LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Polonia: riforme, tradizione ed atlantismo al centro dell’Amministrazione Duda

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 1, 2015

Il Presidente Eletto polacco fa appello alla collaborazione tra tutte le forze politiche, e promette ascolto e realizzazione di un’agenda politica ambiziosa fatta di sostegno a famiglie con figli, agricoltura e imprese polacche e dialogo sociale. Rafforzamento della NATO in Polonia e creazione di un fronte comune dell’Europa Centro Orientale in seno all’Unione Europea le due direttrici principali della nuova Amministrazione Presidenziale polacca in politica estera



Varsavia – Riforme in nome di modernità e tradizione, nonostante la disinformazione di chi, in Europa Occidentale -sopratutto in Italia- lo dipinge come un “nuovo Orban pericoloso per l’Europa”. Questa, in sintesi, l’agenda politica che il Presidente Eletto della Polonia, Andrzej Duda, intende realizzare subito dopo il suo insediamento, programmato per il prossimo 6 Agosto.

Come dichiarato dallo stesso Duda nella giornata di venerdì, 29 Maggio, durante la cerimonia di consegna dell’attestato di vittoria delle Elezioni Presidenziali svoltesi una settimana prima, il Presidente Eletto della Polonia ha evidenziato come la sua Amministrazione sarà caratterizzata da un costante ascolto dei cittadini e dalla promozione di un confronto tra le varie forze politiche teso alla cooperazione e all’unità.

Le prime dichiarazioni da Presidente Eletto di Duda, effettuate alla presenza del Premier, Ewa Kopacz, e del Vicepremier e Ministro della Difesa, Tomasz Siemoniak -entrambi esponenti della moderata Piattaforma Civica, PO, la principale forza politica di maggioranza in Parlamento- sono state accompagnate dall’invito al Governo a non forzare l’approvazione di alcuna riforma costituzionale prima dell’insediamento della nuova Amministrazione Presidenziale.

Considerata la resistenza che un Parlamento di colore opposto potrebbe riservargli, Duda, che ha vinto le Elezioni Presidenziali da candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, principale forza politica dell’opposizione in Parlamento- con il suo appello ha dimostrato di avere ben chiare le difficoltà che, almeno nei primi mesi, fino alle prossime Elezioni Parlamentari, l’Amministrazione Presidenziale potrebbe incontrare nel realizzare un’ambiziosa agenda programmatica, improntata principalmente su tematiche di carattere sociale ed economico.

Durante la campagna elettorale, Duda, giovane Europarlamentare del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, ECR, che ha saputo conquistare il voto di centro spostando PiS su posizioni conservatrici moderne -e non più clerical-radicali come nel recente passato- ha infatti promesso l’utilizzo dei Fondi Europei per erogare sostegni alle famiglie con figli, all’agricoltura e alle imprese polacche. 

Il Presidente Eletto, che subito dopo la sua elezione ha rinunciato alla tessera di Partito per garantire l’imparzialità del suo ruolo, ha poi dichiarato la sua totale contrarietà all’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, promettendone un ritocco al ribasso nel corso dei 5 anni della sua Amministrazione.

Duda, in un’intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita, ha mantenuto un atteggiamento prudente su tematiche eticamente sensibili come la Fecondazione Assistita, ma, nel contempo, ha illustrato di essere disposto ad avviare un dialogo con le Associazioni LGBT per regolarizzare lo status delle persone affettivamente vicine, pur ribadendo contrarietà assoluta alla legalizzazione delle coppie di fatto dello stesso sesso.

Oltre che sulla politica interna, Duda è all’opera anche per quanto riguarda l’Agenda di Politica Estera che, come il Presidente Eletto ha preannunciato a più riprese, punta a rafforzare sia la presenza della NATO in Polonia che il ruolo della Polonia come leader di un’alleanza dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale in seno all’Unione Europea.

