LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

IN RUSSIA CONTINUANO LE MANIFESTAZIONI CONTRO I BROGLI ELETTORALI

Posted in Russia by matteocazzulani on December 6, 2011

300 gli arrestati per Illegittimo Dissenso durante la dimostrazione del movimento Solidarnist’, compartecipata da circa 2 Mila persone. Repressa, con l’incarcerazione di 150 persone, anche l’iniziativa dei liberal-progressisti di Altra Russia. Gli osservatori internazionali certificano l’irregolarità della votazione

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Forse, questa volta il Cremlino ha aperto il Vaso di Pandora. La giornata di lunedì, 5 Dicembre, all’indomani delle elezioni parlamentari russe, è stata caratterizzata da continue manifestazioni da parte di militanti, attivisti e simpatizzanti della vera opposizione: quella non ammessa alla consultazione elettorale, in cui tre delle quattro liste che hanno ottenuto seggi alla Duma sono diretta espressione della Verticale del Potere.

La dimostrazione più imponente, in tarda serata: presso il Bulvar Chystoprudnyj si sono riuniti più di 2 Mila persone, intenzionate a raggiungere la piazza della Lubjanka – tristemente nota per avere ospitato la sede del KGB e, oggi, quella dell’FSB – esclamando slogan contro la falsificazione delle elezioni ed invitando la polizia ad aggiungersi al corteo. Nulla da fare, anche perché la milicija non solo ha impedito ad altri manifestanti di aggiungersi alla dimostrazione, ma, una volta terminato il corteo, hanno dato vita a cariche, culminate con manganellate ed arresti di più di 300 partecipanti. Tra essi, Il’ja Jashin ed Aleksej Naval’nyj: esponenti di spicco del movimento Solidarnost’ – creato da forze partitiche di diverso orientamento sul modello della Solidarnosc polacca.

I fatti della Lubjanka non sono che l’ultimo episodio di una crescente repressione del dissenso. Già nella giornata di Domenica, 4 Dicembre, ad urne ancora aperte, in Piazza Triumfal’naja la manifestazione del movimento di opposizione liberal-progressista Altra Russia è stata soffocata secondo il medesimo copione, con la spedizione in gattabuia di 150 dimostranti. Anteprima di tale epilogo, gli attacchi da parte di hacker denunciati poco prima dell’apertura dei seggi da parte di Radio Ekho Moskvy e dell’ONG Golos, impegnata nella democratizzazione della Russia.

A dare conferma alle ragioni della protesta, i diffusi casi di falsificazione della consultazione elettorale certificati dagli osservatori internazionali indipendenti di OSCE e Consiglio d’Europa che, in particolare, hanno segnalato la sistematica intrusione di esponenti delle Autorità nel conteggio dei voti, attività di propaganda elettorale presso i seggi, ed aggiunta di schede pre-votate nelle urne. Una tecnica che ha dato i suoi frutti: durante la diretta dedicata ai risultati delle elezioni, il Canale Rossija 24, basandosi sui dati ufficiali, ha contato il 115,5% dei voti nella Oblast’ di Svedlovs’k, 128,96% in quella di Rostov sul Don, ed il 129 % in quella di Voronezh.

Putinismo dal volto umano

Lecito ricordare che secondo i dati riconosciuti dal Cremlino, il Partito del Potere tandem Putin-Medvedev – oggi Premier e Presidente, e, dal prossimo Marzo, Presidente e Premier – Russia Unita ha ottenuto il 49% dei consensi, in crollo di più del 15% rispetto ai sondaggi: guarda caso giusto sotto la soglia per l’ottenimento della maggioranza dei seggi alla Duma. Una situazione che porterà alla formazione di una coalizione di governo con i Liberal-Democratici di Zhirinosvs’kij – quarti con l’11,5% dei consensi – e la socialdemocratica Russia Giusta – terza con il 13% dei voti: liste composte da politici riciclati, spesso fuoriusciti da Russia Unita, tutti conniventi col Cremlino. All’opposizione restano solo i comunisti di Zjuganov – secondi con il 19% – mentre i liberali filo europei di Jabloko non hanno superato lo sbarramento.

Così, la Verticale del Potere Putin-Medvedev mantiene stretto il potere, presentandosi con un volto più umano e “democratico” alla Comunità Internazionale. Tuttavia, resta la medesima natura repressiva di sempre, oggi chiamata agli straordinari per arginare un’ondata di proteste che, sempre crescenti, dimostrano un timido avvio del consolidamento della società civile attorno ad ideali di democrazia, libertà, e giustizia.

Matteo Cazzulani

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ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: L’EUROPA E DIVISA, VINCE LA RUSSIA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 13, 2011

Bruxelles non assume una posizione comune sull’arresto politico della Leader dell’Opposizione Democratica, e sembra voler fermare le trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, cedendo de facto alla tentazione putiniana di una Russia dalle rinate velleità imperiali. Le singole dichiarazioni delle Diplomazie mondiali, e quella italiana, sorprendentemente in linea con Polonia e Gran Bretagna

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Rabbia, delusione, chiusura, speranza, ed un’Europa sempre più divisa che lascia la partita vinta da un solo attore, che, peraltro, finge la protesta. Questa la situazione a bocce ferme dopo la sentenza alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: l’ex-Primo Ministro arrestata per sette anni, ed obbligata ad altri tre di esclusione dalla vita politica, con l’accusa di gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Un verdetto maturato dopo un processo farsa, degno della tradizione sovietica da cui la Tymoshenko ha lottato per fare uscire il Paese, in cui le accuse sono state costruite su documentazioni sommarie, imprecise, inesatte, persino datate il 31 Aprile, ed i testimoni, nonostante fossero stati convocati a maggioranza dall’accusa – 42 contro i solo due concessi alla difesa – hanno scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica dalle imputazione che le sono state addotte sotto la cacofonica regia di un giovane giudice inesperto, Rodion Kirejev.

