LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: MAJDAN PER VETO ED ELEZIONI ANTICIPATE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 28, 2010

I manifestanti non credono alle promesse delle Autorità, di cui richiedono le dimissioni. Convocato uno sciopero generale per il diritto al referendum

La protesta sul Majdan. FOTO MAJDANUA.COM

Il Majdan sceglie la linea dura. Nella giornata di Domenica, 28 novembre, i manifestanti, sempre accampati nel cuore della Capitale, hanno richiesto il veto del Presidente sul Codice Fiscale, e declinato l’invito alle trattative delle Autorità.

Nello specifico, il Comitato organizzativo ha definito obiettivo della protesta la cancellazione totale del provvedimento. E, accanto a ciò, le dimissioni del governo. A spiegarlo, l’addetto stampa, Svjatoslav Shvecov, che ha constatato l’impossibilità di interagire con una controparte realmente poco interessata ad accogliere le richieste dei dimostranti.

In aggiunta, il coordinatore dell’azione, Oleksandr Danyljuk, ha indetto per lunedì, 29 novembre, uno sciopero generale in difesa della libertà di espressione. Causa dell’azione, la decisione della Commissione Elettorale Centrale di vietare un referendum per lo scioglimento del Parlamento, richiesto dai manifestanti.

Secondo il capo della Commissione, Volodymyr Shapoval, la Costituzione non lo consente. Tuttavia, l’articolo 74 della Carta Suprema ucraina prevede la consultazione popolare per questioni di ogni ambito, eccetto imposte, bilancio ed amnistia.

Il giorno scelto per l’astensione dal lavoro non è casuale. Difatti, a Kyiv è attesa una delegazione della Commissione di Venezia: organo consultivo del Consiglio d’Europa, deputato all’analisi dei provvedimenti guridico-legislativi dei Paesi del Vecchio Continente, ed alla loro correzione rispetto alla legislazione UE.

Una manifestazione duratura

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Lecito ricordare che l’oggetto della protesta è un Codice Fiscale iniquo, che aumenta la pressione su piccola e media impresa, per compensare sgravi ai grandi industriali, sponsor del Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

Inoltre, il sistema di tassazione più liberale d’Europa, come lo ha definito Azarov, introduce la responsabilità del lavoratore, il monitoraggio della sua attività, ed il divieto di riunione in azioni comuni per i sindacati.

Approvato dalla maggioranza in Parlamento a ritmo di forza, senza alcuna possibilità per l’Opposizione Democratica di apportare emendamenti, il provvedimento ha provocato la mobilitazione di 10 mila imprenditori, lavoratori e studenti di tutte le province del Paese, accorsi a Kyiv in presidio permanente sul Majdan Nezalezhnosti.

Pur rispettando l’apartiticità della protesta, l’Opposizione Democratica ha offerto supporto. Come dichiarato dall’anima della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko, i Deputati Nazionali di Bat’kivshchyna presenteranno alla Rada un progetto alternativo, per introdurre un corpo di polizia ad hoc contro la corruzione, un fondo pensionistico generale, ed il mantenimento di sgravi per piccoli e medi imprenditori.

Dopo una prima indifferenza, le autorità hanno promesso un confronto con i dimostranti. Pur senza garantire la realizzazione dei cambiamenti, invocati da un ceto chiave per la ripresa economica. Indispensabile, dopo la crisi degli ultimi due anni.

Matteo Cazzulani