LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO: NIHIL NOVI ALLA PRIMA DELL’APPELLO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 3, 2011

Rigettate tutte le richieste della difesa della Leader dell’Opposizione ucraina, con l’imputata assente per malattia, e la stampa estromessa dall’aula. Il Parlamento vara una nuova risoluzione sul rispetto della democrazia e sulla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Per la Leader dell’Opposizione ucraina si prospetta un giorno di Santa Lucia sempre dietro le sbarre. Nella giornata di giovedì, Primo di Dicembre, ha avuto luogo la prima seduta dell’Appello presentato dagli avvocati di Julija Tymoshenko, contro la condanna dell’ex-Primo Ministro a sette anni di detenzione per gestione fraudolenta del bilancio statale, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

La sentenza è maturata dopo un processo dalla dubbia imparzialità, costruito su prove irregolari – fotocopiate, redatte in un linguaggio ben lontano da quello forense, alcune delle quali addirittura datate il 31 Aprile – a cui la Difesa è stata sistematicamente impossibilitata a dare risposta, privata persino del diritto a convocare propri testimoni. Un andazzo che sembra caratterizzare anche la nuova tornata giudiziaria: le richieste dell’Arringa di liberazione di Julija Tymoshenko dalla detenzione in isolamento – a cui la Leader dell’Opposizione è costretta dallo scorso 5 Agosto, ancor prima che un verdetto ne accertasse la colpevolezza – di ammissione nella squadra dei legali “storici” Mykola Tytarenko e Serhij Vlasenko – clamorosamente esclusi dal processo durante il primo grado – e di rinnovo nella fase degli interrogatori sono state tutte rigettate.

A cambiare è solo la figura “giudicante”: non più il cacofonico Rodion Kirejev – giovane giudice inesperto, incaricato di un processo incapace di condurre anche solo con un’apparente veste di imparzialità – bensì la PM, Olena Sitajlo, la quale, dapprima, non ha ammesso i giornalisti alla seduta, poi è stata colta da un malore improvviso che la ha costretta ad un’ora di assistenza medica, e ad un frettoloso rientro a casa in ambulanza: subito dopo avere aggiornato la seduta al prossimo 13 Dicembre.

“Julija Tymoshenko necessita l’immediata liberazione non solo per partecipare ad un Appello che la riguarda, ma per essere urgentemente operata” ha dichiarato l’avvocato dell’ex-Premier, Oleksandr Plakhotnjuk, mentre il suo collega, Jurij Sukhov, ha esordito nel processo con la richiesta di dimissioni del PM, incaricata della conduzione del procedimento solo a due giorni dalla prima seduta. “E’ un periodo troppo breve per prendere conoscenza degli atti e delle imputazioni” ha argomentato, invano, il legale.

Il Parlamento Europeo vara una nuova risoluzione

Nel contempo, con elvetica puntualità, è arrivata una risposta dal Parlamento Europeo che, in seduta plenaria, ha approvato a piena maggioranza l’ennesima risoluzione in favore della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento storico, con cui Bruxelles intende riconoscere a Kyiv il medesimo status di partner privilegiato, oggi goduto da Norvegia, Islanda, e Svizzera.

A differenza delle precedenti, la nuova risoluzione riconosce all’Ucraina il diritto a richiedere la piena integrazione nell’UE solo previo rispetto dei diritti umani e degli standard democratici, per cui proprio il caso Tymoshenko – accanto a riforma elettorale, consultazioni legislative ed amministrative regolari, ed ammodernamento del sistema giudiziario secondo il modello del Vecchio Continente – è stato segnalato come banco di prova per il Presidente, Viktor Janukovych: accusato dall’Opposizione di essere il vero responsabile dei processi che, oltre all’ex-Primo Ministro, hanno colpito un’altra decina di esponenti del campo arancione.

