LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Giustizia in Ucraina: radiato Kireyev, il “carnefice” di Yulia Tymoshenko

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 19, 2016

Il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, radia dall’Albo nazionale dei magistrati il giudice che ha condotto il processo alla leader del dissenso democratico al regime di Viktor Yanukovych. Il caso Tymoshenko ritenuto violazione dei Diritti Umani da ONU, OSCE, Europa e Corte Europea dei Diritti Umani



Varsavia – Giustizia è stata fatta, ma troppa acqua, assieme a sangue, odio e guerre, è passata sotto i ponti di un Paese, l’Ucraina, perennemente in bilico tra democrazia e autoritarismo. Nella giornata di martedì, 19 Gennaio, il Presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha radiato dall’Albo nazionale dei magistrati Rodion Kiryeyev, il giudice che ha presieduto il processo a Yulia Tymoshenko, la leader del dissenso al regime di Viktor Yanukovych.

Come stabilito dal Decreto del Presidente Poroshenko, il giudice Kiryeyev è reo sia di avere arrestato preventivamente la Tymoshenko senza motivo, che di avere condotto un processo nel quale i diritti e la dignità dell’imputata sono stati ripetutamente violati, così come stabilito dalla Corte Europea dei Diritti Umani con una sentenza del 2013.

Nello specifico, il Decreto presidenziale ha contestato il giudice Kiryeyev anche per avere negato alla Tymoshenko i trattamenti sanitari dei quali l’ex-Premier aveva urgente necessità, affetta com’era, durante e dopo il processo, da una forte ernia al disco, peggiorata a causa delle precarie condizioni nelle quali è stata detenuta. 

Con la radiazione di Kiryeyev si chiude una pagina nera della storia europea. Il processo Tymoshenko ha infatti segnato la più evidente delle repressioni politiche attuate dal regime del Presidente Yanukovych tra il 2010 e il 2014.

In quest’epoca buia, Yanukovych si è reso autore di ripetuti casi di giustizia selettiva, arresti politici, repressione della stampa libera, esautorazione dei poteri del Parlamento, elezioni falsate ed esclusione di partiti del campo democratico dalla competizione elettorale.

In particolare, il processo Tymoshenko, accusata di abuso d’ufficio per avere accettato prezzi onerosi per l’importazione del gas russo nel Gennaio 2009 -un tariffario che la stessa Tymoshenko, allora Premier, è stata costretta ad accettare pur di rinnovare il flusso di gas che la Russia aveva precedentemente tagliato per destabilizzare il Governo filo europeo in Ucraina – è stato costruito su capi d’accusa di natura politica che sarebbero dovuti essere valutati con un voto popolare, e non da una Corte dalla dubbia imparzialità.

L’intero processo Tymoshenko è stato condotto alla luce di ripetute violazioni dei diritti della difesa, privata dapprima della possibilità di chiamare a testimoniare propri tester -all’accusa fu invece accordata la convocazione di ben 22 testimoni- e, successivamente, della possibilità di addurre documentazioni scritte a discarico delle accuse dei Pubblici Ministeri che, invece, hanno visto accluse agli atti prove irregolari, alcune delle quali datate persino il 31 Aprile.

Inoltre, la Tymoshenko è stata arrestata preventivamente il 5 Agosto 2011, dopo poche sedute dall’inizio della fase degli interrogatori -nella quale la Tymoshenko ha saputo sistematicamente confutare le teorie esposte dai testimoni dell’accusa- e molto prima dell’emanazione della condanna definitiva, avvenuta l’11 Ottobre 2011.

A parere della difesa, come dimostrato a più riprese dalla stessa Tymoshenko durante il processo, l’ex-Premier è stata vittima di un’azione di disturbo della compagnia RosUkrEnergo, che si è inserita nella trattativa tra Ucraina e Russia per incrementare il prezzo finale che Kyiv avrebbe dovuto pagare per rinnovare le forniture di gas.

Yanukovych e Pshonka ancora impuniti

A rendere palese la ragione politica del processo Tymoshenko è il fatto che la RosUkrEnergo era posseduta da oligarchi politicamente vicini al Presidente Yanukovych e al suo predecessore Viktor Yushchenko, il candidato alla presidenza dei militanti di quella Rivoluzione Arancione della quale, alla fine, è stata la Tymoshenko, e non Yushchenko, a diventare la vera erede. 

Oltre al pronunciamento della Corte Europea dei Diritti Umani, e a tutte le Istituzioni Europee, il processo Tymoshenko è stato contestato da ONU, OSCE e dalle altre principali organizzazioni internazionali indipendenti, assieme ai Capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Occidente.

Alla fine, la Tymoshenko, che durante la detenzione preventiva in isolamento in un carcere di massima sicurezza di Kharkiv si è vista ripetutamente negare assistenza medico-sanitaria, ha riottenuto la libertà il 22 Ottobre 2014, a poche ore dalla caduta del regime Yanukovych. 

