LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Politica USA: Hillary Clinton e Jeb Bush già pronti con gli staff

Posted in USA by matteocazzulani on February 19, 2015

L’ex-Segretario di Stato supportata da uno staff di veterani delle sue precedenti campagne elettorali e di quelle del Presidente statunitense, Barack Obama. L’ex-Governatore della Florida assolda i consiglieri di politica estera degli ex-Presidenti George H W Bush, George Bush e Ronald Reagan

Philadelphia – Non hanno ancora ufficializzato la loro candidatura, ma l’ex-Segretario di Stato, Hillary Clinton, e l’ex-Governatore della Florida, Jeb Bush, stanno già giocando alle figurine per la formazione dei rispettivi staff elettorali in vista delle Elezioni Presidenziali statunitensi.

Hillary Clinton, ex-First Lady favorita nelle Elezioni Primarie per la selezione del candidato democratico alle presidenziali, avrebbe ingaggiato come manager della sua campagna elettorale Robby Mook, uno dei principali allenatori di candidati alle elezioni negli Stati Uniti.

Come riportato dall’autorevole Politico, Mook, che ancora non ha confermato la sua nomina, si troverà a coordinare una squadra di personalità provenienti sia dallo staff di Hillary Clinton che da quello del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

L’integrazione tra gli staff della Clinton e di Obama, epici avversari nelle primarie del Partito Democratico del 2008, è dimostrata dalle nomine di John Podesta, Jennifer Palmieri e Jim Margolis rispettivamente a Coordinatore della campagna elettorale di Hillary Clinton, Capo della comunicazione e consulente principale.

Altre personalità dello staff di Obama che potrebbero entrare nella squadra della Clinton sono il confidente del Presidente, Joel Benenson, e il manager della sua campagna elettorale del 2012, Jim Messina.

Inoltre, gli strateghi di comunicazione elettorale Jeremy Bird and Mitch Steward, impegnati sia nella campagna di Obama del 2012 che della pre-campagna delle primarie della Clinton “Ready for Hillary”, potrebbero essere affiancati dagli esperti di comunicazione digitale Teddy Goff e Andrew Bleeker.

Oltre ai veterani delle campagne elettorali di casa democratica, Mook potrebbe inserire la capo comunicazione de L’Oreal, Kristina Schake, e il Vice Direttore della campagna per le elezioni al Senato del Partito Democratico, Matt Carter.

Oltre alla Clinton, favorita dall’assenza di avversari di spessore nelle primarie democratiche, anche Bush ha costruito un proprio Dream Team focalizzato sopratutto sulla politica estera, un settore in cui il Partito Repubblicano è pronto a dare battaglia approfittando della debolezza finora dimostrata da Obama nel settore.

Come riportato dalla Reuters, Bush, che ha presentato le linee guida della sua politica estera durante una conferenza presso il Chicago Council of Global Affairs nella giornata di mercoledì, 18 Febbraio, ha inserito nel suo staff Richard Hass e Robert Zoellick, già collaboratori dei presidenti George H W Bush e George W Bush, rispettivamente il padre e il fratello di Jeb Bush, sulle questioni internazionali.

A prendere parte allo staff di Bush sono anche il moderato James Baker, il Segretario di Stato dell’Amministrazione di George H W Bush e, prima ancora, consigliere di Ronald Reagan, e il conservatore Paul Wolfowitz, che ha consigliato l’intervento militare in Iraq nel 2003 all’allora Vice Presidente, Dick Cheney.

Una presenza importante nello staff di Bush, infine, è quella di Condoleeza Rice, già Segretario di Stato e, prima ancora, consigliere di George W Bush in materia di difesa e sicurezza.

Partita aperta negli swing state

La competizione tra Clinton e Bush è già abbastanza accesa, come dimostrato da un sondaggio della Quinnipiac University, che ha rilevato come, in tre Stati Chiave come Iowa, Virginia e Colorado, la partita sia tutt’altro che chiusa.

In Iowa, la Clinton vincerebbe su Bush con il 44% contro il 36%, così come in Virginia, dove la democratica è data in testa con il 45% contro il 35% del candidato repubblicano. Tuttavia, in Virginia Clinton e Bush sono incollati al 42% rispettivamente.

Un’altro sondaggio, realizzato da NBC/Maristpoll, ha sancito la vittoria di misura della Clinton su Bush in New Hampshire con il 48% contro il 42%.

Tuttavia, in South Carolina ha stimato il candidato repubblicano in vantaggio con il 48% sull’esponente democratica, ferma al 45%.

