LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: E’ DISCUSSIONE SUL PROVVEDIMENTO ANTI-CORRUZIONE DI VIKTOR JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 16, 2011

Niente regali per le Alte Cariche dello Stato di valore superiore al 50% della paga minima. Protesta l’Opposizione per le misure troppo morbidi. Julija Tymoshenko denuncia il Governo per dati truccati

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Un provvedimento contro o per la corruzione. E’ su questo gioco sintattico che si installa il dibattito sulla Legge anti-corruzione in Ucraina. Un provvedimento, fortemente voluto dal Capo di Stato, Viktor Janukovych, approvato in Seconda Lettura alla Rada nella giornata di martedì, 15 Marzo.

Secondo gli ultimi emendamenti, le Alte Cariche dello Stato — Presidente, Premier, Vice-Premier, Deputati nazionali, Speaker del Parlamento, ed altri funzionari della Rada — non potranno ricevere regali superiori al 50% del valore dello stipendio minimo.

Un limite che, in caso di donazioni ad esso superiori, obbliga il destinatario a denunciarlo, e a consegnarlo nelle mani dell’Amministrazione Statale.

Pronta la protesta delle Opposizioni, le cui proposte di modifica al documento sono state tutte respinte. L’ex-Speaker del Parlamento, di Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona, Arsenij Jacenjuk, ha contestato le misure troppo soft. Per questo, il Deputato Nazionale ha bollato il provvedimento come una legge per, e non contro, la corruzione.

Scontro sull’inflazione

Attivo anche il principale partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna. La sua Leader, Julija Tymoshenko, ha denunciato il Governo per aver falsificato i dati sull’inflazione per esigenze di bilancio.

L’esposto è stato consegnato in Procura, in seguito dell’ennesimo interrogatorio a cui l’anima della Rivoluzione Arancione — confinata in Patria — è costretta da una magistratura non imparziale.

“Hanno ingannato la gente — ha dichiarato Julija Tymoshenko — l’inflazione non si è attestata all’8%. Ma al 42%. Senza che pensioni e paghe sociali — ha concluso — siano aumentate, come da noi voluto [Parlamentari di Bat’kivshchyna, n.d.a]”.

Nessuna fretta, invece, per la maggioranza — comunisti, Narodna Partija Ukrajiny, e Partija Rehioniv, la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del consiglio dei Ministri — forte dei 330 consensi su 450 ottenuti sul provvedimento anti-corruzione.

Come spiegato dal capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, il documento, in terza, ed ultima lettura, attende una sicura approvazione.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO, UNICO PROCESSO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 22, 2011

La Procura Generale accorpa i capi d’accusa alla Leader dell’Opposizione Democratica in un solo procedimento. In carcere anche un Consigliere Comunale di Bat’kivshchyna

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Due ore per tre capi d’accusa. Il record stabilito dalla Procura Generale riguarda la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko.

Secondo quanto fissato dai giudici, le accuse di uso impoprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, possono essere unite in un unico procedimento.

Una vera e propria macedonia, acida, che all’anima della Rivoluzione Arancione già è costata il confino in Patria. Rea, per così dire, di avr pagato le pensioni, e provveduto alla sanità, al momento del suo premierato.

Tuttavia, non tutti appoggiano la repressione politica. L’Istituto dello Stato e del Diritto Korec’kyj ha rifiutato di indagare sulla Leader dell’Opposizione Democratica. Come, invece, richiesto dalla Procura.

Un segnale importante, che testimonia la mancata volontà di enti indipendenti di prendere parte ad un processo politico, condannato a più riprese dal Mondo Occidentale.

Dalla salita al potere dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych, una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica sono stati bersaglio della Procura.

L’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato in Ucraina dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso asilo politico.

L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è detenuto in isolamento, come un carnefice.

Parentele scomode

In gattabuia, martedì, 22 Febbraio, anche il Consigliere Comunale di Kyiv di Bat’kivshchyna, Vladyslav Jarcev. Arrestato prima della partenza per le vacanze, dinnanzi alle figlie, ancora in tenera età.

Colpa del politico del principale partito dell’Opposizione Democratica, la parentela con il Capogruppo BjuT in Parlamento, Andrij Kozhem’jakin.

Matteo Cazzulani

UE, PROPOSTA SHOCK DELLA FRANCIA: AL MONDO ARABO I FONDI PER L’EUROPA POST-SOVIETICA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on February 22, 2011

Parigi, Madrid, Atene, e Roma invitano Bruxelles a trascurare Minsk e Kyiv in favore del Cairo e di Tripoli. Protestano Stoccolma, Budapest, Bucarest, e Varsavia. L’esempio responsabile di Vilna e Washinghton

Satira sulla politica francese. FOTO PRIVA DI COPYRIGHT

Per l’Europa, il Califfato Ommayade e l’Asia Minore devono avere la priorità su Granducato di Lituania e Caucaso. Questa la proposta avanzata dalla Diplomazia francese, dinnanzi ai recenti sviluppi nel Mediterraneo.

