LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Più NATO in Europa: Duda parla chiaro alla Merkel

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 19, 2015

Il Presidente Eletto polacco si attiva per l’installazione di basi permanenti NATO in Europa Centrale e per il rafforzamento della collaborazione con gli Stati Uniti d’America. Stop al veto sulla presenza permanente dell’Alleanza Atlantica in Europa Centro-Orientale e inclusione della Polonia nelle trattative di pace tra Ucraina e Russia le principali condizioni poste dall’Amministrazione Duda al Cancelliere tedesco.



VARSAVIA – In Europa ci vuole più atlantismo, sopratutto da quando Putin si arma e continua a provocare l’Unione Europea. E la Merkel stia ad ascoltare. Queste sono le linee guida della nuova politica estera della Polonia improntate dal Presidente Eletto, il conservatore Andrzej Duda, giovane politico capace di sconfiggere il Capo di Stato uscente, il moderato Bronislaw Komorowski, nelle Elezioni Presidenziali polacche.

Come dichiarato dal parlamentare Krzystof Szczerski -stimato Professore dell’autorevole Università Jagellonica di Cracovia prossimo a diventare Ministro degli Affari Esteri presso l’Amministrazione Duda- in un’intervista al giornale Rzeczpospolita, il Presidente Eletto ha già avviato una tattica diplomatica destinata a portare nuovamente la Polonia in prima fila nel supportare il rafforzamento delle strutture trans atlantiche in Europa, a partire della NATO.

Infatti, come dichiarato da Szczerski, la priorità della politica estera di Duda è l’apertura di basi permanenti della NATO in Polonia, così da garantire la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale, oggi messa seriamente a repentaglio dall’assenza di reparti militari in grado di resistere ad un attacco da parte della Russia -che, considerando la condotta in Georgia ed Ucraina del Presidente russo, Vladimir Putin, sembra essere tutt’altro che improbabile.

Per ottenere questo scopo, sempre secondo le parole di Szczerski, Duda deve chiedere al Cancelliere tedesco, Angela Merkel, la rinuncia al veto tedesco sull’installazione di basi permanenti della NATO in Europa Centro-Orientale, un’idea a cui la Germania si è sempre opposta assieme a Paesi notoriamente filorussi dell’Unione Europea, come Francia e Italia.

Oltre alla rinuncia del veto sulla presenza permanente dell’Alleanza Atlantica in Polonia, Duda porrà alle Merkel altre tre condizioni per mantenere vivo il rapporto di stretta collaborazione tra Polonia e Germania: astensione da parte di Berlino alla politica climatica contraria al carbone, inclusione di Polonia e Stati Uniti nelle trattative di pace tra Ucraina e Russia -a cui finora partecipano anche Germania e Francia- rispetto dei diritti della diaspora polacca in territorio tedesco.

Per controbilanciare il ruolo della Germania, e per rafforzare le strutture trans atlantiche in Europa, Duda, sempre secondo quanto dichiarato da Szczerski, punta su un più stretto rapporto con gli USA e con quei Paesi dell’Unione Europea fortemente atlantisti, come la Gran Bretagna, con cui il Presidente Eletto polacco condivide la richiesta di rivedere il Trattato Europeo per dare più potere ai Parlamenti Nazionali.

Infine, Duda sarà impegnato a rilanciare la Polonia come il Paese leader del Gruppo di Vysehrad e, più in generale, di tutti i Paesi dell’Europa Centrale dal Mar Baltico al Mar Nero: una nuova Intermarium che, secondo Szczerski, permette all’Amministrazione Presidenziale polacca di perseguire la naturale vocazione del Paese come guida regionale di una serie di Stati accomunati da problematiche geopolitiche che il resto dell’Unione Europea, sopratutto nella sua parte occidentale, fatica a comprendere.

Già una solida collaborazione con Stoltenberg e Bush

Coerentemente con quanto dichiarato da Szczerski, Duda ha dimostrato di avere ben chiara la priorità trans atlantica fin durante i suoi primi incontri ufficiali da Presidente Eletto.

