LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

NON SOLO IL PD IN ITALIA: A CONGRESSO IN POLONIA VA ANCHE LA PO

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 26, 2013

La Piattaforma Civica, principale Partito polacco di orientamento cristiano-democratico, va alla conta interna tra sostenitori del Premier, Donald Tusk, e del Presidente della Commissione Esteri, Grzegorz Schetyna. Il Congresso ha luogo dopo la fuoriuscita della fazione conservatrice dell’ex-Ministro della Giustizia, Jaroslaw Gowin

Congressi locali che possono influenzare gli assetti di Partito non sono solo una realtà che, sabato 26 Ottobre, interessa in Italia il Partito Democratico. In Polonia, il principale Partito, la Piattaforma Civica -PO- rinnova i suoi quadri dirigenti a livello regionale in una serie di battaglie che sanno di resa dei conti tra l’ala del Premier, Donald Tusk, e quella del Presidente della Commissione Esteri della Camera Bassa, Grzegorz Schetyna.

La PO, l’unico Partito in Polonia che è riuscito ad ottenere la riconferma al Governo del Paese -governa in coalizione con il Partito contadino PSL dal 2007- appare infatti diviso per via della inimicizia tra Tusk -che può contare sull’appoggio della corposa corrente dell’autore dello Statuto del Partito, Cezary Grabarczyk- e Schetyna, che ha servito come Ministro degli Interni nel primo Governo Tusk senza mai riuscire a costruire un rapporto sereno con il Premier.

Il vero oggetto della contesa interna ai cristiano-democratici polacchi è il posto di Segretario Generale della PO, che Schetyna vorrebbe dapprima occupare, per poi accrescere il suo peso politico ed influenzare il Governo di Tusk, che invece vuole mantenere la Carica un incarico meramente simbolico.

Per ottenere il controllo della Segreteria Generale, i due Leader PO devono conquistare quante più possibili Segreterie Regionali del Partito durante un confronto che, tra il 21 e il 26 Ottobre, appare abbastanza equilibrato.

La partita più aperta è quella della Bassa Slesia, dove per la Segreteria Regionale duellano Schetyna contro il Vice Presidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz: un sostenitore del Premier Tusk, che, due settimane fa, ha ottenuto la Segreteria del capoluogo della Regione, Wroclaw, proprio contro un candidato della fazione di Schetyna.

A rendere incerta la battaglia è il forte sostegno goduto da Schetyna al di fuori del Capoluogo della Bassa Slesia, dove l’alto numero di iscritti potrebbe portare l’ex-Vicepremier ad avere la meglio sull’attuale Vice Presidente del Parlamento Europeo.

Equilibri differenti sono invece in Malopolska, dove il candidato fedele a Tusk, Ireneusz Ras, ha rinunciato alla corsa in favore di Grzegorz Lipiec: un indipendente che ha dichiarato la volontà di sostenere il Premier a livello nazionale.

A pendere dalla parte di Tusk sono anche altre Segreterie Regionali del Paese, come quella della Pomerania, del Kujawo-Pomerania, della Mazuria, della Slesia, della Podcarpazia, e i Voivodati di Lodz e Opole.

La vittoria di esponenti vicini a Schetyna è aspettata invece in Mazovia -la Regione della Capitale Varsavia, dove invece il Partito è saldamente in mano al Sindaco Hanna Gronkiewicz-Waltz, vicina al Premier Tusk- Wielkopolska e Pomerania Occidentale, mentre i Voivodati di Swietokrzyskie e Polesia restano in bilico tra candidati afferenti ai due schieramenti.

Il Congresso PO ha una forte rilevanza politica in un Partito che, lo scorso Agosto, è stato già interessato dalla fuoriuscita dell’ala conservatrice guidata dall’ex-Ministro della Giustizia Jaroslaw Gowin.

