LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ELEZIONI PRESIDENZIALI UCRAINE: KLICHKO STA CON POROSHENKO, YATSENYUK CON TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 31, 2014

Il ‘Paperone Arancione’, ottenuto l’appoggio del Partito moderato UDAR, promette l’integrazione dell’Ucraina in Europa nel 2025 e invita ad avvalersi della pressione internazionale per riprendere possesso della Crimea. L’ex-Premier, candidata dalla sua forza partitica social-popolar-democratica Batkivshchyna e supportata dall’attuale Capo del Governo, ritiene necessaria la modernizzazione dell’esercito e l’integrazione ucraina nelle strutture difensive dell’Occidente

Il duello tra i due principali partiti del campo democratico ucraino era stato ampiamente preannunciato e, dinnanzi ai primi movimenti per le Elezioni Presidenziali ucraine, ha dato già vita a coalizioni ampie che potranno cambiare gli assetti politici del Paese. Nella giornata di sabato, 29 Marzo, la Commissione Elettorale Centrale ucraina ha registrato le candidature di 26 personalità, tra cui, secondo tutte le rilevazioni sociologiche, a concorrere per il posto di Presidente ucraino sono però soltanto l’oligarca arancione Petro Poroshenko e l’ex-Premier Yulia Tymoshenko.

Ex-Segretario del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa, già Ministro degli Esteri e dello Sviluppo Economico in diversi Governi, Poroshenko, altrimenti noto come ‘paperone arancione’ per avere sostenuto nel 2004 il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione Arancione, può godere del favore dei sondaggi e, sopratutto, del sostegno del Partito di ispirazione moderata UDAR, guidato dal pugile convertitosi alla politica Vitaly Klichko.

Durante il Congresso di UDAR, Klichko, che in cambio ha ottenuto da Poroshenko il via libera a correre per diventare Sindaco di Kyiv, ha ritenuto necessario appoggiare il candidato con il più alto rating per unire le forze che hanno dato vita alla protesta pacifica sul Maydan contro la Dittatura dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych.

Poroshenko, candidato in grado di intercettare sia il voto moderato che quello progressista, in un’intervista sul suo 5 Kanal ha dichiarato l’intenzione di portare l’Ucraina all’interno dell’Unione Europea entro il 2025, ed ha proposto di utilizzare l’appoggio internazionale per portare la Russia, anche per mezzo di sanzioni, a restituire all’Ucraina la Crimea.

La principale avversaria di Poroshenko è Yulia Tymoshenko: ex-Premier, già eroina della Rivoluzione Arancione e vittima esemplare delle repressioni politiche di Yanukovych, che, durante il congresso del suo Partito di ispirazione social-popolar-democratica, ha dichiarato la necessità di potenziare l’esercito ucraino per non concedere ai russi nemmeno un centimetro del territorio nazionale ucraino.

La Tymoshenko, che ha deciso di candidarsi malgrado gli inviti provenuti da diversi ambiti della politica ucraina che la vede come incapace di intercettare la domanda di novità proveniente dall’elettorato ucraino -ed anche da parte della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che sostiene Klichko- ha inoltre ritenuto necessario integrare l’Ucraina nelle strutture difensive Occidentali, ed ha invitato la Comunità Internazionale ad intensificare le sanzioni nei confronti della Russia di Putin.

A sostenere l’eroina della Rivoluzione Arancione è stato in maniera moderata il Premier, Arseniy Yatsenyuk, che a lungo è stato Leader in pectore di Batkivshchyna durante la detenzione della Tymoshenko, e che, pur sottolineando la sua neutralità istituzionale in quanto Capo del Governo, ha illustrato di avere l’intenzione di procedere nel cammino comune con Lady Yu.

Il duello ‘arancione’ tra Poroshenko e Tymoshenko, che si fa sulla carta sempre più probabile, ha tutte le carte in regola per mutare l’assetto politico ucraino dalla storica divisione tra ovest ed est -divisione solamente elettorale e NON tra filo europei e filorussi, come certa stampa vorrebbe invece presentare- ad un sistema del tutto simile a quelli dell’Europa Centrale, oppure simile a quelli dell’Europa Occidentale con una destra cristianodemocratica ed una sinistra socialdemocratica.