Successivamente, la Tymoshenko ha ripreso un ruolo centrale nella vita politica del suo Paese.

Il giudice Kiryeyev non è l’unico responsabile del processo-farsa Tymoshenko a non avere pagato a lungo per la sua condotta. 

L’ex-Procuratore Generale, Viktor Pshonka, e Yanukovych sono riparati in Russia, lasciando in Ucraina solo i propri ritratti travestiti da divinità latine nella lussuosa residenza presidenziale di Mezhyhirya -ed un Paese ridotto al lastrico, isolato dal resto del Mondo come la Bielorussia di Lukashenka.

Per quanto ritarda Kiryeyev, fonti ben informate lo danno riparato in Crimea, che la Russia ha annesso militarmente pochi giorni dopo la cauda di Yanukovych, con tanto di macchina di lusso e villa, molto probabilmente acquistate grazie ad un lauto pagamento da parte dell’Amministrazione Yanukovych.

Infine, a non “pagare” -moralmente si intende- è anche chi, tra i tanti, trattando di Europa Centro-Orientale ed Ucraina non ha prestato la giusta copertura al caso Tymoshenko, e anzi, ha ritenuto che il regresso democratico attuato da Yanukovych fosse un fenomeno irrilevante.

Matteo Cazzulani

@MatteoCazzulani


Matteo Cazzulani, analista politico dell’Europa Centro Orientale, è stato l’unico giornalista italiano ad avere seguito tutte le sedute del processo a Yulia Tymoshenko. Sulla questione, Cazzulani ha pubblicato il libro “Ucraina, gas e manette. Il processo a Yulia Tymoshenko”, Youcanprint editore. 


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REGRESSO DEMOCRATICO IN UCRAINA: JURIJ LUCENKO DA UN ANNO IN ISOLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 26, 2011

L’ex-Ministro degli Interni, uno degli esponenti più carismatici dell’Opposizione Democratica ucraina, costretto alla detenzione in isolamento, all’alimentazione forzata, e ad assistere dietro alle sbarre ad uno dei processi politici organizzati dalle autorità per eliminare i Leader dell’Opposizione Democratica, tra cui l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko. Un video del collega Kostjantyn Usov di TVI ne racconta il caso

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Per 365 giorni detenuto in isolamento a causa di 3 imputazioni prive di fondamento, con soli due testimoni a favore delle accuse, ma alcun verdetto che ne abbia certificato la colpa. Questo è il Santo Stefano che, oggi, trascorre Jurij Lucenko: esponente di spicco dell’Opposizione Democratica che, parimenti alla sua carismatica Leader, Julija Tymoshenko, è caduto vittima della repressione politica attuata dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych.

Il 26 Dicembre 2010, Lucenko è incarcerato in una cella di isolamento, prelevato dalle forze di polizia sotto casa sua, al rientro dalla passeggiata con il cane: sotto lo sguardo impotente di madre e figli. Mesi prima, giusto in seguito all’insediamento di Janukovych, a carico dell’ex-Ministro degli Interni sono sollevate tre imputazioni: incremento della paga e concessione di abitazioni governative illecita al suo autista, Leonid Prystupljuk, sperpero di danaro del bilancio statale per l’organizzazione della Giornata della Polizia del 2008, chiusura anticipata delle indagini sul cittadino Davydenko, l’ autista dell’ex-Vice-Procuratore Savchjuk – proprietario della casa in cui, durante la Rivoluzione Arancione, sarebbe stato avvelenato il futuro Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

A sostegno di tali imputazioni, per cui è aperto un processo con la richiesta di 12 anni di reclusione per abuso d’ufficio, sono sopratutto l’allora Ministro degli Interni, Anatolij Mohyl’ov, il nuovo Procuratore Generale nominato da Janukovych, Viktor Pshonka, il suo vice, Rinat Kuz’min, e solo due dei più di 200 testimoni chiamati a testimoniare durante un lungo procedimento, condotto da un PM, Serhij Vovk, a sua volta indagato per truffa edile, ma finora graziato dalle autorità.

Costretto ad assistere alle sedute del proprio processo dietro a delle sbarre – barbara procedura che, illegalmente, dipinge l’imputato come già colpevole nella psicologia dei presenti e della Corte – Lucenko più volte denuncia il conflitto di interessi del giudice, e, per protesta, ricorre persino allo sciopero della fame. Nulla da fare, dal momento in cui le Autorità giudiziarie impongono la nutrizione forzata al ribelle galeotto: altra pratica autoritaria, vietata dall’Unione Europea, ma ancora ammessa dal Codice Penale ucraino.

