LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Caso Julija Tymoshenko: la difesa entra a fatica in tribunale

Posted in Uncategorized by matteocazzulani on December 15, 2011

<p>L’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, Mykola Siryj, costretto al gesto atletico per scavalcare recinzione e cordone di polizia posti ad ostacolo per l’ingresso in aula. Stampa ancora estromessa dalla seduta, e richieste della difesa cronicamente rigettate. L’Accordo di Associazione UE-Ucraina sempre più prossimo al mancato varo.


l'Avvocato difensore, Mykola Siryj, durante lo scavalcamento della recinzione. FOTO REUTERS

Sara pur macabro ed antidemocratico, ma il processo d’Appello a Julija Tymoshenko ha un che di atletico ed amaramente divertente. Nella giornata di mercoledì, 14 Dicembre, ha avuto luogo la seconda seduta del Secondo Grado del procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica: l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ricorre contro la condanna a sette anni di reclusione in isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

A differenza del Primo Grado, a difendersi in aula non e la Lady di Ferro ucraina – costretta da precarie condizioni di salute alla permanenza a letto – ma solo i suoi avvocati: sempre che venga loro permesso l’ingresso. Si perché il legale Mykola Siryj e stato prima fermato dal cordone di polizia schierato per “difendere” la Corte dai pacifici manifestanti di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – poi, costretto a scavalcare il cancello dall’alto, con conseguente caduta nel lato del Tribunale, senza che gli OMON siano intervenuti in suo soccorso.

Una scena che sa di ridicolo, ma che nel contempo la dice lunga sullo stato della giustizia in Ucraina, dove nemmeno ai difensori di un’imputata politica e permessa la libera entrata nell’aula del processo. Chi ci ha fatto il callo sono i giornalisti: ancora una volta costretti ad assistere all’autodafe politico in una stanza adiacente davanti ad un maxischermo, su cui e andata in scena la conferma della parzialità della magistratura ucraina.

Parimenti alla seduta del giorno precedente, i PM hanno respinto tutte le richieste della difesa. In primis, lo stesso Siryj si e appellato in favore della liberazione di Julija Tymoshenko, per permetterle la partecipazione al processo d’Appello in cui e imputata: un diritto garantito dalla costituzione che la Corte, tuttavia, ha ignorato, evidenziando come la questione sia già stata respinta nella seduta d’apertura.

Niente di grave per Siryj che, dopo il salto della grata ed il primo respingimento della giornata non si e perso d’animo, ed ha chiesto la riedizione della seduta preliminare, nella quale, il Primo di Dicembre, il giudice, Olena Sitajlo, ha effettuato un esame sommario delle imputazioni, senza approfondirne la natura: perlopiù, interrotto dalla necessita di assistenza medica, che ha costretto la PM ad una lunga pausa tecnica in ambulanza.

“Secondo la legislazione attuale non e previsto il rifacimento della seduta preliminare” ha argomentato la Sitajlo dopo la pausa pranzo, durante la quale il principale accusatore della Tymoshenko, il Procuratore Lilija Frolova, ha accusato la Leader dell’Opposizione Democratica di simulare la malattia per scampare al processo. Pronta la risposta di Serhij Vlasenko, il Capo del pool di legali dell’ex-Primo Ministro, che, per la seconda volta, ha mostrato alla stampa il referto medico certificante il precario stato di salute dell’assistita.

Niente valzer dei politici ucraini

Alla ripresa pomeridiana, l’avvocato difensore Oleksandr Plakhotnjuk ha richiesto il ripristino della fase degli interrogatori: nel Primo Grado sono stati ascoltati solamente 2 testimoni proposti dalla difesa, contro 42 convocati dalla Pubblica Accusa. Una disparità che l’appello non solo avrebbe dovuto appianare, ma anche approfondire: Plakhotnjuk ha invitato la Corte a riconvocare testimoni di cruciale importanza, come l’attuale Primo Ministro, Mykola Azarov, l’ex-Presidente, Viktor Jushchenko, l’ex Vice-Premier, Oleksandr Turchynov, e l’ex-Capo del colosso nazionale energetico Naftohaz, Oleh Dubyna.

Domanda nuovamente rigettata dalla triade di giudici in rosa, che ha fissato una pausa di circa una settimana per rendere possibile la partecipazione alla Tymoshenko il prossimo 20 Dicembre. Una data non casuale, in quanto, il giorno precedente, e in programma a Kyiv il Summit UE-Ucraina, in cui dovrebbe essere varato l’Accordo di Associazione: storico documento con cui Bruxelles riconoscerebbe a Kyiv lo status di partner privilegiato dell’Unione Europea, oggi concesso a Norvegia, Islanda, e Svizzera.

Il condizionale e d’obbligo, dal momento in cui il documento e già pronto, ma a intralciare la firma e la repressione politica che, dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, ha colpito espone ti di spicco dell’Opposizione Democratica, come, oltre alla Tymoshenko, anche l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – che ieri ha festeggiato il suo Compleanno in gattabuia: anch’egli detenuto nel carcere di isolamento Luk’janivs’kyj prima che un verdetto ne abbia certificato la colpevolezza.

