LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: LA RUSSIA SI COMPRA LA BIELORUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 22, 2011

Il monopolista russo, Gazprom, rileva la restante metà della compagnia statale bielorussa Beltransgaz. Preventivate fusioni nella carpenteria in Ucraina

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Mosca fa campagna acquisti nell’area post-sovietica. Nella giornata dilunedì, 20 Giugno, il vice-premier bielorusso, Valadymyr Semashko, ha ufficializzato l’intenzione di Minsk di cedere l’intero pacchetto azionario della compagnia energetica statale Beltransgaz al monopolista russo, Gazprom, già prorpietario del restante 50%.

Come confermato dal Capo della compagnia russa, Aleksej Miller, l’accordo è già stato raggiunto, ed il controllo totale del colosso bielorusso già stabilito.

Fusioni navali in Ucraina

Oltre che in Bielorussia, si intensifica la presenza di Mosca anche in Ucraina, dove, su proposta del primo Ministro, Vladimir Putin, Gazprom intende fondersi con la compagnia statale ucraina Naftohaz in un unico Supermonopolista che, controllato in maggioranza dalla parte russa, gestirà non solo la compravendita di oro blu, ma anche la rete dei gasdotti locale.

L’idea della fusione è stata approntata già nel settore dell’aviazione e, come dichiarato al Forum Economico di Pietroburgo, il presidente della Corporazione Unita della Carpenteria, Roman Trocenko, presto anche nella costruzione navale.

Nello specifico, la Russia è interessata ai complessi 61 Komunar, Zorja Mashproekt, e Chornomors’kyj, tutti nella oblast’ di Mykolajiv. Secondo i progetti, la parte ucraina sarà incaricata della costruzione di soli prodotti complementari. le trattative già sono state già avviate.

Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS E SCUDO SPAZIALE: BIELORUSSIA, NATO, ED UE NEL MIRINO DELLA RUSSIA

Posted in Bielorussia, Guerra del gas, NATO, Russia by matteocazzulani on November 30, 2010

Gazprom cancella gli sconti per Minsk e pretende contratti a lungo termine con i Paesi europei. Medvedev minaccia una nuova corsa agli armamenti

Il presidente russo, Dmitrij Medvedev

La Russia a tutto gas. Nella giornata di martedì, 30 novembre, il capo del monopolista russo Gazprom, Aleksej Miller, ha preannunciato la revoca del tariffario di favore per l’oro blu esportato in Bielorussia.

Una decisione, concordata con il vice premier di Minsk, Vladimir Semashko, dalle sicure ripercussioni politiche, in un Paese che, il 19 dicembre, affronterà le lezioni presidenziali.

Nello specifico, Gazprom ha cancellato il coefficiente di sconto, accordato dal 2008 a Beltransgaz in cambio del possesso del 50% delle sue azioni fino al 2010. Scaduto tale accordo, come ha spiegato Miller, Mosca non ha alcuna intenzione di rinnovarlo.

Ma non solo la Bielorussia. Il monopolista russo si è detto favorevole a ridurre i costi di importazione per gli acquirenti europei. Condicio sine qua non: la sigla di un contratto a lungo termine. Esempio dell’atteggiamento desiderato dai russi, quello della Polonia, il cui colosso energetico PGNiG ha accettato un contratto che la lega al gas di Mosca fino al 2022.

Gazprom soddisfa il 25% della richiesta di oro blu dei 27 Paesi dell’Unione Europea. In seguito alla crisi economica del gennaio 2008, il monopolista russo è stato costretto a ritoccare al ribasso le tariffe di esportazione, anche per gli Stati del Vecchio Continente.

Una nuova Guerra Fredda

Il presidente USA, Barack Obama

Infine, dall’arma del gas a quella missilistica. Dinnanzi al Consiglio dei Delegati della Federazione Russa, il Presidente, Dmitrij Medvedev, ha ribadito la volontà di partecipare al progetto di scudo antimissilistico NATO solo come membro alla pari. Qualora tale condizione non sarà soddisfatta da Bruxelles, Mosca ha promesso di ripristinare una corsa agli armamenti, scongiurata dalla comunità internazionale.

Noto anche come scudo spaziale, il progetto USA è stato concepito dall’amministrazione Bush per tutelare l’Occidente da possibili attacchi balistici con una postazione radar in Repubblica Ceca, e batterie di missili Patriot in Polonia.

Malgrado la firma all’accordo dei due Stati dell’Europa Centrale, l’amministrazione Obama ha stravolto i piani. Dapprima, proponendo il dislocamento di vettori mobili, privi di testata, in Romania e Polonia. Poi, contestualizzando lo scudo nella NATO, con il coinvolgimento della Russia.

Che, nel frattempo, stando a diverse fonti, mantiene i propri Iskander nell’enclave di Kaliningrad. Al confine tra due Paesi UE.

Matteo Cazzulani