Un carismatico arancione

Il processo all’ex-Ministro degli Interni continua lentamente, lasciando una condanna già annunciata sempre più lontana: così da mantenere al di fuori della vita politica una delle più importanti personalità dell’Opposizione Democratica. Aiutante del Segretario del Partito Socialista ucraino, Oleksandr Moroz, Lucenko nel 2002 è alla testa del movimento Ucraina senza Kuchma, in opposizione all’ex-Presidente Leonid Kuchma: di cui Janukovych è il delfino politico. Nel 2004, è uno dei più attivi colonnelli della pacifica Rivoluzione Arancione: ruolo per cui viene premiato da Jushchenko con la nomina a Ministro degli Interni nel primo governo di Julija Tymoshenko.

Deciso nel realizzare la promessa di giustizia, Lucenko adotta la mano dura contro gli oligarchi dell’Est del Paese, sponsor di Viktor Janukovych: un gesto di coerenza politica che gli costa caro fin a subito. Entrato in crisi con la Tymoshenko – dimissionata nel 2005 – Lucenko mantiene la carica sotto il secondo governo arancione di Jurij Jekhanurov, fino al 2006, quando la vittoria alle elezioni parlamentari di Janukovych – che realizza una coalizione di governo con comunisti e socialisti – ne provoca l’espulsione e, contemporaneamente, l’uscita dal Partito Socialista Ucraino per evidenti divergenze politiche con Moroz.

Nel 2007, fonda il Partito Avanti Ucraina – poi ribattezzato Narodna Samooborona – si riavvicina a Julija Tymoshenko, e, nelle elezioni anticipate del 2007, guida la lista filo-presidenziale Nasha Ukrajina, che gli consente il ritorno al Dicastero degli Interni nel secondo governo della Lady di Ferro ucraina. Ripristinata la lotta contro gli oligarchi, la sua immagine viene lesa dall’arresto del figlio in stato di ubriachezza all’aeroporto di Francoforte. Ciò nonostante, la Tymoshenko fa quadrato attorno a lui, difendendolo persino nei difficili giorni del suo terzo governo: esecutivo di minoranza, in cui la conta dei voti è necessaria per l’approvazione di ogni mozione.

Il saldo legame con la Leader degli arancioni porta Lucenko a condividere anche le conseguenze della risalita al potere di Janukovych, nel Febbraio 2010: parimenti alla Lady di Ferro ucraina – condannata a sette anni di isolamento per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: il tutto dopo un processo farsa costruito su imputazioni montate ad hoc, e senza diritti per la difesa – l’ex-Ministro degli Interni diventa l’oggetto ed il simbolo di un regresso democratico sulle Rive del Dnipro.

Dinnanzi agli arresti di Lucenko e della Tymoshenko, alle ripetute risoluzioni di condanna da parte di USA, ONU, NATO, e Parlamento Europeo, è seguito, lo scorso 19 Dicembre, il congelamento della firma dell’Accordo di Asociazione UE-Ucraina: documento storico, con cui Kyiv avrebbe ottenuto il medesimo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO FINIRA’ DAVANTI AL GIUDICE. CON NUOVE ACCUSE DA MOSCA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 19, 2011

Per la leader dell’Opposizione Democratica è scaduto il tempo per la presa visione delle imputazioni sulla questione del gas: presto la prima udienza. Anche il Ministero della Difesa russo invia accuse all’Anima della Rivoluzione Arancione, per l’ennesima volta confinata a Kyiv dalla Procura. Le Autorità apprezzano i risultati per la lotta alla corruzione, e chiudono la commissione sulla censura. Dopo le proteste dell’Unione Europea sul regresso democratico, quelle dell’Opposizione arancione

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Tempo scaduto per lo studio, ora inizia il countdown per la convocazione del Giudice, con un fardello in più sul groppone. Una situazione molto grave quella della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, il cui termine per la presa visione dei capi di accusa della Procura sulla sua condotta anti-statale nelle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin è scaduto nella giornata di venerdì, 17 Giugno: la pratica è stata già inviata la Corte, che, a breve, può convocare l’ex-Primo Ministro alla prima udienza.

Proteste per la cospicua quantità del materiale da esaminare, rispetto al tempo a disposizione, sono giunte dall’avvocato difensore dell’anima della Rivoluzione Arancione, Serhij Vlasenko, che ha evidenziato come nemmeno un mese per la presa di 15 faldoni non siano sufficienti se, in aggiunta, Julija Tymoshenko è costretta ad esaminarne altri 150 – entro il 25 Giugno – riguardo alle accuse di uso improprio dei Fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Pronta la risposta del Procuratore Generale, Viktor Pshonka, che, accusando a sua volta la Leader dell’Opposizione Democratica di scarsa collaborazione, ne ha negato il permesso di recarsi nelle Oblast’ di Mykolajiv ed Odessa e, sopratutto, a Strasburgo, dove è stata invitata dal presidente del Consiglio d’Europa, per un incontro ufficiale.

