LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA E POLONIA: E’ CHIARA LA FRATTURA

Posted in Polonia by matteocazzulani on September 27, 2010

I due Paesi discutono di politiche comuni, ma sono sempre più lontani sul piano diplomatico. Il Capo di Stato ucraino diserta l’incontro con il collega polacco. Varsavia infrange le leggi UE e si accorda con Mosca per il gas.

Il presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Lezione di perfetta finzione. Il vertice ucraino-polacco tra il premier di Kyiv, Mykola Azarov, ed il presidente di Varsavia, Bronislaw Komorowski, è stato improntato su un’atmosfera di finta collaborazione che, se analizzata cum grano salis, cetifica l’effettivo allontanamento tra due Paesi, stretti alleati solo qualche anno fa.

I due politici si sono incontrati a Kharkiv, lo scorso 25 settembre, per commemorare le vittime dei rastrellamenti dell’NKVD nel 1940. In seguito, un mini summit, in cui Kyiv ha dichiarato di contare sull’appoggio di Varsavia non solo per accelerare il processo di integrazione europea, ma, soprattutto, per creare una zona di libero mercato ed avviare una stretta cooperazione industriale, finalizzata alla realizzazione di infrastrutture per l’europeo di calcio del 2012, in programma nei due Paesi.

“Dinnanzi ai nostri amici polacchi – ha dichiarato Azarov – chiediamo il loro aiuto per facilitare la sigla del trattato di associazione UE-Ucraina”.

Una separazione reciproca

Il primo ministro ucraino, Mykola Azarov

Mere dichiarazioni, finora mai supportate da fatti concreti. Come rilevato dal quotidiano polacco Dziennik-Gazeta Prawna, la nuova amministrazione ucraina ha relegato le relazioni con il vicino occidentale in secondo piano. Non a caso, ad incontrare il Capo di Stato polacco è stato il premier, e non il suo omologo, Viktor Janukovych, altresì impegnato in visita a New York. Inoltre, la fonte polacca ha ricordato che già lo scorso 8 settembre Janukovych ha evitato l’incontro con Komorowski, e dato priorità, nella sua agenda, rispettivamente a Bruxelles, Mosca, Washington, Pechino, Atene e persino Ankara.

L'ex ministro della Cancelleria presidenziale, Witold Waszczykowski

D’altro canto, molto è stato fatto anche, se non soprattutto, da parte polacca. Il governo del primo ministro, Donald Tusk, ha compiuto una virata a 180 gradi, passando dall’aperto sostegno delle aspirazioni euroatlantiche di Bielorussia ed Ucraina, ad un orientamento marcatamente filorusso, incoerente, e spesso in contrasto con la stessa UE.

Il perché di tutto ciò lo ha spiegato l’ex ministro della cancelleria presidenziale, Witold Waszczykowski. “Questo governo – ha dichiarato alla Deutsche Welle – preferisce celeri soluzioni che si possono tradurre in vantaggi nell’immediato. Piuttosto che appoggiare il cammino di Minsk e Kyiv verso Bruxelles – ha aggiunto l’esponente di Diritto e Giustizia, il principale partito di opposizione – Varsavia ha scelto di appoggiare Mosca”.

Anche Bruxelles contro Varsavia

Proprio l’indomani, Domenica, 26 settembre, la Polonia ha firmato con il monopolista energetico russo Gazprom un accordo per il rinnovo delle forniture di gas, fino al 2037, a prezzo calmierato. Moneta di scambio dell’operazione, la cessione del 50% dei gasdotti di Varsavia.

Una clausola che ha mandato su tutte le furie Bruxelles, in quanto, impedendo l’accesso al mercato energetico polacco a Paesi terzi, contrasta la legislazione continentale. Per questa ragione, la Commissione Europea ha dichiarato l’avvio della procedura di infrazione a carico di Varsavia.

Matteo Cazzulani

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