A porre in forse la conclusione dei negoziati – fortemente appoggiata dalla coraggiosa Presidenza di turno UE polacca, ma de facto contrastata da deficit democratico di Kyiv – e stato anche il Ministero degli Esteri ucraino che, sempre mercoledì, 14 Dicembre, con una nota, ha ventilato l’ipotesi di un rinvio della questione.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO PERDE LA PAZIENZA: “SI CHIUDA PRESTO QUESTA FARSA CON UNA CONDANNA GIA STABILITA”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 9, 2011

La difesa della Leader dell’Opposizione Democratica si vede respingere tutte le richieste da un giovane giudice, Rodion Kirejev, deciso nel chiudere la fase delle memorie, ed aprire quella di un dibattito a cui l’arringa, per protesta, non partecipa. Il Comitato di Difesa dalla Dittatura pronto ad azioni comuni in Parlamento, alle urne, e nelle piazze in difesa dell’ex-Primo Ministro

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“Tutto è già deciso. A questo punto legga la condanna e ci lasci andare: i giornalisti e gli avvocati a casa loro, e me nella cella di isolamento”. Così una spazientita Julija Tymoshenko ha commentato la decisione del giovane giudice, Rodion Kirejev, di respingere tutte e le 60 richieste della difesa: deposizione agli atti di documenti certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro dall’accusa di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Dollari, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, e convocazione di testimoni cruciali per un’arringa che, finora, se n’è visti ammettere solo due, contro i 40 dell’accusa – i quali, peraltro, hanno confermato la non-colpevolezza della Leader dell’Opposizione Democratica, rimasta sempre reclusa in isolamento ancor prima della sentenza.

Nulla da fare per il PM, che ha ritenuto le istanze inammissibili e, dopo una lettura arbitraria delle documentazioni, ha chiuso la fase della presentazione delle memorie scritte, ed aperto quella di un dibattito a cui, in segno di protesta, la difesa ha deciso di non prendere parte: “continuare così è un non-senso” ha dichiarato l’avvocato, Mykola Siryj. “Purtroppo è tutto vano: il giudice respinge tutto quello che presentiamo” ha evidenziato l’altro difensore, Oleksandr Plakhotnjuk.

L’Opposizione Democratica si unisce

Pronti, quasi rassegnati, ad una condanna dell’ex-Primo Ministro non è solo il pool di difensori, ma anche un’Opposizione Democratica che, in nome della sua Leader, si prepara a reagire unita, dopo che le troppe divisioni hanno favorito unicamente il presidente filorusso, Viktor Janukovych: considerato il vero responsabile del processo a Julija Tymoshenko e ad un’altra decina di esponenti del campo arancione.

“Attività comune in Parlamento e reazione decisa alla repressione politica saranno i primi passi del Comitato di Difesa dalla Dittatura – ha dichiarato all’autorevole Ukrajins’ka Pravda il Deputato Nazionale V’jacheslav Kyrylenko – in cui confluiscono non solo Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona [i due gruppi dell’Opposizione Democratica alla Rada, guidati rispettivamente da Julija Tymoshenko e Jurij Lucenko: ex-Ministro degli Interni detenuto in isolamento dallo scorso 26 Dicembre, n.d.a.] ma anche altre forze del campo arancione. Tale posizione – ha concluso – è il primo passo per la formazione di liste comuni alle prossime elezioni parlamentari, su cui ancora dobbiamo trovare un accordo”.

A conferma di tale tendenza, la decisione di Mykola Martynenko di abbandonare la guida di Nasha Ukrajina – il partito dell’ex-presidente, Viktor Jushchenko, anch’egli tra i principali accusatori di Julija Tymoshenko, ex-alleata nel periodo della Rivoluzione Arancione – e, assieme a quattro Deputati, confluire nel Front Zmin: il Partito dell’ex-Speaker, Arsenij Jacenjuk, che, di recente, si è detto pronto alla comune battaglia con l’ex-Primo Ministro per riportare l’Ucraina sulla via della giustizia e dell’Europa.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO PRIVATA DELLE PROVE DELLA SUA INNOCENZA. JURIJ LUCENKO A RISCHIO VITA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 2, 2011

La Leader dell’Opposizione Democratica si vede ancora una volta respinto lo studio Ernst and Young , nonostante le accuse di parzialità al giovane giudice, Rodion Kirejev, e l’ennesima mobilitazione internazionale in suo supporto. L’ex-Ministro degli Interni affetto da Cirrosi Epatica, ma lasciato in isolamento

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Non è nemmeno la saggezza del Dalai Lama ad indurre il giovane giudice, Rodion Kirejev, ad un più equo processo, né la presenza virtuale, di una manciata di Premi Nobel ad indurre l’accusa a studiare un poco di geografia. Nella giornata di giovedì, Primo di Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, si è vista negare la liberazione dall’isolamento per la quindicesima volta, e respingere l’inserimento agli atti di materiali certificanti la sua innocenza – peraltro certificata dalla maggior parte dei testimoni, sopratutto da quelli convocati dall’accusa – in un processo in cui l’ex-Primo Ministro è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

“Lei è un delinquente, il Suo posto è in galera – ha accusato il PM l’anima della Rivoluzione Arancione con le poche energie ancora rimaste, nonostante le precarie condizioni di salute da cui non riesce a guarire senza indispensabili visite mediche da parte dei suoi medici, continuamente negate da Kirejev -così giovane e cinico, ma qual’è la Sua educazione, quando continua a falsificare gli atti del processo?”.