Le accuse dalla Federazione Russa

In aggiunta, nella serata è pervenuta alla stampa una lettera con cui il Ministro della Difesa russo, Anatolij Serdjukov, ha chiesto al Premier ucraino, Mykola Azarov, l’estinzione dei debiti contratti con Mosca dal colosso energetico JEESU. Una vera bomba giudiziaria, che da motivo all’apertura di un ennesimo fascicolo a carico della Leader dell’Opposizione Democratica: l’ente in questione è stato guidato proprio da Julija Tymoshenko alla fine degli anni Novanta, periodo in cui si sarebbe originato tale debito con la Russia, pari a 405,5 Milioni di Dollari.

Contrasta le accuse l’ufficio stampa di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – che ha accusato le Autorità ucraine di avere commissionato la lettera, e di essere stata costretta a rivolgersi a Mosca per fabbricare capi d’accusa maggiormente convincenti rispetto a quelli da essa prodotti.

“E’ tutto orchestrato per discreditare la leader dell’Opposizione – riporta la nota – ma questo dimostra come Julija Tymoshenko non sia affatto la longa manus della Russia. Chi l’ha accusata di condurre una politica filorussa – conclude – deve scusarsi”.

Da parte delle Autorità la risposta è arrivata da Bratislava, dove il Presidente, Viktor Jankovych, si è trovato in visita ufficiale. Il Capo di Stato ha invitato Julija Tymoshenko a dimostrare la sua innocenza, ed apprezzato l’ennesimo successo della sua lotta contro la corruzione.

Lecito ricordare che, lo scorso 9 Giugno, il Parlamento Europeo, su iniziativa di PPE, ALDE e verdi, ha approvato una risoluzione di condanna della repressione a danno dell’Opposizione Democratica e dei suoi esponenti di spicco – la sua Leader, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro della Difesa, Jurij Lucenko – detenuto in isolamento, come un carnefice – e messo in discussione la sigla dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, qualora le autorità di Kyiv non dovessero modificare in senso maggiormente liberale la loro condotta.

Tuttavia, sempre venerdì, 17 Giugno, la Rada ha eliminato la Commissione Parlamentare sulla Censura, impegnata nelle indagini sui casi di violazione della Libertà di Stampa nel Paese, sopratutto sugli ancora non chiariti omicidi di Gija Gongadze e sparizione di Vasyl’ Klyment’jev, reporter di opposizione.

“E’ stato un provvedimento che ci aspettavamo – ha commentato la Presidente della Commissione, Irina Herashchenko – poiché il Presidente ritiene che problemi in materia di Libertà di Stampa in ucraina non ci siano”.

 

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PER JULIJA TYMOSHENKO NUOVE ACCUSE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 3, 2011

Il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, espone le imputazioni a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Deputati Nazionali del campo arancione abbandonano il Parlamento per protesta. l’Anima della Rivoluzione Arancione respinge le accuse

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

L’ennesima seduta bollente alla Rada, ma con metà dei presenti. Nella giornata di mercoledì, Primo di Giugno, il Vice Procuratore Generale, Renat Kuz’min, ha riferito in Parlamento circa l’iter processuale ai danni della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko.

Una scelta non gradita dagli stessi deputati del campo arancione, che, in maglietta bianca con le scritte “Libertà ai detenuti politici” e “No alla repressione politica”, in segno di protesta, hanno abbandonato l’aula, ripetendo quanto fatto il giorno precedente. Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivschchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona hanno richiesto la comparsa alla Rada del Procuratore Generale in persona, Viktor Pshonka, lamentandosi della cronica impreparazione dei suoi Vice, in passato inviati alle audizioni parlamentari.

Un vizio non ripetuto, dal momento in cui Kuz’min si è presentato con una relazione dettagliata su Julija Tymoshenko. A carico della Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, tre sono i capi d’accusa, su cui sono stati raccolti i materiali che l’imputata deve visionare con il suo avvocato.

Il primo, l’uso improprio dei Fondi per il Protocollo di Kyoto: precedentemente, Julija Tymoshenko è stata accusata di averli utilizzati per pagare le pensioni, contravvenendo al regolamento, ma le indagini hanno rivelato che le uscite previdenziali sono state coperte con altre entrate. Dunque, da chiarire resta dove sia finito il prestito nipponico.

Il secondo è la condotta antistatale negli accordi del gas del gennaio 2009 con l’allora collega russo, Vladimir Putin. L’ex-Primo Ministro ucraino avrebbe costretto l’allora capo di Naftohaz – il colosso energetico nazionale – Oleh Dubyna, a rinnovare i contratti con Gazprom, senza l’avvallo del Consiglio dei Ministri. A negare tale interpretazione, lo stesso Dubyna, ma a confermare lo schema, senza dare pareri politici, sarebbe stato l’ex-Capo di Stato, Viktor Jushchenko, a sua volta convocato

Il terzo capo d’accusa riguarda l’acquisto irregolare ambulanze nell’autunno 2009. Secondo la Procura, Julija Tymoshenko avrebbe aumentato la spesa per tali uscite, e distribuito le Opel Combo solo alle regioni a lei politicamente fedeli. Secondo la difesa, invece, l’alto costo sarebbe motivato dall’acquisto di mezzi veloci, e la distribuzione attuata in zone dove maggiore era il bisogno e la carenza di assistenza sanitaria.

