LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: CONTINUA LA GUERRA TRA UCRAINA E RUSSIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on February 8, 2013

Il Ministro dell’Energia ucraino, Eduard Stavytsky, rifiuta il pagamento della clausola “prendi o paga” pretesa dal monopolista statale russo del gas, Gazprom, e dichiara la stipula di accordi per l’importazione di carburante russo da Slovacchia e Ungheria. La Turchia si oppone al rigassificatore di Odessa 

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Nessun motivo del perché l’Ucraina debba pagare un prezzo esoso per le forniture di gas dalla Russia. Nella giornata di giovedì, 7 Febbraio, il Ministro dell’Energia ucraino, Eduard Stavytsky, ha dichiarato che Kyiv non intende saldare l’ammenda di 7 miliardi di Dollari chiesta dal monopolista statale del gas russo, Gazprom, per il mancato rispetto dei contratti.

Come riportato dalla PAP, l’Ucraina nell’ultimo anno ha importato da Mosca solo 27 Miliardi di metri cubi di gas, ma la clausola “prendi o paga” costringe Kyiv ad acquistare un tetto minimo di 52 miliari di metri cubi di oro blu.

Per compensare l’ammanco di gas dalla Russia, con cui l’Ucraina soddisfa il 90% del fabbisogno nazionale, il Governo ucraino ha implementato l’uso di carbone e gasolio, ed ha avviato l’importazione di 55 milioni di metri cubi di gas naturale -di provenienza sempre russa- dalla Germania attraverso la Polonia grazie a un contratto trimestrale stipulato con la compagnia tedesca RWE.

Come riportato dalla Interfax Ukrayina, il Ministro Stavytsky ha inoltre annunciato che Kyiv è pronta ad avviare le importazioni di gas, fornito dalla RWE e da altre compagnie energetiche UE, anche da Slovacchia e Ungheria.

D’altro canto, resta in stallo la costruzione del rigassificatore di Odessa, che il Governo ucraino ha cercato di accelerare per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas.

Alla sospensione dei lavori dovuta alla dipartita della compagnia spagnola Natural Gas Fenosa -irritata dopo che il Governo ucraino ha firmato il contratto per la costruzione dell’infrastruttura con una persona non autorizzata dall’ente iberico- per il terminale di Odessa si è aggiunta l’ostilità della Turchia, che ha posto un veto sulla libera circolazione nelle acque territoriali turche delle navi deputate al trasporto del gas liquefatto in Ucraina.

Secondo indiscrezioni, Ankara punta da un lato a compartecipare alla costruzione del rigassificatore di Odessa e, dall’altro, a controllare il flusso di gas verso l’Europa proveniente dal Bacino del Caspio e dal Medio Oriente, su cui sia l’Ucraina che l’Unione Europea puntano per limitare la dipendenza dalla Russia.

Risoluta rimane invece la posizione della Russia, a cui l’Ucraina ha più volte chiesto la riformulazione dei contratti per ottenere uno sconto sulle forniture.

Mosca ha posto come condicio sine qua non per la concessione di un ribasso delle tariffe l’ingresso di Kyiv dell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione politica ed economica, a cui appartengono Kazakhstan e Bielorussia, concepito da Mosca per stabilire l’egemonia del Cremlino nel Mondo ex-Sovietico.

Inoltre, la Russia ha provveduto ad isolare l’Ucraina mediante la progettazione del Southstream: gasdotto concepito per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso il Fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Kyiv isolata politicamente ed energeticamente

Ricattata dalla Russia sul piano energetico, l’Ucraina si trova de facto anche priva del sostegno politico dell’Unione Europea, irritata per il regresso  democratico impresso al Paese dal Presidente, Viktor Yanukovych.

Dopo avere accentrato nelle sue mani gran parte dei poteri del Parlamento, ed avere falsificato l’esito delle Elezioni Amministrative del 2010, Yanukovych ha censurato la stampa libera, ed ha disposto arresti politici nei confronti dei principali esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-primo Ministro Yulia Tymoshenko.

