LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Turchia e Israele rispondono alla Russia con una storica partnership energetica

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 21, 2015

Il Presidente turco, Tayyip Erdogan, e il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, vicini ad un accordo per l’importazione del gas del Leviathan. Ankara, a seguito dell’interruzione delle relazioni energetiche con Mosca, ottiene il sostegno del Qatar, mentre Tel Aviv rafforza le relazioni energetiche con l’Unione Europea



Varsavia – Lo sconfinamento di un velivolo militare russo Su 24 in Turchia, ed il suo conseguente abbattimento da parte dell’esercito turco, sta portando Ankara ad un passo dal concludere un accordo storico con Israele. Nella giornata di venerdì, 18 Dicembre, Turchia e Israele hanno avviato consultazioni per l’importazione in Turchia di gas naturale israeliano proveniente dal giacimento Leviathan, ubicato nel Mar Mediterraneo, al largo di Israele.

Come riportato da YetNews, il Leviathan, giacimento dalla portata di 622 miliardi di metri cubi di gas, è considerato dalla Turchia un’importante fonte di importazione di gas alternativa alla Russia, con cui Ankara ha congelato le reazioni energetiche in seguito all’abbattimento del Su 24 russo.

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia israeliano, Yuval Steinitz, la partecipazione della Turchia allo sfruttamento del Leviathan è utile per sviluppare il giacimento e renderlo appetibile agli occhi di compagnie internazionali.

Il riattivarsi del dialogo tra Turchia ed Israele è parte di un meccanismo ben più ampio che ha coinvolto anche altri Paesi della regione, come Qatar ed Azerbaijan, uniti in un sodalizio energetico che, in prospettiva, potrebbe favorire anche l’Unione Europea.

Nella giornata di giovedì, 17 Dicembre, il Qatar ha promesso l’estensione illimitata, a seconda dei bisogni di Ankara, della quantità di gas liquefatto di 1,2 miliardi di metri cubi che il Governo turco si è impegnato ad acquistare con un accordo raggiunto di recente durante una vista del Presidente della Turchia, Tayyip Erdogan.

Come riportato dall’Ambasciatore del Qatar in Turchia, Salem Mubarak Al-Shafi, la decisione di aiutare Ankara sul piano energetico è dettata dalla volontà di sostenere, in un momento particolarmente delicato, un Paese, la Turchia, con cui Qatar condivide la medesima posizione a riguardo delle crisi internazionali più dirimenti, dalla Siria alla Libia, fino allo Yemen.

Oltre ad Israele e Qatar, la Turchia, che a seguito del congelamento delle relazioni energetiche con la Russia ha siglato un accordo per l’importazione di 4,4 Miliardi di LNG annui dalla Nigeria, ha anche rafforzato la partnership con l’Azerbaijan, con cui Ankara ha in essere un accordo per l’importazione di 6,6 miliardi di metri cubi di gas provenienti dal giacimento Shakh Deniz e la realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP.  

Questo gasdotto, la TANAP, è progettato per veicolare un massimale di 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno in territorio turco e, in seguito, in Unione Europea. Interessamento alla TANAP, che è parte del Corridoio Meridionale Energetico Europeo -fascio di gasdotti concepito dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas e decrementare la dipendenza da Russia ed Algeria- è stato espresso anche da Israele.

Come riportato dall’Ambasciatore israeliano a Baku, Dan Stav, Israele intende compartecipare alla TANAP nell’ambito di un programma di partnership con l’Azerbaijan in materia di energia ed agricoltura. Inoltre, alla luce delle trattative con la Turchia, la compartecipazione di Israele alla TANAP avverrebbe proprio tramite la realizzazione del gasdotto per importare gas naturale dal giacimento Leviathan in territorio turco su cui Ankara e Tel Aviv stanno trattando.

Un ulteriore elemento che facilita la realizzazione dell’accordo energetico tra Israele e la Turchia è l’accordo raggiunto tra il Governo israeliano, la compagnia energetica statunitense Noble Energy e l’israeliana Delek per lo sfruttamento del Leviathan.

L’accordo, che pone fine ad una lunga impasse politica, prevede il controllo della Noble Energy e della Delek sul Leviathan, in cambio della promessa da parte delle due compagnie energetiche di sfruttare al più presto anche gli altri due giacimenti di gas israeliani nel Mar Mediterraneo: il Tamar e il Dalit.

Come dichiarato dal Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, l’accordo permette ad Israele non solo di soddisfare il proprio fabbisogno di energia, ma anche di esportare gas naturale in Giordania, Egitto, Turchia ed Unione Europea.

A proposito dell’Unione Europea, l’esportazione del gas israeliano avverrebbe proprio grazie al collegamento del Leviathan con la TANAP, di cui Israele si avvarrebbe per immettere il proprio gas nel fascio di gasdotti deputato al trasporto di oro azzurro dall’Azerbaijan in Europa.

