LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: YANUKOVYCH CONTINUA A PICCHIARE ANCHE I GIORNALISTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 2, 2013

Le forze speciali di polizia Berkut, alle dirette dipendenza del Presidente ucraino, picchiano il corrispondente polacco Pawel Pieniazek pur consapevoli della sua professione testimoniata dal badge in evidenza sui vestiti del cittadino UE. Come confermato da più fonti, il Regime ucraino infiltra nella protesta provocatori per discreditare i dimostranti agli occhi dell’Opinione Pubblica mondiale e legittimare la repressione

Si dice che una Rivoluzione la si riconosce quando la polizia interviene sulla folla, mentre un regime reazionario si distingue quando ad essere picchiati sono anche i giornalisti. Nella giornata di Domenica, Primo di Dicembre, il corrispondente della testata polacca Krytyka Polityczna, Pawel Pieniazek, è stato aggredito dalle forze speciali di polizia Berkut schierate dal Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, per reprimere le manifestazioni di un milione di dimostranti a Kyiv in supporto dell’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, il giornalista polacco, soccorso da una collega della TV ucraina e da un’ambulanza, è stato malmenato perché intento ad osservare uno dei tanti scontri tra i Berkut e i dimostranti avvenuti nella giornata di Domenica.

“Ho mostrato il badge da giornalista, ma non c’è stata possibilità alcuna di fermare l’aggressione delle forze speciali di polizia -ha dichiarato il corrispondente- Ho ricevuto manganellate forti, sopratutto dietro alla testa”.

I Berkut, famosi per le aggressioni violente attuate per terrorizzare i manifestanti, senza distinguere l’obiettivo che si colpisce, sono forze speciali di polizia -paragonabili agli OMON russi- alla diretta dipendenza del Presidente Yanukovych.

Le forze speciali di polizia sono in azione da venerdì, 29 Agosto, quando più di cento tra manifestanti e giornalisti sono stati picchiati, arrestati e rinchiusi in commissariato per avere preso parte alle proteste dovute alla mancata firma da parte del Presidente Yanukovych dell’Accordo di Associazione con l’UE: documento che avrebbe integrato l’economia ucraina nel mercato unico europeo.

Oltre all’opposizione all’integrazione dell’Ucraina in Europa, la reazione dei Berkut è motivata dalle azioni violenti di provocatori mascherati che, come confermato dalla deputata del Partito delle Regioni del Presidente Yanukovych, Inna Bohoslovska, sono ingaggiati dall’Amministrazione Presidenziale ucraina e da quella del Presidente russo, Vladimir Putin, tra ultras di calcio e giovani studenti dell’Accademia di Polizia per discreditare la protesta agli occhi dell’Opinione Pubblica e legittimare la repressione.

Infatti, Putin ha tutto l’interesse a presentare la protesta in supporto all’Europa degli ucraini come violenta, come hanno fatto i principali media russi -spesso citati con leggerezza dagli organi di stampa italiani- perché vuole inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico ed eliminare l’UE dalla competizione internazionale.

L’UE a fianco dei manifestanti

Differente è stata la reazione dell’UE, che ha sostenuto convintamente i manifestanti, come dimostrato dalla presenza durante le manifestazioni di Domenica del Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protaszewicz.

Importanti sono anche le prese di posizione del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, del Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, e del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che hanno dichiarato la volontà di tenere aperta la porta per l’ingresso dell’Ucraina in UE nonostante la rinuncia unilaterale del Presidente Yanukovych.

Ad attivarsi è stata anche la Polonia, in cui il Presidente, Bronislaw Komorowski, ha convocato una seduta urgente del Comitato per la Sicurezza e la Difesa Nazionale dopo che il Premier, Donald Tusk, ha intrattenuto colloqui urgenti sull’Ucraina con il Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, e con quello della Difesa, Tomasz Siemoniak.

Matteo Cazzulani

YANUKOVYCH USA LA VIOLENZA SUL MILIONE DI MANIFESTANTI PER L’UCRAINA IN EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 1, 2013

I Berkrut, forze speciali di polizia agli ordini diretti del Presidente ucraino, provocano cento feriti e svariate decine di arresti in seguito a provocazioni causate da inflitrati violenti pagati dal Partito delle Regioni. Sostegno alla manifestazione da parte delle Autorità europee.

C’è ancora chi osa negarlo, ma la protesta per l’integrazione dell’Ucraina in Europa, avvenuta a Kyiv anche nella giornata di Domenica, Primo di Dicembre, ha assunto le dimensioni della vera e propria Rivoluzione. Un milione di manifestanti pacifici, provenienti da tutte le parti del Paese, si sono riuniti presso il centro della capitale ucraina, ed hanno dato vita ad una vera e propria fiumana umana non violenta che ha sfilato dopo che il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, ha deciso di non firmare l’Accordo di Associazione UE-Ucraina, nonostante il parere contrario della maggior parte della popolazione.

La protesta avviene all’indomani di una vera e propria notte di sangue, durante la quale decine di manifestanti sono stati arrestati, picchiati e confinati in commissariato a seguito di ripetute cariche delle forze speciali di polizia Berkut, che agiscono alle dirette dipendenze del Presidente Yanukovych.

Anche nella giornata di Domenica si sono verificate cariche della polizia che hanno incrementato il numero di feriti a un centinaio, tra cui molti giornalisti e cittadini UE accorsi a sostenere la protesta degli Ucraini in sostegno all’integrazione nell’UE.

Come riconosciuto dall’ex-Ministro dello Sviluppo Economico, Petro Poroshenko, gli scontri sono stati causati da infiltrati ingaggiati dal Partito delle Regioni -la forza partitica del Presidente Yanukovych- per discreditare la protesta pacifica agli occhi dell’opinione pubblica internazionale e giustificare l’intervento armato dei Berkrut.