Da un lato, l’Amministrazione Duda punta ad ottenere l’istallazione di basi militari permanenti della NATO in Polonia, nonché la pronta realizzazione del sistema di difesa antimissilistico USA, così da rassicurare i Paesi dell’Europa Centro-Orientale da probabili aggressioni militari da parte della Russia e, allo stesso tempo, garantirne la sicurezza nazionale. 

Dall’altro, con la proposta di costituire un fronte comune di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Svezia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia ed Ungheria, il Presidente Eletto ambisce al rilancio di una moderna Intermarium: progetto politico elaborato nel periodo interbellico dal Capo dello Stato polacco, Jozef Pilsudski, rilanciato, nel 2008, dall’ex-Presidente Lech Kaczynski, esponente di PiS a cui Duda non ha mai nascosto di ispirarsi.

Quasi pronto il Gabinetto del nuovo Presidente

Come riportato da fonti vicine al Presidente Eletto, sull’agenda di Politica Estera e di Difesa -ambito su cui Duda è mediamente ferrato- fondamentale è il lavoro di Krzysztof Szczerski e Witold Waszczykowski. Questi due importanti esponenti PiS sarebbero già all’opera per organizzare la prima visita all’Estero del nuovo Capo dello Stato che, per rimarcare la vocazione atlantista della sua Amministrazione, Duda potrebbe effettuare a Washington o a Bruxelles.

Sempre secondo indiscrezioni ben fondate, a Szczerski, stimato Professore dell’Università Jagellonica di Cracovia, già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri nel 2007 ed Europarlamentare del Gruppo ECR, sempre secondo indiscrezioni ben fondate sarà affidata la gestione della politica estera dell’Amministrazione Duda. 

Invece, Waszczykowski, diplomatico di orientamento atlantista, anch’egli già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri dal 2005 al 2008, è il candidato principale a Ministro degli Esteri nel caso PiS dovesse vincere le prossime Elezioni Parlamentari.

Un’altra personalità illustre ad entrare nella nuova Amministrazione Presidenziale come responsabile della sfera sociale sarebbe lo storico ed ex-Europarlamentare del Gruppo ECR Pawel Kowal, ora Coordinatore della forza politica Polonia Insieme -PR- che, assieme a PiS, ha sostenuto la corsa di Duda alla Presidenza.

Un altro ex-Europarlamentare del gruppo ECR, il filosofo Ryszard Legutko, potrebbe entrare nell’Amministrazione Duda come consigliere per il settore dell’Educazione, mentre, per le questioni di carattere programmatico, possibile è la nomina del Professor Piotr Glinski, già candidato Premier di PiS durante i due voti di sfiducia costruttivi presentati dalla forza partitica conservatrice in Parlamento negli ultimi anni.

Infine, a Capo dell’Amministrazione Presidenziale potrebbe essere nominato Maciej Lopinski, già Capo di Gabinetto dell’ex-Presidente Lech Kaczynski.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

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OBAMA TEMPOREGGIA: LA POLONIA DA IL VIA AL SUO SCUDO SPAZIALE

Posted in Polonia by matteocazzulani on September 25, 2012

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, da il via libera definitivo alla costruzione di un sistema di difesa antimissilistico nazionale per tutelare il suo Paese da possibili minacce balistiche provenienti da Stati extra-europei. Il progetto di Varsavia sarà parte integrante del piano NATO del 2018, concepito per proteggere l’Europa da attacchi iraniani e nordcoreani

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Un progetto per la sicurezza militare della Polonia e dell’Europa utile anche al rafforzamento delle strutture delle forze armate polacche. Nella giornata di lunedì, 24 Settembre, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha dato il via all’attuazione di un Decreto per la costruzione di un sistema di difesa antimissilistico in Polonia.

Secondo Komorowski, il progetto sarà composto da postazioni radar e missili di medio e corto raggio dislocati sul territorio polacco. Tra gli scopi principali dell’operazione, il Presidente della Polonia ha illustrato la necessità di dotare Varsavia di una struttura all’avanguardia in grado di proteggere i confini nazionali e di modernizzare l’apparato militare del Paese.