Verso la soluzione del caso della Marmara Flotilla

Nonostante il cospicuo interesse da parte di ambo le parti, un ostacolo all’accordo energetico tra Turchia e Israele è rappresentato dall’attacco alla Marmara Flotilla, un cargo marittimo deputato alla consegna di armi ai terroristi palestinesi sotto forma di aiuti umanitari, nel corso del quale, nel 2010, nove cittadini turchi sono stati uccisi.

Come riportato dalla Reuters, una soluzione alla questione sembrerebbe essere molto vicina a seguito di trattative in Svizzera tra il Sottosegretario agli Esteri del Governo turco, Feridun Sinirlioglu, l’inviato di Netanyahu in Turchia, Joseph Ciechanover, e il Capo del Mossad, Yossi Cohen. 

Secondo indiscrezioni, Israele si sarebbe detta disposta a corrispondere una compensazione finanziaria alle vittime turche dell’attacco, così come richiesto da Erdogan. 

Non a caso, il Presidente turco ha descritto la normalizzazione delle relazioni con Israele come un passo necessario per la sicurezza e la prosperità del Medio Oriente.

Matteo Cazzulani

Analista di tematiche energetiche

@MatteoCazzulani

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La TAP si rafforza con un rimpasto

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 1, 2014

La compagnia spagnola Enagas entra nel consorzio per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico, mentre la belga Fluxys incrementa le sue quote. La francese Total e la tedesca E.On lasciano il progetto sostenuto dall’Unione Europea

Via tedeschi e francesi, dentro gli spagnoli e più spazio ai belgi. Nella giornata di lunedì, 29 Settembre, la compagnia energetica spagnola Enagas è entrata nel consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- un’infrastruttura supportata dall’Unione Europea per veicolare gas dell’Azerbaijan dalla Grecia in Italia meridionale tramite l’Albania.

Come riportato da una nota ufficiale del consorzio, oltre all’ingresso della Enagas, che ha rilevato il 16% delle azioni TAP, la compagnia energetica del Belgio Fluxys ha incrementato le sue quote all’interno del gasdotto, passando dal 16% al 19%.

Nessun cambiamento, invece, tra i vertici: il colosso britannico British Petroleum, quello azero SOCAR e quello norvegese Statoil mantengono il 20% ciascuno delle azioni della TAP, mentre la compagnia svizzera AXPO ha confermato il suo 5%.

L’ingresso di Enagas, è motivato dalla richiesta di nuovi partner all’interno del consorzio espressa a più riprese dall’UE, che vede nella presenza di un alto numero di aziende economicamente e politicamente forti una sicurezza per l’adeguata realizzazione di un gasdotto ritenuto fondamentale per la sicurezza energetica europea.

“La Enagas è una compagnia con un’indubbia esperienza mondiale nella realizzazione di gasdotti anche a lungo chilometraggio sia in Europa che in Sud America: la sua presenza ci aiuta a rendere la TAP un vero e proprio progetto europeo anche sul lato della qualità” ha dichiarato il Direttore Manageriale del gasdotto, Kjetil Tungland.

Oltre a rafforzare la TAP con l’ingresso di nuovi membri di alta esperienza, l’ingresso di Enagas serve a tamponare la fuoriuscita dal consorzio della compagnia tedesca E.On e della francese Total, che hanno venduto le quote finora possedute nel gasdotto.

La notizia del disimpegno di E.On e Total è stata già nell’aria fin dallo scorso Luglio, quando, come riportato dalla Reuters, le due compagnie hanno avvisato i partner del consorzio della loro intenzione di abbandonare il progetto.

Come più tardi confermato dal Financial Times, la Total, ritenendo sconvenienti i progetti, ha anche rinunciato alle sue quote sia nel Shakh Deniz -il giacimento da cui proviene il gas veicolato dalla TAP- che nel Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- infrastruttura che veicola il carburante dall’Azerbaijan alla TAP.

Il gasdotto sostenuto dai moderati

Lunga circa 870 chilometri, con una portata media di 10 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, la TAP, assieme alla TANAP, è parte del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti concepito dall’Unione Europea per diversificare le forniture di gas dei Paesi membri, che ad oggi sono fortemente dipendenti da un numero limitato di fornitori come Russia ed Algeria, Paesi che spesso si avvalgono dell’energia come mezzo di ricatto geopolitico.

Parte del Corridoio Meridionale sono anche le diramazioni della TAP previste per veicolare il gas dell’Azerbaijan anche in Europa Centrale e nei Balcani: il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- è concepito per trasportare il carburante azero dall’Albania a Montenegro, Bosnia-Erzegovina e Croazia -e, successivamente, in Ungheria, Slovacchia e Polonia- mentre l’Interconnettore Grecia-Bulgaria potrà essere poi prolungato anche a Romania e Moldova.

La TAP è un progetto di fondamentale importanza sopratutto per l’Italia, che grazie alla sua realizzazione è destinata a diventare l’hub europeo del gas azero: una posizione che, da un lato, incrementa il peso politico del nostro Paese in Europa e, dall’altro, crea nuovi posti di lavoro in un periodo di forte crisi economica.