Più drastica è statala destimonianza della Deputata Inna Bohoslovska, che, oltre ad avere abbandonato il Partito delle Regioni in segno di protesta per la violenza utilizzata dalle forze speciali di polizia, ha dichiarato che le provocazioni sono state organizzate con la cooperazione del Presidente russo, Vladimir Putin.

In effetti, la Russia ha tutto l’interesse ad arrestare la protesta del milione di ucraini in piazza perché vuole inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale: progetto di integrazione sovranazionale concepito per estendere l’egemonia di Mosca su tutto lo spazio ex-sovietico e, con l’integrazione di Kyiv, annichilire l’UE nella competizione nel mercato globale.

Pronta è stata la risposta delle Autorità UE, che si sono schierate con i manifestanti grazie alla presenza del Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protaszewicz che, intervenuto davanti alla folla a Kyiv, ha sottolineato come le porte dell’Europa per l’Ucraina rimangano sempre aperte.

Importanti sono state anche le note del Ministro degli Esteri della Lituania, Linas Linkevicius, che ha evidenziato come la protesta avvicini l’Ucraina all’Europa, e quella dei Capi della Diplomazia di Polonia e Svezia, Radoslaw Sikorski e Carl Bildt, che hanno riportato il sostegno alla volontà popolare degli ucraini e la critica alle pressioni esercitate dalla Russia su Yanukovych.

Il Presidente teme la destituzione

Critiche ai manifestanti sono state invece sollevate dal Premier ucraino, Mykola Azarov, che ha ipotizzato conseguenze penali per turbamento della stabilità del Paese per chi prende parte alle dimostrazioni di piazza.

Da parte sua, il Presidente Yanukovych ha promesso l’apertura di un’inchiesta sulle violenze, ma ha rafforzato il dispiegamento dei Berkut nei pressi della sua tenuta presidenziale privata.

Come ventilato dai manifestanti, il Capo di Stato ucraino teme che la sua residenza possa diventare l’obiettivo di una catena umana di migliaia di persone determinate a chiedere le sue immediate dimissioni.

Nel frattempo, Yanukovych è già stato abbandonato per protesta anche dal Capo della sua Amministrazione, Serhiy Lyovochkin, dimessosi in segno di disaccordo con la repressione delle manifestazioni pacifiche.

Matteo Cazzulani

YANUKOVYCH COME LUKASHENKA: L’UCRAINA FUORI DALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 29, 2013

Il Presidente ucraino relegato assieme ai rappresentanti del Dittatore bielorusso durante il Vertice del Partenariato Orientale dell’Unione Europea di Vilna, durante il quale Kyiv non ha firmato l’Accordo di Associazione con l’UE. Yanukovych scaricato anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz

Peggio di così non poteva andare per un Presidente isolato paragonato palesemente a un dittatore. Nella giornata di venerdì, 29 Novembre, l’Ucraina non ha firmato l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero dell’Unione Europea che, secondo programma, avrebbe dovuto essere firmato a chiusura del Summit del Partenariato Orientale europeo di Vilna.

Pessima è stata la figura del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, che, nonostante abbia voluto interrompere di sua spontanea volontà le trattative per la firma dell’Accordo con l’UE, ha comunque partecipato al Vertice di Vilna dove, come riportato dalla Ukrayinska Pravda, non è stato considerato dai colleghi, ed è stato confinato nel tavolo dei lavori accanto agli esponenti della Bielorussia del dittatore Alyaksandr Lukashenka.

Gli unici colloqui avuti dal Presidente ucraino sono stati durante la cena di gala di giovedì, 28 Novembre, quando, rivolgendosi al Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha lamentato pressione da parte della Russia, ed ha ribadito la richiesta di un’alta somma di denaro come compensazione dei danni che, secondo lui, la firma dell’Accordo di Associazione con l’UE avrebbe portato a Kyiv in seguito al peggioramento delle relazioni con Mosca.

L’UE, tuttavia, ha compiuto ingenti sforzi anche durante il Vertice di Vilna, come il tentativo da parte del Presidente lituano, Dalija Grybauskaite, sempre durante la cena, di convincere Yanukovych a firmare l’accordo, oppure le ennesime aperture alla possibilità di un sostegno economico da parte dell’ex-Presidente della Polonia, Aleksander Kwasniewski, Inviato Speciale in Ucraina del Parlamento Europeo.

Proprio il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che si è sempre battuto per tenere aperta la porta all’Ucraina, ha però scaricato Yanukovych, esprimendo, come riportato da Dzerkalo Tyzhnya, il desiderio di firmare l’Accordo di Associazione con Kyiv con un nuovo Presidente ed una nuova classe politica ucraina.

L’insuccesso di Yanukovych è dimostrato anche dalla mancata firma di un documento alternativo all’Accordo di Associazione, che i vertici UE avevano preparato per mantenere comunque la porta aperta ai lavori con l’Ucraina.

Come riportato da Radio Liberty, il documento cancellava ogni riferimento alla Russia, che, invece, Yanukovych ha voluto coinvolgere a tutti i costi per stabilire i dettagli dell’Accordo di Associazione, ottenendo la pronta risposta dei vertici UE, secondo cui l’Europa non bilancia la sua politica estera in base alla volontà di Paesi terzi.

Importante anche citare le aperture di carattere ideologico che l’UE ha fatto all’Ucraina, come la concessione della possibilità di posticipare la risoluzione dei casi di violazione della democrazia e dei Diritti Umani in Ucraina -come il caso della Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko, arrestata per ragioni politiche dal 2011- pur di facilitare a Yanukovych la firma dell’Accordo di Associazione.