Oltre ad invitare Bruxelles alla firma quanto prima dell’Accordo di Associazione, la mozione dell’Europarlamento – presentata dal conservatore Ryszard Legutko e dal popolare Pawel Zalewski, ma frutto di una mediazione tra i vari gruppi dell’emiciclo di Strasburgo – riconosce la Russia come “ostacolo attivo” all’avvicinamento all’Unione Europea dei Paesi dell’Europa Orientale, supporta la necessità di abbattere il regime dei visti con l’Ucraina, ed offre a Kyiv la consulenza UE nel corso delle complicate trattative per il rinnovo delle forniture di gas con il Cremlino.

“All’UE è necessaria non solo l’Associazione in ambito economico, ma una vera e propria integrazione politica dell’Ucraina – ha dichiarato il romeno Adrian Severin: socialdemocratico, ma appartenente al gruppo misto – sono necessarie immediate riforme strutturali per adeguare Kyiv alle norme di Bruxelles”.

“Il caso Tymoshenko può seriamente compromettere la firma dell’Accordo di Associazione – ha illustrato il polacco Jacek Sariusz-Wolski, del Partito Popolare Europeo – ma la conclusione dei negoziati, con il raggiungimento dell’intesa sul documento, può essere un segnale concreto per mostrare alla parte ucraina cosa l’UE è in grado di offrire – ha continuato – e per indurre le Autorità di Kyiv al rispetto degli standard democratici, senza il quale non si può essere parte della famiglia europea.

Matteo Cazzulani

La denuncia della difesa: “Contro Julija Tymoshenko prove false”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 1, 2011

L’Avvocato difensore, Oleksandr Plakhotnjuk, denuncia imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica fotocopiate e datate il 31 Aprile. L’Unione Europea verso la linea dura per il Presidente, Viktor Janukovych. L’Ucraina in default tecnico.

All’indomani della seduta più aggressiva il sonno più profondo, che ha colpito proprio tutti. Nella giornata di Mercoledì, 28 Settembre, e continuata la fase dei dibattiti nel
processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Dopo il monologo dell’accusa – con cui, il giorno precedente, sono stati chiesti sette anni di carcere e tre di interdizione dalla vita politica per l’ex-Primo Ministro, accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi del gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – e stato il turno della difesa, con la preventivata testimonianza della stessa imputata.

Tuttavia, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha proibito alla Tymoshenko di prendere la parola, dando la precedenza agli avvocati, sebbene in contrasto con il regolamento. Tutto sommato, quello del PM e stato un autogol, dal momento in cui a più riprese e caduto nel sonno più profondo dinnanzi all’arringa di Ihor Sukhov, primo dei difensori ad essere intervenuto con spiegazioni convincenti – seppur soporifere – sull’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

Nello specifico, Julija Tymoshenko non ha commesso alcuna irregolarità nell’accettare un accordo per il gas con la Russia solo parzialmente oneroso e che, sopratutto, ha permesso all’Ucraina di tenere fede agli obblighi di transito dell’oro blu con l’Unione Europea, evitando una guerra del gas che avrebbe posto l’Ucraina in pessima luce a livello internazionale. Inoltre, Sukhov ha illustrato come la Leader dell’Opposizione Democratica abbia avuto poco tempo per la presa visione delle imputazioni, prima di essere incarcerata in isolamento, dove e rinchiusa dallo scorso 5 Agosto.

Ad illustrare l’inconsistenza delle accuse e stato il secondo avvocato, Oleksandr Plakhotnjuk, che, svegliando i presenti con un tocco di ilarità, ha rimarcato come alcuni dei documenti messi agli atti siano copie, quando non falsi, datati addirittura il 31 Aprile.

L’esempio di Vaclav Havel per Viktor Janukovych

Al di fuori dell’aula, ulteriori notizie dimostrano quanto l’Ucraina rischi in seguito alle repressioni all’Opposizione Democratica, e ad una politica interna ed estera priva di una logica seria.

Presso l’Accademia Mohyl’jans’ka, l’Ambasciatore dell’Unione Europea in Ucraina, Jose Manuel Pintu Teixeira, ha espresso turbamento per la condanna richiesta alla Tymoshenko, e paragonato il processo a carico della Leader dell’Opposizione Democrarica ad una vendetta dallo stile postsovietico, come se nella Cecoslovacchia post ’89 Vaclav Havel avesse adoperato la legislazione URSS per escludere gli avversari dalla scena politica.

