LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PRIMA IL BASTONE, POI LA CAROTA AVVELENATA PER JULIJA TYMOSHENKO: ECCO COME POTREBBE FINIRE IL PROCESSO FARSA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 9, 2011

Le autorita ucraine pensano alla decriminalizzazione dell’articolo per cui e incrimanata – e reclusa – la Leader dell’Opposizione Democratica: possibilitata, cosi, alla partecipazione alle prossime elezioni – come richiesto dall’Unione Europea – seppur moralmente colpevole. La contrarieta della sua Forza Politica ad una manovra del Presidente, Viktor Janukovych, mirata all’incremento del suo rating a livello internazionale, dove anche la Grecia non supporta l’Ucraina

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Prima la condanna, poi la decrimilizzazione. Questa sarebbe la soluzione che l’Amministrazione Presidenziale di Viktor Janukovych avrebbe ipotecato per la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko: in isolamento dallo scorso 5 Agosto, prima ancora che a condannarla sia stato un verdetto in un processo palesemente politico, che vede l’ex-Primo Ministro imputata per gestione fraudolenta del bilancio statale per 1,5 Miliardi di Hryvnje, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas nel Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Capi privi di fondamento, negati persino dai testimoni convocati dall’accusa – 40 contro i solo 2 ammessi per conto della Difesa – che hanno preoccupato ulteriormente l’Europa: pronta a mettere in discussione la sigla dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina dinnanzi alle repressioni non solo della Leader dell’Opposizione Democratica, ma anche di un’altra decina di esponenti del campo arancione similmente trattati, come l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Una situazione scomoda, che le Autorita avrebbero pensato di risolvere con la decrimilizzazione dell’articolo del Codice Penale – il 365 –  per cui Julija Tymoshenko e finita  addirittura in galera: un passaggio tecnico, da approntare per via parlamentare, ma su iniziativa presidenziale, una volta annunciata la condanna in sede gidiziaria.

„Vogliono incolpare la Tymoshenko sul piano morale, ma non su quello legale – ha evidenziato, a Radio Liberty, Andrij Shkil’, Deputato nazionale di Bat’kivshchyna, la Forza Politica della Leader dell’Opposizione Democratica – e permetterle cosi la partecipazione alle prossime elezioni, seppur ancora sostanzialmente colpevole dinnanzi alla legge”.

Un abile gioco, confermato, da una fonte governativa, all’autorevole Dzerkalo Tyzhnja: prima la condanna, poi la decriminalizzazione su decreto di Janukovych, giusto in tempo per la sua prossima visita a Bruxelles, dove il Capo di Stato ucraino sarebbe pronto a mostrarsi come garante di una giustizia, altresi assente nel Paese.

Tuttavia, a cadere nel tranello della via tecnica per la liberazione di Julija Tymoshenko sono stati i suoi alleati di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, che, nella giornata di mercoledi, 5 Ottobre, hanno presentato un emendamento per la modifica dell’articolo 365, respinto dalla maggioranza compatta – composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv: la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – e dalla stessa Bat’kivshchyna.

„Siamo contrari ad ogni decriminalizzazione, poiche Julija Tymoshenko e innocente – ha dichiarato, sempre a Radio Liberty, il Capogruppo, Ivan Kyrylenko –  la sua liberazione previa modifica del Codice Penale significherebbe ammettere la sua responsabilita per qualcosa che non ha commesso”.

Lecito ricordare che per Julija Tymoshenko l’Accusa ha chiesto 7 anni di galera, piu 3 di interdizione alla vita politica, ed il pagamento di una multa. Nel corso dei dibattiti, la Difesa ha dimostato la falsificazione di numerosi documenti, registrati agli atti come presunte prove della colpevolezza dell’ex-Premier, alcuni di essi addirittura datati il 31 Aprile. Per volere del giovane giudice, Rodion Kirejev, la sentenza sara annunciata senza la presenza di Rappresentanti Diplomatici ne politici, ma solo di non specificati giornalisti ufficialmente accreditati.

Contrari a quello che e stato valutato come un processo politico si sono dichiarati Unione Europea, Consiglio d’Europa, USA, NATO, principali Diplomazie del Mondo Libero occidentale, maggiori ONG indipendenti internazionali – tra cui l’autorevole Freedom House, e numerose petizioni di letterati, politologi, Professori e giornalisti – simile a quella lanciata da Il Legno Storto, acncora aperta all’adesione di tutti.