Nello specifico, la corte si è rifiutata di accogliere lo studio della prestigiosa compagnia Ernst and Young ed articoli dell’autorevole Ukrajins’ka Pravda certificanti gli effettivi vantaggi derivanti per le casse statali dagli accordi per il gas del Gennaio 2009: documenti che farebbero cadere ogni imputazione, tuttavia ignorati dal PM, che ha preferito accogliere una registrazione di una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – e le dichiarazioni della Tymoshenko sulla sua pagina Twitter.

Ad evidenziare la parzialità di una corte sempre più sbilanciata verso l’accusa, l’avvocato, Oleksandr Plakhotnjuk, che, nel formulare la richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica da un isolamento che dura oramai dallo scorso 5 Agosto, si è appellato alla lettera aperta di personalità di spessore della politica e della cultura mondiale appartenenti alla Shared Concern Initiative: tra essi, l’ex-Presidente ceco, Vaclav Havel, l’ex-cancelliere tedesco, Richard von Weizsacher, l’ex Vescovo di Città del Capo, il Nobel per la Pace, Desmond Tutu, il Ministro degli Esteri ceco, Karel Schwarzemberg, il saggista francese André Glucksmann, il Leader del partito di opposizione russo Jabloko di ispirazione liberale ed europea, Grigorij Javlin’skij, e, ultimo ma non meno importante, il Dalai Lama.

“Perché continuate ad appellarvi all’Occidente in questo processo – ha obiettato la maggiore accusatrice, il procuratore Lilija Frolova – quando la stessa imputata si rivolge con accuse al giudice?” “Lo studio di Ernst and Young è una prova schiacciante che Kirejev si ostina a respingere perché, a suo dire, non è pertinente col processo – le ha risposto dalla difesa l’avvocato, Mykola Siryj – e poi il Dalai Lama non mi risulta sia il Leader di una potenza occidentale”.

Jurij Lucenko gravemente malato. ma il giudice lo lascia dietro le sbarre

Se Julija Tymoshenko è sempre più spinta ad una condanna politica, ed alla perdita della libertà, c’è chi invece, in peggiori condizioni di salute, rischia addirittura la vita. L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – un’altro della decina di esponenti di spicco del campo arancione vittima della repressione da parte delle autorità di Kyiv – soffre di una grave forma di Cirrosi Epatica che, se non curata in apposite strutture, potrebbe seriamente portarlo alla conta dei suoi giorni. A certificarlo, un bollettino medico del carcere di isolamento – in cui è detenuto dallo scorso 26 Dicembre – subito impugnato dalla difesa per richiederne la scarcerazione immediata, ed il trasferimento con urgenza in strutture sanitarie.

Tentativo vano, poiché la Corte ha ammesso trattamenti medici speciali solamente all’interno del Carcere di massima Sicurezza. “Vogliono annichilire mio marito, sia fisicamente che mentalmente – ha dichiarato la sconfortata moglie Iryna – quella del PM è una violazione dello stesso codice penale, che garantisce all’imputato il diritto alla salute ed alla vita”.

Matteo Cazzulani

LA DIFESA DI JULIJA TYMOSHENKO DENUNCIA LA GESTIONE ARBITRARIA DELLE IMPUTAZIONI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 1, 2011

Tra i capi d’accusa inseriti persino una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino –  le dichiarazioni Twitter della Leader dell’Opposizione Democratica, e due faldoni ricomparsi nella notte. Respinti gli studi dell’autorevole Ernst and Young ed i materiali dell’Ukrajins’ka Pravda, certificanti l’innocenza dell’ex-Primo Ministro. Nuove condanne al processo politico da parte del centro-destra europeo ed americano, dagli Esteri USA, dalla Polonia, e persino dalla Federazione Russa

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo a suo carico

Nuova fase e nuove critiche internazionali, ma sempre vecchi metodi di stampo sovietico ed illiberale. Nella giornata di mercoledì, 31 Agosto, il giovane giudice, Rodion Kirejev, ha chiuso la fase della lettura delle imputazioni, non senza le proteste della difesa che, sconcertata, ha assistito alla comparsa di due faldoni precedentemente resecati dai capi d’accusa, e, fatto assai più grave, si è vista negare l’inserimento agli atti di materiali certificanti l’innocenza dell’imputata, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julia Tymoshenko.

