LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Guerra del Gas: Georgia sotto l’assedio di Gazprom

Posted in Georgia, Guerra del gas by matteocazzulani on March 12, 2016

Il Vice Premier georgiano, Kakha Kaladze, incerto sull’incremento delle importazioni di gas dalla Russia. L’opposizione denuncia la messa a repentaglio della sicurezza nazionale di Tbilisi



Varsavia – Il gas dalla Russia sì, anzi no, facciamo forse. Questa è la posizione che, nella giornata di venerdì, 4 Marzo, il Governo della Georgia ha assunto in seguito alla firma di un contratto per le forniture di gas con il colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, avvenuta a poche ore dal fallimento della trattativa con il monopolista statale russo del gas Gazprom per l’incremento delle importazioni di oro azzurro dalla Russia.

Nello specifico, come dichiarato dal Vice Premier con delega all’Energia, Kakha Kaladze, l’aumento di ulteriori 463 milioni di metri cubi all’anno della qualità del gas che la Georgia già importa dall’Azerbaijan è dovuta alla rinuncia, non senza esitazioni, all’importazione di un volume maggiore di oro azzurro dalla Russia.

Nello specifico, Gazprom ha proposto alla Georgia l’incremento del volume di gas che il monopolista statale russo esporta in Armenia attraverso il territorio georgiano, sul quale Tbilisi è autorizzata a trattenere il 10% come forma di pagamento dei Diritti di transito.

Inoltre, Gazprom ha proposto al Governo georgiano la rinegoziazione della forma di pagamento per il gas che la Georgia trattiene sul suo territorio, passando dall’attuale interscambio con i Diritti di transito al versamento di una somma proporzionata ai miliardi di metri cubi di oro blu russo importati all’anno da Tbilisi.

Incerta, dinnanzi alla proposta, è stata la reazione di Kaladze, che dopo avere avviato trattative con i vertici di Gazprom per cercare una mediazione con le richieste di Mosca ha finito per rigettare l’offerta, mantenendo invariate le condizioni attuali.

A contribuire alla decisione definitiva di Kaladze sono stati due fattori. In primis, il timore di mettere a repentaglio la sicurezza energetica della Georgia replicando lo scenario del 2006. Allora, la Russia tagliò le forniture di gas dirette al mercato georgiano -al tempo fortemente dipendente dalle importazioni da Mosca- dopo che Tbilisi ebbe rinunciato ad un incremento delle tariffe di importazione imposto da Gazprom senza preavviso.

Come pronta risposta, l’allora Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, denunciò la condotta di Gazprom come politicamente motivata allo scopo di destabilizzare il Governo georgiano ed impedire l’integrazione della Georgia nella comunità Euroatlantica. Inoltre, Saakashvili promosse una politica di diversificazione delle forniture di gas, avviando importazioni di oro azzurro da Azerbaijan ed Iran per decrementare la dipendenza di Tbilisi da Gazprom.

Un’altra motivazione alla base della decisione di Kaladze è stata una protesta molto partecipata organizzata dal Movimento Popolare Unito -UNM- la principale forza dell’opposizione, di orientamento moderato, alla quale ha appartenuto Saakashvili. 

Nello specifico, l’UNM ha criticato il Governo per mettere a repentaglio la sicurezza nazionale del Paese e smantellare la politica energetica di Saakashvili.

A supportare le critiche dell’opposizione è l’atteggiamento che il Governo ha assunto sulla questione energetica dal 2012, quando al potere salì Sogno Georgiano -GD- la coalizione centrista capeggiata da Bidzina Ivanishvili: imprenditore con stretti legami di affari con la Russia.

Fin dall’inizio dell’attività del nuovo Governo, Kaladze ha cercato a più riprese di incrementare le importazioni di gas dalla Russia, dovendo tuttavia rinunciare dinnanzi alle esose condizioni che il monopolista statale russo ha imposto al Governo georgiano ad ogni occasione.

Ivanishvili come Yanukovych

Oltre alla condotta accomodante nei confronti di Mosca, a preoccupare in Georgia è anche un vertiginoso regresso in materia di democrazia e rispetto dei Diritti Umani registratosi dalla salita al potere di GD per mezzo di un uso selettivo della Giustizia per fini politici.

Nel 2014, l’ex-Premier, Vano Merabishvili, e l’ex-Sindaco di Tbilisi, Gigi Ugulava, entrambi esponenti di spicco del UNM, sono stati arrestati in seguito a processi costruiti su prove fabbricate ad hoc per eliminare due dei principali leader dell’opposizione dalla scena politica georgiana.

Inoltre, a finire nel mirino della giustizia georgiana è stato lo stesso Saakashvili, accusato, subito dopo la fine del suo mandato alla Presidenza del Paese, di abuso d’ufficio: una accusa generica, tradizionalmente utilizzata dai regimi autocratici nel Mondo ex-sovietico per perseguire gli avversari politici.

Accusata di abuso d’ufficio dopo un processo-farsa, e condannata a sette anni di reclusione più tre di interdizione dai pubblici uffici, è stata anche Yulia Tymoshenko: ex-Premier e leader dello schieramento democratico filo europeo ucraino finita vittima, assieme ad altri dissidenti, della giustizia selettiva dell’ex-Presidente Viktor Yanukovych tra il 2010 e il 2014.

Oggi, sia Saakashvili che Tymoshenko vivono il libertà in Ucraina: l’ex-Presidente georgiano è stato nominato Governatore della Regione di Odessa, mentre l’ex-Premier ucraina è stata liberata, e pienamente riabilitata nel 2014, dopo la deposizione di Yanukovych.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

La Georgia all’ennesimo rimpasto di Governo

Posted in Georgia by matteocazzulani on December 26, 2015

Il Ministro degli Esteri, Giorgi Kvirkashvili, designato nuovo Premier dopo le dimissioni di Irakli Garibashvili. Accordo di Associazione con l’Unione Europea, repressioni politiche e perdita di sovranità l’eredità del Governo uscente



Varsavia – Natale di cambiamenti per la Georgia, Paese europeo che, per ragioni geopolitiche ed energetiche, non appartiene politicamente alla Grande Famiglia europea. Nella giornata di giovedì, 25 Dicembre, il Presidente georgiano, Giorgi Margvelashvili, ha approvato la nomina a Premier di Giorgi Kvirkashvili, Ministro degli Esteri proposto alla guida del Governo dai parlamentari della coalizione di Governo centrista Sogno Georgiano -GD.