Nel corso del dibattito in preparazione al summit del Partenariato Orientale di Varsavia, Eurodeputati di diversa appartenenza hanno messo in forse la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina in caso di continuo processo alla Leader dell’Opposizione Democratica, e di sua mancata partecipazioni alle prossime elezioni parlamentari.

In serata, la notizia del default tecnico nel Paese, che costringerà le banche ucraine ad una stretta sui tassi dei crediti e sulle imposte dei conti. Secondo esperti, la conseguenza dell’assenza di riforma del fisco, a cui il Presidente, Viktor Janukovych, malgrado le promesse elettorali ha preferito la vendetta politica contro la carismatica Leader dell’Opposizione Democratica.

Matteo Cazzulani

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COLPO DI SCENA AL PROCESSO: A JULIJA TYMOSHENKO CONCESSA UNA LUNGA PAUSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 13, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, consente alla difesa tempo per la preparazione del dibattito. Secondo politici ed esperti, una decisione politica dopo le condanne della Comunità Internazionale all’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo a suo carico

La seduta più breve per annunciare la pausa più lunga, con tanti se e troppi lati oscuri. Nella giornata di lunedì, 12 Settembre, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha concesso alla difesa una pausa di due settimane per un’adeguata preparazione della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al dibattito con l’accusa: ultima fase di un processo che dura da tre mesi, prima della sentenza.

Tale decisione apre molti interrogativi, non solo per la velocità con cui è stata presa – appena 15 minuti, e nemmeno il tempo per i giornalisti di sedersi – ma anche per la vera causa, ed i risvolti che potrebbe avere nel futuro. Sopratutto, se si considera che, dall’inizio del procedimento, il PM ha sistematicamente negato alla difesa le pause richieste per lo studio degli atti, spesso, cinicamente, concedendo solo un quarto del tempo preventivato dai difensori dell’ex-Primo Ministro – accusata, malgrado la maggior parte dei testimoni comparsi al processo l’abbia assolta, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas, nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

“Il lato positivo – ha dichiarato l’avvocato della difesa, Jurij Sukhov – è che abbiamo finalmentetempo per esaminare gli atti. Quello negativo, è che Julija Tymoshenko seta in carcere per altre due settimane”.

Differente la spiegazione degli esponenti politici del campo arancione. Secondo Serhij Soboljev, Primo Ministro del Consiglio dei Ministri dell’Opposizione Democratica – uno shadow cabinet alternativo alla maggioranza post-sovietica – il giudice non è ancora in grado di pronunciare il verdetto, e necessita una pausa. Altri leader di Bat’kivshchyna – il partito di Julija Tymoshenko – illustrano come la decisione di Kirejev sia giunta all’indomani di una notevole pressione internazionale che, per via della propria consistenza, avrebbe spinto l’Amministrazione Presidenziale – ritenuta dall’Opposizione Democratica la vera responsabile del processo e dell’arresto dell’ex-Primo Ministro – ad ordinare alla Corte un comportamento più morbido.

Bruxelles e Mosca pronte alla risposta

Il fattore internazionale è condiviso anche da diversi politologi, che hanno evidenziato il bisogno per il Presidente, Viktor Janukovych, di prepararsi al meglio ad una serie di colloqui con Unione Europea e Russia, da cui l’Ucraina potrebbe uscire isolata sia politicamente, che economicamente ed energicamente.

Bruxelles ha dichiarato a più riprese che per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, ed il varo della Zona di Libero Scambio ad esso collegato, si devono rispettare certi valori come democrazia, libertà e stato di diritto – che, evidentemente, l’arresto di Julija Tymoshenko, ed una sua possibile condanna, infrangono. Dal canto suo, Mosca ha reagito con opposizione all’arresto dell’ex-Primo Ministro, ed è sempre più spazientita dai tentativi di Kyiv di abbassare il prezzo del gas, per cui la parte ucraina ha addirittura minacciato il ricorso all’Arbitrato di Stoccolma.

