LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: Obama e Boehner evitano lo Shut Down

Posted in USA by matteocazzulani on December 14, 2014

Il Congresso passa il nuovo bilancio che evita un’impopolare chiusura forzata degli uffici pubblici. Centristi democratici e moderati repubblicani favorevoli al provvedimento, mentre i liberali del Partito Democratico e i conservatori del Partito Repubblicano si sono schierati contro la misura

Philadelphia – Un accordo bipartisan per evitare una chiusura degli uffici statali avvertita come impopolare. Nella nottata di sabato, 13 Dicembre, il Senato degli Stati Uniti d’America ha approvato il bilancio federale per il nuovo anno.

Come riportato dalla Reuters, la misura, precedentemente approvata alla Camera dei Rappresentanti, permette di evitare lo Shut Down, ossia lo stop all’erogazione dei fondi per il funzionamento dei Dipartimenti e degli uffici pubblici.

Il provvedimento, che conferma fino a Settembre gli stanziamenti economici per tutti i Dipartimenti fatto salvo quello della Sicurezza Nazionale, che ha ottenuto una copertura solo fino a Febbraio, è stato supportato al Senato da una maggioranza composta da centristi democratici e moderati repubblicani.

Nello specifico, il budget, opposto da alcuni democratici liberali e dai repubblicani conservatori, prevede una misura di 1,1 trilioni di Dollari, frutto di una mediazione accettata dal Presidente degli Stati Uniti, il democratico Barack Obama, elaborata dallo Speaker della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano John Boehner.

Da un lato, Obama ha ottenuto fondi per la lotta contro ebola, finanziamenti per rafforzare la lotta contro lo stato islamico ISIL e denaro per sostenere lo sviluppo in America Centrale.

Dall’altro, i repubblicani hanno ottenuto il finanziamento parziale del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, dei cui fondi il Presidente intende avvalersi per legalizzare 4,7 milioni di immigrati irregolari.

Oltre a mettere a repentaglio la realizzazione di una delle proposte politiche di Obama, i repubblicani hanno anche ottenuto fondi per incrementare le strutture difensive della NATO in Europa Centro-Orientale dall’aggressione militare della Russia e per supportare la gestione della crisi in Siria.

La corsa alla Casa Bianca importante negli schieramenti

Nonostante la misura sia passata con una maggioranza bipartisan, la votazione sul budget ha comportato fratture notevoli all’interno sia dello schieramento democratico che di quello repubblicano, motivati dal rimescolamento degli equilibri interni ai due schieramenti in vista delle primarie presidenziali.

Lo scontro interno allo schieramento democratico si è verificato durante la votazione del provvedimento alla Camera dei Rappresentanti, dove la Capogruppo del Partito Democratico, Nancy Pelosi, ha compattato l’ala liberale del suo schieramento nell’opporre la misura perché ritenuta lesiva del ceto medio.

Cos riportato dall’autorevole Politico, con la sua strenua opposizione ad un provvedimento supportato dal Presidente Obama, la Pelosi, venendo sostenuta al Senato da Elizabeth Warren, ha effettuato una decisa scelta di campo.

Nelle prossime primarie presidenziali democratiche, la liberale Warren intende infatti contrastare la centrista Hillary Clinton.

Nel campo repubblicano, la divisione interna si è fatta più visibile al Senato, dove il senatore vicino al Tea Party Ted Cruz ha compattato l’ala conservatrice nel contrastare un documento ritenuto insufficiente per frenare l’azione e di Obama sull’immigrazione.