Il cambio alla guida del Governo è dovuto alla decisione del Premier uscente, Irakli Garibashvili, di lasciare l’incarico dopo avere guidato l’Esecutivo del Paese dal Novembre 2013. Garibashvili, che si è detto onorato di avere servito alla guida del Governo, fu chiamato a lasciare la guida del Ministero degli Interni per rimpiazzare Bidzina Ivanishvili.

L’ex-Premier Ivanishvili -nella foto- è uno degli imprenditori più ricchi del Paese che, dopo avere fondato Sogno Georgiano, ha condotto, e vinto, una campagna elettorale interamente improntata contro la squadra di Governo dell’allora Presidente, Mikheil Saakashvili, la guida del processo democratico in Georgia noto come Rivoluzione delle Rose.

Pronta al rimpasto di Governo è stata la reazione del principale Partito dell’opposizione, il moderato Movimento Popolare Unito -UNM- che, per voce del parlamentare Giorgi Gabashvili, ha criticato l’avvicendamento alla guida dell’Esecutivo come una manovra per riparare alla caduta di consensi registrata da Sogno Georgiano negli ultimi sondaggi.

Oltre alle strategie elettorali, il Governo Garibashvili lascia dietro di sé un bilancio in chiaroscuro, fatto di qualche risultato positivo, come la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e l’ottenimento della liberalizzazione del regime dei visti UE, e molti elementi oscuri.

In primis, il Governo Garibashvili ha aperto procedimenti giudiziari e condotto arresti preventivi nei confronti di importanti esponenti del precedente Governo, nonché rappresentanti dell’opposizione, come l’ex-Premier Vano Merabishvili, Gigi Ugulava e Bacho Akalaia.

L’arresto dell’ex-Premier Merabishvili, che nelle modalità ricorda molto da vicino il trattamento subito dalla leader del dissenso democratico ucraino Yulia Tymoshenko sotto il regime di Viktor Yanukovych, è stato seguito dall’apertura di fascicoli a riguardo dell’ex-Presidente Saakashvili, nel frattempo nominato Governatore di Odessa da parte del Presidente ucraino, Petro Poroshenko.

Oltre alle pagine di prosecuzione politica, il Governo Garibashvili, e ancor prima quello guidato da Ivanishvili, hanno rinunciato ad ogni tentativo di riprendere il controllo delle regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud che la Russia ha annesso illegalmente nell’Agosto 2008.

I Governi Garibashvili e Ivanishvili hanno anche limitato le aspirazioni di Tbilisi a fare parte della comunità Euroatlantica. Bensì, essi hanno reso la Georgia un link tra l’Europa e l’Asia ed hanno cercato di normalizzare i rapporti con la Russia nonostante Mosca occupi illegalmente una importante porzione del territorio georgiano.

Tbilisi incrementa la dipendenza energetica dalla Russia

Infine, la Georgia ha dichiarato di volere aumentare la quantità di gas importato dalla Russia a spese delle importazioni dall’Azerbaijan. 

Questa decisione mette a serio repentaglio non solo la sicurezza nazionale di Tbilisi, considerato che Mosca si avvale del gas come arma di coercizione geopolitica, ma anche il progetto di diversificazione delle forniture di gas della Commissione Europea.

La Georgia è infatti un importante Paese di transito del Corridoio Energetico Europeo, fascio di gasdotti progettato per veicolare gas dall’Azerbaijan -e quindi diminuire la già alta dipendenza dell’Europa dalle importazioni dalla Russia- all’Italia attraverso il territorio georgiano, Turchia, Grecia ed Albania.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Putin avvia l’offensiva energetica in Georgia e Lettonia

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 14, 2015

Il Vicepremier georgiano supporta l’incremento di importazioni di gas russo e concorda con il monopolista statale russo del gas Gazprom la realizzazione di un gasdotto attraverso Armenia ed Abkhazia. Il Governo lettone applica la legge UE per tutelare la sicurezza energetica del Paese



Varsavia – L’inverno si avvicina, la Russia riavvia l’offensiva energetica nello spazio ex-sovietico, con tanti alleati autoctoni e molti amici “di peso” in Europa. Nella giornata di sabato, 10 Ottobre, il Vicepremier georgiano, Kakha Kaladze, ha affermato la necessità di incrementare le importazioni di gas russo per diversificare le forniture di gas della Georgia, che, ad oggi, provengono quasi interamente dall’Azerbaijan.

Kaladze, ex calciatore del Milan che nel Governo georgiano ricopre anche la funzione di Ministro dell’Energia, ha inoltre dichiarato che, sulla base di un incontro avuto il 25 Settembre con il Capo del monopolista statale russo del gas Gazprom, Alexei Miller, Russia e Georgia stanno valutando l’ipotesi di realizzare un gasdotto dalla Federazione Russa al terminale di Poti attraverso l’Armenia e l’Abkhazia, regione georgiana militarmente occupata da Mosca dal 2008.

Pronte alle dichiarazioni di Kaladze, esponente di spicco della coalizione centrista Sogno Georgiano, sono arrivati i commenti del Movimento Popolare Unito, principale forza dell’opposizione che ha accusato il Governo di mettere a serio repentaglio la sicurezza nazionale georgiana incrementando la dipendenza di Tbilisi dalle forniture di un Paese, la Russia, che ha aggredito militarmente la Georgia e continua ad occuparne porzioni di territorio in piena violazione degli accordi internazionali.

Il Movimento Popolare Unito ha inoltre contestato Sogno Georgiano -forza di Governo fondata dal miliardario Bidzina Ivanishvili, sospettato di strette relazioni di affari con la Russia- di demolire la politica energetica dell’ex-Presidente Mikheil Saakashvili, Capo di Stato filo europeo che, per rendere la Georgia il meno dipendente possibile dalla Russia, ha rafforzato la cooperazione energetica con l’Azerbaijan.