Anche la Grecia scarica Janukovych

Nel corso del summit del Partenariato Orientale di Varsavia, la Polonia ha mantenuto la porta aperta all’Ucraina, ma ha avvertito Kyiv che la repressione politica complica il tradizionale supporto polacco alle aspirazioni euroatlantiche ucraine. Infine, nella giornata di mercoledi, 5, Ottobre, il Presidente, Viktor Janukovych ha incassato il no all’UE persino dalla Grecia in pieno default. Come riportato dall’Ambasciatore di Kyiv, Atene non ha alcuna intenzione di supportare l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, in quanto non ancora matura sul piano politico.

Matteo Cazzulani

Viktor Jushchenko al processo di Julija Tymoshenko: funerale della Rivoluzione Arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 18, 2011

L’ex-Presidente e Premier arancioni si accusano reciprocamente per la responsabilità sugli accordi del gas del 2009. La rabbia del popolo del Majdan contro il capo di stato emerito.

“Non intendo porre alcuna domanda al testimone Jushchenko per mantenere un minimo di onore ad una Rivoluzione Arancione oramai sbiadita”. Queste le parole con cui la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, ha rinunciato ad interrogare Viktor Jushchenko, ex-Presidente e, sopratutto, alleato di una Rivoluzione Arancione oggi al suo funerale.

Sia chiaro, la rivoluzione pacifica che ha portato l’Ucraina ad assaporare l’occidente e la
Liberta per cinque anni – dal 2005 al 2010 e clinicamente morta già lo scorso venerdi, 5 Agosto, con l’arresto di Julija Tymoshenko, ma l’interrogatorio di oggi, mercoledì, 17 Agosto, ne e stato il vero e proprio funerale.

Una cerimonia a tutto tondo, con tanto di sepoltura: quelle delle uova lanciate contro il convoglio di Jushchenko, anche da quei pochi militanti del suo partito, Nasha Ukraina, rimasti attaccati al colore arancione.

Ironia della sorte, la marcia funebre ha suonato le note del gas, la vera causa della dipendenza dell’Ucraina alla Russia, e, di conseguenza, del fallimento di una rivoluzione arancione: oramai, capitolo di storia nemmeno più raccontato nei nuovi manuali di storia voluti dall’attuale governo filorusso.

Nello specifico, La deposizione di Jushchenko ha riguardato gli accordi per il rinnovo delle forniture di gas con la Russia del Gennaio 2009, a cui le autorità arancioni, malgrado una dichiarazione congiunta i Jushchenko e Tymoshenko, si sono presentate divise: il presidente, favorevole al mantenimento di intermediari tra Kyiv e Mosca – a suo avviso garanzia di un prezzo basso – e di un debito ucraino spalmato a lungo nel tempo con una formula economica. La Premier, invece, contraria ad ogni intermediario – visto come fonte di corruzione – e favorevole ad una stretta immediata di un contratto che garantisse un inverno al caldo agli ucraini, e la garanzia delle forniture ad un Europa che richiamava l’Ucraina alle proprie responsabilità di Paese di transito del gas.

Tralasciando i dettagli tecnici – la cui noia nemmeno l’ausilio dell’interprete del rappresentante dell’Ambasciata Italiana, presente in vece UE, e riuscito a contrastare – e opportuno ricordare che, nel gennaio 2009, l’Ucraina si e trovata sull’orlo di un’ennesima Guerra del Gas: la Russia era pronta all’ennesima chiusura dei rubinetti, mentre l’Europa, allora sotto la presidenza ceca, richiedeva maggiori sicurezze per le forniture di gas.

Giudicata la circostanza, e le imminenti elezioni presidenziali – a cui sia Jushchenko che Tymoshenko erano candidati, l’uno contro l’altra – la Primo Ministro ha accettato condizioni onerose, che hanno livellato il tariffario per l’Ucraina a quello applicato all’Europa Occidentale, ma, nel contempo, hanno scaldato gli ucraini, ed eliminato la compagnia RosUkrEnergo: intermediario tra i monopolisti russo, Gazprom, ed ucraino, Naftohaz, supportato da Jushchenko malgrado fosse posseduto dall’oligarca Dmytro Firtash, il principale sponsor di Viktor Janukovych.

Sulla carta, l’attuale Capo di Stato sarebbe dovuto essere il comune nemico del campo arancione. Forse, lo e stato nel 2004, quando Tymoshenko e Jushhenko sono riusciti a mobilitare milioni di ucraini per la Democrazia e l’Europa. Ma non oggi, quando l’ex-Premier e detenuta in isolamento per una imprecisa accusa di abuso d’ufficio, ed all’ex-presidente, sceso più volte a patti con Janukovych, di arancione e rimasto solo il tuorlo delle uova lanciategli dai suoi ex-sostenitori: in particolare dai militanti di Nasha Ukrajina, il suo partito.

