LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

PUTIN PROVOCA GEORGIA ED UCRAINA MENTRE IL MONDO PENSA -SOLO- ALLA SIRIA

Posted in Georgia, Russia, Ukraina by matteocazzulani on August 28, 2013

Il Presidente russo sfrutta la disattenzione dell’opinione pubblica, interessata solo alla Siria, per compiere ennesime provocazioni nello spazio ex-sovietico. Infranta nuovamente l’integrità territoriale georgiana

Mentre l’attenzione dell’opinione pubblica è puntata sulla Siria, la Russia provoca la Georgia. Nella giornata di martedì, 27 Agosto, il Presidente russo, Vladimir Putin, si è recato in visita ufficiale regione separatista georgiana dell’Abkhazia.

La visita, effettuata il giorno del quinto anniversario del riconoscimento unilaterale dell’indipendenza dell’Abkhazia da parte della Russia, ha provocato la protesta ufficiale del Governo georgiano, che ha ritenuto il comportamento del Presidente Putin una violazione della sovranità nazionale di Tbilisi.

Condanna è stata espressa dal Ministro degli Esteri georgiano, Maia Pandzhikidze, che ha parlato di atteggiamento provocatorio da parte della Federazione Russa destinato a complicare le relazioni diplomatiche tra Tbilisi e Mosca.

L’Abkhazia, assieme all’Ossezia del Sud, è una regione georgiana che è stata occupata dalla Russia mediante un’aggressione militare nell’Agosto 2008.Q In seguito a questa guerra lampo, la Russia, nonostante la contrarietà della Comunità Internazionale, ha riconosciuto le due Regioni georgiane come indipendenti.

L’aggresione militare alla Georgia è stata mirata ad arrestare il processo di integrazione di Tbilisi nella NATO: un obiettivo strategico che il Governo georgiano ha di recente ribadito come priorità della Politica Estera del Paese.

Tuttavia, la provocazione di Putin alla Georgia non è la sola tensione scatenata ad hoc dalla Russia nei confronti di Paesi ex-URSS vicini all’integrazione con l’Occidente.

Sabato, 24 Agosto, la Russia ha confermato il blocco delle importazioni dall’Ucraina dei prodotti della dolciaria Roshen. La Roshen è posseduta da Petro Poroshenko, il Ministro del Governo ucraino che, più di tutti, sostiene l’avvicinamento di Kyiv all’Unione Europea.

Mosca contraria all’integrazione europea

L’Ucraina è vicina alla firma dell’Accordo di Associazione con l’UE: documento che consente l’integrazione economica di Kyiv nell’Unione.

La Russia ha così avviato nei confronti dell’Ucraina di una ritorsione commerciale per constingere Kyiv all’adesione all’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale dello spazio ex-sovietico coordinato da Mosca per garantire alla Federazione Russa l’egemonia nel mondo ex-URSS.

Critiche all’atteggiamento di Mosca sono state espresse dal Commissario UE all’Allargamento e all’Integrazione, Stefan Fule, che, con una nota, ha contestato l’uso da parte della Russia di ritorsioni commerciali per influenzare scelte di natura politica di uno Stato indipendente come l’Ucraina.

L’Occidente intervenga politicamente anche in sostegno di Tbilisi e Kyiv

Non è la prima volta che Putin approfitta della disattenzione dell’opinione pubblica internazionale per ristabilire con la prepotenza l’egemonia della Russia nello spazio ex-sovietico, sopratutto nei confronti di Georgia ed Ucraina.

Questi due Paesi, per via della loro ubicazione geografica e della ricchezza di risorse naturali, rappresentano un obiettivo di interesse strategico che Mosca vuole a tutti i costi possedere per rendere la Russia una superpotenza globale.

L’integrazione di Ucraina e Georgia nell’Unione Doganale Eurasiatica consente alla Russia di soddisfare le proprie ambizioni imperiali mediante l’annichilamento della legittima aspirazione di Kyiv e Tbilisi all’integrazione nell’Occidente.

È per questa ragione che, più che alla Siria, sarebbe bene che Stati Uniti d’America, Gran Bretagna, Francia, Germania, Turchia e gli altri membri NATO intenzionati a punire il Regime di Damasco per le violazioni dei Diritti Umani riponessero attenzione anche alla situazione nello spazio ex-sovietico.

L’Occidente, in particolare USA e Gran Bretagna, che si sono sempre distinti per promuovere e difendere la democrazia nel Mondo, ben farebbe a prendere una chiara posizione in sostegno dell’Indipendenza di Georgia ed Ucraina, e della loro seppur non immediata integrazione nella NATO e nell’UE.