L’indomani del verdetto che la Tymoshenko ha definito l’ennesima prova della dittatura nel Paese del Presidente, Viktor Janukovych – che, a sua volta, ha ritenuto la decisione della Corte in linea con il Codice Penale ucraino – la Comunità Internazionale ha espresso turbamento all’unisono, ma preso posizioni differenti, che, sopratutto in ambito UE, testimoniano l’ennesima mancanza di una Comune Politica estera che Bruxelles dovrebbe attuare sopratutto in un Paese come l’Ucraina: europeo per cultura e tradizioni, ma escluso dall’appartenenza politica per ragioni energetiche.

La prima reazione è stata quella dell’Alto Rappresentante della Politica Estera UE, Catherine Ashton, secondo cui il processo, apertamente politico, non ha rispettato gli standard internazionali, e pone in serio dubbio la maturità di Kyiv, sopratutto alla vigilia della fra di un Accordo di Associazione UE-Ucraina che, seppur giunto alla fase finale dei negoziati, può non essere ratificato dalla votazione del Consiglio dei Ministri dell’Unione e, sopratutto, del Parlamento Europeo.

“Ci sono prove che il processo è politicamente motivato – ha dichiarato, con una nota, il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek – l’atteggiamento dimostrato dal giudice ricorda l’epoca sovietica – ha continuato l’ex-Premier polacco, che, già militante di Solidarnosc, il comunismo lo conosce molto bene – ed una maniera di condurre processi che di rado si vede in Europa”.

Per rimanere in ambito continentale, a reagire è stato anche il Presidente del Consiglio d’Europa, Thobjoern Jagland, che ha invitato Janukovych a risolvere le questioni politiche in Parlamento, e non in Tribunale. Forte la posizione della Commissione Europea, presentata dal Commissario per l’Allargamento, Stefan Fule: “Se l’Ucraina si dimostra così autoritaria, che si integri con l’Unione Euroasiatica di Putin, ma non con l’Europa”.

Critiche anche da oltreoceano, dove la Casa Bianca ha preteso l’immediata liberazione di Julija Tymoshenko, ed una nota congiunta del Senatore repubblicano, John McCain, e del suo collega democratico, Joe Lieberman, hanno definito Janukovych campione di antirecord nel rispetto della Democrazia e dei valori occidentali.

Invece, chi si gongola è l’attuale Primo Ministro russo: pronto ad un terzo mandato presidenziale che, come dichiarato, in campo estero sarà improntato su uno spiccato nazionalismo imperialista russo, orientato sopratutto verso l’Europa.

“La Tymoshenko è un’avversaria politica dalle tendenze filo-occidentali – ha dichiarato Vladimir Putin – ma la motivazione dei sette anni di galera mi è ignota. Lei non ha siglato i contratti per cui la si accusa – ha continuato, questa volta, a ragione – che, altresì, sono stati prima concordati, poi ratificati dalle due compagnie statali, Gazprom e Naftohaz, nel pieno rispetto della normativa internazionale”.

Se a Mosca il processo farsa lo si commenta all’unisono, non è così in Europa, dove, nonostante le posizioni delle maggiori istituzioni UE, ogni Diplomazia nazionale ha espresso una propria linea, dividendo il continente in due fazioni che, seppur unite nel condannare della reclusione politica della Leader dell’Opposizione Democratica, hanno dato una lettura differente sul da farsi con Kyiv nel futuro immediato.

Apertamente contrari ad ogni continuazione dei negoziati dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina si sono detti i Ministri degli Esteri di Germania, Francia, Svezia, in quanto la creazione di una stretta cooperazione economica – anticamera dell’integrazione – con l’Ucraina di Janukovych sarebbe un messaggio sbagliato lanciato alla Bielorussia di Lukashenka: parimenti autoritario, il regime di Minsk avrebbe tutto il diritto di pretendere da Bruxelles un simile trattamento privilegiato, nonostante le decine di detenuti politici ancora costretti a congelare nelle carceri dopo le falsate elezioni presidenziali del Dicembre 2010.

“La decisione della Corte è in segnale preoccupante per lo stato di diritto nel Paese – ha evidenziato il Ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle – e getta una cattiva luce sull’Ucraina. Saremo vigili su come procederà non solo il caso di Julija Tymoshenko – ha continuato – ma anche degli altri esponenti dell’Opposizione Democratica, imprigionati o vittime di processi politici. Da Kyiv – ha ultimato – pretendiamo il rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani”.