Oltre ad esse, il Vice Procuratore Generale ha comunicato l’apertura di un nuovo provvedimento, qualora apposite indagini dagli Stati Uniti confermassero l’acquisto irregolare anche di vaccini. In aggiunta, Kuz’min si è lamentato dell’operato dei magistrati, a suo dire vittime di pressioni della stessa Julija Tymoshenko.

Le critiche del campo democratico e di Bruxelles

Secca e puntuale la replica della Leader dell’Opposizione Democratica, che ha evidenziato come il processo a suo carico sia di carattere politico, voluto dal Presidente, Viktor Janukovych, per eliminare un concorrente politico.

Inoltre, sull’apertura del nuovo capo di accusa ha evidenziato come nel periodo incriminato, l’autunno 2009, alla guida del Ministero della Salute fosse una personalità oggi molto vicina al Premier, Mykola Azarov.

Lecito ricordare che Julija Tymoshenko è stata confinata in Patria, impossibilitata per ben due volte a recarsi a Bruxelles per il meeting del Partito Popolare Europeo – a cui appartiene – malgrado l’invito dei principali Capi di Stato e di Governo UE, e del Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Lo scorso 24 Maggio, l’anima della Rivoluzione Arancione è stata arrestata per qualche ora, poi rilasciata. Turbamento dinnanzi ad un processo che appare come politico è stato espresso da Unione Europea, USA, Consiglio d’Europa, PPE, e principali ONG internazionali.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: PROCURATORE GENERALE NON INFORMA SU JULIJA TYMOSHENKO. L’OPPOSIZIONE VIA DAL PARLAMENTO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on June 1, 2011

Il Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna e Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona lasciano la Rada contro la mancata relazione di Viktor Pshonka sul processo ai danni della Leader arancione. Protesta anche contro l’isolamento dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, in sciopero della fame

L'ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Una protesta necessaria per ottenere chiarezza e correttezza. Nella giornata di martedì, 31 Maggio, l’Opposizione Democratica ha abbandonato il Parlamento, in segno di protesta contro la mancata relazione del procuratore Generale, Vitkor Pshonka, sul processo a carico di Julija Tymoshenko.

A provocare la decisione, una risoluzione della Rada che ha permesso alla Procura di inviare qualsiasi suo rappresentante, senza scomodare il suo Capo. A proporla, e votarla, la maggioranza compatta, composta da comunisti, Narodna Partija, e Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel paese, a cui appartengono il Presidente, Viktor Janukovych, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri.

“Non è la prima volta che il Procuratore Generale non si presenta ad una nostra convocazione – ha dichiarato il Capogruppo del Blocco Tymoshenko-Bat’kivshchyna, Ivan Kyrylenko – spesso, si presentano seconde persone – ha continuato l’esponente del principale gruppo dell’Opposizione Democratica – che illustrano di non possedere informazioni”.

Pronta la risposta della Maggioranza: secondo il Capogruppo del Partija Rehioniv, Oleksandr Jefremov, l’importante è ascoltare il parere della Procura, senza scomodare il suo Capo. Nemmeno se ad essere interessata da un iter processuale è la Leader dell’Opposizione Democratica.

In solidarietà con il BJuT-Bat’kivshchyna, ha lasciato l’aula anche l’altro gruppo del campo arancione, Nasha Ukrajina-Narodna Samooborona. Come dichiarato dal Deputato Nazionale, Hennadij Moskal’, per sensibilizzare sullo stato del processo a carico dell’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento, e giunto al 25 giorno di sciopero della fame. In aggiunta, Moskal’, già collaboratore di Lucenko, ha evidenziato come il magistrato incaricato della conduzione dell’iter abbia a sua volta dovuto affrontare in passato la macchina della giustizia, per altre questioni.

“Sono solo chiacchiere, che non pregiudicano il processo all’ex-Ministro” gli ha risposto l’esponente del Partija Rehioniv, Vadym Kolesnichenko: il più simpatico dei Parlamentari ucraini, che definisce il Legno Storto un giornale di seconda scelta perché non stampato, e ritiene il redattore della Voce Arancione uno studentello di Padova.

In difesa anche di Lucenko

Nonostante l’intoppo parlamentare, l’Opposizione ha promesso di continuare la propria battaglia, e richiedere nuova audizione per il Procuratore Generale.Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, è confinata in Patria con l’accusa di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, e condotta antistatale nelle trattative per il gas con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

Quasi arrestata lo scorso 24 Maggio, l’ex-Primo Ministro è stata impossibilitata per due volte di recarsi a Bruxelles al meeting del Partito Popolare Europeo – di cui è partner – malgrado gli appelli dei principali esponenti politici moderati europei, tra cui il Presidente del parlamento Europeo, Jerzy Buzek.