A sostenere le preoccupazioni dell’opposizione georgiana sono gli accordi che la Russia ha già firmato in Georgia con il beneplacito del Governo di Tbilisi, come l’acquisizione, il 29 Dicembre 2014, della compagnia Petrocas Energy, strettamente collegata al terminale di Poti.

Da ricordare è anche lo spostamento forzato della zona di occupazione delle truppe russe in Georgia, che lo scorso Luglio hanno avanzato la loro presenza in territorio georgiano per inglobare un tratto dell’oleodotto Baku-Supsa, attraverso il quale l’olio dell’Azerbaijan viene trasportato in Europa.

Oltre che in Georgia, l’attivismo energetico russo è forte anche in Lettonia, dove Gazprom possiede il 49% della compagnia nazionale lettone Latvijas Gaze, finendo così per influenzare la politica energetica di un Paese membro dell’Unione Europea e della NATO.

Nella giornata di Domenica, 11 Ottobre, il Ministero dell’Economia lettone ha preparato un piano di esproprio e messa in vendita delle quote della Latvijas Gaze possedute da Gazprom in nome del Terzo Pacchetto Energetico, legge dell’Unione Europea che vieta il possesso congiunto di gas e gasdotti da parte di un solo operatore extraeuropeo.

Con l’iniziativa, la Lettonia è il terzo Paese del Baltico, dopo Estonia e Lituania, ad attuare la legge europea per eliminare il controllo di Gazprom nel settore energetico nazionale, un’arma di cui la Russia si avvale per destabilizzare Paesi appartenenti o vicini alla comunità Euroatlantica, come anche Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Moldova ed Ucraina.

Gabriel incontra i vertici Gazprom nonostante le sanzioni

Tuttavia, l’esistenza di una legge UE che metterebbe al sicuro i Paesi dell’Unione Europea dall’offensiva energetica della Russia non impedisce ad alcuni importanti Paesi dell’Unione di attuare una politica energetica bilaterale con Mosca, come, ad esempio, la Germania.

Come riportato dall’autorevole agenzia di informazione PAP, il Vice Cancelliere tedesco, Sigmar Gabriel, ha incontrato il Capo di Gazprom Miller nella giornata di sabato, 10 Ottobre, per discutere di nuovi progetti energetici per rafforzare la cooperazione bilaterale tra Russia e Germania.

Nello specifico, Gabriel ha discusso il raddoppio del Nordstream, gasdotto realizzato nel 2012 sul fondale del Mar Baltico per veicolare gas russo direttamente in Germania bypassando i Paesi dell’Europa Centro Orientale che appartengono all’UE ed alla NATO.

Il Nordstream, criticato dai Paesi del Gruppo Adriatico-Baltico-Mar Nero -associazione di Paesi dell’Unione Europea composta da Polonia, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Lettonia, Estonia, Romania, Austria, Slovenia e Bulgaria- non dovrebbe essere realizzato a causa delle sanzioni che l’Occidente ha imposto alla Russia in seguito all’annessione militare della Crimea e all’occupazione dell’Ucraina orientale.

Inoltre, il Nordstream rappresenta una violazione del principio di solidarietà europea, a cui la Germania tanto si è appellata in merito alla questione dei migranti, dimenticando di stare agendo in maniera unilaterale in ambito energetico a discapito dell’interesse dei Paesi dell’Europa Centro Orientale, su cui la Russia da sempre coltiva aspirazioni espansionistiche.

Matteo Cazzulani

Analista politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

Sanzioni alla Russia e caso Saakashvili: la Georgia ha problemi con l’Europa

Posted in Georgia by matteocazzulani on August 9, 2014

Il Ministro degli Esteri georgiano, Maia Panjikidze, contesta pubblicamente le misure economiche adottate dall’UE in risposta all’aggressione militare russa all’Ucraina, poco dopo che la Corte Suprema ha autorizzato l’arresto dell’ex-Presidente e leader dell’Opposizione filo atlantica. USA, Polonia, Lituania e Svezia fortemente preoccupate per il possibile caso di giustizia selettiva

Contestare pubblicamente un’azione diplomatica approntata dai più importanti alleati del Paese che si rappresenta è segno che gli amici in questione, in fondo, non sono poi considerati tali. Questa è stata la sensazione emersa presso le cancellerie dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America in seguito alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri georgiano, Maia Panjikidze, che, nella giornata di giovedì, 7 Agosto, ha criticato le sanzioni applicate da USA e UE alla Russia in risposta all’aggressione militare all’Ucraina.

Nello specifico, la Panjikidze, come riportato da Civil Georgia, ha ritenuto le sanzioni una misura inutile, che, anzi, ha portato a contro-sanzioni da parte della Russia anche nei confronti della Georgia, come la chiusura dello spazio aereo russo alle compagnie UE: un fatto che ha aumentato il tempo di percorrenza dei voli diretti in territorio georgiano dall’Unione Europea e dall’Ucraina.

Le posizioni del Ministro degli Esteri georgiano sono opinabili nel merito, ma, dal punto di vista formale, hanno aperto un caso internazionale, dal momento in cui nessuno in Occidente si aspettava una posizione apertamente critica da parte di un Paese alleato che si appresta ad avviare un difficile percorso di integrazione euro-atlantica.

Pronta è stata la reazione del Capogruppo in Parlamento del principale Partito di opposizione Movimento Popolare Unito -UNM- Davit Bakradze, che ha evidenziato come la posizione del Ministro Panjikidze, e più in generale quella della coalizione di Governo Sogno Georgiano -GD- non sia in linea con quella dei più importanti alleati della Georgia.

Le dichiarazioni della Panjikidze -che il Ministro georgiano ha poi dichiarato essere state di proposito fraintese dall’opposizione per creare una bagarre politica- hanno gettato benzina sul fuoco che già arde i rapporti tra la Georgia e l’Occidente, notevolmente compromessi dopo la sentenza di arresto preventivo emanata dalla Corte Suprema Georgiana a carico dell’ex-Presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, e di altre alte Autorità del Paese lo scorso 28 Luglio.

