LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: GAZPROM ALZA I PREZZI ALL’EUROPA E GUARDA ALLA CINA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 13, 2011

Il superamento della crisi mondiale, e la conseguente stabilizzazione della domanda, provoca l’incremento del tariffario. Oltre che con Bruxelles, Mosca rafforza l’alleanza con Pechino

I percorsi di Nabucco e Southstream

Dalla Russia, gas più caro per tutti. Come riportato dall’autorevole Reuters, i Paesi dell’Europa Occidentale pagheranno 352 Dollari per mille metri cubi di oro blu, contro i 308 finora versati.

Un incremento del 14,30%, causato dalla fine della crisi economica, e dalla conseguente stabilizzazione della domanda, scesa da 140 a 138,6 miliardi di metri cubi nel 2010. Per il 2011, previsto un aumento del 9%, fino a 151,5 miliardi di metri cubi.

Medesima situazione per i clienti dell’Europa Centro-Orientale. I quali, a seguito di un incremento delle forniture, da 68 a 73 miliardi di metri cubi, pagheranno, per ciascuno di essi, 250 Dollari. Contro i 233 finora versati.

Nonostante i rincari, il monopolista russo del gas, Gazprom, mantiene ottime relazioni col Vecchio Continente. Legate, sopratutto, a progetti comuni in cantienre.

Come dichiarato dall’esponente del monopolista russo, Ivan Gudkov, un quarto dei Paesi UE sostiene il Southstream, contro i progetti alternativi, concepiti per contrastare il dominio di Mosca nel settore.

Nota anche come Gasdotto Ortodosso, dal 2015, l’infrastruttura sottomarina collegherà la Russia a Bulgaria, Grecia, ed Italia, bypassando Paesi inaffidabili agli occhi del Cremlino, come Moldova, Ucraina, e Romania.

Progettata da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalle compagnie statali dei Paesi interessati — Bulgaria, Grecia, Serbia, Macedonia, Austria — invierà 63 miliardi di metri cubi di gas annui.

Concorrenti al Southstream, i gasdotti del Corridoio Meridionale UE, quali il TGI — Turchia, Grecia, Italia — il TAR — Corridoio Transadriatico — ed il Nabucco. Quest ultimo, supportato dai Paesi AGRI — Azerbajdzhan, Georgia, Romania ed Ungheria — per esportare gas centroasiatico in Europa, attraverso il Mediterraneo, saltando la Russia.

Anche la Cina ha sete di gas

Chi, invece, il contratto con Mosca non l’ha ancora siglato è Pechino. Ciò nonostante, sul piano energetico, le relazioni sino-russe sono eccellenti. Ed un accordo sul tariffario sarà raggiunto entro il 2017.

Giusto il tempo di terminare la costruzione dei Corridoi Occidentale ed Orientale, con cui la Cina riceverà 68 miliardi di metri cubi di oro blu all’anno — rispettivamente, 38 e 30.

L’intesa, e l’itinerario delle infrastrutture, sono stati concordati dai due Presidenti, Dmitrij Medvedev ed Hu Jintao, già nel settembre 2010.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: EUROPA METTE ALLA PROVA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 21, 2011

L’ambasciata UE preoccupata dal regresso della democrazia in Ucraina. Per la Corte d’Appello, illegittima la lotta anti-corruzione di Julija Tymoshenko, su indicazione della Procura Generale 

L'ambasciatore UE a Kyiv, Manuel Pintu Teixeira

Marcatura stretta su Janukovych. Nella giornata di venerdì, 21 Gennaio, l’Ambasciatore UE a Kyiv, Manuel Pintu Teixeira, ha espresso profondo turbamento per lo stato di democrazia e libertà dei media in Ucraina.

Come dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, Bruxelles si aspetta dal Presidente, Viktor Janukovych, concreti passi in avanti, in grado di avvicinare il Paese all’Occidente. 

In controtendenza, rispetto a quanto dimostrato nelle ultime elezioni locali, lo scorso Ottobre. Tornate, dopo gli anni felici dei governi arancioni di Julija Tymoshenko, ad essere certificate non in linea con gli standard di regolarità. 

Inoltre, il diplomatico portoghese ha augurato una proficua collaborazione nell’ambito del prossimo round di trattative per la creazione della Zona di Libero Mercato. Un obiettivo, per il Vecchio Continente, da raggiungere per il miglioramento delle relazioni tra le parti. 

Continua la repressione sull’Opposizione Democratica

Conferma delle reali intenzioni delle Autorità ucraine, l’ennesimo attacco ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Questa volta, nessuna nuova accusa. Né alcun processo. Solo una sentenza ribaltata dalla Corte d’Appello di Kyiv – il TAR del Lazio ucraino – su espresso volere della Procura Generale. 

Il provvedimento, consiste nel mancato riconoscimento dell’illegalità della vendita di 201 imprese, commissionata dal Secondo Governo Tymoshenko. De facto, il verdetto d’appello ha condannato l’operato dell’anima della Rivoluzione Arancione.

Tra gli enti interessati, industrie automobilistiche, metallurgiche, motociclistiche, ed agricole. Rivendute a prezzi di mercato, dopo la loro rinazionalizzazione. 

Un’operazione, voluta da Julija Tymoshenko, per recuperare danaro pubblico, perso dall’Amministrazione Kuchma dopo la svendita delle imprese ai grandi industriali dell’est del Paese. 

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica è sotto processo per uso improprio dei fondi per l’abbattimento di CO2 alle uscite sociali, ed acquisto illecito di vaccini e 27 autoambulanze. 

Così, l’Anima della Rivoluzione Arancione è stata privata del Diritto d’Espatrio. Rea, per così dire, di avere pagato le pensioni, e migliorato il sistema sanitario.

Matteo Cazzulani