Manifestazione a Milano per l’Ucraina in Europa sabato pomeriggio

Con la mancata firma dell’Accordo di Associazione, che invece è stato ultimato da Moldova e Georgia -che così sono ora più vicine all’UE rispetto a Kyiv- l’Ucraina si trova isolata e, giocoforza, potrà diventare facile preda dell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito dalla Russia di Putin per ricreare nello spazio ex-sovietico un nuovo impero che, come dichiarato più volte dallo stesso Presidente russo, intende indebolire l’Unione Europea

Per l’UE, la mancata integrazione di un Paese ricco di potenziale agricolo, industriale ed umano, di un mercato ove collocare i beni prodotti dalle industrie europee, oggi in crisi, e di uno Stato attraverso cui transitano i gasdotti che trasportano la maggior parte del gas che l’Europa importa dalla Russia, rappresenta una sconfitta diplomatica che mette a serio repentaglio la sicurezza economica del Continente europeo.

Proteste sono state già organizzate dagli ucraini che, da giovedì 21 Novembre, in decine di migliaia stanno già protestando nelle principali piazze ucraine sotto le bandiere dell’UE contro la decisione del Presidente Yanukovych di non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE.

In Italia, un presidio è stato programmato a Milano per sabato 30 Novembre, alle ore 15, in via Dante angolo piazza Castello, a cui parteciperanno tutte le persone, di qualsiasi nazionalità, che sostengono le aspirazioni europee del popolo ucraino.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: REPRESSE ALCUNE MANIFESTAZIONI PER L’INTEGRAZIONE NELL’UE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 26, 2013

La polizia reprime nel sangue manifestazioni a Chernivtsi ed Odessa, mentre a Kyiv i dimostranti reagiscono. La Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko in sciopero della fame dal carcere in cui è detenuta per motivi politici dal 2011.

Nell’Ucraina del Presidente Viktor Yanukovych l’Unione Europea sembra proprio dar fastidio. Nella giornata di lunedì, 25 Novembre, a Chernivtsi ed Odessa le forze speciali di polizia hanno posto fine con la forza alle manifestazioni locali in sostegno all’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

Simile provvedimento è stato preso durante le manifestazioni a Kyiv, dove in 5 Mila si sono ritrovati, come sempre, presso il Maydan Nezalezhnosti e Piazza Europa: la polizia ha utilizzato gas irritanti ma, a differenza che a Chernivtsi ed Odessa, ha dovuto fare i conti con la determinazione dei dimostranti, che hanno reagito e messo in fuga gli agenti in tenuta antisommossa.

Divieto di manifestare in sostegno dell’ingresso dell’Ucraina in UE è stato ordinato dalle Autorità cittadine di Kharkiv, che, nel contempo, hanno anche vietato ai parenti ed avvocati di recarsi in visita presso la colonia penale femminile locale Kachanivska alla Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko.

Come risposta, la Tymoshenko ha dichiarato l’avvio di uno sciopero della fame per esprimere solidarietà ai manifestanti che, in diverse piazze ucraine e di Paesi UE, stanno dimostrando con tenacia contro la decisione di bloccare le trattative per l’integrazione economica nell’UE presa dal Parlamento ucraino su direttiva del Presidente Yanukovych.

Proprio Yanukovych, sempre lunedì, 25 Novembre, è tornato a farsi vivo con una nota emessa dalla sua cancelleria con cui, al limite del cinismo, ha rassicurato gli ucraini la possibilità di vivere il Sogno Europeo.

L’UE lascia aperta la possibilità di integrazione a Kyiv

Più che dal Presidente Yanukovych, la vera garanzia di Europa agli ucraini è stata data dal Presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso, e dal Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, che, con una nota, hanno dichiarato che la porta per l’integrazione dell’Ucraina nell’UE è ancora aperta.

Apertura è stata comunicata anche dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, che ha evidenziato come le proteste partecipate da un massimo di 10 Milioni di ucraini ha dato un chiaro segnale della volontà dell’Ucraina che l’UE tiene in considerazione.

Lunedì, 25 Novembre, anche gli Stati Uniti d’America hanno commentatocla situazione ucraina per voce dell’Ambasciatore USA all’Osce, Daniel Baer, che ha illustrato come non sia tollerabile che la Russia, per portare Kyiv a rinunciare all’integrazione nell’UE, abbia introdotto sanzioni nei conformti dell’Ucraina.

Putin minaccia gli ucraini

Per l’integrazione economica nell’UE, l’Ucraina deve firmare l’Accordo di Associazione, che prevede da parte di Kyiv la realizzazione di alcune riforme strutturali e, sopratutto, la liberazione temporanea per cure mediche urgenti per la Tymoshenko: costretta al carcere dal 2011 a seguito di una condanna politica.

Una delle motivazioni con le quali le Autorità ucraine hanno motivato la rinuncia alla firma dell’Accordo di Associazione è la mancata erogazione da parte dell’UE di assicurazioni economiche per compensare le perdite generate dal certo inasprimento delle ritorsioni commerciali da parte della Russia.

La Russia vuole inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-Sovietico e, con l’inclusione di Kyiv, estromettere l’UE dalla competizione nel mercato economico globale.

Matteo Cazzulani

ASSOCIAZIONE UCRAINA-UE: L’EUROMAIDAN SUPERA LA RIVOLUZIONE ARANCIONE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 25, 2013

Più di 10 Mila in piazza a Kyiv per sostenere l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea: molte di più del processo democratico del 2004. La polizia usa la forza mentre le Autorità organizzano contro-manifestazioni con truppe cammellate.