Matteo Cazzulani
Analista di Tematiche Trans Atlantiche
Twitter: @MatteoCazzulani

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Politica USA: Romney davanti alla Clinton nella corsa alla Presidenza

Posted in USA by matteocazzulani on November 27, 2014

L’esponente conservatore sconfitto alle Elezioni Presidenziali del 2012 dato davanti alla candidata democratica da un recente sondaggio. Certa la vittoria del moderato repubblicano e della centrista democratica nelle rispettive Elezioni Primarie

Philadelphia – Per i democratici americani il tacchino di Thanksgiving potrebbe essere indigesto. Nella giornata di mercoledì, 25 Novembre -la vigilia del Giorno del Ringraziamento- le quotazioni per la corsa alla Presidenza degli Stati Uniti dell’esponente del Partito Repubblicano Mitt Romney hanno superato quelle della probabile candidata del Partito Democratico Hillary Clinton.

Come riportato dall’autorevole Reuters, secondo un sondaggio della Quinnipiac University, realizzato con un margine di errore del 4%, Mitt Romney, candidato repubblicano sconfitto nelle ultime Elezioni Presidenziali statunitensi del 2012 dall’attuale Presidente, il democratico Barack Obama, otterrebbe il 45% dei consensi qualora la consultazione elettorale si dovesse svolgere il giorno di Thanksgiving.

Staccata, anche se di poco, sarebbe, con il 44%, Hillary Clinton, l’ex-Segretario di Stato, sconfitta da Obama nelle Primarie democratiche del 2008, data per probabile candidata dello schieramento liberale nelle prossime Elezioni Presidenziali.

Il sondaggio della Quinnipiac University rappresenta una buona notizia per i repubblicani che, dopo la storica vittoria nelle Elezioni di Mid-Term dello scorso Novembre, intravedono la possibilità di eleggere un proprio rappresentante alla Casa Bianca con un candidato già collaudato.

Del resto, l’assenza di un candidato di rilievo alla presidenza è stato il problema dei repubblicani, mentre i democratici sono sembrati in difficoltà nel trovare un contendente interno capace di contendere la nomination democratica alla Clinton.

A confermare l’opportunità di una ri-candidatura da parte di Romney, esponente dello schieramento moderato del Partito Repubblicano, è sempre il sondaggio della Quinnipiac, che quota l’ex-Governatore del Massachusetts avanti con il 19% rispetto all’ex-Governatore della Florida Jeb Bush, esponente conservatore fermo all’11%, e al Governatore del New Jersey, il centrista Chris Christie, staccato con l’8%.

Sempre nel campo conservatore, ad essere interessanti sono anche le candidature dei senatori Rand Paul e Ted Cruz, e quelle del Governatore del Wisconsin Scott Walker e dell’ex-Governatore dell’Arkansas Mike Huckabee, date tutte attorno al 5%.

Per quanto riguarda le primarie democratiche, la rilevazione della Quinnipiac dà la Clinton, espressione dell’ala centrista del Partito Democratico, saldamente in testa con il 57%, seguita dall’esponente dell’ala sinistra dei democratici, la senatrice Elizabeth Warren, con il 13%, mentre l’attuale Vice Presidente, Joe Biden, è fermo con il 9%.

La rilevazione sembra confermare un trend elettorale fortemente critico nei confronti del Presidente Obama, accusato dagli stessi elettori democratici di non avere saputo realizzare con forza le riforme della sanità, dell’immigrazione, e di non avere sostenuto il ceto medio ed il finanziamento delle infrastrutture come, invece, promesso durante la campagna elettorale.

Dall’altra parte, i repubblicani accusano Obama di attuare una politica troppo sbilanciata a sinistra, e di non avere dato una leadership chiara e forte agli Stati Uniti in ambito estero e di difesa.

Obama e il Congresso avviano la guerra sull’immigrazione

Il confronto tra Obama e i repubblicani, che dopo la vittoria nelle Elezioni di Mid-Term controllano il Congresso, è già stato avviato sul tema dell’immigrazione, il cavallo di battaglia scelto dal Presidente per rilanciare l’attività della sua Amministrazione.

Obama, per compattare il consenso della parte sinistra del Partito Democratico, ha dichiarato di essere intenzionato ad avvalersi di tutti i suoi poteri esecutivi per approvare una riforma dell’immigrazione volta a regolarizzare circa 5 milioni di immigrati irregolari che sarebbe costoso e disumano rimpatriare.

Inoltre, il Capogruppo democratico al Senato, Harry Reid, ha compattato il fronte l’ala sinistra dei democratici per guidare un’opposizione dura e risoluta ai repubblicani.

In risposta, come riportato dall’autorevole Politico, i repubblicani hanno deciso di bloccare i fondi destinati all’Amministrazione Presidenziale per l’esecuzione delle misure inerenti all’immigrazione.

Nello specifico, i conservatori hanno optato per finanziare il budget complessivo del nuovo anno con un emendamento che impone un finanziamento temporaneo per le misure destinate all’attuazione della riforma dell’immigrazione.

Matteo Cazzulani
Analista di tematiche Trans Atlantiche
Twitter @MatteoCazzulani

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