Lo scudo spaziale polacco – che sarà parte integrante del costituendo sistema di difesa missilistico della NATO in Europa Centrale – è stato varato durante l’ultima riunione del Consiglio Nazionale per la Sicurezza e la Difesa: organismo che riunisce le massime cariche dello Stato e i Leader del delle forze politiche rappresentate in Parlamento.

Il perché della decisione della Polonia di costruire un proprio sistema di difesa missilistico è dovuto alla scarso impegno in materia prestato dal Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, che ha rimandato la realizzazione dello scudo spaziale NATO in Europa Centrale a dopo il 2018.

Secondo quanto riportato dal Presidente polacco, Varsavia ha necessità di dotarsi di uno strumento difensivo prima del termine fissato dal Capo di Stato USA. Per questa ragione, la Polonia ha accelerato i tempi, sottolineando come lo scudo spaziale di Varsavia sarà comunque destinato a confluire in quello dell’Alleanza Atlantica.

Per prevenire minacce balistiche da Iran e Corea del Nord, la NATO nel 2010 ha preventivato la costruzione di un sistema di difesa antimissilistico composto da una postazione radar in Turchia e batterie di missili mobili, privi di capacità offensiva, dislocati a rotazione in Polonia e Romania.

Previsto inizialmente per il 2015, il via dello scudo spaziale è slittato al 2018, come dichiarato da Obama durante il vertice NATO del Maggio 2012, avvenuto a Chicago.

La Russia e i suoi Iskander a Kaliningrad

L’idea del progetto di divezza antimissilistica è un’evoluzione approntata dall’Amministrazione democratica dello suo spaziale concepito dal Presidente repubblicano George W Bush, che, sempre per proteggere l’Occidente da possibili attacchi balistici iraniani e nordcoreani, ha progettato l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca e il posizionamento di missili Patriot – dotati di capacità offensiva – in Polonia.

Ottenuta la partecipazione di Praga e Varsavia dopo l’aggressione militare della Russia ai danni della Georgia – che ha svelato l’inesistenza di una politica comune europea in grado di tutelare la sicurezza militare dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale – gli USA hanno poi rinunciato al progetto dopo la salita il potere di Obama, che ha deciso di ammorbidire lo scudo spaziale per stemperare le tensioni della Russia.

Mosca ritiene che il progetto di difesa antimissilistico NATO sia schierato contro i russi, e il Cremlino arroga a se il diritto di porre il veto sulla decisione legittima dell’Alleanza Atlantica di costruire impianti militari nel Vecchio Continente, entro i confini di Stati membri.

Per cercare di convincere i Paesi europei a non partecipare al sistema di difesa spaziale, la Russia ha inoltre dislocato una posizione radar e batterie di missili Iskander – dotati di capacità offensiva – nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania, nel cuore dell’Europa.

Matteo Cazzulani

SCUDO SPAZIALE: KOMOROWSKI VUOLE UN PROGETTO TUTTO POLACCO

Posted in Polonia by matteocazzulani on August 6, 2012

Il Presidente della Polonia sostiene la necessità di realizzare un sistema di difesa antimissilistico in grado di difendere Varsavia da minacce esterne, anche senza la compartecipazione dell’Amministrazione presidenziale USA di Barack Obama. Il plauso dell’intero arco politico interno

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

La fretta è una cattiva consigliera, e se Obama non vuole proteggere l’Europa e tutelare il Vecchio Continente occorre pensarci da soli tra Europei. In un’intervista al settimanale Wprost, pubblicata nella giornata di sabato, 4 Agosto, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha ritenuto necessaria la costruzione di uno sistema di difesa antimissilistico per proteggere la Polonia da eventuali aggressioni terroristiche dal fuori Europa.

Komorowski, giunto al secondo anno alla guida del Paese, ha apprezzato l’intenzione della NATO di installare una postazione radar in Turchia e di posizionare delle batterie di missili mobili – privi di capacità offensiva – a rotazione tra Polonia e Romania, ma ha giudicato tale piano insufficiente per garantire la sicurezza nazionale di Varsavia.