Saakashvili, attuale Leader UNM e protagonista del processo democratico georgiano del 2003 noto come ‘Rivoluzione delle Rose’, è stato accusato di abuso d’ufficio dopo due anni dalla fine del suo mandato alla guida del Paese: una sentenza che ha allarmato l’Occidente, perplesso dinnanzi al possibile utilizzo strumentale della giustizia a fini politici.

In effetti, la sentenza a Saakashvili ricorda molto, nei modi e nei dettagli, quella applicata all’ex-Premier ucraino, Yulia Tymoshenko: anima della ‘Rivoluzione Arancione’ del 2004 -processo democratico in Ucraina successivo a quello georgiano- che, nel 2011, è stata condannata a sette anni di reclusione per abuso d’ufficio dopo un processo politico messo in atto dall’ex-Presidente, il dittatore Viktor Yanukovych, per eliminare la sua temibile avversaria politica.

Pronta, in seguito al mandato di arresto per Saakashvili, è stata la reazione del Dipartimento di Stato USA, che ha espresso forte preoccupazione per la sentenza, ed ha invitato le Autorità georgiane a mantenere il piano legale separato da quello politico, ed ha dichiarato la volontà di monitorare la situazione per constatare se il caso Saakashvili rappresenta o meno un nuovo caso di giustizia selettiva nel mondo ex-URSS.

Simile è stata la posizione assunta dal Ministero degli Esteri della Polonia -il più importante alleato della Georgia in seno all’UE- che, con una nota ufficiale, preso atto dell’atmosfera già caratterizzata da precedenti arresti di esponenti dell’opposizione, ha dichiarato il timore che l’arresto di Saakashvili possa rappresentare un caso di uso politico del mezzo giudiziario, atto ad eliminare dalla competizione politica il leader dell’opposizione.

“L’uso politico del mezzo giudiziario è incompatibile con i principi dell’Unione Europea” ha commentato su Twitter il Ministro degli Esteri della Lituania -altro Paese storicamente amico della Georgia- Linas Linkevicius, a cui ha risposto di persona il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, per illustrare come l’arresto del leader UNM sia in linea con le regole della magistratura.

“Stupisce, e duole constatare, che la Georgia critica la voce dei suoi migliori amici europei anziché ascoltarla” è stata la risposta del Ministro degli Esteri della Svezia, Carl Bildt, che si è detto stupito della presa di posizione del Premier di un Paese che ha più volte dichiarato di desiderare l’integrazione nell’Unione Europea.

L’importanza di Tbilisi per la politica di diversificazione delle forniture di gas UE

Sia le sanzioni che il caso Saakashvili hanno messo a serio repentaglio i buoni rapporti tra Georgia e l’Occidente, divenuti eccellenti dopo che Tbilisi ha firmato, lo scorso 27 Giugno, assieme a Ucraina e Moldova, l’Accordo di Associazione con l’UE.

Oltre alla firma del documento, che integra progressivamente l’economia georgiana nel mercato unico europeo, la Georgia rappresenta per l’UE un partner fondamentale nella diversificazione delle forniture di gas che la Commissione Europea ha varato per decrementare la dipendenza energetica dalla Russia.

La Georgia è infatti Paese di transito del Gasdotto del Caucaso del Sud-Est: un’infrastruttura attraverso la quale il gas dell’Azerbaijan è inviato dapprima in Turchia attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e, successivamente, in Grecia, Albania e Italia tramite il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Per fermare la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa, la Russia sta cercando di destabilizzare la Georgia, dopo avere aggredito Tbilisi militarmente nell’Agosto del 2008 per cercare di rovesciare l’Amministrazione Saakashvili: punita da Mosca per il suo orientamento filo europeo e filo atlantico.

In particolare, la Russia intende sostituire a TANAP e TAP il Southstream: un gasdotto, che invia gas russo in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, concepito per incrementare la dipendenza dell’Europa da Mosca, privare l’Ucraina dello status di Paese di transito del gas russo verso l’UE, e per annullare il progetto di diversificazione delle forniture di gas concepito dalla Commissione Europea.

Per questa ragione, lo stesso Saakashvili, che ora ripara tra Polonia e Ucraina per evitare l’arresto, ha ritenuto la sentenza a suo carico politicamente motivata da un disegno di respiro internazionale orchestrato dalla Russia per eliminare un esponente politico di spessore di orientamento filo atlantico.

In particolare, Saakashvili ritiene coinvolti nella sua condanna sia il Premier Garibashvili che capo di Sogno Georgiano Bidzina Ivanishvili: l’uomo più ricco di Georgia, cresciuto ed affermatosi in Russia, che, dopo avere fondato in poco tempo la coalizione Sogno Georgiano, nelle Elezioni Parlamentari del 2012 è riuscito nell’impresa di relegare l’UNM all’opposizione.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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Europa: Anche la Georgia ratifica l’Accordo di Associazione con l’UE

Posted in Georgia by matteocazzulani on July 19, 2014

Dopo la Moldova, anche il Parlamento georgiano vota all’unanimità il Documento che integra l’economia georgiana nel mercato economico comune dell’Unione Europea. L’Opposizione in aula denuncia processi politici

Una ratifica all’unanimità che bussa diritto all’Europa, anche se il dibattito non è mancato. Nella giornata di venerdì, 18 Luglio, la Georgia, durante una sessione speciale del suo Parlamento, ha ratificato l’Accordo di Associazione che il Premier georgiano, Irakli Garibashvili, ha firmato a Bruxelles lo scorso 27 Giugno.

Oltre al Premier Garibavshili, alla votazione hanno preso parte anche il Presidente georgiano, Giorgi Margvelashvili, i Ministri degli Esteri di Bulgaria e Lettonia, Kristina Vigenin e Edgards Rinkevics, il Vicepresidente del Parlamento austriaco, Karlheinz Kopf, e il Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule.

Proprio il Commissario Fule, in un suo discorso, ha dichiarato che l’Accordo di Associazione apre molte opportunità per la Georgia, come la realizzazione di una Zona di Libero Mercato con l’UE.