La realizzazione della TAP, fortemente voluta dai Governi Renzi e Letta, e prima ancora da quello Monti, è stata sostenuta in Parlamento da Partito Democratico, Nuovo Centro Destra, Scelta Civica e Socialisti, che hanno evidenziato l’importanza di un’infrastruttura che crea occupazione e incrementa la sicurezza energetica del nostro Paese.

Contrari alla TAP, invece, si sono schierati Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sinistra-Ecologia-Libertà, parte di Forza Italia e Fratelli d’Italia: forze populiste ed ‘estremiste’ che alla TAP sembrano preferire il Southstream.

Questo gasdotto, il Southstream, è concepito dal Presidente russo, Vladimir Putin, per intralciare la TAP ed incrementare la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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LA TAP SI RAFFORZA IN GRECIA E GEORGIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 4, 2013

Il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- estende la partnership con la compagnia greca DESFA, di recente acquisita dal colosso azero SOCAR. L’accordo implementa la distribuzione del gas dell’Azerbaijan nei Balcani

Grecia e Georgia consolidano un’infrastruttura importante per la diversificazione degli approvvigionamenti di gas dell’Europa. Nella giornata di mercoledì, 3 Luglio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- ha firmato un accordo di partnership con la compagnia greca DESFA, incaricata del controllo del Sistema di Trasporto del Gas di Atene.

Nello specifico, l’accordo prevede la cooperazione tra il consorzio TAP e la DESFA per quanto riguarda la realizzazione del tratto greco del Gasdotto Trans Adriatico: un tratto di 550 Chilometri dalla città di Kipoi, ubicata al confine con la Turchia, a Dipotamia, città nei pressi dell’Albania.

L’accordo è stato senza dubbio favorito dalla recente acquisizione della DESFA da parte del colosso energetico azero SOCAR: una delle compagnie più importanti all’interno del consorzio della TAP.

Come riportato in una nota dal Direttore Commerciale della TAP, Lutz Landwehr, la collaborazione con la DESFA permette non solo il radicamento del Gasdotto Trans Adriatico in Grecia, ma anche la sua espansione nei Balcani Occidentali ed Orientali.

La TAP è progettata per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno in Italia, a San Foca, nel Salento, dalla Grecia attraverso l’Albania.

Lungo questo tratto, dalla TAP è prevista la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- concepito per veicolare 5 Miliardi di metri cubi di gas in Croazia dall’Albania attraverso Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Dalla Grecia, la realizzazione dell’Interconnettore Grecia Bulgaria -BGI- consente il trasporto del gas azero anche in territorio Bulgaro.

Infine, dall’Italia il gas azero potrà essere veicolato in Svizzera, Francia, Germania, Belgio e Gran Bretagna grazie alla presenza tra i compartecipanti della TAP della compagnia tedesca E.On, della svizzera AXPO, della belga Fluxys e del colosso britannico British Petroleum -oltre che del colosso norvegese Statoil, di quello azero SOCAR e della compagnia francese Total.

Lo scorso 28 Giugno, la TAP, supportata politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Grecia ed Albania, è stata selezionata come unico gasdotto attraverso il quale veicolare il gas azero in Europa.

La decisione è stata presa da parte del consorzio incaricato della gestione del giacimento dell’Azerbaijan Shakh Deniz II, composto da Statoil, SOCAR, British Petroleum e Total.

La Georgia aumenta la quantità di gas trasportata in Europa

Come riportato dall’autorevole Trend, sempre mercoledì, 3 Luglio, il consorzio Shakh Deniz ha concordato con il Premier georgiano, Bidzina Ivanishvili, investimenti di 2 Miliardi di Dollari per ampliare il Gasdotto del Caucaso del Sud, attraverso cui il gas dall’Azerbaijan è trasportato in Turchia tramite tutto il territorio della Georgia.

Lungo il territorio turco, l’oro blu azero è trasportato in Unione Europea attraverso il Gasdotto Trans Anatolico -TANAP- realizzato su sostegno dei Governi di Azerbaijan e Turchia.

La TANAP, supportata politicamente da Commissione Europea, Turchia ed Azerbaijan, è compartecipata dalla SOCAR e dalle compagnie turche BOTAS e TPAO.

Matteo Cazzulani

GAS: L’UE ACCOGLIE LA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 2, 2013

Il Commissario UE all’Energia per lo sfruttamento del Gasdotto Trans Adriatico come mezzo di diversificazione delle forniture. Secondo il Vice Ministro dello Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, la TAP è risultato il progetto più vantaggioso sul piano economico

Un’opportunità da utilizzare per implementare la diversificazione delle forniture energetiche per l’Unione Europea. Nella giornata di lunedì, Primo di Luglio, il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, ha dichiarato che la scelta del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- come unica infrastruttura per le forniture di oro blu dell’Azerbaijan in Europa garantisce una nuova fonte di approvvigionamento per l’UE.