Durante un incontro con il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, nella giornata di giovedì, 18 Giugno, Duda ha invitato l’Alleanza Atlantica ad un rafforzamento consistente delle proprie strutture militari in Europa Centro-Orientale, anche attraverso un percorso di informazione dell’opinione pubblica in merito all’opportunità, nonché la necessità, di aumentare la difesa dei confini dell’Unione Europea.

Nella giornata di giovedì, 11 Giugno, Duda ha ricevuto il candidato alle Elezioni Primarie del Partito Repubblicano USA, Jeb Bush, con cui il Presidente Eletto polacco ha condiviso una visione della geopolitica mondiale basata sulla necessità di rafforzare l’impegno degli Stati Uniti nel garantire la sicurezza dell’Europa Centrale.

Fermezza e valori

Con la nuove direttive di politica estera, Duda ha la possibilità di implementare con forza il rafforzamento delle relazioni trans atlantiche finalizzate alla creazione di un fronte comune tra Stati Uniti ed Unione Europea per la difesa, e possibilmente la promozione nel Mondo, dei valori della Civiltà Occidentale, quali democrazia, libertà, diritti umani e prosperità.

Per farlo, Duda, oltre ad riportare la Polonia ad essere il Paese guida del Gruppo di Vysehrad -i cui Paesi membri hanno ultimamente effettuato un pericoloso riavvicinamento politico alla Russia- può contare su importanti alleati come Jeb Bush negli USA e il Primo Ministro della Gran Bretagna, David Cameron, in Europa.

Con la sua politica estera basata su atlantismo ed Intermarium, Duda riprende il percorso fortemente lungimirante avviato dall’ex-Presidente polacco, Lech Kaczynski. 

Il predecessore di Duda, durante l’aggressione russa alla Georgia nel 2008, ha saputo prevedere l’atteggiamento aggressivo della Russia di Putin nei confronti non solo dei Paesi dell’Europa Orientale, ma anche di Stati membri dell’Unione Europea dell’Europa Centrale.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale

@MatteoCazzulani

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Polonia: riforme, tradizione ed atlantismo al centro dell’Amministrazione Duda

Posted in Polonia by matteocazzulani on June 1, 2015

Il Presidente Eletto polacco fa appello alla collaborazione tra tutte le forze politiche, e promette ascolto e realizzazione di un’agenda politica ambiziosa fatta di sostegno a famiglie con figli, agricoltura e imprese polacche e dialogo sociale. Rafforzamento della NATO in Polonia e creazione di un fronte comune dell’Europa Centro Orientale in seno all’Unione Europea le due direttrici principali della nuova Amministrazione Presidenziale polacca in politica estera



Varsavia – Riforme in nome di modernità e tradizione, nonostante la disinformazione di chi, in Europa Occidentale -sopratutto in Italia- lo dipinge come un “nuovo Orban pericoloso per l’Europa”. Questa, in sintesi, l’agenda politica che il Presidente Eletto della Polonia, Andrzej Duda, intende realizzare subito dopo il suo insediamento, programmato per il prossimo 6 Agosto.

Come dichiarato dallo stesso Duda nella giornata di venerdì, 29 Maggio, durante la cerimonia di consegna dell’attestato di vittoria delle Elezioni Presidenziali svoltesi una settimana prima, il Presidente Eletto della Polonia ha evidenziato come la sua Amministrazione sarà caratterizzata da un costante ascolto dei cittadini e dalla promozione di un confronto tra le varie forze politiche teso alla cooperazione e all’unità.

Le prime dichiarazioni da Presidente Eletto di Duda, effettuate alla presenza del Premier, Ewa Kopacz, e del Vicepremier e Ministro della Difesa, Tomasz Siemoniak -entrambi esponenti della moderata Piattaforma Civica, PO, la principale forza politica di maggioranza in Parlamento- sono state accompagnate dall’invito al Governo a non forzare l’approvazione di alcuna riforma costituzionale prima dell’insediamento della nuova Amministrazione Presidenziale.