A sua volta, il Ministro degli Esteri georgiano, Maja Panjikidze, ha promesso l’attuazione dell’80% delle clausole dell’Accordo nel vicino termine, mentre il Presidente della Commissione per l’Integrazione Europea del Parlamento georgiano, Victor Dolidze, ha invitato fin da subito ad implementare il Documento per arrivare ad una più stretta integrazione europea di Tbilisi.

“Con il voto di oggi, noi georgiani stiamo bussando attentamente alla porta dell’Europa, e continueremo a farlo” ha dichiarato il Deputato Gigla Agulashvili, della coalizione centrista Sogno Georgiano -GD- a cui appartengono il Premier Garibavshili e il Presidente Margvelashvili.

La portata storica della votazione è stata sottolineata dalla GD Tina Khidashledi, che ha evidenziato come il merito sia da attribuire anche ai Presidenti georgiani che hanno fortemente creduto e lavorato per l’integrazione della Georgia nella Comunità euro-atlantica, come Zviad Gamsakhurdia, Eduard Shevernadze, e Mikheil Saakashvili.

Proprio il Partito di Saakashvili, il Movimento Popolare Unito -UNM- ha accolto con soddisfazione la ratifica dell’accordo, ma ha denunciato la mancata maturità in senso europeo espressa dalla maggioranza.

Come dichiarato dall’UNM Giorgi Tsereteli, in Georgia, a partire dai tempi del Governo dell’ex-Premier Bidzina Ivanishvili, fondatore del GD, sono avvenuti casi di giustizia selettiva che hanno portato ad arresti e processi politicamente motivati come quello organizzato dall’ex-Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, all’ex-Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko.

“Oggi stiamo compiendo un enorme passo nella giusta direzione -ha dichiarato l’UNM Giorgi Gabashvili- A volerlo sono i georgiani, e la maggioranza deve attenersi al mandato europeo che il popolo ha chiaramente dichiarato di volere”.

L’approvazione dell’Accordo passa all’UE

Finora, l’Accordo di Associazione con l’Europa è stato ratificato solo dalla Moldova, dopo una votazione in cui la colazione pro-europea si è imposta sull’opposizione comunista, mentre in Ucraina la ratifica del documento deve essere ancora calendarizzata.

Per entrare in vigore, l’Accordo di Associazione tra Georgia, Moldova e Ucraina ed Unione Europea richiede la ratifica dei 28 Paesi UE.

Per adesso, solo la Lituania tra i Paesi membri dell’UE, ha ratificato l’Accordo firmato tra l’UE e la Moldova.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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IVANISHVILI LASCIA. LA GEORGIA HA UN NUOVO PREMIER

Posted in Georgia by matteocazzulani on November 3, 2013

Irakli Garibashvili è il Ministro degli Interni spostato alla guida del Governo dal Primo Ministro uscente. Economia e politica estera di equidistanza tra Occidente e Russia le due priorità del nuovo Governo, nominato dopo la recente del nuovo Presidente, Giorgi Margvelashvili

Economista di professione, parla fluentemente russo, inglese e francese, oltre che il georgiano. Questo è l’identikit del nuovo Premier della Gerogia, il Ministro degli Interni, Irakli Garibashvili, designato a capo del Governo dal Primo Mimistro uscente, Bidzina Ivanishvili.

Come riportato dalla Reuters, Garibashvili ha promesso di porre l’economia al centro dell’interesse del Paese, assieme alla lotta alla povertà e allo stabilimento di buone relazioni sia con la Russia che con l’Occidente.

Nel suo discorso dopo la designazione, avvenuta con una riunione chiusa presso alcuni locali della forza partitica Sogno Georgiano, Garibashvili ha promesso di continuare con il percorso tracciato da Ivanishvili, che è riuscito ad ottenere dalla Russia l’importazione di vino ed acqua minerale dalla Georgia.

La nomina di Garibashvili è un atto dovuto dalla Costituzione, che prevede la designazione di un nuovo Gabinetto dei Ministri dopo l’elezione del nuovo Presidente, Giorgi Margvelashvili, anch’egli di Sogno Georgiano.

Come riportato da Civil Georgia, il nuovo Capo di Stato ha definito un passo importante la nomina a Premier di Garibashvili, che si è detto contento di collaborare con una persona preparata con cui ha, da tempo, buoni rapporti.

Differente è il parere dell’esponente del Movimento Popolare Unito -la forza di opposizione che fa capo al Presidente uscente, Mikheil Saakashvili- Giorgi Gabashvili, che ha illustrato come Garibashvili sia una persona nominata unicamente per la fedeltà ad Ivanishvili, e non per competenze proprie.

Resta il problema della Democrazia e dell’integrazione europea

Circa il nuovo Premier permangono più punti interrogativi che certezze. In primis, non è chiaro quale sia la politica estera, che Garibashvili ha dichiarato essere di equidistanza tra Occidente e Russia in un periodo in cui, a causa del caso Snowden e delle tensioni sulla Siria, è difficile mantenere una posizione di equidistanza tra gli Stati Uniti d’America e Mosca.

Sempre in campo estero, la Georgia rischia di rallentare il processo di integrazione nell’UE e nella NATO, che Ivanishvili ha sempre dichiarato di volere perseguire, al pari del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

Proprio Saakashvili rappresenta un’incognita legata allo stato della democrazia nel Paese, in quanto, secondo voci, l’ex-Presidente, come l’ex-Premier Vano Merabishvili, potrebbe finire vittima di un processo politico che rallenterebbe il cammino della Georgia verso l’UE.

Infine, poco chiaro resta il destino di Ivanishvili: miliardario che, da imprenditore, ha accumulato le sue ricchezze tra Francia e Russia, che, di sicuro, continuerà a esercitare un ruolo predominante in un Paese strategico per l’Europa.

Dalla Georgia infatti transita il Gasdotto del Caucaso del Sud, che trasporta in Turchia, e quindi in Europa, il gas dell’Azerbaijan su cui la Commissione Europea ha deciso di puntare per diversificare le forniture di energia dalle importazioni dalla Russia.

Parallelo al Gasdotto del Caucaso del Sud scorre poi l’Oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyan, che veicola greggio azero in Turchia.