Sulle orme della Russia

“E un traditore – ha dichiarato Marysja, militante di Zhytomyr di Bat’kivshchyna, il Partito dell’ex-Primo Ministro – siamo in 500 a rappresentare le migliaia di indiavolati contro chi ci ha ingannato, e soffocato le nostre speranze. Oggi – ha continuato – il Majdan arancione ha solo una Leader: Julija Tymoshenko. Anche se in carcere – ha concluso – processata ed ingabbiata per averci scaldato”.

Ed oggi, con il comune nemico Janukovych al potere, il popolo e sempre più povero, sottomesso a Mosca, e sempre più vicino ad emulare la modalità russa di trattare il dissenso.

“Per Julija Tymoshenko e stata scelta la misura più dura – ha dichiarato al Legno Storto il Deputato Nazionale di Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’ – l’arresto e una misura esagerata per un’imputata che non ha mai rinunciato a collaborare. E la dimostrazione che di lei le Autorità hanno paura”.

“Ha ragione il famoso detto popolare – ha dichiarato Olena, militante di Ternopil’ di Narodna Samooborona: la forza politica del campo arancione di Jurij Lucenko, altro dei dieci politici di spicco dell’Opposizione Democratica detenuto in isolamento – secondo cui dove sono due ucraini ci sono tre hetmani. Gli ultimi della storia ucraina si sono chiamati Jushchenko e Tymoshenko. Hanno litigato – ha continuato – e l’Ucraina ha perso la Liberta”.

Matteo Cazzulani

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Una notte nella tendopoli arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on August 11, 2011

Socializzazione, discussioni, confronti, ed anche sport nel sito dell’Opposizione Democratica, in sostegno della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, incarcerata e processata per ragioni politiche.

Mentre il cavallo mangia il pedone, e la torre sorveglia il terreno da possibili minacce, nemmeno troppo inaspettate, l’alfiere ha corridoio libero: e da correre ce n’è, anche perché per scaldarsi non bastano te e caffè distribuiti dalla tenda dei rifornimenti, peraltro, situata all’altro capo della tendopoli.

Nella notte di mercoledì, 10 Agosto, presso il Kreshchatyk, tutto e tranquillo, e la temuta incursione delle forze di polizia non c’e stata. Sara stata la mobilitazione di 200 sostenitori del campo arancione, oppure la presenza di diversi media nel cuore della Capitale, ma gli scontri presso la tendopoli dell’Opposizione Democratica avanzati da diverse fonti non ci sono stati. Così, ci si può permettere anche una partita a scacchi al chiaro di luna – o di lampione – anche in assenza della Regina dello scacchiere: quella Julija Tymoshenko ieri Primo Ministro, oggi, accusata di abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, processata senza prove certe, e detenuta in isolamento.

Presso la Corte Pechers’ka, dove ha luogo il procedimento giudiziario, i sostenitori della sua forza politica, Bat’kivshchyna, hanno installato una tendopoli, con una cinquantina di militanti a presidiarla nella notte.

“Di giorno arriviamo a 200 – spiega Olena, dalla oblast di Mykolajiv – ma la notte facciamo i turni. Bisogna mantenere le forze per la giornata, quando hanno luogo le sedute del processo”.

Difatti, nel sito della protesta di notte ci si rilassa. Chi non gioca a scacchi, mangia un melone, suona la fisarmonica, oppure fornisce consulenza giuridica a chi ha bisogno di un avvocato ma non ha il danaro per pagarlo, come i militanti della Crimea. Altri ancora, si intrattengono in conversazioni, anche con le forze di polizia.

“E tutto orchestrato dagli oligarchi del Donbas – illustra a un poliziotto un fervente militante – perché li difendete? Julija e innocente, dovete capirlo”.

Ma non solo la politica: situata proprio sul marciapiede del centralissimo Kreshchatyk, il luogo della protesta e continuamente popolato da visitatori intenti nello struscio notturno. Alcuni sorridono, altri insultano, altri ancora sbuffano per l’intoppo.

“Questo e spazio pubblico – illustra Andrij della sede di Zhytomir – tutti possono entrare ed uscire, senza eccezione. Certo, non mancano gli intoppi: la Corte Cittadina vuole che ce ne andiamo, anche se contro il regolamento urbano, ed i provocatori non mancano di venirci a trovare”.