Nello specifico, il PM ha rifiutato l’esame in aula dello studio dell’autorevole Ernst and Young – che ha sancito come gli accordi per il gas del Gennaio 2009, per cui l’ex-Primo Ministro è accusata, alle casse statali abbiano portato guadagni, e non perdite – e simili materiali pubblicati dalla testata on-line Ukrajins’ka Pravda. Viceversa, Kirejev ha accettato la registrazione di una puntata dello Shuster Live – il Porta a Porta ucraino – e le dichiarazioni della Tymoshenko pubblicate sulla sua pagina Twitter.

“La ricomparsa dei faldoni testimonia la fabbricazione delle imputazioni notte tempo – ha dichiarato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – secondo il regolamento, i legali almeno dovrebbero avere del tempo per il loro esame, ma non ci è stato concesso”.

Oltre alla pausa tecnica per la presa visione delle imputazioni, ad essere negata è stata l’ennesima richiesta della difesa di liberazione di Julija Tymoshenko da una detenzione in isolamento che dura da quasi un mese – esattamente dallo scorso 5 Agosto – e che ha visibilmente indebolito la Leader dell’Opposizione Democratica, impossibilitata persino a ricevere la visita dei propri medici di fiducia. Una condizione illiberale che ha provocato l’ennesima mobilitazione internazionale: con una nota congiunta, il Presidente del partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, ed il Senatore repubblicano USA, John McCain, si sono rivolti alle Autorità ucraine per un’immediata liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione, illustrando come festeggiare il ventennale dell’Indipendenza dal regime sovietico reprimendo il dissenso non sia dimostrazione di maturità politica e storica. Una dichiarazione forte, subito ripresa e condivisa anche dal Dipartimento di Stato USA.

Persino la Russia contesta le Autorità ucraine

All’indomani della visita privata a Danzica, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha confermato di avere avvertito il suo collega ucraino, Viktor Janukovych, che il processo e la detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica rendono difficile alla Polonia il supporto delle ambizioni europee dell’Ucraina, sopratutto alla vigilia della firma di un Accordo di Associazione che, allo stato attuale, è sempre più in bilico.

A contestare Kyiv è persino la Federazione Russa, il cui Presidente, Dmitrij Medvedev, parallelamente ai tradizionali arresti di manifestanti dell’opposizione celebrati ogni 31 del mese – data in cui si organizzano manifestazioni silenziose per rivendicare la Libertà di Associazione, garantita dall’articolo 31 della Costituzione russa, ma puntualmente calpestata dalle autorità – si è detto stupito del trattamento disumano riservato alla Tymoshenko, ed ha invitato Janukovych, con cui Mosca è ai ferri corti per questioni energetiche relative al rinnovo delle forniture di gas, ad un comportamento più adeguato agli standard democratici.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio del corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. Oltre a Partito Popolare Europeo, USA, Polonia, e Federazione Russa, a condannare il trattamento applicato all’anima della Rivoluzione Arancione sono stati anche Unione Europea, Consiglio d’Europa, i Capi delle Chiese e delle confessioni ucraine, e le maggiori ONG internazionali indipendenti, tra cui l’autorevole Freedom House.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCHE UN DISSIDENTE ANTI-SOVIETICO TRA I NUOVI INDAGATI. E NEL PROCESSO A JULIJA TYMOSHENKO SCOMPAIONO IMPORTANTI DOCUMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 30, 2011

18 politici dell’Opposizione Democratica convocati per interrogatori in seguito alle manifestazioni del Giorno dell’Indipendenza, tra cui uno dei suoi protagonisti, Levko Luk’janenko, il capo di Za Ukrajinu, V’jacheslav Kyrylrenko, l’esponente di Narodna Samooborona, Oles Donij ed il Vice-Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Nel processo alla Leader dell’Opposizione Democratica spariti diversi faldoni certificanti l’inconsistenza delle accuse

Il Vice-Leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

Un dissidente politico protagonista della libertà del suo Paese indagato per disobbedienza alle autorità. Levko Luk’janenko è uno dei 18 Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica finiti nel mirino della Procura per le manifestazioni pacifiche dello scorso 24 Agosto, Giorno dell’Indipendenza Ucraina, in cui circa 10 mila dimostranti hanno pacificamente marciato da piazza Shevchenko – Taras, il Poeta Nazionale – a Vulycja Volodymyrs’ka, dove sono stati fermati dai manganelli e dai gas lacrimogeni della polizia, in assetto anti-sommossa.

“La faccenda ha del ridicolo – ha dichiarato Andrij Pavlovs’kyj, Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, il maggiore partito dell’Opposizione Democratica – un eroe della nazione, per 27 anni in galera per disobbedienza al regime sovietico, oggi viene indagato per avere festeggiato quell’Indipendenza a cui ha fortemente contribuito, anche e sopratutto con il proprio sacrificio”.

Signorile la risposta dello stesso Luk’janenko, che,ha risposto alla convocazione in Procura con una nota personale, in cui ha accusato le Autorità di avere inscenato una provocazione con risvolti violenti, per la quale a pagare non deve essere chi ha altresì dimostrato in maniera ordinata e pacifica.