Sì all’Europa, no all’Unione Doganale della Russia sono alcuni degli slogan che la fiumana record di manifestanti ha intonato Domenica, 24 Novembre, presso il centrale Maydan Nezalezhnosti durante le dimostrazioni in sostegno dell’Integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. La manifestazione, chiamata “Euromaidan”, ha ottenuto numeri da record: più di 10 Milioni di persone scese in piazza volontariamente, molte di più di quante, sempre nel mese di Novembre, ma nel 2004, hanno partecipato al processo democratico passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”.

Nello specifico, i punti della protesta sono due. Il primo è il Maydan Nezalezhosti, dove sono riunite le Associazioni di cittadini senza bandiere politiche, mentre in Piazza Europa si è mobilitata l’Opposizione con una tendopoli che, già nella notte, è finita nel mirino delle forse speciali di polizia, che hanno cercato, invano, di disperdere la folla.

La protesta europea ha anche varato un piano d’azione: mobilitazione permanente fino al 29 Novembre -data del Vertice di Vilna in cui l’Ucraina è chiamata a firmare l’Accordo di Associazione con l’UE: un documento che integra l’economia di Kyiv nel mercato libero europeo- e richiesta al Parlamento di votare le clausole chieste dall’Unione per la firma dell’Accordo di Associazione -tra cui la liberazione temporanea per cure mediche urgenti per la Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko: incarcerata nel 2011 dopo un processo politico.

Oltre all’intervento della polizia, le Autorità Governative hanno inscenato una contromanifestazione nominata “Euro Homo” presso la Piazza Mikhaylovska, dove, secondo i testimoni, sono stati costretti a dimostrare minatori delle Regioni orientali del Paese: la roccaforte del Partito delle Regioni del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych.

Con le proteste di Domenica, in contemporanea con dimostrazioni in altre città dell’Ucraina e mobilitazioni in tutto il Mondo, come a Barcellona, Washington, Ginevra, Oslo, Wroclaw e Milano, sono già quattro i giorni che hanno visto gli ucraini scendere in piazza per supportare la firma dell’Accordo di Associazione tra l’Ucraina e l’UE.

La decisione di non firmare l’Accordo che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero UE è stata presa dal Parlamento ucraino su direttiva del Presidente Yanukovych per timore di ripercussioni da parte della Russia, che sta attuando ritorsioni di carattere commerciale per inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica.

Questo progetto di integrazione sovranazionale è concepito dal Presidente russo Putin per estendere l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico, creare un nuovo impero russo, ed annichilire l’UE dalla competizione internazionale in Mondo oramai globalizzato.

L’UE continua a trattare con Kyiv

Per via dell’importanza geopolitica dell’Ucraina -Paese anche ricco di risorse naturali e di un potenziale industriale, agricolo ed umano- l’UE non ha terminato i tentativi di arrivare comunque alla firma dell’Accordo di Associazione.

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, l’Inviato Speciale del Parlamento Europeo, l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski, sta conducendo trattative per convincere le Autorità ucraine alla firma del Documento.

Come riportato dall’Ukrayinska Pravda, attaccata da hacker nella giornata di Domenica, anche il Cancelliere tedesco, la cristianodemocratica Angela Merkel, sarebbe pronta a colloqui con Putin per invitare la Russia ad interrompere le ritorsioni commerciali per cercare di influenzare decisioni di Paesi sovrani ed indipendenti come l’Ucraina.

A seguito della manifestazione per l’Associazione dell’Ucraina con l’UE a Milano, a cui hanno partecipato più di 50 tra italiani ed ucraini, si è costituito il Comitato Euromaidan Lombardia, con lo scopo di monitorare la situazione a Kyiv per organizzare azioni di solidarietà ed informare la popolazione italiana sulla necessità per l’Europa di integrare al più presto l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo.

Il Comitato è apartitico ed aperto alla partecipazione di tutti anche con una mail a tymoshenkolibera@gmail.com opporre con l’adesione alla pagina Facebook.

Matteo Cazzulani

EUROMAIDAN, HOLODOMOR E DEMOCRAZIA: TRE BUONI MOTIVI PER SCENDERE IN PIAZZA A MILANO PER L’UCRAINA NELL’UE

Posted in Editoriale by matteocazzulani on November 24, 2013

Organizzata a Kyiv una grande manifestazione contro la decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, di arrestare il processo di integrazione ucraino nell’UE. Il ricordo della Grande Fame: genocidio del popolo ucraino del 1932-1933 che ha portato alla morte per fame di almeno 5 Milioni di ucraini.

La Democrazia, il Ricordo e il Sogno Europeo sono tre motivazioni per le quali oggi, Domenica, 24 Novembre, è bene parlare e manifestare per l’Ucraina. Nel pomeriggio, a Kyiv, presso il centrale Maydan Nezalezhnosti, è programmata una grande manifestazione spontanea degli ucraini che sostengono l’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

La protesta, non violenta ed apartitica, prende il nome di Euromaidan e, oggi, è giunta al suo quarto giorno: da giovedì a sabato una media di tre Mila ucraini hanno manifestato non solo a Kyiv, ma anche di altre città dell’Ovest e dell’Est del Paese, resistendo alle cariche della polizia, dislocate dalle Autorità politiche per sedare la dimostrazione.

La manifestazione è stata provocata dalla decisione del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e del Premier, Mykola Azarov, di non firmare con l’UE l’Accordo di Associazione: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo, e consente a Kyiv un vantaggio finanziario notevole, come la facilitazione per l’ottenimento del credito internazionale di cui l’Ucraina ha bisogno per porre fine ad una grave crisi che dura dal 2009.