Secondo Parigi, i fondi che l’UE stanzia per il rafforzamento delle relazioni con i confinanti orientali — bielorussi, ucraini, georgiani, armeni, e moldavi, tutti popoli euopei, per cultura e tradizione — devono essere translati verso i Paesi arabi del Nordafrica.

Tra i firmatari della proposta, inoltrata al Ministro per gli Affari Esteri UE, Cathrine Ashton, anche Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Italia e Slovenia. Tutti convinti della maggiore europeicità di Cairo e Tunisi, rispetto a Minsk e Kyiv.

Ma c’è di più. Secondo quanto rilevato da diversi esperti, la mossa francese sarebbe in linea con il rafforzamento dell’Unione Mediterranea: progetto, avanzato da Sarkozy, e favorito dall’Italia di Prodi, in quanto propedeutico al rafforzamento dell’influenza transalpina, non solo nell’areale ex-coloniale, ma anche in seno all’UE.

A dimostrazione di ciò, come riportato dallo EU Observer, la convocazione della seduta del G20, presieduto dalla Francia, proprio il medesimo giorno di quella dei Paesi del Partenariato Orientale.

Forti critiche, dall’esperto romeno Nicu Popoescu, che ha evidenziato come se nel Nordafrica sono in atto ribellioni contro dittatori, ai confini est dell’Europa si sta registrando un ritorno all’autoritarismo. Sopratutto, nella Bielorusia di Aljaksandar Lukashenka, e nell’Ucraina di Viktor Janukovych.

Sulla medesima frequenza, il Capo della diplomazia ungherese, Janos Martonyi. Il quale, Presidente di turno UE, ha gettato acqua sul fuoco, riconoscendo che l’attualità del teatro arabo non può abbassare la guardia dinnanzi al resto del Mondo ex-sovietico, ancora fuori dall’Unione continentale.

Concordi con l’Ungheria, anche Svezia — Paese leader del Partenariato Orientale, Polonia — prossima Presidente di turno UE, e Paesi Baltici.

L’università bielorussa in UE

Proprio dalle tre Repubbliche, che a lungo hanno combatuto per la propria indipendenza dal gioco sovietico, arriva l’esempio di una politica estera davvero responsabile.

Come riportato da Radio Liberty, a Vilna, capitale della Lituania, opera l’Università Umanitaria Europea. Un Ateneo bilingue — bielorusso e russo — che permette la formazione, e l’inserimento nel mondo del lavoro europeo, a diversi giovani, espulsi da Minsk per le loro idee liberali e democratiche.

Fondata, nella Capitale bielorussa, nel 1994, con lo scopo di accellerare l’integrazione della ritornata Bielorussia indipendente in Europa, è stata soppressa dalla salita al potere dell’attuale dittatore, Aljaksandar Lukashenka.

Grazie all’impegno economico della Lituania, delle altre Repubbliche Baltiche, di Paesi dell’Europa Centrale — che la dittatura comunista l’hanno conosciuta per davvero — e degli Stati Uniti, essa è stata trasferita a Vilna, nel 2004.

L’anno della Rivoluzione Arancione in Ucraina. Quando, in fondo, ancora l’Europa — e gli USA, non ancora in preda al sogno dell’armonia cosmica obamiana — è stata più attenta alle sorti dei suoi fratelli più orientali.

E, forse, meno succube di oggi della politica dei gasdotti di Mosca e Tripoli.

Matteo Cazzulani

UCRAINI DI RUSSIA CONTRO JANUKOVYCH

Posted in Russia, Ukraina by matteocazzulani on February 20, 2011

Il Capo dello Stato accusato di sottacere la repressione sciovinista della cultura di Shevchenko delle Autorità russe

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Janukovych difenda la dignità degli ucraini a Mosca. E’ questo l’appello lanciato dall’Unione degli Ucraini di Russia – OUR – delusi dalle dichiarazioni del Ministro degli Esteri ucraino, Kostjantyn Hryshchenko, circa la normalizzazione del conflitto tra il Cremlino e l’Associazione.

Alla Rada, il Capo della diplomazia di Kyiv ha comunicato la riapertura della Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca, e giustificato lo scioglimento dell’Unione, in quanto lesiva della legislazione russa. Pura menzogna, dal momento in cui l’OUR, diversamente dalle accuse, non ha mai svolto attività politica.