Certo è che tra i 18 convocati per audizioni ci sono anche esponenti di spicco del dissenso di oggi, che ha visto una decina di forze politiche dell’Opposizione Democratica unirsi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura: tra essi, V’jacheslav Kyrylenko, Oles’ Donij, ed Oleksandr Turchynov, rispettivamente capo di Za Ukrajinu, guida di Narodna Samooborona, e vice-coordinatore di Bat’kivshchyna, nonché braccio destro della carismatica Leader del campo arancione, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, oggi reclusa in isolamento, e processata per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Documenti importanti eliminati dagli atti

Proprio nel corso dell’ennesima seduta del processo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica la difesa ha rilevato la scomparsa di una parte consistente dei capi d’accusa, fondamentale per certificare l’innocenza dell’imputata. Nello specifico, 213 pagine, eliminate dalle 522 contenute in 14 faldoni, a cui se ne aggiungono altri 13 compilati dai Servizi Segreti prima dell’apertura del processo.Inoltre, gli avvocati difensori hanno richiesto alla Corte la verifica dell’effettiva competenza del pool di esperti che, in soli due giorni, ha certificato la sconvenienza degli accordi per il gas firmati dalla Tymoshenko.

“Un approfondimento dalla dubbia serietà – ha evidenziato l’avvocato difensore, Mykola Siryj – poiché, come dimostrato da altre rilevazioni, i contratti del Gennaio 2009 hanno consentito alle casse statali guadagni, e non perdite”.

Tuttavia, il Giovane Giudice, Rodion Kirejev, ha negato alcuna inchiesta, così come in sedute precedenti si è rifiutato di accludere agli atti lo studio dell’autorevole compagnia Ernst and Young, certificante gli effettivi guadagni derivanti dagli accordi per la parte ucraina, seppur nel lungo periodo, e non nell’immediato. Inoltre, il PM ha nuovamente respinto la richiesta di una pausa nel processo, fondamentale per la presa visione delle imputazioni, ed il consulto con gli avvocati, per una Julija Tymoshenko detenuta in isolamento dallo scorso venerdì, 5 Agosto.

Lecito ricordare che la maggior parte dei testimoni, sopratutto quelli convocati dall’accusa, ha scagionato la Leader dell’Opposizione Democratica dall’accusa di Abuso d’Ufficio, e che a criticare quello che stato definito un processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione sono stati Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, Maggiori Cancellerie del Mondo Libero Occidentale, Capi delle chiese e delle confessioni ucraine, persino la Federazione Russa, e principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko resta al fresco: niente candeline per la madre giunta da Dnipropetrovs’k

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 12, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, respinge sia la richiesta di liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica, sia quella di imputazione per il Ministro dell’Energia e del Capo dei Servizi Segreti, accusati di corruzione.

Non sono bastati gli appelli delle Autorità spirituali, degli uomini della cultura ucraina ed europea, dei giornalisti indipendenti, e di alcune NGO – persino dal Donbas che vota Janukovych – nemmeno quelli della comunità internazionale, a cui si sono aggiunti Gruppo di Vyshehrad e Consiglio d’Europa: Julija Tymoshenko resta in carcere.

Così ha sentenziato il giovane giudice, Rodion Kirejev, al termine di una lunga seduta – dalle 9 alle 18:30 – aperta con la continuazione dell’interrogatorio ad Oleksandr Turchynov, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica. Il quale, schivando le poche insidie di un’accusa piuttosto sprovvista di argomenti, ha risposto andando all’attacco, prendendosela con l’attuale capo dei servizi segreti, Valerij Khoroshkovs’Kyj – sollevato da Capo di Controllo di frontiera dall’allora Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e rinominato vice-Capo del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko – e col ministro dell’Energia, Jurij Bojko – già Capo del colosso nazionale Naftohaz – entrambi accusati di corruzione, e danno agli interessi dello Stato in favore della RosUkrEnergo, di proprietà del businessman Dmytro Firtash.

La compagnia energetica – ufficialmente registrata in Svizzera – di uno dei principali sponsor del Presidente, Viktor Janukovych, ha agito da intermediario nella compravendita del gas tra Russia ed Ucraina, dal 2006 fino ai famosi accordi del Gennaio 2009, con cui gli allora Capi di Governo, Julija Tymoshenko, e Vladimir Putin, l’hanno eliminato: un capitolo della storia ucraina per cui l’attuale Leader dell’Opposizione Democratica e processata, e detenuta in isolamento, con l’accusa ufficiale di abuso d’ufficio. Un’imputazione respinta da quasi tutti i testimoni comparsi finora nel processo, sopratutto da quelli convocati dai PM dell’accusa.

Alla fine, il magistrato ha negato alla Difesa sia la convocazione tra gli imputati di Bojko e Khoroshkovs’Kyj, sia – dopo una stretta pausa per il pranzo, e la larga continuazione dell’interrogatorio a Turchynov – la richiesta di liberazione per l’anima della Rivoluzione Arancione.