La pausa nel processo, e, come spera l’Amministrazione Presidenziale, il venire meno delle condanne della Comunità Internazionale, potrebbe essere una parentesi per consentire ad un Viktor Janukovych sempre più isolato la messa a punto di una strategia di politica estera finora assente o, se adottata, del tutto nociva al bene del Paese.

Matteo Cazzulani

DOPO JULIJA TYMOSHENKO ALTRI LEADER ARANCIONI NEL MIRINO DELLA PROCURA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 26, 2011

Il Ministero degli Interni verso l’apertura di un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, Arsenij Jacenjuk, e V’jacheslav Kyrylenko: esponenti di un’Opposizione Democratica la cui Leader, Julija Tymoshenko è ancora detenuta in isolamento, sottoposta ad un processo politico. Il Giudice, Rodion Kirejev, nega la lettura di fascicoli che confermano l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. La Francia mette in forse la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Non basta guidare l’Opposizione Democratica, governare durante l’epoca arancione, o raccontare liberamente quanto accade nel Paese: in Ucraina si è indagati anche per la conduzione di pacifiche manifestazioni, nel giorno dell’Indipendenza Nazionale. Come dichiarato da fonti del Ministero degli Interni, le Autorità Ucraine starebbero per aprire un fascicolo a carico di Oleksandr Turchynov, vice-Leader del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, e braccio destro della Leader del campo arancione: quella Julija Tymoshenko, oggi detenuta in isolamento ed imputata in un processo politico sempre più iniquo.

Secondo le Autorità, Turchynov avrebbe turbato la quiete pubblica e disobbedito delle direttive amministrative, che, lo scorso 24 Agosto, hanno vietato a 10 Mila manifestanti di spostarsi dal perimetro adiacente al monumento a Taras Shevchenko, e – come altresì incitato dal vice di Julija Tymoshenko – condurre azioni pacifiche nel centro della Capitale. Per la medesima ragione, ad essere indagati potrebbero essere anche altri esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, come il Leader del Front Zmin, Arsenij Jacenjuk, ed il Capo di Za Ukrajinu, Vjacheslav Kyrylenko, entrambi in prima fila, assieme a Tyrchynov, nel pacifico corteo che, respinto da cariche e gas lacrimogeni della polizia in assetto antisommossa, non è riuscito a raggiungere l’Amministrazione Presidenziale, transennata come se fosse in stato di guerra.

Il processo farsa all’esame arbitrario delle memorie scritte

Ma non e solo in strada che si consuma la repressione dell’Opposizione Democratica. Sempre giovedì, 25 Agosto, è continuato il processo a carico dell’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’Ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Come noto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase degli interrogatori – in cui l’assoluta maggioranza dei testimoni ha scagionato la Tymoshenko dalle accuse – ed aperto la lettura delle memorie scritte di accusa e difesa, attuata, come il resto del processo, in maniera arbitraria e sommaria. Come evidenziato da uno degli avvocati difensori, Ihor Sukhov, il PM avrebbe rifiutato la lettura dei tomi 6 e 7, riguardanti complesse clausole contrattuali che confermerebbero l’innocenza della Leader dell’Opposizione Democratica.

“Il Giudice ha rifiutato l’esame pubblico dei documenti che certificano il prezzo con cui la compagnia intermediaria UkrTransHaz ha ricevuto gas dalla Russia – ha dichiarato Sukhov a Radio Liberty – in essi è contenuta tutta l’accusa”. Lecito ricordare che, con la firma degli accordi per cui è processata, la Tymoshenko ha eliminato nelle trattative tra Ucraina e Russia ogni oscuro intermediario, ritenuto vero responsabile dell’incremento del prezzo per l’oro blu pagato dal bilancio statale, e controllato da grandi industriali sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

“Chiedo l’apertura di un processo anche a carico dell’attuale Capo di Stato – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica nel corso della seduta – poiché durante il suo premierato [tra il 3 agosto del 2006 ed il 31 Maggio del 2007, n.d.a.] il prezzo del gas è aumentato vertiginosamente, molto più di quanto provocato dagli accordi del 2009 da me firmati”. Ovviamente, la richiesta della Leader dell’Opposizione democratica è stata respinta da Kirejev, che, nella tarda serata, ha riaggiornato la seduta, come se nulla fosse.