Dall’altro lato, Europa Centrale e Gran Bretagna, deluse da una sentenza politica che rende impossibile la sigla dell’Accordo di Associazione, ma convinte della necessita di lasciare la porta dell’Integrazione aperta ad un’Ucraina che, seppur autoritaria e sempre più simile alla Bielorussia, non può essere abbandonata alla deriva verso Mosca: un’Ucraina Indipendente e quanto più possibile europea è condicio sine qua non per la prosperità e la sicurezza dell’Unione Europea tutta, sopratutto in vista del rinato imperialismo russo targato Putin tre.

Tale posizione è stata espressa da una nota del Foreign Office, sulla falsa riga di quanto dichiarato a poco dal verdetto dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, Presidente di turno dell’Unione Europea.

“La condanna di Julija Tymoshenko è un grave segnale che rovina l’immagine dell’Ucraina nel Mondo come Paese orientato all’Europa – riporta un comunicato del Capo della Diplomazia polacca – la Polonia continua a sostenere le aspirazioni occidentali di Kyiv, ma quanto successo rende i nostri vicini difficilmente difendibili”.

La posizione italiana e la richiesta della Tymoshenko

Simile opinione è stata espressa anche dal Ministro degli Esteri lituano, Audronius Azubalis, che, in veste di Presidente di turno dell’OSCE, ha espresso la speranza che in sede di appello – a cui gli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica hanno dichiarato di voler ricorrere – Kyiv dimostri di essere matura, e pronta a rispettare gli standard richiesti per l’avvicinamento a Bruxelles.

Sullo sfondo, stupisce la posizione della Farnesina: sorprendentemente in linea con lo schieramento anglo-polacco. Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha condannato la decisione politica di arrestare la Tymoshenko, ma ha auspicato la continuazione delle trattative per il varo dell’Accordo di Associazione, sopratutto per quanto riguarda gli aspetti più tecnici.

Se, come augurabile, Frattini abbia preso sane lezioni di geopolitica Giedroyciana, o, più semplicemente, abbia letto le cronache de Il Legno Storto – unico media italiano a raccontare il processo farsa direttamente dall’aula – non ci è dato saperlo, ma certo è che l’Italia, forse, sembra avere compreso quale deve essere la direzione da prendere.

Del resto, è stata la stessa Julija Tymoshenko a chiedere all’Europa di firmare un documento utile sopratutto per il popolo ucraino – e non solo per i banditi al potere – ed evitare così, da un lato, di cedere alla tentazione putiniana di chiudere le porte all’Ucraina, e, dall’altro, di fare il gioco di Janukovych.

“Con la mia condanna, il Presidente vuole evitare l’avvicinamento di Kyiv a Bruxelles per poter mantenere il Paese al di fuori delle regole del mondo libero, e continuare a gestirlo per gli interessi propri e degli oligarchi suoi sponsor – ha evidenziato durante una delle ultime sedute del processo – L’Accordo di Associazione UE-Ucraina lo obbligherebbe al rispetto di Democrazia e Diritti Umani – ha continuato – e, quindi, al trattamento dignitoso dell’Opposizione Democratica”.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO SARA SOSTENUTA DALLA POLONIA PRESIDENTE DI TURNO UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 28, 2011

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, intenzionato a ricordare al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, il rispetto dei valori occidentali per la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, presieduta proprio da Varsavia. Anche Lech Walesa al fianco della Leader dell’Opposizione Democratica, il cui stato di salute è sempre più critico, nonostante le rassicurazioni ufficiali.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un aiuto ad entrare in Europa va bene, ma certe regole vanno rispettate. Questo il messaggio con cui, con tutta probabilità, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, accoglierà nella prossima, recente, visita il suo collega ucraino, Viktor Janukovych. A confermarlo, una fonte del Ministero degli Esteri polacco, ripresa dall’autorevole Gazeta Wyborcza, secondo cui la Polonia ha intenzione di porre sul piano dei colloqui con l’Ucraina il caso dell’arresto di Julija Tymoshenko, e, soprattutto, del trattamento disumano riservato alla Leader dell’Opposizione Democratica.

La detenzione in isolamento, senza possibilità di cure e visite di parenti, ed un processo giornaliero, dalla mattina presto alla sera tardi, non sono in linea con i principi necessari per l’ingresso nella comunità occidentale, e, soprattutto, rendono impossibile la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, a cui l’amministrazione Janukovych continua a dichiarare di ambire.

“La democrazia è difficile da realizzare – ha illustrato anche il Premio Nobel per la Pace, e storico Leader di Solidarnosc, Lech Walesa – ed alcune persone non sono pronte alla sua realizzazione. Occorre molto da fare presso i nostri vicini – ha continuato l’ex-Presidente polacco, intervistato da Polskie Radio – anche se dare un giudizio sull’operato di Janukovych è ancora prematuro”.

Julija Tymoshenko sta male, ma per le autorità tutto va bene

Nel frattempo, continua il braccio di ferro tra le Autorità ucraine e la difesa di Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro arrestata e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora Primo Ministro russo, Vladimir Putin. Durante le sedute del processo, la Leader dell’Opposizione Democratica è apparsa visibilmente indebolita, malata, e, a più riprese, ha richiesto pause nelle sedute del procedimento, ed il permesso di essere visitata dai propri medici di fiducia.