Otre alle adesioni eccellenti, tra le motivazioni a supporto del rilascio dell’imputata l’avvocato difensore, Mykola Siryj, ha aggiunto l’esagerazione dell’arresto come risposta alle imputazioni, l’assenza di reali
prove a sostegno di esse, ed il compleanno della madre dell’anima della Rivoluzione Arancione, giunta appositamente da Dnipropetrovs’k, per stare accanto alla figlia.

Ancora in isolamento

“Vi ringrazio per essere venuti – sono state le uniche parole concesse dalle forze di polizia rivolte ai presenti: giornalisti ucraini, eccetto il Legno Storto, e Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna – non molleremo. Gloria all’Ucraina”.

A cogliere il suo invito, gli stessi difensori dell’ex-Primo Ministro, che hanno deciso per il ricorso in Appello alla mancata Liberta dell’anima della Rivoluzione Arancione.

La quale, anche stasera, e stata mestamente “rincasata” nella prigione di massima sicurezza “Lukjanivs’ka”, a bordo di una grigia camionetta che, malgrado la presenza dell’esercito, ha faticato a rompere il muro dei 200 dimostranti, accampati giorno e notte presso il Tribunale Pechers’kyj in sostegno della loro guida.

Matteo Cazzulani

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JULIJA TYMOSHENKO IMBAVAGLIATA: MARITO E FIGLIA I SUOI NUOVI AVVOCATI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 9, 2011

Il giudice, Rodion Kirejev, impedisce alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina la possibilità di porgere domande al testimone dell’accusa e, per due volte, la richiesta delle Autorità religiose di liberazione dall’isolamento, in cui è detenuta dallo scorso venerdì, 5 Agosto. Ammessi marito e figlia come difensori. La reazione dell’Ambasciatore UE e l’unità del campo arancione

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dopo il bavaglio e le manette una misera ricompensa che la dice lunga sulla regolarità del processo. Nella giornata di lunedì, 9 Agosto, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko si è vista negare la possibilità di interrogare il testé, il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko: persona importante, in quanto Ambasciatore a Mosca nel periodo delle trattative del gas con la Federazione Russa del gennaio 2009, nel corso delle quali l’ex-Primo Ministro avrebbe compiuto un abuso d’ufficio per cui è ora imputata – assieme all’accusa, ad esso correlata, di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje.

L’ordine del giovane giudice, Rodion Kirejev, è stato accolto con sollievo dall’accusa, i cui precedenti testimoni hanno – con la sola eccezione del Primo Ministro, Mykola Azarov – evidenziato l’innocenza di Julija Tymoshenko. Inoltre, il PM ha rigettato ben due richieste di liberazione dell’anima della Rivoluzione Arancione dalla detenzione in isolamento, giudicata una misura illiberale e troppo severa per le imputazioni: la prima è stata esposta dall’avvocato difensore, Jurij Sukhov, la seconda, invece, dai vertici della Chiesa Ortodossa del Partiarcato di Kyiv, di quella battista-evangelica, di quella Romano-Cattolica, ed appoggiata dall’incaricata governativa per la Difesa dei Diritti Umani, Nina Karpachova.

Infine, forse per compensare tali decisioni impopolari, Kirejev ha accettato una terza istanza circa la riammissione nel team della difesa dell’avvocato precedentemente escluso Mykola Siryj, e del marito e della figlia della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, e Jevhenija Karr: il Codice Giuridico ucraino consente ai famigliari di ricoprire il ruolo di avvocato pur non essendo legali di professione – del resto è così anche per l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, altra vittima di un processo politico, detenuto in isolamento, e difeso dalla moglie – e, nel caso del’Anima della Rivoluzione, si tratta di una misura indispensabile, dal momento in cui solo agli stretti parenti di chi è detenuto in massima sicurezza sono permesse visite giornaliere, che, ora, sono l’unico momento utile per concordare la strategia difensiva.

Ambasciatore UE: “Julija Tymoshenko processata per avere salvato l’Europa”

Una situazione molto poco occidentale che ha turbato la platea, composta da giornalisti, deputati nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e rappresentanti delle ambasciate di Francia, USA, Germania, e Svezia. Oltre ad essi, l’Ambasciatore dell’Unione Europea, José Manuel Pintu Teixeira, che, sconvolto, ha abbandonato la seduta anzitempo, e, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja, sottolineato come Julija Tymoshenko sia processata de facto per aver salvato l’Europa da un’ennesima possibile Guerra del Gas con la Russia, realmente ad un passo dalla chiusura dei rubinetti.

Reazione anche dalla piazza, dove, malgrado il divieto delle Autorità e la pressione delle forze speciali di polizia, i sostenitori dell’ex-Primo Ministro accampati sul centrale Khreshchatyk hanno raggiunto quota 200, e trascorso la terza notte nella tendopoli installata presso il Tribunale Pechers’kyj. Inoltre, i Partiti dell’Opposizione Democratica hanno ufficializzato la creazione del Comitato di Difesa dalla Dittatura: un cartello elettorale composto, oltre che da Bat’kivshchyna, anche dal Narodnyj Rukh di Borys Tarasjuk, dal Front Zmin di Arsenij Jacenjuk, dalla Hromad’jans’ka Pozycija di Anatolij Hrycenko, da Nasha Ukrajina di Viktor Jushchenko, da Narodna Samooborona di Jurij Lucenko, dalla Jevropejs’ka Partija di Mykola Katerynchuk, e da Reformy i Porjadok dell’attuale Primo Ministro del governo-ombra, Serhij Soboljev.