Considerata la resistenza che un Parlamento di colore opposto potrebbe riservargli, Duda, che ha vinto le Elezioni Presidenziali da candidato del Partito conservatore Diritto e Giustizia -PiS, principale forza politica dell’opposizione in Parlamento- con il suo appello ha dimostrato di avere ben chiare le difficoltà che, almeno nei primi mesi, fino alle prossime Elezioni Parlamentari, l’Amministrazione Presidenziale potrebbe incontrare nel realizzare un’ambiziosa agenda programmatica, improntata principalmente su tematiche di carattere sociale ed economico.

Durante la campagna elettorale, Duda, giovane Europarlamentare del Gruppo dei Conservatori e Riformatori Europei, ECR, che ha saputo conquistare il voto di centro spostando PiS su posizioni conservatrici moderne -e non più clerical-radicali come nel recente passato- ha infatti promesso l’utilizzo dei Fondi Europei per erogare sostegni alle famiglie con figli, all’agricoltura e alle imprese polacche. 

Il Presidente Eletto, che subito dopo la sua elezione ha rinunciato alla tessera di Partito per garantire l’imparzialità del suo ruolo, ha poi dichiarato la sua totale contrarietà all’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, promettendone un ritocco al ribasso nel corso dei 5 anni della sua Amministrazione.

Duda, in un’intervista rilasciata al quotidiano Rzeczpospolita, ha mantenuto un atteggiamento prudente su tematiche eticamente sensibili come la Fecondazione Assistita, ma, nel contempo, ha illustrato di essere disposto ad avviare un dialogo con le Associazioni LGBT per regolarizzare lo status delle persone affettivamente vicine, pur ribadendo contrarietà assoluta alla legalizzazione delle coppie di fatto dello stesso sesso.

Oltre che sulla politica interna, Duda è all’opera anche per quanto riguarda l’Agenda di Politica Estera che, come il Presidente Eletto ha preannunciato a più riprese, punta a rafforzare sia la presenza della NATO in Polonia che il ruolo della Polonia come leader di un’alleanza dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale in seno all’Unione Europea.

Da un lato, l’Amministrazione Duda punta ad ottenere l’istallazione di basi militari permanenti della NATO in Polonia, nonché la pronta realizzazione del sistema di difesa antimissilistico USA, così da rassicurare i Paesi dell’Europa Centro-Orientale da probabili aggressioni militari da parte della Russia e, allo stesso tempo, garantirne la sicurezza nazionale. 

Dall’altro, con la proposta di costituire un fronte comune di Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Svezia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia ed Ungheria, il Presidente Eletto ambisce al rilancio di una moderna Intermarium: progetto politico elaborato nel periodo interbellico dal Capo dello Stato polacco, Jozef Pilsudski, rilanciato, nel 2008, dall’ex-Presidente Lech Kaczynski, esponente di PiS a cui Duda non ha mai nascosto di ispirarsi.

Quasi pronto il Gabinetto del nuovo Presidente

Come riportato da fonti vicine al Presidente Eletto, sull’agenda di Politica Estera e di Difesa -ambito su cui Duda è mediamente ferrato- fondamentale è il lavoro di Krzysztof Szczerski e Witold Waszczykowski. Questi due importanti esponenti PiS sarebbero già all’opera per organizzare la prima visita all’Estero del nuovo Capo dello Stato che, per rimarcare la vocazione atlantista della sua Amministrazione, Duda potrebbe effettuare a Washington o a Bruxelles.

Sempre secondo indiscrezioni ben fondate, a Szczerski, stimato Professore dell’Università Jagellonica di Cracovia, già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri nel 2007 ed Europarlamentare del Gruppo ECR, sempre secondo indiscrezioni ben fondate sarà affidata la gestione della politica estera dell’Amministrazione Duda. 