Oettinger ha evidenziato come, oltre ai Paesi coinvolti dal transito della TAP -Grecia, Albania, Italia, Montenegro, Bosnia Erzegovina e Croazia- la Commissione Europea intende coinvolgere anche Romania, Bulgaria e Serbia nelle forniture del gas azero.

La posizione del Commissario rende chiara la linea della Commissione Europea, dopo che la scelta della TAP come unica infrastruttura per il trasporto del gas azero in Europa ha de facto sancito una sconfitta politica dell’UE.

Bruxelles ha infatti sempre sostenuto, seppur non apparentemente, il Nabucco: gasdotto alternativo alla TAP progettato per rifornire di gas Paesi fortemente dipendenti dalle forniture russe, come Bulgaria, Romania, Ungheria ed Austria -con il coinvolgimento anche di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La TAP, scelta dal consorzio che controllami il giacimento azero Shakh Deniz -compartecipato dal colosso dell’Azerbaijan SOCAR, dal colosso britannico British Petroleum, da quello norvegese Statoil, e dalla compagnia francese Total, è invece progettata per veicolare il gas in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

In territorio albanese, il Gasdotto Trans Adriatico si collegherà con il Gasdotto Ionico Adriatico -IAP- progettato per rifornire di gas Montenegro, Bosnia Erzegovina e Croazia.

“Non importa quale delle infrastrutture veicola il gas azero in UE, l’importante è avere stabilito regole con un nuovo partner energetico come l’Azerbaijan -ha dichiarato Oettinger in una nota- Il Nabucco è ancora sulla tavola, perché l’Europa ha bisogno di diversificare gli approvvigionamenti di oro blu”.

Come dichiarato in un’intervista alla Reuters dal Vice Ministro allo Sviluppo Economico italiano, Claudio De Vincenti, la TAP ha vinto sul Nabucco per via della tempistica, fattibilità, scalabilità e mercato energetico rifornito.

La TAP guarda all’Europa Nord-Occidentale

Dopo l’ottenimento dell’appalto per veicolare il gas azero in Europa, la TAP ha avviato una ricomposizione interna del suo assetto che, come riportato dall’agenzia Azernews, prevede l’ingresso tra i soci dell’infrastruttura -che ad oggi sono il colosso norvegese Statoil, la compagnia svizzera AXPO, la compagnia belga Fluxys, della tedesca E.On- del colosso britannico British Petroleum, di quello azero SOCAR, e della compagnia francese Total.

Oltre a rafforzare il progetto, l’ingresso dei colossi energetici nella TAP facilita il prolungamento dell’infrastruttura a Svizzera, Germania, Belgio, Olanda, Francia e Gran Bretagna, e pone il mercato energetico dell’Europa Nord-Occidentale come vera destinazione del gas azero.

Questa soluzione diminuirebbe il peso di Italia e Grecia che, dopo avere sostenuto politicamente la TAP, sarebbero limitate a ricoprire solo un ruolo di Paese di transito.

Matteo Cazzulani

TAP VINCE SU NABUCCO: SCONFITTA L’UNIONE EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 29, 2013

La British Petroleum conferma la scelta del Gasdotto Trans Adriatico come unica infrastruttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa. Tramonta il gasdotto dalla verdiana denominazione e la politica energetica comune dell’UE

Una sconfitta politica senza se e senza ma che testimonia un’amara realtà: l’Unione Europea è incapace di avere una politica energetica comune, e nell’Europa Centro-Orientale a comandare sul piano del gas sarà sempre la Russia, salvo intervento USA.

Nella giornata di venerdì, 28 Giugno, una nota del colosso energetico britannico British Petroleum ha confermato la scelta del Gasdotto Trans Adriatico -TAP- come unica conduttura per il trasporto del gas dell’Azerbaijan in Europa.

Concepita per veicolare 10 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è sostenuta politicamente dai Governi di Italia, Svizzera, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania e Grecia.

La presenza tra i soci del Gasdotto Trans Adriatico della compagnia svizzera AXPO, della tedesca E.On, e della belga Fluxys -che controlla il sistema di condutture tra Svizzera e Germania, Belgio e Gran Bretagna, e Belgio ed Olanda- permette inoltre alla TAP di servire di gas azero i mercati energetici dei Paesi dell’Europa Nord-Occidentale.

Inoltre, un accordo per la realizzazione del Gasdotto Ionico Adriatico -IAT- partendo dal tratto della TAP in Albania permetterà di inviare 5 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Croazia tramite Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Infine, l’espansione nei Balcani è garantita dalla realizzazione dell’Interconnettore Bulgaria Grecia -IBG- che consentirà al gas azero del Gasdotto Trans Adriatico di raggiungere anche il territorio bulgaro.

Ad illustrare la validità della TAP sono le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP, Kjetl Tungland, che ha evidenziato come il Gasdotto Trans Adriatico sia la migliore modalità per rifornire di gas dell’Azerbaijan i mercati dell’Europa Nord-Occidentale.