E stato lui ad indicare la prima mossa comune del neonato cartello elettorale: la convocazione di una seduta straordinaria della Verkhovna Rada per chiedere conto del processo a Julija Tymoshenko al referente del Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto il vero responsabile di un procedimento, giudicato anche a livello internazionale – dall’Occidente, e persino dai russi – politicamente motivato.

Matteo Cazzulani

Julija Tymoshenko vicina all’arresto. E i testimoni dall’accusa le danno ragione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 28, 2011

L’accusa avanza la richiesta di detenzione per la Leader dell’Opposizione Democratica, respinta da un giovane PM che non permette nuovi avvocati alla difesa. Ex-Ministri negano le imputazioni sollevate a carico dell’anima della Rivoluzione Arancione.

Questa volta ci e mancato davvero poco. Nella giornata di mercoledì, 27 Luglio, la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e andata molto vicina alla detenzione: una pena richiesta dalla pubblica accusa per condotta irrispettosa nei confronti della Corte, la quale, sempre presieduta dal giovane giudice, Rodion Kirejev, ha respinto la proposta, in quanto esagerata rispetto al comportamento dell’imputata.

D’altro canto, Julija Tymoshenko non ha mancato mai di rispetto al giudice. A sostenerlo, non solo una nota dell’Unione degli Avvocati ucraini, e le opinioni di diversi esperti, che hanno illustrato come alla difesa della Leader dell’Opposizione Democratica non siano stati concessi tempi e mezzi necessari alla presa visione delle imputazioni, ma anche la risolutezza con cui l’anima della Rivoluzione Arancione si e preparata al possibile arresto: impassibile, ma cauta, come dimostrato da una foto in bianco e nero, pubblicata sulla Ukrajins’ka Pravda, che ha tenuto il Paese con fiato sospeso.

I testimoni contro l’Accusa

Scongiurato l’arresto, l’ennesimo colpo di scena: i testimoni convocati dall’accusa hanno negato le imputazioni per cui Julija Tymoshenko e processata. In particolare, l’ex-Ministro dell’Energia, Jurij Prodan, ha negato perdite nel Bilancio statale in seguito agli accordi per il gas stretti dall’ex-Primo Ministro con il suo collega russo, Vladimir Putin, nel Gennaio 2009. L’ex Ministro dell’Industria, Volodymyr Novyc’kyj, non ha saputo negare ne confermare l’accusa di abuso d’ufficio dell’attuale Leader dell’Opposizione Democratica in tale occasione.

Una piccola vittoria per Julija Tymoshenko, costretta alla difesa solitaria, dopo l’ennesimo allontanamento dei suoi due avvocati, Oleksandr Plakhotnjuk e Mykola Syrij, spinti alla rinuncia per lo scarso tempo concesso dal PM per la preparazione. L’ennesima richiesta di tempo per la ricerca di nuovi legali avanzata dalla Leader dell’Opposizione Democratica e stata respinta, così come l’inserimento negli atti del procedimento i documenti ufficiali riguardanti i fatti citati dai due testimoni.

Condanne a quello che e stato definito un processo politico sono state espresse da Consiglio d’Europa, USA, PPE, e principali ONG internazionali indipendenti. Con un’apposita risoluzione, il Parlamento Europeo ha invitato le autorità ucraine a porre fine ad procedimento che potrebbe costituire un serio ostacolo alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, ed al varo della relativa zona di Libero Scambio, ambita anche dai businessman che sponsorizzano il Presidente, Viktor Janukovych, ritenuto da Julija Tymoshenko il vero responsabile del procedimento.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO ACCUSA IL PM

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 24, 2011

Gli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica accusano Rodion Kirjejev di abuso d’ufficio nel processo a carico dell’anima della Rivoluzione Democratica. Pausa nel ricorso contro RosUkrEnergo presso il Tribunale statunitense

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko

Dalla parte della difesa a quella dell’accusa. Questa è la tattica che sarà adottata da Mykola Siryj, avvocato difensore di una Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, fortemente penalizzata dalla condotta del giudice, Rodion Kirjejev, ritenuta anti-costituzionale e fortemente lesiva del diritto dell’imputata.

Nello specifico, il legale dell’anima della Rivoluzione Arancione ha illustrato come, non essendo in grado di citare con precisione l’articolo del Codice Penale e l’imputazione formale a carico di Julija Tymoshenko, il giovane magistrato sia incappato nel reato di presunzione di colpa e, de facto, stia “giudicando” l’imputata solamente sulla base di ipotesi.

Inoltre, come evidenziato da Siryj, il PM ha dimostrato la volontà di terminare in fretta il procedimento, negando alla Leader dell’Opposizione Democratica, ed ai suoi rappresentanti, tempo per la visione delle imputazioni preliminari, e presenza durante la prima lettura delle accuse.

Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è sotto processo per gestione fraudolenta del bilancio pubblico per 1,5 Miliardi di Hryvnje, e condotta anti-statale nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin. A condanna di quello che è stato definito come un processo politicamente motivato si sono espressi Consiglio d’Europa, USA, PPE, e principali ONG internazionali indipendenti. Il parlamento Europeo ha approvato una risoluzione, con cui ha messo in dubbio la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, se a Kyiv le pressioni a carico di Opposizione Democratica e media liberi non saranno terminate.

Pausa nel ricorso contro l’intermediario

In pausa, per impossibilità di partecipazione dell’anima della Rivoluzione Arancione, anche il parallelo procedimento giudiziario negli Stati Uniti, a cui Julija Tymoshenko si è rivolta per ricorrere contro la restituzione alla compagnia RosUkrEnergo – di proprietà dell’oligarca Dmytro Firtash, il principale sponsor del Presidente, Viktor Janukovych – di 12,1 miliardi di metri cubi di gas appartenenti al colosso statale ucraino, Naftohaz.

Tale decisione, ordinata nel 2010 dall’Arbitrato di Stoccolma, è dovuta alla decisione di eliminare RosUkrEnergo dalle trattative per il gas tra Naftohaz ed il monopolista russo, Gazprom, concordata nel 2008 da Julija Tymoshenko e Vladimir Putin per ribassare il tariffario imposto da Mosca a Kyiv: privata delle riserve di gas contenute nei propri siti di stoccaggio – ex lege non più vendibili all’Ucraina – RosUkrEnergo ha esposto ricorso per ottenerne la restituzione.

Lecito ricordare che la compagnia intermediaria, posseduta per metà da Firtash, e per metà da Gazprom, è stata introdotta nel 2006, in seguito alla prima guerra del gas, per la compravendita di gas turkmeno. A volerla, un accordo tra Vladimir Putin, allora Presidente della Federazione Russa, e Viktor Jushchenko, ex-Capo di Stato ucraino.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: IL GIUDICE NON SA COME ACCUSARE JULIJA TYMOSHENKO AL PROCESSO FARSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 23, 2011

PM ed accusa commettono errori nelle procedure di stesura delle imputazioni ufficiali a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, che esige la chiusura del procedimento per insufficienza di prove. il giudice, Rodion Kirjejev, sotto osservazione del Consiglio Supremo della Magistratura per uso della forza e condotta irregolare

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Due errori grossolani dell’accusa rischiano di rovinare la farsa perfetta. Nella giornata di venerdì, 22 Luglio, il giudice Rodion Kirjejev non ha saputo citare il capo d’accusa preciso, con relativo articolo del Codice Penale, per il quale la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, deve essere giudicata: un errore evidente, forse dettato dalla giovane età del PM, o, come sostengono alcuni esperti, dalla ragione politica del procedimento, che ha portato l’Anima della Rivoluzione Arancione ha richiederne la chiusura per insufficienza di prove, e costretto il magistrato alla Camera di Consiglio fino alle 21 quando, senza sorpresa, ha rigettato la richiesta, e aggiornato la seduta.

Una piccola vittoria per Julija Tymoshenko, che, sempre venerdì, 22 Luglio, è andata molto vicina alla chiusura del processo, anche a causa degli errori dell’accusa: durante la rilettura dei capi d’imputazione – necessaria, dal momento in cui la precedente è avvenuta in assenza dell’imputata e di un suo rappresentante, entrambi espulsi dall’aula – il testo esposto oralmente dal Procuratore, Lidija Frolova, non ha corrisposto con quello presentato agli atti, e, per questo, gli avvocati difensori, Oleksandr Plakhotnjuk e Mykola Siryj, hanno richiesto il rinvio alla Procuratura.

Anche il PM sotto inchiesta

Decisione anch’essa respinta da un Rodion Kirjejev in palese difficoltà e, come comunicato dall’ex-legale della difesa, Serhij Vlasenko, oggetto di un’indagine da parte della Corte Suprema di Giustizia, a cui l’avvocato della Leader dell’Opposizione Democratica, assieme a Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – si è appellato per uso della forza, mancato rispetto delle norme processuali, e condotta anti-professionale da parte del giovane PM.

Lecito ricordare che, secondo la lettura delle imputazioni – che ancora non hanno trovato corrispondente in un preciso articolo del Codice Penale – Julija Tymoshenko, ex-Primo Ministro, è accusata di gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso degli accordi per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Critiche ad un processo definito politicamente motivato, e dimostrazione del regresso democratico ucraino, sono pervenute da Consiglio d’Europa, USA, ONU, PPE, e dalle maggiori ONG indipendenti. Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui ha invitato le autorità di Kyiv ad interrompere il processo a carico di Julija Tymoshenko, in quanto il mancato rispetto di democrazia e libertà rende difficile la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina. E, con esso, il varo di una Zona di Libero Scambio, ambita anche dai grandi imprenditori filorussi, sponsor dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Matteo Cazzulani