A favore del documento si è però schierato il Capogruppo del Partito Repubblicano al Senato, Mitch McConnel, che sembra essere orientato a supportare la corsa alle primarie presidenziali dei republicans di Jeb Bush al posto di quella di Ted Cruz.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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Politica USA: i repubblicani chiedono a Obama di rinunciare alla riforma dell’immigrazione per evitare lo Shut Down

Posted in USA by matteocazzulani on December 11, 2014

Lo Speaker della Camera Bassa del Congresso, il repubblicano John Boehner, propone ai democratici di accettare il rifinanziamento di tutti i Dipartimenti, fatto salvo quello della Sicurezza Nazionale, di cui il Presidente vuole avvalersi per regolarizzare 4,7 milioni di immigrati irregolari come promesso agli elettori. La maggioranza concede fondi per contrastare lo stato islamico ed Ebola.

Philadelphia – Un pacchetto di 1,1 trilioni di Dollari e una corsa contro il tempo di tre giorni per evitare lo Shut Down del Governo. Nella giornata di mercoledì, 10 Dicembre, la maggioranza repubblicana presso la Camera dei Rappresentanti del Congresso ha presentato una proposta di rinnovo del bilancio federale che prevede la conferma di quasi tutte le dotazioni per ciascun Dipartimento, fatto salvo quello della Sicurezza Nazionale.

La proposta, che lo Speaker della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano John Boehner, ha già calendarizzato al voto per evitare ogni mediazione, rappresenta una proposta di compromesso con la minoranza democratica.

Da un lato, la proposta prevede il rinnovo dei fondi per i Dipartimenti del Governo fino a Settembre 2015, ma limita l’erogazione di risorse al Febbraio 2015 per il solo Dipartimento della Sicurezza Nazionale.

D’altro canto, i repubblicani hanno concesso l’erogazione di fondi per la lotta contro lo stato islamico ISIL e per contrastare Ebola: due punti particolarmente cari al Presidente degli Stati Uniti, il democratico Barack Obama.

La decisione di non finanziare appieno il Dipartimento della Sicurezza Nazionale è stata presa per ostacolare la regolarizzazione di 4,7 Milioni di immigrati irregolari, che Obama ha promesso di attuare avvalendosi dei fondi a disposizione del Governo, dopo la storica sconfitta dei democratici nelle Elezioni di Mid-Term.

Il provvedimento, che deve essere votato entro la mezzanotte di venerdì per evitare lo Shut Down del Governo -ossia la chiusura degli uffici pubblici per mancanza di denaro- ha subito riscontrato l’opposizione dei democratici.

Come riportato dalla Reuters, la Capogruppo dei democratici alla Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, ha accusato i repubblicani di approvare misure che danneggiano la classe media, ed ha invitato la maggioranza a rinegoziare la proposta per evitare di incorrere nell’opposizione della minoranza.

Fondi per l’Europa Centro-Orientale e l’America Centrale

Come riportato dall’autorevole Politico, il duello sul compromesso proposto dai repubblicani porterà all’approvazione di limature che, quasi certamente, non intoccheranno le misure straordinarie avanzate, sempre sulla base del compromesso, in materia di politica estera e di difesa.

La proposta prevede l’erogazione di 175 milioni di Dollari su un tema più caro ai repubblicani come il sostegno ai Paesi dell’Unione Europea e quelli dell’Europa Orientale minacciati dalla Russia di Putin, come Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia ed Ucraina.

D’altro canto, la misura prevede un pacchetto di 260 milioni di Dollari su un ambito su cui sono i democratici a tenere di più, come l’aiuto allo sviluppo sociale ed economico dell’America Centrale, finalizzato alla limitazione del flusso migratorio verso gli Stati Uniti d’America.

Matteo Cazzulani
Analista Politico di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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OBAMA AUMENTA IL DEBT CEILING: I DEMOCRATICI CONVINCONO FINALMENTE I REPUBBLICANI

Posted in USA by matteocazzulani on February 17, 2014

Il Presidente degli Stati Uniti d’America firma l’aumento della soglia di indebitamento dello Stato che permette di finanziare progetti sociali, pagare stipendi e pensioni ed evita la bancarotta. Decisiva la costanza dei democratici, che hanno convinto i repubblicani a supportare le misure economiche del Capo dello Stato

Una vittoria ottenuta con la tenacia, che dimostra come, in tempo di crisi, l’aumento della spesa sociale sia una misura di gran lunga migliore rispetto alle politiche di austerità. Nella giornata di Domenica, 16 Febbraio, il Presidente degli Stati Uniti d’America, il democratico Barack Obama, ha reso esecutivo il provvedimento per aumentare la soglia di indebitamento dello Stato.