Invece, Waszczykowski, diplomatico di orientamento atlantista, anch’egli già Sottosegretario di Stato presso il Ministero degli Esteri dal 2005 al 2008, è il candidato principale a Ministro degli Esteri nel caso PiS dovesse vincere le prossime Elezioni Parlamentari.

Un’altra personalità illustre ad entrare nella nuova Amministrazione Presidenziale come responsabile della sfera sociale sarebbe lo storico ed ex-Europarlamentare del Gruppo ECR Pawel Kowal, ora Coordinatore della forza politica Polonia Insieme -PR- che, assieme a PiS, ha sostenuto la corsa di Duda alla Presidenza.

Un altro ex-Europarlamentare del gruppo ECR, il filosofo Ryszard Legutko, potrebbe entrare nell’Amministrazione Duda come consigliere per il settore dell’Educazione, mentre, per le questioni di carattere programmatico, possibile è la nomina del Professor Piotr Glinski, già candidato Premier di PiS durante i due voti di sfiducia costruttivi presentati dalla forza partitica conservatrice in Parlamento negli ultimi anni.

Infine, a Capo dell’Amministrazione Presidenziale potrebbe essere nominato Maciej Lopinski, già Capo di Gabinetto dell’ex-Presidente Lech Kaczynski.

Matteo Cazzulani

Analista Politico dell’Europa Centro Orientale

@MatteoCazzulani

La Polonia critica la Francia: “la politica bilaterale con Putin penalizza l’Europa”

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on September 30, 2014

Il Vicepremier polacco, Tomasz Siemoniak, lamenta la permanenza di stretti legami militari tra l’Amministrazione francese e quella russa per la vendita delle portaerei Mistral, che mettono a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Europa Centro-Orientale. Il Presidente della Polonia, Bronislaw Komorowski, invita il suo collega francese, Francois Hollande, ad accelerare sull’Unione Energetica Europea

L’ombrello americano è sicuramente più europeo di quello francese. Questa è la posizione assunta dal Vicepremier polacco, Tomasz Siemoniak, che, nella giornata di lunedì, 29 Settembre, ha commentato la gara attualmente in corso tra la società statunitense Raytheon e la francese Thales per la realizzazione in Polonia del sistema di difesa anti-missilistico.

In un’intervista al quotidiano Rzeczpospolita, Siemoniak, che è anche Ministro della Difesa, ha sottolineato come la scelta del Governo polacco potrebbe facilmente ricadere sulla compagnia con sede negli Stati Uniti d’America per via della decisione della Francia di mantenere attuale la vendita di due portaerei di categoria Mistral alla Russia.

L’accordo tra Francia e Russia, secondo Siemoniak, rafforza le strutture militari di un Paese, la Russia, a cui l’Europa, da un lato, ha applicato sanzioni economiche e commerciali in risposta all’aggressione militare all’Ucraina, e la NATO, dall’altro, ha risposto fermamente alle continue provocazioni negli spazi aerei dei Paesi Baltici, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Olanda, USA e Canada incrementando le strutture difensive dei Paesi dell’Europa Centrale.

“Non posso nascondere che la questione dei Mistral non favorisce la scelta dei francesi: sono però convinto che la Francia saprà fare una scelta saggia” ha dichiarato Siemoniak, alludendo alla solidarietà europea come principio a cui la Francia dovrebbe attenersi nella sua politica militare, sopratutto in momento come quello attuale, in cui la Comunità Atlantica è de facto sotto attacco da parte del Presidente russo, Vladimir Putin.

Oltre ad essere una lamentela nei confronti dell’Amministrazione francese, la posizione di Siemoniak è anche un vero e proprio invito a rilanciare la collaborazione tra Polonia e Francia per la realizzazione, nel più breve tempo possibile, dell’Unione Energetica Europea.