Il Capo di Stato polacco ha ritenuto insensato spendere somme ingenti per il mantenimento delle forze armate senza che esse siano protette da un sistema di difesa balistico appartenente per intero alla Polonia.

In particolare, Komorowski ha commentato con severità il comportamento nella Polonia nel passato, quando, nell’estate 2008, sull’onda dell’emozione legata all’aggressione militare della Russia in Georgia, Varsavia ha ritenuto l’Unione Europea inadatta per tutelare la propria integrità territoriale in caso di simili risvolti militari di quelli di Tbilisi, ed ha accettato di accogliere sul suo territorio la batteria di missili Patriot offerta dagli Stati uniti d’America.

Lo scudo spaziale di allora, fortemente voluto dall’Amministrazione repubblicana di George W Bush, ha previsto il dislocamento di missili con capacità offensiva in Polonia, e l’installazione di una base radar in Repubblica Ceca.

Tuttavia, con la vittoria nelle Elezioni Presidenziali del Novembre 2008, l’attuale Presidente USA, Barack Obama, ha rinunciato al progetto, nonostante contratti bilaterali con Varsavia e Praga fossero già stati firmati. La nuova Amministrazione democratica ha infatti inteso instaurare una politica di dialogo con Russia e Iran: i Paesi che più di tutti hanno avversato il progetto difensivo statunitense in Europa.

“Il nostro errore è stato quello di accettare la proposta dello scudo spaziale senza tenere conto della situazione politica interna agli Stati Uniti d’America – ha dichiarato Komorowski sul settimanale Wprost – Abbiamo pagato un prezzo politico molto salato, ed abbiamo commesso un errore da non ripetere”.

Una correzione alle dichiarazioni di Komorowwski è subito arrivata dal Capo del Servizio di Sicurezza Nazionale, il Generale Stanislaw Koziej, che ha precisato come l’invito di Komorowski alla costruzione di uno scudo spaziale polacco non esclude, né deteriora il simile piano della NATO. Viceversa, tra Varsavia e Bruxelles la collaborazione è molto stretta, e, in caso di realizzazione, l’iniziativa polacca sarà una parte integrante di quella dell’Alleanza Atlantica.

Apprezzamenti per le parole del Presidente polacco sono state espresse da esponenti di tutte le forze politiche del Paese. Particolare attenzione al valore politico è stato evidenziato dal Presidente della Commissione Difesa del Sejm, Stefan Niesolowski, esponente della Piattaforma Civica – il Partito cristiano-democratico a cui appartiene il Presidente Komorowski e il Premier, Donald Tusk. Niesolowski ha passato la palla ai Dicasteri della Difesa e dell’Economia per la verifica tecnico-finanziaria del progetto del Capo dello Stato.

Contentezza, con un filo di critica, è stata espressa dal negoziatore con la Casa Bianca del piano di costruzione dello scudo spaziale in Europa, l’ex-Ministro della Difesa, Witold Waszczykowski. L’esponente di spicco del Partito conservatore Diritto e Giustizia ha ribadito la necessità per la Polonia di tutelare il proprio territorio da aggressioni provenienti da est ritenute molto probabili, e si è detto stupito del ritardo con cui Komorowski si è accorto della questione legata alla sicurezza nazionale.

“E’ bene che si sia arrivati ad una riconsiderazione della difesa missilistica nazionale, e si sia considerata l’ipotesi di costruire uno scudo spaziale non strettamente legato dalla politica di difesa americana – ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Difesa del Sejm, il socialdemocratico Stanislaw Wzjatek – il sistema deve servire per la nostra difesa, non per quella degli USA”.

Un parere leggermente differente è stato esposto da altre due forze politiche. Il Partito conservatore Polonia Solidale ha ritenuto necessario mantenere il progetto di difesa missilistico polacca strettamente collegato con quello USA, in nome di una cooperazione atlantica, e non solo europea, resa necessaria dalle congiunture della geopolitica internazionale.

