LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Unione Energetica UE: Tusk rilancia sul rigassificatore di Swinoujscie

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 30, 2014

Il Premier polacco pronto al braccio di ferro con la compagnia italiana Saipem per la realizzazione in tempi brevi di un’infrastruttura necessaria per la sicurezza energetica e nazionale della Polonia. Dalla costruzione del terminale in Pomerania passa l’avvio di un progetto europeo concepito per diversificare le forniture di gas dell’Unione Europea

Un’infrastruttura da realizzare per dotare l’Unione Europea di una politica energetica diversificata, sicura ed efficiente.

Nella giornata di martedì, 29 Luglio, la compagnia energetica polacca Polskie LNG ha confermato la realizzazione in tempi brevi del rigassificatore di Swinoujscie: un’infrastruttura progettata in Pomerania, nella Polonia Nord-Occidentale, per importare in Europa gas liquefatto proveniente da Qatar, Norvegia, Egitto e Stati Uniti d’America.

La posizione della Polskie LNG riprende le dichiarazioni enunciate, lo scorso 25 Luglio, dal Premier polacco, Donald Tusk, che ha rassicurato sulla realizzazione del rigassificatore: ritenuto un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza energetica, e quindi nazionale, della Polonia.

Nello specifico, Tusk ha dichiarato di intendere superare l’impasse contrattuale provocato dalla compagnia italiana Saipem, che, come riportato da Polskie Radio, per completare il terminale di Swinoujscie ha richiesto al Governo polacco la revisione del contratto con un ritocco, al rialzo, delle tariffe.

La posizione della Saipem rischia di provocare alla Polonia un esborso ben maggiore della mera questione contrattuale: la compagnia energetica nazionale polacca PGNiG ha infatti già siglato un contratto con la compagnia del Qatar Qatargas per l’acquisto di LNG a partire dal 2015.

“Siamo pronti ad ascoltare le ragioni che hanno portato la compagnia italiana a richiedere nuovi negoziati -ha dichiarato Tusk- Tuttavia, non siamo intenzionati ad accettare alcun ricatto motivato dal bisogno che abbiamo di realizzare l’infrastruttura in tempi brevi”.

Il rigassificatore di Swinoujscie è un’infrastruttura pilota dell’Unione Energetica Eueopea: progetto, supportato da Tusk e dal Presidente francese, Francois Hollande, e prima ancora concepito dagli ex-Presidenti della Commissione Europea Jacques Delors e Romano Prodi, che intende perseguire la diversificazione delle forniture di gas dell’UE dalle importazioni da Russia ed Algeria.

Questo scopo, necessario per decrementare la dipendenza dell’Europa sopratutto da Mosca -che spesso si avvale del gas come mezzo di coercizione geopolitica nei confronti di Paesi europei sovrani e indipendenti, come Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Ucraina e Georgia- è realizzabile tramite la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali energetici dei Paesi membri UE e la realizzazione di nuovi gasdotti e rigassificatori.

Dalla Slovacchia il via libero definitivo per le esportazioni di gas in Ucraina

Un passo in direzione dell’Unione Energetica Europea è stato effettuato anche dalla Slovacchia, che, sempre martedì, 29 Luglio, ha dato l’avvio definitivo all’invio di gas russo in Ucraina attraverso l’utilizzo del gasdotto Vojany-Uzhhorod in senso invertito.

L’iniziativa, che aiuta l’Ucraina a decrementare la dipendenza dalle forniture di gas dirette dalla Russia, de facto mette in comunicazione i sistemi infrastrutturali di due Paesi che appartengono alla Comunità Energetica Europea.

Questo ente è una sorta di UE dell’energia che, oltre ai Paesi membri dell’Unione, comprende anche Georgia, Moldova, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Bosnia-Erzegovina e Albania.

Matteo Cazzulani
Analista Politico dell’Europa Centro-Orientale
Twitter @MatteoCazzulani

GAS: IL QATAR AIUTA LA CROAZIA PER IL RIGASSIFICATORE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 29, 2012

Il colosso Qatargas firma con il governo croato un accordo per la costruzione di un terminale LNG coordinato con il Gasdotto Trans Adriatico e il Corridoio Nord-Sud. Il Giappone rileva azioni in Gran Bretagna per lo sfruttamento dei giacimenti marittimi.

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

Il percorso del Gasdotto Ionico Adriatico

I giapponesi alla conquista della Gran Bretagna con l’aiuto degli italiani. Lo scenario sembrerebbe legato a un sequel inerente alla Seconda Guerra Mondiale, ma in realtà, in maniera del tutto pacifica, il Giappone ha messo seriamente gli occhi sui giacimenti di greggio e gas in Gran Bretagna.

Come riportato da Natural Gas Europe, giovedì, 27 Dicembre, la compagnia giapponese JX Nippon Oil & Gas Exploration ha concordato l’acquisto delle azioni in 17 giacimenti di greggio e gas della Gran Bretagna dal colosso italiano ENI.

L’operazione, che si aggirerebbe attorno ai 2 Miliardi di Euro, pone la compagnia giapponese al fianco del colosso norvegese Statoil nello sfruttamento di una regione d’Europa ricca di gas naturale e greggio.