Tuttavia, l’ufficio-stampa del Carcere di Massima Sicurezza Luk’janivs’kyj, dove è detenuta l’anima della Rivoluzione Arancione, ha pubblicato i risultati delle proprie visite mediche, evidenziando come lo stato di salute della Tymoshenko sia buono.

“Non sono degli addetti stampa a dover diffondere bollettini medici – ha dichiarato la portavoce della Leader dell’Opposizione Democratica, Maryna Soroka – ma medici competenti. E da venti giorni che Julija Tymoshenko richiede di essere visitata dai suoi dottori di fiducia – ha continuato – ma tale possibilità le è stata sempre negata. E’ un atteggiamento sospetto – ha concluso – tipico di un regime intenzionato a nascondere la verità”.

Lecito ricordare che critiche a quello che è stato definito un processo politico a carico della Leader dell’Opposizione Democratica sono state espresse da Unione Europea, Consiglio d’Europa, Stati Uniti d’America, principali cancellerie dei Paesi del Mondo Libero Occidentale, maggiori ONG internazionali indipendenti, e Capi delle Chiese e confessioni presenti in Ucraina. Persino la Federazione Russa ha rimproverato Janukovych  per la misura sproporzionata applicata a Julija Tymoshenko, scagionata dalla stragrande maggioranza dei testimoni comparsi al suo processo, in particolare da quelli convocati dall’accusa.

Ciò nonostante, il giovane giudice, Rodion Kirejev, continua ad imporre all’anima della Rivoluzione Arancione sedute giornaliere, senza liberarla da una detenzione sempre più dura, esaminare documenti proposti dalla difesa, né ammettere la ripresa video di un processo sempre più iniquo.

Matteo Cazzulani

“LUKASHENKA COME JARUZELSKI”: COSI IL MINISTRO DEGLI ESTERI POLACCO RIATTIVA LA POLITICA ORIETALE DELL’UE

Posted in Bielorussia, Unione Europea by matteocazzulani on August 13, 2011

Dal Financial Times, il Capo della Diplomazia di Varsavia, Radoslaw Sikorski, rilancia l’impegno ad est dell’Unione Europea, indispensabile per la sicurezza di Bruxelles. Le reazioni di autorità ed opposizione bielorusse

Il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka

Quando la Polonia è coerente e coraggiosa l’Europa Orientale – ed anche quella Occidentale – ritrova se stessa. Nella giornata di mercoledì, 3 Agosto, il Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, ha rilasciato un’intervista al Financial Times in cui ha invitato il presidente bielorusso, Aljaksandar Lukashenka, a trattare l’abbandono del potere in maniera pacifica, seguendo l’esempio di Wojciech Jaruzelski: ultimo Capo della Polonia Sovietica, sconfitto dalla pacifica lotta di Solidarnosc.

Una posizione che, se da una lato ripropone alla stampa occidentale una questione tutta europea di difficile realizzazione – la Bielorussia è ritenuta da molti esperti l’ultima dittatura d’Europa – dall’altro rilancia il ruolo della Polonia come guida di una politica estera seria e responsabile, che vede nello sviluppo della democrazia e dell’indipendenza dei vicini orientali una garanzia per la sicurezza di tutta l’UE.

Difatti, sempre dalle colonne dell’autorevole FT, Sikorski ha illustrato l’importanza strategica per Bruxelles dell’apertura immediata delle trattative per la creazione della Zona di Libero Scambio con Moldova e Georgia, la necessità di concludere al più presto le trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, e, dopo la già stabilita integrazione della Croazia, la concessione dello status di Paese candidato alla Serbia.

“L’Europa Orientale – ha evidenziato il Ministro degli Esteri polacco – rappresenta oggi quello che l’Europa Centrale [ovvero Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Repubblica Slovacca, Romania, e Paesi Baltici, n.d.a.] è stata ieri per la Comunità Europea: solo la prospettiva di un ingresso nell’UE ha attivato un sorprendente sviluppo delle strutture statali e dell’economia”.

L’opposizione si rincuora

Parole di un’approccio orientale che non si sono udite da tempo, sopratutto da quel Settembre 2009, quando lo stesso Sikorski ha annunciato il mutamento dell’orientamento estero di Varsavia: non più jagellonico, ovvero improntato allo sviluppo della democrazia ad est, ma maggiormente conciliante con la Russia, ed allineato con la Germania.

A dimostrazione di come, invece, la via orientale sia maggiormente efficace, è stata l’imponente reazione innescata dall’articolo pubblicato sul media occidentale: il Ministro degli Esteri bielorusso, Andrjau Savinych, ha commentato la posizione di Sikorski come irrealistica ed esotica, ma, nel contempo, è stato costretto a contestare ufficialmente le dichiarazioni del premier russo, Vladimir Putin, che, qualche giorno prima, si è dichiarato a favore dell’annessione della Bielorussia alla Federazione Russa.

Ma le parole del Capo della Diplomazia polacca hanno attivato anche l’opposizione bielorussa, fortemente repressa dal regime di Lukashenka, ma rivitalizzata dalle dichiarazioni di Varsavia: Hryhorij Kostusjeu, uno dei candidati alle scorse elezioni presidenziali del 19 dicembre 2010, ha invitato l’Occidente a prestare maggiore attenzione al rinato imperialismo russo, di cui Minsk è sempre più preda. Un’altro leader del dissenso, Valadymyr Njakljau – celebre per essere stato arrestato e percosso proprio durante lo svolgimento delle ultime elezioni – ha accusato Putin di sciovinismo, ed invitato i compatrioti ad unirsi per salvare la Bielorussia dalle mire colonialiste di Mosca.