Proprio nelle dichiarazioni di Tungland sta la ratio del perché la scelta della TAP è una sconfitta geopolitica per l’Unione Europea, che, seppur non ufficialmente, ha sempre sostenuto il progetto rivale al Gasdotto Trans Adriatico, il Nabucco.

Questa infrastruttura è stata concepita per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, con possibili ampliamenti in Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Il Nabucco avrebbe quindi garantito la diversificazione delle forniture di gas per i Paesi dell’Europa Centro-Orientale, che sono fortemente dipendenti dalle forniture di gas della Russia.

Per questo, il gasdotto dalla verdiana denominazione è stato supportato politicamente dai Governi di Austria, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Repubblica Ceca.

Nello specifico, l’Austria dipende da Mosca per il 52% del proprio fabbisogno, Polonia, Repubblica Ceca e Romania per circa l’82%, mentre Bulgaria, Slovacchia ed Ungheria per il 99%.

Perdono l’Europa Centro-Orientale e quella Meridionale, Italia inclusa

Con la scelta della TAP come unica infrastruttura per il trasporto del gas azero in Europa, e, sopratutto, con il tramonto definitivo del progetto Nabucco, l’Europa Centro-Orientale resta fortemente dipendente dalla Russia.

Inoltre, il progetto di diversificazione delle forniture di gas in funzione anti-russa, progettato dalla Commissione Europea, è stato calpestato dagli interessi meramente economici di colossi dell’energia come la British Petroleum.

Oltre che all’Europa Centro Orientale, poco da sorridere resta anche all’Europa Meridionale, che dalla scelta della TAP potrebbe rimanere solo apparentemente favorita.

Le dichiarazioni del Direttore Manageriale della TAP lasciano comprendere la reale intenzione del Gasdotto Trans Adriatico di rifornire i mercati dell’Europa Nord-Occidentale, utilizzando i Paesi meridionali -Grecia, Albania e Italia- come meri stati di transito.

La realizzazione di tale scanario sarebbe devastante per l’Italia, che deve avvalersi dei rifornimenti di gas azero per diversificare ulteriormente le forniture di oro blu che, ad oggi, lega il BelPaese unicamente a Russia ed Algeria.

L’assenza di compagnie italiane tra i soci della TAP -che, oltre che dalla tedesca E.On, dalla svizzera AXPO e dalla belga Fluxys è compartecipata anche dal colosso norvegese Statoil- permette di speculare su tale scenario.

Se così fosse, l’Italia perderebbe un’occasione importante per diversificare le forniture di gas dal monopolio di Russia ed Algeria, e, così come l’Unione Europea e l’Europa Centro-Orientale, uscirebbe sconfitta dalla selezione della TAP come unico gasdotto per il trasporto dell’oro blu azero.

Lo Shale di Obama è l’ultima speranza

Dopo il tramonto definitivo del Nabucco, ai Paesi europei che dipendono fortemente dalla Russia non resta che puntare sul gas liquefatto.

L’assunzione del gas liquefatto come alternativa al monopolio energetico della Russia, confermato dalla sconfitta del Nabucco, è stata sostenuta su Twitter dal Ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski,che ha sottolineato l’importanza per la Polonia di accelerare la realizzazione del rigassificatore di Swinoujscie.

La realizzazione massiccia di rigassificatori, progettata dalla Commissione Europea, permette l’importazione di gas liquefatto da Qatar, Egitto, Norvegia e Stati Uniti d’America.

Grazie allo sfruttamento dei giacimenti di Shale, gli USA sono diventati il primo produttore di gas al Mondo e, ora, supportano l’avvio delle esportazioni di LNG in Europa.

Forse, ancora una volta nella storia l’Europa potrà essere aiutata solo dagli USA a vincere una battaglia geopolitica, come l’ottenimento di una seria e cospicua diversificazione delle forniture di gas.

Matteo Cazzulani

FONTI: LA TAP VINCE SUL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 27, 2013

Il consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz sceglie il Gasdotto Trans Adriatico come principale infrastruttura per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan. Vincitori e vinti di una decisione oramai definitiva

La notizia non è definitiva, ma c’è chi canta vittoria, e chi ammette la sconfitta. Nella giornata di martedì, 25 Giugno, l’agenzia New Europe ha riportato la notizia secondo cui il Gasdotto Trans Adriatico -TAP- è l’infrastruttura scelta per il trasporto del gas dall’Azerbaijan in Unione Europea.

Nello specifico, la TAP è stata preferita dal consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz -il colosso energetico dell’Azerbaijan SOCAR, quello norvegese Statoil, quello britannico British Petroleum, e la compagnia francese Total- rispetto al Nabucco.

Sempre secondo l’autorevole fonte, la scelta del Gasdotto Trans Adriatico sarebbe stata già comunicata dal Consorzio Shakh Deniz al Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, ai Paesi interessati nella realizzazione della TAP -Italia, Grecia, Svizzera ed Albania- e a quelli che sostengono il Nabucco -Austria, Romania, Ungheria, Turchia e Bulgaria.