Con l’accordo tra Poroshenko e Klichko, si potrebbe rafforzare una piattaforma creata sulla base di un Partito, UDAR, che riprende i principi della cristiano-democrazia tedesca -non a caso la forza partitica di Klichko è appoggiata dalla Merkel, ed ha firmato con la polacca Piattaforma Civica del Premier Tusk un Accordo di Collaborazione- con un candidato in grado di rappresentare una sinistra ‘alla polacca’ vicina al grande business.

La Tymoshenko, venuto meno il sostegno della Merkel, si trova ora a scegliere se recuperare il suo passato socialdemocratico dei tempi in cui era esponente di spicco del Partito Hromada -una scelta che potrebbe implicare l’avvicinamento al Partito dei Socialisti Europei- o se portare Batkivshchyna -che come UDAR è osservatore del Partito Popolare Europeo- ad assumere posizioni più conservatrici simili a quelle dei polacchi di Diritto e Giustizia.

Quest’ultima scelta potrebbe consentire alla Tymoshenko di disinnescare la minaccia anti-europea caratterizzata dai Candidati di estrema destra Oleh Tyahnibok, Capo del Partito Svoboda, e Dmytro Yarosh di Pravy Sektor. La decisione, invece, di spostare Batkivschyna più a sinistra consentirebbe di attingere ad un potenziale bacino elettorale che potrebbe guardare al candidato dei comunisti Petro Symonenko.

Altri candidati senza speranza

Tra i candidati dati senza particolari possibilità di vittoria ci sono gli esponenti del Partito delle Regioni di Yanukovych Mykhaylo Dobkin e Serhiy Tihipko: il primo, indagato per brogli elettorali e incitamento alla sommossa contro lo Stato, ha ottenuto la nomination ufficiale della forza partitica, forte anche dell’appoggio delle oligarchie della metallurgia di Donetsk capitanate da Rinat Akhmetov.

Il secondo, Tihipko, rappresenta invece gli interessi degli oligarchi del settore chimico ed energetico, tra cui Dmytro Firtash: già principale finanziatore di Yanukovych nell’ultimo periodo di attività politica dell’ex-Presidente.

Altri candidati già registrati sono l’ex-Ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko per conto del Partito Posizione Civica, e l’ex-Sindaco di Leopoli Vasyl Kuybida per conto dello storico Narodny Rukh di ispirazione liberale

Matteo Cazzulani
Analista politico dell’Europa Centro-Orientale
lademocraziaarancione@gmail.com
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UNDICI ANNI SENZA GIJA GONGADZE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 16, 2011

L’Ucraina ricorda il reporter di origine georgiana assassinato per la sua attività di opposizione all’ex-Presidente, Leonid Kuchma. Diverse manifestazioni in ucraina e Georgia in suffragio del simbolo della libertà di stampa. L’appello della Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, a lottare per la stampa libera

Il giornalista di opposizione, Gija Gongadze

Un vuoto profondo nella stampa ucraina ed europea, difficile da colmare, sopratutto oggi. Il 16 Settembre 2000 il giornalista di opposizione ucraino di origine georgiana, Heorhij Gongadze, è sparito al momento del suo ritorno a casa. Rapito e poi ucciso, come si saprà tre giorni più tardi al ritrovo del suo corpo: privato della testa, ed abbandonato non lontano dalla Capitale, Kyiv.

Una pagina nera della storia ucraina, purtroppo ancora non risolta. Le indagini sull’omicidio di Gija – com’è ricordato dai colleghi – provvedono in disordine, ed il processo aperto per stabilire mandanti ed esecutori lungi dall’essere chiuso con una condanna chiara e netta dei responsabili.

Tra i sospettati mandanti, l’ex-Presidente, Leonid Kuchma, l’attuale Speaker della Rada, Volodymyr Lytvyn, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Kravchuk, suicidatosi nel 2005. Secondo registrazioni audio ottenute da Mykola Melnychenko, l’ex-guardia del corpo del Capo di Stato Emerito, Gija sarebbe stato eliminato per la sua attività di opposizione alle Autorità allora governanti, espresso platealmente un anno prima, quando, in occasione delle Elezioni Presidenziali del 1999, pur essendo liberale e patriota invitò gli ucraini a sostenere il comunista Petro Symonenko proprio contro Kuchma, ritenuto un pericolo per la democrazia del Paese.