Secondo uno studio sociologico dell’indipendente NISEPI, pubblicato da Radio Liberty, a favore dell’integrazione con l’Unione Europea è il 45% della popolazione, mentre chi appoggia la proposta di Putinsarebbe solo il 31% dei bielorussi: una percentuale comunque alta, dovuta, secondo gli esperti, alla forte politica di russificazione, condotta dapprima dagli zar, poi dai sovietici, ed infine dallo stesso Lukashenka, ininterrottamente al potere dal 1994.

Matteo Cazzulani

POLONIA: MORTO ANDRZEJ LEPPER

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 7, 2011

Il Leader del partito conservatore Samoobrona, ex-Vice-Primo Ministro, si è suicidato a Varsavia, nel quartier generale della sua forza politica. La vicinanza del mondo politico e delle istituzioni. Bronislaw Komorowski celebra il primo anno di presidenza con un video. L’opposizione lo contesta per la politica estera controversa

Il leader di Samoobrona, Andrzej Lepper

Un suicidio nella sede di Samoobrona. Questo lo scenario che si è presentato alla polizia polacca venerdì, 5 Agosto, quando il Leader del partito conservatore polacco, Andrzej Lepper, è stato trovato morto, a causa di un’impiccagione autoprovocata, come più tardi certificato dai medici.

Vice-Premier nei governi Marcinkiewicz e Kaczynski, in cui, tra il 2005 ed il 2006, Samoobrona ha fatto parte di una coalizione forze conservatrici, con Diritto e Giustizia e la Lega delle Famiglie polacche, il 57enne esponente politico ha iniziato la sua carriera con l’organizzazione di scioperi di agricoltori e blocchi del traffico negli anni’90, per terminarla con la partecipazione alle Presidenziali anticipate del 2010, in cui ha ottenuto attorno all’1%.

A piangere Lepper, una moglie, due figli, e l’intero arco politico polacco, che, rappresentato dal Primo Ministro – e, in quanto Leader della liberale Piattaforma Civica, rivale politico – Donald Tusk, si è stretto attorno ai famigliari di una personalità fortemente contestata, ma sempre rispettata.

Il primo anno di Komorowski

Vicinanza al Leader di Samoobrona è stata espressa anche dal Presidente, Bronislaw Komorowski, giunto al primo anno alla guida del Paese: un compleanno festeggiato con un video che riassume quanto compiuto da un Capo di Stato che, in politica estera, si forgia del pregio di avere dato impulso al Partenariato Orientale dell’Unione Europea.

A non essere concordi, gli oppositori di Diritto e Giustizia, che ne hanno contestato l’abbandono della Polonia jagellonica – impegnata nello sviluppo della democrazia e della libertà nell’Europa Orientale, secondo la sua storica tradizione della Prima e Seconda Repubblica, e delle lotte nonviolente di Solidarnosc – e la ricerca ostinata di un dialogo con la Russia, senza se e senza ma.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: ARANCIONI E BLU SI CONTENDONO LA PIAZZA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 7, 2011

Supporter della Leader dell’Opposizione Democratica caricati dalla polizia e contrastati dai militanti del Presidente, Viktor Janukovych. Tensioni nella notte nella tendopoli installata presso il Tribunale. Si amplia il Comitato di Difesa dalla Dittatura, ed il numero delle diplomazie critiche con l’arresto politico dell’ex-Primo Ministro

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo le manette il manganello. Nella giornata di Sabato, 7 Agosto, la polizia ha caricato i manifestanti di Bat’kivshchyna, riuniti in una protesta pacifica e silenziosa presso il carcere di massima sicurezza Luk’janivs’kyj, dove è detenuta in isolamento la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Qualche contuso, e tanto spavento, ma non abbastanza per piegare la dimostrazione che, nella notte, ha visto gli attivisti accamparsi in una tendopoli sul centralissimo Khreshchatyk: è li che è ubicato il Tribunale Pechers’kyj dove, venerdì, 5 Agosto, l’ex-Primo Ministro è stata arrestata per condotta inappropriata nei confronti della Corte, dopo che quasi tutti i testimoni convocati dall’accusa l’hanno scagionata dall’imputazione di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Ad ostacolare gli attivisti, il divieto della Corte Amministrativa di dimostrare in strada – una limitazione della libertà di manifestazione ignorata dai circa 200 attivisti – i militanti “blu” del Partija Rehioniv – la forza politica del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto dalla Tymoshenko il vero responsabile del processo organizzato contro di lei – posizionatisi accanto ai supporter dell’anima della rivoluzione arancione.

Si svegliano anche ucraini, Obama, e Sarko

Intanto, in linea con quanto richiesto dalla Leader dell’Opposizione Democratica in un videomessaggio pre-registrato, pubblicato dopo il suo arresto, Bat’kivshchyna ha promosso l’unione delle forze politiche patriottiche e democratiche nel Comitato di Difesa dalla Dittatura, che, dopo un solo giorno dalla sua creazione, con lo slogan “Non temere, Difendi l’Ucraina!”, ha registrato nuove adesioni: al Narodnyj Rukh, Front Zmin, Hromad’jans’ka Pozycija, Nasha Ukrajina, e Pora si sono aggiunti Svoboda, UDAR, Reformy i Porjadok, il Partito Repubblicano Cristiano, ed il Congresso dei Patrioti Ucraini.