Come riportato da una nota della compagnia, la JX Nippon Oil % Gas Exploration punta a sfruttare in Gran Bretagna fino a 50 mila barili di greggio al giorno.

L’interesse giapponese al mercato energetico Europeo non è l’unico esempio di presenza di enti asiatici nel Vecchio Continente. Nella giornata di mercoledì’, 26 Dicembre, il colosso Quatargas ha firmato un accordo di 923 Milioni di Dollari con la Croazia per la costruzione di un rigassificatore dalla portata di 5 miliardi di metri cubi di gas.

Come riportato dalla Bloomberg, il Ministro dell’Energia croato, Ivan Vrdoljak, ha illustrato come il terminale LNG sia necessario sia per la sicurezza energetica di Zagabria, che per quella dell’Europa.

Il rigassificatore della Croazia rappresenta infatti il limite meridionale del Corridoio Nord-Sud: insieme di gasdotti di diversi Paesi UE collegati l’uno all’altro per consentire il trasporto di gas nel centro dell’Europa dal terminale LNG croato e dal rigassificatore di Swinoujscie, in Polonia.

Oltre che per l’Europa, la costruzione del rigassificatore croato è importante anche per l’Italia. Come riportato dal Ministro Vrdoljak, il terminale sarà collegato attraverso il Gasdotto Ionico Adriatico – IAP – al Gasdotto Trans Adriatico – TAP: conduttura progettata per veicolare in Italia 21 miliardi di metri cubi di gas all’anno proveniente dall’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia attraverso l’Albania.

Un ausilio alla diversificazione delle forniture di gas

Il funzionamento congiunto della TAP e del rigassificiatore di Croazia, assieme con l’intensivo sfruttamento dei giacimenti del Mare del Nord, consentirà alla Commissione Europea di implementare la politica di diversificazione delle forniture di gas dal quasi monopolio della Russia.

L’UE dipende dagli approvvigionamenti della Russia per il 40% del fabbisogno energetico complessivo.

Matteo Cazzulani

Polonia: gas shale e LNG per fare a meno di Gazprom

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 23, 2012

Varsavia intende aumentare lo sfruttamento di carburante non convenzionale dai giacimenti nazionali per rafforzare la sua posizione nel corso delle trattative per il rinnovo dei contratti con la Russia. Avviate consultazioni anche con il Qatar per la diminuzione del prezzo per il gas liquefatto.

Più shale e gas liquefatto e la ricetta preventivata dalla Polonia per diventare energeticamente indipendente. Nella giornata di giovedì, 23 Novembre, il Ministro del Tesoro polacco, Mykolaj Budzianowski, ha dichiarato a volontà di approfondire lo sfruttamento di gas non convenzionale in Polonia per ottenere 10 miliardi di metri cubi entro il 2020.

Come riportato dal Warsaw Business Journal, la decisione del Ministro e funzionale al rafforzamento della posizione della Polonia in sede di trattative per il rinnovo dei contratti per l’acquisto di gas.

Come dichiarato dal Ministro Budzianowski, la Polonia, che dipende ad oggi fortemente dalle forniture della Russia, ha avviato anche trattative con la compagnia Qatargas per l’ottenimento di uno sconto sul gas liquefatto importato dal Qatar.

Come riportato dalla PAP, l’oro blu del Qatar Sara raffinato ed immesso nel sistema infrastrutturale energetico polacco presso il terminale LNG di Swinoujscie, in Pomerania, giunto alla fase finale di realizzazione.

Il Ministro Budzianowski ha illustrato come il punto di partenza nelle trattative con il Qatar sia comunque buono. Ad oggi, il prezzo concordato per l’acquisto di carburante con la Qatargas e di 380 Dollari per Mille metri cubi.

Per la stessa quantità di oro blu il colosso energetico polacco paga invece al monopolista russo del gas, Gazprom, 500 dollari per mille metri cubi.

L’utilizzo politico del gas

Solo di recente, dopo avere minacciato Gazprom di avviare un ricorso presso l’Arbitrato Internazionale di Stoccolma, Varsavia ha ottenuto uno sconto sul tariffario, ma le trattative per il rinnovo degli accordi si preannunciano particolarmente difficili.

La Russia si avvale dell’arma energetica per ottenere scopi politici: il monopolista statale russo, Gazprom, controllato per meta dal Cremlino, impone infatti prezzi alti a quei Paesi, come Polonia, Lituania e Romania, politicamente osteggiati da Mosca e attivi nel sostenere la politica di diversificazione delle forniture approntata dalla Commissione Europea.

Oltre all’aumento dell’importazione del gas liquefatto, Bruxelles sostiene la liberalizzazione del mercato interno UE dell’energia, e il trasporto diretto di gas proveniente da Azerbaijan e Turkmenistan mediante la costruzione di gasdotti ad hoc, noti come Corridoio Meridionale.

Il piano della Commissione Europea e contrastato dalla Russia che, con l’appoggio politico dei Paesi dell’Europa Occidentale, ha avviato la costruzione del Southstream.

Questo gasdotto e concepito per veicolare ulteriori 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno per aumentare la dipendenza dell’UE dalle forniture di Gazprom – ad oggi pari al 40% del fabbisogno continentale – e bloccare la realizzazione del Corridoio Meridionale.

Matteo Cazzulani