Il niet ucraino, dimostrato con la votazione contraria della maggioranza filo-presidenziale in Parlamento ai sei Progetti di Legge che permettono cure mediche urgenti alla Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko -conditio sine qua non posta da Bruxelles per la firma dell’Accordo di Associazione- è stato motivato dagli ucraini con la mancata garanzia da parte dell’UE di rimborsi economici all’Ucraina derivanti dalle ritorsioni che la Russia avrebbe potuto apportare in caso di integrazione di Kyiv nel mercato unico europeo.

Domenica, 26 Novembre, è la ricorrenza del Grande Holodomor: genocidio del popolo ucraino voluto da Stalin nel 1932-1933, contestualizzato nel processo di collettivizzazione coatta delle terre nell’URSS, per eliminare una popolazione ritenuta troppo intraprendente, ribelle ed incline alle rivendicazioni di indipendenza ed autonomia da Mosca.

Lo Holodomor del 1932 e 1933 -anticipato da quello del 1920, e seguito da quello del 1946- ha comportato l’eliminazione di circa 5 Milioni di persone, ed è consistito nel razionamento totale delle derrate alimentari da parte dell’Armata Rossa, che ha occupato case e villaggi, e, così, ha impedito agli ucraini del centro e dell’Est del Paese di nutrirsi.

Lo Holodomor è riconosciuto come genocidio del popolo ucraino da parte di tredici stati, tra cui l’Italia, ma non dalla Russia, che ha sempre negato, e continua tuttora, che la Grande Fame sia stato un processo voluto da Mosca per eliminare la nazione ucraina.

Putin non vuole Kyiv in Europa

Proprio la Russia è protagonista nel quadro politico ucraino, dal momento in cui i russi stanno cercando in tutti i modi di inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: processo di integrazione sovranazionale concepito da Mosca per stabilire l’egemonia della Federazione Russa nel mondo ex-Sovietico.

L’entrata dell’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica è un passo fondamentale affinché la Russia ricostruisca un suo impero nello spazio ex-URSS: un’entità statale che, come dichiarato a più riprese dal Presidente Putin, deve portare alla disgregazione dell’UE, ed alla sua eliminazione dalla competizione economica mondiale.

Per questa ragione, la Russia ha contrastato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un documento di cui Bruxelles -così come Kyiv- ha bisogno per evitare il ricostituirsi di un impero russo ai suoi confini e, sopratutto, per integrare al più presto un Paese di fondamentale importanza sul piano economico, infrastrutturale energetico, agricolo, umano ed industriale.

Manifestazione oggi a Milano, ore 15 via Dante

Voglia di Europa da parte degli ucraini, ricordo dello Holodomor, e necessita per l’UE di aprire al più presto le porte ad un Paese con cui, soprattutto l’Italia, ha già forti legami storici, umani e sociali -si pensi alle numerose badanti ed infermiere di nazionalità ucraina che lavorano nel nostro Paese, senza contare l’alto numero di studenti attratti dalla cultura e dalla lingua italiana- sono dunque tre valide motivazioni per scendere in piazza per supportare pubblicamente l’Ucraina da italiani.

Ci troviamo oggi a Milano alle 15 in via Dante, angolo Piazza Cairoli, con indosso un qualcosa di ucraino, di europeo -basta una bandiera per chi ne è in possesso- o un capo arancione, per dire no alla condotta autoritaria di un Presidente che decide senza ascoltare il suo popolo, ed esprimere il nostro sostengo affinché l’Europa sia un sogno realizzabile anche per i nostri fratelli ucraini.

Non possiamo, come ha detto un importante poeta del romanticismo europeo, amare la libertà se non si hanno a cuore le sorti di almeno un’altro popolo oltre al nostro.

Matteo Cazzulani

L’UCRAINA MANIFESTA PER L’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 23, 2013

Repressa con la forza, seppur senza successo, la manifestazione di più di 3 Mila persome contro la decisione del Presidente, Viktor Yanukovych, di interrompere l’integrazione europea di Kyiv. Dimostrazioni anche in altre città del Paese.

La stessa piazza, la stessa voglia di Europa nove anni dopo la Rivoluzione Arancione. Nella giornata di venerdì, 22 Novembre, più di 3 Mila manifestanti sono scesi in piazza a Kyiv, nel centralissimo Maydan Nezalezhnosti per protestare contro la decisione del Presidente, Viktor Yanukovych, di sospendere il processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea.

La protesta -che, così come durante il processo democratico ‘arancione’ del 2004 ha radunato in maniera spontanea e non violenta i manifestanti nella piazza principale della capitale ucraina in favore dell’Europa, della Democrazia e dei Diritti Umani- non è stata gradita dalle Autorità che, dopo avere schierato le forze speciali di polizia, ha dato via ad alcune cariche per cercare, invano, di interrompere la manifestazione.

Simili dimostrazioni in sostegno all’integrazione dell’Ucraina nell’UE hanno avuto luogo a Leopoli -dove la protesta ha visto un’alta partecipazioni di giovani e studenti- Chernivtsi, Kharkiv, Donetsk, Vinnitsya e Kryvy Rih, dove, nel complesso, hanno manifestato per tutta la notte in più di 15 Mila.

La protesta è apartitica, ma le voci di sostegno dei politici non si sono fatte attendere, come quella della Leader dell’Opposizione -già guida della Rivoluzione Arancione- Yulia Tymoshenko, con un lettera aperta dal carcere in cui è reclusa per motivazioni politiche.

La Tymoshenko ha invitato il Presidente Yanukovych ad adottare una strategia di lungo respiro e firmare l’Accordo di Associazione con l’UE, senza temere ripercussioni dalla Russia.

