fornisce consulenza giuridica a chi ha bisogno di un avvocato ma non ha il danaro per pagarlo, come i militanti della Crimea. Altri ancora, si intrattengono in conversazioni, anche con le forze di polizia.

“E tutto orchestrato dagli oligarchi del Donbas – illustra a un poliziotto un fervente militante – perché li difendete? Julija e innocente, dovete capirlo”.

Ma non solo la politica: situata proprio sul marciapiede del centralissimo Kreshchatyk, il luogo della protesta e continuamente popolato da visitatori intenti nello struscio notturno. Alcuni sorridono, altri insultano, altri ancora sbuffano per l’intoppo.

“Questo e spazio pubblico – illustra Andrij della sede di Zhytomir – tutti possono entrare ed uscire, senza eccezione. Certo, non mancano gli intoppi: la Corte Cittadina vuole che ce ne andiamo, anche se contro il regolamento urbano, ed i provocatori non mancano di venirci a trovare”.

Poco distante, l’accampamento del Partija Rehioniv, il Partito del Presidente Janukovych, ritenuto dall’Opposizione Democratica il vero responsabile del processo a Julija Tymoshenko. Diversamente da quello arancione, nel sito blu ai giornalisti non e permesso entrare. “Sono una quindicina di giovanotti pagati dal partito” e l’unica testimonianza che riusciamo a raccogliere da Tetjana, altra militante di Bat’kivshchyna.

Pur soppesando il parere di parte, nella tendopoli arancione si respira politica e democrazia: Deputati Nazionali no lesinano il confronto e, anzi, permangono nelle tende per ascoltare la popolazione, e gli stessi provocatori della parte avversa, come il Parlamentare Andrij Shkil’. Lo stesso Oleksandr Turchynov, braccio-destro di Julija Tymoshenko, responsabile della tendopoli, tiene a freno la fame e la stanchezza dopo l’interrogatorio non solo per animare i sostenitori, ma sopratutto per ascoltarne le voci.

Oltre a quella di Julija Tymoshenko, presenti anche altre forze dell’Opposizione Democratica, costituitesi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura.

“Ai tempi della Rivoluzione Arancione era meglio – spiegano giovani militanti della Hromad’jans’ka Pozycija, la forza politica dell’ex-Titolare della Difesa, Anatolij Hrycenko – allora, era l’inverno 2005, arrivavano carovane di salsiccia e salami. Ora, bisogna arrangiarci da soli, e di offerto c’e solo qualche pirazhok. Stasera a scaldarci c’e stata anche la cocente sconfitta della nazionale ucraina, un gol al 95esimo dalla Svezia, in casa nostra”.

Oltre al giallo-nero dei giovani tifosi, c’e il gazebo verde del Front Zmin dell’ex-Speaker, Arsenij Jacenjuk, due giallo-blu del Narodnyj Rukh dell’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, uno blu di Reformy i Porjadok del Primo Ministro del Governo-Ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, e, ovviamente, la moltitudine di tende bianche con il cuore rosso di Bat’kivshchyna: nuove tinte di un campo arancione che, seppur in numeri inferiori, prova a trovare un’unita, indispensabile per il mantenimento della democrazia in Ucraina, e della via per l’integrazione europea.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: OLTRE ALL’OCCIDENTE PERSINO LA RUSSIA CONTESTA JANUKOVYCH. E L’OPPOSIZIONE FINALMENTE SI UNISCE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 6, 2011

Vertici UE turbati dalla reclusione della Leader dell’Opposizione Democratica, con il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, in prima fila. La Polonia convoca un tavolo ad-hoc, mentre la Germania minaccia la rottura delle trattative per l’Accordo di Associazione. Anche Mosca critica la reclusione. L’Opposizione Democratica si unisce nel Comitato di Difesa dalla Dittatura

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

“L’Ucraina è Paese del Partenariato Orientale UE: si attenga ai principi di Bruxelles”. Questa la prima reazione ufficiale dell’Unione Europea all’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, espressa dal Presidente del Parlamento Continentale, Jerzy Buzek. Il polacco, già attivista di Solidarnosc, è stato subito incalzato dalla sua Ambasciatrice a Kyiv, Zuzana Reutova, che ha evidenziato come la reclusione in isolamento dell’ex-Primo Ministro sia la dimostrazione di come le Autorità non vogliano concorrenti politici alle prossime elezioni.

Dura la reazione anche di altri massimi rappresentanti UE, come il Ministro degli Esteri, Cathrine Ashton, ed il Commissario all’allargamento, Stefan Fule, che, sulle medesime note di Buzek, hanno ricordato a Kyiv che il dialogo con Bruxelles richiede precisi comportamenti in rispetto della democrazia.

Protestano anche i singoli Stati. la Polonia, presidente di turno dell’Unione Europea, ha convocato un tavolo continentale per discutere della questione con urgenza. Più radicale la Germania, con il Vice-Ministro degli Esteri, Werner Heuer, che ha bollato l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica come un atto politico che allontana l’Ucraina dall’Europa. Invece, il suo collega svedese, Karl Bildt, lo ha definito uno spettacolo vergognoso, che nuoce all’immagine di Kyiv.

A contestare l’arresto di Julija Tymoshenko è stato persino il Ministero degli Esteri russo, che, chiamato in causa nella questione, ha invitato le autorità ucraine a condurre un processo in rispetto del proprio regolamento, senza eccedere in atti estremi, come la reclusione dell’ex-Primo Ministro.

