LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA RUSSIA INCENTIVA LA RICERCA DI GAS NELL’OCEANO ARTICO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 30, 2013

Il monopolista statale del gas russo appalta 20 concessioni in giacimenti dell’Oceano Artico. Il Giappone come obiettivo per avviare la corsa al controllo dell’Asia contro gli Stati Uniti d’America

L’Europa e l’Asia attraverso l’Oceano Artico e la Siberia sono gli obiettivi strategici della politica energetica della Russia.

Nella giornata di lunedì, 29 Aprile, il monopolista russo statale del gas, Gazprom, ha concesso 20 appalti per la collaborazione nello sfruttamento dei giacimenti nel Mare di Barents, in quello di Kara, in quello di Churki e in quello della Siberia Orientale.

Come riportato dall’agenzia Rosnedra, Gazprom vuole sfruttare una zona dell’Oceano Artico finora inesplorata, potenzialmente ricca di gas e greggio.

L’utilità dello sfruttamento dei giacimenti nell’Oceano Artico è dovuta principalmente ad aumentare l’esportazione di gas in Europa, dove Gazprom mantiene il quasi monopolio sulle forniture di gas.

In particolare, i giacimenti dell’Oceano Artico servono ad alimentare il Nordstream: gasdotto progettato per veicolare 55 Miliardi di metri cubi di gas dalla Russia alla Germania attraverso il fondale del Mar Baltico.

Secondo i progetti, la Russia punta a prolungare il Nordstream alle coste dell’Inghilterra per rifornire di gas russo anche la Gran Bretagna, e per questo conta sullo sfruttamento supplementare dei giacimenti nell’Oceano Artico.

Oltre all’Europa, la Russia sta guardando anche all’Asia, dove Mosca non mantiene una condizione di predominanza, ed è per questo intenzionata ad ampliare la sua presenza.

Sempre lunedì, 29 Aprile, il Governatore della Regione di Sakhalin, Alexandr Khoroshavin, ha sollecitato il Giappone a cooperare nella realizzazione di un rigassificatore in grado di avviare le esportazioni di gas liquefatto dalla Russia in territorio giapponese.

La Russia considera il Giappone l’unico solido alleato sul piano energetico in Asia, dove Mosca deve fare i conti con la cospicua presenza degli Stati Uniti d’America.

La contesa del mercato asiatico del gas

Grazie allo sfruttamento dello shale -gas estratto da rocce porose ubicate a bassa profondità estratto con sofisticate tecniche di fracking ad oggi operate solo in Nordamerica- gli USA si stanno preparando a prendere il primato sulle esportazioni di oro blu in Asia, sopratutto in India, Indonesia, Singapore e Corea del Sud.

Il Giappone considera la Russia un importante fornitore di gas che possa contribuire a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico dal nucleare, dopo il disastro alla centrale atomica di Fukushima.

Matteo Cazzulani