Invece, Jurij Lucenko è accusato di Abuso d’Ufficio nel corso della sua Amministrazione del Dicastero degli Interni nel Terzo governo Tymoshenko. Arrestato lo scorso 26 Dicembre, è detenuto in isolamento, come un carnefice. In segno di protesta, da 25 giorni ha intrapreso uno sciopero della fame. Stando alle testimonianze di moglie e sostenitori, sarebbe visibilmente dimagrito.

Preoccupazione sullo stato di Democrazia e Libertà di Stampa in Ucraina è stata espressa, oltre che dal PPE, anche da Consiglio d’Europa, Unione Europea, USA, e più importanti ONG indipendenti.

Matteo Cazzulani

Ucraina: Julija Tymoshenko quasi arrestata

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 24, 2011

La Leader dell’Opposizione Democrarica trattenuta in Procura per aver partecipato al Porta a Porta ucraino. Arresto vicino. La protesta PPE

L’autoinvito al Shuster Live costa caro a Julija Tymoshenko. Nella giornata di Martedì, 24 Maggio, la Leader dell’Opposizione Democratica e stata arrestata per qualche ora.

Convocata in Procura per l’ennesimo interrogatorio, e stata trattenuta dalle forze dell’ordine. Motivazione, la mancata presenza alla convocazione dello scorso venerdì, in quanto affetta da bronchite.

Ciò nonostante, la sera, per difendersi da accuse continue mosse a suo carico, si e recata allo Shuster Live, il Porta a Porta ucraino. Troppo per i giudici, che, con l’inizio della settimana, hanno deciso inizialmente per il carcere.

Successivamente, nel corso di un incontro urgente con gli Ambasciatori UE, nel primo pomeriggio, il Procuratore Generale, Viktor Pshonka, ha promesso di non intaccare la libertà della Lady di Ferro ucraina

La condanna PPE

Proteste per l’ipotizzato arresto della Leader dell’Opposizione Democratica sono arrivate non solo dai suoi colleghi di schieramento e partito, ma anche dall’Unione Europea.

Il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens, ha condannato quella che ha definito come
l’ennesima dimostrazione del regresso democratico in Ucraina.

Lecito ricordare che la Leader dell’Opposizione Democratica, ex Primo Ministro, e stata accusata di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, e di acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Successivamente, anche di leso interesse nazionale con la firma dei patti per il gas del Gennaio 2009, con l’allora suo collega russo Vladimir Putin.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: DELL’ACCUSA A JULIJA TYMOSHENKO RESPONSABILI GLI 007

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 18, 2011

Chiarito chi ha avviato l’imputazione sulla Leader dell’Opposizione Democratica. La solidarietà dei Senatori USA

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

I Servizi Segreti ucraini dietro l’accusa alla Leader del’Opposizione Democratica. A confermarlo, Domenica, 17 Aprile, dagli schermi del canale Inter, è il Procuratore Generale, Viktor Pshonka. Colui che, sulla base di materiali ottenuti dagli agenti, ha aperto la nuova imputazione a carico di Julija Tymoshenko, per gli accordi sul gas del 2009.

Come riportato dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, per il Procuratore Generale si tratta di una questione di sicurezza nazionale ed economica. E, dunque, gli accordi, che hanno incrementato il costo del gas russo per l’Ucraina, da 179 Dollari per mille metri cubi a 450, va giudicata. In particolare, la Leader dell’Opposizione Democratica, allora Primo Ministro, è accusata di aver agito senza il permesso dei titolari dei dicasteri.

Un abuso d’ufficio, tuttavia smentito dagli stessi ex-Ministri. Gli accordi in questione sono stati stretti con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin, il 19 Gennaio 2009, in piena crisi economica, e sull’orlo dell’ennesima Guerra del Gas con Mosca. Pur di garantire un inverno al caldo al suo popolo, ed eliminare la clausola Prendi o Paga – per cui Kyiv ha pagato comunque un tetto di gas, a prescindere dal suo effettivo utilizzo – Julija Tymoshenko ha accettato di pagare il gas a prezzo di mercato, secondo il tariffario applicato ai Paesi dell’Unione Europea.

L’anima della Rivoluzione Arancione è accusata anche di uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze. Imputazioni che le sono costate il Confino in Patria. E l’impossibilità di recarsi liberamente a Bruxelles per prendere parte al summit del Partito Popolare Europeo, di cui fa parte.

Il sostegno USA

Turbamento dinnanzi alla situazione, sempre Domenica, 17 Aprile, è stato comunicato dalla delegazione dei senatori statunitensi. I quali, sempre da quanto riportato dall’Ukrajins’ka Pravda, nel corso di un meeting con Julija Tymoshenko, si sono detti preoccupati per il regresso democratico nel Paese, e per i segnali non incoraggianti circa il clima di libertà economica a Kyiv, ottenute dai propri analisti.