Di azione volutamente adottata per soffocare la voce di Julija Tymoshenko ha parlato invece l’autorevole Freedom House, che, con una nota, ha ricordato come già il processo a carico dell’ex-Primo Ministro – accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – si sia svolto in maniera irregolare, con poco tempo alla difesa per la visione delle imputazioni, e, a tratti, addirittura senza avvocati.

Al via il Comitato di Difesa dalla Dittatura

Alla richiesta di immediata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica espressa dalle rappresentanze europee si è aggiunta anche Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, che ha invitato i militanti ad una protesta di piazza, e le opposizioni all’unità contro l’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych. Appello subito accolto, almeno nella città di Leopoli, dove, assieme Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, il Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, il Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, la Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, Nasha Ukrajina dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, e Pora hanno fondato il Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello interpartitico per il coordinamento di azioni comuni, in vista delle prossime elezioni parlamentari.

Lecito ricordare che venerdì, 5 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata arrestata per comportamento inadeguato nei confronti della Corte. A motivare la decisione del giovane magistrato, Rodion Kirejev, il rifiuto di Julija Tymoshenko di rivolgersi a lui in piedi, e, in ultimo, la sua richiesta di un Traduttore per interloquire con il Primo Ministro, Mykola Azarov: unico di una lunga lista di testimoni convocati dall’accusa a non avere scagionato l’anima della Rivoluzione Arancione dalle accuse mosse contro di lei.

Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA BATTEZZA L’EURONEST

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 4, 2011

Lo scopo dell’assemblea è il rafforzamento delle relazioni ad est di Bruxelles, con l’integrazione economica dei Paesi dell’obsoleto progetto di Eastern Partnership. Esponente dell’Opposizione Democratica ucraina eletto Co-Presidente

Il leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk

Una nuova formula per le relazioni ad est dell’Unione Europea. Nella giornata di martedì, 3 Maggio, il Parlamento Europeo ha dato il via all’EURONEST. Un’assemblea compartecipata da 60 esponenti dell’Unione Europea e da 10 rappresentanti di ogni Paese del Partenariato Orientale – Ucraina, Bielorussia, Georgia, Armenia, ed Azerbajdzhan.

Scopo dell’organo consultivo, che ha già varato le proprie commissioni ed i gruppi di lavoro, lo sviluppo di Democrazia, Diritti Umani, libera concorrenza, l’abbattimento progressivo dei visti da e per il Vecchio Continente, e l’integrazione economica di Kyiv, Minsk, Tbilisi, Baku, e Jerevan in un mercato comune con Bruxelles.

Come illustrato dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, l’EURONEST è un’iniziativa fondamentale, per evitare che l’UE si limiti a destinare risorse al Nord Africa, dimenticando l’altrettanto importante areale europeo centro-orientale.

La formula del Partenariato Orientale, seppur formalmente ancora in vita, si è dimostrata inadatta. Sia a causa del simile progetto dell’Unione Mediterranea – sostenuto fortemente dalla Francia di Sarkozy – sia dalla scarsa determinazione con cui esso è stato guidato dai governi di Polonia e Svezia.

Ucraina premiata. Bielorussia punita

A conferma della novità del progetto, i primi due provvedimenti. In primo luogo, la nomina a Co-Presidente dell’ex-Ministro degli Esteri ucraino, Borys Tarasjuk. Una decisione che ha dimostrato la concreta volontà di Bruxelles di responsabilizzare, ed integrare, un Paese europeo per storia e cultura, a cui in passato troppe volte nel recente passato è stata sbarrata la strada verso la piena membership.

Oltre all’elezione del Leader del Narodnyj Rukh, l’assemblea ha condannato la svolta autoritaria in corso in Bielorussia, i cui seggi presso l’EURONEST sono stati congelati.

Minsk resta membro attivo del Partenariato Orientale. Ma avrà diritto di rappresentanza nel nuovo progetto solo previo rispetto da parte del Presidente, Aljaksandar Lukashenka, dei valori democratici e delle libertà occidentali.

Matteo Cazzulani

Ucraina: nuovo gruppo dell’Opposizione Democratica

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 27, 2011

Deputati nazionali arancioni costituiscono i Democratici Europei. Secondo gli esperti, una marcia per il Dissenso a Janukovych

Ancora Tre firme per i Democratici Europei, il nuovo gruppo dell’Opposizione Democratica. Nella giornata di martedì, 26 Aprile, 12 Deputati Nazionali hanno aderito ad un nuovo club parlamentare.

Nomi eccellenti, prevalentemente provenienti da Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Tra essi, il businessman Oleksandr Tret’jakov – tra i finanziatori dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko – l’ex-Ministro della Difesa, Anatolij Hrycenko, il Leader della Jevropejs’ka Partija, Mykola Katerynchuk, il Segretario del Narodnyj Rukh, ed ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, il Capo della comunita tatara, Mustafa Dzhemil’ov, Oleksandr Chornovolenko, e Volodymyr Ar’jev. A capo del nuovo soggetto parlamentare, una donna, l’ex- Addetta Stampa di Jushchenko, Iryna Herashchenko.

Una nuova insidia per il Capo dello Stato

Dunque, un gruppo europeista, dalla guida rosa, che irrompe in un campo arancione sempre più diviso.

Ciò nonostante, sono in molti a ritenere i Democratici Europei un’opportunità per cementare l’Opposizione Democratica. La quale, composta dalla nuova formazione, e guidata da Bat’kivshchyna – il Partito dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Julia Tymoshenko – potrebbe costituire un’insidia allo strapotere del Presidente, Viktor Janukovych, e della sua forza politica, il Partija Rehioniv, alle prossime elezioni parlamentari.

Matteo Cazzulani