La Leader dell’Opposizione ucraina ha anche dichiarato, pur di permettere la firma dell’Accordo tra Ucraina e l’UE, di rinunciare alla sua liberazione temporanea per cure mediche urgenti in Germania: una condizione che l’Europa ha posto come basilare per il varo del documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico libero europeo.

Anche Milano si mobilita

Reazioni sono pervenute anche dal Commissario UE per l’Allargamento e l’Integrazione, Stefan Fule, che ha comunque lasciato intendere la possibilità per l’Ucraina di firmare l’Accordo di Associazione anche dopo la bocciatura da parte del Parlamento ucraino di sei Progetti di Legge che consentivano cure mediche urgenti alla Tymoshenko.

Più forte è stata la reazione del Segretario di Stato statunitense, John Kerry, che ha annullato la visita a Kyiv già pianificata come segno di protesta da parte degli Stati Uniti d’America nei confronti del mancato rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani nel Mondo.

Oltre alle manifestazioni di protesta in Ucraina, anche il resto del Mondo si mobilita. A Milano, la comunità ucraina locale ha organizzato per Domenica 24 Novembre, alle ore 15, un presidio in via Dante per sostenere l’integrazione dell’Ucraina in Europa.

Tutti gli affezionati della Democrazia e dei Diritti Umani sono invitati a partecipare indossando qualcosa di arancione.

Matteo Cazzulani

L’UCRAINA DI YANUKOVYCH DICE NO ALL’EUROPA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 22, 2013

Il Parlamento ucraino respinge sei Progetti di Legge che permettono cure mediche urgenti all’estero alla Leader dell’Opposizione Yulia Tymoshenko, mentre il Presidente è assente e il Premier e il Vicepremier, Mykola Azarov e Yuri Boyko, chiedono soldi in cambio dell’integrazione di Kyiv nel mercato unico europeo. L’amarezza dell’Europa e degli Stati Uniti d’America

No all’Europa, sì ad un ‘glorioso’ isolamento che di glorioso ha molto poco, ma tanto ha di autoritarismo e dittatura. Nella giornata di giovedì, 21 Novembre, l’Ucraina ha deciso di non firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea: un documento che avrebbe permesso l’integrazione dell’economia ucraina nel mercato libero comune dell’UE.

La notizia è stata comunicata in forma indiretta già nella mattinata, quando la maggioranza in Parlamento ha respinto sei Progetti di Legge che garantivano cure mediche urgenti in Germania alla Leader dell’opposizione, l’ex-Premier Yulia Tymoshenko: una condizione chiave che l’UE ha posto all’Ucraina per la firma dell’Accordo di Associazione.

A riguardo, decisa è stata la posizione del Premier ucraino, Mykola Azarov, che -nonostante la chiarezza con cui l’UE ha posto il rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani da parte di Kyiv come conditio sine qua non per la firma dell’Accordo di Associazione, ha criticato l’Europa, rea, a suo dire, di collegare il caso Tymoshenko con l’integrazione dell’economia ucraina nel mercato unico europeo.

La conferma della rinuncia di Kyiv all’Europa è arrivata poco dopo la votazione del Parlamento dal Vicepremier, Yuri Boyko, che ha comunicato l’impossibilita di firmare l’Accordo di Associazione perché, secondo lui, l’UE non avrebbe fornito le garanzie finanziarie all’Ucraina per compensare la perdita di flusso commerciale con la Russia che l’integrazione nel mercato europeo avrebbe comportato all’economia ucraina.

Ancora più chiaro è il silenzio proveniente dal Presidente, Viktor Yanukovych, che, pur essendo l’autorità suprema dell’Ucraina, al momento della votazione in Parlamento si è trovato in Austria: un chiaro segnale di disinteresse nei confronti dell’UE.

Pronta è stata la riposta dell’UE, che, per voce dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera, Catrine Ashton, ha sottolineato come l’Europa ha considerato la scelta dell’Ucraina con profonda delusione, sopratutto perché la firma dell’Accordo di Associazione avrebbe garantito a Kyiv una posizione più forte nella negoziazione del prestito con il Fondo Monetario Internazionae di cui l’economia ucraina ha bisogno per superare un momento di forte crisi.

Toni amari anche da parte degli inviati speciali del Parlamento Europeo in Ucraina, l’ex-Presidente polacco Aleksander Kwasniewski e l’ex-Premier irlandese Pat Cox, che hanno comunicato l’impossibilita di firmare l’Accordo di Associazione e, nel contempo, hanno invitato, a nome del Presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, a mantenere comunque aperta la prospettiva di integrazione di Kyiv nell’UE.

Sulla linea della posizione dei vertici UE sono anche gli Stati Uniti d’America che, con una nota del Dipartimento di Stato, hanno dichiarato la necessita di ascoltare la vera volontà del popolo ucraino, che, per la maggioranza, vuole l’integrazione nel mercato unico europeo.

A dimostrazione di ciò sono state le manifestazioni spontanee di protesta che, nella notte di giovedì, 21 Novembre, hanno radunato più di 3 Mila persone, molte delle quali nel Maydan Nezalezhnosti: la piazza principale della capitale, Kyiv, già centro nel 2004 del processo democratico non violento ucraino, passato alla storia come ‘Rivoluzione Arancione’.

Yanukovych in Ucraina come Lukashenka in Bielorussia

La scelta di Yanukovych di non firmare l’Accordo di Associazione con l’UE è dettata da due fattori.

Il primo è la volontà di dare precedenza alla politica interna piuttosto che a quella estera: Yanukovych ha così preferito il mantenimento in carcere della sua più temuta rivale, Yulia Tymoshenko, all’ottenimento della prosperità e del progresso del Paese di cui è Presidente.