Questa misura è stata necessaria per evitare il ripetersi dello Shut Down: la bancarotta delle casse statali che, già nell’Ottobre 2013, ha costretto centinaia di dipendenti pubblici alle ferie forzate, ed ha paralizzato il funzionamento degli uffici dell’Amministrazione Statale.

Nello specifico, la firma di Obama permette non solo l’erogazione di fondi per programmi sociali e per il pagamento di stipendi e pensioni per Dipendenti pubblici, ma mette in sicurezza la situazione dei conti statali almeno fino a dopo le Elezioni di Mid-Term del 2014.

A rendere possibile questo risultato è stata la ferma posizione mantenuta dai democratici, che hanno sempre supportato la necessità di incrementare la soglia di indebitamento per evitare la bancarotta, che si sono opposti all’ostruzionismo dei repubblicani, mirato ad ottenere il dietrofront del Presidente Obama sull’approvazione della riforma sanitaria e tagli alla spesa pubblica.

La resa dei conti è arrivata martedì, 11 Febbraio, quando presso la Camera dei Rappresentanti, 28 repubblicani, consapevoli del crollo nei sondaggi per via di un’opinione pubblica USA che non ha digerito il continuo ostruzionismo alle politiche fiscali del Presidente Obama, hanno votato con i 193 deputati della minoranza democratica per innalzare la soglia di indebitamento.

Più che una formalità è stato il voto al Senato, in cui la maggioranza democratica, che avrebbe comunque avuto i numeri per approvare la proposta di Obama da sola, è stata raggiunta nel voto favorevole da un manipolo di repubblicani guidati dal Senatore dell’Arizona, John McCain.

Tra USA e Cina un patto sul Global Warming

Oltre che in politica interna, un altro successo di Obama è stato ottenuto in ambito estero con l’accordo di cooperazione tra gli USA e la Cina per la lotta alle emissioni inquinanti che, come riporta una nota ufficiale, è stato negoziato durante una visita di lavoro a Pechino dal Segretario di Stato, John Kerry.

USA e Cina, responsabili della maggioranza delle emissioni inquinanti su scala mondiale, si impegneranno per approntare misure di contenimento del Global Warming, come lo scambio costante di informazioni e l’adozione di una comune strategia in preparazione al prossimo vertice climatico di Parigi, in cui una nuova agenda globale per la riduzione dell’inquinamento sarà apportata dalle principali potenze mondiali.

L’accordo tra USA e Cina segue l’approvazione da parte del Parlamento Europeo di una riduzione delle emissioni inquinanti più severa di quella prevista dal Protocollo di Kyoto, che indica la necessità di ridurre il Global Warming del 20% entro il 2020.

Con un atto di coraggio, l’Unione Europea ha deciso di fare un passo in più per dare un forte segnale anche alle altre superpotenze in merito ad un problema da cui dipendente la salute di tutto il pianeta.

Matteo Cazzulani

ELEZIONI AMMINISTRATIVE USA: VINCE OBAMA, PERDE IL TEA PARTY

Posted in USA by matteocazzulani on November 6, 2013

Il progressista Bill De Blasio vince a New York con un programma basato su equità e cambiamento delle politiche dure del Sindaco uscente Mike Bloomberg. In Virginia, vince McAuliffe, sostenuto dal Presidente USA e dalla probabile candidata democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton, sul conservatore Ken Cuccinelli.