Poco distante, l’accampamento del Partija Rehioniv, il Partito del Presidente Janukovych, ritenuto dall’Opposizione Democratica il vero responsabile del processo a Julija Tymoshenko. Diversamente da quello arancione, nel sito blu ai giornalisti non e permesso entrare. “Sono una quindicina di giovanotti pagati dal partito” e l’unica testimonianza che riusciamo a raccogliere da Tetjana, altra militante di Bat’kivshchyna.

Pur soppesando il parere di parte, nella tendopoli arancione si respira politica e democrazia: Deputati Nazionali no lesinano il confronto e, anzi, permangono nelle tende per ascoltare la popolazione, e gli stessi provocatori della parte avversa, come il Parlamentare Andrij Shkil’. Lo stesso Oleksandr Turchynov, braccio-destro di Julija Tymoshenko, responsabile della tendopoli, tiene a freno la fame e la stanchezza dopo l’interrogatorio non solo per animare i sostenitori, ma sopratutto per ascoltarne le voci.

Oltre a quella di Julija Tymoshenko, presenti anche altre forze dell’Opposizione Democratica, costituitesi nel Comitato di Difesa dalla Dittatura.

“Ai tempi della Rivoluzione Arancione era meglio – spiegano giovani militanti della Hromad’jans’ka Pozycija, la forza politica dell’ex-Titolare della Difesa, Anatolij Hrycenko – allora, era l’inverno 2005, arrivavano carovane di salsiccia e salami. Ora, bisogna arrangiarci da soli, e di offerto c’e solo qualche pirazhok. Stasera a scaldarci c’e stata anche la cocente sconfitta della nazionale ucraina, un gol al 95esimo dalla Svezia, in casa nostra”.

Oltre al giallo-nero dei giovani tifosi, c’e il gazebo verde del Front Zmin dell’ex-Speaker, Arsenij Jacenjuk, due giallo-blu del Narodnyj Rukh dell’ex-Ministro degli Esteri, Borys Tarasjuk, uno blu di Reformy i Porjadok del Primo Ministro del Governo-Ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, e, ovviamente, la moltitudine di tende bianche con il cuore rosso di Bat’kivshchyna: nuove tinte di un campo arancione che, seppur in numeri inferiori, prova a trovare un’unita, indispensabile per il mantenimento della democrazia in Ucraina, e della via per l’integrazione europea.

Matteo Cazzulani

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LA POLONIA TROPPO FREDDA CON L’UCRAINA

Posted in Polonia, Ukraina by matteocazzulani on April 14, 2011

Il Premier polacco, Donald Tusk, ed il presidente ucraino, Viktor Janukovych, dichiarano collaborazione per l’integrazione di Kyiv a Bruxelles. Nei fatti, Varsavia nega la cancellazione dei visti UE per gli ucraini. Ed il Capo di Stato ucraino va verso l’Unione Doganale di Mosca. Contestano le opposizioni dei due Stati

Il premier polacco, Donald Tusk

La Polonia parte con il piede sbagliato. E rischia di allontanare L’Ucraina da Bruxelles. Mercoledì, 13 Aprile, il Premier polacco, Donald Tusk, ha incontrato le massime autorità ucraine.

Una visita di un giorno. Durante la quale, a Kyiv, il Capo di Governo di Varsavia ha discusso con il suo collega ucraino, Mykola Azarov, di sviluppo economico. E, sopratutto, della preparazione al campionato europeo di calcio del 2012, ospitato in Polonia ed Ucraina.

Più politico il meeting con il Presidente, Viktor Janukovych, a cui Tusk ha comunicato piena sintonia. A sua volta, l’ucraino ha invitato il polacco a sfruttare il prossimo semestre di presidenza UE della Polonia, per agevolare il dialogo tra l’Ucraina ed il Vecchio Continente. Una priorità, secondo il Capo di Stato ucraino, della sua Amministrazione in campo estero.

Non all’altezza la risposta di Varsavia, che ha congelato la possibilità di abbattimento del Regime dei Visti UE per gli ucraini. Un’importante apertura, approvata il giorno precedente dalla Commissione Europea, con cui Bruxelles ha cercato di arginare lo slittamento di Kyiv nell’orbita di Mosca, e della sua Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka – malgrado le dichiarazioni di fedeltà all’Europa di Janukovych.

La perplessità delle Opposizioni

Il summit ucraino-polacco ha generato polemiche sullo scenario politico interno dei due Paesi. In Ucraina, l’Opposizione Democratica ha illustrato come l’obiettivo reale di Janukovych sia l’integrazione del Paese nell’Unione Doganale euroasiatica. E la conseguente, automatica, uscita dal WTO, e rinuncia ad ogni forma di membership con l’UE.