“I piani della NATO in Polonia sono ad un buono stato di avanzamento – ha dichiarato a Gazeta Wyborcza Andrzej Rozenek del radicaleggiante Movimento di Palikot – nel 2018 siamo chiamati a posizionare elementi missilistici nell’ambito del progetto difensivo dell’Alleanza Atlantica. Trovo improbabile perseguire una strada separata da quella tracciata dagli USA”.

Una protezione per l’Occidente e la ripicca dei russi

Nella sua concezione generale, lo Scudo Spaziale è stato concepito dagli Stati Uniti d’America per proteggere i Paesi alleati dell’Europa da possibili minacce balistiche provenienti da Paesi canaglia e regimi dittatoriali come Iran e Corea del Nord.

Al progetto si è opposta tenacemente la Russia, che ha contestato la decisione degli USA di posizionare missili in uno spazio, quello post-sovietico, ritenuto anacronisticamente di propria influenza. A dimostrazione dei malumori di Mosca, i russi hanno posizionato un proprio scudo spaziale nel cuore del Vecchio Continente, con postazioni radar in Bielorussia e missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania.

Matteo Cazzulani

A CHICAGO LA NATO METTE A PUNTO LA SUA POLITICA IN EUROPA CENTRO-ORIENTALE

Posted in NATO by matteocazzulani on May 21, 2012

L’Alleanza Atlantica sostiene l’integrazione della Georgia nelle sue strutture e l’integrità territoriale di Tbilisi, contesta la deriva autocratica dell’Ucraina, supporta il ruolo attivo dei Paesi del Mar Nero, e invita la Russia alla cooperazione. Ridefinito il progetto dello Scudo Spaziale

La bandiera della NATO

Un plauso a Saakashvili, una bacchettata a Janukovych, e una posizione ferma nei confronti di Putin. Questo è l’atteggiamento che la NATO ha assunto nella sua dichiarazione ufficiale, emanata nella mattinata di lunedì, 21 Maggio, alla fine della prima giornata dei lavori del summit di Chicago.

Attenzione principale è stata dedicata all’Afghanistan – in cui, Francia a parte, l’Alleanza Atlantica si è impegnata a concludere l’impegno militare nel 2014 – ma significative sono le conclusioni tratte in merito all’Europa Centro-Orientale, che, come riportato dal comunicato ufficiale, è ritenuta dalla NATO uno spazio importante per la sicurezza dell’Occidente.

Dopo avere confermato la volontà di allargare la partnership all’Alleanza a tutti quei Paesi che condividono i principi del Trattato Nordatlantico, il vertice di Chicago ha espresso una nota di lode nei confronti della Georgia, a cui ha ribadito l’intenzione di tenere fede alle promesse espresse nel corso del vertice di Bucarest del 2008 in merito all’ingresso di Tbilisi. Per raggiungere tale scopo, la NATO ha raccomandato alle autorità georgiane la continuazione delle riforme in senso democratico ed economico grazie alle quali, negli ultimi anni, il Paese si è avvicinato agli standard dell’Occidente.

Collegata con Tbilisi è la questione della presenza dell’esercito russo in Abkhazija ed Ossezia del Sud. L’Alleanza Atlantica ha dichiarato pieno sostegno all’integrità territoriale della Georgia, ha espresso soddisfazione per la decisione del Presidente, Mikheil Saakashvili, di risolvere il contenzioso con Mosca sul piano della diplomazia e del dialogo, e, nel contempo, ha invitato la Russia a rivedere il riconoscimento delle due regioni georgiane – occupate in seguito all’aggressione militare dell’Agosto 2008 – come Stati indipendenti.