Sul piano estero, continuano le condanne di un arresto commentato come decisione politica destinata a rendere più difficile la situazione internazionale di un’Ucraina già rimproverata a più riprese. Incalzato dal senatore repubblicano John McCain, sempre attento alle sorti della democrazia sulle Rive del Dnipro, gli USA hanno invitato Janukovych ad attenersi ai principi occidentali, e liberare al più presto Julija Tymoshenko. Simile nota, circa la preoccupazione dell’Eliseo per l’involuzione della democrazia a Kyiv, è stata emanata dall’Ambasciatore francese, che, a colloquio con il vice-leader di Bat’kivshchyna, Hryhoryj Nemyr’ja, ha espresso solidarietà alla Leader dell’Opposizione Democratica. Contesta anche il Partito Popolare Europeo, a cui Bat’kivshchyna appartiene, che, per voce del Capogruppo al Consiglio d’Europa, Luca Volonte’, ha accusato le Autorità ucraine di voler estromettere dalla competizione politica la principale avversaria, e di renderle impossibile anche la partecipazione ai vertici della forza politica moderata del Vecchio Continente, malgrado gli inviti pervenuti dalle alte cariche dell’UE di essa membri, come il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Proprio l’ex-attivista di Solidarnosc, assieme ai ministeri degli esteri di Polonia, Germania, e Svezia, è stato tra i primi a criticare l’arresto politico già a poche ore dalla sua realizzazione. A definire la detenzione un errore politico, che infanga la reputazione di Janukovych anche nello spazio ex-sovietico, è stata, a sorpresa, anche la Russia. L’ONG Freedom House, invece, ha classificato l’Ucraina come Paese sempre meno democratico.

Matteo Cazzulani

ARRESTO DI JULIJA TYMOSHENKO: OLTRE ALL’OCCIDENTE PERSINO LA RUSSIA CONTESTA JANUKOVYCH. E L’OPPOSIZIONE FINALMENTE SI UNISCE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 6, 2011

Vertici UE turbati dalla reclusione della Leader dell’Opposizione Democratica, con il Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, in prima fila. La Polonia convoca un tavolo ad-hoc, mentre la Germania minaccia la rottura delle trattative per l’Accordo di Associazione. Anche Mosca critica la reclusione. L’Opposizione Democratica si unisce nel Comitato di Difesa dalla Dittatura

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

“L’Ucraina è Paese del Partenariato Orientale UE: si attenga ai principi di Bruxelles”. Questa la prima reazione ufficiale dell’Unione Europea all’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, espressa dal Presidente del Parlamento Continentale, Jerzy Buzek. Il polacco, già attivista di Solidarnosc, è stato subito incalzato dalla sua Ambasciatrice a Kyiv, Zuzana Reutova, che ha evidenziato come la reclusione in isolamento dell’ex-Primo Ministro sia la dimostrazione di come le Autorità non vogliano concorrenti politici alle prossime elezioni.

Dura la reazione anche di altri massimi rappresentanti UE, come il Ministro degli Esteri, Cathrine Ashton, ed il Commissario all’allargamento, Stefan Fule, che, sulle medesime note di Buzek, hanno ricordato a Kyiv che il dialogo con Bruxelles richiede precisi comportamenti in rispetto della democrazia.

Protestano anche i singoli Stati. la Polonia, presidente di turno dell’Unione Europea, ha convocato un tavolo continentale per discutere della questione con urgenza. Più radicale la Germania, con il Vice-Ministro degli Esteri, Werner Heuer, che ha bollato l’arresto della Leader dell’Opposizione Democratica come un atto politico che allontana l’Ucraina dall’Europa. Invece, il suo collega svedese, Karl Bildt, lo ha definito uno spettacolo vergognoso, che nuoce all’immagine di Kyiv.

A contestare l’arresto di Julija Tymoshenko è stato persino il Ministero degli Esteri russo, che, chiamato in causa nella questione, ha invitato le autorità ucraine a condurre un processo in rispetto del proprio regolamento, senza eccedere in atti estremi, come la reclusione dell’ex-Primo Ministro.

Di azione volutamente adottata per soffocare la voce di Julija Tymoshenko ha parlato invece l’autorevole Freedom House, che, con una nota, ha ricordato come già il processo a carico dell’ex-Primo Ministro – accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – si sia svolto in maniera irregolare, con poco tempo alla difesa per la visione delle imputazioni, e, a tratti, addirittura senza avvocati.

Al via il Comitato di Difesa dalla Dittatura

Alla richiesta di immediata liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica espressa dalle rappresentanze europee si è aggiunta anche Bat’kivshchyna, il Partito di Julija Tymoshenko, che ha invitato i militanti ad una protesta di piazza, e le opposizioni all’unità contro l’amministrazione del Presidente, Viktor Janukovych. Appello subito accolto, almeno nella città di Leopoli, dove, assieme Forza politica dell’anima della Rivoluzione Arancione, il Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, il Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, la Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, Nasha Ukrajina dell’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, e Pora hanno fondato il Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello interpartitico per il coordinamento di azioni comuni, in vista delle prossime elezioni parlamentari.