“In Parlamento – ha dichiarato a Radio Liberty il Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’ – il Presidente si dice a favore dell’Unione Doganale. Con Tusk – ha continuato – filoeuropeo. Ma la vera integrazione con Bruxelles – ha concluso – passa dal pieno rispetto dei valori democratici. Su cui, da ultimo, il Paese è carente”.

In Polonia, invece, la polemica dura da settimane, con il principale Partito di opposizione, Diritto e Giustizia, fortemente critico con la politica estera intrapresa dal governo liberale.

In particolare, ad essere attaccata dai conservatori polacchi è l’estenuante ricerca del dialogo con la Russia. Controbilanciata da una sostanziale freddezza verso Ucraina e Bielorussia.

Due Paesi di cui, solo pochi anni prima, Varsavia si è dichiarata avvocato. In nome della continua lotta per la libertà e la democrazia in Europa. Combattuta pacificamente, e vinta, in Polonia, da Solidarnosc.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: REPUBBLICA CECA CONCEDE ASILO POLITICO A BOHDAN DANYLYSHYN

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 14, 2011

Il cuore dell’Europa riconosce la repressione politica ai danni dell’ex-Ministro dell’Economia del governo di Julija Tymoshenko. Per l’Opposizione Democratica, l’ennesimo avviso di Bruxelles a Janukovych. Il silenzio della Procura Generale di Kyiv

L'ex ministro dell'economia, Bohdan Danylyshyn

Anche Praga fa marameo a Janukovych. Nella giornata di Giovedì, 13 Gennaio, il Ministro degli Interni ceco ha concesso asilo politico all’ex-Ministro dell’Economia ucraino, Bohdan Danylyshyn.

Una decisione importante. Alla quale, a breve, potrebbe seguire la sua scarcerazione, su cui dovrà pronunciarsi la Corte Cittadina della Capitale centroeuropea.

Arrestato dall’Interpol, su ordine di Kyiv, lo scorso 18 ottobre, Danylyshyn è accusato di abuso d’ufficio, e di gestione fraudolenta del potere.

Accuse politiche. Le quali, a differenza degli altri nove esponenti di spicco dell’entourage della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, incarcerati dalle Autorità, hanno spinto l’ex-titolare di dicastero a cercare rifugio all’estero.

Secondo quanto riportato dal suo avvocato, Marina Makhytkova, Danylyshyn ha accolto con gioia la decisione del Ministro degli Interni ceco.

Da oggi, seppur ancora in carcere, avrà diritti e doveri dei cittadini della Repubblica Ceca, ad eccezione di quelli politici. Potrà viaggiare liberamente, lavorare, ottenere sussidi ed assistenza medica. Ma non votare. Né candidarsi ad alcuna consultazione elettorale.

La prova della repressione

Soddisfatta anche l’Opposizione Democratica, che ha evidenziato come la decisione di Praga sia un’ulteriore certificazione del regresso democratico in atto in Ucraina dall’insediamento dell’amministrazione Janukovych.

In particolare, l’esponente del Blocco-Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’, ha evidenziato come la Repubblica Ceca sia un Paese storicamente attento alla lotta per la libertà dei popoli del Vecchio Continente.

Pertanto, la concessione a Danylyshyn dell’asilo politico deve essere interpretata come l’ennesima ammonizione dell’Occidente al Presidente ucraino.

Invece, dalle Autorità di Kyiv, alcuna dichiarazione.

Matteo Cazzulani

DIASPORA UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO NOBEL PER LA PACE

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on December 18, 2010

La proposta, appoggiata da senatori USA, in seguito alla repressione contro la Leader dell’Opposizione Democratica. “Un segnale contro la repressione politica”.

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Julija Tymoshenko dopo Lju Xiaobo. La diaspora ucraina del Nord America, ed un folto gruppo di senatori USA, sarebbero intenzionati a candidare la Lady di Ferro ucraina a Premio Nobel per la Pace 2011.

L’ipotesi, ripotata dall’autorevole comments.ua, sulla base di fonti del Congresso Mondiale degli Ucraini, sarebbe stata presa in seguito all’enesimo attacco ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, privata del diritto di espatrio per l’apertura di un procedimento giudiziario politicamente orchestrato.

Nel 2010 — riporterebbe il documento dei firmatari della candidatura — il Nobel per la Pace è stato assegnato ad un dissidente cinese. Le Autorità ucraine stanno facendo di tutto per incarcerare l’unico Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko. La diaspora ucraina non può non reagire a tale repressione”.

Ad essere contestato all’ex Primo Ministro sarebbe l’utilizzo dei fondi internazionali — ottenuti per il rispetto del Protocollo di Kyoto — per le uscite di carattere sociale. Così, Julija Tymoshenko, oggi Leader dell’Opposizione Democratica, rischia fino a 9 anni di carcere, per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di grave crisi economica.