“L’Europa potrebbe non capire quanto accade in Ucraina, e, se a Kyiv continua tale situazione, i singoli parlamenti nazionali optare per il respingimento della firma dell’Accordo di Associazione – ha evidenziato all’Ukrajins’kyj Tyzhden’ l’Ambasciatore francese, Jacques Faure – le Autorità dovrebbero dissociarsi pubblicamente dal processo a Julija Tymoshenko – ha continuato – con il cui governo, peraltro, sono iniziati i negoziati nel 2008. Un’Ucraina di ieri – ha concluso – diversa da quella che oggi si candida ad una più stretta collaborazione con Bruxelles”.

Quella di Parigi è l’ennesima critica ad un processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ritenuto politicamente motivato. Condanne sono state già espresse da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, numerose Rappresentanze Diplomatiche del Mondo Libero Occidentale, maggiori ONG internazionali indipendenti, persino dalla Federazione Russa, e dai Capi Spirituali delle diverse chiese e confessioni cristiane presenti nel Paese.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko ricorre ai valori europei. Anche la Corte d’Appello la lascia in prigione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 13, 2011

Rigettato anche il ricorso in Appello per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica. Gli avvocati dell’ex-Primo Ministro al Legno Storto, presente all’udienza:”In Ucraina non c’e speranza, l’Europa ci aiuti”.

Cambia la location, ma non la musica: niente Liberta per Julija Tymoshenko, richieste della difesa respinte, e calpestati i diritti europei e dei giornalisti.

Nella giornata di venerdì, 12 Agosto, la Corte di Appello di Piazza Solomojs’ka ha respinto il ricorso della difesa della Leader dell’Opposizione Democratica, assente in un aula gremita purtroppo non solo da giornalisti e militanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko: collaboratori della Procura hanno occupato posti riservati ai reporter, costretti, così, a restare fuori dalla seduta. Ma non il Legno Storto, a cui l’Avvocato dell’Anima della Rivoluzione Arancione, Jurij Sukhov, si e rivolto.

“L’Ucraina e territorio europeo, e su di esso la democrazia e calpestata. Una situazione tipica di un regime illiberale, che con le tradizioni di Liberta del Vecchio Continente non ha nulla a che fare. Dovete aiutarci”.

Una dichiarazione in linea con la strategia della difesa, che, nella richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, si e appellata proprio al Diritto Internazionale, alla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Uomo, ed alla risoluzione del Parlamento Europeo, che ha invitato le Autorità a smettere i processi politici ai danni di una decina di politici del campo arancione.

Motivazioni prive di sostanza secondo il magistrato, che ha negato il ricorso, suscitando la protesta fervente dei Deputati Nazionali presenti.

“In Ucraina non c’e più speranza per la Leader dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato l’altro difensore, Mykola Siryj – resta la Corte Europea, ma i tempi sono lunghi”.

“L’Europa deve fare pressione sull’Ucraina – ha illustrato al Legno Storto Serhij Vlasenko, l’ex avvocato di Julija Tymoshenko, eliminato nel
processo regolare da una decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev – e ricordarle che appartiene al Consiglio d’Europa: questo significa che non si può processare, arrestare, e detenere in isolamento la principale esponente dell’Opposizione per il solo sospetto di abuso d’ufficio [l’ex Primo Ministro e imputata anche per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje nel corso delle trattative del gas nel Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin].

Incrementa la tendopoli arancione

Un trattamento esagerato, contro cui la difesa si e più volte schierata, senza ottenere ascolto dalla Corte. Cosi ha dichiarato – sempre al Legno Storto – Oleksandr Turchynov, il braccio destro di Julija Tymoshenko.