Nel contempo, i politici USA hanno confermato l’Ucraina come partner irrinunciabile per Washington. E, in virtù di tale importanza, rinnovato l’intenzione di dialogare più strettamente non solo con le Autorità, ma anche e sopratutto con l’Opposizione Democratica.

“L’Ucraina ha perso il treno per l’Occidente – ha risposto la Leader dell’Opposizione Democratica – solo un anno fa [quando a governare il Paese sono stati gli arancioni, n.d.a.] Kyiv sedeva sul convoglio diretto verso l’Unione Europea ed il definitivo consolidamento della democrazia”.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JULIJA TYMOSHENKO PUÒ PARTECIPARE AL SUMMIT PPE

Posted in Ukraina by matteocazzulani on March 17, 2011

Dopo diverse richieste, tutte negate, la Procura Generale accorda il viaggio a Bruxelles alla Leader dell’Opposizione Democratica. Che contrattacca e denuncia il governo di falsificazione dei dati sull’inflazione

La leader dell'opposizione democratica, Julija Tymoshenko

Chi la dura la vince. Anche contro la magistratura politicizzata. Nella giornata di mercoledì, 16 Marzo, la Procura Generale ha consentito alla Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, la partecipazione al summit del Partito Popolare Europeo.

Il permesso, finora sempre negato — malgrado gli appelli provenienti dalla Comunità Internazionale — permette all’anima della Rivoluzione Arancione di prendere parte all’incontro di lavoro con i colleghi dei soggetti politici moderati europei, con cui condivide l’appartenenza al PPE.

Ancora sospeso, invece, il viaggio di Julija Tymoshenko in Lituania, dove è stata invitata in occasione del Forum sul Rafforzamento della Democrazia. I giudici hanno rinviato la decisione a data da definire.

Una situazione di deficit democratico, per cui la Leader dell’Opposizione Democratica è confinata in Patria, e costretta ad interrogatori, quasi giornalieri, per rispondere di uso improprio dei fondi per il protocollo di Kyoto alle uscite sociali, ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Accuse politiche, per cui l’ex-Primo Ministro è una della decina di personalità del campo arancione ad essere colpite dalle Autorità. L’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, è detenuto in isolamento, come un carnefice.

L’ex-titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, è stato riconosciuto perseguitato dalla Repubblica Ceca, che gli ha concesso asilo politico.

Il contrattacco della Leader dell’Opposizione Democratica

Ciò nonostante, Julija Tymoshenko ha rilanciato, e denunciato il governo, per avere falsificato il dato dell’inflazione.

Secondo la Leader dell’Opposizione Democratica, un preciso disegno, ordinato dal Presidente, Viktor Janukovych, eseguito dal Primo Ministro, Mykola Azarov, con cui le pensioni minime sarebbero state congelate a 989 Hryvnje, anziché le 1237 necessarie per affrontare il carovita.

A risposta della denuncia, Julija Tymoshenko ha richiamato il Procuratore Generale, Viktor Pshonka. Il quale, finora, non ha dato risposta.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: ANCORA UN CASO DI LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ DI STAMPA. AMBASCIATORE UE BACCHETTA JANUKOVYCH

Posted in Ukraina by matteocazzulani on February 10, 2011

Vietato ai giornalisti il contatto con i manifestanti nel corso di un’uscita pubblica del Presidente. José Manuel Pintu Teixeira e Stefan Fule ancora critici con le possibilità di integrazione europea per Kyiv

L'ambasciatore UE, José Manuel Pintu Teixeira

L’Ambasciatore UE di Kyiv è meglio di Nostradamus. Oppure, è un profondo conoscitore della realtà in cui lavora. Fatto sta, che l’ennesima sua tirata d’orecchi alle Autorità ucraine ha anticipato, di poco, l’ultima riprova del regresso democratico, in atto sulle rive del Dnipro.

Nella giornata di giovedì, 10 Febbraio, a Kherson, ai giornalisti è stato vietato il contatto con un centinaio di manifestanti.

I quali, pacificamente, hanno atteso il Presidente, Viktor Janukovych, per esprimersi contro l’innalzamento dell’età previdenziale, prevista dalla riforma delle pensioni del Premier, Mykola Azarov – della medesima forza politica del Capo dello Stato.

Nulla da fare per i reporter, costretti a badare ai discorsi di Janukovych, piuttosto che raccogliere le ragioni del dissenso.

Dinnanzi a tale episodio, adeguato sarebbe il commento espresso poco prima dall’Ambasciatore dell’Unione Europea a Kyiv, José Manuel Pintu Teixeira.

Secondo il diplomatico, che ha ribadito la necessità di creare una Zona di Libero Mercato al più presto, la situazione in Ucraina non permette più di affrontare il discorso della sua integrazione UE.

In particolare, ad essere criticato è il mancato rispetto di Democrazia, Diritti Umani, e sovranità della legge.