La notizia è stata confermata da una nota della compagnia austriaca OMV, coinvolta nel Nabucco, che ha dichiarato di rispettare la decisione del consorzio Shakh Deniz, ed ha comunque ribadito l’impegno a lavorare per la diversificazione delle forniture di gas dell’Europa.

Anche i media della Romania, Paese in prima fila in sostegno del gasdotto dalla verdiana denominazione, hanno riportato che le possibilità di scelta della TAP sul Nabucco sono decisamente alte.

Ottimistico il parere espresso dal Governo greco, che ha dichiarato pieno sostegno alla decisione di preferire la TAP al Nabucco per il trasporto del gas azero in UE.

Positiva anche la reazione del Premier albanese, Sali Berisha, che ha sottolineato l’appoggio fornito dall’Albania alla TAP.

Concepita per veicolare 21 Miliardi di metri cubi di gas in Italia dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania, la TAP è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, dalla tedesca E.On e dalla belga Fluxys.

Il Gasdotto Trans Adriatico è supportato politicamente da Italia, Svizzera, Albania, Grecia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro.

Il Nabucco è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas azero all’anno in Austria dalla Turchia Occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara BEH, dall’ungherese MMSZ e dalla francese Suez Gaz de France, il gasdotto dalla verdiana denominazione è appoggiato politicamente da Austria, Turchia, Romania, Ungheria, Polonia, Slovacchia, e Bulgaria.

L’UE resta dipendente dalla Russia

Se confermata, la scelta della TAP favorisce i Paesi UE del Mediterraneo -Italia, Grecia e Croazia- a ricoprire un ruolo di straordinaria importanza per la diversificazione delle forniture di gas dell’Unione Europea dal monopolio di Russia ed Algeria.

Tuttavia, l’esclusione del Nabucco condanna alla totale dipendenza dalle forniture della Russia l’Europa Centrale: l’Austria è legata alle importazioni di oro blu russo per il 52% del fabbisogno nazionale, la Romania per circa l’80%, la Polonia per l’82%, Bulgaria, Ungheria e Slovacchia al 99%.

L’esclusione del Nabucco da inoltre il via libera alla realizzazione del Southstream: gasdotto, contrastato dalla Commissione Europea, progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria dalle coste russe attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Considerato l’aumento della dipendenza dal gas della Russia, la scelta della TAP, e l’esclusione del Nabucco, è una decisione che non tutela la sicurezza energetica dell’Unione Europea per favorire non la diversificazione degli approvvigionamenti di gas, ma incrementa la presenza di Mosca nel mercato UE dell’energia.

Matteo Cazzulani

GAS: IL NABUCCO APRE LE OSTILITÀ CON LA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 29, 2013

I Ministri degli Esteri di Austria, Ungheria, Romania e Bulgaria chiedono alla Commissione Europea appoggio unico alla conduttura dalla verdiana denominazione. Attaccato il progetto del Gasdotto Trans Adriatico

Una lettera per dichiarare una guerra civile UE tra i gasdotti. Nella giornata di venerdì, 26 Aprile, i Ministri degli Esteri dei Paesi interessati dalla realizzazione del Nabucco -Austria, Ungheria, Romania e Bulgaria- hanno chiesto con una lettera il sostegno della Commissione Europea.

Il documento invita Bruxelles a dare u chiaro segnale di supporto al gasdotto dalla verdiana denominazione, progettato per veicolare in Austria 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dell’Azerbaijan dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

La richiesta dei Ministri degli Esteri dei quattro Paesi UE chiede inoltre alla Commissione Europea di sostenere unicamente il Nabucco a discapito del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Questo gasdotto è progettato in alternativa al Nabucco per veicolare 21 Miliardi di metri cubi del gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Tra le argomentazioni addotte in supporto del Nabucco, vi è la maggiore capacità di soddisfare il bisogno di diversificazione delle forniture di gas per l’Unione Europea per diminuire la dipendenza da Russia e Algeria.

Secondo gli autori della lettera, il Nabucco consente inoltre di rafforzare la realizzazione di un mercato unico dell’energia, e garantisce approvvigionamenti di gas a Paesi che, ad oggi, sono fortemente dipendenti dalle forniture della Russia.

La guerra civile dei gasdotti in seno all’UE

La lettera apre la volata tra i due progetti, su cui il consorzio deputato allo sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz è chiamato ad esprimersi.

Finora, la Commissione Europea, dopo un iniziale appoggio al Nabucco, ha mantenuto una posizione di neutralità tra il gasdotto dalla verdiana denominazione e la TAP.

Il Nabucco è sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dall’ungherese MVV, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara BEH.

La TAP, sostenuta politicamente da Italia, Grecia, Albania e Svizzera, è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On.