Oggi, del coraggioso giornalista resta il giornale on-line da lui fondato, la Ukrajins’ka Pravda – la più autorevole fonte di informazione libera ed indipendente in Ucraina – ed un monumento in centro a Kyiv, ai piedi del quale è stata organizzata una manifestazione in suo ricordo, che unisce la Capitale ad altre città del Paese, e persino a Tbilisi, dove anche la comunità georgiana ricorderà Gija.

Un reporter coraggioso

Doveroso anche ricordare le conseguenze politiche che il suo sacrifico ha comportato: una forte reazione al suo omicidio provocò la costituzione del movimento Ucraina senza Kuchma e del Comitato di Rinascita dell’Ucraina, ai quali aderirono le principali forze dell’Opposizione patriottica, in una battaglia non-violenta per la democrazia e la libertà di stampa in ucraina ottenute solo nel 2005, in seguito alla Rivoluzione Arancione.

Proprio l’anima di quei movimenti, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – oggi detenuta in isolamento, e, come un’altra decina di politici dell’Opposizione Democratica, sottoposta ad un processo politico – ha invitato al ricordo di una personalità importante per l’Ucraina, simbolo della lotta per il libero pensiero.

“E’ una persona da ricordare, anche solo con poche righe – ha dichiarato la Tymoshenko dalla sua cella all’Ukrajins’ka Pravda – perché la lotta per la democrazia passa dalla garanzia della Libertà di parola. Nessuna stabilità, nessuno sviluppo può essere ottenuto a costo della stampa indipendente – ha continuato – per questo, continuiamo a lottare – ha concluso – e a contrastare ogni tentativo di censura”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VIKTOR JANUKOVYCH CONTESTATO ANCHE DAI COMUNISTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 6, 2011

Gli alleati di governo contestano la politica previdenziale del Presidente, e chiedono la testa del suo Ministro. Pronta una riforma elettorale per controllare il consenso

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Scissione a sinistra per la maggioranza di governo. Come dichiarato dal Capo dei comunisti ucraini, Petro Symonenko, la coalizione al potere rischia seriamente di perdere l’appoggio del suo alleato più estremo.

Motivo, una riforma delle Pensioni non condivisa. Che, sommata al Codice del Lavoro, ed ai provvedimenti sociali in cantiere, umilierebbero il proletariato del Paese.

Ad essere contestate, le misure in favore dei grandi industriali, sponsor del principale soggetto della maggioranza, il Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Come sottolineato al 5 Kanal, Symonenko intende non solo organizzare manifestazioni e picchetti, ma anche silurare il Ministro per gli Affari Sociali, Serhij Tihipko. Dimissioni che, qualora ottenute, manderebbero in crisi la colazione filorussa di centro-sinistra, attualmente al potere.

Un nuovo porcellum

Nel frattempo, Janukovych appronta le contromisure. Nella stessa giornata, il Parlamentare del Partija Rehioniv, Jurij Miroshnychenko, ha comunicato la stesura di una proposta di riforma elettorale.

In essa, ipotizzata l’introduzione di liste aperte, in collegi nominali. In cui, a contare, saranno non più l’appartenenza partitica, ma la singola persona.

Un bene, si direbbe nel Belpaese. Peccato che, sulle Rive del Dnipro, la politica funzioni diversamente. E che, come dimostrato in passato, preferenze e collegi uninominali significato voti di scambio e compravendita del consenso.

Mestiere in cui il partito di governo è molto più abile del campo arancione – in primis, Bat’kivshchyna di Julija Tymoshenko, e Front Zmin di Arsenij Jacenjuk – preferito dal suo elettorato per il contenuto ideologico, patriottico e liberale, più che per le Hryvnje.

Sempre, historia docet.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OSCE DIFENDE LA LINGUA DI SHEVCHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 15, 2011

Il Commissario alle Minoranze invita le Autorità ucraine a non approvare una legge che rischia di aumentare le tensioni sociali. Criche dall’Opposizione Democratica e dall’Accademia Mohyljans’ka di Kyiv

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

Tutelare chi parla la Lingua Nazionale. Questo è l’invito con cui l’Organizzazione Mondiale per la Sicurezza e lo Sviluppo si è rivolto al Parlamento ucraino.