“L’unica misura e tenere duro – ha continuato – Ieri una nostra proposta di incriminare gli sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, e stata rigettata: questo evidenzia la natura politica del processo. Ma non ci abbattiamo – ha terminato – Julija Tymoshenko, dalla prigione, e noi dalla piazza, dove, nella tendopoli arancione continuiamo a restare, fino a quando Giustizia, Democrazia, Liberta ed Occidente non torneranno a caratterizzare la società in Ucraina”.

Nella tendopoli, sul centrale Khreshchatyk, i sostenitori di Julija Tymoshenko sono saliti a 200 stabili. Ai gazebo di Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Ruch, Narodna Samooborona, e Hromad’jans’ka Pozycija si sono aggiunti quelli di Nasha Ukrajina e della Jevropejs’ka Partija, gli altri partiti che hanno aderito al Comitato di Difesa dalla Dittatura, un cartello elettorale per contrastare le attuali autorità, insieme in nome dell’ex-Primo Ministro.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: UN’ORA D’ARIA E NIENTE COLLOQUI CON L’AVVOCATO. FIRME, RICORSI, E BUONA PARTECIPAZIONE NEL SECONDO GIORNO DI MOBILITAZIONE PER LA LEADER DELL’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA.

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 8, 2011

Sostenitori della democrazia e della Libertà accorrono in centinaia alla tendopoli presso il carcere dove la Leader dell’Opposizione Democratica è detenuta in isolamento. L’avvocato difensore, Ihor Sukhov, espone ricorso per richiederne la liberazione, mentre le Autorità presidiano la dimostrazione, ed impediscono l’afflusso nella Capitale di sospetti manifestanti. Bat’kivshchyna chiama all’unità del campo patriottico, e propone una sveglia giornaliera per il Presidente, Viktor Janukovych, contestato anche da Gran Bretagna e Canada

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Il sorriso amaro dell’anima della Rivoluzione Arancione, l’allarme suonato al Presidente, i cori lanciati dai suoi simpatizzanti, e quelli spezzati ai tifosi di calcio, delusi, come le ennesime due cancellerie occidentali. Le immagini del secondo giorno di protesta per l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, sono molto varie per essere una Domenica di inizio Agosto, ad iniziare dalla conferma dell’ottimo umore con cui l’ex-Primo Ministro sta affrontando la reclusione in isolamento presso la cella 242 del carcere Luk’janivs’kyj: la stessa che già l’ha ospitata nel 2001, quando un altro arresto politico ha costretto l’allora Leader del Forum di Rinascita Nazionale a due mesi di soggiorno forzato.

Come dichiarato da Anatolij Palij, l’unico ad avere ottenuto la possibilità di fare visita a Julija Tymoshenko, la Leader dell’Opposizione Democratica può almeno vedere la televisione durante tutto il tempo libero libero a sua disposizione, dal momento in cui per respirare all’aria aperta le è concessa solo un’ora al giorno, ed al suo avvocato, Ihor Sukhov – che ha esposto ricorso alla Corte d’Appello per il suo arresto – continuamente negati colloqui per preparare la strategia difensiva di un processo sempre più irregolare. In esso, lecito ricordare, la Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, è imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nell’ambito delle trattative per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Una sveglia al Presidente

Fuori dal carcere di massima sicurezza, nel pieno centro della Capitale, è stata installata una tendopoli popolata da un centinaio di militanti di Bat’kivshchyna, il partito di Julija Tymoshenko, e Narodna Samooborona, quello di Jurij Lucenko, ex-Ministro degli Interni, altra vittima della repressione politica. Gli organizzatori della protesta, oltre a scandire slogan, raccolgono firme per richiedere la liberazione dei detenuti politici, a cui sono già pervenute adesioni d’eccezione, come quella dell’Incaricata per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova, assieme ad altri nomi di spicco del campo arancione.