Inoltre, sempre in contrasto con quanto sostenuto da Mosca, l’Unione possiede sedi in 45 regioni sulle 83 totali della Federazione Russa. Superando il 50%, ha diritto ad essere riconosciuta come Organizzazione di carattere nazionale.

Infine, l’OUR ha evidenziato che il Centro Culturale non ha ripreso affatto la sua attività. Oltre ai computer ed agli indici, sequestrati dalla polizia, interrotta persino la distribuzione di periodici nella lingua di Shevchenko – Taras, il Poeta nazionale Ucraino.

Kyiv e Tbilisi nel mirino

Lo scorso 27 Gennaio, la Corte di Cassazione russa ha confermato la cancellazione dell’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione.

Già il 24 Novembre 2010, il Tribunale Supremo ha giudicato pertinenti le accuse di nazionalismo rivolte dal Ministero della Giustizia.

Reo, secondo il guardasigilli di Mosca, di ricordare le vittime dello Holodomor: il genocidio del popolo ucraino, per mezzo di una carestia artificiale, pianificata da Stalin nell’ambito del programma di collettivizzazione forzata delle terre, tra il 1932 ed il 1933.

Oltre all’Autonomia Nazional-Culturale degli Ucraini della Federazione, a finire nel mirino del Cremlino anche la Biblioteca di Letteratura Ucraina di Mosca. L’unico luogo, in cui poter reperire e consultare libri e riviste nella lingua di Shevchenko, è stato oggetto di ripetute perquisizioni, sequestro di materiali, e blitz della polizia.

Oltre alla confisca di libri sulla cultura nazionale per indagini linguistico-psichiatriche, le percosse ai danni della Direttrice, Natal’ja Sharina. La quale ha esposto denuncia alla magistratura.

Gli unici a protestare, i patrioti ucraini, e le forze politiche dell’Opposizione Democratica. Accanto ad essi, il Presidente georgiano, Mikheil Saakashvili, turbato dinnanzi ad un’ondata di nazionalismo russo che, in passato, ha colpito anche il suo popolo.

Nessun commento da suo collega ucraino, Viktor Janukovych, stretto alleato del Cremlino. Una liaison particulière, che ha spinto il Capo di Stato di Kyiv ad un clamoro silenzio, dinnanzi alla crociata sciovinista, contro ideologie ritenute dalla Russia pericolose.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH AMMETTE RESPONSABILITÀ SUL CASO TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 25, 2010

Il Capo di Stato riconosce di sapere i dettagli del procedimento contro la Leader dell’Opposizione Democratica. La risposta di Bat’kivshchyna: “Palese repressione”

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Il Presidente è aggiornato sulla repressione dell’Opposizione Democratica. Intervistato dai canali Inter, Ukrajina ed ISTV, Viktor Janukovych ha affermato di essere stato al corrente sugli sviluppi del processo ai danni della sua rivale, Julija Tymoshenko.

Come spiegato, Il Procuratore Generale, Viktor Pshonka — suo uomo di fiducia — avrebbe vagliato l’ipotesi di arrestare la Leader dell’Opposizione Democratica. Tuttavia, i magistrati hanno optato per l’abolizione del diritto di espatrio, e l’apertura di un processo.

Una libertà vigilata per l’ex Primo Ministro, accusata di uso improprio dei fondi per la diminuzione di CO2 al pagamento delle pensioni — peraltro in un momento di crisi economica — acquisto illecito di ambulanze, e conversione irregolare di danaro. Il tutto, senza prove certe.

“Spero che sia un processo giusto — ha affermato Janukovych — lontano da pressioni politiche”.

Opposizione Democratica repressa

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Peccato che le pressioni politiche, da parte delle Autorità, siano già fenomeno consolidato. Julija Tymoshenko è stata nuovamente convocata in procura, per il quinto interrogatorio nell’ultimo mese.

Sempre venerdì, 24 dicembre, Pshonka ha dichiarato ricercato l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione adoperata per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Infine, Pshonka ha riaperto le indagini sui protagonisti delle azioni Ucraina Senza Kuchma. Dimostrazioni pacifiche, con cui, nel 2001, gli ucraini hanno protestato contro l’amministrazione del padre politico di Janukovych, Leonid Kuchma. Repressa con la violenza, la dimostrazione non violenta è costata l’arresto alla Lady di Ferro ucraina.

Colpiti altri ex-ministri e personalità vicine a Julija Tymoshenko. Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Sotto procedimento giudiziario, anche l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

“Manteniamo contatto con gli avvocati di tutti gli accusati ed arrestati del campo democratico — ha dichiarato Julija Tymoshenko all’uscita dalla Procura — nel Paese è in atto una repressione da parte di una mafia. E’ uno scandalo”.

Matteo Cazzulani