Lecito ricordare che venerdì, 5 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stata arrestata per comportamento inadeguato nei confronti della Corte. A motivare la decisione del giovane magistrato, Rodion Kirejev, il rifiuto di Julija Tymoshenko di rivolgersi a lui in piedi, e, in ultimo, la sua richiesta di un Traduttore per interloquire con il Primo Ministro, Mykola Azarov: unico di una lunga lista di testimoni convocati dall’accusa a non avere scagionato l’anima della Rivoluzione Arancione dalle accuse mosse contro di lei.

Matteo Cazzulani

Ucraina nell’UE: Jerzy Buzek tiene aperta la porta

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on June 29, 2011

Leopoli – Il Presidente del Parlamento Europeo invita Kyiv a cessare la repressione di stampa libera ed opposizione, e la presidenza di turno polacca a continuare l’allargamento anche a Croazia e Serbia. Foratom ammette il Forum Nucleare Ucraino nell’Unione Europea dell’Energia Atomica.

L’integrazione procede, malgrado i ritardi di Kyiv in materia di rispetto di democrazia e Liberta di stampa. Questa la linea illustrata dal Presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, che ha espresso le sue aspettative sugli sviluppi della politica estera continentale sotto la Presidenza di Varsavia.

Secondo quanto dichiarato alla Deutsche Welle, l’Ucraina e riuscita a raggiungere una certa stabilita, ma deve ancora lavorare sull’indipendenza di magistratura, informazione, ed attività politica dell’opposizione dalle pressioni delle autorità, inammissibili per un Paese candidato alla partnership UE.

Difatti, come rilevato da diverse ONG indipendenti internazionali, a Kyiv e avvenuto un regresso di Liberta di stampa, informazione, ed associazione, e diversi esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko, sono colpiti da provvedimenti giudiziari politicamente motivati, che ne ostacolano l’attivita politica.

Infine, il Presidente dell’Europarlamento, erede delle battaglie di Solidarnosc per la Liberta della Polonia dall’oppressione sovietica, ha indicato la Croazia – che sara ammessa nell’Unione Europea sotto la presidenza polacca – come esempio da seguire per Kyiv, e ritenuto la Serbia il prossimo Paese da integrare a Bruxelles.

Kyiv nell’Unione Continentale dell’Atomica

Seguito alle parole di Buzek e stato dato dal Foratom: l’Unione Europea dell’energia atomica, che, sabato, 25 Giugno, ha ammesso nella sua struttura il Forum dell’Energia Atomica dell’Ucraina come membro associato. Come evidenziato, tale decisione va verso la maggiore integrazione nelle strutture dell’Unione Europea di Kyiv, oggi, parte della politica energetica comune del Vecchio Continente.

Foratom unisce i Forum Nazionali di 14 Paesi UE ed uno extraeuropeo – Belgio, Bulgaria, Ungheria, Spagna, Olanda, Slovacchia, Slovenia, Romania, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Francia, Finlandia, Germania, Svezia, e Svizzera – che rappresentano gli interessi di 860 compagnie internazionali in materia di energia nucleare.

Lecito ricordare che Kyiv ha in programma la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea, che prevede la creazione di una Zona di Libero Scambio, l’abbattimento del regime dei visti, ed una serie di agevolazioni economiche.

Per ottenerlo, l’Ucraina deve rispettare una serie di punti indiscutibili per partecipare alla Comunità Occidentale: tra essi, il rispetto di democrazia, Liberta politiche e di stampa, pluralismo partitico, e lotta alla corruzione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO RICORRE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica nega l’esistenza di debiti personali con la Russia, e si appella all’UE. Il Presidente, Viktor Janukovych, elargisce premi ed onorificenze a giornalisti e Diplomatici. Proteste contro il regresso democratico in Ucraina anche dalla Gran Bretagna

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Nessun motivo per il processo ed alcun debito personale con la Federazione Russa. Julija Tymoshenko passa al contrattacco, e si appella alla Corte Europea di Giustizia per difendersi dall’accusa di condotta anti-statale nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo omologo russo, Vladimir Putin.

Inoltre, in una conferenza stampa appositamente convocata, l’ex-Primo Ministro ha negato l’esistenza di debiti da parte della JEESU – colosso energetico da lei amministrato alla fine degli anni Novanta – direttamente con la Russia, e definito la lettera inoltrata dal Ministero della Difesa russo – che ha richiesto al Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, l’immediato saldo di 450 milioni di Dollari – una falsificazione politica fabbricata su commissione.

“La JEESU è stata confiscata nel 1996 da Azarov, al tempo Capo dell’Amministrazione Presidenziale di Leonid Kuchma – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica – un’operazione politica, proprio per evitare indebitamenti di privati con Mosca. Non c’è alcun debito – ha continuato Julija Tymoshenko – e, se c’è, non dipende da me”.

“Lo scorso 24 Maggio la Procura ha arrestato Julija Tymoshenko per qualche ora, senza prove sufficienti – ha evidenziato invece il suo avvocato, Serhij Vlasenko – se la Corte Europea riconoscerà che l’affare Tymoshenko non ha nulla a che vedere con un normale procedimento giudiziario – ha concluso – avremo la prova di essere dinnanzi ad un processo politico”.