Oltre alla petizione, Bat’kivshchyna ha invitato tutte le forze partitiche ad unirsi in una manifestazione comune di protesta contro il Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile dei processi agli oppositori. Persino il mondo dei social-network si è mobilitato, con un’iniziativa che prevede ogni giorno il suono della sveglia dei cellulari degli aderenti alle ore 10: un avvertimento al Capo di Stato, affinché sia posta fine alla repressione di un Dissenso che, a quanto pare, fa davvero terrore alle Autorità.

A testimoniarlo, le cinque camionette delle forze speciali di polizia che sorvegliano la tendopoli, simili a quelle che, sempre Domenica, 7 Agosto, a seguito della notizia di una mobilitazione di manifestanti da Leopoli, hanno trattenuto il pullman dei tifosi dei Karpaty, diretto a Kyiv per assistere all’incontro della quinta giornata del campionato ucraino di calcio: stupore ed incredulità da parte degli ultras galiziani, sopratutto perché con quelli della Dynamo esiste un saldo gemellaggio, che esclude ogni possibile scontro tra le due tifoserie.

Nel contempo, sempre maggiore è il numero delle critiche alle Autorità esposte da diplomazie occidentali. Il Capo del Foreign Office della Gran Bretagna, Alister Bert, ha invitato l’Ucraina ad attenersi al rispetto di democrazia e libertà, in quanto condizione basilare per ogni forma di integrazione di Kyiv nell’Unione Europea, anche solo sul piano economico. Il Ministero degli Esteri canadese, John Berd, ha espresso preoccupazione per lo stato del Diritto ucraino, calpestato da una condotta della magistratura pienamente irregolare.

Prima di Londra ed Ottawa, a condannare la repressione politica, e richiedere l’immediata liberazione di Julija Tymoshenko, sono stati Parlamento Europeo, Consiglio d’Europa, Unione Europea, Freedom House, Polonia, Germania, Svezia, USA, Francia, e PPE.

Matteo Cazzulani

PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO: UN’ACCUSA SEMPRE PIU IN CRISI PUNTA TUTTO SU JUSHCHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 5, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina scagionata anche da altri testimoni dell’Accusa, che ora convoca sull’ex-Capo di Stato. Giallo della lettera di supporto al Presidente, Viktor Janukovych, da parte degli intellettuali

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Un’accusa sempre più in difficoltà alla caccia del Presidente che non si è ancora presentato. Nella giornata di giovedì’, 4 Agosto, l’ennesima seduta del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha registrato nuovi interessanti sviluppi, in primis, la richiesta del giovane giudice, Rodion Kirejev, di convocare con urgenza l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, e l’ex-Ministro dell’Economia, Viktor Pynzenyk: uomini chiave per una pubblica accusa che, con i precedenti testimoni, non è riuscita ad incastrare l’anima della Rivoluzione Arancione, peraltro a lungo priva di un avvocato, e di tempo per la presa visione delle imputazioni.

Anche l’ultimo dei testé, l’ex-Ministro degli Esteri, Volodymyr Ohryzko, ha ammesso la possibilità per il Primo Ministro di concludere accordi di urgente incombenza, senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri. Come evidenziato dal Difensore, Jurij Sukhov, con tale dichiarazione viene meno una delle due accuse mosse nei confronti di Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, accusata di abuso di ufficio nel corso delle trattative per il gas russo del Gennaio 2009 con l’allora sua collega russo, Vladimir Putin, e di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

Soddisfazione per la Leader dell’Opposizione Democratica, che, tuttavia, si è vista rigettare la richiesta di interrogatorio per alcuni dei suoi testimoni, come il Vice-Capo di Bat’kivshchyna – il suo Partito – Hryhorij Nemyr’ja, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, sempre per l’accusa di abuso d’ufficio. Accolta dalla folla di sostenitori prima e dopo l’udienza, Julija Tymoshenko ha dichiarato la sua massima attenzione agli sviluppi della politica del Paese, con il costante monitoraggio dell’Attività del Presidente, Viktor Janukovych, considerato il vero responsabile del suo processo.