Differente è stato il discorso sull’Ucraina, che l’Alleanza Atlantica ha riconosciuto come il più importante tra i Paesi-chiave per la sicurezza europea. Se da un lato la NATO ha espresso soddisfazione per la decisione di Kyiv di privarsi delle ultime riserve di uranio arricchito del Marzo 2012, dall’altro il Vertice di Chicago ha illustrato forte turbamento per la repressione attuata nei confronti di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica. Per non compromettere la collaborazione dell’Ucraina con l’Occidente, l’Alleanza Atlantica ha espressamente invitato il Presidente, Viktor Janukovych, a riformare il sistema giudiziario del Paese, e a garantire elezioni parlamentari libere e regolari.

La NATO ha espresso parere positivo per quanto riguarda i progetti di collaborazione nella regione del Mar Nero, ha sostenuto l’indipendenza, l’autonomia e l’integrità territoriale di Azerbajdzhan, Armenia, e Moldova, e ha rivolto un auspicio affinché siano risolte le controversie politiche in Transnistria e nel sud del Caucaso. Infine, particolare attenzione è stata rivolta anche ai membri della regione del Baltico, presso le cui basi l’Alleanza Atlantica ha varato un programma di rafforzamento delle difese aeree.

Definite le tappe dello Scudo

Grande rilievo è stato riservato alla Russia e alla questione della costruzione dello scudo spaziale. Nella nota ufficiale, la NATO ha espresso la volontà di collaborare con Mosca per la costituzione di una difesa globale integrata che unisca il sistema di difesa antimissilistico dell’Alleanza Atlantica con quello progettato dalla Federazione Russa. Per questo, ha ribadito di non avere l’intenzione di implementare progetti che costituiscano una minaccia per il Cremlino.

Nello specifico, lo scudo spaziale del Patto Atlantico – che, come ribadito a Chicago, ha lo scopo di proteggere l’Occidente da minacce balistiche provenienti dall’Iran – consiste, assieme all’installazione di una postazione radar in Turchia, nel posizionamento di missili di categoria SM3 1-A su navi statunitensi che incroceranno nel Mediterraneo e nel Mar Nero fino al 2013. La tappa seguente prevede l’ubicazione della versione terrestre degli SM3 1-A – gli SM3 1B -in Romania fino al 2018, quando in Polonia saranno dislocati intercettori di categoria superiore: gli SM3 2-A.

Come dichiarato dal Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, il piano dello scudo spaziale non è definitivo, in quanto può subire ridimensionamenti se la minaccia di Teheran dovesse diminuire.

Il progetto di difesa antimissilistico ha origine dal piano varato negli anni Ottanta dal Presidente USA repubblicano Ronald Reagan per contrastare possibili attacchi, anche nucleari, provenienti dall’Unione Sovietica. Esso è stato ripreso all’inizio del secolo dall’Amministrazione, sempre repubblicana, di George W Bush, che per prevenire minacce dall’Iran e dalla Corea del Nord ha ipotizzato l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca e la dislocazione di missili Patriot in Polonia.

Malgrado Praga e Varsavia avessero firmato i contratti per la realizzazione del progetto militare, il Presidente democratico Barack Obama nel 2009 ha riconsiderato la realizzazione dello scudo spaziale, contestualizzandola nell’ambito della NATO, e sostenendo l’adozione di intercettori privi di capacità offensiva dislocati a rotazione tra Turchia, Polonia e Romania.

Parallelamente ai progetti per la sicurezza balistica dell’Occidente, la Russia ha preventivato, e con tutta probabilità anche varato, un proprio scudo spaziale con una postazione radar e la presenza di missili Iskander – dotati di capacità offensiva – nell’enclave di Kaliningrad.

Matteo Cazzulani

SCUDO SPAZIALE: LA RUSSIA RIALZA LA TENSIONE CON L’OCCIDENTE

Posted in Russia by matteocazzulani on May 6, 2012

Il Capo delle Forze Armate russe, Nikolaj Makarov, minaccia attacchi militari in Europa per contrastare la realizzazione del sistema di difesa antimissilistico della NATO nel Vecchio Continente. Le rassicurazioni del Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, e del Cancelliere tedesco, Angela Merkel. Dietro le minacce di Mosca, il ritorno alla presidenza di Vladimir Putin

Il Presidente russo, Vladimir Putin

La strategia della tensione e la guerra balistica tornano di moda alla vigilia dell’inaugurazione del ritorno alla presidenza di Vladimir Putin. Nella giornata di giovedì, 3 Maggio, il Capo del Quartier Generale delle forze animate della Russia, Nikolaj Makarov, non ha escluso la realizzazione di operazioni militari dirette contro alcuni Paesi dell’Unione Europea e dell’Occidente.