Matteo Cazzulani

IL PARLAMENTO EUROPEO SOSTIENE BIPARTISAN L’UCRAINA NELLA GUERRA COMMERCIALE CON LA RUSSIA

Posted in Russia, Ukraina, Unione Europea by matteocazzulani on August 21, 2013

I Parlamentari Europei Jacek Saryusz-Wolski ed Hannes Swoboda -rispettivamente del Partito Popolare Europeo e dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei- condannano il bando imposto da Mosca a prodotti alimentari di Kyiv. L’integrazione ucraina nell’UE la vera ragione della contesa tra i due Paesi

Se l’avvicinamento all’Europa dell’Ucraina è molto amaro, il Parlamento Europeo, in maniera bipartisan, si mobilita in difesa di Kyiv e dei Diritti Umani. Nella giornata di martedì, 20 Agosto, il Parlamentare Europeo Jacek Saryusz-Wolski, del Partito Popolare Europeo, ha invitato il Parlamento UE a prendere una posizione comune dinnanzi all’aggressione commerciale della Russia nei confronti dell’Ucraina.

La proposta di Saryusz-Wolski ha seguito una dichiarazione del Capogruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Hannes Swoboda, che ha criticato il Presidente russo, Vladimir Putin, per gli atteggiamenti omofobi e il ricatto economico attuato nei confronti di Kyiv.

Lo scorso 14 Agosto, l’Ucraina, che è vicina alla firma di un Accordo di Associazione con l’Unione Europea per l’integrazione economica di Kyiv con l’UE, si è vista impedire l’esportazione di alcuni beni alimentari in Russia.

La Russia, che è il primo mercato per le esportazioni ucraine, ha motivato il bando per ragioni fitosanitarie, ma in realtà la misura è motivata da una natura squisitamente politica, come dimostrato dal fatto che la compagnia che è stata maggiormente colpita è la dolciaria Roshen.

La Roshen è posseduta da Petro Poroshenko, Ministro del Governo ucraino che, più di tutti, sostiene l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea dal punto di vista economico, mediante la firma dell’Accordo di Associazione.

A confermare i sospetti sulla natura politica della misura è la differente reazione nei confronti della Roshen adottata da altri Paesi dello spazio ex-Sovietico che, come Tadzikistan, Kyrgyzstan, Bielorussia e Moldova, hanno ammesso i prodotti dolciari senza alcuna obiezione.

In risposta alla misura della Russia, il Primo Ministro ucraino, Mykola Azarov, ha invitato Mosca ad agire secondo le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, a cui entrambi i Paesi appartengono.

Dal canto suo, per voce del Consigliere per gli affari economici di Putin, Sergei Glazyev, la Russia ha immediatamente fatto sapere di essere intenzionata ad applicare ulteriori sanzioni ai prodotti ucraini se l’Ucraina andrà avanti con i progetti di avvicinamento all’Unione Europea.

L’obiettivo di Mosca è quello di costringere Kyiv ad entrare nell’Unione Doganale Eurasiatica, un progetto di integrazione sovranazionale concepito da Putin per estendere l’egemonia della Russia nello spazio ex-sovietico.

Per la Russia, l’Ucraina rappresenta un obiettivo geopolitico strategico, il cui controllo politico ed economico permette a Mosca di tornare una superpotenza mondiale con una forte influenza nel continente europeo.

L’importanza di Kyiv nella Nuova Guerra Fredda tra USA e Federazione Russa

Per l’Unione Europea, ed il Mondo occidentale in generale, l’integrazione dell’Ucraina nello spazio ex-sovietico rappresenta una sconfitta geopolitica che compromette il rafforzamento dell’UE su scala globale.

Per questa ragione, è opportuno che l’Europa tratti la questione ucraina con assoluta prudenza ed attenzione, al fine di integrare, anche solo sul piano economico, al più presto un Paese di importanza cruciale per la sopravvivenza della cultura occidentale.

Matteo Cazzulani

JANUKOVYCH VUOLE FARE L’EUROPEO: IL “PAPERONE ARANCIONE” DIVENTA SUO MINISTRO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 24, 2012

Il Presidente ucraino nomina a Capo del Dicastero dello Sviluppo Economico e del Commercio il noto imprenditore Petro Poroshenko con l’intenzione risollevare la propria immagine agli occhi degli europei dopo la svolta autoritaria da lui impressa sulle Rive del Dnipro. Il piano di riforme liberali del principale sponsor della Rivoluzione Arancione difficili da attuare in un sistema di potere fortemente accentrato nelle mani del Capo dello Stato

Il Ministro dello sviluppo economico e del commercio ucraino, Petro Poroshenko

Il re della cioccolata passa alla corte di Janukovych. Nella giornata di venerdì, 23 Marzo, il Presidente ucraino ha emanato il decreto di nomina alla guida del Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio di Petro Poroshenko: uno degli imprenditori maggiormente influenti nel Paese, noto non solo per possedere la rinomata casa dolciaria Roshen, ma, sopratutto, per essere stato il principale finanziatore della Rivoluzione Arancione.

A riportare le motivazioni del perché lo sponsor del processo democratico del 2004 abbia accettato di entrare nella squadra di Governo dell’avversario degli arancioni è la pagina Facebook dello stesso Poroshenko, a cui il re della cioccolata – com’è conosciuto in Ucraina – ha affidato il proprio comunicato ufficiale.