Dopo avere lasciato la PO a governare con soli tre voti di maggioranza, Gowin sta creando una forza di destra assieme as alcuni fuoriusciti di Diritto e Giustizia: il Partito di orientamento conservatore dell’ex-Premier Jaroslaw Kaczynski, tradizionale avversario della Piattaforma Civica.

Al voto anche Repubblica Ceca e Georgia

Oltre che il principale partito della Polonia, al voto sabato 26 Ottobre vanno anche due importanti Paesi europei.

In Repubblica Ceca, Elezioni Parlamentari anticipate, convocate dopo la caduta di un governo o di centrodestra, sembrano favorire i socialdemocratici che, tuttavia, si potrebbero trovare costretti a formare una coalizione di governo con i libero-conservatori di TOP09 ed il movimento ANO, guidato dall’imprenditore Andrej Babis.

A rendere necessarie le larghe intese sarebbe l’alto consenso ottenuto dal Partito Comunista di Boemia e Moravia, e la volontà da parte del Presidente della Repubblica, Milos Zeman, Leader del poco votato Partito dei Diritti Civili, di monopolizzare il campo della sinistra per scopi personali in caso di governo con i Socialdemocratici.

In Georgia, Domenica, 27 Ottobre, la contesa è quella per le Elezioni Presidenziali tra Giorgi Margvelashvili, candidato supportato dalla colazione Sogno Georgiano del Premier Bidzina Ivanishvili, e L’ex-Speaker del Parlamemto, David Bakradze, del Movimento Popolare Unito del Presidente uscente, Mikheil Saakashvili.

Le Elezioni sono importanti per confermare lo stato della democrazia georgiana, conditio sine qua non per l’integrazione economica di Tbilisi con l’Unione Europea, minata da possibili processi a carico di Saakashvili e dall’arresto dell’ex-Premier, Vano Merabishvili.

Questo fatto ha ricordato l’uso selettivo della giustizia in Ucraina da parte del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, nei confronti della Leader dell’Opposizione, Yulia Tymoshenko: arrestata nel 2011 per ragioni politiche.

Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO ALL’EUROPA: “NON BOICOTTATE EURO 2012”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 20, 2012

A colloquio con il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz, nella camera dell’ospedale in cui è ricoverata, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina invita i politici UE a mantenere un atteggiamento scrupoloso nei confronti delle Autorità di Kyiv per non favorire la propaganda del regime durante i campionati di calcio. L’esponente di Bruxelles espone preoccupazione per le condizioni di psichiche dell’eroina arancione

La Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo. COPYRIGHT MATTEO CAZZULANI

Si all’invio di osservatori europei al processo e al trasferimento temporaneo all’estero per le cure mediche, no al boicottaggio del campionato europeo di calcio e al sostegno alla propaganda del regime di Kyiv. Questo è quanto emerso dall’incontro tra la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e il Vicepresidente del Parlamento Europeo, Jacek Protasiewicz, avvenuto sabato, 19 Maggio, presso la camera dell’ospedale di Kharkiv in cui l’eroina arancione è ricoverata.

Come comunicato da Protasiewicz alla radio pubblica polacca, Julija Tymoshenko ha espresso preoccupazione per la situazione del suo Paese e per il rallentamento del processo di integrazione di Kyiv nell’Unione Europea. Ciò nonostante, la Leader dell’Opposizione Democratica ha invitato i politici UE a non boicottare il campionato di calcio che l’Ucraina organizzerà con la Polonia.

Nello specifico, Julija Tymoshenko ha evidenziato come la mancata partecipazione alla rassegna calcistica per Kyiv sia un fattore negativo, ma, nel contempo, ha ritenuto saggia la decisione presa da diversi esponenti politici del Vecchio Continente di dosare la loro presenza sugli spalti degli stadi ucraini.