Nello specifico, Makarov ha sottolineato la possibilità di posizionare missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad – una fetta di territorio sulle rive del Mar Baltico tra la Polonia e la Lituania controllata dalla Federazione Russa – pronti per colpire obiettivi sensibili in Europa se la NATO non interromperà l’installazione del sistema di difesa antimissilistica nel Vecchio Continente.

“Il progetto della NATO è destabilizzante – ha dichiarato Makarov, come riportato dall’autorevole Interfax – tutti i mezzi a nostra disposizione saranno presi in considerazione durante una situazione di conflitto come quella attuale”.

Una risposta ai russi è pervenuta dal Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, e dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che sabato, 5 Maggio, in una conferenza stampa congiunta, hanno rigettato ogni accusa di voler instaurare un clima di terrore nel Vecchio Continente.

In particolare, Rasmussen ha ribadito come il progetto di difesa antimissilistico della NATO in Europa non sia orientato contro la Russia, ma sia privo di capacità offensiva, e concepito per rispondere ad eventuali minacce balistiche provenienti da Iran e Corea del Nord. Inoltre, il Segretario Generale della NATO ha ricordato come l’Alleanza Atlantica ha cercato a più riprese di coinvolgere anche Mosca nella realizzazione del progetto, ad esempio offrendo al Cremlino la partecipazione in una commissione congiunta per lo scambio reciproco di dati sugli armamenti.

“Continueremo con la politica del dialogo e della concertazione – ha dichiarato la Merkel – ma la Russia non ha nulla da temere, perché l’iniziativa non è orientata contro Mosca, né rappresenta una minaccia per i russi. Cerchiamo la fiducia reciproca, lo scudo spaziale rafforza la sicurezza anche del Cremlino”.

Il terzo mandato di Putin alla base delle minacce

Noto anche come Scudo Spaziale, il sistema di difesa antimissilistico NATO è uno dei punti di maggiore incomprensione tra la Russia e l’Occidente, nonostante il progetto abbia una valenza puramente difensiva.

Infatti, esso prevede l’installazione di una posizione radar in Polonia, e la dislocazione di intercettori balistici, senza alcuna testata, a rotazione nella base polacca di Redzikowo, in Pomerania, e in alcuni Paesi dell’Europa Centrale, come la Romania, la Turchia.

Secondo alcuni politologi, le minacce di Mosca nei confronti dell’Occidente sono un chiaro segnale che la Russia avrebbe lanciato alla vigilia dell’insediamento alla Presidenza della Federazione di Vladimir Putin, che durante l’ultima campagna elettorale a più riprese ha minacciato la NATO e l’Europa di ricorrere all’uso della forza per affermare la supremazia geopolitica del Cremlino nel Vecchio Continente.

Lecito evidenziare come lo scudo spaziale attualmente previsto dalla NATO, rappresenti, su pressione della presidenza USA del democratico Barack Obama, una versione di gran lunga differente rispetto al precedente piano che è stato concepito dall’amministrazione repubblicana di Ronald Reagan negli anni Ottanta, e che è stato poi elaborato durante il secondo mandato del Presidente George W Bush.

Esso ha previsto l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca, e il posizionamento di missili Patriot – questi si dotati di capacità offensiva – in Polonia.

Praga e Varsavia hanno accettato di partecipare al progetto nell’Agosto 2008, solo in seguito all’invasione dell’esercito russo in Georgia: un evento che dinnanzi al cronico immobilismo politico dell’Unione Europea – allora guidata dalla presidenza di turno del Capo di Stato francese Nicolas Sarkozy – ha spinto i Paesi dell’Europa Centrale a vedere nella NATO, e non nell’UE, l’unico soggetto in grado di tutelare l’indipendenza militare e la sicurezza militare nel cuore dell’Europa da un possibile attacco proveniente da Mosca.