Accuse veniali, prive di prove certe. Che, come sottolineato dal Braccio Destro dell’anima della Rivoluzione Arancione, Oleksandr Turchynov, certificano la natura politica del provvediemento. Volto, come ha evidenziato, ad imbagliare il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, ed a colpire i suoi principali esponenti.

A sostegno della tesi di Turchynov, ed ai timori di un possibile arresto di Julija Tymoshenko, i provvedimenti che già hanno interessato stretti collaboratori della Lady di Ferro ucraina. Oltre allo stesso Turchynov, anche l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è ospite abituale della Procura per continui interrogatori.

A finire al fresco, invece, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, sono state riaperte le indagini a carico del Deputato Nazionale del BJuT-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’, per il suo ruolo di coordinamento della protesta Ucraina Senza Kuchma. Una dimostrazione non violenta, contro l’allora Presidente, Leonid Kuchma, repressa, nel 2001, dalla polizia. E, precedente inquietante, già causa di un precedente arresto per Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Il provvedimento contro la carismatica Leader – unica, coerente, nel combattere per un’Ucraina democratica, Indipendente, giusta ed europea – certifica un significativo arretramento della democrazia ucraina. Faticosamente maturata, dal 2005, a seguito della pacifica Rivoluzione Arancione, con i governi della stessa Tymoshenko, e l’amministrazione dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Con l’elezione a Presidente di Viktor Janukovych, nel febbraio 2010, sono ripresi pressioni su opposizioni e giornalisti, e brogli elettorali. A certificarlo, oltre agli osservatori europei ed OSCE, anche diverse organizzazioni internazionali impegnate nella difesa di Libertà di Stampa, Democrazia e Diritti Umani nel Mondo.

Il sostegno della Voce Arancione

Se confermata, la Voce Arancione sarà in prima fila a sostegno della corsa al Nobel di una figura, da sempre al fianco del suo popolo, ritenuta l’unica erede di quegli ideali di giustizia, democrazia ed Europa, che nel 2005 hanno portato migliaia di manifestanti sul Majdan Nezalezhnosti. Per dire basta, con successo, seppur temporaneo, ad una torbida epoca di corruzione, ed assenza di libertà.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA BLOCCA LA RADA IN SOLIDARIETA’ A JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 16, 2010

I Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna contro il clima di repressione politica. Richiesto l’annullamento del processo politico ai danni dell’anima della Rivoluzione Arancione

A nanna sui banchi della Rada. Dopo avere impedito l’avvio dei lavori in Parlamento, con un’occupazione durata tutta la giornata, i Deputati Nazionali del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna hanno deciso di trascorrere la notte in aula.

Una protesta giustificata, per richiedere la fine della repressione politica contro i maggiori esponenti dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko ed Oleksandr Turchynov.

Fin dalla mattinata, una trentina di Parlamentari BJuT hanno presidiato tribuna e loggia del Consiglio dei Ministri, bloccato gli ingressi, ed affisso alle pareti striscioni con le scritte “Giù le mani dalla Tymoshenko” e “Arrestate la repressione politica”.

Vani gli sforzi dello Speaker del Parlamento, Volodymyr Lytvyn, che, a più riprese, ha cercato una mediazione con una Capigruppo straordinaria. I Deputati Nazionali del principale partito dell’Opposizione Democratica hanno richiesto l’intervento in aula dei revisori dei conti, per confutare le accuse mosse a Julija Tymoshenko. E denunciato le Autorità di voler escludere Bat’kivshchyna dalle prossime elezioni del 2015.

Contro l’ex Primo Ministro, Leader di Bat’kivshchyna, a cui è stato vietato l’espatrio, la magistratura ha aperto un processo per utilizzo indebito del prestito internazionale, erogato per la riduzione delle emissioni CO2, finalizzato alle uscite sociali.

Così, la Lady di Ferro ucraina, anima della rivoluzione arancione, rischia fino a 9 anni di carcere per aver provveduto al pagamento delle pensioni al suo popolo. Peraltro, in un periodo di grave crisi economica. Come ribadito dal Primo Ministro del governo-ombra dell’Opposizione Democratica, Serhij Soboljev, la questione è di carattere politico, e testimonia il grave regresso della democrazia sulle rive del Dnipro.

La maggioranza, impotente dinnanzi alla protesta, ha promesso di sbloccare la situazione, e permettere l’approvazione del bilancio 2011. Inoltre, Oleksandr Jefremov, capogruppo del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – ha accusato il BJuT di voler impedire la comparsa in aula di un investigatore privato, incaricato di indagare sull’operato del governo Tymoshenko.