Matteo Cazzulani

LE ELEZIONI PRESIDENZIALI IN GEORGIA CHIUDONO L’ERA ROSA DI SAAKASHVILI

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 28, 2013

Giorgi Marvelashvili, candidato sostenuto dal Premier Bidzina Ivanishvili, vince al primo turno su David Bakradze, esponente dell’ex-Capo di Stato. Lo Stato georgiano passa da essere una Repubblica Presidenziale a Repubblica Parlamentare

Una vittoria della democrazia in un Paese che si avvicina all’Unione Europea e alla NATO, anche se rimangono molti punti interrogativi. Nella giornata di Domenica, 27 Ottobre, Giorgi Marvelashvili, candidato della coalizione di Governo Sogno Georgiano, ha vinto le elezioni presidenziali in Georgia al primo turno, con il 63% dei consensi, davanti a David Bakradze: ex-Presidente del Parlamento, candidato del Movimento Popolare Unito del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

La vittoria al primo turno di Marvelashvili è un trionfo politico del Premier, Bidzina Ivanishvili, che ha sostenuto di prima persona l’ex-Rettore dell’Istituto di Affari Pubblici di Tbilisi, mentre segna la definitiva fine dell’era Saakashvili, iniziata nel 2003 con il processo democratico passato alla storia come Rivoluzione delle Rose.

Sul piano strettamente istituzionale, il nuovo Presidente avrà meno poteri rispetto al suo predecessore a causa dell’entrata in vigore di una riforma costituzionale che, da oggi, tramuta la Georgia da Repubblica Presidenziale a Repubblica Parlamentare, con tutti i principali poteri -eccetto la conduzione della politica estera e la rappresentanza del Paese nel Mondo- affidati al Consiglio dei Ministri.

Già con la vittoria di Sogno Georgiano nelle Elezioni Parlamentari del 2012, e la nomina di Ivanishvili a Premier, la Georgia, confermando l’aspirazione all’integrazione nella NATO e nell’UE intrapresa da Saakashvili, ha intrapreso una politica estera non più basata su un protagonismo mondiale, ma sulla ridefinizione di un ruolo da leader regionale, con più attenzione ai rapporti con i Paesi confinanti, tra cui Russia, Azerbaijan e Turchia.

Il rapporto con l’Azerbaijan rende la Georgia un Paese fondamentale per la diversificazione delle forniture di gas per l’UE, poiché proprio attraverso il Gasdotto del Caucaso del Sud, che attraversa il territorio georgiano, l’oro blu azero arriva in Turchia, e, da essa, in Italia attraverso Grecia ed Albania tramite il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- e il Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Più problematico è il rapporto con la Russia, che dall’aggressione militare del 2008 occupa le regioni georgiane di Abkhazia ed Ossezia del Sud, dove a molti elettori è stato persino impedito di votare nelle Elezioni Presidenziali.

Mosca, che non accetta la vocazione euro-atlantica di Tbilisi, vuole inglobare la Georgia nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione economica sopranazionale concepito per estendere l’egemonia politica della Russia nel Mondo ex-Sovietico.

L’UE più vicina

Come riportato dagli osservatori internazionali, le elezioni hanno rispettato gli standard di regolarità occidentali: un fatto che avvicina notevolmente la Georgia all’integrazione nell’Unione Europea.

La Georgia è prossima alla firma dell’Accordo di Associazione UE: un documento che integra Tbilisi nel mercato unico europeo.

Tuttavia, restano perplessità legate alla condanna al carcere dell’ex-Premier Vano Merabivshili: una situazione che ha ricordato la repressione attuata dal Presidente dell’Ucraina Viktor Yanukovych rispetto alla Leader dell’Opposizione ucraina, Yulia Tymoshenko, incarcerata per motivi politici.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: EUROPA E USA LE PRIORITA’ ASSOLUTE IN POLITICA ESTERA

Posted in Georgia by matteocazzulani on March 14, 2013

Il Parlamento georgiano approva un documento di compromesso tra la coalizione di maggioranza Sogno Georgiano del Premier, Bidzina Ivanishvili, e la minoranza dell’Unione Popolare del Presidente Mikheil Saakashvili. L’importanza di Tbilisi per la realizzazione della politica di diversificazione delle forniture di gas di Bruxelles dal quasi monopolio della Russia.

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

Una soluzione di compromesso che sancisce l’orientamento occidentale della Georgia, pur non senza scongiurare del tutto il pericolo di un inglobamento di Tbilisi nella sfera di influenza della Russia. Nella giornata di giovedì, 7 Marzo, il Parlamento georgiano ha approvato una risoluzione che pone l’Occidente come principale obiettivo della politica estera georgiana.

Nello specifico, la Georgia riconosce l’integrazione nella NATO e nell’Unione Europea una priorità assoluta, e sancisce la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE, e la liberalizzazione del regime dei visti con Bruxelles, obiettivi strategici da perseguire nel più breve tempo possibile.

Con gli Stati Uniti d’America, Tbilisi ha preventivato il mantenimento della cooperazione fissata dalla Carta di Partnership Strategica, che finora ha regolato gli stretti rapporti tra Washington e la Georgia.

Capitolo particolare è quello dedicato alla Russia, con cui la Georgia ha stabilito di non riavviare rapporti diplomatici per via della permanenza dell’esercito russo in Abkhazia e Ossezia del Sud: regioni georgiane occupate da Mosca, nonostante il veto della Comunità Internazionale, in seguito all’aggressione militare dell’Agosto 2008.

Il Parlamento ha stabilito l’integrità territoriale della Georgia come obiettivo fondamentale della politica estera georgiana, ed ha sancito l’impossibilità di stabilire rapporti diplomatici con quei Paesi che riconoscono l’Indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud -oltre alla Russia, che ha dichiarato unilateralmente l’indipendenza dei territori occupati alla fine del conflitto armato del 2008, anche Venezuela, Nicaragua e gli atolli di Nauru, Vanatu e Tuvalu.

