LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Più NATO in Europa: Duda parla chiaro alla Merkel

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 19, 2015

Il Presidente Eletto polacco si attiva per l’installazione di basi permanenti NATO in Europa Centrale e per il rafforzamento della collaborazione con gli Stati Uniti d’America. Stop al veto sulla presenza permanente dell’Alleanza Atlantica in Europa Centro-Orientale e inclusione della Polonia nelle trattative di pace tra Ucraina e Russia le principali condizioni poste dall’Amministrazione Duda al Cancelliere tedesco.



VARSAVIA – In Europa ci vuole più atlantismo, sopratutto da quando Putin si arma e continua a provocare l’Unione Europea. E la Merkel stia ad ascoltare. Queste sono le linee guida della nuova politica estera della Polonia improntate dal Presidente Eletto, il conservatore Andrzej Duda, giovane politico capace di sconfiggere il Capo di Stato uscente, il moderato Bronislaw Komorowski, nelle Elezioni Presidenziali polacche.

Come dichiarato dal parlamentare Krzystof Szczerski -stimato Professore dell’autorevole Università Jagellonica di Cracovia prossimo a diventare Ministro degli Affari Esteri presso l’Amministrazione Duda- in un’intervista al giornale Rzeczpospolita, il Presidente Eletto ha già avviato una tattica diplomatica destinata a portare nuovamente la Polonia in prima fila nel supportare il rafforzamento delle strutture trans atlantiche in Europa, a partire della NATO.

Infatti, come dichiarato da Szczerski, la priorità della politica estera di Duda è l’apertura di basi permanenti della NATO in Polonia, così da garantire la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale, oggi messa seriamente a repentaglio dall’assenza di reparti militari in grado di resistere ad un attacco da parte della Russia -che, considerando la condotta in Georgia ed Ucraina del Presidente russo, Vladimir Putin, sembra essere tutt’altro che improbabile.

Per ottenere questo scopo, sempre secondo le parole di Szczerski, Duda deve chiedere al Cancelliere tedesco, Angela Merkel, la rinuncia al veto tedesco sull’installazione di basi permanenti della NATO in Europa Centro-Orientale, un’idea a cui la Germania si è sempre opposta assieme a Paesi notoriamente filorussi dell’Unione Europea, come Francia e Italia.

Oltre alla rinuncia del veto sulla presenza permanente dell’Alleanza Atlantica in Polonia, Duda porrà alle Merkel altre tre condizioni per mantenere vivo il rapporto di stretta collaborazione tra Polonia e Germania: astensione da parte di Berlino alla politica climatica contraria al carbone, inclusione di Polonia e Stati Uniti nelle trattative di pace tra Ucraina e Russia -a cui finora partecipano anche Germania e Francia- rispetto dei diritti della diaspora polacca in territorio tedesco.

Per controbilanciare il ruolo della Germania, e per rafforzare le strutture trans atlantiche in Europa, Duda, sempre secondo quanto dichiarato da Szczerski, punta su un più stretto rapporto con gli USA e con quei Paesi dell’Unione Europea fortemente atlantisti, come la Gran Bretagna, con cui il Presidente Eletto polacco condivide la richiesta di rivedere il Trattato Europeo per dare più potere ai Parlamenti Nazionali.

Infine, Duda sarà impegnato a rilanciare la Polonia come il Paese leader del Gruppo di Vysehrad e, più in generale, di tutti i Paesi dell’Europa Centrale dal Mar Baltico al Mar Nero: una nuova Intermarium che, secondo Szczerski, permette all’Amministrazione Presidenziale polacca di perseguire la naturale vocazione del Paese come guida regionale di una serie di Stati accomunati da problematiche geopolitiche che il resto dell’Unione Europea, sopratutto nella sua parte occidentale, fatica a comprendere.

Già una solida collaborazione con Stoltenberg e Bush

Coerentemente con quanto dichiarato da Szczerski, Duda ha dimostrato di avere ben chiara la priorità trans atlantica fin durante i suoi primi incontri ufficiali da Presidente Eletto.

Durante un incontro con il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, nella giornata di giovedì, 18 Giugno, Duda ha invitato l’Alleanza Atlantica ad un rafforzamento consistente delle proprie strutture militari in Europa Centro-Orientale, anche attraverso un percorso di informazione dell’opinione pubblica in merito all’opportunità, nonché la necessità, di aumentare la difesa dei confini dell’Unione Europea.

