LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Ucraina: Obama concede l’ultima chance alla Merkel con Putin

Posted in USA by matteocazzulani on February 10, 2015

Il Presidente degli Stati Uniti supporta l’iniziativa diplomatica del Cancelliere tedesco ma lascia aperta la possibilità di rifornire di armi l’esercito ucraino. Cresce il sostegno del Congresso e degli Adviser di Obama al sostegno militare all’Ucraina

Philadelphia – Passi ancora la linea morbida, quella delle pacche sulle spalle e del timore reverenziale nei confronti del Presidente della Russia, Vladimir Putin, ma se la via diplomatica non dovesse arrestare l’aggressione militare Russia in Ucraina occorrerà cambiare verso, e la Germania si accollerà tutta la responsabilità del fallimento.

Questo è il messaggio lanciato dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, al Cancelliere tedesco, Angela Merkel, durante un vertice bilaterale presso la Casa Bianca, nella giornata di lunedì, 9 Febbraio.

Pur di non rompere l’unità dell’Occidente, Obama ha dichiarato di sostenere l’iniziativa diplomatica che la Merkel ed il Presidente francese, Francois Hollande, hanno intrapreso nei confronti di Putin, nonostante ogni tentativo di mediazione con la Russia non abbia portato ad alcun miglioramento della situazione in Ucraina, dove miliziani pro-russi armati da Mosca stanno occupando le regioni dell’est ucraino.

Per questa ragione, il Presidente statunitense non ha escluso l’ipotesi di autorizzare l’invio di armi all’Ucraina per permettere agli ucraini di difendersi e di garantire l’inviolabilità dei confini nazionali, una conditio sine qua non che sia Obama che la Merkel hanno indicato come necessaria per il mantenimento della pace in Europa.

Tuttavia, la Merkel ha manifestato un’opinione differente da quella di Obama nel rifiutare categoricamente ogni invio di armi all’Ucraina, in quanto, secondo il Cancelliere tedesco, il gesto incrementerebbe l’ostilità di Putin.

Seppur evidente, la frattura tra Obama e la Merkel sull’atteggiamento da mantenere nei confronti di Putin è stata mitigata dallo stesso Presidente statunitense, che, come dimostrato dal suo sguardo durante la conferenza stampa, ha dato alla Germania l’ultima chance di perseguire una via diplomatica con la Russia in cui sempre meno personalità hanno oramai fiducia negli Stati Uniti.

Oltre ad una nutrita pattuglia di adviser personali del Presidente, anche Ash Carter, il candidato Segretario alla Difesa scelto da Obama, ha dichiarato di essere favorevole ad inviare armi agli ucraini per colmare il gap con l’esercito russo.

Come riportato dalla Reuters, la posizione di Obama, che finora ha dimostrato riluttanza nei confronti di ogni possibile invio di armi sia in Ucraina che in Siria, è motivata da una mozione, approvata dal Congresso lo scorso Dicembre in maniera bipartisan, che autorizza il Presidente degli Stati Uniti ad inviare equipaggiamenti militari all’esercito ucraino.

Obama ha firmato il provvedimento, ma ne ha sospeso l’esecuzione in attesa di risvolti positivi da parte di Putin che, tuttavia, non si sono verificati.

Finita la luna di miele con la Russia

Anche per questa ragione, Obama, nel National Security Strategy, un documento che enuncia le priorità del Presidente in materia di sicurezza, ha definito la Russia come un Paese che rappresenta un potenziale pericolo internazionale.

Come riportato da Politico, nella versione precedente del documento, emanata nel 2010, il Presidente statunitense ha invece ritenuto la Russia essere un potenziale partner.

La posizione di Obama, un democratico liberale che ha oramai perso fiducia nei confronti di Putin, è stata criticata dai repubblicani, che, per voce del Presidente della Commissione Servizi Armati del Senato, John McCain, hanno contestato la mancata volontà di autorizzate l’invio di armi in Ucraina.

McCain, durante la conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco di Baviera, ha criticato la decisione di Obama di inviare agli ucraini solamente mezzi non offensivi e generi di conforto che, tuttavia, nulla possono contro le armi dell’esercito russo.

Matteo Cazzulani
Analista di Tematiche Trans Atlantiche
Twitter: @MatteoCazzulani

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UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA UNITA AVVIA LA RESISTENZA A JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 2, 2010

14 forze politiche uniscono gli sforzi per contrastare l’establishment presidenziale ed il regresso deocratico nel paese. Sostegno dal PPE e dai Repubblicani USA.