Matteo Cazzulani

GAS: LA TURCHIA PREFERISCE IL NABUCCO ALLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 9, 2013

Il Ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, supporta il gasdotto dalla verdiana denominazione per trasportare oro blu in Europa dall’Azerbaijan. Il parere di Ankara vincolante nella scelta finale tra i due progetti

Tra l’Europa Centrale e quella meridionale la Turchia ha fatto la sua scelta per garantire la sicurezza energetica dell’UE.

Nella giornata di lunedì, 9 Aprile, il ministro dell’Energia turco, Taner Yildiz, ha dichiarato il sostegno della Turchia al Nabucco.

Come riportato dall’agenzia Azernews , il Ministro Yildiz ha ritenuto il tragitto del Nabucco più vantaggioso rispetto a quello del Gasdotto Trans Adriatico -TAP.

Entrambe le condutture sono parte del Corridoio Meridionale UE: fascio di gasdotti concepiti dalla Commissione Europea per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan per diminuire la dipendenza dalla Russia, da cui l’Unione Europea dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo.

Il Nabucco è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas proveniente dall’Azerbaijan dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Compartecipato dalle compagnie austriaca OMV, romena Transgaz, bulgara BEH e turca Botas, il Nabucco è supportato politicamente da Austria, Turchia, Polonia, Bulgaria e Romania.

Il Gasdotto Trans Adriatico è progettato per trasportare 21 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia in Italia attraverso l’Albania.

Sostenuta economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e dalla tedesca E.On, la TAP è supportata politicamente dai Governi di Italia, Grecia, Svizzera e Albania.

La scelta spetta agli azeri

La scelta tra il Nabucco e la TAP sarà effettuata dal consorzio incaricato dello sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz, composto dal colosso dell’Azerbaijan SOCAR, da quello britannico British Petroleum, dalla compagnia francese Total e dalla russa Lukoil.

Il parere della Turchia è tuttavia vincolante, dal momento in cui sia il Nabucco che la TAP debbono collegarsi al Gasdotto Trans Anatolico-TANAP.

Questa conduttura, compartecipata dalla SOCAR e dalle compagnie turche TPAO e Botas, veicola il gas dell’Azerbaijan attraverso tutta la penisola anatolica.

Matteo Cazzulani

GAS: NABUCCO E TANAP RAFFORZANO LA PARTNESHIP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 5, 2013

I consorzi deputati alla realizzazione dei due gasdotti firmano un Memorandum di Intesa e Cooperazione per assicurare il trasporto di 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dall’Azerbaijan in Europa. Il piano permette all’Unione Europea di diminuire la dipendenza dalle forniture di oro blu della Russia, che oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

I percorsi di TANAP, Nabucco e TAP

I percorsi di TANAP, Nabucco e TAP

Garantire il trasporto del gas azero in Europa, sostenere simili progetti di diversificazione, rifornire di approvvigionamenti di oro blu alternativi a quello russo l’Unione Europea e l’Europa Sud-Orientale. Questi sono i termini del Memorandum di Intesa e Cooperazione firmato nella giornata di lunedì, 4 Marzo, dal consorzio Nabucco e da quello incaricato della realizzazione del Gasdotto Trans Anatolico -TANAP.

L’accordo rappresenta un passo importante per la realizzazione del Corridoio Meridionale: fascio di gasdotti progettato dalla Commissione Europea per diversificare le forniture di gas da quelle provenienti dalla Russia -che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo UE.

Come riportato all’agenzia Trend dal General Manager del Nabucco, Reinhard Mitschek, l’accordo cementa la cooperazione tra i due gasdotti, e consente un costante scambio di informazioni tra i due consorzi necessario per effettuare il collegamento tra le due infrastrutture.

Il Gasdotto Trans Anatolico, compartecipato dal colosso azero SOCAR e dalle compagnie turche Botas e TPAO, è concepito per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan all’anno dalla Georgia alla Turchia occidentale lungo tutto il territorio turco.

Il Nabucco, sostenuto economicamente dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara BEH e dalla turca Botas, è progettato per trasportare i 30 miliardi di metri cubi di gas azero in Austria dalla Turchia occidentale attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

La firma del Memorandum d’Intesa e Cooperazione è l’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno rinsaldato la partnership tra il Nabucco e la TANAP.

Oltre all’appoggio politico dato ai due gasdotti dai Governi di Turchia, Azerbaijan, Romania, Austria e dalla Commissione Europea, entrambi i consorzi hanno offerto la metà delle azioni al colosso norvegese Statoil, a quello britannico British Petroleum, ed alla compagnia energetica Total.

Questi enti sono impegnati nello sfruttamento del giacimento azero Shakh Deniz, da cui sarà estratto il gas poi veicolato in Europa dalla TANAP e dal Nabucco.

La TAP deve ora rincorrere

L’accordo tra i consorzi dei due gasdotti consente al Nabucco di superare il Gasdotto Trans Adriatico -TAP: altra infrastruttura del Corridoio Meridionale UE progettata per veicolare il gas dell’Azerbaijan trasportato in Turchia occidentale dalla TANAP dalla Grecia all’Italia attraverso l’Albania.