Una repressione pressante

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Sulla presenza dello 007, così come sulle presunte rivelazioni, nessuna conferma. L’unico elemento certo, in aggiunta all’attacco a Julija Tymoshenko, l’arresto dell’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk. Per il medesimo motivo. Altri tre esponenti dell’entourage della Lady di Ferro ucraina già sono finiti in galera. L’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, sono state riaperte le indagini a carico del Deputato Nazionale del BJuT-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil, per il suo ruolo di coordinamento della protesta Ucraina Senza Kuchma. Una dimostrazione non violenta contro l’allora Presidente, Leonid Kuchma, repressa, nel 2001, dalla polizia. E causa dell’arresto di Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Sempre a riguardo di tale capitolo della lotta per la democrazia in Ucraina, a temere provvedimenti è anche il braccio destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov. Lecito ricordare che l’ex vice premier è ospite fisso della Procura per continui interrogatori.

Accanto a lui, a ricevere continue convocazioni è anche l’ex Ministro degli Interni dei governi arancioni, Jurij Lucenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PPE CONTRO CONFINO IN PATRIA PER JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 16, 2010

Il Partito Popolare Europeo invita Janukovych al rispetto della democrazia. “Così niente Europa”. Turchynov rigetta le accuse alla Leader dell’Opposizione Democratica

Il logo del Partito Popolare Europeo

Tenere fede alle promesse, e rispettare la democrazia. Nella serata di mercoledì, 15 dicembre, il Partito Popolare Europeo ha espresso solidarietà alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, privata della possibilità di espatriare.

In particolare, l’esponente dei moderati del Vecchio Continente, Hanne Severinsen, si è detta turbata dinnanzi all’apertura di un procedimento giudiziario a carico della Lady di Ferro ucraina, aperto per futili motivi, e senza prove certe. Metodi antidemocratici, ed antieuropei. Che, come affermato dall’esponente PPE, in un Paese candidato all’inegrazione con Bruxelles non si devono verificare.

“Siamo sconcertati — ha dichiarato la Severinsen — anche perché il Presidente ucraino, Viktor Janukoych, ha promeso di adattarsi agli standard europei. In virtù di ciò — ha continuato — esorto il Capo di Stato ucraino ad interrompere le continue pressioni ai danni dell’Opposizione Democatica. Ed a permettere alla sua Leader la partecipazione al summit PPE, in programma a Bruxelles”.

Nella giornata di mercoledì, 15 dicembre, a carico di Julija Tymoshenko è stato aperto un procedimento giudiziario. Motivazione, l’utilizzo improprio dei fondi internazionali — erogati per l’abbattimento delle emissioni CO2 — per le uscite sociali. Ora, l’anima della Rivoluzione Arancione, costretta a restare in Patria, rischia fino a 9 anni di carcere, per aver pagato le pensioni al suo popolo, in un periodo di forte crisi economica.

Un’accusa debole, montata ad hoc per colpire la guida dell’Opposizione Democratica. A ribadirlo, il Vice Leaer di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov. Il quale, dagli schermi del 5 Kanal, ha garantito l’utilizzo corretto del prestito per il rispetto del Protocollo di Kyoto, dimostrabile dai dati.

Inoltre, il braccio destro di Julija Tymoshenko ha condannato il clima di terrore politico creato attorno alla principale forza politica dell’Opposizione Democratica, impossibilitata ad operare liberamente già nelle ultime elezioni amministrative. Quando, con l’avvallo delle Autorità, è stata estromessa dalla competizione nelle sue roccaforti di Kyiv e Leopoli.

Altri esponenti dell’Opposizione Demoratica colpiti

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al termine dell'interrogatorio. FOTO TYMOSHENKO.UA

Lecito ricordare che, sempre mercoledì, 15 dicembre, per la medesima motivazione, è stato arrestato l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk. Inoltre, è stata riaperta l’inchiesta a carico del Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’, per la sua attività di coordinamento della protesta Ucraina Senza Kuchma.

Diretta, nel 2001, contro l’allora Presidente, Leonid Kuchma, la dimostrazione pacifica è stata repressa dalla polizia, ed ha portato all’arresto degli stessi Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Oltre a Filipchuk, altri tre esponenti dell’entourage della Lady di Ferro ucraina sono finiti in galera. L’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Per continui interrogatori, sono ospiti fissi in procura Oleksandr Turchynov, e l’ex Ministro degli Interni degli esecutivi arancioni, Jurij Lucenko.