Il leader della Hromadjans'ka Pozycija, Anatolij Hrycenko

L’Opposizione Democratica ucraina da inizio alla controffensiva. Successivamente alla decisione della Corte Costituzionale di ripristinare la costituzione del 1996, e conferire al Presidente, Viktor Janukovych, pieni poteri sul Parlamento, i democratici ucraini hanno unito le forze, ed invocato elezioni immediate.

A dare la carica, l’ex ministro della difesa, Anatolij Hrycenko. Il leader della forza politica Hromadjans’ka Pozycija si è fatto portavoce dei 14 partiti che hanno scelto di coordinare le proprie azioni per salvare la democrazia nel Paese.

Il vice leader di Bat'kivshchyna, Oleksandr Turchynov

In particolare, l’Opposizione Democratica richiede immediate dimissioni dei giudici della Corte Costituzionale, del Capo dello Stato e dei Deputati della Rada, tutti eletti secondo regole ritenute non valide. Inoltre, le forze politiche in questione intendono condurre una campagna di protesta pubblica contro la svolta reazionaria del Presidente.

“Siamo consapevoli che presto ci saranno elezioni – ha dichiarato Hrycenko – e che è opportuno unire le forze per competere con l’attuale maggioranza. Da oggi, organizzeremo vertici congiunti per coordinare gli sforzi, e pianificare le azioni da compiere nell’immediato”.

Opposizione Democratica finalmente insieme

Il leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk

Al vertice hanno partecipato il vice leader di Bat’kivshchyna – il partito di Julija Tymoshenko, carismatica anima della rivoluzione arancione ed ex premier– Oleksandr Turchynov, il leader del Narodnyj Rukh, Borys Tarasjuk – già Ministro degli Esteri – il vice capo del Front Zmin – la forza politica di Arsenij Jacenjuk, ex speaker della Rada – Andrij Pyshnyj, ed il leader di Narodna Samooborona, Jurij Lucenko – già Ministro degli Interni.

Oltre ad essi, il vice segretario del Partito Europeo, Volodymyr Lanovyj, il vice capo di Nasha Ukrajina – la forza partitica di Viktor Jushchenko, l’ex Presidente – Andrij Parubij, illeader di Reformy i Porjadok, Serhij Soboljev – attuale primo ministro del governo ombra dell’Opposizione Democratica – ed il vice segretario del Centro Unito, Ihor Popov.

Presenti anche il vice segretario di Svoboda, Andrij Mokhnyk, il vice capo di Sobor, Pavlo Tarasjuk, il leader del Partito Popolare Ucraino, Jurij Kostenko, ed il capo della Piattaforma Ucraina, Pavlo Zherbivs’kyj.  Assente, ma aderente all’iniziativa, il segretario del Partito dei Difensori della Patria, Jurij Karmazin.

Il sostegno dei Popolari Europei e dei Repubblicani Americani

Il senatore USA dell'Ariziona, il repubblicano John McCain

L’iniziativa dei democratici ucraini ha ottenuto i primi sostegni internazionali. Con una nota, il Partito Popolare Europeo ha espresso forte preoccupazione dinnanzi alla condotta di Janukovych,e piena solidarietà alle forze politiche dell’Opposizione, in particolare a Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina, membri PPE.

Con una telefonata alla leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, appoggio è arrivato anche dal maggiore esponente dei Repubblicani americani, John McCain. Il senatore dell’Arizona ha espresso la volontà della propria forza politica di attivarsi con ogni mezzo per arginare il regresso democratico in Ucraina.

“L’Ucraina è molto importante per il mondo. Il Vostro Paese non può abbandonare lo sviluppo democratico, e permettere minacce alla propria Indipendenza” ha dichiarato l’ex candidato alla casa Bianca.

Parole armoniose, tipiche di un’America un tempo responsabile, ed attenta al rispetto delle libertà nel Mondo. Oggi, ad amministrare gli USA ci sono i democratici. Il silenzio del cui leader, Barack Obama, ben certifica il nuovo corso della politica estera di Washington, mirata al dialogo ostinato con ogni autocrate del pianeta.

Una questione Occidentale

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Dinnanzi al sostegno dei Repubblicani americani, Julija Tymoshenko ha illustrato come vi sia il tentativo di privare il popolo ucraino del diritto di scegliere i propri rappresentanti negli organi di potere, ed ha ringraziato McCain.

“Se l’Ucraina perde la sua Democrazia ed Indipendenza – ha dichiarato la Lady di Ferro ucraina – è un pericolo per l’Europa tutta. La questione riguarda tutto l’Occidente”.

Parole di lungimiranza politica. Che, purtroppo, pochi nel Vecchio Continente sono in grado di comprendere.

Matteo Cazzulani