Il documento approvato dal Parlamento è frutto di un compromesso tra la coalizione di maggioranza Sogno Georgiano del Premier, Bidzina Ivanishvili, e l’Unione Popolare di opposizione del Presidente, Mikheil Sakashvili.

Sogno Georgiano ha rinunciato al ridimensionamento della Georgia da player geopolitico mondiale a soggetto regionale.

L’Unione Popolare, dal canto suo, ha sacrificato la messa al bando dell’integrazione della Georgia nella Comunità di Stati Indipendenti e in altre strutture internazionali coordinate dalla Russia per sancire l’egemonia politica ed economica del Cremlino nel Mondo ex-Sovietico.

Le linee-guida della politica estera georgiana mantengono vivo il ruolo di Tbilisi come Paese di transito del gas che l’Unione Europea ha progettato di importare direttamente dall’Azerbaijan.

Attraverso la Georgia passa infatti il Gasdotto del Caucaso del Sud: infrastruttura che veicola il gas azero da Baku -capitale dell’Azerbaijan- a Tbilisi, e che termina in territorio turco, dove il carburante sarà immesso nel Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- per essere trasportato alle porte del’UE.

Il mantenimento da parte di Tbilisi del ruolo da protagonista nella politica energetica dell’Unione Europea -varata dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia, le cui forniture di oro blu coprono già il 40% del fabbisogno complessivo continentale- passa dunque da legami stretti con l’Azerbaijan.

In tale direzione, lunedì, 11 Marzo, è stato realizzato un gasdotto nella regione di Bolnisi, nell’Est del Paese, per incrementare le forniture di gas azero in Georgia. Alla cerimonia ufficiale hanno partecipato il Ministro dell’Energia georgiano, Kakha Kaladze, e il Capo del colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, Rovnag Abdullayev.

Scontro PPE-Ivanishvili sui Diritti Umani

Oltre alla geopolitica, anche energetica, a tenere banco nei rapporti tra l’Europa e la Georgia è anche l’accusa di mancato rispetto dei Diritti Umani e della Democrazia mossa al Premier Ivanishvili da alcuni Parlamentari del Partito Popolare Europeo.

23 Deputati della prima forza politica per numeri del Parlamento Europeo, di orientamento cristiano-democratico, hanno criticato il Premier georgiano per avere costretto Parlamentari dell’opposizione a passare tra le fila della maggioranza.

Ivanishvili è stato contestato anche per avere esercitato pressioni su media e televisioni indipendenti, e per avere utilizzato la la magistratura contro alcuni esponenti di spicco dell’entourage del Presidente.

Secca è stata la risposta del Premier Ivanishvili -l’uomo più ricco di Georgia- che ha definito la posizione come vergognosa, ed ha promesso una riposta immediata.

Matteo Cazzulani

IVANISHVILI ALLA PRIMA: IMPEACHMENT PER SAAKASHVILI, BUONI RAPPORTI CON UE, NATO E RUSSIA

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 3, 2012

Il Leader della formazione vincitrice delle Elezioni Parlamentari georgiane, Sogno Georgiano, invita il Capo dello Stato a dimettersi prima che la nuova maggioranza avvii provvedimenti atti al suo sollevamento. In politica estera, il paperone di Tbilisi promette relazioni privilegiate con Bruxelles, Mosca e Azerbaijan 

Il leader di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili

La classe politica che ha reso la Georgia una democrazia europea sarà azzerata, e Tbilisi passerà dall’essere un attore mondiale al diventare un player regionale. Nella giornata di martedì, 2 Ottobre, il leader dell’Opposizione georgiana Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili, ha presentato le prime linee-guida del suo operato dopo avere vinto le Elezioni Parlamentari del giorno precedente.

Il primo atto promesso da Ivanishvili, che ancora non ha sciolto le riserve sul nome del Premier, né su quello dello Speaker del Parlamento – alla guida dell’Assemblea Legislativa potrebbe essere eletto l’ex-calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze: capolista di Sogno Georgiano – è l’avvio di una procedura di impeachment nei confronti del suo rivale, il Presidente Mikheil Saakashvili.

Secondo quanto dichiarato dal leader di Sogno Georgiano, il Capo dello Stato, in carica fino al 2013 – e pronto, come dichiarato ufficialmente, a nominare un Esecutivo proposto da Ivanishvili – ha chiaramente ricevuto una dimostrazione di sfiducia nelle urne dal suo popolo e, per questa ragione, sarà compito della nuova maggioranza invitare il Presidente ad abbandonare il suo posto prima della scadenza anticipata del suo mandato.

Senza lasciare spazio nemmeno alla rielezione di Ministri dell’attuale esecutivo, Ivanishvili ha inoltre assicurato un cambiamento moderato della Georgia in politica estera.

Da attore mondiale – come ha cercato di rendere il suo Paese Saakashvili grazie ai rapporti diretti con gli USA, l’Europa ed altre importanti realtà della geopolitica del pianeta – Tbilisi diventerà un player regionale che mira sempre all’integrazione con UE e NATO, ma presta attenzione anche ai rapporti coi vicini dell’area caucasica, a partire da Russia ed Azerbaijan.

In aggiunta, il Leader di Sogno Georgiano ha dichiarato la volontà di riportare sotto il controllo di Tbilisi le regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud, strappate a Tbilisi dalla Russia nell’Agosto 2008 in seguito ad un’aggressione militare che, come riportato dall’autorevole Trend, Ivanishvili ha ritenuto essere stata preparata da Mosca da circa 200 anni.

Varie sono state le reazioni della Comunità Internazionale alle prime parole di Ivanishvili. L’Ambasciatore USA a Tbilisi, Richard Norland, si è complimentato con i georgiani per la dimostrazione di democrazia data con lo svolgimento di elezioni regolari, e ha dichiarato l’intenzione di Washington di mantenere i buoni rapporti con la Georgia finora mantenuti da Saakashvili.

Soddisfazione per la vittoria di Sogno Georgiano è stata espressa dalla Russia, che per voce del Presidente della Commissione per le relazioni con i Paesi CSI, Leonid Slutsky, ha sottolineato l’occasione che ha ora Ivanishvili per migliorare un rapporto tra Tbilisi e Mosca definito come totalmente ostile.