Nota per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, la Tymoshenko è stata condannata per avere accettato le onerose condizioni contrattuali imposte dalla Russia per le forniture di gas nel Gennaio 2009.

Allora, la Tymoshenko ha accettato il diktat della Russia pur di mantenere i patti presi dal Governo “arancione” con Bruxelles, e ripristinare la più presto il flusso di gas dal territorio russo all’Unione Europea che Mosca aveva abilmente interrotto per destabilizzare la situazione politica a Kyiv.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: GIALLO SUL RIGASSIFICATORE DI ODESSA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 29, 2012

Il rappresentante della compagnia spagnola Natural Gas Fenosa non è stato autorizzato a porre la firma sul contratto che stabilisce l’avvio della costruzione del terminale LNG ucraino. Le reazioni di Kyiv e il tumulto politico interno al campo governativo.

Il presidente ucraino, Viktor Yanukovych

Un giallo tutto iberico-ucraino in una storia legata ad un progetto energetico di notevole importanza. Nella giornata di lunedì, 26 Novembre, il Ministro dell’Energia ucraino, Yuri Boyko ha firmato l’accordo definitivo per la costruzione di un terminale LNG a Odessa.

La costruzione dell’infrastruttura, progettata per immettere nel sistema energetico ucraino 10 Miliardi di metri cubi di gas liquefatto proveniente da Algeria, Libia, Egitto, Qatar ed Azerbaijan, è stata affidata ad un consorzio composto dalla compagnia USA Excelerate Energy e dalla spagnola Natural Gas Fenosa.

La compagnia spagnola, scelta da Kyiv per avere contribuito alla costruzione della maggior parte dei rigassificatori della Penisola Iberica, è stata rappresentata al momento della firma del contratto con il Governo ucraino da un suo rappresentante, Jordi Bonvehi.

Tuttavia, mercoledì, 28 Novembre, la Natural Gas Fenosa ha comunicato al Financial Times che Bonvehi non rappresenta l’azienda iberica, e, come riportato dalla Reuters, ha minacciato l’uscita immediata dal consorzio.

La notizia ha messo in allarme Boyko. Il Ministro dell’Energia ucraino ha dapprima riconosciuto come Bonvehi abbia preso parte a tutte le trattative e, successivamente, ha immediatamente chiesto spiegazioni al Capo dell’Agenzia per gli Investimenti Nazionali dell’Ucraina, Vladyslav Kaskiv.

Presto, il caso è diventato politico. Il rappresentante dell’Opposizione Democratica, Serhiy Soboliev, ha promesso un interrogazione parlamentare sull’assenza di trasparenza da parte del Ministro Boyko, del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e del Primo Ministro, Mykola Azarov.

A sgonfiare il caso è stato lo stesso Bonvehi, che, giovedì, 29 Novembre, all’agenzia UNIAN ha riconosciuto di non essere stato incaricato dalla Natural Gas Fenosa per la firma del contratto con il Governo ucraino.

A differenza dei rigassificatori progettati ed avviati in Unione Europea, il terminale LNG di Odessa è posseduto a maggioranza da privati, e solo il 25% dell’infrastruttura è controllato dal colosso nazionale ucraino Naftohaz.

La speranza del gas liquefatto per l’autonomia energetica ucraina

Il rigassificatore di Odessa è ritenuto dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, un progetto fondamentale per assicurare all’Ucraina la diversificazione delle forniture di gas dal monopolio della Russia, con cui Kyiv è giunta ai ferri corti al momento del rinnovo dei contratti.

Dinnanzi al diniego di uno sconto sulle tariffe per le forniture di gas da parte del monopolista statale russo, Gazprom, l’Ucraina ha diminuito le importazioni di oro blu dalla Russia, ed ha aumentato l’uso di carbone e greggio.

Inoltre, il Ministro Boyko ha siglato contratti trimestrali per l’acquisto di gas – sempre proveniente dalla Russia – dalla compagnia tedesca RWE, trasportato in Ucraina da Ovest verso Est attraverso i gasdotti dell’Ungheria.

Matteo Cazzulani