“Le ultime settimane sono state difficili per me – ha dichiarato Poroshenko sul noto social network – sono onorato dell’interesse che molte persone, e molti giornalisti, hanno prestato sulla mia persona. Ho messo su un piatto della bilancia le mie ambizioni personali, e, sull’altro, la difficile situazione dell’economia ucraina. La decisione l’ho presa…”.

Come successivamente rivelato da diverse fonti, Janukovych avrebbe proposto la nomina a Poroshenko da ben un mese, durante il quale il businessman ha avuto il compito di redigere un piano di azioni con cui intende amministrare il Dicastero assegnatogli.

Tra esse, secondo quanto ha dichiarato il neo-Ministro, l’adattamento dell’economia ucraina agli standard europei, uno sviluppo improntato sul rispetto della democrazia e della libera concorrenza, la chiarezza nelle azioni di compravendita da parte di soggoli imprenditori e dell’apparato statale, la divulgazione delle statistiche in merito allo sviluppo del Paese, il sostegno alla crescita nazionale, la difesa dell’imprenditoria dalla pressione dello Stato, la semplificazione nelle procedure di iscrizione di nuove imprese, e la limpidezza dell’azione di governo del suo Ministero.

“Il Ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio ha enormi responsabilità – ha dichiarato il Premier, Mykola Azarov, al momento della presentazione ufficiale di Poroshenko – è da esso che sono approvati i provvedimenti che consentono la messa in atto delle manovre del governo. Inoltre, il Dicastero è responsabile della stabilità dell’economia, della sua crescita, e della diminuzione delle bollette per le importazioni energetiche”.

Nell’aria da più di due mesi, la nomina di Poroshenko rappresenta una mossa strategica del Presidente Janukovych per cercare di risollevare la propria reputazione in Occidente: quasi del tutto compromessa in seguito all’ondata di arresti politici che ha colpito la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e un’altra decina di esponenti di spicco del campo arancione come l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko.

Difatti, è di pochi giorni la notizia dell’avvio della fase conclusiva della stesura del testo dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, un documento – la cui firma solenne è stata congelata proprio per il deficit democratico provocato da Janukovych – che prevede il varo di una Zona di Libero Scambio tra Kyiv e Bruxelles: una delle competenze che spettano proprio al Ministero assegnato a Poroshenko.

Tuttavia, è improbabile che il re della cioccolata possa addolcire l’amarezza dell’Unione Europea, che ha dichiarato, a più riprese, come la detenzione di oppositori politici, e la loro esclusione dalla partecipazione alla vita politica, renda impossibile la firma dell’Accordo di Associazione.

Nel contempo, è difficile che Poroshenko arrivi a gestire autonomamente un Ministero in un sistema di Governo che Janukovych ha fortemente accentrato nelle sue mani: dopo avere nominato amministratori di Dicastero a lui fedeli – quasi tutti appartenenti alla sua forza politica, il Partija Rehioniv – e ridotto il Parlamento a un organo quasi consultivo.

A rischio la libertà di stampa

In aggiunta, a essere posta è anche una questione di carattere democratico, dal momento in cui all’impero di Poroshenko appartiene il 5 Kanal: una delle poche televisioni rimaste seriamente indipendenti, apprezzata per la corretta e continua informazione, che con il passaggio del suo maggiore investitore alla corte del Presidente si teme possa subire condizionamenti nella propria linea editoriale.

“Conosco Poroshenko, e questo lo escludo – ha dichiarato il Produttore Generale del 5 Kanal, Jurij Stec’ – la nostra redazione è composta da 50 giornalisti: nessuno di loro sarà convocato per imporre un linea editoriale lontana dall’indipendenza intellettuale che abbiamo sempre contrastato”.

Petro Poroshenko è nato nel 1965 nei pressi di Odessa. Oltre alla Roshen e a 5 Kanal ha posseduto la radio Niko-Fm e la fabbrica automobilistica Luaz. In politica, si è candidato nel 2000 nel Partito Socialdemocratico Unito per poi fondare, nel 2004, il movimento Solidarnist’ in sostengo alla corsa presidenziale del candidato arancione, Viktor Jushchenko, il quale, una volta insediatosi alla guida del Paese, lo ha nominato a capo del Consiglio Nazionale di Sicurezza e di Difesa.

Dopo aver provocato le dimissioni del Primo Governo arancione di Julija Tymoshenko nel 2005, Poroshenko si è riavvicinato all’Anima della Rivoluzione Arancione al momento del suo ritorno alla guida del Governo nel 2007: quando è stato nominato dapprima alla guida della Banca Nazionale Ucraina, poi, nel 2009, del Ministero degli Esteri.

Con la vittoria alle Elezioni Presidenziali del 2010 di Janukovych contro la Tymoshenko, e le dimissioni del Governo della Leader del campo arancione, Poroshenko è stato nominato a capo della Commissione Bilancio, e ha mantenuto la guida del Consiglio dei Revisori dei Conti della Banca Nazionale Ucraina.

Matteo Cazzulani