Questo progetto, già concepito da due ex-Presidenti della Commissione Europea del calibro di Jacques Delors e Romano Prodi, è stato rilanciato di recente dall’ex-Premier polacco, Donald Tusk -attuale Presidente-Nominato del Consiglio Europeo- e dal Presidente francese, Francois Hollande.

Nello specifico, l’Unione Energetica Europea prevede la creazione di un mercato europeo unico del gas tramite la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei Paesi dell’Unione Europea, la diversificazione delle importazioni di carburante mediante la realizzazione di nuovi gasdotti e rigassificatori, e la creazione di un ente unico UE per la compravendita del gas da Paesi terzi.

Una conferma delle intenzioni conciliatorie di Siemoniak è provenuta dalle dichiarazioni rilasciate dal Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, di cui il Vicepremier è notoriamente uno stretto collaboratore.

Il Presidente Komorowski, a margine del vertice dei Presidenti del Gruppo Arraiolos, ha sottolineato come la solidarietà tra i Paesi UE in ambito energetico sia essenziale affinché Putin capisca che l’utilizzo del gas come mezzo di coercizione geopolitica è sconveniente per la Russia stessa, che ha proprio nelle esportazioni di energia in Europa una fetta molto considerevole del suo bilancio.

Komorowski contro il Southstream

Il Presidente polacco ha inoltre fatto appello affinché i Paesi UE perseguano il progetto dell’Unione Energetica Europea senza supportare progetti bilaterali con Putin, che finiscono per incrementare, anziché diminuire, la dipendenza dell’Europa dalle forniture di gas della Russia, come il gasdotto Southstream.

Questa infrastruttura, concepita da Putin per veicolare gas russo dalla Russia meridionale in Austria, attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria e Slovenia, è contrastata dalla Commissione Europea, che ha invitato i Paesi UE coinvolti nel progetto a congelare la realizzazione di un progetto che, de facto, mette a serio repentaglio la sicurezza energetica dell’Europa.

“In molti casi, alcuni Paesi membri dell’UE agiscono con criteri imprenditoriali e non politici: è importante che l’UE non incrementi la sua dipendenza dalle forniture di gas della Russia, ad esempio realizzando il Southstream” ha dichiarato Komorowski all’autorevole agenzia PAP.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

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MANIFESTAZIONE CONTRO L’UNIONE DOGANALE RUSSO-BIELORUSSO-KAZAKA REPRESSA IN BIELORUSSIA

Posted in Bielorussia by matteocazzulani on June 15, 2011

Patrioti ed imprenditori penalizzati dalla CEE di Mosca caricati ed arrestati dalla polizia di Minsk. Il caso del corrispondente di Gazeta Wyborcza, per avere criticato il presidente Aljaksandar Lukashenka è da 70 giorni in carcere

Il distintivo della campagna per la liberazione del giornalista Adrzej Poczobut

Gas lacrimogeno, cariche della polizia, arresti, e, con tutta probabilità, detenzione: rischia davvero molto chi osa opporsi all’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka. Nella giornata di Domenica, 12 Giugno, un gruppo di manifestanti ha protestato contro il divieto delle autorità bielorusse di esportare prodotti nelle vicine Polonia e Lituania, ed è stato puntualmente represso dalla milicija di regime.

Secondo quanto riportato dalle agenzie Charter97 ed Interfax, i dimostranti, giovani ed imprenditori della regione di Hrodna, hanno iniziato una protesta nonviolenta con slogan per il libero commercio e l’esecuzione dell’inno della Bielorussia Libera. Tanto è bastato per scatenare la carica gli OMON, che, dopo avere disperso la folla con gas lacrimogeno, hanno provveduto ad una ventina di arresti – 14 secondo le fonti ufficiali.

Lecito ricordare che la Bielorussia è membro dell’Unione Doganale con Russia e Kazakhstan: una CEE euroasiatica che, oltre ad abbattere le tariffe tra i tre Stati, secondo diversi esperti ha lo scopo politico di rafforzare la supremazia di Mosca sui due stati ex-URSS. Un programma che, nella realtà dei manifestanti di Hrodna, ha penalizzato chi vive ed opera nelle aree più vicine all’Unione Europea, con cui è forte non solo un legame storico-culturale – la Bielorussia è appartenuta al Granducato di Lituania, alla Prima Rzeczpospolita polacca – e commerciale.