La seconda ragione è collegata alla volontà di Yanukovych di mantenere l’Ucraina in una posizione di neutralità tra UE e Russia: una strategia che, però, in Europa Orientale non paga, come dimostrato in Bielorussia dal Dittatore Alyaksandar Lukashenka, che dopo avere cercato di mantenere Minsk neutrale tra Bruxelles e Mosca, ha dovuto cedere a Putin il comtrollo di più della metà dell’economia bielorussa.

L’UE deve usare il Bastone e la Carota con Kyiv

Per l’UE, la rinuncia dell’Ucraina all’integrazione con l’Europa, anche se solo economica, rappresenta una sconfitta geopolitica che rischia di mettere a serio repentaglio la propserita dell’Unione stessa.

Lontano dall’UE, l’Ucraina, come la Bielorussia, rischia infatti di essere inglobata nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito dalla Russia per stabilire l’egemonia di Mosca nello spazio ex-sovietico.

La creazione di un nuovo Impero Russo nell’ex-URSS, possibile solo con l’inglobamento dell’Ucraina nella sfera di influenza della Russia, per l’UE rappresenta un duro colpo, sopratutto perché, come dichiarato da Putin, lo scopo di Mosca è quello di annichilire l’Europa per escludere il Vecchio Continente dalla competizione mondiale con USA, Cina, India e Brasile.

È dunque necessario per l’UE, come dichiarato da Kwasniewski, non chiudere definitivamente la prospettiva europea all’Ucraina, per procedere all’integrazione economica e politica di un Paese importantissimo per l’interesse geopolitico dell’Unione una volta che a Kyiv ritornerà la democrazia.

Preso atto dell’impossibilita di firmare l’Accordo di Associazione con una dittatura -dalla salita al potere di Yanukovych nel 2010 una dozzina di oppositori, tra cui la Tymoshenko, sono state vittime di giustizia selettiva, i media indipendenti sono stati repressi, e le Elezioni Ammimistrative e quelle Parlamentari del 2010 e 2012 sono state falsate- l’UE dovrebbe assumere la strategia del ‘Bastone e della Carota’.

Nello specifico, l’UE, per non permettere l’inglobamento dell’Ucraina nella sfera di influenza della Russia, dovrebbe firmare comunque l’Accordo di Associazione con Yanukovych, per poi imporre al Presidente ucraino il rilascio della Tymoshenko, ed il rispetto della Democrazia e dei Diritti Umani, pena la rinuncia immediata di tutti i benefici derivati dall’appartenenza degli ucraini al mercato unico europeo.

Come ci ha insegnato Churchill nei confronti di Stalin, e, in misura differente, oggi Obama con Assad, con i Dittatori occorre giocare spesso di tattica, anche concedendo spazio nella scacchiera pur di compiere lo scacco matto finale.

Così, l’UE avrebbe dovuto concedere la Carota -l’integrazione dell’Ucraina nel mercato UE- per poi usare il Bastone con Yanukovych, senza pregiudicare l’ingresso dell’Ucraina in Europa e, sopratutto, senza regalare la possibilità alla Russia di estendere la sua egemonia sul territorio ucraino.

Matteo Cazzulani

CASO TYMOSHENKO: SCHULZ DA ANCORA TEMPO ALL’UCRAINA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on November 14, 2013

Il Presidente del Parlamento Europeo concede tempo a Kyiv per realizzare la condizione necessaria all’integrazione economica del mercato ucraino nell’Unione Europea. Fiducia e dubbi degli invitati speciali dell’UE, Aleksander Kwasniewski e Pat Cox, e il doppiogioco del Capo di Stato dell’Ucraina, Viktor Yanukovych

L’Ucraina è sempre più autoritaria, ma l’Europa prende tempo per non mandare all’aria una trattativa delicata da cui dipende la sicurezza economica ed energetica dell’UE. Nella giornata di mercoledì, 13 Novembre, il Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha prolungato la missione diplomatica in Ucraina per agevolare la firma dell’Accordo di Associazione tra Kyiv e Bruxelles: un documento che integra l’economia ucraina nel mercato unico dell’UE.

La decisione di Schulz è stata presa una volta audito il resoconto dei due inviati speciali del Parlamento Europeo in Ucraina, l’ex-Presidente polacco, il socialdemocratico Aleksander Kwasniewski, e l’ex-Premier irlandese, il liberale Pat Cox, che, nei giorni passati, hanno intrattenuto colloqui, spesso al limite della lite, con il Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, lo Speaker del Parlamento, Volodymyr Rybak, e il Capogruppo del Partito delle Regioni -la forza partitica del Capo di Stato- Oleksandr Yefremov.

Kwasniewski e Cox sono rientrati in Europa dopo che la Rada -il Parlamento ucraino- malgrado le richieste UE, non è riuscita a varare una legge che consente cure mediche urgenti in Germania alla Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko: una condizione posta dalla Commissione Europea come necessaria per la firma dell’Accordo di Associazione con Kyiv.

La Tymoshenko, famosa per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004 noto come ‘Rivoluzione Arancione’, è costretta al carcere dal 2011 in seguito ad una condanna che l’UE e la Comunità Internazionale ritengono politicamente motivata dalla volontà del Presidente Yanukovych di reprimere il dissenso.

A commento della missione, Kwasniewski si è detto fiducioso che il Parlamento ucraino possa trovare un accordo su un provvedimento condiviso entro il 19 Novembre: proprio il giorno in cui il Consiglio Europeo è chiamato a decidere se procedere o meno con la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ucraina.

Meno ottimistica è la posizione di Cox, che, nonostante la fiducia nel buon senso dei politici ucraini, ha ammesso che la pazienza degli inviati speciali del Parlamento Europeo è stata messa a dura prova dalle Autorità di Kyiv.