Una richiesta che, in altri Paesi, potrebbe sembrare bizzarra. Ma non in Ucraina, dove la maggioranza ha presentato un disegno di legge per diminuire l’utilizzo della lingua di Shevchenko — Taras, il Poeta Nazionale Ucraino — in nome dei diritti delle minoranze linguistiche.

Come rilevato dall’OSCE, la proposta non tutela affatto chi non parla ucraino. Anzi, è destinata ad aggravare dissidi e scollamento nella società. Qualora il provvedimento fosse approvato, il Paese resterebbe privo di un unico idoma utilizzato nelle occasioni ufficiali. Con inevitabili ripercussioni anche sul piano amministrativo.

Inoltre, come evidenziato nella lettera, firmata dal Commissario OSCE per le Minoranze Nazionali, Knut Vollebek, la Legge sulla Lingua penalizzerebbe chi, sopratutto nelle regioni occidentali, l’ucraino lo utilizza correntemente.

Concorde il principale gruppo alla Rada dell’Opposizione Democratica, il Blocco-Tymoshenko-Bat’kivshchyna, che ha promesso ostruzionismo al momento della lettura in aula del ddl.

Contro la continua russificazione

Come sottolineato dal Deputato Nazionale BJuT, Volodymyr Javorivs’kyj, il provvedimento, anziché tutelare le vere minoranze nazionali, rafforza l’uso del russo, molto diffuso tra la popolazione, in seguito alle feroci campagne di russificazione, operate sulle Rive del Dnipro da zaristi e sovietici.

Non a caso, i firmatari del ddl sono il Capo dei comunisti, Petro Symonenko, il Parlamentare del Blocco Lytvyn, Serhij Hrynevec’kyj, ed Oleksandr Jefremov, Capogruppo del Partija Rehioniv — la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Parere contrario, anche dall’Istituto di linguistica Potebnja, quello di Lingua Ucraina NANU, e dalla prestigiosa Accademia Kyivo-Mohyljans’ka.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: LA PIAZZA IN DIFESA DELLA LINGUA NAZIONALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 15, 2010

Sindacati, imprenditori, studenti e cittadini contro due progetti di legge controversi della maggioranza. L’Opposizione Democratica promette battaglia in Parlamento

Il Poeta Nazionale Ucraino, Taras Shevchenko

In 50 mila contro due proposte. Forte è stata la manifestazione di imprenditori, studenti, e privati cittadini con il proprio Paese nel cuore, che nella giornata di lunedì, 15 novembre, si sono radunati presso il palazzo del governo ucraino. Oggetto della protesta, l’esame dei DDL su Codice Fiscale e questione linguistica. Due nodi impopolari, che la maggioranza sta cercando in tutti i modi di approvare.

Per quanto riguarda il Codice Fiscale, il progetto prevede esenzioni per grandi industriali, e pochi altri soggetti economici, bilanciate da misure restrittive per la piccola e media impresa. Ad esso, si aggiunge il prolungamento della giornata lavorativa, da 8 a 12 ore, per un totale di 48 ore settimanali.

“E’ un provvedimento illiberale – ha dichiarato al 5 Kanal il Segretario del sindacato Narodna Solidarnist’, Oleksij Kljashtornyj – che incrementa la responsabilità dei lavoratori, consente il monitoraggio delle attività, ed impedisce l’unione di associazioni di categoria”.

In difesa della cultura nazionale

Altro punto di scontro, la legge sullo status linguistico. Ad oggi, la lingua ufficiale del Paese è l’Ucraino. Ciò nonostante, la proposta di legge vorrebbe innalzare a tale rango tutti gli altri sistemi linguistici presenti sulle rive del Dnipro, con particolare attenzione per il russo. Nulla di male, si direbbe. Se non fosse che la questione linguistica, in Ucraina più che altrove, ha un’importanza maggiore, e differente, rispetto agli standard del Belpaese.

La manifestazione contro le proposte di legge su Codice Fiscale e questione linguistica. FOTO 5 KANAL

Il rafforzamento, e lo sviluppo, dell’Ucraino, implementato dall’Indipendenza del 1991, è segno di emancipazione, libertà, ed affermazione della propria identità storico-culturale. Soprattutto, dopo anni di russificazioni forzate, subite in epoca zarista e comunista. Sminuire l’importanza della lingua di Shevchenko – Taras, il Poeta – in favore di quella di Pushkin, significa non solo riportare Kyiv all’epoca sovietica. Ma anche, e soprattutto, attentare al mantenimento della cultura nazionale.