Un vento nuovo che tira dal fronte liberal-progressista, ha condizionato le elezioni amministrative statunitensi di martedì, 5 Novembre, in cui i democratici del Presidente, Barack Obama, hanno riportato importanti vittorie. Il più importante dei risultati, almeno per gli italiani, è l’elezione a Sindaco di New York di Bill De Blasio, democratico dell’ala liberal -la più spostata a sinistra- che, con il 73% dei consensi, ha surclassato il repubblicano Joe Lhota, fermo sl 23% e supportato dall’establishment conservatore dell’ex-Primo Cittadino della Grande Mela, Rudolph Giuliani.

De Blasio ha promesso il cambiamento delle politiche rigide, sopratutto in ambito poliziesco, attuate dal Sindaco uscente Michael Bloomberg -un conservatore poi passato tra gli indipendenti- ed ha supportato l’approvazione di misure di equità per limitare le disparità sociali tra i più agiati e i meno abbienti.

Il Nuovo Progressismo -come è stato definito dal Washington Post- di De Blasio va di pari passo con l’importante vittoria in Virginia del candidato democratico Terry McAuliffe sul repubblicano di orientamento social-conservatore Ken Cuccinelli.

La vittoria di McAuliffe in uno stato fortemente polarizzato politicamente, e che è stato duramente colpito dallo Shut Down -la chiusura forzata degli uffici pubblici per via della mancata approvazione del budget dopo un ostruzionismo dei repubblicani alla camera- è una vittoria del Presidente Obama e della possibile candidata democratica alle prossime Elezioni Presidenziali, Hillary Clinton, che hanno partecipato attivamente alla campagna del neo-eletto Governatore.

Il buon risultato dei democratici in Virginia è leggibile anche come un crollo del Tea Party: l’ala più oltranzista dei repubblicani che sostiene il taglio totale delle tasse che, secondo eminenti sondaggi, è stata ritenuta dagli elettori responsabile dello Shut Down.

Del resto, lo stesso Cuccinelli è stato sostenuto da esponenti dello stato maggiore del Tea Party, come il Senatore Ted Cruz -uno dei più acerrimi avversari della riforma sanitaria del Presidente Obama- e il Governatore della Lousiana, Bobby Jindal.

Christie trionfa in New Jersey

Importante per gli scenari federali è anche la vittoria in New Jersey del repubblicano Chris Christie, Governatore uscente che, con il 60,5% dei consensi, ha vinto sulla democratica Barbara Buono, ferma al 38% dei voti.

Ritenuto un repubblicano moderato, Christie è stato abile a catalizzare un consenso bipartisan di conservatori e progressisti, grazie sopratutto ai suoi buoni rapporto con il Presidente Obama, con cui ha cooperato nella gestione dell’emergenza ambientale dovuta all’uragano Sandy.

Secondo diversi esperti, la vicinanza di Christie ad Obama ha contribuito alla sconfitta del candidato repubblicano Mitt Romney nelle Elezioni Presidenziali del 2012, ed ha permesso a molti democratici di apprezzare le capacita politiche del Governatore del New Jersey.

Proprio le elezioni presidenziali sono l’obiettivo che, come dichiarato a più riprese, Christie si è posto, pronto alle primarie repubblicane per ottenere la possibilità di correre per la Casa Bianca contro la democratica Hillary Clinton.

Una vittoria per i democratici

Il risultato elettorale, seppur legato a dinamiche locali, dimostra che l’elettorato USA ha riposto fiducia nel campo democratico, sopratutto nel Presidente Obama.

Nel contempo, i cittadini statunitensi hanno espresso contrarietà nei confronti delle politiche conservatrici, che, per due settimane lo scorso Ottobre, hanno provocato una paralisi dello Stato.

Nell’Election Day, importanti votazioni hanno visto la legalizzazione della cannabis in Colorado e la legalizzazione dei matrimoni omosessuali in Illinois.

Matteo Cazzulani