Per questa ragione, il politico russo ha invitato il Leader della nuova maggioranza ad opporsi strenuamente a Saakashvili.

Critiche sono state sollevate dal Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfried Martens, che, dopo essersi complimentato con Saakashvili per aver reso la Georgia una democrazia europea, ha giudicato l’invito espresso da Ivanishvili alle sue dimissioni un atto di offesa dei principi democratici che hanno permesso all’opposizione di ottenere la maggioranza del Parlamento.

“L’invito [di Ivanishvili alle dimissioni di Saakashvili, n.d.a.] è totalmente inaccettabile, ed è un attacco diretto alla democrazia ed allo Stato di Diritto – riporta la nota PPE – Mi aspetto che quei politici europei che tanto si sono affrettati a congratularsi con Ivanishvili lo invitino ad un immediato dietrofront”.

I due protagonisti della politica georgiana

Uomo più ricco di Georgia – 146 nel rating Forbes – con un passato di business tra Russia e Francia – di cui possiede la cittadinanza – Ivanishvili ha vinto le Elezioni Parlamentari georgiane di Domenica, Primo di Ottobre, con il 53% dei voti. Il Partito del presidente Saakashvili, il Movimento Nazionale Unito, è invece rimasto fermo al 41%.

Saakashvili ha amministrato il Paese per otto anni, dal 2003, anno in cui egli stesso ha guidato il processo democratico nonviolento georgiano, passato alla storia come Rivoluzione Delle Rose.

Tra i risultati ottenuti dal Presidente: l’ammodernamento del sistema economico, giuridico e democratico della Georgia, che da repubblica post-sovietica è diventata rapidamente uno Stato candidato alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

A provocare la caduta dei consensi nei confronti di Saakashvili – ampiamente sostenuto dal suo popolo anche durante l’aggressione militare della Russia dell’Agosto 2008 – è stato uno scandalo legato a violenze perpetrate nelle carceri da parte delle forze di polizia, scoppiato in maniera misteriosa a pochi giorni dal voto, ma capace di discreditare agli occhi degli elettori il Governo uscente.

Matteo Cazzulani

GEORGIA: SAAKASHVILI RICONOSCE LA SCONFITTA ELETTORALE

Posted in Georgia by matteocazzulani on October 2, 2012

Il Presidente georgiano ammette la vittoria dello schieramento guidato dal miliardario Bidzina Ivanishvili e si dice pronto a collaborare con la nuova maggioranza parlamentare. I risultati ottenuti da un Capo di Stato che ha puntato su Europa ed Occidente per rinnovare il suo Paese

Il presidente georgiano, Mikheil Saakashvili

Gli hanno dato dell’autocrate, persino del fascista, ma Mikheil Saakashvili è riuscito nell’impresa di trasformare la Georgia in un Paese europeo sul piano economico, giuridico e, infine, anche democratico. Nella tarda mattinata di martedì, 2 Ottobre, all’indomani di Elezioni Parlametari di importanza storica, il Presiente Georgiano ha ammesso la sconfitta del suo Partito, il Movimento Nazionale Unito.

In un messaggio alla nazione, Saakashvili ha riconosciuto la vittoria della coalizione Sogno Georgiano, retta dal miliardario Bidzina Ivanishvili: 146esimo tra i piu ricchi secondo la Forbes. Questo volto nuovo della politica georgiana con se porterà in Parlamento vecchie conferme e qualche novità, come l’ex-Presidente, Eduard Shevernadze e l’ex-calciatore del Milan, Kakhaber Kaladze.

Saakashvili lascia dietro di se un’eredità importante per la Georgia. Salito al potere dopo avere guidato il processo democratico nonviolento georgiano, passato alla storia come Rivoluzione Delle Rose, il Presidente georgiano è riuscito ad evolvere il Paese da lui guidato dallo status di repubblica post-sovietica con un alto tasso di corruzione in un moderno stato europeo.

In otto anni di sua Amministrazione, Saakashvili si è dapprima incentrato sulle riforme economiche e giuridiche. In secondo luogo, ha dotato la Georgia di un sistema democratico, che, forse beffardamente, ha sancito la sua uscita di scena.

Saakashvili paga otto anni di governo durante i quali la gente comune ha avvertito pochi cambiamenti, ignorando quanto la ristrutturazione dello Stato secondo moderni criteri europei, e l’avvicinamento politico alla NATO e all’Unione Europea – per cui il Presidente si è speso con coerenza – abbiano migliorato la Georgia, portandola a un passo dalla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Il Presidente georgiano esce in seguito ad uno scandalo legato a violenze nelle carceri esploso in maniera poco chiara a pochi giorni dalle elezioni. Nulla prima d’ora aveva scalfito la sua popolarità: nemmeno l’aggressione militare della Russia dell’Agosto del 2008, e la conseguente annessione alla Federazione Russia delle Regioni georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud.

Chi è Ivanishvili e la sua importanza per la politica del gas UE

Per la Georgia, arriva ora il momento di Ivanishvili: un vero e proprio interrogativo per chi osserva gli eventi a Tbilisi.Di lui si sa solo lo status economico – è il georgiano più ricco del Paese – e il passato speso, dopo gli studi econimici a Tbilisi, tra la Russia e la Francia, di cui possiede la cittadinanza.

Il paperone della Georgia, che con tutta probabilità guiderà il Governo – che in base ad una modifica della Costituzione dal Dicembre 2013 assorbirà molti dei poteri oggi esercitati dal Presidente – ha promesso di non intaccare il cammino del Paese verso UE e NATO, ma ha anche dichiarato di voler migliorare i rapporti con la Russia.

Nelle mani di Ivanishvili restano anche delicati equilibri energetici, come la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di gas approntato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia.

L’Unione Europea vede proprio nella Georgia un importante Paese di transito in cui costruire importanti gasdotti, la cui costruzione è stata sostenuta dall’Amministrazione Saakashvili. Nulla finora chiarifica quale sarà l’orientamento sul piano del gas di Ivanishvili, se non la sua promessa elettorale di mantenere il Paese tra Occidente ed Oriente.

Matteo Cazzulani