“Per ora – ha spiegato, in una conferenza – i parametri minimi per l’ingresso in Europa non sono stati ancora raggiunti”.

Sulla medesima frequenza, il Commissario UE all’allargamento, Stefan Fule, turbato dinnanzi alla repressione ai danni dell’Opposizione Democratica, in atto dalla salita al potere di Janukovych.

Timide aperture

Come ribadito dal politico ceco, una decina di ex-Ministri dei governi arancioni è stata posta sotto processo, quando non arrestata, per futili motivi.

Tra essi, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, ora Leader dell’Opposizione Democratica. L’anima della Rivoluzione Arancione è confinata in Patria per uso improprio dei fondi per il Protocollo di Kyoto al pagamento delle pensioni. Ed acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze.

Non migliore la condizione dell’ex-titolare degli Interni, Jurij Lucenko, detenuto in isolamento come il peggiore degli assassini. Senza possibilità di incontro con famigliari e sostenitori.

Proprio a riguardo dei detenuti politici, sempre giovedì, 10 Febbraio, l’apertura del Procuratore Generale, Viktor Pshonka. Incalzato da una delegazione di Deputati Nazionali dell’Opposizione Democratica, ha promesso di considerare il loro rilascio.

Senza, tuttavia, comunicare una precisa scadenza.

Matteo Cazzulani

UCRAINA: JANUKOVYCH AMMETTE RESPONSABILITÀ SUL CASO TYMOSHENKO

Posted in Ukraina by matteocazzulani on December 25, 2010

Il Capo di Stato riconosce di sapere i dettagli del procedimento contro la Leader dell’Opposizione Democratica. La risposta di Bat’kivshchyna: “Palese repressione”

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

Il Presidente è aggiornato sulla repressione dell’Opposizione Democratica. Intervistato dai canali Inter, Ukrajina ed ISTV, Viktor Janukovych ha affermato di essere stato al corrente sugli sviluppi del processo ai danni della sua rivale, Julija Tymoshenko.

Come spiegato, Il Procuratore Generale, Viktor Pshonka — suo uomo di fiducia — avrebbe vagliato l’ipotesi di arrestare la Leader dell’Opposizione Democratica. Tuttavia, i magistrati hanno optato per l’abolizione del diritto di espatrio, e l’apertura di un processo.

Una libertà vigilata per l’ex Primo Ministro, accusata di uso improprio dei fondi per la diminuzione di CO2 al pagamento delle pensioni — peraltro in un momento di crisi economica — acquisto illecito di ambulanze, e conversione irregolare di danaro. Il tutto, senza prove certe.

“Spero che sia un processo giusto — ha affermato Janukovych — lontano da pressioni politiche”.

Opposizione Democratica repressa

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko

Peccato che le pressioni politiche, da parte delle Autorità, siano già fenomeno consolidato. Julija Tymoshenko è stata nuovamente convocata in procura, per il quinto interrogatorio nell’ultimo mese.

Sempre venerdì, 24 dicembre, Pshonka ha dichiarato ricercato l’ex Capo della Tesoreria statale, Tetjana Sljuz, in carica durante il governo Tymoshenko. L’accusa mossa alla politica, recentemente eletta Consigliera regionale di Khmel’nyc’kyj, abuso di potere.

Medesima motivazione adoperata per l’arresto dell’ex-ministro dei Trasporti, Viktor Bondar, già Capo della Segreteria dell’ex Capo di Stato, Viktor Jushchenko.

Infine, Pshonka ha riaperto le indagini sui protagonisti delle azioni Ucraina Senza Kuchma. Dimostrazioni pacifiche, con cui, nel 2001, gli ucraini hanno protestato contro l’amministrazione del padre politico di Janukovych, Leonid Kuchma. Repressa con la violenza, la dimostrazione non violenta è costata l’arresto alla Lady di Ferro ucraina.

Colpiti altri ex-ministri e personalità vicine a Julija Tymoshenko. Giovedì, 23 dicembre, arrestato l’ex Vice Ministro dell’Economia, Jevhen Kornijchuk. In prigione anche il suo ex-principale, Bohdan Danylyshyn, l’ex Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, l’ex Capo del Controllo Statale di Frontiera, Anatolij Makarenko, e l’ex Vice Capo di Naftohaz, Ihor Didenko.

Sotto procedimento giudiziario, anche l’ex Ministro degli Interni, Jurij Lucenko. Infine, ospite della procura per frequenti interrogatori, il Braccio Destro della Lady di Ferro ucraina, Oleksandr Turchynov, Vice Leader di Bat’kivshchyna, il principale partito dell’Opposizione Democratica.

“Manteniamo contatto con gli avvocati di tutti gli accusati ed arrestati del campo democratico — ha dichiarato Julija Tymoshenko all’uscita dalla Procura — nel Paese è in atto una repressione da parte di una mafia. E’ uno scandalo”.

Matteo Cazzulani