Matteo Cazzulani

UCRAINA, E’ SCANDALO: JULIJA TYMOSHENKO CONFINATA IN PATRIA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 15, 2010

La Leader dell’Opposizione Democratica costretta all’obbligo di firma. Arrestato anche l’ex Ministro dell’Ambiente. A rischio la democrazia del Paese

la leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, all'uscita dall'interrogatorio. FOTO 5 KANAL

Un colpo al cuore dell’Opposizione Democratica. Tanto duro, quanto meschino. Nella giornata di mercoledì, 15 dicembre, la Procura Generale ha posto in libertà vigilata la Leader di Bat’kivshchyna, Julija Tymoshenko.

Una picconata per le forze patriottiche e democratiche del Paese, la cui guida, da oggi, è costretta all’obbligo di firma giornaliero, impossibilitata persino a recarsi all’estero. Una pugnalata per l’anima della Rivoluzione Arancione, nel giorno in cui suo marito, Oleksandr Tymoshenko, è stato ricoverato in ospedale, in rianimazione.

Nonostante le gravi condizioni del coniuge, la Lady di Ferro ucraina si è presentata dinnanzi ai giudici. Qualche ora è durato l’interrogatorio, in cui è stata aperta una procedura, che potrebbe costare a Julija Tymoshenko fino a 9 anni di galera. Ed altrettanti di interdizione dalle cariche pubbliche.

Oggetto dell’accusa, il presunto utilizzo del prestito internazionale, erogato per limitare le emissioni di CO2, a copertura delle uscite destinate alle paghe sociali.

Una colpa grave. Che, se confermata, potrebbe spedire al fresco l’ex Premier. Colpevole solo di aver pagato le pensioni ai suoi cittadini, in un periodo di profonda crisi economica.

“Il terrore contro l’Opposizione Democratica – ha dichiarato Julija Tymoshenko, visibilmente sconvolta – continua. Duro, sistematico. In contrasto con ogni legge. Il Presidente Janukovych ha superato il limite. Dovrà rispondere della sua condotta repressiva”.

Il provvedimento contro la carismatica Leader – unica, coerente, nel difendere gli ideali arancioni di un’Ucraina democratica, Indipendente, giusta ed europea – è un significativo arretramento della democrazia ucraina. Faticosamente maturata, dal 2005, con i governi della stessa Tymoshenko, e l’amministrazione dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Con l’elezione a Presidente di Viktor Janukovych, sono riprese pressioni su opposizioni e giornalisti. E l’Ucraina è tornata a conoscere anche quelle elezioni falsate, non in linea con gli standard democratici, che la Rivoluzione Arancione è riuscita a cancellare. Solo temporaneamente.

Altri esponenti dell’Opposizione Democratica colpiti

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov, all'ingresso della procura generale

Ma non è tutto. Sempre mercoledì, 15 dicembre, è stato arrestato l’ex ministro dell’ambiente, Heorhij Filipchuk. Motivo del provvedimento, il medesimo, non accertato, utilizzo illecito dei fondi internazionali per il rispetto dei parametri del Protocollo di Kyoto.  

Filipchuk è il quarto membro dell’entourage di Julija Tymoshenko ad essere stato arrestato negli ultimi mesi. Prima di lui, l’ex Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, l’ex capo del Controllo Statale di frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo del colosso statale del gas Naftohaz, Ihor Didenko.

Inoltre, la Procuratura ha riaperto anche il processo a carico del Deputato Nazionale del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Andrij Shkil’. Ad essere contestata, ad uno dei più importanti parlamentari del maggiore partito dell’Opposizione Democratica, l’attività di coordinamento dell’azione Ucraina Senza Kuchma.

Ironia della sorte, la protesta non violenta contro l’amministrazione dell’ex Presidente, Leonid Kuchma, oggi è giunta al suo decimo anniversario. Iniziata il 15 dicembre 2001, è stata repressa dalle forze dell’ordine. E, – ulteriore, terribile, coincidenza – ha portato allora all’arresto degli stessi Julija Tymoshenko ed Andrij Shkil’.

Lecito ricordare che ospiti fissi della Procura, per continui interrogatori, sono il Vice Leader di Bat’kivshchyna, Oleksandr Turchynov, e l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Proprio quest ultimo, martedì 14 dicembre, ha incolpato le autorità di uso politico della magistratura, atto ad impedire all’Opposizione Democratica di operare in un clima di democrazia e libertà.

Una Voce Arancione, come quella della Lady di Ferro ucraina, che un’Europa assetata di gas, ed un’America, in preda al volemose bene obamiano, difficilmente riusciranno a cogliere.

Matteo Cazzulani