“Julija Tymoshenko si è appellata affinché i Leader europei non si facciano utilizzare dalla propaganda delle Autorità ucraine – ha dichiarato Protasiewicz a Polskie Radio – Inoltre, ha sostenuto che l’integrazione europea non è una priorità del Presidente, Viktor Janukovych. Per questo, ha ritenuto utile che l’Unione Europea appronti una politica dura nei confronti di Kyiv, come già dimostrato con il congelamento dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina”

In seguito, la Tymoshenko ha accettato la proposta del Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, in merito all’invio di esperti europei per monitorare l’andamento del processo in cui la Leader dell’Opposizione Democratica è imputata per evasione fiscale, e del ricorso in Cassazione contro la condanna a sette anni di detenzione in isolamento per avere firmato nell’ultimo anno passato alla guida del Governo, nel Gennaio 2009, accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Infine, la Leader dell’Opposizione Democratica ha apprezzato le cure mediche, che ha deciso di iniziare solo dinnanzi alla pressione internazionale, ma ha lamentato la presenza nella sua camera di telecamere installate dalle Autorità carcerarie per sorvegliarla giorno e notte. Per questa ragione, si è detta favorevole all’ipotesi di trasferimento fuori dall’Ucraina per terminare i trattamenti sanitari in un ambiente meno ostile, a patto che la soluzione abbia carattere temporaneo.

“Julija Tymoshenko si trova in uno stato psichico difficile – ha dichiarato Protasiewicz – il disagio può influire negativamente sulla riuscita delle cure mediche che sta affrontando. Si è detta favorevole al trasferimento all’estero, ma solo per qualche mese: non ha intenzione alcuna di emigrare. Ciò nonostante, è consapevole che la legislazione ucraina impedisce il ricovero di un detenuto fuori dal Paese”.

La clinica tedesca disposta ad accogliere la Tymoshenko a Berlino

In serata, è giunto l’invito della clinica tedesca Charité, da cui proviene il medico di fiducia della Tymoshenko incaricato di dirigere i trattamenti sanitari in Ucraina. Con una nota, ripresa dall’autorevole Ukrajins’ka Pravda, il Primario della struttura ospedaliera berlinese ha ritenuto che in Ucraina non vi sono le condizioni per terminare le cure mediche, e ha auspicato che le Autorità di Kyiv possano permettere il trasferimento della Leader dell’Opposizione Democratica in Germania.

“La Tymoshenko soffre da tempo di un’ernia al disco- riporta la nota della Charité – lamenta dolori che sono stati trascurati dalle Autorità carcerarie per tutto l’arco della sua detenzione in isolamento [iniziata il 5 Agosto 2011, n.d.a.]. L’hanno accusata di mentire, ma la sua sofferenza ha un fondamento medico. Spero che Kyiv prenda una decisione saggia, umana, e politicamente ragionevole”.

Julija Tymoshenko è stata condannata a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, l’11 ottobre 2011 dopo un processo costruito su prove irregolari – alcune delle quali datate addirittura il 31 Aprile! – in cui la difesa è stata privata di ogni diritto, compreso quello di convocare testimoni per sostenere l’innocenza dell’assistita.

Dopo questo verdetto, che è stato confermato dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre 2011, e che attende il pronunciamento della Corte di Cassazione, sul conto della Leader dell’Opposizione Democratica è stato aperto un secondo processo per fatti risalenti alla metà degli anni Novanta.

La comunità internazionale – Unione Europea, Stati Uniti d’America, Consiglio d’Europa, ONU, NATO, Canada, Australia, Freedom House, Amnesty International – a più riprese ha criticato il trattamento riservato alla Tymoshenko, e ha richiesto invano al Presidente Janukovych garanzie sullo svolgimento di processi regolari e sul riconoscimento dei diritti dell’imputata.

L’Opposizione Democratica ha illustrato la connotazione politica dei processi organizzati a carico della Tymoshenko e di un’altra decina di dissidenti politici, e ha accusato il Capo di Stato ucraino di essere il mandante di un’operazione mirata all’eliminazione dalla competizione partitica interna al Paese di ogni personalità di spicco del campo arancione.

Matteo Cazzulani