La presenza o meno giustizia indipendente in Ucraina, presto sarà saggiata da diverse Corti. Di sicuro, a mancare sempre più è la libertà di stampa. A certificarlo, non solo i principali rating internazionali di ONG indipendenti, ma anche il particolare rapporto intrattenuto dalle Autorità con la stampa considerata amica: come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, lo staff del Presidente ucraino ha regalato costosissime monete, con l’effigie del Capo di Stato, ai cronisti di CNBC e Le Monde, una volta finita un’intervista a margine della sessione del Consiglio d’Europa.

Un episodio che da una parte ha meravigliato i due reporter – sbalorditi per lo sproporzionato valore di una ricompensa ad una semplice intervista – ma dall’altra li ha accomunati al Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, premiato con l’onorificenza Jaroslav Mudryj per il suo impegno nell’amicizia tra Ucraina e Polonia.

Lecito ricordare che Sikorski è colui che, di concerto con le Autorità di Varsavia, ha guidato il cambio di rotta radicale della politica estera polacca, spostatasi dall’impegno energico per la diffusione di democrazia e diritti umani in Ucraina e Bielorussia – secondo la tradizione di Solidarnosc e della Prima e Seconda Rzeczpospolita – alla frenetica imitazione delle posizioni di Germania e Francia, compresa la ricerca del dialogo ad ogni condizione con Mosca.

Anche Sua Maestà d’Inghilterra critica Janukovych

Chi invece la Politica estera la gestisce con coerenza è la Gran Bretagna, il cui Ambasciatore a Kyiv, Lee Terner, ha definito pubblicamente come inammissibile in uno Stato candidato all’ingresso nell’UE il confino in Patria della Leader dell’Opposizione Democratica, ed i procedimenti giudiziari a carico di altri esponenti del campo arancione. Il Diplomatico ha aggiunto che Londra osserva con attenzione quanto avviene in Ucraina, ed è pronta ad approntare le debite contromisure, qualora la democrazia fosse calpestata.

La presa di posizione del rappresentante di Sua Maestà segue l’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una risoluzione – proposta da Partito Popolare Europeo, ALDE, e verdi – di condanna dei processi politici a danno di Julija Tymoshenko e dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: detenuto in isolamento, come un carnefice.

Ad essa, il 21 Giugno, è seguita una simile mozione urgente presentata presso il Consiglio d’Europa, sempre su iniziativa del centrodestra europeo. Infine, richiesta di cessazione della pressione politica su Julija Tymoshenko è stata richiesta da una nota del Presidente PPE, Wilfred Martens, e del senatore repubblicano USA, John McCain.

 

Matteo Cazzulani

POLONIA ED USA SI ACCORDANO PER UNA PIU STRETTA COOPERAZIONE MILITARE

Posted in NATO by matteocazzulani on June 15, 2011

Varsavia e Washington raggiungono l’accordo per la dislocazione di velivoli F-16 e C-130 in territorio polacco. Secondo molti esperti, una ricompensa per il mancato Scudo Spaziale

Il presidente USA, Barack Obama

Piuttosto che niente, meglio piuttosto. Nella giornata di lunedì, 13 Giugno, la Repubblica Polacca e gli Stati Uniti d’America hanno ufficializzato un accordo militare, che consente lo stazionamento di un contingente aereo stabile in Polonia.

Circa 30 soldati che, sotto l’egida della NATO, sono chiamati non solo ad addestrare i colleghi polacchi, ma a costituire la più importante base per l’aviazione dell’Alleanza Atlantica in Europa.

Tuttavia, per ottenere il dislocamento degli F-16 e dei C-130 Hercules l’iter non è stato semplice: il contratto avrebbe dovuto essere ratificato lo scorso Maggio, in occasione della visita in Polonia del Presidente USA, Barack Obama, ma le parti non hanno trovato la quadra su tutti i dettagli.

Lo Scudo Spaziale tramontato

Un rapporto non più sereno quello, in chiave militare, tra i due Paesi: individuata nel 2005 dal Presidente repubblicano, George Bush, come base per l’installazione di batterie di missili Patriot nell’ambito dello Scudo Spaziale NATO in Europa Centrale, la Polonia, in seguito all’aggressione russa in Georgia, nell’Agosto 2008, ha siglato l’accordo.

Carta straccia per la successiva amministrazione democratica, che, alla perenne ricerca dello sterile dialogo con Mosca, ha rinunciato al progetto di difesa, e concepito un sistema differente con intercettori mobili in Romania e Bulgaria.

Un fatto che ha disorientato Varsavia, in piena crisi con la Russia, e con se stessa, fino al mutamento della sua stessa politica estera: ora maggiormente filorussa, e non più attenta alla diffusione di democrazia e libertà nel Mondo ex-sovietico, secondo la propria tradizione di Solidarnosc, e della Prima e Seconda Rzeczpospolita.

Secondo molti esperti, l’accordo per il rafforzamento della cooperazione militare sarebbe una soluzione di compromesso per disimpegnare Washington e Varsavia senza perdere consenso presso le opinioni pubbliche interne: sopratutto, alla vigilia di tornate elettorali.

Matteo Cazzulani