A rincarare la dose è il Parlamentare Europeo popolare Jacek Saryusz Wolski, che ha contestato i veritici UE per non considerare l’evidente assenza di volontà da parte delle Autorità ucraine di firmare l’Accordo di Associazione con l’Unione Europea.

Negli ultimi tempi, il Presidente Yanukovych ha dato rassicurazioni sulla risoluzione del caso Tymoshenko, ma , finora, nessun provvedimento su tale questione è stato ancora preso dal Parlamento ucraino, dove la maggioranza è fedele al Capo dello Stato.

Inoltre, Yanukovych durante la permanenza della missione del Parlamento Europeo si è recato in Russia per consultazioni sull’Accordo di Associazione con il Presidente russo, Vladimir Putin, che si è detto contrario all’integrazione dell’Ucraina nell’UE.

La tattica di Yanukovych mira, da un lato, ad evitare la risoluzione del caso Tymoshenko per mantenere la temuta rivale fuori dalla vita politica del Paese. Dall’altro, il Presidente ucraino cerca di mantenere l’Ucraina equidistante tra l’UE e la Russia: una decisione che, però, è destinata a fallire.

Putin ricostruisce l’URSS mentre l’UE è divisa

Mosca vuole infatti inglobare Kyiv nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto in integrazione sovranazionale concepito da Putin per estendere l’egemonia della Russia nello spazio ex-sovietico la cui realizzazione, ed estensione all’Ucraina, mette a serio repentaglio il rafforzamento e la competitività su scala mondiale dell’UE.

Invece, per contrastare in maniera efficace la crisi economica, l’UE ha la necessita di integrare l’economia dell’Ucraina: Paese europeo per storia, cultura e tradizioni, ricco di materie prime e potenziale agricolo, infrastrutturale energetico, industriale ed umano.

Per l’Europa, l’Ucraina è anche uno snodo da cui transitano i più importanti gasdotti che, ad oggi, veicolano in territorio UE il gas dalla Russia: una fonte di energia da cui l’Unione dipende fortemente, e di cui la Russia si avvale per esercitare pressioni geopolitiche sugli Stati dell’Unione.

A rendere debole la posizione dell’UE, oltre alla mancanza di volontà da altre delle Autorità ucraine di rispettare la Democrazia ed i Diritti Umani, è la divisione interna tra Paesi e forze politiche favorevoli all’integrazione economica dell’Ucraina anche senza la risoluzione immediata del caso Tymoshenko -Polonia, Lituania, Estonia, Romania, Gran Bretagna, Slovacchia, e i Gruppi Parlamentari dei Socialisti e Democratici e dei Conservatori e Riformatori- e Stati e Partiti contrari all’allargamento del mercato unico UE a chi non rispetta la Libertà -Germania, Francia, Svezia, Repubblica Ceca, e i Gruppi Parlamentari dei Popolari, dei Verdi e dei LiberalDemocratici.

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, a sostegno dell’integrazione economica dell’Ucraina nell’UE sono anche Stati Uniti d’America e Fondo Monetario Internazionale, preoccupati rispettivamente per l’espansione geopolitica della Russia in Europa e per l’impossibilita di Kyiv di onorare il programma di finanziamento del debito pubblico ucraino.

Matteo Cazzulani

ARRESTATO L’AVVOCATO DI YULIA TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 12, 2013

Serhiy Vlasenko è stato condotto in Procuratura per un interrogatorio su presunte violenze nei confronti della moglie. Kyiv si allontana sempre più l dall’UE

Si chiede un miglioramento, ma l’Ucraina continua nel regresso democratico. Nella giornata di lunedì, 11 Novembre, Serhiy Vlasenko, l’avvocato della Leder dell’Opposizione Ucraina Yulia Tymoshenko -costretta ad una detenzione politica dal 2011- è stato arrestato.

Come riportato dall’Ukrayinska Pravda, Vlasenko è stato prelevato con la forza per essere interrogato in Procura, dove l’avvocato della Tymoshenko deve rispondere di presunte violenze attuate nei confronti della moglie.

L’accusa, infamante quanto priva di prove certe, si incastra in un contesto geopolitico delicato, in cui l’Ucraina è chiamata dall’Unione Europea a liberare la Tymoshenko per garantire alla leader dell’Opposizione ucraina cure mediche urgenti in Germania.

La Liberazione temporanea della Tymoshenko è per l’UE condicio sine qua non per la firma dell’Accordo di Associazione: documento che integra Kyiv sul piano economico in Europa.

Tuttavia, l’arresto di Vlasenko, preceduto dalla mancata volontà del Parlamento ucraino -in cui la maggioranza è fedele al Presidente, Viktor Yanukovych, di votare un Progetto di Legge che consente la liberazione della Tymoshenko, complica la situazione dell’Ucraina nei confronti di Bruxelles.

Putin vince, l’UE sempre più debole ad est

Chi beneficia della situazione è la Russia, che ha minacciato l’Ucraina con ritorsioni economiche in caso di firma dell’Accordo di Associazione con l’UE.

Mosca intende infatti inglobare l’Ucraina nell’Unione Doganale Eurasiatica: progetto di integrazione sovranazionale concepito per estendere l’egemonia della Russia nello spazio ex-URSS.

Se l’Ucraina verrà inserita nell’orbita d’influenza della Russia di Putin, l’UE registrerà una sconfitta diplomatica che rischia di mettere a repentaglio la sicurezza della stessa Unione.

L’Ucraina è infatti un Paese europeo per cultura, storia e tradizioni, con un potenziale agricolo, umano ed infrastrutturale energetico di cui l’UE ha necessità per superare la crisi economica ed evitare la rinascita di un impero russo ostile all’Europa.

Matteo Cazzulani