Anche la TAP, compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera Axpo, e da quella tedesca E.On, ha riservato la metà delle sue azioni agli enti impegnati nello sfruttamento del giacimento Shakh Deniz.

Sul piano politico, il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera.

Matteo Cazzulani

LA GEORGIA VULE ENTRARE NELLA COMUNITA ENERGETICA EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 30, 2013

Il Ministro degli Esteri georgiano, Maya Pandzhykidze, invia la domanda ufficiale per il riconoscimento dello status di Paese membro nella UE del gas. La manovra significa un passo in avanti per la messa in sicurezza degli approvvigionamenti energetici dell’Europa dall’Azerbaijan

Il percorso del Gasdotto del Caucaso del Sud

Il percorso del Gasdotto del Caucaso del Sud

L’integrazione politica assieme a quella energetica. Nella giornata di martedì, 29 Gennaio, la Georgia ha presentato la domanda ufficiale di ingresso nella Comunità Energetica Europea: una sorta di UE del gas che, oltre ai 27 Paesi dell’Unione Europea, accoglie anche Moldova, Ucraina, Serbia, Macedonia, Albania, Croazia e Bosnia Herzegovina.

Come riportato da una nota ufficiale della Comunità Energetica Europea, il Ministro degli Esteri georgiano, Maya Pandzhykidze, ha dichiarato la volontà di tramutare lo status della Georgia nella UE del gas a membro effettivo, dopo che Tbilisi ha ricoperto il ruolo di osservatore dal 2007.

L’allargamento della Comunità Energetica Europea rappresenta per Bruxelles un importante passo in avanti per mettere in sicurezza in maniera definitiva la realizzazione dei progetti per l’importazione diretta di di gas dall’Azerbaijan.

Il trasporto diretto dell’oro blu azero, proveniente dal giacimento Shakh Deniz, ubicato al largo di Baku, la capitale dell’Azerbaijan, è infatti previsto lungo tutta la Turchia tramite il Gasdotto Trans Anatolico – TANAP – e, prima ancora, il Gasdotto del Caucaso Sud Est, che veicola il gas in territorio turco attraverso la Georgia.

Con l’ingresso nella Comunità Energetica Europea, Tbilisi dovrà applicare il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che dispone la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici degli stati membri, e, nel contempo, vieta il controllo dei gasdotti dei Paesi della Comunità Energetica Europea da parte di monopoli che controllano anche la compravendita di gas.

La legge UE permette sopratutto di evitare l’aggressione del monopolista russo del gas, Gazprom, che per mantenere il controllo del 40% delle forniture energetiche dell’Unione Europea, e per mandare in fumo i progetti di diversificazione degli approvvigionamenti varati da Bruxelles per importare il carburante dall’Azerbaijan, ha messo gli occhi sulla Georgia.

A rendere facile il gioco di Mosca è stata la sconfitta nelle Elezioni Parlamentari dell’Ottobre 2012 dello schieramento del Presidente, Mikheil Saakashvili, il più acceso sostenitore dell’integrazione euro-atlantica della Georgia.

La nuova maggioranza, capeggiata dall’imprenditore più ricco del Paese, Bidzina Ivanishvili, ha dichiarato l’intenzione di limitarsi a ricoprire un ruolo di player regionale, cercando il dialogo con la Russia, con cui le relazioni bilaterali sono interrotte in seguito all’aggressione militare dell’esercito russo nell’Agosto 2008.

Tbilisi verso la firma dell’Accordo di Associazione con Bruxelles

Una marcia indietro è stata però registrata nelle parole del Ministro Pandzykidze, che in un’intervista a Gazeta Wyborcza ha dichiarato l’impossibilità per il Governo georgiano di arrivare a un miglioramento delle relazioni con Mosca.

Inoltre, il Ministro degli Esteri di Tbilisi ha comunicato l’intenzione di procedere non solo con l’integrazione energetica nell’Europa, ma anche in quella politica, con la firma dell’Accordo di Associazione UE-Georgia nel prossimo summit del Partenariato Orientale di Vilna.

“La Russia continua ad occupare le nostre regioni di Abkhazia e Ossezia del Sud – ha dichiarato la Padzykidze – speriamo di firmare l’Accordo di Associazione UE-Georgia a Vilna”.

L’Accordo di Associazione è un documento che dispone un’integrazione economica tra l’UE e il Paese firmatario. Oltre alla Georgia, è prevista la firma della Moldova, che similmente a Tbilisi ha dimostrato progressi in campo democratico.

Ancora indietro è invece l’Ucraina, con cui la firma dell’Accordo di Associazione è stata congelata dalla Commissione Europea.

La motivazione di Bruxelles è maturata in seguito al regresso democratico impresso dal Presidente Viktor Yanukovych e, sopratutto, all’incarcerazione della Leader dello schieramento dei democratici “arancioni” Yulia Tymoshenko dopo un processo, palesemente irregolare, basato su accuse di carattere politico.

Matteo Cazzulani