Purtroppo, la maggioranza di governo ha comunicato di appoggiare la proposta, firmata dal leader dei comunisti, Petro Symonenko, dall’esponente del Blocco Lytvyn, Serhij Hrynevec’kyj, e da Oleksandr Jefremov, capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Ad opporsi al tentativo di annichilimento della lingua nazionale, oltre ai manifestanti, l’Opposizione Democratica, composta dal Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna – la forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko – e da Nasha Ukrajina – il gruppo dell’ex speaker, Arsenij Jacenjuk.

Ambo i soggetti hanno promesso alla Rada ogni forma possibile di protesta, per evitare l’approvazione di due progetti di legge lesivi della cultura e del benessere degli ucraini.

Matteo Cazzulani

L’UCRAINA DICE NO ALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 7, 2010

La Rada respinge un progetto di legge che obbliga Janukovych a portare l’Ucraina in Europa nel più breve tempo possibile. L’Opposizione Democratica protesta. La maggioranza restaura il Giorno della Rivoluzione Bolscevica

Il deputato nazionale di nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Mykola Katerynchuk

Dal regresso democratico alla restaurazione sovietica. Nella giornata di mercoledì, 6 ottobre, il Parlamento ucraino ha affossato un progetto di legge che avrebbe obbligato il Presidente, Viktor Janukovych, ad assicurare l’integrazione di Kyiv nell’Unione Europea, e ad attivarsi per raggiungere tale scopo in breve tempo.

Il documento, presentato dal Deputato di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Mykola Katerynchuk, ha ottenuto solamente 61 voti a favore sui 226 necessari per l’approvazione. Ad affossare la proposta del leader del Partito Europeo, i parlamentari della maggioranza, composta dal Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, il premier, Mykola Azarov, ed i membri del Consiglio dei Ministri – dal Blocco Lytvyn e dai comunisti.

Al voto non hanno partecipato i Deputati del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, che, poco prima, hanno abbandonato l’aula dinnanzi al mancato rispetto del Giorno dell’Opposizione: sessione, in cui l’odg è proposto dalla minoranza. Una prassi di alta maturità democratica, introdotta dopo la Rivoluzione Arancione, spazzata dal ripristino della Costituzione del 1996, con cui la Corte Costituzionale ha affidato pieni poteri al Capo dello Stato, ora libero dal controllo del Parlamento.

L’Opposizione all’attacco

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

In una conferenza stampa, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha attaccato la maggioranza, e promesso su di essa un rigido controllo, al fine di evitare un ulteriore regresso della Democrazia nel Paese. Inoltre, la Lady di Ferro ucraina ha evidenziato come la risoluzione del Consiglio d’Europa – che ha condannato il mancato rispetto delle libertà di Stampa e di Parola – sia stata eccezionalmente dura, e motivata dalla scarsa volontà da parte di Janukovych di rispettare le direttive del Vecchio Continente.

“Le azioni della nuova amministrazione – ha dichiarato la leader di Bat’kivshchyna – non concordano con i principi e le strategie dei Paesi europei. Noi [Bat’kivshchyna, n.d.a.] in quanto principale partito dell’Opposizione Democratica, controlleremo l’effettiva realizzazione delle direttive del Consiglio d’Europa. Anche di quelle contenute nella risoluzione”.

Restaurazione sovietica

Il capo dei comunisti, Petro Symonenko

Contemporaneamente, la Commissione Parlamentare per il Lavoro e le Politiche Sociali ha dato via libera ad un disegno di legge che prevede l’istituzione del 7 novembre come festa nazionale della rivoluzione d’ottobre. A favore del DDL, redatto dal capo della Kompartija, Petro Symonenko, gli esponenti del Partija Rehioniv ed i comunisti. Il suo esame alla Rada è stato già calendarizzato per le prossime sedute.