Matteo Cazzulani

I DUE VOLTI DEMOCRATICI DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA

Posted in USA by matteocazzulani on April 3, 2012

Il Vice-presidente Joe Biden attacca Romney per la mentalità da Guerra Fredda, ed evidenzia il ruolo importante ricoperto dalla Russia per gli Stati Uniti. Il noto politologo Zbigniew Brzezinski critica il candidato alle primarie repubblicane, ma mette in guardia sulla sterilità della politica estera di Obama

Il presidente USA, Barack Obama

I primi colpi della campagna elettorale per le Presidenziali americane si giocano tutti in politica estera. Nella giornata di Domenica, Primo di Aprile, il Vice-Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, ha attaccato il favorito alla nomination repubblicana, Mitt Romney, per le accuse da lui mosse all’inquilino democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, in merito alla posizione remissiva che Washington intenderebbe assumere nei confronti della Russia dopo le consultazioni elettorali.

In seguito alla promessa che Obama ha rivolto al suo collega russo, Dmitrij Medvedev, di rivedere il progetto di costruzione del sistema di difesa antimissilistico in Europa, l’ex-Governatore del Massachussets ha contestato l’inquilino della Casa Bianca, ha dichiarato che la Russia è il pericolo principale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, e ha promesso che, in caso di sua vittoria alle elezioni presidenziali, la politica estera di Washington non concederà mediazioni a Mosca.

“Obama ha detto la verità: Romney ha una mentalità da Guerra Fredda, e si comporta come se fossimo ancora in un’era oramai passata – ha dichiarato Biden durante il programma Face the Nation sulla CBS – la Russia ha concesso il transito delle nostre truppe in Afghanistan, ed è pronta a esportare più nafta in Europa qualora dovessimo inasprire le sanzioni verso l’Iran”.

Brzezinski corregge il tiro

A correggere la presa di posizione di Biden, che, per certi versi, ha ricalcato le critiche espresse a Romney da Medvedev, che ha accusato il possibile candidato repubblicano di appartenente ancora alla Guerra Fredda in quanto a modalità di concezione geopolitica, è stato il suo collega di partito democratico, Zbigniew Brzezinski.

Il rinomato stratega di politica internazionale, Consigliere alla Difesa dell’ex-Presidente Jimmy Carter, e attuale membro del Centro di Studi Stategici, ha più volte evidenziato come le tendenze imperiali della Russia, che non si sono mai allentate, costituiscano un problema per la sicurezza nazionale dell’Europa e, quindi, anche degli USA.

Ciò nonostante, anche Brzezinski, che è stato uno dei primi a sostenere Obama fin dalla sua candidatura alle primarie democratiche, ha criticato l’atteggiamento fatto proprio da Romney, in quanto figlio di una strategia politica tipica della precedente amministrazione repubblicana di George W Bush che, secondo il politico di origine polacca, avrebbe condotto gli Stati Uniti all’isolamento internazionale, sopratutto dopo la guerra in Irak.

“Obama ha una grande forza comunicativa che non corrisponde a una pari capacità strategica – ha dichiarato Brzezinski alla tv Bloomberg in merito alle decisioni del Capo di Stato democratico – è stato messo all’angolo nella questione nucleare iraniana, nella quale le truppe statunitensi rischiano di subire attacchi da parte di Teheran, al pari del nostro alleato israeliano, che dobbiamo aiutare”.

Nonostante la delusione per la politica estera del Presidente democratico, Brzezinski ha espresso con favore l’ipotesi di un avvicendamento alla guida del Dipartimento di Stato USA tra Hillary Clinton – che ha dichiarato di non voler continuare a dirigere la diplomazia di Washington, con l’attuale Presidente della Commissione Esteri del Senato, John Kerry.

Matteo Cazzulani