Il caso di Poczobut

Ed è proprio a Hrodna che lavora Andrzej Poczobut: corrispondente del giornale polacco Gazeta Wyborcza, imprigionato per avere contestato nei suoi articoli il regime di Lukashenka. Purtroppo, in Bielorussia sono molti altri i casi di giornalisti e dissidenti politici incarcerati arbitrariamente dalle Autorità di Minsk, quasi tutti confermati – e condannati – da UE e principali ONG internazionali.

Tuttavia, il caso di Poczobut è il più emblematico: da 70 giorni è in cella. I colleghi di Gazeta Wyborcza hanno redatto un appello per la sua liberazione, sottoscrivibile da tutti al seguente link. Anche per i lettori italiani, può essere un piccolo, ma importante gesto, per difendere uno dei principi alla base del Mondo Occidentale: la Libertà.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: STAMPA RUSSA CERCA DISCREDITO DI VOCE ARANCIONE E LEGNO STORTO

Posted in Editoriale, Ukraina by matteocazzulani on January 13, 2011

Il blog ed il quotidiano vittime della menzogna di “traduttori”. Tutti i dettagli della questione

La bandiera ucraina

Cronaca di ordinario discredito. Per questo aggiornamento, abbiamo scelto di scrivere in prima persona, per narrare quanto di curioso accaduto nei media ucraini negli ultimi giorni.

Un articolo, circa l’ennesimo interrogatorio ai danni dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, postato sulla Voce Arancione, è stato pubblicato, come di consueto, anche su Il Legno Storto. Come si evince dai link, quanto riportato nel pezzo rimanda alle dichiarazioni dell’ufficio stampa BJuT, da cui è stata presa la notizia.

Succede che gli “amici” del sito INOSMI.RU, dedicato alla “traduzione” in russo degli articoli della stampa estera riguardanti Russia e dintorni, riprende la notizia a modo proprio, insinuando che il Legno Storto, e l’autore dell’articolo, hanno ottenuto informazioni dal governo giapponese – !!! – circa l’effettivo uso dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali da parte dell’ex Primo Ministro. Che, lo ricordiamo, per questo, ed altri capi d’accusa, è sotto processo.

Non è la prima volta che questo sito si permette di modificare a piacere pezzi di medesimo autore e testata. Già è successo nel maggio scorso, con un articolo sul Donbas, falsificato, nella versione russa, per gettare fango sulla missione diplomatica Jevroavtobus 3.

Il problema è che la versione INOSMI viene presa per buona. E, fatto sorprendente, ripresa anche da quella stampa ucraina teoricamente seria.

In primis, il sito di Bat’kivshchyna, che pone in risalto il fatto che un giornale occidentale tratti la questione.

Segue a ruota la UNIAN — l’ANSA italiana — che, inevitabilmente, genera la reazione della maggioranza. E qui viene il bello.

Interviene il Parlamentare

A rispondere è il Parlamentare del Partija Rehioniv, Vadym Kolesnichenko, che, sempre prendendo per buona la versione INOSMI, attacca Legno Storto, etichettandolo come “rivista di secondo ordine, letta solo nella regione di Milano [che, ricordiamo a Kolesnichenko, si chiama Lombardia, n.d.a.]”.

Inoltre, l’esponente del partito di governo confronta il media italiano con quelli che definisce “giornali ben più rappresentativi dell’Italia, sopratutto in quanto stampati [Legno Storto è un quotidiano on-line, n.d.a.] tra cui La Repubblica”. Che, guarda caso, a fine dicembre ha pubblicato un’intervista a Julija Tymoshenko, in cui il collega giornalista — a cui va il nostro rispetto profesionale, ma non la condivisione intellettuale — non ha dipinto un quadro ottimale della Leader dell’Opposizione Democratica.