Nella giornata di giovedì, 11 Giugno, Duda ha ricevuto il candidato alle Elezioni Primarie del Partito Repubblicano USA, Jeb Bush, con cui il Presidente Eletto polacco ha condiviso una visione della geopolitica mondiale basata sulla necessità di rafforzare l’impegno degli Stati Uniti nel garantire la sicurezza dell’Europa Centrale.

Fermezza e valori

Con la nuove direttive di politica estera, Duda ha la possibilità di implementare con forza il rafforzamento delle relazioni trans atlantiche finalizzate alla creazione di un fronte comune tra Stati Uniti ed Unione Europea per la difesa, e possibilmente la promozione nel Mondo, dei valori della Civiltà Occidentale, quali democrazia, libertà, diritti umani e prosperità.

Per farlo, Duda, oltre ad riportare la Polonia ad essere il Paese guida del Gruppo di Vysehrad -i cui Paesi membri hanno ultimamente effettuato un pericoloso riavvicinamento politico alla Russia- può contare su importanti alleati come Jeb Bush negli USA e il Primo Ministro della Gran Bretagna, David Cameron, in Europa.

Con la sua politica estera basata su atlantismo ed Intermarium, Duda riprende il percorso fortemente lungimirante avviato dall’ex-Presidente polacco, Lech Kaczynski. 

Il predecessore di Duda, durante l’aggressione russa alla Georgia nel 2008, ha saputo prevedere l’atteggiamento aggressivo della Russia di Putin nei confronti non solo dei Paesi dell’Europa Orientale, ma anche di Stati membri dell’Unione Europea dell’Europa Centrale.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

LA TURCHIA PROPONE LA PARTNERSHIP CON L’AZERBAIJAN NEL MAR MEDITERRANEO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 12, 2013

Il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, propone l’incremento della presenza di Baku nel Mediterraneo. La manovra consente ad Ankara di rafforzare il suo ruolo energetico nel Mare Nostrum

Un sodalizio energetico tra due Paesi fondamentali per l’indipendenza energetica dell’Unione Europea. Nella giornata di giovedì, 11 Aprile, la Turchia ha offerto all’Azerbaijan lo sfruttamento dei giacimenti energetici ubicati nelle acque territoriali del Mar Nero e del Mar Mediterraneo.

La proposta, avanzata dal Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, punta a rafforzare la partnership tra Turchia ed Azerbaijan: due Paesi già impegnati nella realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP.

Questa infrastruttura è concepita per veicolare gas estratto dall’Azerbaijan in Unione Europea attraverso il territorio turco.

La TANAP ricopre un ruolo cruciale nella politica di diversificazione degli approvvigionamenti di energia varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia.

Per la Turchia, il rafforzamento della partnership con l’Azerbaijan nel Mediterraneo permette anche di contrastare Cipro, con cui è ancora aperta una contesa per il controllo dei giacimenti delle acque territoriali cipriote situate nella parte turca dell’isola -Aphrodite.

Inoltre, l’alleanza tra Turchia ed Azerbaijan consente ad Ankara di rafforzare la sua posizione come player geopolitico di prima importanza nel Mediterraneo dopo il ripristino della partnership con Israele.

Ankara e Tel Aviv hanno in cantiere il trasporto del gas dai giacimenti israeliani nel Mar Mediterraneo -Tamar e Leviathan- in Europa attraverso i gasdotti ubicati sul territorio turco.

Lituania e Norvegia rafforzano la cooperazione nel gas

Alleanza energetica è stata stipulata anche da Norvegia e Lituania, per permettere a Vilna l’avvio dell’importazione di gas liquefatto da Oslo, e diminuire così la dipendenza dagli approvvigionamenti della Russia -da cui il mercato lituano dipende per il 99%.

In un incontro tra il Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, ed il Primo Ministro norvegese, Jens Stoltenberg, i due Paesi hanno deciso di procedere con la cooperazione stretta nel settore energetico.

Lituania e Norvegia già collaborano nella realizzazione del rigassificatore di Klaipeda: infrastruttura sostenuta dall’UE, in cui il gas liquefatto è fornito, stoccato ed immesso nel mercato lituano dalla compagnia norvegese Hoeg LNG.

Matteo Cazzulani