“E’ la chiara dimostrazione della vera natura dell’amministrazione Janukovych – ha commentato il Deputato nazionale del BJuT, Andrij Pavlovs’kyj – L’Ucraina è tornata ad essere una Repubblica Presidenziale, con ampi poteri al Capo dello Stato. Ha rinunciato all’UE, e, presto, sarà l’unico Paese in Europa a festeggiare la ricorrenza sovietica della rivoluzione bolscevica”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: VITTORIA DELLA LINGUA NAZIONALE. CONGELATO L’INNALZAMENTO DEL RUSSO A PARLATA UFFICIALE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 5, 2010

Una possente mobilitazione spinge il governo a congelare il DDL per il riconoscimento del russo come lingua nazionale. L’Opposizione Democratica invita alla calma. Il mondo accademico: “Ucraino in pericolo di estinzione”

Il Padre della Lingua Ucraina, il poeta romantico Taras Shevchenko

Vinta una battaglia, ma la guerra continua. Nella giornata di lunedì, 4 ottobre, il Parlamento ha deciso di congelare l’esame del disegno di legge che prevede il riconoscimento del russo come lingua nazionale, al pari dell’Ucraino. A determinare tale decisione, i circa 500 attivisti di ONG del Paese, e privati cittadini, riunitisi presso la Rada per manifestare in difesa della lingua di Shevchenko – Taras, il poeta.

Tra essi, volti noti dell’intellighenzia ucraina, tra cui gli scrittori Vitalij e Dmytro Karpanov, il cantante Sashko Polozhyns’kyj ed il coro Homin. Tutti, uniti, per contestare una proposta che mina l’esistenza ed il ruolo della lingua ucraina, già insidiata dalla diffusione nel Paese del russo, pesante eredità delle numerose russificazioni forzate di epoca zarista e comunista.

Il precedente bielorusso

Il Deputato del BJuT-Bat'kivshchyna, Andrij Shevchenko

Soddisfatta, ma sempre vigile, l’Opposizione Democratica, che ha osteggiato l’esame del decreto in sede parlamentare. Timore degli oppositori è che anche l’Ucraino possa subire la medesima sorte del bielorusso, lingua sorella che, anche grazie alla mancata sua tutela da parte delle autorità locali, è stata schiacciata dal russo. 

Il parlamentare del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shevchenko – omonimo del calciatore – ha riconosciuto la vittoria politica, ma, nel contempo, ha evidenziato come il DDL sia stato solamente congelato, e non eliminato. 

Sulla medesima onda, il deputato di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Oleksij Donij, che ha esortato l’Opposizione Democratica a non abbassare la guardia, dal momento in cui la maggioranza intenderebbe riproporre il documento in votazione non appena a lei conveniente.

Ennesimo incontro Janukovych-Medvedev

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych

Di sicuro, il russo è la lingua preferita dal Presidente, Viktor Janukovych, utilizzata in diverse occasioni internazionali. Non ultima, il summit con il collega della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, con cui Kyiv e Mosca hanno rinsaldato ulteriormente le relazioni bilaterali. 

Questa volta, tra i due Paesi sono state calendarizzate collaborazioni economiche, finanziarie ed infrastrutturali, e la costruzione di una strada ad alto scorrimento da Simferopoli a Mosca. 

Mondo accademico in allarme 

Il capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov

La proposta di legge sulla lingua è stata presentata congiuntamente dalle tre componenti della coalizione di governo. A firmarla, il capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e tutti i membri del Consiglio dei Ministri – Oleksandr Jefremov, il leader dei comunisti, Petro Symonenko, ed il deputato del Blocco Lytvyn, Serhij Hrynevec’kyj.

Secondo i firmatari, l’innalzamento del russo a lingua nazionale sarebbe un segno di rispetto per tutte le minoranze nazionali, nonché un atto doveroso in un Paese dove la lingua di Pushkin è diffusa in ampi strati della società.

In risposta, un documento del Senato Accademico dell’Accademia Kyjevo-Mohyliana, con il quale uno dei principali centri culturali del Paese ha illustrato come l’approvazione del DDL possa mettere seriamente a repentaglio la vita dell’Ucraino.

Ex lege, quella di Shevchenko è l’unica lingua nazionale, adoperata nell’amministrazione e nella sfera pubblica. De facto, è padroneggiata dalla stragrande maggioranza della popolazione, ed è veicolo di una cultura, storia, tradizione e letteratura pienamente europea.

Matteo Cazzulani