Senza soffermarsi sul fatto che il quotidiano preso ad esempio da Kolesnichenko appartiene ad una famiglia editoriale di cui fa parte una nota rivista di politica estera che ha negato lo Holodomor — il genocidio del popolo ucraino per fame artificiale, compiuto da Stalin tra il 1932 ed il 1933 — occorrerebbe evitare di discernere tra media più o meno rappresentativi in base alla loro diffusione nel formato stampato. Ma questa è un’altra questione.

A cascarci è anche l’autorevole Ekonomichna Pravda, versione economica della gloriosa Ukrajins’ka Pravda. Che, oltre a riprendere la notizia, cita persino nome e cognome dell’autore — nulla di male — presentandolo come informato dei fatti direttamente dal Giappone – !!!!.

Chiarimento è arrivato da un blogger, Mykola Hudkovych, che, dopo avere sentito l’autore, ha dimostrato come nessuno abbia contatti con governanti del Sol Levante. Notizia prontamente ripresa dalla televisione ucraina, Channel 24.

Per dovere di cronaca

Alla fine della questione, non prima di avere ringraziato i lettori per gli attestati di stima, solidarietà, ed indignazione — verso chi discredita — pervenuti all’autore, alcune considerazioni.

Agli amici della Ukrajins’ka Pravda: prima di riportare una notizia, APPROFONDITE LE FONTI. Siete una testata degna del più grande rispetto, per il solo fatto di essere stata fondata dal coraggioso Gija Gongadze. Avete i contatti della Voce Arancione. Chiamate o scrivete, prima di controllare la notizia.

A INOSMI: definire il vostro operato un discredito professionale è poco. Capiamo la vostra continua ricerca della polemica. E, sopratutto, del fango sui media occidentali, che coinvolge anche testate autorevoli come Voice of America, Financial Times, Rzeczpospolita ecc.

Ogni organo di stampa ha la sua ratio di esistere. Ma insinuare che si ottengano informazioni da Tokyo, significa davvero spararla grossa. E, ancor peggio del vostro operato, reo chi alle vostre calunnie ci casca, e le prende per vere.

La questione ha generato una pausa nella narrazione degli sviluppi ucraini. La Voce Arancione, indignata dinnanzi a tali calunnie, non sa ancora quanto durerà. Per questo, ce ne scusiamo con i lettori, per cui siamo diventati un punto di riferimento per una informazione non uniformata ai cliché dei vari Grandi Fratelli o Amici di Maria de Filippi.

Per questa ragione, ci limitiamo ad elencare quanto accaduto nelle 48 di nostro silenzio in Ucraina.

 

  • Il Commissario Europeo all’Integrazione, Stefan Fule, ha incontrato il Presiente ucraino, Viktor Janukovych, a cui ha presentato la possibilità di un raffreddamento delle relazioni tra Bruxelles e Kyiv qualora le pressioni su dissidenti e media indipendenti non sia arrestata.
  • L’audizione del procuratore Generale alla Rada, chiesta dall’Opposizione Democratica pr chiarire lo stato dell’ondata degli arresti politici — non c’è stata. Al suo posto, un incaricato, che ha garantito come i prigioneri stiano in condizioni accettabili.
  • A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è stato aperto un altro capo d’accusa. Questa volta per usurpazione di 50 Milioni di Hryvnje nell’acquisto di vaccini. Nella giornata di Giovedì, 13 Gennaio, l’ex Primo Ministro è attesa in Procura per l’ennesimo interrogatorio.
  • La nomina di Stepan Bandera a Eroe di Ucraina, voluta dall’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, è stata revocata da un verdetto della Corte Suprema.
  • Attivisti della Asociazione Tryzub sono stati arrestati. La blogger Olena Bilozers’ka , vittima di una perquisizione.

 

Matteo Cazzulani