La lettera degli intellettuali

Proprio Janukovych è stato al centro di un giallo epistolare. Sempre giovedì, 4 Agosto, l’Amministrazione Presidenziale ha pubblicato una lettera di supporto da parte di alcuni intellettuali, con tanto di risposta di ringraziamento del Capo di Stato stesso: a smentirla, come dichiarato all’autorevole Tyzhden’, una delle firmatarie, l’attivista Ol’ha Boholomec’, che ha evidenziato come il testo pubblicato dal canale ufficiale non sia quello da lei sottoscritto, altresì inerente il restauro di un museo, e la manutenzione di un centro medico nella Zhytomyrshchyna.

Anche altri firmatari hanno confermato la mancata coincidenza delle due versioni, mentre alcuni esperti non escludono la redazione ad-hoc del documento, in risposta ad una precedente simile missiva inoltrata pubblicamente a Julija Tymoshenko da parte di esponenti di spicco della cultura e della letteratura.

Matteo Cazzulani

Ucraina: al processo a Julija Tymoshenko e scontro tra ex-Primi Ministri

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 2, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica ribatte con convinzione alle accuse dell’ex-Mimistro degli Esteri, Jurij Jekhanurov, ed ottiene conferma dagli ex-Titolari degli Esteri e dell’Istruzione. Ancora poco tempo concesso al nuovo avvocato difensore, Jurij Sukhov, per la visione delle imputazioni.

La carrellata di Ministri anima un processo sempre più particolare. Nella giornata di lunedì, Primo di Agosto, al procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko – accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – sono stati chiamati a testimoniare ex-Titolari di Dicastero dei suoi governi.

Tra essi, l’ex-Ministro della Difesa, Jurij Jekhanurov: un uomo dell’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, ora politicamente vicino all’attuale Capo di Stato, Viktor Janukovych – ritenuto dalla Tymoshenko il vero artefice del processo a suo carico – che ha confermato le accuse mosse alla Leader dell’Opposizione Democratica, costretta, secondo il politico, alla firma di un contratto oneroso per l’Ucraina da un suo debito personale, precedentemente contratto con la Russia.

Pronta la risposta della Tymoshenko, che ha illustrato come la firma di tali accordi e stata necessaria da un lato per la richiesta di un’UE sull’orlo dell’ennesima Guerra del Gas, e, dall’altro, per eliminare RosUkrEnergo: fastidioso intermediario nella compravendita del gas, che, forse per la vicinanza a Jushchenko e Janukovych, lo stesso Jekhanurov – Primo Ministro tra il 2005 ed il 2006, subentrato proprio al primo governo Tymoshenko – non ha voluto eliminare, malgrado la sua presenza nelle trattative tra il monopolista russo, Gazprom, ed il colosso ucraino, Naftohaz, fosse causa di incremento delle tariffe.

A conferma dell’infondatezza delle accuse a Julija Tymoshenko, le deposizioni dell’ex-Ministro degli Esteri, Volodymyr Ohryzko, e dell’ex-Ministro dell’Istruzione, l’attuale Rettore dell’Universita Ivan-Franko di Leopoli, Ivan Vakarchuk, che hanno negato l’abuso d’ufficio nella ratifica degli accordi con la Russia.

Ancora poco tempo alla Difesa

Il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha concesso qualche giorno di tempo per la visione dei faldoni contenenti le imputazioni al nuovo avvocato difensore, Jurij Sukhov, che, tuttavia, potrebbe non presenziare alla prossima seduta a causa di una concomitante udienza.

Critiche a quello che e stato definito un processo politico sono state esposte da Consiglio d’Europa, USA, principali ONG internazionali, e PPE. Con un’apposita risoluzione, il
Parlamento Europeo ha invitato le autorità ucraine ad interrompere una persecuzione che mette in discussione la sigla dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, ed il relativo varo di una Zona di Libero Scambio ambita anche dagli oligarchi che sponsorizzano Janukovych, interessati dall’apertura del mercato UE.

Matteo Cazzulani